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Quando funziona l’austerità

Milano Quando funziona l’austerità Si dibatte da anni di politiche restrittive ma le scelte che ne discendono si dividono in taglio della spesa e aumento della pressione fiscale. È da qualche anno che l’austerità è al centro di un acceso dibattito per quanto riguarda la politica economica di un Paese e il suo consolidamento fiscale. Lo sa bene Mario Monti che durante il suo governo tecnico tra il 2011 e il 2013, per ridurre lo spread dovette scegliere tra due approcci di stabilizzazione del deficit che nel libro vengono rigorosamente esaminati: ridurre la spesa pubblica oppure aumentare le entrate, quindi le imposte. La tesi principale di Alesina, Favero e Giavazzi dimostra che la riduzione della spesa pubblica sia come una medicina che minimizza gli effetti collaterali dell’austerità. L’aumento delle imposte, in un periodo in cui il debito pubblico è alto, - afferma Carlo Favero - provoca una distorsione per l’allocazione di risorse perché interviene su una domanda/offerta aggregata che disincentiva gli investimenti. L’austerità basata sulla riduzione della spesa pubblica, invece, è meno costosa in termini di crescita ed è più efficace nella stabilizzazione del rapporto debito/Pil». I tre autori hanno raccolto i dati sulle manovre fiscali di 16 Paesi Ocse degli ultimi 40 anni dimostrando come i piani di stabilizzazione fondati sui tagli di spesa portino a solo piccoli effetti di contrazione.

 
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