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Gli Stati Uniti in balia della logica del “me contro te” di Trump

L'analisi Gli Stati Uniti in balia della logica del “me contro te” di Trump La presidenza del magnate americano ha messo tutti contro tutti. Di qui la protesta che non cessa di attraversare le città con possibili ricadute sulle presidenziali di novembre. Parla la giornalista del Foglio e alumna Unicatt Paola Peduzzi by Claudio Rosa | 22 giugno 2020 Gli occhi di tutto il mondo sono, ormai da mesi, puntati sugli Stati Uniti. L’America in questo momento sta infatti vivendo una fase di grandissima ebollizione, nella quale stanno saltando fuori fratture antiche e fratture nuove. Tutto questo sta portando a una mobilitazione evidente delle piazze, il cui effetto lo sentiremo forse nelle elezioni di novembre». Una fase di turbamento e shock per l’Occidente, che amplifica tutto quello che succede: «Questo shock è dato da un 2020 particolarmente strano e da un cambiamento di leadership e di guide che, di fronte a delle crisi come queste, hanno rivelato la loro inefficacia dal punto di vista concreto». Soprattutto ora con le proteste, penso ai discorsi della sindaca di Atlanta, una leadership fatta di cura e attenzione di cui hanno bisogno ora gli Stati Uniti dopo un periodo in cui si sono sentiti bistrattati».

 

Un presidente sulla difensiva. Uno sfidante debole. Una recita a copione

L'analisi del professor Gianluca Pastori 30 settembre 2020 Abbiamo chiesto al professor Gianluca Pastori di commentare a caldo il primo dibattito televisivo tra il presidente uscente Donald Trump e lo sfidante Joe Biden in vista delle elezioni presidenziali di novermbre. La sua analisi è stata pubblicata sull'Huffington Post di Gianluca Pastori * Il dibattito della scorsa notte fra Donald Trump e Joe Biden si è svolto lungo linee ampiamente prevedibili. Più che un confronto su fatti e linee politiche è stato uno scontro di personalità, che Trump ha cercato di dominare con la sua presenza e con la consueta aggressività verbale. Non sempre questa strategia si è dimostrata pagante e se, l’obiettivo dello sfidante era quello (sostenuto da vari osservatori) di smentire gli sprezzanti giudizi del presidente uscente riguardo alla sua presunta “fragilità”, tale obiettivo sembra essere stato raggiunto. Più difficile è capire quanto il confronto sia riuscito a spostare effettivamente il voto degli indecisi, anche se alcuni sondaggi ‘volanti’ condotti subito dopo il dibattito sembrano evidenziare una vittoria dello sfidante democratico in questo segmento dell’elettorato. Entrambi i contendenti si sono sostanzialmente attenuti al copione recitato negli ultimi mesi, con Biden in genere -- ma non sempre -- più “presidenziale” del suo avversario e più aderente all’immagine “istituzionale” che si associa, di norma, all’inquilino della Casa Bianca. continua a leggere sull'Huffington Post] * docente di Storia delle relazioni politiche fra il Nord America e l’Europa, facoltà di Scienze politiche e sociali , campus di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore #elezioni presidenziali #usa #trump #biden Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Black vote matters, il voto afroamericano potrebbe incoronare Biden

Abbiamo chiesto ad alcuni giornalisti di varie testate, particolarmente esperti di politica americana e molti dei quali alumni dell’Università Cattolica, di aiutarci a capire dove stanno andando gli Stati Uniti e come affrontano uno dei passaggi più delicati della loro storia. La polarizzazione dello scenario politico è stata animata e incoraggiata da Trump, che fin dal principio ha imposto la sua idea di politica caratterizzata da spaccatura, litigiosità e da quel clima di microconflittualità che ha contraddistinto ogni disputa. L’aggressività di Trump ha contribuito a surriscaldare gli animi? «Sì, proteste e crisi sociale sono la conseguenza più tragica e visibile, anche perché ci sono di mezzo questioni importanti, come i diritti delle persone e la sicurezza nazionale, che sono temi molto cari a tutti gli elettori. Era comunque abbastanza scontato per la stagione che viviamo che Biden scegliesse una donna di colore e, forse, questa inevitabilità ha tolto un po’ di quella carica che Kamala ha e pure in grande abbondanza. Sul tentativo di mobilitazione di questi due segmenti di popolazione si basa la campagna di Biden, che è fondamentalmente riassumibile con uno slogan (anche perché non ce ne ricordiamo molti altri): “Se volete cambiare lo scenario attuale, l’unica cosa che potete fare è votare”». Utilizzando una sua metafora, si potrebbe dire, dopo quest’inchiesta, che il presidente che avrebbe dovuto “prosciugare la palude” se n’è costruita un’altra, più confacente alle sue caratteristiche, in cui i punti di partenza, di smistamento dei privilegi sono i suoi alberghi, i suoi resort, in soldoni la Trump Organisation. Trump, che prova disprezzo per tutto ciò che è multilaterale, per tutte le decisioni collettive, ha stroncato volontariamente questa fiducia, che dal dopoguerra in avanti è rappresentata dalle istituzioni internazionali e da tutte le loro declinazioni.

 

Chi vince dovrà gestire le rovine d’America

Abbiamo chiesto ad alcuni giornalisti di varie testate, particolarmente esperti di politica americana e molti dei quali alumni dell’Università Cattolica, di aiutarci a capire dove stanno andando gli Stati Uniti e come affrontano uno dei passaggi più delicati della loro storia. Non sarà una sorpresa se Biden vincerà per il maggior numero di voti, ma sappiamo bene che per il modello elettorale americano questo non significa che sarà sicuramente lui il presidente. Non è un caso che sia il luogo in cui Biden è nato ma è anche uno degli Stati che quattro anni fa ha regalato la vittoria a Trump. Va detto però che gli elettorati sono molto polarizzati, è vero che c’è una fascia di Repubblicani che non ama Trump, ma stiamo comunque parlando di un partito in cui non c’è un’idea di ripartenza. Crede che una parte dell’elettorato democratico possa astenersi? «La sensazione è che la scelta di Kamala Harris come vicepresidente sia stata felice, perché è una rappresentante degli afroamericani ma è anche un volto fresco, e seppur non sia una giovanissima leva, ha portato più energia. Quali potrebbe essere le novità più immediate che potrebbe comportare una vittoria di Biden? «In America non ci sono quasi mai svolte radicali, però sicuramente cambieranno i rapporti con gli alleati, con l’Europa, con la Nato, che avranno una fase di distensione notevole rispetto a Trump. Per concludere, possiamo dire che questa campagna elettorale è stata una delle peggiori di sempre? «Finora si parlava degli Stati Uniti come della più grande democrazia occidentale, ma queste elezioni hanno mostrato ancora di più che l’America non ha più alcuna lezione da dare ad altri Paesi.

 

«La pandemia ha penalizzato Trump»

Speciale Elezioni Usa 2020 «La pandemia ha penalizzato Trump» Ne è convinto Daniele Meloni , esperto di politica americana ed ex studente della Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica, persuaso che il Covid-19 ha azzoppato una politica economica che andava a gonfie vele. Abbiamo chiesto ad alcuni giornalisti di varie testate, particolarmente esperti di politica americana e alcuni dei quali alumni dell’Università Cattolica, di aiutarci a capire dove stanno andando gli Stati Uniti e come affrontano uno dei passaggi più delicati della loro storia. Secondo Daniele Meloni , esperto di politica americana, collaboratore di Startmag ed ex studente della Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica, sia Donald Trump che Joe Biden hanno commesso errori e non godono dell’appoggio uniforme da parte dei rispettivi partiti. Quali sono stati gli errori nel corso di questa campagna elettorale da parte del Partito Democratico? Biden è il miglior candidato che si potesse presentare? «La scelta del candidato è l’errore principale. Il Partito Democratico è una macchina rodata, ma questa volta l’alternativa al socialista Sanders è stata quella di un personaggio che non porta di certo con sé un’aria fresca e nuova e che rappresenta una politica fin troppo tradizionale. Bisogna dire che adesso lo scenario è diverso: questa volta c’è una coalizione più coesa in ottica anti-Trump e credo che i fans di Sanders voteranno comunque per Biden». Che cosa si devono aspettare l’America e il resto del mondo nel caso di una rielezione di Trump? E che cosa invece nel caso di una vittoria di Biden? «Cambierà pochissimo in entrambi i casi.

 

Usa, Joe Biden è il nuovo presidente

Speciale elezioni Usa 2020 Usa, Joe Biden è il nuovo presidente Con il successo in Pennsylvania il candidato democratico conquista la Casa Bianca. Le sue prime parole in un tweet: «Sarò il presidente di tutti gli americani» by a cura di Paolo Ferrari | 07 novembre 2020 Joe Biden è il 46esimo presidente degli Stati Uniti d'America. Il candidato democratico, nel tardo pomeriggio (ora italiana) di sabato 7 novembre, conquistando la Pennsylvania e i suoi 20 grandi elettori, è ormai certo della vittoria. In un tweet le sue prime parole da presidente eletto: «Sono onorato che gli americani mi abbiano scelto come loro presidente. Intervista al giornalista per diverse testate nazionali e curatore del progetto della Treccani AtlanteUsa2020 di Giacomo Cozzaglio Trump e l'eterna lotta tra realtà e reality – intervista a Mattia Ferraresi La pandemia ha fatto irruzione nelle presidenziali americane colpendo direttamente il candidato repubblicano. Il vero ostacolo alla rielezione di Trump sarà certamente il Covid di Emiliano Dal Toso «Vi racconto l’America vera che va al voto» - intervista a Emiliano Bos Il corrispondente dagli Stati Uniti della Radio Televisione Svizzera è rientrato da un viaggio in camper attraverso tutta la federazione. Anche per il suo impatti drammatico sull’economia di Emiliano Dal Toso La campagna “Covid related” potrebbe cambiare inquilino alla Casa Bianca - intervista ad Alberto Simoni Secondo il caporedattore de “ La Stampa ”, laureato in Lettere in Unicatt, se spostassimo le lancette a gennaio 2020, avremmo pochi dubbi sul vincitore delle Presidenziali.

 

Parsi: «La grandezza di un Paese è fatta di relazioni, non di ricchezza»

Il neo presidente eletto ha già annunciato le quattro priorità a cui si dedicherà per ricostituire un’America più unita e più forte: la lotta contro il Covid-19, la ripresa economica, l’eguaglianza razziale e il cambiamento climatico. Sarò un presidente che unisce e non un presidente che divide. Torniamo ad ascoltarci, siamo tutti americani», ha dichiarato Biden durante il suo discorso della vittoria. elezioniusa #parsi #biden #presidenziali Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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