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Mes, Bei, Fondo ripresa: l’Unione europea e le sfide del Covid-19

Ateneo Mes, Bei, Fondo ripresa: l’Unione europea e le sfide del Covid-19 Mentre i Paesi Ue discutono della formula del Recovery Fund, tornano i “Colloqui sull’Europa” con l’incontro di venerdì 22 maggio . Venerdì 22 maggio , alle ore 11.30, nell’ambito dell’ Open Week Unicatt si terrà in streaming sui canali social dell’Ateneo l’incontro dal titolo “L’Unione europea contro la pandemia di COVID-Mes, Bei e fondo ripresa” . Dopo i saluti del rettore Franco Anelli e l’introduzione del docente di Labor Economics Claudio Lucifora , interviene sul tema Irene Tinagli , presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo. Da un lato c’è stato un intervento massiccio della Banca centrale europea per garantire la liquidità delle imprese e delle banche, l’accesso al mercato dei capitali dei paesi per il rifinanziamento del debito e sostenere il potere di acquisto delle famiglie», spiega il professor Lucifora. In questo quadro è stato varato un programma specifico di aiuti di Stato per rafforzare il sostegno statale alle imprese», osserva il docente di Labor Economics. Senza dimenticare «la creazione di un Fondo ripresa (Recovery Fund) per preparare e sostenere la ripresa, fornendo finanziamenti attraverso il bilancio dell'UE a programmi di rilancio dell'economia degli Stati membri più colpiti». Tra gli ospiti delle passate edizioni, per citarne alcuni, Manuel Barroso , in qualità di presidente della Commissione europea, e Mario Draghi , presidente della Banca centrale europea.

 

I docenti della Cattolica delineano il post lockdown

Nei giorni che precedono la fine del lockdown si parla molto di tamponi e test sierologici nei diversi spazi informativi. Luca Richeldi lo troviamo il 2 maggio a Omnibus su La7, ma sarà molto presente anche nei giorni successivi su diversi canali televisivi e radiofonici per comunicare i dati aggiornati sul contagio. Mentre l’Italia apre con cautela, la Germania scommette sulla riapertura, anche se Walter Ricciardi ricorda a Radio 24 che l’emergenza non è finita, come indica la curva dei contagi presentata da Roberto Cauda con la Protezione Civile al Tg di Canale 5, Skytg24 e Stefano Vella a Tgcom24. Martedì 5 maggio lo sguardo va oltre le Api e tutti guardano alle decisioni della BCE e al ruolo della Banca d’Italia con l’aiuto di Andrea Monticini a Piazza affari su Rai 3. Ospite di TG2 Medicina Trentatrè Federico Tognoni per parlare dell’insofferenza degli adolescenti, della dipendenza patologica da alcool e fumo. Sono ospiti di Porta a porta Luca Richeldi sul tema delle mascherine e Carlo Cottarelli sulle previsioni economiche dell’Unione europea. A Radio anch’io, il 7 maggio, Stefano Gheno insiste sul rilancio delle politiche attive, mentre sul tema sanitario, oltre al consueto bilancio di Richeldi su varie testate, Filippo Crea a Tv 2000 informa che sono triplicati i casi di infarto durante l'epidemia Coronavirus.

 

Covid-19 e Fase 2, manovra da 1,6 milioni a favore degli studenti

Ateneo Covid-19 e Fase 2, manovra da 1,6 milioni a favore degli studenti A predisporla Università Cattolica e EDUCatt. È quanto hanno predisposto Università Cattolica e Fondazione per il diritto allo studio EDUCatt in queste giornate di Open Week , l’iniziativa di orientamento dedicata alla presentazione dei 50 corsi di lauree triennali e magistrali a ciclo unico dei cinque campus dell’Ateneo. A favore degli studenti beneficiari di borsa di studio che in questi mesi non hanno potuto accedere al servizio di ristorazione, e pertanto non hanno usufruito del pasto giornaliero previsto, è stata predisposta inoltre una riduzione fino a circa 130 euro della trattenuta per i pasti da consumare in mensa . La comunicazione delle riduzioni agli interessati avverrà presumibilmente entro la metà di giugno; la restituzione dei rimborsi per le eventuali terze rate già corrisposte è prevista entro la fine di luglio. Il pacchetto di azioni comprese nella manovra si aggiunge al Fondo salva studi intitolato ad Agostino Gemelli e istituito dall’Ateneo per offrire un sostegno concreto agli studenti che, insieme alle loro famiglie, sono stati colpiti dalle ricadute economiche dell’epidemia causata dal Coronavirus. Grazie a queste misure circa 5.000 studenti dell’Ateneo potranno beneficiare di una agevolazione che vuole andare incontro a situazioni di difficoltà e consentire la normale prosecuzione degli studi. ateneo #educatt #covid19 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Mes e Fase 2: il ritorno della Ue ha il volto della “conversione” tedesca

Sono gli argomenti che hanno fatto da fil rouge al dibattito “L’Unione europea contro la pandemia di COVID: Mes, Bei e fondo ripresa” , nell’ambito del ciclo di incontri “Colloqui sull’Europa” promosso venerdì 22 maggio dall’Università Cattolica per offrire agli studenti un’occasione di confronto con le istituzioni europee. È importante tornare a parlare di Europa in un momento come questo dove noi europarlamentari facciamo fatica a raccontare in Italia quello che l’Europa sta facendo, senza strumentalizzarla come spesso avviene nei dibattiti politici nazionali». È quanto ha detto Irene Tinagli , presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, intervenendo al dibattito live sui canali social Unicatt per raccontare il backstage delle decisioni europee. Ricostituire un clima di fiducia reciproco tra gli Stati che appartengono all’Unione europea è fondamentale: le prove dure della crisi finanziaria e della pandemia sono stress test fondamentali e se le istituzioni europee riusciranno a superarli ne usciranno rafforzate». Del resto, ha fatto eco Claudio Lucifora , docente di Labor Econmics, che ha introdotto il dibattito, «questa crisi cominciata come “simmetrica” per tutti gli Stati europei rischia, in assenza di forti correttivi, di produrre effetti asimmetrici sui Paesi, alcuni dei quali già profondamente provati dalla crisi finanziaria del 2008». Per esempio, ha aggiunto Tinagli, quello di «riformare il Mes per creare al suo interno una linea di credito; Sure, un fondo finanziato con le emissioni di titoli per sostenere i programmi per le occupazioni; la Bei che ha messo in campo un pacchetto di sostegno fino a 200 miliardi». Tutte misure approvate nel giro di un mese dimostrando che anche gli «stati riluttanti si sono resi conto che era necessario fare passi avanti».

 

Vaccino, i dubbi degli italiani: donne e giovani scettici, anziani più fiduciosi

COVID-19 Vaccino, i dubbi degli italiani: donne e giovani scettici, anziani più fiduciosi Presentati i risultati di monitoraggio psicologico sull’esitanza vaccinale condotto a partire da maggio dall’ EngageMinds HUB . Ma il 75% degli over 60 si vaccinerà by SABRINA CLITI | 04 dicembre 2020 L’arrivo del vaccino contro il Covid-19 è alle porte. È chiaro che un vaccino contro il Covid è necessario per avere una soluzione non solo transitoria contro questa pandemia». I più dubbiosi verso il futuro vaccino anti Covid-19 sono le donne e le fasce più giovani, mentre decisamente più intenzionati a vaccinarsi risultano essere gli over 60 (75% contro il 57% del totale). Colpisce poi che non ci siano differenze regionali in tema di esitanza vaccinale, a conferma che non è la situazione epidemiologica a determinare le percezioni di rischio Covid-19 e la conseguente motivazione a vaccinarsi, bensì fattori più propriamente soggettivi e psicologici. L’atteggiamento dei giovani universitari sembra essere in controtendenza se, come illustrato dalla professoressa Boccia, dall’indagine condotta su tutti i campus della Cattolica emerge che più del 97% di loro è disposto a vaccinarsi, convinti (il 91%) il vaccino risolverà l’emergenza. Come ha affermato Walter Ricciardi, “moderatamente ottimista”, pare evidente che «il vaccino è una grande conquista, ma non basterà.

 

Rafforzate le disponibilità di assistenza in strutture alternative agli ospedali

In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 17 ed il 23 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.540 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 5,49% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,52%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 75,1% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 45,8% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 3,5 (situazione PRE DL 34) o 2,1 (situazione POST DL 34) punti percentuali. Dal report #24 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione della capacità extra in termini di posti letto di terapia intensiva. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Al 25 novembre 2020 - afferma il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale.

 

La seconda ondata comincia a far slittare i ricoveri per i pazienti non-Covid

Secondo quanto noto finora al 4 novembre Lombardia, Puglia, Calabria e Campania hanno invece optato per una sospensione integrale dei ricoveri di tutte le classi di priorità, ovvero dal ricovero raccomandato entro 30 giorni fino a quelli che devono comunque essere effettuati entro 12 mesi. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 3 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (694 casi ogni 100.000 residenti). Dal report #21, si introduce una nuova analisi in termini di monitoraggio della prevalenza derivante dal confronto negli ultimi mesi (Prevalenza periodale del 5 settembre – 4 ottobre e del 5 ottobre – 3 novembre per 100.000 abitanti) si denota come nella maggior parte delle regioni tale indice è incrementato notevolmente. Dal report #25 è stata analizzata la letalità grezza apparente del COVID-19 nelle Regioni italiane (27 ottobre – 3 novembre 2020) che corrisponde al numero di pazienti deceduti nell’ambito dei soggetti positivi al COVID-19 nell’intervallo di tempo considerato. Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il tasso di saturazione in oggetto risulta essere pari al 110% in Valle d’Aosta, al 89,2% nella P. A. di Bolzano, al 71,3% in Piemonte ed al 71% in Umbria.

 

Covid-19. Mortalità aumentata di 10 volte, ma sempre inferiore alla prima ondata

Per quanto riguarda la mortalità nella settimana 4-10 novembre è stata pari al 4,29% (in aumento rispetto alla scorsa settimana 2,50%); il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia si riferisce ai 7 giorni tra il 26 marzo ed il 1 aprile 2020 ed è stato pari al 8,28%. Da questo report è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in ‘Area Non Critica’ (ordinari, non di terapia intensiva), ovvero dei posti letto di malattie infettive, medicina generale e pneumologia dove vengono ricoverati i pazienti Covid. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 4 ed il 10 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.076 casi ogni 100.000 residenti). Tasso di saturazione dei PL di Terapia Intensiva al 11 novembre 2020 Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. All’11 ottobre 2020 - sottolinea il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale. Il tasso di saturazione dei posti letti di terapia intensiva – ha aggiunto– continua a crescere, rispetto alla settimana precedente, di 15,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva PRE DL 34/2020 e di 9,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva POST DL 34/2020.

 

Ricoveri non-Covid persi, impatto economico da 4,2 miliardi

Inoltre, si stima che il costo totale a livello nazionale relativo alle 262.645 giornate di degenza in terapia intensiva fino al 16 novembre (dati Ministero della Salute) sia di 374.269.125 (con un costo giornaliero medio di 1.425). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra l’11 ed il 17 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.366 casi ogni 100.000 residenti). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 17 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (1.218 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana è pari a 5,52% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,72%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 71,6% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 43,7% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 11,5 (situazione PRE DL 34) o 7 (situazione POST DL 34) punti percentuali.

 

Un italiano su dieci potrebbe aver già incontrato il virus

È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista “Science of the Total Environment” e condotto dal professor Giuseppe Arbia , docente di Statistica Economia alla Facoltà di Economia dell'Ateneo, in collaborazione con la professoressa Francesca Bassi dell’Università di Padova e del dottor Piero Demetrio Falorsi dell’ISTAT. Secondo lo stesso studio, cambierebbe anche l'età mediana dei contagiati, la quale salirebbe a 46 anni contro la stima di 41 anni che emerge dal dato del Ministero della Salute calcolato sulla analisi dei tamponi effettuati. “Nel nostro lavoro – afferma il professor Arbia - abbiamo tentato di ovviare a questa distorsione proponendo un modello statistico attraverso il quale i dati ufficiali vengono ‘pesati’ sulla base della struttura per sesso ed età della popolazione italiana. In altre parole, ad esempio, dato che gli individui più giovani rientrano raramente nei dati ufficiali in quanto più spesso asintomatici – spiega l’esperto - nel nostro modello vengono pesati maggiormente” (come se ogni giovane positivo che viene testato valesse di più di un individuo positivo di età maggiore). Due sono le conseguenze, una negativa ed una positiva, di questa stima, sottolinea Arbia . La prima è che il numero di contagiati è di molto superiore a quello che pensiamo e, quindi, è maggiormente elevato il rischio di ulteriore trasmissione rapida e incontrollata del virus. “La seconda è che la letalità del virus potrebbe essere di molto inferiore a quella stimata ufficialmente.

 

A Brescia la prima tesi sul Covid-19

La tua è la prima tesi di laurea magistrale bresciana, e una tra le primissime in Italia, ad affrontare il tema della pandemia... Si tratta di un’idea che è nata in corso d’opera. Ipotizzando di laurearmi durante la sessione di settembre avevo depositato mesi fa la mia domanda di laurea, comprensiva dell’argomento di tesi concordato col docente e che avrei dovuto affrontare nel mio elaborato finale. Avrebbe dovuto essere un lavoro di ricerca d’archivio a proposito della viabilità bresciana sotto il Ministero Zanardelli… Ma il lockdown e la conseguente chiusura al pubblico di archivi e biblioteche hanno reso il tutto infattibile, senza peraltro nessuna possibilità di fare previsioni sulle riaperture. Da qui il cambio di rotta: confrontandomi col mio relatore, il prof. Emanuele Camillo Colombo , abbiamo ritenuto di ricalcolare il percorso, orientandoci sugli aspetti normativi e sulle misure di carattere preventivo e sociale relative a quanto ci stava accadendo attorno. In una lunga appendice finale ho infatti riordinato i DPCM e le normative regionali in grado di restituire un ordine cronologico alle fonti di diritto che si sono susseguite nelle settimane del lockdown, generando anche il noto rimbalzo di responsabilità tra enti statali ed enti regionali. Al resto della documentazione ho avuto accesso diretto grazie al mio ruolo all’interno del Consiglio di quartiere della zona in cui vivo, San Bartolomeo a Brescia: un’area poco popolosa della città ma con un’alta percentuale di residenti anziani. Per questo credo che il mio lavoro potrebbe essere un ipotetico primo capitolo - circoscritto per temi e tempi - all'interno di un lavoro di documentazione assai più ampio, in grado di raccontare anche la fase attuale e quelle future.

 

Vaccino anti-Covid: la vera sfida è nel trasporto

PIACENZA Vaccino anti-Covid: la vera sfida è nel trasporto La distribuzione dei vaccini anti-Covid 19 in quantità enormi ed in tempi strettissimi rappresenterà la più grande sfida logistica della storia. E questo sia che si consideri il vaccino che deve essere conservato a -70, che se si considera il vaccino stabile per 30 giorni a temperature standard di refrigerazione tra 2° e 8° C, come quello di Moderna: l’aspetto organizzativo della logistica e il problema della security rimangono». Un lavoro prezioso e strategico che affronta il tema lavorando su ogni anello della supply chain: dal primo trasporto - dal laboratorio di produzione ai diversi HUB nazionali di stoccaggio-, per passare al transit point di smistamento fino al delivery dell’ultimo miglio con la consegna ai luoghi di somministrazione medica». La pianificazione è tutto... «DHL stima una preparazione mondiale di 10 miliardi di dosi, trasportati con 200 mila pallet, prevedendo l’utilizzo in due anni di 15 mila aerei cargo e 15 milioni di di contenitori refrigerati. Una volta che il vaccino arriva in Italia in quattro, cinque piattaforme di stoccaggio, come assicuriamo la consegna alle Ausl alle farmacie agli ospedali? In questo tratto finale è difficile garantire la dotazione di un container a -70°. Quel che è certo è che serve un coordinamento, una pianificazione, una sinergia con tutti gli altri aspetti che non ho toccato, primo fra tutti la security da implementare per questi trasporti, un reale tema di sicurezza nazionale». covid19 #vaccini #trasporti #conservazione #lanini Facebook Twitter Send by mail Print La logistica al tempo del Covid Delle nuove sfide delle consegne dell'ultimo miglio e della gestione logistica del vaccino si parlerà martedì 1° dicembre , dalle 14.30 alle 17.00 in un seminario organizzato dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza.

 

La crescita della Cina dopo Covid-19

Ad analizzarne le cause i prof della Cattolica Rony Hamaui , Marco Lossani e Alessia Amighini , Università degli Studi del Piemonte Orientale, nel webinar del Laboratorio di analisi monetaria di giovedì 12 novembre by Katia Biondi | 11 novembre 2020 È l’unico paese a crescere nonostante la pandemia. Quali sono i passi compiuti per contrastare il Coronavirus e le mosse intraprese per rimettere in moto l’economia? A questo interrogativo cercheranno di rispondere i relatori che partecipano al webinar di giovedì 12 novembre dal titolo: La crescita in Cina dopo Covid-19 , in programma dalle ore 17.30 sulla piattaforma Microsoft Teams. La Cina ha affrontato la crisi con una mossa in tre tempi: il primo tempo è stato una lotta senza quartiere alla pandemia», spiega Rony Hamaui , docente di Economia monetaria nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica, e tra i partecipanti al dibattito. Un secondo tempo è stato il rilancio economico che è avvenuto grazie a una politica monetaria molto espansiva, ma soprattutto grazie a un forte aumento delle esportazioni dirette verso i paesi occidentali che in quel momento avevano particolarmente bisogno di alcuni beni e servizi. Il terzo passo, infine, è stato una riflessione più generale sulle strategie di medio e lungo periodo che la Cina vuole adottare nel prossimo quinquennio». Con Rony Hamaui si confrontano sul tema Marco Lossani , docente di Economia internazionale in Cattolica, e Alessia Amighini , docente di Politica economia all’Università degli Studi del Piemonte Orientale. L’iniziativa è promossa dal Laboratorio di analisi monetaria dell’Università Cattolica ( Lam ).

 

Una controffensiva nella lotta alle infezioni

Uno dei simboli della modernità, l’antibiotico, strumento capace di debellare le infezioni, se usato in modo eccessivo e smodato, può causare infezioni resistenti ai farmaci. Ciò che è decisivo è da un lato il progresso della conoscenza, che abbiamo visto alla prova nella vicenda della pandemia, per assicurare una maggiore durata e qualità della vita. Tutto questo chiama in causa il rapporto fra l’uomo e la natura: in questa dinamica non saper governare gli effetti, ad esempio di un nuovo farmaco, è un difetto di lungimiranza che può creare grandi problemi. Papa Francesco, nell’udienza dell’11 settembre scorso ai partecipanti al Congresso mondiale di Ginecologia Oncologica, ha detto: “La persona malata è sempre e molto di più del protocollo – molto di più! – all’interno del quale la si inquadra da un punto di vista clinico”. Mi auguro che da qui oggi possa nascere una “controffensiva” nella lotta alle infezioni, e l’offerta di uno strumento importante che venga anzitutto applicato in Italia, ma che esca dai confini attraverso la collaborazione con gli altri Paesi » . Sappiamo che non è una battaglia facile da vincere perché sono in campo fattori comportamentali, ad esempio l’igiene personale e l’uso corretto dei farmaci, insieme a fattori strutturali, come la mobilità dei pazienti. Soprattutto nella prima fase dell’epidemia abbiamo compreso la grande importanza di adottare tutte le precauzioni necessarie su questi temi, affidandosi contemporaneamente alla tecnologia e agli strumenti di igiene e sanificazione e certamente di modifica dei comportamenti umani e delle organizzazioni strutturali » .

 

L’importanza di scaricare Immuni

Immuni è un’ app creata per aiutare a contenere e contrastare l’epidemia di Covid-19. L’app utilizza la tecnologia per avvertire gli utenti che hanno avuto un ’ esposizione a rischio, anche se sono asintomatici. Grazie anche alla funzionalità di contact tracing , quando un utente scopre di essere positivo al virus, Immuni gli consente di allertare in modo anonimo le persone con cui è stato a stretto contatto e che potrebbe quindi aver contagiato. Venendo informate tempestivamente (potenzialmente ancor prima di sviluppare i sintomi del Covid-19), queste persone possono contattare il loro medico di medicina generale per approfondire la loro situazione clinica. Immuni riesce a determinare che è avvenuto un contatto a rischio fra due utenti senza sapere chi siano i due utenti o dove si siano incontrati. Non chiede, né è in grado di ottenere, dati sensibili e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere. Questo permetterà di estendere la funzionalità di contact tracing anche agli stranieri che viaggiano in Italia e agli italiani che viaggiano all’estero, senza la necessità di scaricare ulteriori app. #immuni #unitisiamoimmuni #covid19 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Antonio e Diletta, in prima linea contro il Covid

Premio Antonio e Diletta, in prima linea contro il Covid Lo specializzando in Medicina e la laureata in Scienze infermieristiche della facoltà di Roma, sono stati impegnati in prima persona al Policlinico Gemelli e al Columbus Covid-2 Hospital nell’emergenza sanitaria. A loro il premio “Eccellenza Millennial” by Federica Mancinelli | 04 agosto 2020 Per molti dei millennial la pandemia da Covid-19 è stato il primo grande evento che ha toccato da vicino la propria vita. Sicuramente ha toccato quella di Antonio Liguori , specializzando in Medicina interna della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, e Diletta Gionfra , infermiera del reparto di Medicina interna, laureata in Scienze Infermieristiche nella stessa facoltà, in prima linea al Policlinico Gemelli e al Columbus Covid-2 Hospital durante l’emergenza sanitaria. Per questo loro importante impegno lo scorso 22 luglio hanno ricevuto a Roma lo special award “ Eccellenza Millennial ” nell’ambito del “ MYllennium Award ”, il premio rivolto ai più giovani con l’obiettivo di valorizzarne le eccellenze in termini di creatività e innovazione. Nove le categorie in gara quest’anno, dall'informazione all’arte fino allo sport e all’impatto sociale, e 32 i giovani protagonisti che si sono alternati sul palco. Un totale di 180mila euro tra ricompense in denaro e opportunità professionali per i giovani e i progetti del cambiamento e del futuro. Ecco le interviste che i vincitori hanno rilasciato a RomaSette.it: Diletta, infermiera alla Columbus, tra le “Eccellenze Millennial” Antonio, medico, a 29 anni in prima linea nei reparti Covid #premio #covid19 #medicina #infermieristica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Covid, l’Italia in tre mesi ha perso 500mila posti di lavoro

Un andamento peggiore che nel resto di molti altri Paesi colpiti dalla pandemia by Katia Biondi | 23 luglio 2020 L’impatto sul mercato del lavoro del Covid-19 è stato immediato. In pochi mesi i progressi fatti negli ultimi dieci anni sono stati spazzati via: nei 37 Paesi Ocse il tasso di disoccupazione è passato dal 5,3% di gennaio all’8,4% di maggio. Il rapporto, recentemente pubblicato e tra i più importanti al mondo sui temi del lavoro nei paesi più sviluppati, è dedicato infatti all’impatto dell’emergenza Covid e alle politiche che i governi nazionali dovrebbero implementare per ridurre gli effetti della pandemia sul lavoro e sui lavoratori. Quello che vediamo per il caso italiano se guardiamo al totale degli occupati – che è un indicatore migliore ma non ancora il migliore – è che è sceso di 500mila nei tre mesi di marzo, aprile, maggio. Questo perché il mercato di lavoro non è una «scatola chiusa» ma è fatto anche di una «porta di entrata», con lavoratori che non vengono assunti o hanno contratti temporanei che non sono rinnovati. Come se non bastasse la fortissima perdita occupazionale è stata accompagnata da un crollo del numero di assunzioni: la variazione degli annunci giornalieri pubblicati online dalle imprese tra febbraio e giugno 2020 è stata molto forte, crollando in Italia del 30% e in altri paesi addirittura del 50-60%. Se consideriamo il numero di occupati e le ore di lavoro di questi occupati il calo totale è stato circa del 28% più forte che in Canada, negli Stati Uniti e di altri paesi di cui disponiamo i dati», ha specificato l’economista.

 

Contro il sovraindebitamento occorrono misure urgenti

Analisi Contro il sovraindebitamento occorrono misure urgenti Con lo slittamento al 2021 del Codice della Crisi d’Impresa rimane in vigore la legge 3/2012 del tutto inadeguata ad affrontare l’ulteriore impoverimento delle famiglie italiane causato dalla pandemia. Intervento della prof Antonella Sciarrone Alibrandi 02 luglio 2020 Pubblichiamo la prima parte dell’articolo che la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi ha scritto per il magazine Vita e dedicato alla spinosa questione del sovraindebitamento. La docente di Diritto dell’economia avanza alcune proposte per far fronte alla crescita dei cosiddetti crediti problematici in Italia. continua a leggere su Vita.it ] * prorettore vicario dell’Università Cattolica e docente di Diritto dell’economia nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative #sovraindebitamento #economia #covid19 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Ristorazione collettiva: come reinventarsi dopo il Covid-19

Educatt Ristorazione collettiva: come reinventarsi dopo il Covid-19 A fronte di dati preoccupanti il settore, duramente colpito dal lockdown, si dimostra pronto a una ripartenza consapevole e in totale sicurezza, con il desiderio di innovarsi. EDUCatt non si è fermata, durante il lockdown, e sta valutando modalità innovative e funzionali per venire incontro a una realtà decisamente imprevista. Di giorno in giorno la Fondazione – che gestisce le mense dell'Università Cattolica – si adatta alle modalità di ripartenza delle aziende di ristorazione collettiva e ai nuovi modelli di business che stanno nascendo. Sarà necessario attivare inoltre accorgimenti come la rimodulazione del lavoro in considerazione del distanziamento degli operatori e delle nuove tipologie di offerta da ridefinire, che inevitabilmente andranno a pesare sui costi delle gestioni, accanto alle necessarie introduzioni dei dispositivi di sicurezza e delle risorse aggiuntive adibite al controllo. Ciò va a confermare la preoccupante situazione (delineata in pieno lockdown da Maria Teresa Manuelli per “Il Sole 24 ore”) cui sta andando incontro la ristorazione collettiva, che normalmente fornisce 860 milioni di pasti l’anno a studenti, lavoratori, degenti e anziani e conta 97 mila posti di lavoro . Per fronteggiare la situazione sono dunque necessarie iniziative di sostegno rapide e adeguate a fronte di un danno stimato dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) in 8 miliardi di euro in meno nel 2020 . La crisi di mercato attuale sarà vinta dalla ristorazione collettiva grazie alla sua predisposizione all’aggiornamento : è questo il pensiero di Antonio Preanò , che da diverso tempo collabora con EDUCatt per il saving e l’innovazione nella ristorazione, nel marketing e nei progetti sviluppati dalla Fondazione.

 

Nuovi strumenti, stessi valori. Il Villaggio per la Terra è 2.0

EARTH DAY 2020 Nuovi strumenti, stessi valori. Il Villaggio per la Terra è 2.0 Webinar, forum e sorrisi. La collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore all’evento, attraverso il coordinamento da parte dall’ Alta Scuola per l’Ambiente , è giunta alla sua terza edizione. Il progetto nato per proporre un’esperienza di ricerca approfondendo i 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 e di formazione per l’educazione integrale dei giovani e di terza missione in dialogo con la società civile quest'anno a causa del lockdown imposto da Covid-19 si è infatti svolto completamente in streaming. Un'edizione particolare, coincisa con il 50° anniversario della Giornata Mondiale della Terra. In tempi di pandemia, si è scelto infatti di scommettere su talenti, creatività e capacità di innovazione dei giovani per dare vita a un Villaggio inedito nella forma, fatta da webinar, relazioni, forum e sorrisi ma sostenuto dagli stessi valori: fiducia nel presente e solidarietà per il futuro. Perché stiamo camminando verso il Patto educativo, per rinnovare l’alleanza tra umanità e ambiente e abitare insieme la casa comune.

 

Solo insieme gli Stati possono sconfiggere il Coronavirus

Parla il prof Agostino Giovagnoli sul quotidiano cinese Guangming Ribao 24 aprile 2020 Pubblichiamo il testo integrale dell’intervista che il professor Agostino Giovagnoli , docente di Storia contemporanea nella facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha realizzato per il quotidiano cinese “ Guangming Ribao ”. Secondo lei, ‘la comunità umana dal futuro condiviso’ del nostro presidente coincide con l’andamento della storia umana? La pandemia di Covid 19 mostra che l’umanità è oggi sottoposta a grandi sfide che non conoscono frontiere e che riguardano tutti, come quelle dell’ambiente e della pace mondiale. Secondo lei, quali sono le influenze sulla società umana di quest’epidemia? Quale lezione possiamo avere dopo questa pandemia? Questa pandemia ci lascia una grande lezione: tutti hanno bisogno di tutti. La Cina non è oggi solo una grande potenza ma è anche un Paese-leader, che ha la responsabilità di costruire insieme agli altri il futuro del mondo. Vanno inoltre rifondate le forme della cooperazione multilaterale, che negli ultimi anni hanno vissuto una grave crisi, sulla base di una maggiore fiducia reciproca, di un progetto comune e di una maggiore capacità di decisione. Non basta più cercare la mediazione tra gli interessi dei singoli popoli, bisogna realizzare ciò che è nell’interesse dell’umanità; non bastano più soluzioni win win bisogna compiere scelte basate sulla solidarietà; non basta gestire i problemi più urgenti giorno per giorno, bisogna seguire grandi priorità. Questo è l’umanesimo, che raccoglie quanto c’è di meglio in tutte le grandi tradizioni culturali, morali, politiche e religiose del mondo, come la regola universale di Confucio: ji suo bu yu, wushi yu ren, non imporre agli altri quello che non desidereresti per te stesso.

 

Floriana Cerniglia nella task force per far ripartire l’Italia

PARI OPPORTUNITÀ Floriana Cerniglia nella task force per far ripartire l’Italia Voluta dalla ministra Elena Bonetti è composta da dodici donne che rivestono ruoli di primo piano nell’ambito culturale e scientifico della scena nazionale e internazionale. L’obiettivo è contribuire alla ripartenza economico-sociale del Paese by Katia Biondi | 23 aprile 2020 Anche la Cattolica è nella task force “Donne per il Nuovo Rinascimento”. A rappresentare l’Ateneo nell’unità di lavoro tutta al femminile istituita dalla ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti Floriana Cerniglia , docente di Economia politica nella facoltà di Scienze politiche e sociali nonché direttore del Centro di Ricerche in Analisi economica e sviluppo economico internazionale ( Cranec ). La task force è composta da 12 donne che rivestono ruoli di primo piano nell’ambito accademico, culturale e scientifico della scena nazionale e internazionale. In particolare, la task force si occuperà di analisi ed approfondimenti relativi all’impatto del virus per quanto riguarda soprattutto i dati economici su attività lavorative a rischio e impiego femminile. Inoltre s’impegnerà a individuare misure per riattivare nuovi percorsi per promuovere lavoro femminile, anche attraverso una nuova armonizzazione di tempi e compiti di vita. Si attiverà per ricercare percorsi innovativi in particolare nei campi in più rapida crescita, come Stem, agirà per valorizzare i lavori di cura che già vedono le donne protagoniste, opererà per abbattere gli stereotipi sul genere che impediscono alle donne di raggiungere le posizioni di leadership.

 

Settimana santa a distanza, le iniziative dell’Università Cattolica

Ateneo Settimana santa a distanza, le iniziative dell’Università Cattolica Per vivere questo periodo le quattro sedi organizzano diversi momenti di preghiera e occasioni di riflessione che accompagnano la comunità universitaria sparsa per l’Italia alla Santa Pasqua. E la community Alumni promuove on line due spettacoli teatrali by Agostino Picicco | 07 aprile 2020 Forse non è un caso che il periodo di quarantena sia coinciso con il tempo di Quaresima. Al di là dell’assonanza lessicale, i quaranta giorni che precedono la Pasqua sono intesi come tempo di silenzio, deserto, preghiera, riflessione più ampia sul nostro stile di vita sempre caratterizzato dal mito dell’efficienza in una società abituata alla produzione e alla rapidità. Per questo motivo il Centro Pastorale dell’Università Cattolica ha deciso di conciliare il cammino quaresimale con le modalità “a distanza” che l’emergenza sanitaria impone. Così, su iniziativa dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori , ha proposto alle comunità dell’Università Cattolica un cammino spirituale “virtuale” intitolato “ Le voci della Cattolica sulla Parola del giorno ” per ricevere luce e conforto dalla Parola di Dio, andando insieme alle sorgenti della fede e della sapienza umana. Gli oltre cinquanta assistenti spirituali e docenti di Teologia delle quattro sedi dell’Università hanno elaborato ogni giorno a turno una serie di riflessioni per aiutare la meditazione e la preghiera di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. Per la sede di Piacenza, l’assistente spirituale don Luca Ferrari ha organizzato la lettura di brani delle Scritture a cura di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, poi proposti on line, spiegando così l’iniziativa in una lettera aperta: «Quest’anno dovremmo limitarci ad auspici non sappiamo quanto fondati.

 

Covid-19, quell’ironia sui social che unisce l’Italia

Milano Covid-19, quell’ironia sui social che unisce l’Italia Esorcizzare la paura e provocare un sorriso: sono le caratteristiche all’origine di video e di meme che affollano le chat di Whatsapp e i profili di Facebook o Instagram. Tutti, anche per occupare i tempi più liberi dagli spostamenti, si sentono in dovere di girare ai propri contatti ogni tipo di informazione circa il Covid-19, ogni precauzione, ogni dichiarazione di luminare o di semplice operatore sanitario di cui la rete e invasa. Maggior tempo libero e desiderio di esorcizzare il pericolo offrono l’occasione per un sorriso, talvolta sarcastico, sull’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta vivendo. Lo afferma Mariagrazia Fanchi , direttrice dell’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo ( Almed ), secondo la quale il flusso del contenuto ironico da due anni a questa parte si è spostato dai grandi social come Facebook e Instagram (meno Twitter), sui gruppi Whatsapp. Insomma viene fatta circolare una comicità adeguata a quel determinato gruppo, secondo lo spirito dei cinepanettoni, con richiami ironici a fatti di attualità dei mesi precedenti o a personaggi della vita pubblica», dichiara la professoressa Fanchi. Il primo meccanismo semiotico riguarda la parodia che attacca gli altri, in questo caso gli stranieri che ci hanno preso in giro, risvegliando il nostro orgoglio nazionale. Poi c’è una ironia che possiamo definire ‘casalinga’, tipo la Sampdoria che dona calciatori allo Spallanzani o la statua della Madonna di Codogno che piange amuchina», una ironia più disincantata, talvolta anche greve.

 

Consultorio familiare, al via lo Sportello di ascolto

Le nostre energie sono assorbite dalla riorganizzazione della vita lavorativa e familiare, dall’impegno necessario per rispettare le nuove norme sociali per il bene comune, dall’enorme afflusso di notizie. Incertezza, confusione, tristezza, turbamento, paura, rabbia, ansia, disorientamento, sovraffaticamento, solitudine, sono solo alcune delle emozioni provate in questo momento storico dalla maggior parte delle persone. In un momento in cui le attenzioni sono rivolte esclusivamente ai rischi collegati alla salute fisica, poter “mettere in parola” queste vicissitudini aiuta a prendersi cura di sé e dei propri cari. A questo si aggiungono in moltissimi casi i timori per la salute dei propri familiari più anziani, o l’impossibilità di assisterli e di star loro vicini. In risposta ai nuovi bisogni delle famiglie, il Consultorio familiare della sede di Roma dell'Università Cattolica ha attivato uno Sportello d'ascolto telefonico rivolto a tutti coloro che vivono una situazione di disagio e di difficoltà legata all’emergenza Covid-19. In linea con la mission del servizio di cura dei legami familiari, il Consultorio offre ascolto e supporto alle persone che vivono un disagio all’interno del proprio nucleo familiare, nel rapporto con il partner, nella dinamica genitori-figli, nelle situazioni di separazione o di fragilità. Per concordare un appuntamento telefonico con un operatore del Consultorio chiamare i numeri 06 30154547 o 06 30154946 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 oppure scrivere all'indirizzo consultorio.familiare@unicatt.it * Direttore Consultorio Familiare Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Roma #covid19 #coronavirus #roma #consultorio familiare Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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