La tua ricerca ha prodotto 97 risultati per solidarieta'.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

Madagascar, una sola grande famiglia

Le loro risate, urla e canzoncine erano per noi la migliore sveglia che si potesse desiderare e la loro allegria illuminava le nostre giornate: è incredibile quanto questi bambini siano pieni di energia anche alle 5:30 di mattina, quando fuori fa ancora buio pesto. Ce lo hanno ripetuto le Suore Nazarene che si prendono cura ogni giorno di questi bambini senza una famiglia alle spalle che li sostenga e ce ne siamo accorte anche noi nelle tre settimane trascorse in Madagascar. C’è Herman, apparentemente forte ma molto sensibile, Meltina, spigliata e intraprendente, Claudin, geloso e coccolone, Frankie, timido e impacciato, e Angèle, chiacchierona e combinaguai. È triste pensare che questi bambini, così vivaci, brillanti e affettuosi non abbiano la possibilità di crescere nella loro famiglia di origine, anche se ci conforta pensare che l’amore, l’educazione e le opportunità che l’Orphelinat dà loro possano almeno in parte compensare la loro condizione. Non è stato sempre facile per noi fare i conti con un mondo così scioccante e completamente diverso dal nostro. Uno degli insegnamenti che il Charity Work Program a Fianarantsoa mi ha lasciato è proprio questo: esistono situazioni complesse, apparentemente insuperabili, ma bisogna tenere a mente che prima di darsi vinti ci si deve impegnare per fare la propria parte e per poter partecipare a un cambiamento in positivo. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

5xmille, il sapere di oggi costruisce il nostro domani

Solidarietà 5xmille, il sapere di oggi costruisce il nostro domani Economia circolare, volontariato e cooperazione internazionale, Fondo salva studi contro gli effetti da Coronavirus: sono alcuni dei progetti che saranno finanziati con gli introiti dell’operazione legata all’Irpef. Dal 2010 l’Università Cattolica è tra i beneficiari del 5x1000, misura fiscale che consente ai contribuenti di destinare parte del proprio Irpef a enti che svolgono attività socialmente rilevanti. “L’Università Cattolica, secondo lo spirito dei suoi fondatori, fa proprio l’obiettivo di assicurare una presenza nel mondo universitario e culturale di persone impegnate ad affrontare e risolvere, alla luce del messaggio cristiano e dei principi morali, i problemi della società e della cultura”, recita l’articolo 1 dello Statuto. Un principio generale che assume oggi, in un anno tormentato e alla vigilia del centenario della fondazione dell’Ateneo, un senso più attuale che mai. Il supporto di ciascuno permette di ampliare gli orizzonti della conoscenza, creando connessioni e intervenendo sui problemi contemporanei. Il sistema agrovoltaico si basa su una tecnologia innovativa che permette di combinare la produzione di energia elettrica da fotovoltaico con la coltivazione di specie agrarie convenzionali. La nostra missione pedagogica è quella di affiancare gli studenti affinché possano acquisire un metodo di studio efficace per affrontare il proprio percorso universitario in maniera autonoma, consapevole ed efficiente», spiega Anna Monauni , consulente pedagogico nella sede di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La forza del nostro Servizio è quella di favorire, in tutti gli studenti, lo sviluppo delle loro potenzialità e l'acquisizione di determinate competenze utili non solo per la crescita personale, ma anche nell’ottica del mondo del lavoro».

 

Adotta uno studente

Ateneo Adotta uno studente Educatt lancia un progetto dal grande valore sociale: grazie al marchio Casa Fogliani e ai proventi della vendita dei prodotti doc, ogni anno sarà accompagnato per tutto il percorso universitario un giovane in estrema difficoltà economica. Acquistando i prodotti del marchio Casa Fogliani è possibile contribuire al sostegno economico di giovani bisognosi che intendono affrontare gli studi universitari. A partire dalla suggestiva Villa signorile settecentesca di Castelnuovo Fogliani ad Alseno, in provincia di Piacenza, Educatt ha realizzato una vera e propria officina creativa capace di valorizzare risorse e attività, attraverso iniziative ad alto valore sociale . L’ultima sfida lanciata dalla Fondazione è quella di recuperare, “adottando” per tutto il percorso universitario, uno studente all’anno che si trovi in estrema difficoltà , un giovane che neppure potrebbe iscriversi all’Università Cattolica, che vuole essere università di tutti coloro che abbiano desiderio di crescita e formazione integrale. Per valorizzare il progetto di Casa Fogliani sono stati aperti nell’Università Cattolica di Milano e Piacenza (e presto anche nelle sedi di Roma e Brescia) degli Shop , dove è possibile acquistare i prodotti del marchio. Altri canali di vendita sono le mense e i bar gestiti da Educatt e alcuni locali selezionati a Milano e in Lombardia, oltre alla vendita online sul sito ufficiale. Per il periodo natalizio sono stati confezionati cesti e panettoni artigianali che per le prossime settimane affiancheranno i salumi, i formaggi e le birre artigianali presenti sul listino tutto l’anno.

 

Afghanistan, la nostra solidarietà

Milano Afghanistan, la nostra solidarietà “ Attraverso i loro occhi ” racconta l’intervento dell’Università Cattolica per ricostruire la comunità in un Paese dilaniato dalla guerra. L’Università Cattolica per l’Afghanistan ” (Vita e Pensiero), il quaderno del Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) che racconta l’intervento in un Paese dilaniato dalla guerra. Nel corso di un progetto durato dal 2009 al 2013, il Cesi ha partecipato all’impresa di avviare forme di cooperazione sostenibili con l’aiuto di attori civili e militari e della Chiesa locale. Anche il professor Roberto Cauda , direttore del Cesi, ha affermato la straordinarietà di questa esperienza realizzata con il progetto “Attraverso i loro occhi”, «un’occasione per portare in Afghanistan vicinanza, solidarietà e formazione delle nuove generazioni, con un’attenzione particolare alle donne». Il progetto ha dato, infatti, l’opportunità a tutti di conoscere un Afghanistan diverso che ha rivelato la quotidianità della guerra “attraverso i loro occhi” e, allo stesso tempo, alle studentesse afgane coinvolte di esprimersi e dar voce al proprio Paese». Partner importante del progetto è stata la Chiesa locale come ha sottolineato durante l’incontro moderato da Gian Micalessin , reporter di guerra e giornalista de “Il Giornale”, il padre barnabita Giuseppe Moretti : «Fino al 1979 l’Afghanistan era un paese in pace dove si poteva viaggiare e Kabul aveva 500mila abitanti. Ma l’incontro tra gli studenti dell’Ateneo e i loro colleghi afgani è un modello di speranza che si riassume nel progetto “Attraverso i loro occhi” e nell’esperienza della fraternità.

 

A Gerusalemme c’è tutto

Charity Work program A Gerusalemme c’è tutto Sotto il sole d’Israele , avvolte dall’odore intenso che emana la vita in questa terra, è partita per un viaggio al centro dell’umanità, sotto lo sguardo dei bambini. Sofia , studentessa di Scienze linguistiche a Brescia, racconta il suo Charity Work Program 25 settembre 2018 di Sofia Chignola * È una frase che ho sentito pronunciare pochi giorni prima del mio rientro in Italia ed esprime la mia esperienza di Charity Work Program in Terra Santa: «A Gerusalemme c’è tutto». Una terra dove i miracoli si realizzano nel sì quotidiano delle persone, quello dei tanti volontari, suore, sacerdoti, genitori, che di fronte a una realtà faticosa, coltivano il futuro che hanno tra le mani quando prendono in braccio, mettono a dormire, danno da mangiare ai piccoli bambini dell’asilo nido. Il centro , ospitato nel complesso del convento dei Cappuccini e gestito dal Patriarcato latino dei cattolici di lingua ebraica, è dedicato alle famiglie di migranti. Intrecciare relazioni con i bambini e con gli altri volontari ha rappresentato una splendida occasione per rinfrescare le nostre conoscenze linguistiche, oltre che per aggiungere uno scarno ma utile vocabolario di lingua ebraica. È stato bello approfittare dei giorni liberi cercando di andare al di là dei sentieri prettamente turistici, e in alcuni casi sfidare l’ignoto andando nei Territori palestinesi, con tutte le incognite che essi presentano. I bambini crescono in ambienti familiari difficili, con famiglie numerose dove in molti casi è presente un solo genitore e lo stile educativo è più propenso a un laissez-faire che a un ruolo attivo nella loro crescita.

 

A Gerusalemme, verso il proprio destino

Indubbiamente devi avere coraggio, coraggio di aprire la mente, il cuore e soprattutto coraggio di abbattere stereotipi, strutture mentali e culturali verso una realtà che può solo che far fiorire la tua anima. Fare volontariato vuol dire condividere tutto quello che hai: i tuoi pensieri, i tuoi modi di fare, le tue qualità. Dallo stare con i bambini del Centro San Rachele tutto il giorno, mi sono ritrovato a ridipingere anche le loro aule oppure a cucinare per alcuni di loro che non potevano permettersi il pranzo. Vivendo luoghi ed esperienze di questo tipo aiuta a realizzare quanto sia stato bello nascere in una famiglia europea, italiana e di quanto possiamo essere fortunati di essere studenti di una delle università più prestigiose d’Italia. Ma ancor più, capisci quanto possiamo dare, quanto possiamo fare, quanto possiamo essere parte attiva a livello internazionale. Essere sul posto, chiacchierare con la comunità ebraica in prossimità del Muro del Pianto, ridere e scherzare con i ragazzi dei quartieri palestinesi, fermarsi a riflettere guardando il Sacro Sepolcro sono tutte esperienze che non si possono studiare sui libri di scuola, bisogna viverle. Quei bambini sono carichi di sogni, di voglia di vivere, di sorridere e combattere questa vita che già gli ha dato battaglia a questa tenera età.

 

Albania, la solidarietà della Cattolica

Il bilancio finale è di 51 morti, 900 feriti e più di 5.200 sfollati, di cui 1.260 a Durazzo, 500 a Thumana e altri 3.500 nella provincia di Tirana. La macchina della solidarietà si mette in moto in tutta Europa, compreso in Italia dove sono tanti gli albanesi che si sono trasferiti nel nostro Paese per motivi di studio o di lavoro. La stessa che, all’indomani del violento terremoto, li ha spinti a rivolgersi alla direzione di sede di Milano dell’Università Cattolica fermamente convinti che fosse necessario fare qualcosa per aiutare la popolazione albanese. Anche Eni quando si è svegliata ha trovato il cellulare con una sfilza di messaggi Whatsapp e telefonate dei familiari residenti a Tirana, ma anche di amici albanesi e italiani, in particolar modo di Bari. Di qui l’idea di mettere in piedi qualche forma di “fundraising” che potesse coinvolgere l’intera l’Università Cattolica dove la comunità albanese è molto presente con i suoi 194 studenti iscritti a corsi di laurea e post-laurea dell’Ateneo. La loro proposta è stata accolta dalla direzione di sede dell’Ateneo che si è mobilitata su più fronti per fare in modo che l’idea di raccogliere fondi a favore dei terremotati dell’Albania potesse concretizzarsi. Così l’Università Cattolica, in virtù della storica collaborazione che la lega alla Caritas Ambrosiana, ha deciso di aderire alla raccolta Fondi “Terremoto Albania”, indetta insieme con la rete internazionale di Caritas.

 

Albania, tra matrimoni e business plan

Charity Work Program Albania, tra matrimoni e business plan Quello di Carlos , dottorando in Economia, è stato un Charity Work Program del tutto particolare, alla scoperta di un Paese tutto da conoscere nei suoi risvolti sociali, politici, culturali ed economici. ottobre 2018 di Carlos Cañizares * Sono stati due mesi fantastici quelli trascorsi in Albania insieme al Vis, la Ong legata ai Salesiani. In Albania, insieme all’altra studentessa del mio programma, Carolina, abbiamo realizzato principalmente tutorial per lo staff del Vis di business plan, e abbiamo creato due database per gestire le loro informazioni, uno di informazione quantitativa generale e l’altro delle risorse umane. Abbiamo fatto una presentazione nei tre uffici che Visa ha in Albania, per poi andare sul campo per capire cosa potessimo fare per loro nel modo più utile: una specie di lavoro di consulenza. È stato estremamente gratificante la gratitudine di tutti gli operatori della Ong, sia staff che manager, per il lavoro fatto. Il nostro servizio di volontariato è stato anche l’occasione per conoscere un Paese sconosciuto dal punto di vista turistico e ambientale. Gli studenti beneficiano della possibilit‡ di vivere uníesperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

Al Gemelli è nato il Fondo Carità

È nato a questo scopo il Fondo Carità promosso dalla Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” , per rispondere in modo rapido e diretto ai bisogni che emergono nella vita dell’Ospedale , attraverso l’ascolto e la conoscenza di situazioni di emergenza sociale ed economica di singoli pazienti o delle loro famiglie . In particolare, vogliamo sostenere le necessità sanitarie di persone in situazioni di comprovata difficoltà economica e rispondere a situazioni di emergenza sociale ed economica di cui il personale del Policlinico viene a conoscenza nel corso della prestazione dei servizi sanitari. Sarà proprio il personale del Policlinico a segnalare situazioni di particolare disagio, illustrando il tipo di intervento richiesto, in base alle necessità. Il Fondo Carità è promosso e sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Policlinico Gemelli, ma proposto alla sensibilità e alla generosità di tutti , sia all’interno che all’esterno dell’Ospedale. A questa dotazione finanziaria si aggiungono altre risorse interne derivanti dalle prestazioni effettuate in regime di solvenza, nonché dai medici nell’esercizio della propria attività libero professionale. Un’occasione alla portata di tutti per dare seguito all’invito di Papa Francesco a riscoprire, in occasione del Giubileo, la pratica antica delle opere di misericordia. Le strutture si sviluppano oggi su 3.100 metri quadrati complessivi (310 in più rispetto al precedente) e sono costate complessivamente circa 3 milioni di euro e finanziate da Ministero della Salute e Regione Lazio.

 

Aljcia, storia di straordinaria solidarietà

La diciottenne polacca, da nove anni in Italia, potrà iscriversi in Cattolica grazie alla generosità dei lettori del Giornale di Brescia, che ha raccontato la sua storia. by Antonella Olivari | 04 ottobre 2018 C’era anche Aljcia al Welcome day di Scienze politiche e sociali della sede di Brescia. La studentessa polacca che fino a pochi mesi fa pensava di rinunciare al suo sogno, ora potrà proseguire gli studi all’università grazie al sostegno dei lettori del Giornale di Brescia, il primo quotidiano della città, e alla disponibilità dell’Università Cattolica. Una ragazza così brava e motivata non poteva fermarsi e si è messa in moto la solidarietà dei bresciani, fra i quali i colleghi di lavoro e la cooperativa sociale dove lavora come centralinista, che ha consentito ad Aljcia di iscriversi e di coprire i costi della prima rata. Se studenti così meritevoli ci scelgono, non possiamo che esserne orgogliosi» ha detto il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Guido Merzoni , durante l’incontro al Giornale di Brescia con la direttrice Nunzia Vallini . Ora toccherà a lei, al suo impegno e alla sua determinazione dimostrare che questi sforzi non sono stati vani e accedere anche alla borsa di studio che Educatt, l’Ente per il diritto allo studio della Cattolica, mette a disposizione degli gli studenti meritevoli e bisognosi. Aljcia ha già aperto i primi libri in adozione al corso e vedrà di non far tardare troppo il taglio della prima torta che la redazione del Giornale di Brescia le ha chiesto di tagliare per ogni esame che supererà.

 

Alla scuola del servizio

Charity Work Program Alla scuola del servizio Per Irene , studentessa di Scienze politiche e sociali, il Charity Work Program in Terra Santa ha voluto dire scoprire tutte le dimensioni del volontariato: mettersi a disposizione senza mai rifiutare una richiesta d’aiuto. settembre 2018 di Irene Marchetti * Dopo tre settimane di volontariato ho capito che il dono più utile che si possa fare è mettersi a servizio di chiunque e in qualsiasi situazione. L'aiuto più grande che si possa dare è mettersi a disposizione senza mai rifiutare una richiesta di aiuto, dalla più semplice alla più scomoda o faticosa. I piccoli sono seguiti da educatrici/educatori che lavorano lì per tutto l'anno e che spesso vengono affiancati da volontari provenienti da ogni parte del mondo. Una giornata tipo inizia con la colazione dei bambini verso le 8.30, la quale viene seguita da una mattinata di gioco in cui le educatrici cercano di insegnare ai bambini (sempre attraverso il gioco) numeri e colori. Le due ore che seguono il pranzo sono dedicate alla pennichella, così da ristabilire la pace e la tranquillità, fondamentali dopo la mattinata di giochi. La parte principale e significativa dell'esperienza è stata condividere ogni giornata, dalla mattina al tardo pomeriggio, con i bimbi dell'asilo nido: sono figli di immigrati eritrei, etiopi, filippini che di giorno hanno bisogno di qualcuno che li accudisca mentre i genitori sono al lavoro.

 

Avitabile, dalla parte delle vittime

Milano Avitabile, dalla parte delle vittime Lunedì 16 aprile in largo Gemelli una lezione sulla musica come messaggio sociale. marzo 2018 Un concerto e una lezione per offrire una chance di resilienza ai bambini siriani dei campi profughi di Libano e Kurdistan, alle vittime di migrazione forzata che vivono in contesti di povertà ed esclusione sociale, e ai giovani delle periferie di Milano. Lunedì 16 aprile un ospite speciale, il musicista e compositore Enzo Avitabile , si esibirà presso l’Auditorium della Fondazione Cariplo in largo Gustav Mahler alle ore 20.30 con il concerto in Acoustic World “La musica come messaggio sociale” per una serata di solidarietà condivisa. L’intera iniziativa è promossa dall’ Associazione Francesco Realmonte Onlus e dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti , in collaborazione con l’Università Cattolica e con FOCSIV Humanity ed è dedicata al sostegno di progetti a tutela dell’infanzia in contesti di guerra e di grave vulnerabilità. Nella stessa ottica, sul territorio di Milano, verranno sostenuti i giovani vittime di migrazione forzata che si trovano a vivere in contesti di povertà ed esclusione sociale , a cui le Associazioni promotrici si dedicano da anni. I biglietti del concerto si possono acquistare presso la biglietteria centrale dell’Auditorium della Fondazione Cariplo di Milano (largo Gustav Mahler); online con prevendita su Vivaticket, selezionando Enzo Avitabile a Milano; presso l’Università Cattolica – Container 9 (cortile San Benedetto, largo Gemelli 1). Con una musica sensibile e vicina agli ultimi del mondo ed una spiritualità profonda, Enzo Avitabile porta a Milano il suo “Acoustic World” un viaggio in sonorità che spaziano dalla musica colta a quella etnica, rimanendo fedeli alla sua cifra stilistica unica.

 

Avitabile, una vita in musica

Milano Avitabile, una vita in musica Il cantante e compositore napoletano ha parlato della sua esperienza d’arte e d’impegno in aula Bontadini. È tutta qui la filosofia di Enzo Avitabile , celebre sassofonista e compositore napoletano - una carriera ormai quasi trentennale, 18 album pubblicati e all’attivo collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic, James Brown e Tina Turner - che è intervenuto in Aula Bontadini per una lezione sulla “musica come messaggio sociale”. L’incontro ha anticipato il concerto che Avitabile ha tenuto in serata, all’Auditorium di largo Mahler, a sostegno dei progetti dell’Università Cattolica a favore dei bambini siriani rifugiati nei campi profughi in Libano e in Kurdistan. Racconta il suo primo incontro con la musica, quella dei juke box di un tempo: «Il suono che usciva da quella scatola magica era un suono amico. Significa avere consapevolezza della propria provenienza, quindi di chi si è, ma anche di quello che avviene al di fuori di sé. Gli fa da sponda Gianni Sibilla , direttore didattico del master in Comunicazione musicale di Almed: «Enzo è un esempio bellissimo di contaminazione tra la cultura musicale popolare napoletana e i generi internazionali come il jazz e la world music». Non si è fatto mancare nemmeno una partecipazione all’ultimo Sanremo, in coppia con Peppe Servillo con il brano Il coraggio di ogni giorno : «L’ho fatto per provare a rendere popolare il mio modo di fare musica, perché a Sanremo in quattro giorni si raggiunge un pubblico sterminato, altrimenti irraggiungibile.

 

Brasile, dalla parte degli ultimi

Charity Work Program Brasile, dalla parte degli ultimi Anna e Arianna , di Psicologia, hanno svolto il loro Charity Work Program a Casa Familia Rosetta, un centro che si occupa del supporto psicologico e del reinserimento sociale di tossicodipendenti e bambini con disabilità fisiche e mentali. novembre 2018 di Arianna Antonelli e Anna Mazza * Se non fosse per il motore di ricerca lo staremmo ancora cercando sul mappamondo: “Porto Velho: capitale della Rondonia”. Pensando al Brasile vengono subito in mente le spiagge di Rio de Janeiro, il Corcovado con l’imponente statua del Cristo Redentore, i moderni grattacieli di San Paolo e le strade invase da ballerini di Samba o Capoeira. Il paesaggio che ci ha accompagnato nelle nostre quattro settimane di Charity Program è completamente diverso, ma altrettanto suggestivo. Tutto questo è però un Paese che, accanto alle sue naturali bellezze, porta sulle spalle una grave crisi politico-economica e numerosi episodi di violenza e corruzione. L’associazione Casa Familia Rosetta, dove abbiamo svolto la nostra esperienza, lavora proprio per dare una risposta alle urgenze di tale contesto, occupandosi in particolare del supporto psicologico e del reinserimento sociale di soggetti tossicodipendenti e bambini con disabilità fisiche e mentali. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

«Buoni a far del bene», un successo

Non semplici numeri, ma solidi mattoni del virtuoso progetto promosso da Educatt attraverso il marchio Casa Fogliani® che, reinvestendo le marginalità ricavate dalla vendita di prodotti enogastronomici d’eccellenza in borse di studio, sostegno economico e servizi, accompagna concretamente studenti bisognosi nel loro percorso universitario. La campagna si chiude con un positivo che non si esaurisce negli oltre 3.000 acquisti, ma conferma la risposta concreta delle oltre 30 aziende coinvolte che allargano il catalogo d’offerta a più di 50 articoli selezionati in collaborazione con Mocine Cascina Santa Marta, tra cui la cioccolata di Casa don Puglisi. Buoni a far del bene» è stata anche occasione per Casa Fogliani di rafforzare la rete territoriale e la rete di collegamenti, con una distribuzione che ha raggiunto tutta l’Italia grazie ai partner Solari e Mocine e un incremento di contatti sul sito pari al 150% nel periodo della campagna. casafogliani #buoniafardelbene #solidarieta #natale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Casa Fogliani per i collegi

educatt Casa Fogliani per i collegi Durante la presentazione del marchio di mercoledì 27 febbraio, gli studenti dei Collegi hanno avuto l’occasione di conoscere il progetto, che avrà anche risvolti di solidarietà, e di assaggiare alcuni dei prodotti enogastronomici d’eccellenza. by Maria Serena Chiocca | 26 febbraio 2019 Nel pomeriggio di mercoledì 27 febbraio la Sala “Ruffilli-Giavazzi” del Collegio Augustinianum ha ospitato un incontro, dedicato agli studenti dei collegi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante il quale è stato presentato il progetto di Casa Fogliani . Grazie all’evento i collegiali hanno avuto l’occasione di conoscere più approfonditamente il brand nato nel contesto della Villa di Castelnuovo Fogliani, in provincia di Piacenza, e hanno assaggiato i suoi prodotti enogastronomici selezionati e di alta qualità. All'importante valore sociale il progetto unisce come obiettivo la valorizzazione del territorio : l’officina creativa Casa Fogliani ed Educatt si impegnano a prestare attenzione allo sviluppo delle risorse presenti nel territorio di Castelnuovo Fogliani e a esaltare e diffondere la genuinità dei suoi prodotti. casafogliani #collegi #enogastronomia #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cattedra Unesco, la prima in Cattolica

Brescia Cattedra Unesco, la prima in Cattolica È dedicata all’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli e avrà come punto di riferimento la sede di Brescia. Se ne parlerà in un convegno venerdì 18 gennaio in aula magna. gennaio 2019 È la prima Cattedra Unesco a esser assegnata all’Università Cattolica e, in particolare, alla sede di Brescia dell’Ateneo. È dedicata a “L’educazione per lo sviluppo integrale dell’uomo e per lo sviluppo solidale dei popoli”, e nasce dalle sollecitazioni dell’Enciclica Populorum progressio di Paolo VI e dalla tradizione di impegno negli ambiti dell’educazione e della cooperazione internazionale che caratterizza il territorio bresciano. Se ne parlerà in un convegno nell'aula magna della sede bresciana venerdì 18 gennaio alle 9.30 . La cattedra, diretta dal professor Domenico Simeone , intende perseguire gli obiettivi già definiti dal “World Education Forum” a Incheon nel 2015 “Educazione 2030: verso un’educazione inclusiva e di pari qualità e insegnamento durante tutto il corso della vita”. unesco #sviluppo #solidarieta' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Charity, la prima volta in Nepal

CHARITY WORK PROGRAM Charity, la prima volta in Nepal Due nuove destinazioni per il programma di volontariato internazionale: oltre allo Stato himalayano si aggiunge anche la Romania come secondo Paese europeo, per un totale di 21 progetti. In Nepal gli studenti iscritti a un corso di laurea della facoltà di Scienze della Formazione trascorreranno il loro periodo di volontariato presso la Ong Engage. In totale sono più di cinquanta gli studenti che la prossima estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program, il programma di volontariato internazionale promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) . Un’iniziativa che, grazie al contributo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e ai fondi del 5 per mille, da dieci anni offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato in Paesi emergenti e in Via di Sviluppo. Per questo è scelta da un sempre crescente numero di studenti, come emerge dal significativo aumento delle richieste di partecipazione: nel 2018 hanno preso parte alle selezioni 275 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica con un incremento pari al 18% rispetto all’edizione dell’anno precedente. Nel corso degli anni il Charity è stato modulato in modo da rappresentare un percorso sempre più coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte infatti solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. charityworkprogram #solidarieta' #volontariato Facebook Twitter Send by mail Print INTERNATIONAL VOLUNTEERING È un programma di Volontariato internazionale rivolto a tutti gli studenti e ai neolaureati dell’Università Cattolica, per tutti gli anni di corso, tutte le facoltà, tutte le sedi.

 

Charity, la solidarietà che fa curriculum

ATENEO Charity, la solidarietà che fa curriculum Partono i primi dei 46 studenti che partecipano al programma di volontariato nei Paesi in via di sviluppo. Segui live la loro esperienza su facebook, instagram e twitter 14 luglio 2016 Sono partiti il 14 luglio i primi studenti del Charity Work Program 2016 . Laura Bossini, Leonardo Milesi ed Elena Salomoni sono i primi dei 46 studenti dell’Ateneo che vivranno un’estate all’insegna della solidarietà. Si allarga, poi, la platea dei destinatari che, oltre gli studenti dell’Ateneo - dal 2009 a oggi se ne contano ben 214 - comprenderà neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione. Il Charity, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. Il Cesi, attraverso il Charity Work Program, ha voluto investire nella cultura della solidarietà, che si caratterizza per essere “contagiosa”, promuovendone la diffusione tra gli studenti delle diverse facoltà dell’Ateneo». Per quanto riguarda Scienze agrarie, alimentari e ambientali è previsto un soggiorno presso l’Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima all’interno della facoltà di Ingegneria agraria con lo scopo di rispondere alle esigenze di un contesto globalizzato e di soddisfare il crescente sviluppo dell’agricoltura nel Perù.

 

Charity, le nuove mete

ateneo Charity, le nuove mete Con le info session in programma in tutte le sedi, il Charity Work Program presenta i nuovi progetti per vivere un’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo. Per due studenti di Economia la prossima estate si aprirà la possibilità di collaborare con la Ong Vis nelle attività di animazione territoriale sulla valorizzazione del territorio nei distretti di Malësi e Madhe. L’Organizzazione non governativa si occupa da anni di contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile soprattutto con l’ampliamento delle opportunità occupazionali, in particolare per i giovani, tramite il sostegno alle imprese familiari e ai servizi agrituristici e un migliore inserimento formale nell’economia di mercato. È il modo concreto e diretto che il Charity Work Program offre agli studenti dell’Ateneo di vivere u n’estate alternativa all’insegna della solidarietà nei Paesi in via di sviluppo , in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Promosso dal Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) , anche grazie al supporto dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, il programma 2018 offre 53 scholarship della durata di 3 – 8 settimane . Per studenti iscritti a un corso di laurea dell’Università Cattolica 30 scholarship includono le spese di viaggio, assicurazione, visto, pick-up service da e per l’aeroporto e alloggio presso strutture presenti nei Paesi ospitanti. Anche perché, oltre a rappresentare un’occasione altamente formativa sul fronte della crescita personale, il Charity consente di arricchire in maniera significativa il Cv degli studenti.

 

Charity, un'esplosione di vita

Charity Work Program Charity, un'esplosione di vita Grazie al Charity Work Program , 54 studenti hanno vestito i panni di volontari in 20 Paesi e quattro continenti. Dai loro racconti emerge che è molto di più quanto hanno ricevuto di quanto hanno donato, con un arricchimento anche sul piano professionale. A spiegarlo sono alcuni degli studenti che hanno vissuto la scorsa estate l’esperienza del Charity Work Program, accogliendo la proposta del Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi). Nei loro racconti, che pubblichiamo in questa pagina, emerge, come un filo rosso, la certezza di aver ricevuto molto di più di quanto hanno donato e di essere tornati nel nostro Paese cambiati. Il Charity Work Program è promosso dal Cesi e che, grazie a fondi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, offre l’opportunità di vivere un’esperienza di volontariato nei Paesi in via di sviluppo ed emergenti in cui l’Ateneo ha all’attivo partnership e collaborazioni. Lo dimostra l’aumento nel corso degli anni sia delle scholarship sia delle richieste di partecipazione degli studenti: nel 2018 hanno preso parte alle selezioni 275 studenti provenienti da tutte le facoltà e da tutte le sedi dell’Università Cattolica, con un incremento pari al 18% rispetto all’edizione dello scorso anno. Il programma, oltre a rappresentare un’esperienza altamente formativa dal punto di vista della crescita personale, è stato modulato in modo da fornire un percorso coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo.

 

Charity Work Program, le new entry

centro d'ateneo per la solidarietà Charity Work Program, le new entry Sono Albania , Eritrea e Zambia le nuove destinazioni del programma di volontariato nei Paesi emergenti e in via di sviluppo promosso dal Cesi. giugno 2018 Sono più di cinquanta gli studenti che la prossima estate scriveranno una voce nuova nel proprio Cv grazie al Charity Work Program . Non è un caso che nel corso degli anni il Charity sia stato modulato in modo da rappresentare un percorso sempre più coerente con gli studi: numerose destinazioni sono aperte infatti solo a studenti di determinate facoltà, privilegiando percorsi ad hoc sulle discipline insegnate in Ateneo. Mentre prosegue l’allargamento del programma anche a neolaureati e iscritti a master, dottorati e scuole di specializzazione, il Charity festeggia il suo decimo compleanno con nuove destinazioni e nuove partnership con Ong e Onlus che lavorano in Africa, Asia e Sud America. Ventidue progetti in 17 Paesi ospiteranno gli studenti che, grazie alle scholarship della durata di 3 – 8 settimane, potranno vivere la loro esperienza di volontariato in Albania, Bolivia, Brasile, Camerun, Etiopia, Eritrea, Ghana, Guatemala, India, Kenya, Madagascar, Messico, Senegal, Tanzania, Terra Santa, Zambia e Uganda. Il progetto in Albania della Ong Volontariato Internazionale allo Sviluppo (Vis) e riservato a studenti, laureati e iscritti a master o scuole di dottorato della facoltà di Economia, coinvolgerà gli studenti in diverse attività volte a contrastare il fenomeno dell’emigrazione giovanile attraverso la promozione del turismo locale. Agli studenti sarà richiesto anche un aiuto nella catalogazione dei preziosi libri conservati presso la biblioteca del Pavoni Social Center che, con i suoi 50mila libri, è attualmente considerata la più prestigiosa dell’Eritrea.

 

Cochabamba, la pazienza di educare

Charity Work Program Cochabamba, la pazienza di educare Per Alessia , studentessa di Cooperazione allo sviluppo, il Charity Work Program in Bolivia era la quarta esperienza di volontariato all’estero. In realtà, adagiata in una conca circondata dalle Ande, la città dell’eterna primavera non si sbilancia in nulla: non vanta l’altitudine di La Paz, né la modernità di Santa Cruz, i suoi abitanti sono un poco schivi e riservati ma non mancano di gentilezza. Cochabamba sarebbe stata però il teatro della mia esperienza all’interno del Charity Work Program , della scoperta del lavoro congiunto tra l’Ong Vis e Epdb, del progetto “ Escuelas de Líderes ” e del lavoro di due mesi con i miei “ wawas ” di quattro collegi differenti, nella zona sud della città. I primi giorni li abbiamo passati tra fogli e planning , il nostro compito era quello di impostare un programma di lezioni teoriche e laboratori pratici che andassero a sviluppare i progetti che gli stessi studenti e professori avevano pensato come fondamentali per l’unità educativa tutta. Avrei poi imparato, schiudendo le varie componenti della matrioska, ad apprezzare le differenti sfumature di ogni gruppo di líderes, di ogni piccola comitiva di amici, fino a ogni animo e carattere del singolo, in un’età di tempeste e domande. E mentre procedevamo con le lezioni mi hanno introdotto alla loro realtà, fatta spesso di lavoro dopo la scuola, di genitori assenti, di ragazzine giovanissime e già madri. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

Collegiali tra studio e solidarietà

Milano e Roma Collegiali tra studio e solidarietà Raccolte fondi, ascolto e sostegno ai malati, servizi alla comunità in collaborazione con enti e associazioni per offrire aiuti concreti alle persone in difficoltà: viaggio tra le molteplici attività di volontariato degli studenti dei Collegi in Campus. Nell’ottica di una formazione integrale della persona, da anni organizzano attività di volontariato, in collaborazione con enti e associazioni, per offrire alle persone in difficoltà aiuti concreti, conforto e ascolto. Un esempio significativo è l’iniziativa nata tre anni fa su proposta degli stessi studenti al Collegio Ludovicianum : una collaborazione con l’Opera di San Francesco per i Poveri (Osf), una Onlus che offre assistenza, accoglienza, ascolto e protezione alle persone in grave difficoltà economica. L’attività volontaria si è arricchita, in tempi recenti, con il servizio settimanale offerto alla mensa di Osf: ogni sabato, durante il periodo delle lezioni accademiche, alcuni studenti aiutano i volontari e il personale dell’Opera nell’erogazione dei pasti del pranzo ai loro utenti nella struttura di accoglienza di Corso Concordia. Nel mese di marzo, con la ripresa delle attività del Collegio, è previsto un momento di festa e sensibilizzazione sull’integrazione, in continuità con il percorso di approfondimento sui migranti, tema della mostra fotografica « Non rimane che aggrapparsi a Dio » di Giovanni Diffidenti. Così, attraverso le attività di volontariato, nei Collegi si sviluppa un vero e proprio percorso educativo di sensibilizzazione verso l’altro, nella consapevolezza che il benessere di ciascuno passa anche attraverso la condivisione con il prossimo. volontariato #collegi #solidarieta Facebook Twitter Send by mail Print IN MOSTRA LE VIE DEL BISOGNO Fino al 31 marzo 2018 rimarrà aperta al pubblico nella sala Pototschnig del Collegio Augustinianum la mostra fotografica « Non rimane che aggrapparsi a Dio » di Giovanni Diffidenti .

 

Collegi, Natale di solidarietà

Ateneo Collegi, Natale di solidarietà Da Milano a Roma, come ogni anno, gli studenti ospiti dei collegi dell’Università Cattolica vengono coinvolti in iniziative a scopo benefico rivolte ai più bisognosi. by Martina Vodola | 13 dicembre 2018 In periodo di Avvento, in preparazione al Natale, i collegi dell’Università Cattolica organizzano ogni anno attività di beneficienza all’insegna della solidarietà, con il fine di sensibilizzare i giovani studenti a donare il proprio tempo a servizio della comunità. Diverse sono le attività che impegnano i collegi in queste settimane, a partire dalla distribuzione di pasti, indumenti e bevande calde ai più bisognosi, attraverso iniziative come quella organizzata dai ragazzi del collegio Augustinianum la sera del 10 dicembre presso la stazione Cadorna di Milano. Anche al Ker Maria l’attenzione è per i più bisognosi: i ragazzi hanno organizzato una cena natalizia con i poveri della comunità di Sant’Egidio, provvedendo da soli all’intera iniziativa. Infine gli studenti del San Damiano hanno organizzato una riffa natalizia, per raccogliere fondi da destinare al sostegno di ammalati che non possono permettersi cure alternative. Le attività di beneficienza e di solidarietà, nonostante il loro infittirsi nel periodo natalizio, hanno un ruolo centrale all’interno delle iniziative dei collegi dell’Università Cattolica, che durante tutto l’anno accademico propongono agli studenti importanti progetti a scopo benefico. collegi #solidarieta' #natale Facebook Twitter Send by mail Print.