In un momento in cui la normalità assume una nuova forma e le certezze acquisiscono contorni sfuocati, investire nel prossimo significa credere nella società. Il valore della fiducia all’Università Cattolica del Sacro Cuore si declina in tre dimensioni: formazione, ricerca e sviluppo. Una fiducia che il 5x1000 trasforma in concretezza, offrendo supporto a quei progetti che permettono alla comunità di ripartire. 

Dal 2010 l’Università Cattolica è tra i beneficiari del 5x1000, misura fiscale che consente ai contribuenti di destinare parte del proprio Irpef a enti che svolgono attività socialmente rilevanti. Una scelta di solidarietà che si traduce in opportunità per chiunque contribuisca alla creazione del domani. “L’Università Cattolica, secondo lo spirito dei suoi fondatori, fa proprio l’obiettivo di assicurare una presenza nel mondo universitario e culturale di persone impegnate ad affrontare e risolvere, alla luce del messaggio cristiano e dei principi morali, i problemi della società e della cultura”, recita l’articolo 1 dello Statuto. Un principio generale che assume oggi, in un anno tormentato e alla vigilia del centenario della fondazione dell’Ateneo, un senso più attuale che mai. 

Il supporto di ciascuno permette di ampliare gli orizzonti della conoscenza, creando connessioni e intervenendo sui problemi contemporanei. Presenza significa costanza. Costanza significa impegno. E tutte le iniziative dell’Università Cattolica volgono in questa direzione. La ricerca scientifica è attenzione alle sfide di oggi e di domani. Il presente è multidisciplinarietà, e l’incontro tra le competenze che le dieci aree disciplinari dell’Ateneo offrono testimonia l’importanza del valore della sinergia. Ricerca medica, nutrizione e ambiente: cambia l’area di riferimento, ma il rapporto uomo-sviluppo tecnologico rimane filo conduttore. 

Un esempio è il progetto Sviluppare il sistema agrovoltaico per ottimizzare l’uso del suolo e ottenere energia rinnovabile e produzioni agricole sostenibili, coordinato da Stefano Amaducci, professore alla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali nella sede di Piacenza. Un obiettivo reso possibile grazie all’acquisto di strumentazione specifica con i fondi derivanti dal 5x1000. «Il sistema agrovoltaico si basa su una tecnologia innovativa che permette di combinare la produzione di energia elettrica da fotovoltaico con la coltivazione di specie agrarie convenzionali. Lo scopo è valutare l’impatto che i pannelli fotovoltaici hanno sulla produttività delle colture orticole poste all’ombra dei pannelli», spiega il professor Amaducci. Il progetto si colloca nell’ampio e complesso contesto dell’economia circolare. «L’intenzione è sviluppare un sistema che permetta di avere energia pulita per la facoltà di Scienze agrarie. Al di sotto dei pannelli coltiveremo ciò che serve per la mensa dell’Ateneo e gli scarti verranno poi usati come fertilizzante e concime per quelle stesse colture». Una composizione a cerchio e in cui il valore della comunità e della condivisione emerge con forza. 

L’isolamento sociale che stiamo vivendo permette di avvicinarsi a quell’obiettivo di nuovo umanesimo da tempo perseguito. La società riacquista il carattere antropocentrico a lungo accantonato e la persona, in ogni sua sfumatura, torna al centro della scena. Lo sviluppo diventa perno attorno cui tutto gira e grazie ai contributi del 5x1000 le iniziative del Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale (Cesi) assumono nuova linfa vitale. Tra queste, il programma di volontariato internazionale UCSC Charity Work Program, supportato dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. Attivo dal 2009, il progetto ha permesso a più di trecentocinquanta studenti di vivere un’esperienza straordinaria. «Quest’anno siamo stati costretti ad annullare il programma, al cui bando avevano già aderito circa 200 studenti e neolaureati; contiamo però di riprenderlo a partire dal 2021», racconta il professor Marco Caselli, direttore del Centro. La cooperazione e lo sviluppo si concentrano su altri e numerosi progetti, come la formazione per ex detenuti, donne e bambini in Africa e l’aiuto alle popolazioni cristiane in Medio Oriente.
 
Supportare il prossimo significa ottenere un riscontro positivo per la propria esistenza. L’Università Cattolica offre un sistema di servizi e contributi a sostegno di studenti a famiglie. Proprio tale sensibilità, in un momento di grande incertezza e preoccupazione, ha condotto alla costituzione del Fondo Agostino Gemelli: uno stanziamento iniziale di un milione di euro, in cui convergeranno anche le risorse derivanti dal 5x1000, e grazie al quale verranno erogate misure economiche specifiche destinate a far fronte ai costi di iscrizione ai corsi di laurea. Donare il 5x1000 all’Ateneo vuol dire dunque credere in una formazione completa. Da un lato l’erogazione di borse di studio per permettere agli studenti più meritevoli di procedere nei propri studi; dall’altro l’aiuto agli studenti con disabilità e disturbi dell’apprendimento. 

«La nostra missione pedagogica è quella di affiancare gli studenti affinché possano acquisire un metodo di studio efficace per  affrontare il proprio percorso universitario in maniera autonoma, consapevole ed efficiente», spiega Anna Monauni, consulente pedagogico nella sede di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo studente con disabilità e Dsa non viene dispensato dal programma di esame né agevolato nella sua realizzazione, ma è messo nelle condizioni di sostenere la prova attraverso degli strumenti compensativi. «I fondi del 5x1000 sono stati investiti in due modi diversi — racconta la dottoressa Monauni —. Da un lato per la formazione dell’equipe di noi pedagogisti, un team forte e coeso, dall’altro per l’acquisto di una penna, la C-Pen Exam Reader, che permette la lettura attraverso sintesi vocale di un testo al fine di aiutare lo studente nel corso dell’esame a leggere la traccia dello scritto. La forza del nostro Servizio è quella di favorire, in tutti gli studenti, lo sviluppo delle loro potenzialità e l'acquisizione di determinate competenze utili non solo per la crescita personale, ma anche nell’ottica del mondo del lavoro».

Il 5x1000 all’Università Cattolica è dunque molto più di un numero o di una firma. È sviluppare le potenzialità di chi ha deciso di fidarsi dell’Ateneo, investendovi tempo, energia, studio e ricerca. È formare gli attori del domani, uomini e donne liberi, critici e preparati ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo. È ricercare soluzioni ai problemi di oggi. Il 5x1000 è il contributo del singolo per costruire, insieme, il nostro futuro.