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125 laureati a distanza per Scienze bancarie

Didattica 125 laureati a distanza per Scienze bancarie Tra lunedì 6, martedì 7 e mercoledì 8 aprile discussioni delle tesi per i corsi triennali e magistrali. La preside Elena Beccalli ai neo dottori: «Un risultato raggiunto grazie al sostegno delle famiglie e all’impegno dimostrato in questi anni di studio» 07 aprile 2020 Centoventicinque laureandi collegati da tutta Italia per discutere la tesi. Tra lunedì 6, martedì 7 e mercoledì 8 aprile la facoltà di Scienze bancarie, finanziere e assicurative proclama i suoi primi laureati triennali e magistrali a distanza. Colgo inoltre l’occasione per formulare un augurio per le ulteriori sfide che vi attendono e per gli ancora significativi risultati che nella vostra vita personale e professionale vi attenderanno. Tra i laureati c’è anche Michela Bressan , di Vicenza, che martedì 7 aprile ha discusso, proprio sotto la guida della professoressa Beccalli, la sua tesi magistrale del profilo Emif. Un mese e mezzo fa non mi sarei mai immaginata che sarebbe andata così la discussione, un giorno che ho desiderato, aspettato e preparato da tantissimo tempo. Eppure è stato un momento speciale, anche se diverso, e gestito dall’Università molto bene: il fatto che i presidi abbiano inviato comunicazioni agli studenti, facendo sentire la loro vicinanza, è stato per tutti noi fondamentale».

 

A Brescia la prima tesi sul Covid-19

La tua è la prima tesi di laurea magistrale bresciana, e una tra le primissime in Italia, ad affrontare il tema della pandemia... Si tratta di un’idea che è nata in corso d’opera. Ipotizzando di laurearmi durante la sessione di settembre avevo depositato mesi fa la mia domanda di laurea, comprensiva dell’argomento di tesi concordato col docente e che avrei dovuto affrontare nel mio elaborato finale. Avrebbe dovuto essere un lavoro di ricerca d’archivio a proposito della viabilità bresciana sotto il Ministero Zanardelli… Ma il lockdown e la conseguente chiusura al pubblico di archivi e biblioteche hanno reso il tutto infattibile, senza peraltro nessuna possibilità di fare previsioni sulle riaperture. Da qui il cambio di rotta: confrontandomi col mio relatore, il prof. Emanuele Camillo Colombo , abbiamo ritenuto di ricalcolare il percorso, orientandoci sugli aspetti normativi e sulle misure di carattere preventivo e sociale relative a quanto ci stava accadendo attorno. In una lunga appendice finale ho infatti riordinato i DPCM e le normative regionali in grado di restituire un ordine cronologico alle fonti di diritto che si sono susseguite nelle settimane del lockdown, generando anche il noto rimbalzo di responsabilità tra enti statali ed enti regionali. Al resto della documentazione ho avuto accesso diretto grazie al mio ruolo all’interno del Consiglio di quartiere della zona in cui vivo, San Bartolomeo a Brescia: un’area poco popolosa della città ma con un’alta percentuale di residenti anziani. Per questo credo che il mio lavoro potrebbe essere un ipotetico primo capitolo - circoscritto per temi e tempi - all'interno di un lavoro di documentazione assai più ampio, in grado di raccontare anche la fase attuale e quelle future.

 

Ancora pochi tamponi nelle regioni con più contagi

Altems Ancora pochi tamponi nelle regioni con più contagi L’ottava puntata dell’Instant Report Altems Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, entra nella Fase 2 22 maggio 2020 I tamponi non sempre vengono effettuati. L’ottava puntata dell’Instant Report Altems Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, entra nella Fase dove “servono”: non c’è chiara correlazione, infatti, tra incidenza dei nuovi casi e numero di tamponi effettuati. Le Regioni con maggiore incidenza settimanale dell’infezione sono Liguria e Lombardia (26 casi ogni 100.000 abitanti), con un valore sensibilmente in diminuzione della Lombardia rispetto alla scorsa settimana (42 casi ogni 100.000 abitanti). In Liguria e Lombardia - sottolinea il professor Americo Cicchetti - la quota della popolazione testata sembra molto bassa considerando l’alta incidenza dei contagi registrata nell’ultima settimana: anche se il numero di nuovi casi è in calo, questo non deve portare ad abbassare la guardia. Il sistema di indicatori utilizzati per la Fase 2 permette di monitorare le modalità organizzative seguite dalla Regioni in merito alla tracciatura del contagio, alla realizzazione dei test sierologici, alla programmazione delle attività per pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali. Diffusione dell’uso dei tamponi diagnostici Le Regioni continuano a differenziarsi in termini di strategia di ricerca del virus attraverso i tamponi, anche se il trend nazionale è in crescita: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 7,07 a 7,14 . Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica, è coordinato da Americo Cicchetti , docete di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del professor Gianfranco Damiani e della dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene).

 

Antonio e Diletta, in prima linea contro il Covid

Premio Antonio e Diletta, in prima linea contro il Covid Lo specializzando in Medicina e la laureata in Scienze infermieristiche della facoltà di Roma, sono stati impegnati in prima persona al Policlinico Gemelli e al Columbus Covid-2 Hospital nell’emergenza sanitaria. A loro il premio “Eccellenza Millennial” by Federica Mancinelli | 04 agosto 2020 Per molti dei millennial la pandemia da Covid-19 è stato il primo grande evento che ha toccato da vicino la propria vita. Sicuramente ha toccato quella di Antonio Liguori , specializzando in Medicina interna della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, e Diletta Gionfra , infermiera del reparto di Medicina interna, laureata in Scienze Infermieristiche nella stessa facoltà, in prima linea al Policlinico Gemelli e al Columbus Covid-2 Hospital durante l’emergenza sanitaria. Per questo loro importante impegno lo scorso 22 luglio hanno ricevuto a Roma lo special award “ Eccellenza Millennial ” nell’ambito del “ MYllennium Award ”, il premio rivolto ai più giovani con l’obiettivo di valorizzarne le eccellenze in termini di creatività e innovazione. Nove le categorie in gara quest’anno, dall'informazione all’arte fino allo sport e all’impatto sociale, e 32 i giovani protagonisti che si sono alternati sul palco. Un totale di 180mila euro tra ricompense in denaro e opportunità professionali per i giovani e i progetti del cambiamento e del futuro. Ecco le interviste che i vincitori hanno rilasciato a RomaSette.it: Diletta, infermiera alla Columbus, tra le “Eccellenze Millennial” Antonio, medico, a 29 anni in prima linea nei reparti Covid #premio #covid19 #medicina #infermieristica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Consultorio familiare, al via lo Sportello di ascolto

Le nostre energie sono assorbite dalla riorganizzazione della vita lavorativa e familiare, dall’impegno necessario per rispettare le nuove norme sociali per il bene comune, dall’enorme afflusso di notizie. Incertezza, confusione, tristezza, turbamento, paura, rabbia, ansia, disorientamento, sovraffaticamento, solitudine, sono solo alcune delle emozioni provate in questo momento storico dalla maggior parte delle persone. In un momento in cui le attenzioni sono rivolte esclusivamente ai rischi collegati alla salute fisica, poter “mettere in parola” queste vicissitudini aiuta a prendersi cura di sé e dei propri cari. A questo si aggiungono in moltissimi casi i timori per la salute dei propri familiari più anziani, o l’impossibilità di assisterli e di star loro vicini. In risposta ai nuovi bisogni delle famiglie, il Consultorio familiare della sede di Roma dell'Università Cattolica ha attivato uno Sportello d'ascolto telefonico rivolto a tutti coloro che vivono una situazione di disagio e di difficoltà legata all’emergenza Covid-19. In linea con la mission del servizio di cura dei legami familiari, il Consultorio offre ascolto e supporto alle persone che vivono un disagio all’interno del proprio nucleo familiare, nel rapporto con il partner, nella dinamica genitori-figli, nelle situazioni di separazione o di fragilità. Per concordare un appuntamento telefonico con un operatore del Consultorio chiamare i numeri 06 30154547 o 06 30154946 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 oppure scrivere all'indirizzo consultorio.familiare@unicatt.it * Direttore Consultorio Familiare Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Roma #covid19 #coronavirus #roma #consultorio familiare Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Contro Covid-19 un’azione congiunta europea

È quanto scrive Simone Tagliapietra , della facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in un articolo pubblicato martedì 10 marzo su The Guardian . L’autore, collaboratore del Think Tank Bruegel e della Fondazione Mattei, illustra cosa stia vivendo in questi giorni in Italia, sottolineando gli enormi sforzi che si stanno compiendo sia sul lato del contenimento, sia sui lati sanitario ed economico. leggi su The Guardian l’articolo integrale ] #coronavirus #covid19 #europa Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Contro il sovraindebitamento occorrono misure urgenti

Analisi Contro il sovraindebitamento occorrono misure urgenti Con lo slittamento al 2021 del Codice della Crisi d’Impresa rimane in vigore la legge 3/2012 del tutto inadeguata ad affrontare l’ulteriore impoverimento delle famiglie italiane causato dalla pandemia. Intervento della prof Antonella Sciarrone Alibrandi 02 luglio 2020 Pubblichiamo la prima parte dell’articolo che la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi ha scritto per il magazine Vita e dedicato alla spinosa questione del sovraindebitamento. La docente di Diritto dell’economia avanza alcune proposte per far fronte alla crescita dei cosiddetti crediti problematici in Italia. continua a leggere su Vita.it ] * prorettore vicario dell’Università Cattolica e docente di Diritto dell’economia nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative #sovraindebitamento #economia #covid19 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Coronavirus, attivate 420 Unità speciali di continuità assistenziale

Si tratta di pazienti che hanno bisogno di un monitoraggio che non può essere assolto solo con un contatto telefonico, ma che non necessitano di un ricovero in ospedale. In totale a oggi si contano circa 420 USCA attivate su tutto il territorio nazionale che garantiscono la copertura di circa un terzo della popolazione italiana. Sono alcuni dei dati della quinta puntata dell’Istant Report Covid-19, l’ultimo report della Fase 1 dell’emergenza sanitaria, mentre stiamo per entrare nella “seconda fase” di contrasto al Coronavirus. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ), con sede a Roma, di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 19 Regioni + 2 Province autonome italiane. Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) In vista dell’avvio della Fase 2 i ricercatori hanno ritenuto opportuno verificare l’andamento della diffusione dell’uso delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA). In questa seconda fase si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere. Il gruppo si è arricchito della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario ( Cerismas ) dell’Università Cattolica - diretto dal professor Eugenio Anessi Pessina -, di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina ).

 

Coronavirus, sui tamponi Italia divisa

Intanto il tasso più alto si registra nella Provincia Autonoma di Trento 11 maggio 2020 A macchia di leopardo in Italia il ricorso ai tamponi per scovare i positivi a Covid-19 nelle varie Regioni italiana. Il tasso settimanale più basso si registra in Puglia (è di 2,64 tamponi per 1000 abitanti nell’ultima settimana); il tasso più alto si registra nella Provincia Autonoma di Trento (14,14*1000 abitanti) subito dopo il Veneto con 12,78*1000 abitanti. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ) di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 20 Regioni italiane. L’analisi delle delibere regionali mostra che se per la Fase 1 ben 16 Regioni hanno predisposto un provvedimento di “Programmazione Sanitaria Regionale”, al momento solo Toscana ed Emilia Romagna hanno deliberato un documento di programmazione sanitaria a supporto della gestione nella fase 2. Unità Speciali di Continuità Assistenziale Al momento le USCA coprono il 31% della popolazione nazionale, con un picco di copertura che ora riguarda l’Emilia Romagna (91% della popolazione coperta), seguita dalle PA di Trento e Bolzano (84%) e l’Abruzzo con il 69%. Al fianco dei nuovi indicatori, il Rapporto continua ad offrire l’aggiornamento di alcuni indicatori selezionati tra quelli che hanno caratterizzato il modello di risposta delle Regioni nella fase 1. Grazie ai nuovi indicatori si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali.

 

Un italiano su dieci potrebbe aver già incontrato il virus

È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista “Science of the Total Environment” e condotto dal professor Giuseppe Arbia , docente di Statistica Economia alla Facoltà di Economia dell'Ateneo, in collaborazione con la professoressa Francesca Bassi dell’Università di Padova e del dottor Piero Demetrio Falorsi dell’ISTAT. Secondo lo stesso studio, cambierebbe anche l'età mediana dei contagiati, la quale salirebbe a 46 anni contro la stima di 41 anni che emerge dal dato del Ministero della Salute calcolato sulla analisi dei tamponi effettuati. “Nel nostro lavoro – afferma il professor Arbia - abbiamo tentato di ovviare a questa distorsione proponendo un modello statistico attraverso il quale i dati ufficiali vengono ‘pesati’ sulla base della struttura per sesso ed età della popolazione italiana. In altre parole, ad esempio, dato che gli individui più giovani rientrano raramente nei dati ufficiali in quanto più spesso asintomatici – spiega l’esperto - nel nostro modello vengono pesati maggiormente” (come se ogni giovane positivo che viene testato valesse di più di un individuo positivo di età maggiore). Due sono le conseguenze, una negativa ed una positiva, di questa stima, sottolinea Arbia . La prima è che il numero di contagiati è di molto superiore a quello che pensiamo e, quindi, è maggiormente elevato il rischio di ulteriore trasmissione rapida e incontrollata del virus. “La seconda è che la letalità del virus potrebbe essere di molto inferiore a quella stimata ufficialmente.

 

Covid-19, burnout per 7 operatori sanitari su 10

Gli operatori sanitari (medici e infermieri) più propensi a considerare i pazienti affetti da Coronavirus e i loro familiari come alleati nel percorso di cura e a favorirne il ruolo attivo nel prevenire o mitigare i sintomi legati al Covid-19 sono quelli più protetti dai sintomi di stress Covid-correlato. È questo in sintesi il primo quadro che emerge dalla ricerca promossa dal Centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Milano - in collaborazione con la Società Italiana di Management e Leadership in Medicina (SIMM) e con il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.). I risultati evidenziano in modo preoccupante come la salute psico-fisica degli operatori direttamente impegnati nella cura dei pazienti con diagnosi di Covid-19 sia stata messa a dura prova da quest’emergenza sanitaria: il 93% riporta di aver avvertito nell’ultimo mese almeno un sintomo di stress psico-fisico. In particolare, il 65% dei rispondenti ha dichiarato di essere sentito più irritabile del normale, il 62% di avere avuto maggiori difficoltà ad addormentarsi, poco meno del 50% di aver sofferto di incubi notturni, circa il 45% di aver avuto crisi di pianto e il 35% palpitazioni. D’altro canto, la predisposizione degli operatori a “mettere al centro” pazienti e familiari nel percorso di cura, in linea con altri studi precedenti (Epperson, 2016), sembra essere un fattore protettivo rispetto al rischio di sviluppare sintomatologie di stress ed esaurimento emotivo negli operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza . Una prospettiva di questo genere rende urgente una politica di tutela nei confronti dei sanitari che dovrebbe tendere a migliorare le condizioni lavorative e mitigare sin da subito l’impatto di questa emergenza sul benessere, presente e futuro, dei professionisti sanitari. Il rischio di non considerare prioritari interventi di prevenzione psicologica sistematizzati e di lunga durata focalizzati sulla promozione del benessere e dell’engagement della workforce sanitaria è quello di cronicizzare una condizione già complessa che l’emergenza Covid-19 facilmente peggiorerà.

 

Covid-19, cancellati il 70% dei congressi e degli eventi

Ricerca Covid-19, cancellati il 70% dei congressi e degli eventi Pesante l’impatto della pandemia sulla meeting industry italiana che registra una battuta d’arresto rispetto alla costante crescita registrata negli ultimi cinque anni. Lo dice uno studio di Aseri e Federcongressi&;eventi, a cura del professor Roberto Nelli 30 luglio 2020 È una crisi senza precedenti quella che il settore dei congressi e degli eventi si trova ad affrontare a causa della pandemia da Covid-19. Una vera battuta d’arresto per un’industria che negli ultimi cinque anni aveva conosciuto un positivo e costante percorso di crescita, con un tasso di incremento medio del numero di eventi del 4,1% annuo. Le sedi per congressi ed eventi hanno subito la cancellazione della maggior parte delle manifestazioni già previste in calendario: i l 69,7% degli eventi e dei congressi è stato cancellato, il 16,9% rinviato al 2021 e solo il 13,4% posticipato a un’altra data nell’anno in corso. I dati emergono dalla ricerca “L’impatto del Covid-19 sulla meeting industry italiana: la prospettiva delle sedi per eventi e congressi” realizzata dall’ Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ( Aseri ) in collaborazione con l’associazione della meeting industry italiana Federcongressi&;eventi . L’impatto sul fatturato «Questa situazione si è tradotta in una riduzione del fatturato per eventi e congressi previsto per il 2020 mediamente del 76% rispetto a quello del 2019», spiega Roberto Nelli , responsabile scientifico dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi e docente in Cattolica di Comunicazione e marketing degli eventi. Con riguardo infine agli indennizzi diretti sulla perdita di fatturato, il giudizio è risultato piuttosto discordante, delineando due fronti opposti: da un lato, il 53,6% delle sedi che si è dichiarato molto o moltissimo soddisfatto e, dall’altro lato, il 32,1% delle sedi che si ritiene poco o addirittura per niente soddisfatto.

 

Covid-19 e Fase 2, manovra da 1,6 milioni a favore degli studenti

Ateneo Covid-19 e Fase 2, manovra da 1,6 milioni a favore degli studenti A predisporla Università Cattolica e EDUCatt. È quanto hanno predisposto Università Cattolica e Fondazione per il diritto allo studio EDUCatt in queste giornate di Open Week , l’iniziativa di orientamento dedicata alla presentazione dei 50 corsi di lauree triennali e magistrali a ciclo unico dei cinque campus dell’Ateneo. A favore degli studenti beneficiari di borsa di studio che in questi mesi non hanno potuto accedere al servizio di ristorazione, e pertanto non hanno usufruito del pasto giornaliero previsto, è stata predisposta inoltre una riduzione fino a circa 130 euro della trattenuta per i pasti da consumare in mensa . La comunicazione delle riduzioni agli interessati avverrà presumibilmente entro la metà di giugno; la restituzione dei rimborsi per le eventuali terze rate già corrisposte è prevista entro la fine di luglio. Il pacchetto di azioni comprese nella manovra si aggiunge al Fondo salva studi intitolato ad Agostino Gemelli e istituito dall’Ateneo per offrire un sostegno concreto agli studenti che, insieme alle loro famiglie, sono stati colpiti dalle ricadute economiche dell’epidemia causata dal Coronavirus. Grazie a queste misure circa 5.000 studenti dell’Ateneo potranno beneficiare di una agevolazione che vuole andare incontro a situazioni di difficoltà e consentire la normale prosecuzione degli studi. ateneo #educatt #covid19 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Covid-19, letalità ridotta rispetto alla prima ondata

Tale saturazione è ottenuta dal rapporto tra il numero di pazienti Covid ricoverati in Terapia Intensiva ed il numero di posti letto previsti a livello Regionale, per un totale nazionale di 8.679 posti letto. È stata riportata come soglia di riferimento (30%) il valore indicato in tal senso per l’occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva, previsto dal Ministero della Salute nella circolare sulle attività di monitoraggio del rischio sanitario in emergenza COVID-19 (30 aprile 2020). (nota: i valori riportati si riferiscono ai posti letto di TI previsti dalla circolare ministeriale, non al numero di posti letto attualmente effettivamente presenti nelle Regioni: ciò implica un lieve disallineamento rispetto alla saturazione reale). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 14 ed il 20 ottobre, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (256 casi ogni 100.000 residenti). Il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 6,21% (in aumento rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,26%). Il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Centro dall’indicatore è pari a 7,54% (in calo rispetto alla scorsa settimana che era pari a 8,40%).

 

Covid-19. Mortalità aumentata di 10 volte, ma sempre inferiore alla prima ondata

Per quanto riguarda la mortalità nella settimana 4-10 novembre è stata pari al 4,29% (in aumento rispetto alla scorsa settimana 2,50%); il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia si riferisce ai 7 giorni tra il 26 marzo ed il 1 aprile 2020 ed è stato pari al 8,28%. Da questo report è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in ‘Area Non Critica’ (ordinari, non di terapia intensiva), ovvero dei posti letto di malattie infettive, medicina generale e pneumologia dove vengono ricoverati i pazienti Covid. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 4 ed il 10 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.076 casi ogni 100.000 residenti). Tasso di saturazione dei PL di Terapia Intensiva al 11 novembre 2020 Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. All’11 ottobre 2020 - sottolinea il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale. Il tasso di saturazione dei posti letti di terapia intensiva – ha aggiunto– continua a crescere, rispetto alla settimana precedente, di 15,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva PRE DL 34/2020 e di 9,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva POST DL 34/2020.

 

Covid-19, quell’ironia sui social che unisce l’Italia

Milano Covid-19, quell’ironia sui social che unisce l’Italia Esorcizzare la paura e provocare un sorriso: sono le caratteristiche all’origine di video e di meme che affollano le chat di Whatsapp e i profili di Facebook o Instagram. Tutti, anche per occupare i tempi più liberi dagli spostamenti, si sentono in dovere di girare ai propri contatti ogni tipo di informazione circa il Covid-19, ogni precauzione, ogni dichiarazione di luminare o di semplice operatore sanitario di cui la rete e invasa. Maggior tempo libero e desiderio di esorcizzare il pericolo offrono l’occasione per un sorriso, talvolta sarcastico, sull’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo. Lo afferma Mariagrazia Fanchi , direttrice dell’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo ( Almed ), secondo la quale il flusso del contenuto ironico da due anni a questa parte si è spostato dai grandi social come Facebook e Instagram (meno Twitter), sui gruppi Whatsapp. Insomma viene fatta circolare una comicità adeguata a quel determinato gruppo, secondo lo spirito dei cinepanettoni, con richiami ironici a fatti di attualità dei mesi precedenti o a personaggi della vita pubblica», dichiara la professoressa Fanchi. Il primo meccanismo semiotico riguarda la parodia che attacca gli altri, in questo caso gli stranieri che ci hanno preso in giro, risvegliando il nostro orgoglio nazionale. Poi c’è una ironia che possiamo definire ‘casalinga’, tipo la Sampdoria che dona calciatori allo Spallanzani o la statua della Madonna di Codogno che piange amuchina», una ironia più disincantata, talvolta anche greve.

 

Covid-19, "rivoluzione digital" per le Regioni italiane

ALTEMS Covid-19, "rivoluzione digital" per le Regioni italiane Il nuovo instant report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica estende l’analisi dei dati a tutte le Regioni italiane. Altro elemento che emerge dal 4/o rapporto è un netto aumento dei posti letto di terapia intensiva, spesso in percentuale superiore a quella indicata dal Ministero della Salute (+50%). Sono alcuni dei dati della quarta puntata dell’Istant Report Covid-19 una iniziativa dell’ Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 20 Regioni italiane. In tutte le Regioni il tasso di saturazione delle Terapie Intensive è sceso sotto il 65% e in media è del 25% significativamente più basso rispetto al livello di saturazione “medio” del Servizio Sanitario Nazionale nelle statistiche storiche (intorno al 48%). In molte Regioni, grazie all’implementazione di nuovi posti in Terapia Intensiva e la riduzione delle attività chirurgiche in elezione, la saturazione dei posti letti in terapia intensiva negli ospedali è ben al di sotto della media storica (es. in Campania è intorno al 10%). Piemonte, PA di Trento e Lombardia seguono con una incidenza di positivi ad oggi pari allo 0,34% e una incidenza di casi pari allo 0,68% in Lombardia e a Trento e dello 0,50% in Piemonte, segnale di un ritardo nella diffusione in questa regione rispetto alle altre. Con il Report #4, il gruppo si arricchisce della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (prof. Eugenio Anessi Pessina ), di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione Aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (prof. Rocco Reina ).

 

Rafforzate le disponibilità di assistenza in strutture alternative agli ospedali

In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 17 ed il 23 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.540 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 5,49% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,52%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 75,1% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 45,8% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 3,5 (situazione PRE DL 34) o 2,1 (situazione POST DL 34) punti percentuali. Dal report #24 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione della capacità extra in termini di posti letto di terapia intensiva. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Al 25 novembre 2020 - afferma il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale.

 

Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno

Altems Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno Undicesima puntata dell’Instant Report Altems Covid-19: in caso di una nuova ondata di contagi da Coronavirus sul territorio nazionale si stanno mettendo a punto piani ad hoc per promuovere vaccinazioni antinfluenzali. Tali vaccinazioni sono state riconosciute di primaria importanza in epoca Covid dalla WHO e dal CDC, sia per ridurre il numero di pazienti con sintomatologia sovrapponibile a quelle dall’infezione da Sars-CoV-2, sia per ridurre il più possibile la circolazione di altri patogeni respiratori causa di gravi complicanze e comorbidità. Anche se non abbiamo ancora robuste evidenze scientifiche sulle possibili interazioni tra la circolazione del Covid-19 e dell’influenza stagionale, la raccomandazione di promuovere la vaccinazione antinfluenzale sembra avere un senso sotto il profilo di gestione del Servizio sanitario nazionale. La possibilità di ridurre la pressione sui Pronto soccorso con persone con sintomi che potrebbero essere scambiati per quello del Covid-19, certamente rappresenta un “valore” per chi si troverà a gestire l’emergenza autunnale. Analisi di maggior dettaglio sulla tipologia di trapianto per livello di urgenza (Angelico 2020) e un maggiore dettaglio sulle caratteristiche dei pazienti trattati durante l’emergenza (Maggi 2020) sono disponibili in alcuni studi. Si aggiunge che in Vistoli 2020, la survey condotta è stata l’occasione anche per elaborare un primo Consensus Paper sulla organizzazione più opportuna di un centro trapianti in corso di pandemia COVID-19. Considerando 179.331 giornate di degenza (al 1° giugno, +1.81% rispetto al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1.425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a o ltre 255 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia.

 

Covid, l’Italia in tre mesi ha perso 500mila posti di lavoro

Un andamento peggiore che nel resto di molti altri Paesi colpiti dalla pandemia by Katia Biondi | 23 luglio 2020 L’impatto sul mercato del lavoro del Covid-19 è stato immediato. In pochi mesi i progressi fatti negli ultimi dieci anni sono stati spazzati via: nei 37 Paesi Ocse il tasso di disoccupazione è passato dal 5,3% di gennaio all’8,4% di maggio. Il rapporto, recentemente pubblicato e tra i più importanti al mondo sui temi del lavoro nei paesi più sviluppati, è dedicato infatti all’impatto dell’emergenza Covid e alle politiche che i governi nazionali dovrebbero implementare per ridurre gli effetti della pandemia sul lavoro e sui lavoratori. Quello che vediamo per il caso italiano se guardiamo al totale degli occupati – che è un indicatore migliore ma non ancora il migliore – è che è sceso di 500mila nei tre mesi di marzo, aprile, maggio. Questo perché il mercato di lavoro non è una «scatola chiusa» ma è fatto anche di una «porta di entrata», con lavoratori che non vengono assunti o hanno contratti temporanei che non sono rinnovati. Come se non bastasse la fortissima perdita occupazionale è stata accompagnata da un crollo del numero di assunzioni: la variazione degli annunci giornalieri pubblicati online dalle imprese tra febbraio e giugno 2020 è stata molto forte, crollando in Italia del 30% e in altri paesi addirittura del 50-60%. Se consideriamo il numero di occupati e le ore di lavoro di questi occupati il calo totale è stato circa del 28% più forte che in Canada, negli Stati Uniti e di altri paesi di cui disponiamo i dati», ha specificato l’economista.

 

Finché funziona Internet

Analisi Finché funziona Internet Il cambiamento improvviso nelle abitudini di così tante persone contemporaneamente ha causato, sul fronte infrastrutturale vari effetti, primo fra tutti l’aumento del traffico sulla Rete. L’unica attività che faccio diversamente da prima che ha diminuito il mio personale utilizzo di Internet credo sia cucinare con più calma. C’è poi tutta una serie di altre attività a basso uso di Internet che ora non è possibile fare, come passeggiare, correre, guidare. Il cambiamento improvviso nelle abitudini di così tante persone contemporaneamente ha causato, dal punto di vista infrastrutturale vari effetti, primo fra tutti l’aumento del traffico sulla Rete. I client sono i dispositivi degli utenti (i nostri cellulari, tablet e computer), i server sono dei grandi computer dove sono memorizzati i dati che ci interessano (testi, immagini, video, ecc.), i router sono dei dispositivi intermedi che servono per smistare il traffico sui giusti cavi. In tutti questi casi, si tratta di disservizi temporanei che verranno mitigati non appena un numero sufficiente di utenti si disconnetterà. Per esempio, in una video-chiamata con diversi partecipanti, è buona norma disattivare il video se non è funzionale (anche l’audio è meglio disattivarlo, ma non tanto per il traffico di rete, quanto per evitare di creare rumore di fondo).

 

Floriana Cerniglia nella task force per far ripartire l’Italia

PARI OPPORTUNITÀ Floriana Cerniglia nella task force per far ripartire l’Italia Voluta dalla ministra Elena Bonetti è composta da dodici donne che rivestono ruoli di primo piano nell’ambito culturale e scientifico della scena nazionale e internazionale. L’obiettivo è contribuire alla ripartenza economico-sociale del Paese by Katia Biondi | 23 aprile 2020 Anche la Cattolica è nella task force “Donne per il Nuovo Rinascimento”. A rappresentare l’Ateneo nell’unità di lavoro tutta al femminile istituita dalla ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti Floriana Cerniglia , docente di Economia politica nella facoltà di Scienze politiche e sociali nonché direttore del Centro di Ricerche in Analisi economica e sviluppo economico internazionale ( Cranec ). La task force è composta da 12 donne che rivestono ruoli di primo piano nell’ambito accademico, culturale e scientifico della scena nazionale e internazionale. In particolare, la task force si occuperà di analisi ed approfondimenti relativi all’impatto del virus per quanto riguarda soprattutto i dati economici su attività lavorative a rischio e impiego femminile. Inoltre s’impegnerà a individuare misure per riattivare nuovi percorsi per promuovere lavoro femminile, anche attraverso una nuova armonizzazione di tempi e compiti di vita. Si attiverà per ricercare percorsi innovativi in particolare nei campi in più rapida crescita, come Stem, agirà per valorizzare i lavori di cura che già vedono le donne protagoniste, opererà per abbattere gli stereotipi sul genere che impediscono alle donne di raggiungere le posizioni di leadership.

 

Giuridicamente “Immuni”? Vantaggi e dubbi sull’efficacia dell’app

La crisi che abbiamo vissuto è senza eguali: la velocità di diffusione di questo virus ha reso necessario un altrettanto rapido tracciamento del contagio sfruttando gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. La valutazione complessiva dell’app “Immuni” deve risentire pertanto di un approccio ‘olistico’ fondato, in particolare, sulle cd. ‘tre t’: accanto al tracciamento dei contagi (tracing), occorre garantire un numero di tamponi adeguato (testing) oltre al trattamento sanitario dei contagiati (treatment). “Immuni”: di cosa si tratta, come funziona, cosa la distingue dalle altre app di tracciamento Uno dei punti cruciali nella transizione verso la cosiddetta “fase 2” della gestione italiana alla crisi epidemica è rappresentato dai sistemi di contact tracing . Ulteriori spunti di riflessioni sono stati avanzati, inter alia, dal Comitato europeo per la protezione dei dati personali (che ha stabilito delle apposite linee guida in tema) e dalla sezione della Task Force “Immuni” che si è occupata dei profili giuridici dei dati . Nel valutare il rispetto del criterio di necessità occorre tenere in considerazione: 1) Il contesto dove la “factual description” della misura è chiamata a operare; 2) I diritti e le libertà suscettibili di compressioni; 3) gli obbiettivi che si intendono perseguire; e 4) l’individuazione tra le possibili opzioni efficaci di quelle meno invadenti. A tal riguardo occorre innanzitutto specificare che ci possano essere diverse tipologie di dati trattati dalle app e diverse modalità di compressione del diritto alla privacy e della tutela dei dati personali. A livello europeo le soluzioni prevalenti sono: l’utilizzo di dati di geolocalizzazione (GPS), il ricorso a sistemi di analisi statistica basati su dati aggregati provenienti da operatori di telefonia, l’impiego di sistemi peer-to-peer (Bluetooth e ultrasuoni) o ancora tracking misto.

 

Governare le aspettative per superare l'emergenza

L'onda del contagio del Covid-19 è ineludibile, ma possiamo spezzarne il fronte in onde sempre più piccole che lambiranno così con minor impatto la nostra amata spiaggia, il nostro Paese. Dobbiamo comprendere che le nostre aspettative sul futuro guidano le nostre azioni nel presente che a loro volta condizioneranno gli effetti sul futuro stesso. Ciascuno di noi agisce in base alle proprie convinzioni, alle idee che sviluppa beneficiando delle informazioni (anche sull'agire degli altri) che raccoglie nel tempo, nonché in base alla propria conoscenza pregressa. Dalla varietà di letture e interpretazioni della realtà che ognuno di noi elabora discendono azioni che possono anch'esse differire molto le une dalle altre. La lettura che le scienze economiche e sociali ci offrono di alcuni fenomeni complessi diventa quindi solo una delle possibili letture e comprensioni che gli individui possono raggiungere nel loro percorso di apprendimento e interpretazione della realtà. È infatti in questa poliedricità interpretativa dei singoli cittadini che si manifesta anche la difficoltà di coordinare un comune sentire e, quindi, un coerente comune agire di fronte a problemi complessi come quello che stiamo affrontando tutti in questi giorni per l'emergenza Covid-19. È in questo spazio che la ricerca delle scienze cognitive, dell'economia comportamentale e della teoria dei giochi ci offrono uno sguardo profondo sull'essere umano e sul suo modo di agire.

 

I docenti della Cattolica delineano il post lockdown

Nei giorni che precedono la fine del lockdown si parla molto di tamponi e test sierologici nei diversi spazi informativi. Luca Richeldi lo troviamo il 2 maggio a Omnibus su La7, ma sarà molto presente anche nei giorni successivi su diversi canali televisivi e radiofonici per comunicare i dati aggiornati sul contagio. Mentre l’Italia apre con cautela, la Germania scommette sulla riapertura, anche se Walter Ricciardi ricorda a Radio 24 che l’emergenza non è finita, come indica la curva dei contagi presentata da Roberto Cauda con la Protezione Civile al Tg di Canale 5, Skytg24 e Stefano Vella a Tgcom24. Martedì 5 maggio lo sguardo va oltre le Api e tutti guardano alle decisioni della BCE e al ruolo della Banca d’Italia con l’aiuto di Andrea Monticini a Piazza affari su Rai 3. Ospite di TG2 Medicina Trentatrè Federico Tognoni per parlare dell’insofferenza degli adolescenti, della dipendenza patologica da alcool e fumo. Sono ospiti di Porta a porta Luca Richeldi sul tema delle mascherine e Carlo Cottarelli sulle previsioni economiche dell’Unione europea. A Radio anch’io, il 7 maggio, Stefano Gheno insiste sul rilancio delle politiche attive, mentre sul tema sanitario, oltre al consueto bilancio di Richeldi su varie testate, Filippo Crea a Tv 2000 informa che sono triplicati i casi di infarto durante l'epidemia Coronavirus.