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5xmille, un aiuto concreto per studenti e ricerca

Le voci del 5xmille 5xmille, un aiuto concreto per studenti e ricerca Grazie a questo strumento dal 2010 a oggi sono state incrementate le borse di studio, consentendo a 2.183 studenti di formarsi in Cattolica. L’intervento del rettore Franco Anelli 21 luglio 2020 L’attuale situazione impone una riflessione sulle gravi implicazioni che la crisi conseguente alla SARS-CoV-2 avrà sulle condizioni economiche del nostro Paese e su molte famiglie nei prossimi mesi. Basti pensare che dal 2010 a oggi in virtù di questo strumento è stato incrementato il numero di borse di studio, consentendo a 2.183 giovani di formarsi in Cattolica. Assicurare questo diritto ai giovani, favorendo le loro inclinazioni e rispettando le loro esigenze, non solo consente loro di intraprendere un percorso di studi ma assume ora una ancor più significativa rilevanza sociale poiché contribuisce alla costruzione del futuro delle nuove generazioni, che saranno protagoniste della ripresa del Paese. La creazione del Fondo intende rendere più strutturato l’impegno dedicato dal nostro Ateneo negli ultimi anni a favore di tutti gli studenti che, per effetto della riduzione dei contributi pubblici, non avrebbero avuto la possibilità di proseguire il loro percorso universitario. Gli interventi in ambito formativo comprendono anche il potenziamento dei servizi didattici per gli studenti con disabilità e disturbi dell’apprendimento al fine di consolidare le iniziative di accoglienza che hanno reso il nostro Ateneo un modello di inclusività. È una firma che consente la realizzazione delle aspirazioni che gli studenti, e le future matricole, affidano al nostro Ateneo; ricambiare la loro fiducia, sostenendoli nella scelta di entrare a far parte della nostra comunità universitaria, è un gesto di generosa attenzione e di responsabilità condivisa.

 

A Cristian Ripoli il Premio Roche

Roma A Cristian Ripoli il Premio Roche Il ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e chirurgia vincitore del Premio Roche per la Ricerca 2018 nell’Area Neuroscienze. by Federica Mancinelli | 15 marzo 2019 Sono stati celebrati lo scorso 5 marzo, in occasione della terza cerimonia di premiazione del bando Roche per la Ricerca per giovani ricercatori, i vincitori dell’edizione 2018 con progetti di ricerca a carattere scientifico orientati ad un approccio sempre più personalizzato della terapia medica. Per l’Area Neuroscienze il premio è stato assegnato al dottor Cristian Ripoli (al centro nella foto in alto) , ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. In particolare, mediante l’utilizzo di tecniche di elettrofisiologia, di FRET-FLIM imaging e di biologia molecolare, il dottor Ripoli studia la funzione di una protein-chinasi, LIMK1, la cui attivazione è un fenomeno cruciale nel determinare la dimensione e la forma delle spine dendritiche. Recentemente, insieme al team di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Umana, diretto dal professor Claudio Grassi , e in collaborazione con il gruppo del professor Yasunori Hayashi dell’Università di Kyoto, ha identificato sei nuove fosforilazioni a carico di LIMK1 mediate da una cascata molecolare “non canonica”. Grazie al Premio Roche per la Ricerca e al finanziamento Giovani Ricercatori del Ministero della Salute, il dottor Ripoli caratterizzerà gli effetti di questo nuovo meccanismo molecolare e delle nuove fosforilazioni a carico di LIMK1. In parallelo, grazie alle conoscenze derivanti da questi studi, i ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Umana svilupperanno una proteina LIMK1 ingegnerizzata per tentare di prevenire e/o rallentare le alterazioni neuronali che si riscontrano in modelli sperimentali di malattie umane.

 

Active ageing, i consigli della ricerca

maggio 2016 È una delle sfide cruciali per una società “vecchia” come la nostra: gestire l’invecchiamento attivo di una popolazione la cui speranza di vita aumenta. All’ healthy and active ageing l’Università Cattolica dedica nove progetti di ricerca autofinanziati per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Dopo aver indagato i fattori che influenzano l’assunzione di alimenti negli anziani, la ricerca ha finora analizzato il legame tra l’invecchiamento e le condizioni di salute in modelli animali murini, attraverso lo studio del microbiota intestinale. Le ricerche dimostrano che diete ad alto indice glicemico si associano a ridotte performance cognitive; che alte concentrazioni di rame libero nel sangue sono correlate a un aumentato rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. E che il livello di coinvolgimento attivo dell’anziano nella promozione del propriobenessere dipenda da fattori psico-sociali quali la percezione di auto-efficacia, il senso di “coerenza” e di soddisfazione per la propria vita. Una ricerca, guidata dalla professoressa Michela Balconi , ha sviluppato un protocollo di potenziamento cognitivo e di stimolazione cerebrale applicato su un campione di 54 volontari di età compresa tra i 65 e gli 80 anni. Si tratta di una piattaforma e-Health (nella foto qui accanto) che sostiene le donne di oltre 60 anni che si preparano alla chemioterapia (dopo diagnosi di tumore alla mammella) e ad affrontare gli effetti collaterali, in particolare la perdita dei capelli.

 

Adozioni, il dramma del fallimento

Secondo una ricerca da poco conclusa in Spagna la percentuale di minori allontanati dalla famiglia adottiva con interruzione dei rapporti è del 1,32% e sono il 4,4% i casi ad alto rischio seguiti dai servizi. Non è che la punta di un iceberg di molte adozioni davvero difficili, anche se non va dimenticato che la stragrande maggioranza ha un esito del tutto positivo. Ne ha parlato il professor Jesus Palacios , docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Siviglia, durante un seminario che si è tenuto il 10 maggio presso la nostra università, promosso dal Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla famiglia e dal dipartimento di Psicologia. Il Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia ha avviato di recente una ricerca su questo tema che richiederà tempi lunghi di realizzazione, data la difficoltà di raccogliere le informazioni e di analizzare le diverse tipologie di casi. Nel 40% dei casi di fallimenti si è trattato di adozioni di fratelli e nella metà di questi riguardava solo il fratello maggiore. Generalmente le difficoltà (comportamenti oppositivi e aggressivi e difficoltà nelle relazioni di attaccamento con i genitori, in particolare la madre), si sono evidenziate fin da subito, spesso minimizzate e considerate “normali” difficoltà della fase di adattamento. Da questo punto di vista, da alcuni anni la Cattolica si sta attrezzando a più livelli, dai corsi universitari al master di II livello “ Il lavoro clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione ”.

 

Afidi che resistono agli insetticidi, svelato l’enigma genetico

Ricerca Afidi che resistono agli insetticidi, svelato l’enigma genetico La ricerca, pubblicata su Science Advances , apre la strada a interventi per contrastare questi insetti, in un quadro di sostenibilità ambientale. Adesso sappiamo come funzionano i diversi ceppi in base alla loro architettura genetica». E questo che vantaggio ci dà? «Un vantaggio enorme se pensiamo alla sostenibilità in agricoltura, tema di punta della ricerca della nostra facoltà di Scienze agrarie. In che tempi questi risultati potranno avere una ricaduta concreta in agricoltura? Non ci vorrà molto tempo perché la ricaduta di questa ricerca possa applicarsi in agricoltura. La nostra facoltà si è appena aggiudicata un finanziamento per un progetto multidisciplinare di ricerca “ applicativa”. Si tratta di uno studio finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del PSR 2014-2020 Op. 16.1.01 - GO PEI-Agri - FA 4B, Pr. “5149124 - Nuovi sistemi di diagnosi veloce e tecniche a basso impatto ecotossicologico per contenere fenomeni di resistenza ai patogeni, fitofagi e alle malerbe – RESISTI, coordinato dalla società cooperativa CRPV.

 

Africa, la bellezza con i loro occhi

È da loro che Annabella Di Stefano è andata a bussare per costruire il suo progetto di ricerca sociale che partirà a fine gennaio e durerà circa un mese. Gli unici racconti a cui siamo abituati a vedere puntano sulla diversità, non mettendo in luce le tradizioni e le misure prese da parte delle organizzazioni Onlus, per aiutare la comunità a svilupparsi e ad autodeterminarsi. Entrerò in contatto con la popolazione locale, nello specifico i ragazzi seguiti dalla fondazione Museke, e offrirò loro l’opportunità di raccontarsi attraverso l’utilizzo di materiale tecnologico come per esempio uno smartphone. Ha raccontato gli immigrati che sbarcano in Sicilia e ora vuole andare nella loro terra e vivere un po’ con loro. Metterli al centro dei suoi racconti e dare loro l’occasione di raccontarsi attraverso l’utilizzo della tecnologia digitale; in questo modo l’arte diventa oggetto di condivisione e inclusione sociale. Per raggiungere questo obiettivo, Annabella ha coinvolto amici e parenti per raccogliere telefonini da distribuire ai ragazzi seguiti da Museke per realizzare un “bel racconto sul Burundi” da restituire alla fondazione Museke e ai vari partner di riferimento come testimonianza e promozione delle attività svolte. L’idea progettuale si svilupperà in due fasi: raccolta di materiale video e fotografico per documentare il luogo e i progetti che la fondazione Museke sviluppa; analisi, attraverso l’attivazione di un laboratorio con 15-20 ragazzi.

 

Agrisystem, la selezione di nuovi talenti

Un percorso innovativo e unico nel panorama italiano, che attira a Piacenza i migliori laureati provenienti da diverse università italiane e straniere e assicura al 95% dei propri dottori di ricerca un’occupazione entro i primi 6 mesi dal conseguimento del titolo . Agrisystem è un intenso percorso di crescita formativa e personale che permette di confrontarsi quotidianamente con ricercatori di aree differenti e di diversi paesi. Il dottorato, il cui bando scade il 14 settembre 2020, mette a disposizione 11 posti, 8 con borsa di studio , destinati ai migliori laureati, italiani e stranieri, motivati ad approfondire la propria formazione nel campo della ricerca applicata ai vari aspetti del sistema agroalimentare. La crisi Covid-19 ha profondamente segnato il nostro Paese e il mondo intero che sta piangendo centinaia di migliaia di vittime e che soffrirà a lungo per le inevitabili conseguenze economiche e sociali. Accreditata dall’Anvur, Agrisystem valorizza l’esigenza, tipica del settore agroalimentare, di raggiungere un giusto equilibrio tra il radicamento territoriale e la formazione di una cultura imprenditoriale capace di operare in un mercato sempre più globalizzato. agrisystem #dottorato #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Agrisystem, alla ricerca dei nuovi talenti

A Piacenza 20 posti disponibili, 14 con borsa di studio, destinati ai migliori laureati, italiani e stranieri, motivati ad approfondire la propria formazione nel campo della ricerca applicata ai vari aspetti del sistema agroalimentare. Istituita nel 2006 la Scuola, impostata sulla multidisciplinarietà delle competenze e l’internazionalizzazione dei saperi - i dottorandi devono svolgere un periodo di studio all’estero di minimo di 6 mesi, vanta ad oggi 153 Dottori di Ricerca e 65 dottorandi in corso. Agrisystem è un intenso percorso di crescita formativa e personale che permette di confrontarsi quotidianamente con ricercatori di aree differenti e di diversi paesi. La Scuola attira a Piacenza ogni anno i migliori laureati provenienti da diverse università italiane e straniere e assicura al 95% dei propri dottori di ricerca un’occupazione entro i primi 6 mesi dal conseguimento del titolo. La Scuola, oltre a garantire una formazione trasversale alle varie discipline, come evidenzia il prof. Trevisan, lascia ai dottorandi la possibilità di personalizzare il piano di studio completando la formazione con la partecipazione a corsi, seminari, convegni presso altre Università o centri di ricerca in Italia o all’estero. Da sempre il dottorato si pone anche al servizio delle imprese locali con una forte vocazione rurale, che devono in tempi rapidi dare corso a processi di ‘sprovincializzazione’, senza però perdere quegli elementi identitari, che continuano a rappresentare un rilevante fattore competitivo» conclude il prof. Trevisan. Agrisystem valorizza inoltre l’esigenza, tipica del settore agroalimentare, di raggiungere un giusto equilibrio tra il radicamento territoriale e la formazione di una cultura imprenditoriale capace di operare in un mercato sempre più globalizzato».

 

Alla Columbia per creare pelle in 3D

ricerca Alla Columbia per creare pelle in 3D Realizzare modelli funzionali di cute in tre dimensioni a partire da cellule del singolo paziente, corrette da eventuali mutazioni responsabili di malattie per sopperire alla carenza di organi per il trapianto. La sfida della nostra laureata Maria Gnarra 21 settembre 2017 di Maria Gnarra * Da ormai alcuni anni vivo tra l’Italia e gli Usa dove ho condotto la mia esperienza di dottorato di ricerca, prima presso l’Harvard Medical School e in seguito presso la Columbia University a New York. Realizzare modelli funzionali di cute in 3D a partire da cellule del singolo paziente , corrette da eventuali mutazioni responsabili di malattie, trova innumerevoli applicazioni. Sviluppare tali modelli consente di sopperire alla carenza di organi per il trapianto, tra i quali la pelle, e allo stesso tempo di evitare reazioni di rigetto, essendo questi pazienti-specifici. Inoltre, grazie a tecniche di gene-editing è possibile correggere le mutazioni responsabili di gravi malattie genetiche come l’epidermolisi bullosa, prima del trapianto, cosi da fornire ai pazienti cute priva della malattia. Ciò è, infatti, alla base del fallimento di molti studi clinici nel passaggio dalla sperimentazione preclinica a studi clinici sui pazienti, con sostanziali perdite d’investimenti finanziari e di tempo nella produzione di terapie efficaci. anni, laureata alla facoltà di Medicina della sede di Roma dell’Università Cattolica e con un Joint PhD presso la Columbia University di NY #ricerca #scienza #columbia #medicina Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al via il progetto di ricerca Opinion leader 4 future

Una delle sfide principali che le istituzioni devono raccogliere è quindi identificare le caratteristiche e i modelli di influencing dei nuovi leader di opinione, rendendoli parte attiva dei flussi comunicativi. Nello spirito della Terza Missione, Università Cattolica, attraverso il sistema delle Alte Scuole di cui Almed fa parte, ha creato un percorso di ricerca per comprendere i processi di creazione dell’opinione». L’istituto ha aderito con entusiasmo alla scelta di Almed di portare avanti con decisione questo progetto perché ritiene che una corretta informazione sia alla base della possibilità di porre in essere, consapevolmente, quelle scelte che ciascuno di noi compie giornalmente e che influenzano la nostra vita. La ricerca continuativa è finalizzata a comprendere caratteristiche e modalità di funzionamento dei processi di influencing online e offline, attraverso la messa a punto di modelli interpretativi e di nuovi tool di analisi. In parallelo alla ricerca continuativa, l’interpretazione di casi di studio permetterà di testare la validità degli strumenti di analisi individuati e di esplicitare la crescente rilevanza degli opinion leader. Primo banco di prova e sfida della ricerca è stata la messa a sistema di un ampio plesso di studi condotti durante il lockdown sulle direzioni, la velocità e i modi di diffusione delle informazioni. Di fronte alla ridondanza informativa ogni individuo ha provato a mettere in atto processi di ordinamento dei contenuti e di selezione delle fonti, al fine di creare personali modelli interpretativi e orientare i propri comportamenti.

 

Archivi a confronto

Archivio per la Storia dell'Educazione in Italia Archivi a confronto Tesi di laurea a confronto nella 2^ tappa del ciclo "Come trovare ciò che si cerca in archivio". Dopo la breve introduzione di Rolando Anni dell'Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’età contemporanea, la parola è passata agli studenti. L’attenzione si è focalizzata sulla Fondazione Gaetano Bonoris, primo esempio di fondazione bresciana con un proprio patrimonio separato da quello dell’ente che lo gestisce. L’istituzione nasce nel 1928 grazie al lascito testamentario del conte Bonoris, che nomina la Congrega della Carità Apostolica erede universale delle sue ricchezze, destinate a bambini privi del sostegno famigliare nei territori bresciani e mantovani. Con la tesi "Gli archivi come memoria della comunità: la prima contesa tra S. Apollonio e S. Sebastiano in Lumezzane (1642-1645)" Davide Pellegrini (facoltà di Lettere e Filosofia) ha sottolineato quanto sia importante l’archivio per conservare la memoria di una comunità. Mary Shelley, Kazuo Ishiguro e una biblioteca non solo scientifica" ha preso avvio da un documento della raccolta di autografi sette-ottocenteschi conservata nella Biblioteca di Storia delle Scienze “Carlo Viganò”: si tratta della lettera dello scienziato bolognese Giovanni Aldini, nipote di Luigi Galvani e autore di studi sull’elettricismo. Grazie ai suoi esperimenti tesi alla rivitalizzazione dei corpi umani mediante scosse elettriche, Aldini viene considerato una delle fonti del Frankenstein di Mary Shelley: dall’analisi del celebre romanzo ottocentesco Alice ha spostato poi la sua attenzione sul testo contemporaneo Never Let me go di Kazuo Ishiguro.

 

Nuovo farmaco per l'artrite reumatoide

ROMA Nuovo farmaco per l'artrite reumatoide Dal computer alla farmacia: nuove molecole per i casi più difficili della patologia scoperte in “giochi” di incastro dai nostri ricercatori insieme a colleghi del Cnr. Sono già oggetto di brevetto in vista della produzione farmaceutica con Galsor Srl. L’Artrite Reumatoide è una patologia infiammatoria progressiva, di origine autoimmune, con un’incidenza tra lo 0.5 e l’1% della popolazione, che interessa principalmente le articolazioni e coinvolge tutti gli organi e apparati, causando aumento di morbidità e riduzione della aspettativa di vita. Circa il 40% dei pazienti condivide, come comune fattore genetico predisponente, una variante associata a una forma più grave di malattia e che risponde meno ai farmaci attualmente in uso che sono di due tipi: quelli capaci di rallentare l’infiammazione e quelli biologici che bloccano i mediatori più importanti dell’infiammazione. Abbiamo scoperto tre famiglie di molecole che si incastrano nella sede bersaglio dei linfociti, come una chiave alla sua serratura, impedendo ai linfociti stessi di andare a danneggiare l’articolazione. Il farmaco sarà vantaggioso per una parte consistente e facilmente identificabile dei pazienti, aumentando l’efficacia e riducendo gli effetti collaterali e i costi dell’approccio attuale», sottolinea il professor Gianfranco Ferraccioli , Ordinario di Reumatologia all’Università Cattolica e Direttore del Polo Urologia, Nefrologia e Specialità Mediche del Policlinico 'A. Gemelli'. Per realizzazione e sperimentazione del farmaco serviranno alcuni anni: «È difficile in questa fase stabilire con esattezza il tempo necessario – dichiara l’Ad di Galsor Srl Sandro Soriano - ma abbiamo programmato le varie fasi di sviluppo in circa nove anni. Al momento, precisa il dottor Soriano, “è stato fatto uno specifico studio di fattibilità delle varie fasi di sviluppo del farmaco e l’individuazione delle partnership necessarie per tutte le fasi precliniche e la sperimentazione clinica di fase 1».

 

Artrite reumatoide, scoperto il "grilletto"

I risultati di un’importante ricerca, svolta alla facoltà di Medicina col Policlinico Gemelli insieme all’Università di Glasgow, pubblicati sulla rivista “Nature Communications” 04 ottobre 2016 Scoperto un “grilletto molecolare” dell’artrite reumatoide che attiva la sintesi di anticorpi nocivi nell’organismo dei pazienti e amplifica processi infiammatori pato logici. Gli autori dell’importante studio, che apre anche nuove prospettive terapeutiche per i malati, sono ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Si tratta di una molecola chiamata microRNA155 e gli studiosi, grazie alla collaborazione con colleghi dell’Università di Glasgow , hanno testato con successo un potenziale “farmaco” per disinnescare questo grilletto. La scoperta è frutto del lavoro dei r eumatologi Stefano Alivernini e Barbara Tolusso coordinati da Gianfranco Ferraccioli , docente di Reumatologia alla Cattolica e direttore del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immuno-Allergologiche, Urologiche e Nefrologiche del Policlinico A. Gemelli. Studiando campioni biologici di oltre 60 pazienti, gli esperti hanno scoperto che la “chiave di volta” della malattia è il micro-RNA155 (miR155): hanno visto che questa molecola è in grado di attivare le cellule B di memoria (oltre ai monociti-macrofagi) e farle divenire patogene. Infine gli scienziati hanno visto che bloccando miR155 attraverso una molecola specifica, fornita dai ricercatori dell’Università di Glasgow, è possibile spegnere l’infiammazione determinando l’aumento di Pu-1, che è, appunto, un potente inibitore dell’ infiammazione. La scoperta di questa possibile via di controllo della malattia apre nuovissime prospettive terapeutiche e soprattutto insegna che il controllo dell’infiammazione prodotta dalle cellule B che producono gli autoanticorpi nocivi - conclude il reumatologo dell’Università Cattolica Ferraccioli - è realmente possibile senza usare farmaci o chemioterapici che abbattono le cellule B».

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

Assegnato a tre virologi il Nobel per la Medicina

Premio Nobel Assegnato a tre virologi il Nobel per la Medicina Speciale Premio Nobel 2020 . Oggi il riconoscimento per la Medicina è andato a Harvey James Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice per le loro ricerche sull'epatite C. Commenta l’assegnazione il professor Antonio Gasbarrini 05 ottobre 2020 Nato nel 1901, il Premio Nobel è arrivato alla sua 119° edizione. Dal 5 al 12 ottobre vengono proclamati rispettivamente i Nobel per la Medicina o Fisiologia, per la Fisica, per la Chimica, per la Letteratura, per la Pace e per l’Economia. Sui più importanti riconoscimenti a livello internazionale, attribuiti a personalità che si sono distinte nei diversi ambiti della conoscenza umana e che hanno portato benefici all’umanità con le loro ricerche, Cattolicanews pubblica i commenti dei docenti dell’Ateneo. premionobel #medicina #ricerca #scienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Atenei europei uniti per politiche, ricerca e educazione

Università Atenei europei uniti per politiche, ricerca e educazione Le 150 università europee associate a UnILiON hanno dibattuto sulle proprie modalità di confronto con la pandemia e la crisi in atto. L’evento ufficiale è stato aperto dal Segretario Generale di UnILiON Alexandru Marchis, rappresentante dell’Università Cattolica a Bruxelles, che ha ricordato il ruolo delle università come pilastro dell'identità politica dell'UE e la loro importanza nel dare un contributo alla crisi in corso. Cristian Silviu Busoi, Chair del Comitato ITRE del Parlamento Europeo e Milan Zver, rapporteur del Programma Erasmus+ per il Parlamento Europeo, hanno poi evidenziato la dimensione politica della ricerca e il suo ruolo nell’ambito delle politiche europee messe in campo per la ripresa dalla crisi del Covid-19. Insieme a rettori e prorettori delle università rappresentate da UnILiON, Jean Pierre Bourguignon, presidente dell’ERC (Consiglio Europeo della Ricerca), Mrs. Anna Panagopoulou e Mrs. Vanessa Debias-Santon della Commissione europea, hanno proseguito l’incontro con un dibattito di rilievo sviluppato in due panel. È stata inoltre considerata una strada percorribile l’introduzione di nuovi curricula che rispecchino maggiormente le esigenze della modernità e siano più compatibili con i vari percorsi di rieducazione dei lavoratori che andranno portati avanti. La seconda sessione, invece, si è concentrata sulla cooperazione universitaria nell’ambito della ricerca per una risposta rapida alle future emergenze globali, a partire dal ruolo rafforzato che ricerca e innovazione hanno guadagnato dalla pandemia. Ricevere adeguati finanziamenti è una delle premesse essenziali per la realizzazione di queste novità, insieme alla regolamentazione di alcune questioni legali, e alla disponibilità di tutti gli attori coinvolti a partecipare in modo proattivo.

 

Attraverso la Storia con la Fisica

Parmigiani si iscrive al corso di laurea in fisica dell'università di Milano nel 1968-1969, si la laurea nel 1973. A questi anni risale l'incontro con Piero Caldirola , fautore della teoria quantistica della misura della "Scuola di Milano", e con Giuseppe “Beppo” Occhialini, t ra i fondatori dell'astrofisica delle alte energie, colui che svilppò la tecnica di rivelazione tramite emulsioni fotografiche e scoprì il pione, nel 1947 . Alla laurea seguirono anni confusi, dove Parmigiani mosse i suoi primi passi nel mondo della ricerca al Cise di Milano, iniziando a studiare i laser e l’interazione della luce coerente con la materia. Negli anni successivi, parte per gli Stati Uniti dove approda al centro di ricerca IBM di San Josè, in California, per studiare le proprietà ottiche di particelle nanometriche…gli albori di quella che comunemente oggi viene chiamata plasmonica. In questi anni le sue ricerche si concentrano sullo sviluppo di spettroscopie ultraveloci per studiare le dinamiche elettroniche in materiali con interessanti proprietà, come, per esempio, i superconduttori ad alta temperatura a base di ossidi di rame. “Ho pensato che rivedere insieme questi miei anni di studio e di docenza potrebbe aiutare i giovani e interessare i meno giovani – ha dichiarato a fine incontro Parmigiani. Ora so anche che solo ciò che ho dato ai miei studenti resterà, almeno in parte, negli anni a venire; mentre una riflessione, che mi insegue da quando ho l'età della ragione, nell'ora che si fa tarda mi ammonisce sottovoce”.

 

A Vincenzo Di Noia il Premio Roche 2019

La ricerca è da sempre al centro delle attività di Fondazione Roche – ha detto aprendo il webinar Mariapia Garavaglia , presidente di Fondazione Roche – e siamo certi che tenerla viva nel nostro Paese sia un valore enorme per tutto il 'sistema salute'. Oggi più che mai abbiamo bisogno della scienza per rispondere alle sfide, non solo in merito alla pandemia che ha travolto il mondo, ma anche per continuare a cercare risposte in grado di migliorare la vita dei pazienti in tutti gli ambiti terapeutici». Questi nuovi farmaci agiscono rimuovendo il blocco che le cellule tumorali sono in grado di attuare nei confronti della naturale risposta immunitaria contro le neoplasie. Importanti risultati terapeutici sono stati ottenuti per alcuni tipi di tumore del polmone grazie all’immunoterapia, tuttavia al momento non siamo in grado di identificare in modo affidabile i pazienti che possano trarre i maggiori benefici dal trattamento. Sui campioni raccolti verrà analizzata la Siero-Amiloide A, una proteina prodotta fisiologicamente dal nostro organismo in risposta ai processi infiammatori ma che, quando derivata direttamente dalle cellule tumorali, avrebbe la capacità di inibire la risposta immunitaria anti-tumorale, riducendo quindi l’efficacia dell’immunoterapia. Cercheremo di definire i meccanismi di questo potenziale effetto negativo della Siero-Amiloide A studiando la sua interazione con altri mediatori dell’infiammazione e con le cellule delle difese immunitarie attraverso test funzionali in vitro ed esperimenti con colture cellulari. Il raggiungimento dei risultati prefissati, oltre a consentire una maggiore personalizzazione delle cure per le neoplasie toraciche tramite un semplice prelievo di sangue, potrebbe inoltre favorire lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per migliorare l’efficacia dell’immunoterapia attraverso il blocco dell’azione negativa della Siero Amiloide A sul sistema immunitario.

 

Biblioteca, gratis la piattaforma di ricerca basata sull’IA

Ateneo Biblioteca, gratis la piattaforma di ricerca basata sull’IA L’Università Cattolica, primo ateneo italiano a usare Yewno Discover , dal 30 giugno fino alla fine di agosto mette a disposizione di tutti lo strumento alimentato dall’Intelligenza Artificiale. Un’iniziativa che agevola la condivisione della conoscenza 30 giugno 2020 L’Università Cattolica del Sacro Cuore da oggi e fino alla fine di agosto 2020 offrirà gratuitamente a tutta Italia Yewno Discover , un potente strumento di ricerca alimentato dall’Intelligenza Artificiale. Yewno Discover è una piattaforma di ricerca basata sul web che aiuta i docenti, i ricercatori e gli studenti a svolgere rapidamente ampie ricerche per concetti. Con l’aiuto di tecnologie di machine learning e di avanzate visualizzazioni grafiche, gli utenti possono cercare argomenti di interesse, comprendere come tali argomenti si relazionano con altri e accedere a documenti di qualità accademica. L’Università Cattolica è stato il primo ateneo italiano a utilizzare Yewno Discover per supportare i propri studiosi e valorizzare le risorse documentali della Biblioteca, immettendovi anche dati bibliografici contenuti nel proprio repository istituzionale Publicatt. Da oggi gli utenti istituzionali vi accedono tramite il Catalogo d’Ateneo anche in modalità off-campus (autenticandosi con il proprio account nominale d’Ateneo), con la possibilità di raggiungere da Yewno anche documenti a testo completo di numerose risorse elettroniche – libri e riviste – sottoscritte in abbonamento dalla Biblioteca. Yewno Discover è ciò che chiamiamo intelligenza aumentata: permette alle persone di acquisire rapidamente le conoscenze che richiederebbero molto più tempo per la ricerca e la lettura.

 

Bioplastiche: quanto si biodegradano?

“Questi materiali sono frutto della ricerca volta a trovare un’alternativa sostenibile alle plastiche originate da fonti combustibili fossili” sottolinea la dott.ssa Francesca Bandini , dottoranda della Scuola di Dottorato AgriSystem e prima autrice dello studio. “Le bioplastiche, cioè i materiali plastici da risorse rinnovabili, possono essere degradate nell’ambiente grazie all’azione di microrganismi e in determinate condizioni di tempo, temperatura e umidità”. Cosa ne è emerso? La bioplastica è davvero biodegradabile? I risultati delle prime analisi, che richiederanno una validazione più approfondita in impianti pilota, sembrano confermare la mancata biodegradazione del PLA in condizioni anaerobiche e la presenza di tracce ancora visibili di PLA nel compost finale. Le analisi da noi condotte hanno inoltre mostrato che questo materiale, durante il compostaggio, provoca un notevole aumento di acidità nell’ammendante ottenuto, con un impatto negativo sulla germinabilità di pomodoro e lattuga. Per questo è opportuno che questi polimeri, oltre a rispondere ai requisiti dello standard europeo EN13432, siano sottoposti ad un’attenta valutazione in relazione alle reali condizioni degli impianti in cui avviene il di trattamento. Su questo aspetto la ricerca può fare molto al fine di implementare il processo e favorire le attività di degradazione microbica e la correzione del pH. C’è quindi un problema di gestione di alcune bioplastiche, che può inficiarne l’effettiva biodegradabilità. I nostri prossimi studi coinvolgeranno nuovi manufatti di bioplastiche (come le posate monouso) in impianti pilota e valuterà il problema delle contaminazioni incrociate tra le plastiche tradizionali di origine fossile e quelle di origine biologica, materiali chimicamente ben diversi e destinati a processi che dovrebbero essere ben separati.

 

Borse Zegna, poker Unicatt

cattolicapost Borse Zegna, poker Unicatt Dal naso elettronico che fiuta le malattie al “taglia-incolla” del DNA che studia la progressione dei tumori; dalle tecnologie 3D per il movimento dentale agli studi sulla longevità . Tre ricerche di frontiera per tre cervelli italiani che, grazie al programma Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship , potranno sviluppare o proseguire i loro progetti in prestigiosi centri di ricerca internazionali. Lavoro alla realizzazione di quello che comunemente viene chiamato “naso elettronico”, una piattaforma di sensori in grado di rilevare specifiche molecole di gas, per applicazioni soprattutto biomediche » spiega Sonia. Soffiando sui sensori è possibile determinare se un paziente è sano o presenta qualche patologia - cancro, fibrosi cistica, broncopneumopatie cronico ostruttive, per citarne alcune - perché nel nostro respiro ci sono centinaia di molecole, che però sono in quantità diversa se una persona è sana o se è malata». Insieme a Sonia, Luigi ed Edoardo, quest’anno l’Università Cattolica ha calato il poker, grazie alla conferma della borsa Zegna a Davide Vetrano , il 32enne geriatra della facoltà di Medicina già da tre anni a Stoccolma per un dottorato di ricerca all’Aging Research Center del Karolinska Institutet. Un'iniziativa, istituita in onore del fondatore dell'azienda, che ha compiuto cinque anni e che è stata festeggiata a Trivero - dove nel 1910 venne inaugurato il Lanificio Zegna - con i 114 studenti selezionati nelle edizioni passate e i 49 a cui è stata assegnata la borsa di studio per l’anno accademico 2018/2019. A oggi una ventina di loro sono rientrati in Italia e sono professionalmente attivi nel settore pubblico e privato anche con il sostegno del Gruppo Zegna, che si impegna a verificare i progressi dei borsisti durante gli studi all’estero e a facilitarne il rientro.

 

Borse Zegna, un premio ai migliori

Ateneo Borse Zegna, un premio ai migliori Nicolò Zenoni, grazie al sostegno del Gruppo Zegna, è in Belgio a perfezionare i suoi studi di fisica teorica. Un’esperienza al termine della quale è chiamato a rientrare in Italia per invertire il fenomeno dei cervelli in fuga by Claudio Rosa | 21 febbraio 2020 «Sono fiero di aver vinto questa borsa di studio, che rappresenta un’occasione unica. La borsa di studio riguarda dunque questa esperienza all’estero, che ha una durata di quattro anni, tre da passare in Brescia e uno in Belgio. Si chiama appunto olografico perché funziona in sostanza come un ologramma: «È una rappresentazione bidimensionale di un oggetto tridimensionale, e studiando la sua bidimensionalità riusciamo a ottenere le informazioni che ci servono dell’oggetto tridimensionale, ed è ciò che succede quando mettiamo in relazione gravità e non gravità». In particolare, Zenoni si occupa di una delle innumerevoli forme in cui si può declinare questo principio: lo studio dell’interno di un buco nero, «di cui non al momento non si sa nulla, perché bisognerebbe conoscere la gravità quantistica». L’intento è quello di continuare la carriera universitaria, trovando magari una cattedra che mi possa dare la possibilità di insegnare e di portare avanti la mia ricerca sulla fisica teorica». Ogni anno, il Gruppo Zegna mette a disposizione borse di studio per consentire a un numero ristretto di candidati eccezionalmente promettenti di intraprendere un percorso di specializzazione post-laurea o di ricerca all’estero (“Borsa Zegna”).

 

Brescia, città dell'incontro e dell'educazione

Brescia Brescia, città dell'incontro e dell'educazione I 50 anni della sede bresciana dell’Università offrono lo spunto per raccontare la una sfida educativa che guarda al futuro. Questa è la sfida passata e attuale che l’Università Cattolica continua a raccogliere, ben consapevole di come il vantaggio competitivo dato dall’avere una laurea oggi non basti più, occorrono capacità e valori aggiunti”. Sul ruolo educativo rivestito dall’ateneo bresciano è d’accordo anche il sindaco Emilio del Bono : “Cinquant’anni di presenza dell’Università Cattolica a Brescia hanno lasciato il segno, in positivo. Quello dell’educazione è infatti un tema assai importante per una città come la nostra, in cui risiedono il maggior numero di immigrati regolari di oltre 150 diverse nazionalità diverse. Perché una città continui ad essere educata, abbiamo bisogno di enti ed agenti educatori che, a loro volta, necessitano di un percorso educativo eccellente”, ha infine concluso il primo cittadino. Resilienza è un termine di derivazione fisica - indica quei materiali che, anche se stimolati o sottoposti a pressione, non si deformano – che è poi stato mutuato dalle scienze sociali per indicare un tipo di persona o di realtà capace di superare indenne, reagendo, situazioni di criticità. E Brescia , impossibile dimenticarlo, dopo la strage di piazza della Loggia avvenuta in quel drammatico 28 maggio del 1974, è una città resiliente per eccellenza.

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

Brevetti tra lucro e bene comune, riflessioni in vista del vaccino

Analisi Brevetti tra lucro e bene comune, riflessioni in vista del vaccino Milano o Torino? Prima ancora di parlare della sede del Tribunale europeo dovremmo parlare di tutela del bene pubblico. Il primo è quello dell’inventore di essere riconosciuto tale e di essere remunerato, in modo diretto ed indiretto, per la sua invenzione e per gli investimenti fatti nella ricerca, somme oggi sempre più cospicue. Il secondo bene che la legge tutela è il bene pubblico, il bene comune, e lo fa dando un termine preciso entro cui il brevetto può essere oggetto di privativa. Da sempre vi è una disputa tra chi ritiene che il brevetto non debba avere una scadenza e chi ritiene che non dovrebbe esistere del tutto. Oggi l’accelerazione tecnologica aggiunge un ulteriore elemento al dibattito che è quello di accorciare i tempi della privativa giudicati troppo lunghi rispetto alle reali esigenze del bene comune: come a dire quando l’invenzione sarà usabile da chiunque sarà così vecchia da essere inservibile. Non vorrei inoltrarmi in queste questioni, quanto piuttosto portare la riflessione del lettore su di un aspetto che la legge brevetti, tutte le leggi brevetti esistenti oggi, richiamano implicitamente: ogni scoperta scientifica ed ogni applicazione tecnica debbono essere prima di tutto una buona notizia per l’umanità nel suo complesso. Parafrasando il Vangelo: se il sapere perdesse il suo sapore con che cosa lo si potrebbe rendere saporoso? Anche in questo il nostro ateneo continui a rispondere alla sua chiamata di essere sale della terra e luce del mondo.

 

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