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Laura ambasciatrice contro la povertà

Brescia / Milano Laura ambasciatrice contro la povertà La studentessa di Scienze politiche e sociali è tra i 40 giovani selezionati in tutta Italia per partecipare al programma “Youth Ambassador” dell’associazione The ONE Campaign, fondata da Bono. Laureata in Scienze politiche e delle relazioni internazionali nella sede di Brescia e ora studentessa di Cooperazione internazionale sempre alla facoltà di Scienze politiche e sociali ma nel campus di Milano, ha preso parte alla sesta edizione del programma, inaugurata il 28 marzo a Roma. Insieme a ONE, Laura condurrà azioni di campagna in vista delle elezioni europee, del vertice del G7 e della conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, un’organizzazione pubblico-privata che punta a porre fine a tre delle malattie più mortali al mondo. Sono molto orgogliosa di essere stata selezionata per il programma Youth Ambassador che mi permetterà di impegnarmi per ottenere un cambiamento concreto per le persone che vivono in condizione di povertà estrema» afferma Laura Pasinetti. Secondo Caterina Scuderi , referente di ONE per l’Italia, «è davvero incoraggiante sapere di poter contare su un gruppo di giovani così dedicati e appassionati per portare avanti la nostra battaglia per un mondo libero dalla povertà estrema, dalle malattie prevenibili e dalle disuguaglianze sociali. Martina è al primo anno del corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze politiche e sociali della sede di Milano. PROGRAMMA “YOUTH AMBASSADOR” Gli ambasciatori ONE sono un gruppo di giovani volontari estremamente motivati, selezionati tramite bando pubblico, che conducono attività di sensibilizzazione in tutta Europa per porre fine alla povertà estrema.

 

Più formazione contro la povertà

brescia Più formazione contro la povertà Più di 1.400 persone vivono in condizione di assoluta indigenza nel comune di Brescia. Povertà in corso ”, iniziativa che rientra nel progetto di Welfare in azione “Brescia città del noi ”, finanziato da Fondazione Cariplo e che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. L’iniziativa di informazione e approfondimento ha richiamato a palazzo Loggia operatori dei servizi, istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore che a vario titolo operano in città sul tema del contrasto alla povertà. La vasta galassia bresciana del sociale è stata esaminata da Gerolamo Spreafico , docente della facoltà di Scienza della Formazione dell’Università Cattolica, e raccolta in un Compendio sulle principali teorie e pratiche per contrastare la povertà. Questo perché il tema delle condizioni di povertà nelle quali si trovano ampie fasce di popolazione e delle relative azioni di contrasto messe in campo da enti pubblici e organizzazioni private è una materia complessa non sempre affrontata con la profondità necessaria. In questo si ritiene auspicabile la costituzione di gruppi di lavoro coordinati e molto rigorosi nei metodi che aumentino le competenze dei soggetti in questione, come per esempio Think Tank locali, Comunità di pratiche con forte attenzione alla valutazione». Aggiungendo anche che la mobilità sociale di fatto non esiste più e nell’attuale stato di crisi economica, se guardi la tua famiglia d’origine conosci già, in linea di massima, quale sarà il tuo reddito futuro.

 

Piacenza, la città controluce

Nonostante il continuo sviluppo economico e i numerosi progressi sociali e culturali, una parte rilevante di popolazione resta sempre coinvolta in processi di impoverimento e di deprivazione, sia a livello planetario che locale. Anche Piacenza, città ricca e operosa, rivela come una fetta significativa della sua collettività soffra situazioni di estremo bisogno economico e spesso anche relazionale e sociale. Il tasso di deprivazione materiale è raddoppiato dal 2008 fino al 16% coinvolgendo quindi circa 47 mila piacentini. Certamente il riflesso indica come le relazioni e le reti tra persone possano contribuire, se non a sconfiggere la deprivazione, a renderla più vivibile, ritrovando tutti le capacità di recuperare spazi di vita più solidali verso un welfare generativo e responsabile.

 
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