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Guanti e mascherine, è bastata una mail in Cina

ROMA Guanti e mascherine, è bastata una mail in Cina La catena di solidarietà innescata da Francesca Albanesi, studentessa di Medicina e chirurgia, è partita dalla comunità cinese residente in Italia e ha suscitato reazioni e supporti a livello internazionale. marzo 2020 Alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS sono in arrivo donazioni di migliaia di dispositivi di protezione individuale (DPI) dalla Cina per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Una notizia forse non troppo diversa da altre lette in questi giorni ma da raccontare per un motivo preciso: non stiamo parlando di nessun nome famoso, nasce infatti da uno dei cuori pulsanti di questa comunità ospedaliera, gli studenti. Protagonista di questa storia di solidarietà è Francesca , nostra laureanda in Medicina, che ha raccontato al quotidiano Il Messaggero la sua iniziativa. Si è trovata catapultata dentro l’emergenza e da studentessa universitaria, iscritta all’ultimo anno della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, Francesca Albanesi - 24 anni e prossima alla laurea (discuterà la tesi in Oftalmologia il prossimo giugno) - ha deciso di rendersi utile per il Policlinico Gemelli. Da un giorno all’altro molti studenti hanno dovuto rimodulare i tirocini, vivendo in prima persona il cambiamento provocato dal Covid-19 alle normali attività universitarie. Parlando con molti medici e specializzandi - spiega Francesca - mi sono resa conto che era necessario dare una mano per far sì che in ospedale arrivassero dispositivi di protezione: quelli che servono alla barriera primaria per far lavorare i medici in sicurezza e trattare con le dovute attenzioni i pazienti».

 

Petrosino, che tempo è quello del Covid-19?

Riflessione Petrosino, che tempo è quello del Covid-19? Certamente è il tempo per la riscoperta delle relazioni, soprattutto familiari, senza però cadere nel luogo comune che basti stare nella stessa stanza per vivere dei legami. Che, invece, bisogna volere e accogliere anche nel loro carico di conflittualità 10 marzo 2020 C’è un tempo per ogni cosa, dice il libro biblico del Qoelet. coronavirus #relazioni #iorestoacasa Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Coronavirus, dalla parte dei più piccoli

Consigli Coronavirus, dalla parte dei più piccoli I suggerimenti di psicologi e pedagogisti per aiutare bambini e ragazzi a gestire un momento così difficile come quello che stiamo vivendo. Alcuni esperti dell’Università Cattolica suggeriscono tecniche e modalità per affiancarli in questi giorni di chiusura delle scuole e di permanenza forzata in casa, nella consapevolezza che proteggerli non vuol dire tenerli lontani dalle difficoltà, ma aiutarli a comprendere la novità per fronteggiarla. La realtà, infatti, non va nascosta e va detto chiaramente che la chiusura delle scuole non dipende da un periodo di vacanza aggiuntivo ma da motivi di salute pubblica. Ne è convinta Chiara Ionio , docente di Psicologia delle relazioni, secondo cui – in relazione allo sconvolgimento che possono subire i bambini a causa di un’informazione troppo allarmistica – il protrarsi dell’emergenza è potenzialmente traumatogeno. Proprio sulle modalità di relazione con i bambini e i figli più grandi si sofferma Emanuela Confalonieri , docente di Psicologia dell’adolescenza: «È importante che genitori e adulti si rivolgano loro con modalità diverse a seconda dell’età. Anche con i figli più grandi si approfondisca l’argomento mettendo in evidenza gli aspetti positivi di questa crisi: il fatto che in Cina la situazione sta migliorando, che quindi c’è una evoluzione in meglio, che è ammirevole l’abnegazione del personale sanitario». Per Monica Amadini , docente di Pedagogia generale, «la sfida che si pone nei confronti dei bambini non è solo quella di offrire materiali di studio, ma tenere vivo un legame educativo.

 

Non diamoci la mano, tocchiamoci il piede

Adesso in città sono pochi coloro che circolano per la strada e i poliziotti all’ingresso dei supermercati controllano che le persone siano a distanza di sicurezza. La città offre uno scenario apocalittico al quale non eravamo abituati e che modifica le relazioni e ciò che diamo per scontato», osserva Rita Bichi , docente di Sociologia generale. Per la professoressa Bichi «l’attuale situazione, con i relativi accorgimenti anche nel contatto fisico, offre lo spunto per una riflessione sul dopo, per capire quello che diamo per scontato e che invece è importante nella nostra vita di relazione, come la vicinanza fisica degli altri». Sul tema del contatto nelle normali relazioni sociali Andrea Gaggioli , docente di Psicologia generale, evidenzia l’importanza della comunicazione non verbale, presidiata da diversi sistemi del linguaggio del corpo, come la pantomima e la prossemica. In assenza di questi, data l’eccezionalità del momento, possiamo utilizzare gesti vicari del consueto tipo di gestualità affidati alla nostra creatività per superare l’automatismo della stretta di mano, come ad esempio salutare toccandoci i piedi o inventando nuove forme che possono anche dire l’appartenenza a un gruppo, comitiva, associazione. Secondo il professor Gaggioli «l’attuale contingenza emergenziale può costituire l’occasione per apprendere come si costruiscono i nuovi codici espressivi, come quello del tocco del piede, perché dà l’idea di quanto sia plastica la comunicazione umana rispetto all’evolvere degli eventi e mutevoli i linguaggi e codici della comunicazione non verbale. È questo un segno della “comunicazione positiva” che non mira a creare allarmismi ma, anche grazie a una buona dose di fantasia, a condividere messaggi di altruismo e solidarietà, per controbilanciare lo tsunami che ci ha colpito in questo periodo.

 

Sfruttate questa situazione per cambiare prospettiva

Sfruttate questa situazione per cambiare prospettiva Il messaggio del preside di Psicologia Alessandro Antonietti agli studenti della sua facoltà è un invito a cogliere nelle difficoltà aspetti che possono avere un ruolo formativo. Una sorta di educazione al cambiamento che il preside della Facoltà di Psicologia Alessandro Antonietti ha rivolto ai suoi studenti e che si conclude con i versi del poeta Fernando Pessoa, un invito a “... fare dell'interruzione un nuovo cammino ”. Di seguito alcuni estratti della lettera “ Care studentesse, cari studenti abbiamo capito che ciò che inizialmente si prefigurava come una momentanea sospensione dell’attività in presenza sarà invece una situazione che ci accompagnerà almeno sino a Pasqua. Tenere una lezione davanti a un monitor cercando di compattare il più possibile il discorso non è per un docente la stessa cosa che parlare in un’aula reale, e così commentare delle slides al di fuori di un’effettiva relazione con l’interlocutore. Se un cambiamento di prospettiva è richiesto all’insegnante, è richiesto anche a voi per adeguarvi a queste nuove forme comunicative e quindi non potete chiedere a questi strumenti ciò che vi attendevate da una lezione tradizionale. Non che si voglia fare a tutti i costi di necessità virtù, però tenete presente le opportunità che il momento presente mette a disposizione e non rifuggite da fatiche e cambi di habitus mentale che possono avere un ruolo formativo. Vi lascio con i versi di una poesia di Fernando Pessoa: “ Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando; la certezza che abbiamo bisogno di continuare; la certezza che saremo interrotti prima di finire.

 

Il messaggio di monsignor Claudio Giuliodori

Abbiamo cercato di far fronte alla nuova situazione rivedendo l’organizzazione didattica in base alle indicazioni date dal governo, pensando che si potesse trattare di una breve fase di difficoltà. Siamo in prima linea, infatti, con la Facoltà di Medicina e chirurgia e il Policlinico universitario A. Gemelli che nella sede di Roma stanno contrastando con grande competenza scientifica e con uno straordinario impegno assistenziale, gli effetti del Coronavirus nell’area laziale. Esprimiamo pertanto in primo luogo la nostra vicinanza e la nostra gratitudine a tutti coloro che operano sulla frontiera più avanzata della tutela della salute, in tutte le strutture sanitarie del Paese e, in particolare, nel presidio ospedaliero legato al nostro Ateneo. Grazie alla sollecitudine del Rettore e degli organismi di governo dell’Ateneo si è approntato quanto necessario, soprattutto dal punto di vista dell’infrastruttura informatica, per dare continuità via web alle attività didattiche e di ricerca. Oltre ad incentivare questa concreta modalità operativa in rete, è importante che la nostra comunità continui a coltivare sentimenti di appartenenza e di condivisione al fine di contrastare virus non meno pericolosi, come quelli dell’isolamento, dello smarrimento e della sfiducia. Questa situazione può accentuarli, ma può anche diventare l’occasione per una significativa inversione di tendenza o, se vogliamo, con una parola non estranea alla cultura cattolica del nostro Ateneo, di vera e propria conversione personale e sociale, culturale e spirituale. Sarà certamente così anche questa volta, soprattutto se sapremo fare nostro l’invito di Papa Francesco a «vivere questo momento difficile con la forza della fede, la certezza della speranza e il fervore della carità» (Angelus, 8 marzo 2020).

 

Appello dei Rettori delle Università lombarde del 9 marzo 2020

Come Rettori degli Atenei lombardi ci sentiamo profondamente toccati da quello che sta accadendo e abbiamo immediatamente dato seguito alle richieste delle autorità nazionali e regionali sospendendo le attività didattiche in presenza e implementando, non senza un grande impegno sia tecnico che di personale, le lezioni a distanza. Questo consente e consentirà ai nostri studenti di proseguire in sicurezza il programma didattico, al fine di garantire loro un regolare percorso di studi. Le nostre Università, abitualmente luogo di aggregazione e di intensi scambi scientifici e culturali, sono oggi tristemente vuote ma vogliamo che sia la testimonianza di come il contenimento sociale sia la singola e più efficace manovra di ostacolo alla diffusione del virus. Il Paese tuttavia non può reggere a lungo se ciascun cittadino non farà la propria parte seguendo il principio più importante che è quello del contenimento sociale, restando il più possibile al proprio domicilio e riducendo al massimo le attività esterne. Fa piacere leggere delle manifestazioni di vicinanza e di stima al personale medico ed infermieristico dei nostri ospedali, ma tutti devono comprendere che se non otteniamo il rallentamento della curva di crescita con la serietà dei nostri comportamenti, tutti i loro sforzi saranno vani. Facciamo appello affinché tutti i cittadini e tutti i residenti in Italia, indipendentemente dalla regione di residenza, seguano alla lettera e nel modo più scrupoloso possibile le indicazioni contenute nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e nelle correlate disposizioni attuative. Nessuno si senta lontano o peggio immune da questa grave epidemia che sapremo fronteggiare e vincere solo con uno sforzo comune prima di fiducia verso gli esperti, poi di comprensione e quindi di azione.

 

Cari Agostini, non perdiamoci di vista. La proposta del collegio

La proposta del collegio L’Augustinianum, storica residenza maschile del campus di Milano, con ospiti da tutta Italia, convoca a distanza gli studenti per mantenere viva la comunità in questo periodo di distacco. Prima assemblea con 70 ragazzi collegati by Paolo Ferrari | 11 marzo 2020 Essere spirito di fermento e creatività per tutto l’Ateneo. Questo si propone l’Augustinianum, lo storico collegio maschile del campus di Milano dell’Università Cattolica, anche nei giorni difficili del Coronavirus. Per questo il direttore e il vicedirettore dell’ Augustinianum , Edoardo Grossule e Andrea Patanè hanno registrato un videomessaggio per spiegare lo spirito con cui il collegio affronta questo particolare momento e rinsaldare le relazioni tra i collegiali. Armarsi di forza e coraggio, ma soprattutto di spirito di iniziativa e tecnologie all’avanguardia», hanno scritto. Così, nel giro di 48 ore, grazie a Blackboard e Teams, il collegio Augustinianum ha messo in piedi un sistema per mantenere viva e creativa la comunità in questo periodo di distacco. La direzione del collegio e i ragazzi sono al lavoro con un programma che prevede forum per discutere sulle iniziative di solidarietà, riunioni virtuali di tre commissioni e attività pastorali tutte rigorosamente in collegamento web.

 

Coronavirus, l’Università Cattolica rinvia la scadenza della terza rata

Per informazioni: infocoronavirus@unicatt.it #coronavirus #misureprecauzionali #iorestoacasa Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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