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Mano bionica, pionieri della ricerca

Roma Mano bionica, pionieri della ricerca Si tratta di una protesi robotica di nuova generazione impiantata nei nervi del paziente in grado di ricevere informazioni sensoriali quando entra in contatto o manipola oggetti. Tuttavia, l’eccessiva dipendenza dalla vista dovuta all’assenza di un feedback sensoriale è un problema che contribuisce alla difficoltà di sentire la mano bionica come parte integrante del proprio corpo e quindi alla mancanza di naturalezza nell’utilizzarla. Recentemente, diversi gruppi di ricercatori sono riusciti a fornire un feedback tattile (ovvero la sensazione del tatto, ad esempio quando sfiori o afferri un oggetto) ai pazienti amputati utilizzando diversi approcci, migliorando nei pazienti sia l’utilizzo sia la sensazione di ‘appartenenza’ delle protesi al proprio corpo. manobionica #robotica #neurologia Facebook Twitter Send by mail LA RICERCA “Nel nostro studio - spiegano il professor Silvestro Micera - abbiamo dimostrato che la sostituzione sensoriale basata sulla ‘stimolazione intraneurale’ è in grado di fornire un feedback propriocettivo in tempo reale e in combinazione con un feedback tattile sensoriale. Con la stimolazione intraneurale il normale flusso di informazioni che giungono dall’esterno viene ripristinato tramite impulsi elettrici inviati da elettrodi inseriti direttamente nei nervi dell’arto superiore amputato; il paziente dopo un apposito training impara progressivamente a tradurre questi impulsi in sensazioni di natura tattile e/o propriocettiva. La simultanea presenza di un feedback propriocettivo e di uno tattile ha consentito ad entrambi gli amputati di discriminare le dimensioni e la forma di quattro oggetti con un importante livello di accuratezza (75,5%). “Questo importante risultato segue di poco il nostro recente studio pubblicato su Annals of Neurology dove abbiamo dimostrato nei pazienti coinvolti che è possibile utilizzare a lungo termine (molti mesi) questo tipo di tecnologia esplorandone anche la valenza clinica.

 

Robot sociali, superuomini al nostro servizio o pericolosi alieni?

Il dibattito Robot sociali, superuomini al nostro servizio o pericolosi alieni? La Human-Centered AI è una visione inclusiva dell ’interazione uomo-robot : sarà la persona a definire obiettivi e vincoli etici della progettazione. luglio 2019 di Antonella Marchetti * La nostra vita quotidiana ci vede da qualche tempo in crescente interazione con una particolare forma di tecnologia: i robot e, in special modo, i robot sociali. Dei “Superuomini” al nostro servizio, secondo un’immaginazione utopica, o dei pericolosi alieni capaci di prendere il potere e assoggettarci, secondo le fantasie maggiormente distopiche. Due fenomeni psicologici saranno a questo riguardo osservabili: da un lato il timore e l’ansia per le novità, che hanno regolarmente caratterizzato gli avanzamenti tecnologici; dall’altro l’animismo, ben studiato da Jean Piaget , cioè la tendenza infantile - mai del tutto sopita - ad ascrivere caratteristiche umane al mondo inanimato. I robot sociali ben si prestano a studiare empiricamente, in situazioni tanto naturalistiche quanto controllate, l’umana attitudine a “umanizzare” la realtà, attribuendole un senso sulla base della propria “ psicologia ingenua ” o Teoria della Mente (l’inclinazione cioè a interpretare il comportamento sulla base di stati interni di tipo psicologico). Si tratta di una visione interdisciplinare e inclusiva dell’interazione uomo-robot, caratterizzata da una quanto mai opportuna centratura sull’umano a vari livelli: di progettazione, di utilizzo, di significazione o attribuzione di senso alle interazioni. docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell'Educazione, f acoltà di Scienze della formazione , direttore dell'Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente Secondo articolo di una serie dedicata a come l’intelligenza artificiale ci sta cambiando.

 

L’agri-robot che pota le viti

Scienza e tecnica L’agri-robot che pota le viti Sarà sviluppato dall’IIT in collaborazione con il laboratorio I-Leaf della sede di Piacenza dell’Ateneo e segnerà, come spiega il professor Stefano Poni , una rivoluzione nell’agricoltura di precisione applicata ai vigneti. Ecco in video come funziona 15 novembre 2018 La robotica scende in campo per gestire in modo innovativo le colture. L'agricoltura di precisione mira, infatti, a massimizzare sia resa e qualità delle colture, per ottenere una maggiore competitività e sostenibilità dei sistemi agricoli. Il progetto porterà allo sviluppo e all'applicazione di un nuovo robot da utilizzare in vigneto» spiega il professor Stefano Poni , direttore del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili . Nella fattispecie, l’applicazione robotica riguarderà la complessa e affascinante operazione della potatura invernale in vigneto». Un progetto che si avvantaggia dell'esperienza complementare di IIT (robotica e automazione) e Università Cattolica (produzione di colture sostenibili) per l'implementazione di un robot esistente sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia per applicazioni innovative in agricoltura. Un progetto che corre veloce: il primo prototipo sta infatti prendendo vita.

 

I robot scendono in campo

Tra i primi, l’uso della robotica nell’agricoltura di precisione, a partire dalla potatura nei vigneti, e lo studio delle interazioni umani-umanoidi. aprile 2018 L’ Università Cattolica del Sacro Cuore e l’ Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno siglato un accordo quadro di collaborazione che prevede come prime iniziative congiunte di sviluppare ricerca interdisciplinare nelle aree della robotica, delle tecnologie dedicate al campo agroalimentare e ai materiali sostenibili. Per quanto riguarda la collaborazione sulle tematiche agroalimentari e nuovi materiali sostenibili IIT e Università Cattolica prevedono di costituire nell’ambito dell’accordo quadro siglato un laboratorio congiunto di ricerca che prevedrà un investimento di entrambe le realtà. I temi principali che saranno oggetto degli studi dei ricercatori di IIT e Università Cattolica saranno l’utilizzo della robotica in agricoltura , la produzione di nuovi materiali plastici da scarti agroalimentari e sistemi diagnostici innovativi applicabili nell’ambito della sicurezza alimentare . Lo studio di AI, robotica e nuove tecnologie non possono prescindere da studio etici e sociali che ne valutino l’impatto sulla società ed i benefici» racconta Roberto Cingolani , direttore scientifico dell’IIT. L’avvio di questa innovativa collaborazione si colloca in un momento decisivo di attenzione strategica verso l’AI e la robotica, segnato dal prossimo lancio (25 aprile) del Piano di Azione della Commissione Europea sull’intelligenza artificiale . robotica #intelligenzaartificiale #ai #iit Facebook Twitter Send by mail PHD, LE SFIDE PER I NEODOTTORI Lo scorso 16 aprile, la cerimonia di conferimento del titolo di dottore di ricerca per gli anni accademici 2016 e 2017.

 
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