La tua ricerca ha prodotto 91 risultati per universita.
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

La Fuci si interroga sul futuro dell’università

Ateneo La Fuci si interroga sul futuro dell’università Con gli interventi del preside di Lettere e filosofia Angelo Bianchi e del ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi , la federazione degli universitari cattolici italiani apre il Congresso nazionale venerdì 8 maggio 07 maggio 2020 “ Direzione Università. Quali prospettive comunitarie? ”: è il tema su cui si interrogheranno venerdì 8 maggio gli studenti della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) in occasione del congresso nazionale annuale. Interverrà poi il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi per parlare della condizione dell’università oggi, delle sfide che la stanno investendo e del significato dell’essere universitari. Sarà un’occasione speciale e privilegiata per gli studenti di potersi confrontare, porre domande e dubbi sulla vita universitaria e per poter ricevere parole nuove e di speranza per il futuro. Il congresso, che proseguirà con l’assemblea federale durante il weekend sabato 9 e domenica 10, si terrà sulla piattaforma Zoom venerdì 8 maggio alle ore 18 e sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Federazione. Un’occasione - si legge nel messaggio della Presidenza nazionale ai rettori degli atenei italiani - per dare un senso alla condizione contemporanea che ha cambiato le nostre abitudini e ci ha messi di fronte alla crisi dell’uomo, allo spezzarsi di un equilibrio, già precario, col creato. La Federazione però, anche in questo tempo, non smette di continuare a pensare e ad aiutare gli universitari cattolici a formarsi un’opinione».

 

Università, laboratorio di dialogo

Università Università, laboratorio di dialogo La tavola rotonda della penultima giornata di OpenWeekUnicatt ha messo a tema l’università come luogo di eccellenza da cui ripartire dopo la crisi. Si sono confrontati il rettore Franco Anelli, Guendalina Graffigna, Ivana Pais e Fausto Colombo by Emanuela Gazzotti | 29 maggio 2020 «La conoscenza è indispensabile, è l’essenza del capitale umano, preziosa e insostituibile ricchezza morale della società del futuro». L’ha fatto aprendo il talk serale intitolato “Come ripartire e come ripartire dall’università?” che ha chiuso l’undicesima e penultima giornata dell’ OpenWeekUnicatt a cui sono intervenuti i professori Fausto Colombo , Guendalina Graffigna e Ivana Pais dell’Ateneo, moderati dal direttore della Comunicazione Daniele Bellasio . Le ha fatto eco la sociologa Pais parlando dell’economia collaborativa come un modello che non è stato messo in discussione, fatti salvi i casi del turismo e della mobilità che negli ultimi mesi sono stati colpiti duramente. E ha citato Verità e politica di Hanna Arendt dove si dice che l’autonomia dell’università, che pure era riconosciuta dai governi, era a rischio perché le si chiedeva di lavorare solo in una chiave economicista. Cosa ci portiamo a casa da questa crisi? Alla domanda, sollecitata da Bellasio, Graffigna ha evidenziato che abbiamo scoperto che «ce l’abbiamo fatta, siamo qui a ragionare su spunti di cambiamento e resilienza. In questi mesi nelle famiglie generazioni diverse hanno dovuto necessariamente vivere una accanto all’altra e Colombo ha auspicato che quelle più giovani potranno raccontare in futuro che «è successo questo e ne siamo usciti insieme».

 

Università, in arrivo il nuovo ministro

Passaggio di consegne Università, in arrivo il nuovo ministro Gaetano Manfredi , rettore della Federico II di Napoli, è dal 2015 presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui). Succede a Lorenzo Fioramonti 08 gennaio 2020 Dopo le dimissioni dal Miur del ministro Lorenzo Fioramonti , il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato lo “spacchettamento” del ministero e la nomina di due nuovi ministri: la sottosegretaria Lucia Azzolina alla Scuola e il professor Gaetano Manfredi all’Università e Ricerca. Gaetano Manfredi, classe ‘64, napoletano, un dottorato in ingegneria, dal 2014 è rettore dell’Università Federico II di Napoli. Nel 2006, è stato Consigliere del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica istruzione, durante il governo Prodi II. Dal 2015 è presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui). Servono più fondi, conosciamo bene la situazione difficile della finanza pubblica ma Università e Ricerca non possono essere la Cenerentola del Paese», ha detto il neo ministro. ministro #ministero #miur #universita' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Le parole del Papa agli atenei cattolici

Roma Le parole del Papa agli atenei cattolici Progresso civile e culturale improntato alla solidarietà, interdisciplinarità, cooperazione internazionale e condivisione delle risorse. In questo senso oggi le università si devono interrogare sul contributo che esse possono e devono dare per la salute integrale dell’uomo e per un’ecologia solidale». Il Santo Padre ha declinato questa sfida per gli atenei cattolici. L’interdisciplinarità, la cooperazione internazionale e la condivisione delle risorse sono elementi importanti perché l’universalità si traduca in progetti solidali e fruttuosi a favore dell’uomo, di tutti gli uomini ed anche del contesto in cui essi crescono e vivono». Educare, in genere, ma in particolare nelle università, non è soltanto riempire la testa di concetti. In questo orizzonte - ha concluso il Papa - l’università ha una coscienza, ma anche una forza intellettuale e morale la cui responsabilità va oltre la persona da educare e si estende alle necessità di tutta l’umanità. L’ecosistema delle università si costruisce se ogni universitario coltiva una particolare sensibilità, quella datagli dalla sua attenzione per l’uomo, per tutto l’uomo, per il contesto in cui vive e cresce e per tutto ciò che contribuisce alla sua promozione».

 

Cattolica, “gemellaggio” con Varsavia

polonia Cattolica, “gemellaggio” con Varsavia L’ateneo ha partecipato ai festeggiamenti per i vent’anni dell’Università intitolata al Cardinal Stefan Wyszynski. Un rapporto stretto rafforzato negli anni 07 novembre 2019 Anche l’Università Cattolica ha partecipato alla celebrazione dei vent’anni di fondazione dell’Ateneo intitolato al “ Cardinal Stefan Wyszynski” di Varsavia , nato nel 1999 dalla trasformazione dell’Accademia teologica di Varsavia. Ed esattamente ottant’anni prima a Milano l’Università Cattolica compiva i suoi primi passi visto che proprio nel 1919 fu costituito l’Istituto di Studi superiori Giuseppe Toniolo, ente promotore e fondatore dell’ateneo cattolico. In virtù di questa coincidenza e, soprattutto, dello stretto rapporto costruito negli anni tra i due atenei, l’Università Cattolica ha preso parte alla cerimonia che il 14 ottobre si è tenuta a Varsavia per celebrare l’importante compleanno dell’Università “Cardinal Stefan Wyszynski”. A rappresentare l’Ateneo e il rettore Franco Anelli ai grandi festeggiamenti è stato Pietro Cafaro , direttore del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea e docente di Storia economica. A proposito di Europa il docente di Storia economica ha citato l’esortazione di Giovanni Paolo II a un gruppo di studenti riuniti in San Pietro nel dicembre del 2001: «L’Europa ha bisogno di una nuova vitalità intellettuale. Una vitalità che proponga progetti di vita austera, capace di impegno e di sacrificio, semplice nelle sue legittime aspirazioni, lineare nelle sue realizzazioni, trasparente nei suoi comportamenti.

 

L'università, un volano di sviluppo per il territorio

Università Cattolica incontra Matera 2019 L'università, un volano di sviluppo per il territorio Si è concluso a Matera il seminario di Teologia sulla terza missione dell’Università Cattolica. In questi giorni abbiamo vissuto e condiviso molte idee che aprono scenari che ci consentono di essere davvero espressione di una Chiesa “in uscita missionaria”, in dialogo col mondo», ha sostenuto l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodor i. La Terza Missione dell’Università: cultura, società, futuro. Pensare e vivere l’Università Cattolica in “uscita missionaria” (Christus Vivit 222) , questo il titolo dell’iniziativa, promossa dal Collegio dei docenti di Teologia, dal Centro pastorale dell’Ateneo e dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. La Terza Missione è una scoperta recente, ma è propria nell’identità della nostra Università per la quale il fine ultimo è “guardare fuori” in stretta relazione fra mondo accademico e società», ha aggiunto il pro rettore Sciarrone. Per monsignor Russo è proprio dall’identità, costruita in buona parte nel «momento formativo-educativo», che deve prendere il via la «prospettiva di un’università in cerca di una rinnovata funzione sociale». Del resto, ha fatto eco il filosofo dell’Università Cattolica Silvano Petrosino, docente di Teorie della comunicazione, «una vera ricerca e una vera didattica sono già feconde “al di fuori”, sono in sé già una “Terza Missione”, quando non vengono ostacolate da arroganza, essenzialismo e rigorismo». Ne è convinto anche Paolo Verri , direttore generale Fondazione Matera-Basilicata 2019: «La cultura può essere un forte movimento di ricerca e quindi ci troviamo ben sintonizzati con le progettualità delle università, in particolare con i progetti dell’Università Cattolica».

 

Scuola, più politiche per gli studenti

il dibattito Scuola, più politiche per gli studenti Contrasto alla dispersione scolastica e impegno per il successo formativo di tutti devono passare in prima linea. Tra continue “emergenze” spesso enfatizzate e la sottovalutazione delle competenze, infatti, si è dimenticata la chiave fondamentale dello sviluppo del paese e cioè l’istruzione. Contrasto alla dispersione scolastica e impegno per il successo formativo di tutti devono passare in prima linea. La formazione degli insegnanti, obbligatoria, deve orientarsi verso competenze psicopedagogiche e didattiche per i bambini e gli adolescenti all’era di Internet. A cominciare dallo sviluppo dei servizi per l’infanzia fino all’edilizia scolastica abbiamo bisogno di innovazione educativa e non certo - come alcuni scrivono - di tornare alla “scuola di una volta”. L’Università ha bisogno di mezzi per la ricerca, mentre spesso non si sono utilizzati pienamente i fondi europei. Molti dei problemi del Paese nascono da un malcelato disinteresse verso il paziente e lungo processo dell’educazione delle nuove generazioni.

 

Università, chi è il nuovo ministro

governo Università, chi è il nuovo ministro Lorenzo Fioramonti è stato nominato alla guida del Miur nel nuovo governo Conte. Con queste parole, riprese dal quotidiano la Repubblica , si presenta il nuovo ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Conte bis, Lorenzo Fioramonti . Quarantadue anni, sposato con due figli, Fioramonti è uno dei sostenitori, sulla scia del premio nobel Joseph Stiglitz , della necessità di ridimensionare l’importanza del Pil come indicatore del benessere di una nazione. Eletto alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 stelle nelle elezioni politiche del marzo 2018, il 12 giugno dell’anno scorso è stato nominato sottosegretario del Miur e il 13 settembre vice ministro all’Istruzione, Università e Ricerca. Ma per poter rilanciare il settore bisogna chiudere la piaga del precariato della scuola, delle università e degli enti di ricerca» ha detto nell’intervista al Corriere della Sera . Credo che serva almeno un miliardo aggiuntivo per l’Università e due per la scuola, dobbiamo dare un orizzonte a scienziati e ricercatori che a 45 anni sono ancora supplenti e a quegli insegnanti che non riescono ad entrare nella scuola. I fondi si possono trovare con interventi fiscali mirati, quella che chiamo l’Iva strategica» ha dichiarato sempre al Corriere , spiegando anche la sua ricetta per finanziare questi provvedimenti: «Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei.

 

La Cattolica a sostegno dei giovani indios

La Cattolica al Meeting La Cattolica a sostegno dei giovani indios La professoressa Simona Beretta ha presentato al Meeting di Rimini un progetto di studio sugli studenti indigeni che frequentano l’Università popolare di Puebla. agosto 2019 L’ Università popolare autonoma dello Stato di Puebla , in Messico, ha attivato da qualche anno un programma di borse di studio per permettere agli studenti indios di frequentare i suoi corsi. I ragazzi sono accompagnati da un gruppo di docenti a realizzare nei loro villaggi dei progetti di sviluppo. L’Università Cattolica del Sacro Cuore, spiega la professoressa Simona Beretta , docente di Politica economica, intervista questi studenti due volte, «per capire cosa succede lungo l’arco della loro esperienza accademica e apprezzarne appieno i risultati». Nel suo intervento al Meeting di Rimini di lunedì 19 agosto (vedi video qui sopra) l’economista della Cattolica ha spiegato come si svolge lo studio. Stiamo monitorando i 55 studenti impegnati nel progetto e un altro centinaio di loro compagni che stanno frequentando gli stessi corsi per avere un temine di paragone» ha affermato la professoressa. Simona Beretta ha citato anche gli analoghi progetti in cui è impegnata l’Università Cattolica: a Lima (Perù) , dove c’è una scuola di piscicoltura, nelle Filippine , in Kenya , in Giordania e in Libano .

 

Atenei europei uniti per politiche, ricerca e educazione

Università Atenei europei uniti per politiche, ricerca e educazione Le 150 università europee associate a UnILiON hanno dibattuto sulle proprie modalità di confronto con la pandemia e la crisi in atto. L’evento ufficiale è stato aperto dal Segretario Generale di UnILiON Alexandru Marchis, rappresentante dell’Università Cattolica a Bruxelles, che ha ricordato il ruolo delle università come pilastro dell'identità politica dell'UE e la loro importanza nel dare un contributo alla crisi in corso. Cristian Silviu Busoi, Chair del Comitato ITRE del Parlamento Europeo e Milan Zver, rapporteur del Programma Erasmus+ per il Parlamento Europeo, hanno poi evidenziato la dimensione politica della ricerca e il suo ruolo nell’ambito delle politiche europee messe in campo per la ripresa dalla crisi del Covid-19. Insieme a rettori e prorettori delle università rappresentate da UnILiON, Jean Pierre Bourguignon, presidente dell’ERC (Consiglio Europeo della Ricerca), Mrs. Anna Panagopoulou e Mrs. Vanessa Debias-Santon della Commissione europea, hanno proseguito l’incontro con un dibattito di rilievo sviluppato in due panel. È stata inoltre considerata una strada percorribile l’introduzione di nuovi curricula che rispecchino maggiormente le esigenze della modernità e siano più compatibili con i vari percorsi di rieducazione dei lavoratori che andranno portati avanti. La seconda sessione, invece, si è concentrata sulla cooperazione universitaria nell’ambito della ricerca per una risposta rapida alle future emergenze globali, a partire dal ruolo rafforzato che ricerca e innovazione hanno guadagnato dalla pandemia. Ricevere adeguati finanziamenti è una delle premesse essenziali per la realizzazione di queste novità, insieme alla regolamentazione di alcune questioni legali, e alla disponibilità di tutti gli attori coinvolti a partecipare in modo proattivo.

 

Anelli: la conoscenza è ancora una virtù

Editoriale Corriere della Sera Anelli: la conoscenza è ancora una virtù L’editoriale del rettore su l Corriere della Sera : solo una società colta riconosce il valore autentico del capitale umano. Secondo il rettore “occorre disseminare la cultura come condizione personale diffusa, non come privilegio. In questa prospettiva diviene decisiva l’azione educativa”. Prevale infatti un atteggiamento di diffidente svalutazione della conoscenza, fondato su una sorta di rivendicazione dell’ignoranza arbitrariamente rappresentata come garanzia di impermeabilità ai «poteri forti». Contina a leggere sul Corriere della sera] #rettore #conoscenza #universita' #corriere della sera Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La forza degli studenti universitari in questi giorni difficili

L'Intervento La forza degli studenti universitari in questi giorni difficili Essere studenti universitari è molto di più che studiare o superare gli esami. La riflessione del professor Fausto Colombo su L'Huffington Post 30 ottobre 2020 di Fausto Colombo * Essere studenti universitari è molto di più che studiare, superare gli esami, laurearsi. Qualche volta - quando i libri incontrano le esigenze e le promesse della giovinezza, e il cuore pretende le sue ragioni – è anche innamorarsi di una persona, di una vocazione, di un’idea. La pandemia non ha fermato lo studio, gli esami, le lauree, ma ha ridotto fatalmente le esperienze di incontro, le passioni fisiche e intellettuali, l’irripetibile stagione dell’anima che ciascuno di noi si è portato poi dentro nella vita. Domani, quando il domani verrà e potremo di nuovo abitare le aule e gli spazi comuni, bisognerà di nuovo fare dell’università un luogo di sguardi che non siano mediati dalle luci azzurre dei pixel. Per questo non credo ai rischi paventati da alcuni studiosi secondo i quali gli atenei saranno sfidati dalle grandi piattaforme digitali, interessate a gettarsi sul “business dell’educazione” (sic), a costo di sovvertire l’ormai datata tradizione che sale a noi fin dal Medioevo. E nel lancio di questo nuovo canale il nostro Ateneo è presente con una serie di iniziative in diversi campi di studio: Dual Career, Double Degree, Data Scientist e Sostenibilità...ed è solo l'inizio.

 

Nel dopo Covid re-impariamo a insegnare

Meeting di Rimini Nel dopo Covid re-impariamo a insegnare L'educazione c'è quando c’è l’intenzionalità, in presenza o a distanza che sia. Il tempo scuola insegnante-disciplina-ora di lezione ha fatto il suo tempo. Parlano i professori Marseguerra e Rivoltella by Antonella Olivari | 21 agosto 2020 Al Meeting 2020 non poteva mancare una riflessione sul tema della didattica a distanza nelle scuole e nelle università utilizzata quest’anno per sopperire alla mancanza delle lezioni in presenza causa Covid 19. Gettando uno sguardo a ritroso è emersa la necessità di una maggior progettazione della lezione a distanza, di una valorizzazione dei consumi mediali e di nuove strategie per attivare la curiosità. Cosa è successo nella scuola? Cosa si è imparato nei mesi di didattica a distanza? Secondo Pier Cesare Rivoltella è successo che la scuola ha dovuto far fronte all’emergenza adattando l’insegnamento, delocalizzandolo in modo drastico. Ne sono derivati due tipi di soluzioni: una deprivazione rispetto alla presenza dell’esperienza didattica; e, in secondo luogo, il tentativo di replicare in remoto la presenza in classe. Si può essere relazionali a distanza sorprendendosi di riuscire nonostante la distanza a sviluppare una relazionalità che non sempre avviene in presenza. E negli Atenei cosa si è imparato? «Tutti abbiamo capito che quando si parla di didattica l’elemento cruciale è l’interazione» precisa Giovanni Marseguerra .

 

Le università lombarde ripartano in modo flessibile e graduale

Crul Le università lombarde ripartano in modo flessibile e graduale È la formula adottata da tutti gli atenei per ritornare a erogare lezioni in presenza, facendo tesoro dei mesi di formazione a distanza testati durante il lockdown . La Conferenza dei rettori ha confermato alla sua guida il professor Remo Morzenti Pellegrini 14 settembre 2020 La Lombardia in questi ultimi mesi è stata protagonista delle pagine di cronaca del nostro Paese. Lo scenario che aspetta il mondo dell’istruzione universitaria risulta essere pressoché incerto a causa dell’impossibilità di prevedere la diffusione del contagio nei prossimi mesi ma, d’altra parte, è possibile prepararsi. Le università lombarde, i cui rettori si sono riuniti nella Crul - Conferenza dei Rettori delle Università della Lombardia lo scorso 11 settembre, sono pronte tutte alla ripartenza dopo aver superato i “test di sicurezza”, ovvero esami e lauree in presenza dei giorni scorsi. Con un generale incremento di iscritti in tutti gli atenei della regione, nonché di studenti stranieri ed Erasmus, la linea adottata dai rettori è di un approccio in presenza “flessibile” e “graduale”. Per un primo periodo in Lombardia ci sarà un mix di lezioni in presenza e di didattica a distanza , valorizzando l’esperienza dei mesi passati di didattica online in un’ottica di innovazione, senza dimenticare il grande valore della formazione dello studente in relazione ai compagni di corso. All’unanimità è stato riconfermato Remo Morzenti Pellegrini , rettore dell’Università degli studi di Bergamo, che proseguirà con la missione di valorizzazione della rete regionale e l’internazionalizzazione, linee del suo precedente mandato.

 

Giancarlo Brasca, l’amico italiano di Karol

Il centenario dalla nascita by Agostino Picicco | 30 luglio 2020 Il 1° agosto ricorre il centenario della nascita di Giancarlo Brasca , rappresentante autorevole del laicato cattolico nella seconda metà del secolo scorso e direttore amministrativo dell’Università Cattolica, dove diede continuità agli intenti del fondatore padre Agostino Gemelli, di cui fu collaboratore. Si era iscritto alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Cattolica nel 1938, su consiglio del suo assistente spirituale in Azione Cattolica, don Francesco Olgiati, docente dell’Ateneo e valido sostegno di padre Gemelli nella fondazione della Cattolica. Intanto nel 1951 era stato nominato Segretario di amministrazione, nel 1969 segretario generale amministrativo e nel 1971 direttore amministrativo dell’Università Cattolica, fino alla morte avvenuta nel 1979, il primo a ricoprire questo ruolo nella storia dell’Ateneo. Nelle sue funzioni si occupò della nascita della facoltà di Agraria a Piacenza nel 1952 e di quella di Medicina a Roma, partecipando alla fondazione del Policlinico Gemelli inaugurato nel 1964. Intanto, l’8 settembre 1945 Brasca entrò a far parte dei Missionari della Regalità di Cristo, istituto secolare voluto da padre Gemelli, composto da uomini e donne che si dedicavano al Regno di Dio restando nel lavoro ordinario e nelle responsabilità della vita quotidiana. Di tale sodalizio divenne presidente nel 1970 e nel 1972 fu nominato presidente mondiale della conferenza degli istituti secolari e consultore della Congregazione vaticana per i religiosi e gli istituti secolari. Eppure la sua passione per il Vangelo, la sua lucida intelligenza nell’avvertire le nuove situazioni che la testimonianza cristiana doveva affrontare, la sua dedizione senza risparmio al servizio della Chiesa, fanno di lui, laico per il Vangelo, un testimone autorevole che ancor oggi può stimolare il nostro cammino”.

 

The four new pillars of the #eCatt Plan: this is how teaching will be next year (video)

eCatt The four new pillars of the #eCatt Plan: this is how teaching will be next year (video) In line with their health situation or personal conditions, students will be able to choose whether to attend classes in presence or remotely through the whole academic year 2020-2021. Fourscenarios for online teaching [update of 3 July] 22 giugno 2020 Each student, depending on his or her health situation or personal condition, will be able to choose whether to attend classes in presence or remotely throughout the whole period of the course . In order to implement the plan, the University has provided financial resources amounting to 3.5 million , which, in addition to the 1 million in Itially allocated to the Fondo salva studi Agostino Gemelli , includes investments in digital teaching made possible by the technological upgrading of the 500 classrooms at Università Cattolica. Remote (but not virtual) didactics, is the result of a strategic alliance of skills between iLab , the e-learning service of Università Cattolica, Cremit , the Centre for Research on Media Education, Innovation and Technology, the Faculties, the Rector's delegate for didactics and the appointed committee of the Academic Senate. Online interactive lecture : professors/lecturers have their lesson in a classroom equipped with a PC or at home (remotely) while students follow the lesson. Alternatively, professors/lecturers can use a lecture capture platform, which allows synchronized capture of the screen or slides and contact via chat with the students connected remotely. Exams and graduation sessions Exams and graduation sessions, which in many cases have already been held remotely through the Blackboard platform and Microsoft Teams, will take place as indicated in the guidelines released step by step by the University.

 

Covid, maturandi e università. La ricerca

Lo studio Covid, maturandi e università. La ricerca Uno studio condotto dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo e da Ipsos tra 1000 ragazzi che si trovano alle prese con la scelta universitaria. La presentazione in un incontro con il rettore Franco Anelli e Mario Calabresi 22 giugno 2020 I maturandi e l’università al tempo del Covid : è il titolo dell’indagine svolta dall’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e da Ipsos tra il 10 aprile e 28 maggio 2020, quindi in piena fase 1 e all’inizio della fase 2 dell’emergenza. I risultati complessivi dello studio - con il coinvolgimento di 1000 18-19enni frequentanti l’ultimo anno delle superiori , saranno presentati mercoledì 24 giugno alle 12 in occasione del webinar " La scelta universitaria ai tempi del Covid-19. Sarà possibile seguire l’evento live sui canali social dell’Università Cattolica e dell’Istituto Toniolo. ricerca #maturandi #orientamento #universita' Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I quattro nuovi pilastri del piano #eCatt, così sarà la didattica il prossimo anno (video)

eCatt I quattro nuovi pilastri del piano #eCatt, così sarà la didattica il prossimo anno (video) Ciascuno studente, in base alla situazione sanitaria o alle condizioni personali, potrà scegliere se seguire in presenza o a distanza le lezioni per l’intero a.a. Chi - per ragioni sanitarie pubbliche, per motivi di salute personale, per distanza o convenienza economica e per l’eventuale rotazione degli accessi - opterà per non seguire in presenza l’attività didattica potrà farlo da casa per tutto il corso dell’anno accademico. Per la realizzazione del piano l’Ateneo ha messo in campo risorse finanziarie per 3,5 milioni di euro che, oltre al milione di euro inizialmente conferito per il Fondo salva studi Agostino Gemelli , comprende gli investimenti per la didattica digitale resa possibile anche dalla riqualificazione tecnologica delle complessive 500 aule dell’Università Cattolica . Una didattica a distanza ma non virtuale, frutto di un’alleanza strategica di competenze tra iLab , il servizio di e-learning della Cattolica, il Cremit , il Centro di Ricerca sull'Educazione ai Media all'Innovazione e alla Tecnologia, le Facoltà, il delegato del Rettore e la commissione del Senato accademico a ciò preposta. In alternativa il docente può utilizzare una piattaforma di lecture capture, che consente la cattura sincronizzata dello schermo o delle slide e un contatto via chat con gli studenti connessi da remoto. L’utilizzo di una piattaforma di virtual classroom garantirà la comunicazione audio e video in tempo reale, la possibilità di interagire via audio e video con gli studenti, la condivisione di contenuti, slide, applicazioni, lavagna condivisa. Esami e prove finali Gli esami di profitto e le prove finali di laurea, che in molti casi si sono già tenuti da remoto attraverso la piattaforma Blackboard e attraverso Microsoft Teams , si svolgeranno secondo le modalità via via indicate.

 

Ridateci l’università come centro di ricerca

Per uno studioso di lettere, afferma, la Biblioteca è tanto importante quanto il laboratorio per un fisico di Edoardo Barbieri * Molto si parla in questi giorni dell’insegnamento a distanza nelle scuole. Certo, avendo a che fare con studenti tutti maggiorenni e quindi adulti “responsabili” di se stessi, la cosa è stata più facile. Per la mia esperienza di docente in una facoltà di Lettere, tra lezioni registrate, lezione in diretta, seminari, filmati, invio di Pdf di libri interi e articoli (anche le biblioteche erano chiuse…), visite virtuali a biblioteche e musei, io credo che ce la siamo cavata. C’è tutta una serie di problematiche tecnologiche e di logistica di cui tener conto, ma, stante i costi gestionali che implicano, sono gli atenei chiamati a farsene carico, speriamo con adeguato sostegno da parte del Miur. Qualche collega fa lo schizzinoso (e chi controlla che lo studente non copi, legga, abbia un suggeritore? ma chi se ne importa! Siamo nell’emergenza e, dopo tanta enfasi sulla metafora cavalleresca del “non abbassiamo la guardia”, dico, invece, à la guerre comme à la guerre ). Certo, poi l’università ci chiede di verificare la nostra produzione scientifica, articoli e libri pubblicati, partecipazione a convegni, progetti di ricerca, ma come credono che avvenga tutto ciò, con atti di magia e sforzi solipsistici? Solo che non serve a niente e non lo prende proprio nessuno… * docente di Storia del libro – facoltà di Lettere e filosofia, Università Cattolica #universita' #biblioteca #coronavirus #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Adriano Bausola, un ricordo 20 anni dopo

È stato un credente e uno studioso tanto penetrante nell’intelligenza, quanto umile e disponibile nel servizio alla sua Università e alla Chiesa» 28 aprile 2020 Il 28 aprile 2020 ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa del professor Adriano Bausola, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1983 al 1998. Nell’Università Cattolica ha trascorso tutta intera la sua esistenza di studente, studioso e docente, dal momento in cui si è iscritto nel 1950 al Corso di laurea in Filosofia. Laureatosi nel 1954 con Gustavo Bontadini, prosegue poi i suoi studi sotto la guida di Sofia Vanni Rovighi, per approfondire autori e correnti del pensiero moderno e contemporaneo con particolare attenzione alle tematiche metafisiche e a quelle morali e antropologiche. Sul piano più prettamente teoretico ha approfondito il fondamento metafisico della morale, in un costante dialogo con le impostazioni più accreditate, e il problema della libertà, nell’intento di addurne una giustificazione razionalmente plausibile, non appoggiata unicamente sull’evidenza immediata. Dopo la libera docenza in Filosofia morale, conseguita nel 1962, Bausola, nel 1970 diventa ordinario di Storia della filosofia presso l’allora Facoltà di Magistero (sede di Brescia), per insegnare poi Filosofia morale e Filosofia teoretica nella Facoltà di Lettere e filosofia. Per nove anni, a partire dal 1974, sarà preside della Facoltà di Lettere e filosofia, mentre nel 1983 sarà eletto rettore dell’Università Cattolica, incarico che conserverà per quindici anni sino al 1998. Fra l’altro, egli potenzia il Centro per la Dottrina sociale della Chiesa e fonda il Centro di Bioetica, istituendo la prima cattedra di Bioetica in Italia, che sarà ricoperta da Elio Sgreccia.

 

Qs Ranking, il posizionamento dell’Ateneo

Complessivamente l’Ateneo è stato analizzato in 35 macro aree, classificato in 13 subjects ed è presente con una subject nella top 100. In particolare per la prima volta l’Ateneo si colloca nella macro area Life Sciences and Medicine al 179° posto, per Social Sciences and Management al 214° e per Arts and Humanities al 219°. All’interno di queste macro aree sono migliorate le posizioni della subject Modern Languages che è passata alla top 51-100 (dalla top 101-150 del 2019) e di Psychology che è entrata nella top 101-150 (dalla 151-200). Philosophy si è classificata tra 151 e 200 mentre l’anno scorso non era presente; Linguistics è passata nella top 201-250 (dalla 251-300 del 2019); Sociology è rimasta stabile nella top 201-250 e Education nella top 251-300 come nel 2019; Business &; Management è passata dalla posizione 201-250 alla 251-300. qs ranking #universita' #subject Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Monsignor Delpini benedice le Università

Milano Monsignor Delpini benedice le Università Su invito dei rettori, l’arcivescovo di Milano indirizza un video-messaggio all’intera comunità delle università presenti nel territorio della diocesi ambrosiana. L’invito gli era stato richiesto dal Rettore dell’Università Statale, il professor Elio Franzini e condiviso con gli altri Rettori delle diverse sedi presenti sul territorio della diocesi ambrosiana. Forse abbiamo bisogno di un modo di studiare che affronti anche le domande fondamentali di senso. Abbiamo bisogno di una scienza che non sia solo a disposizione degli azionisti, ma possa servire anche a me, che sono mendicante di significato qui, sulla strada». La benedizione del mendicante - sottolinea l’Arcivescovo - vuole essere un invito a un pensiero più umile, a un modo di considerare se stessi e le proprie possibilità con un maggior senso delle proporzioni dei problemi che contano. Abbiamo bisogno di un modo di pensare più modesto, più disponibile, un modo di pensare come quello dei mendicanti». Se mi ha dato l’elemosina di un po’ di tempo, io dico che Dio ti benedica», conclude l’Arcivescovo.

 

Anelli: facciamo crescere la cultura della qualità

Alessio Ancaiani ha, quindi, illustrato il graduale percorso istituzionale che ha visto crescere parallelamente l’«autonomia responsabile» degli atenei e il sistema di valutazione (fino alla costituzione formale dell’Anvur, come ente terzo). La cultura delle qualità, ha ricordato Ancaiani, è uno dei pilastri del sistema europeo dell’istruzione superiore e non ha l’obiettivo di omologare le istituzioni universitarie: piuttosto mira ai garantire a tutti i portatori di interesse degli standard minimi di riferimento. L’attuazione del cosiddetto “ciclo” della qualità (progettazione, gestione attività, monitoraggio e miglioramento) deve diventare un’occasione per mettere in primo piano anche le esigenze degli studenti favorendo la loro interessata partecipazione. In generale, ha sostanzialmente spiegato Ancaiani, la sfida consiste nel superare un approccio meramente “adempimentale” o burocratico, cogliendo invece l’occasione della visita Anvur per approfondire e monitorare le iniziative di formazione, ricerca e terza missione, evidenziandone le opportunità di miglioramento. Vai al sito Assicurazione della Qualità e consulta la presentazione del dottor Alessio Ancaiani #anvur #accreditamento #universita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Migrazioni, arrivano i corridoi universitari

Il Manifesto, già sottoscritto da più di 20 atenei italiani, si fonda su alcuni principi generali - che sono quelli dell’uguaglianza e non discriminazione, dell’accoglienza, della conoscenza, dell’integrazione, della valorizzazione delle differenze, della partecipazione – e suggerisce alcuni impegni programmatici per tradurli in azione concreta. A questo Manifesto abbiamo aderito con convinzione perché si basa su alcuni valori che sono anche i valori fondativi dell’Università Cattolica, in particolare l’attenzione alla persona e i principi di solidarietà e sussidiarietà», sostiene Marco Caselli. Come pure è importante sottolineare che il documento sottoscritto non presta attenzione solo agli studenti ma anche ai docenti visto che le situazioni di guerra e di catastrofi naturali penalizzano molti nostri colleghi che, pur avendo le nostre capacità, si trovano nelle condizioni di non poter fare questo mestiere». Tra le altre misure auspicate dal Manifesto per favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati figurano il supporto agli studenti titolari di protezione internazionale, il supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche, borse di studio e altri incentivi. Ne sono un esempio il progetto di accoglienza di studenti siriani che, avviato nell’anno accademico 2016/17, ha dato l’opportunità a cinque giovani di iscriversi a corsi di laurea attivati nelle sedi di Milano e di Piacenza. Ci deve essere un impegno delle Università e della società civile per formare persone che poi possano agire su quelle che sono le cause profonde di questi fenomeni nella prospettiva di un mondo migliore che può sembrare retorica ma non lo è affatto». Nella foto in alto Nour, una ragazza siriana che è stata accolta a studiare nella sede di Piacenza dell'Università Cattolica e ha concluso il suo percorso di laurea in Scienze dell'educazione #manifesto universita' inclusiva #corridoi universitari #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Università, un network per la pace

milano Università, un network per la pace Si è riunita per la prima volta la rete promossa dalla Crui che promuove le iniziative dei singoli atenei 15 ottobre 2019 Anche l’Università Cattolica aderisce al Network “Università per la Pace” promosso dalla Crui. La rete riunisce gli atenei che hanno tra i loro obiettivi la costruzione della pace a livello nazionale e internazionale attraverso attività di ricerca, formazione e terza missione. Gli obiettivi del network sono quelli di contribuire alla cultura e alla scienza della pace in Italia e di mettere in rete e promuovere le iniziative esistenti nelle singole università. Il 13 settembre scorso si è tenuta la prima riunione del Network, cui ha partecipato su delega del rettore Franco Anelli, Raul Caruso , titolare dell'insegnamento di Economia della pace nella facoltà di Scienze linguistiche e Letterature straniere. La prossima riunione del Network si terrà il 29 novembre all’Università di Roma III. #pace #network #universita' #rete Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Go top