Presidente prima della Camera e poi della Repubblica dopo essere stato Ministro dell’Interno, membro, giovanissimo, dell’Assemblea Costituente e deputato per oltre quarant’anni. Basta l’elenco delle importantissime cariche ricoperte per rendere subito l’idea del valore e della personalità di Oscar Luigi Scalfaro, morto domenica 29 gennaio all’età di 93 anni.

Una scomparsa che colpisce in modo particolare la nostra Università che in Oscar Luigi Scalfaro poteva vantare uno dei suoi laureati più illustri. Laureatosi il 2 giugno 1941 presso la facoltà di Giurisprudenza con la tesi “Sottrazione di Cose Comuni - Art. 627 C.P.”, relatore il professor Vittorio Scardovi, il futuro Capo dello Stato pose dunque le basi della sua brillante carriera proprio nei chiostri di largo Gemelli. Dopo aver conseguito la laurea Scalfaro entrò in magistratura per poi dedicarsi a tempo pieno all’attività politica, una passione coltivata fin dagli anni della gioventù.

Nonostante i numerosi e importanti impegni politici Scalfaro continuò a mantenere vivo il rapporto con la “sua” università. A dimostrarlo le numerose occasioni in cui ha fatto ritorno in Ateneo per portare la sua testimonianza politica, storica e cattolica. In particolare, va ricordata la sua partecipazione, da Presidente della Repubblica, all'inaugurazione dell'anno accademico 1996-97 in un'Aula Magna appena restaurata.    

Scalfaro si spese in prima persona per la nostra Università anche attraverso incarichi ufficiali come, per esempio, la nomina a rappresentante del Governo nel Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo per il triennio 1990-1993. Incarico dal quale poi, il 4 maggio 1992, si astenne in seguito alla sua elezione a Presidente della Camera dei Deputati. Qualche settimana dopo, il 25 maggio, sarebbe salito al Quirinale.