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A Brescia il primo PhD internazionale

MATEMATICA E FISICA A Brescia il primo PhD internazionale Il dottorato in Science è promosso, tra Europa e America, da quattro università cattoliche: Sacro Cuore, KU Leuven (Belgio), Notre Dame (Usa) e Católica de Chile . Il bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2016 Quattro atenei, tra Europa e America, insieme per un Dottorato internazionale in Science . Il bando del Phd, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , riserva due posti per il dottorato nella sede di Brescia dell’Università Cattolica e uno per ciascuna delle altre tre università partner. L’idea del Dottorato internazionale tra Università Cattoliche nasce dall’esigenza di coniugare l’esperienza scientifica, didattica e culturale con l’identità e la realtà cattoliche: un binomio che può trovare riscontro anche in un ambito accademico e di ricerca. fisica #matematica #dottorato #phd Facebook Twitter Send by mail Print IL NUOVO BANDO DEI DOTTORATI Martedì 19 luglio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il bando del trentaduesimo ciclo di dottorato. una scholarship per un progetto di ricerca congiunto tra Università Cattolica del Sacro Cuore e University of Notre Dame du Lac in Cooperative Effects in quantum systems (tutor Cattolica: Fausto Borgonovi e Luca Celardo; tutor University of Notre Dame: Boldizsar Janko). una scholarship per un progetto di ricerca congiunto tra University of Notre Dame du Lac e Università Cattolica del Sacro Cuore in Ultrafast dynamics of single Perovskite nanostructures (tutor University of Notre Dame: Masaru Kuno e professor Greg Hartland; tutor Cattolica: Francesco Banfi e Claudio Giannetti).

 

Allo Scientifico il debutto di Fisica

Speciale maturità Allo Scientifico il debutto di Fisica Per la prima volta la seconda prova scritta vedrà la sua presenza accanto alla Matematica. giugno 2019 di Alessandro Musesti e Stefania Pagliara * Era dal 1969, l’anno dello sbarco sulla Luna, che la seconda prova dell’esame di stato del Liceo Scientifico riguardava esclusivamente la Matematica. Prima di tale anno, infatti, la prova oscillava negli anni tra la Matematica e il Latino, ma ad un certo punto ci si è fermati sulla Matematica e non si è più cambiato per 50 anni. Oggi, nel 2019, ci siamo: giovedì 20 giugno ai candidati sarà richiesto di risolvere uno dei due problemi misti di Matematica e Fisica e di svolgere quattro quesiti degli otto proposti, di cui cinque di Matematica e tre di Fisica. La Fisica è innanzitutto una disciplina sperimentale che, a partire dal biennio, deve prevedere un’opportuna e costante attività laboratoriale, dove l’esperimento deve essere un’interrogazione ragionata dei fenomeni naturali, uno strumento di controllo di ipotesi interpretative, un’analisi critica dei dati e del processo di misura. Quasi sicuramente anche la prova del 20 giugno sarà dello stesso tono; non si poteva del resto pensare di introdurre la multidisciplinarietà Matematica/Fisica senza un’adeguata preparazione e senza dare ai ragazzi e ai docenti il tempo di rivedere l’insegnamento di queste discipline. docenti di Fisica Matematica e di Fisica, facoltà di Matematica e Fisica, campus di Brescia #maturita #esami #studenti #matematica #fisica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

A scuola dai big della fisica

Dal 12 al 18 novembre il campus di Brescia dell’Università Cattolica ospiterà un’ottantina di fisici, tra studenti, ricercatori e scienziati provenienti da diverse parti del mondo, a partire da Giappone, Stati Uniti, Germania, Spagna Svizzera e Belgio . Questa grande occasione di confronto internazionale per i giovani fisici della Cattolica è promossa dal centro di ricerca della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali iLamp , grazie al sostegno economico della Fondazione Comunità Bresciana. Due gli eventi in programma: dal 12 al 14 novembre , 45 giovani studenti e ricercatori, fra i 24 e 30 anni , frequenteranno le lezioni tenute da docenti di fama internazionale, tra cui il professor Atsushi Fujimori dell’Università di Tokyo e il professor Stefano Gariglio dell’Università di Ginevra , oltre a quelle di altri esperti italiani. Per alcuni di loro, il secondo evento in programma a chiusura della settimana di Trendoxides2015 potrebbe essere un trampolino di lancio potrebbe essere: una decina di studenti iscritti alla scuola avrà la possibilità di presentare i risultati delle proprie ricerche di fronte a fisici già affermati. Ulysses si occupa di dinamiche elettroniche, di termomeccanica su scala nanometrica e dello sviluppo di nuovi sistemi di spettroscopia ottica con risoluzione di pochi femtosecondi (10-15 s). Saranno presenti al Workshop speaker provenienti dai più prestigiosi laboratori e istituzioni italiani e internazionali, tra cui Elettra-Sincrotrone di Trieste, Sissa di Trieste, Università Bicocca e Politecnico di Milano, Università di Ginevra. Ed è per aiutare molti di loro a costruirsi un ponte verso i principali centri del mondo che il laboratorio di ricerca iLamp ha chiamato a Brescia per una settimana numerosi giovani ricercatori, ma anche docenti di fama nel campo dello studio delle dinamiche ultraveloci nei materiali ossidi .

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

Attraverso la Storia con la Fisica

Parmigiani si iscrive al corso di laurea in fisica dell'università di Milano nel 1968-1969, si la laurea nel 1973. A questi anni risale l'incontro con Piero Caldirola , fautore della teoria quantistica della misura della "Scuola di Milano", e con Giuseppe “Beppo” Occhialini, t ra i fondatori dell'astrofisica delle alte energie, colui che svilppò la tecnica di rivelazione tramite emulsioni fotografiche e scoprì il pione, nel 1947 . Alla laurea seguirono anni confusi, dove Parmigiani mosse i suoi primi passi nel mondo della ricerca al Cise di Milano, iniziando a studiare i laser e l’interazione della luce coerente con la materia. Negli anni successivi, parte per gli Stati Uniti dove approda al centro di ricerca IBM di San Josè, in California, per studiare le proprietà ottiche di particelle nanometriche…gli albori di quella che comunemente oggi viene chiamata plasmonica. In questi anni le sue ricerche si concentrano sullo sviluppo di spettroscopie ultraveloci per studiare le dinamiche elettroniche in materiali con interessanti proprietà, come, per esempio, i superconduttori ad alta temperatura a base di ossidi di rame. “Ho pensato che rivedere insieme questi miei anni di studio e di docenza potrebbe aiutare i giovani e interessare i meno giovani – ha dichiarato a fine incontro Parmigiani. Ora so anche che solo ciò che ho dato ai miei studenti resterà, almeno in parte, negli anni a venire; mentre una riflessione, che mi insegue da quando ho l'età della ragione, nell'ora che si fa tarda mi ammonisce sottovoce”.

 

A Valentina Palmieri il Premio Futuro

Roma A Valentina Palmieri il Premio Futuro La giovane ricercatrice presso l’Istituto di Fisica ha ricevuto a Torino il Premio under35 ScienzaFuturo per le ricerche sul grafene come antimicrobico. Il Premio under 35 ScienzaFuturo è stato assegnato alla dottoressa Palmieri per il progetto dal titolo "Sviluppo di Rivestimenti Protesici di Ossido di Grafene al fine di inibire la contaminazione batterica e migliorare la ricostruzione ossea ", basato sulle recenti ricerche pubblicate sulla rivista “2D material”. Il Premio Futuro, 3.000 euro per i ricercatori che presentino - oltre al progetto scientifico – uno studio di fattibilità, è l’unico dei 4 in palio ad essere assegnato fuori Torino. Valentina Palmieri si è laureata in Biotecnologie Mediche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica nel 2010 a Roma dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Oncobiologia e Oncologia Medica nel 2014. Dal 2016 si occupa di ricerche riguardanti le proprietà antibatteriche e rigenerative dell'ossido di grafene. Queste ricerche, altamente multidisciplinari, sono frutto della stretta collaborazione con l'Istituto dei Sistemi Complessi CNR, l’Istituto di Microbiologia e l’Istituto di Anatomia dell’Università Cattolica. Attualmente è Post Doc della Fondazione Umberto Veronesi presso l'Istituto di Fisica dell’Università Cattolica a Roma e si occupa di sistemi diagnostici basati sul grafene.

 

Aziende alla ricerca di fisici dell’innovazione

Nuovo corso Aziende alla ricerca di fisici dell’innovazione Il nuovo percorso “ Physics for Technologies and Innovation ” della magistrale in Fisica riscuote l’apprezzamento del mondo aziendale. È la figura professionale che uscirà dal nuovo percorso in Physics for Technologies and Innovation promosso dalla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali all'interno della laurea magistrale in Fisica . Davide Alghisi , Innovation manager di Gefran Spa, è convinto che «la forza di questo programma sta nella combinazione tra l’intrinseca curiosità intellettuale dei fisici e la specificità del corso orientato alla costruzione della figura dell’innovation manager». Per Francesco Scaccheri , Managing director di Accenture «i fisici con un background in gestione e trattamento dei dati possono fare la differenza nelle aree della collaborazione uomo-macchina, dell’analisi avanzata, nella protezione dei dati e della sicurezza». Il nuovo percorso, erogato in lingua inglese, prevede, oltre a solide conoscenze di base di tipo scientifico/tecnologico nel campo della fisica, un’ampia scelta di corsi nelle discipline di Innovation Management e Data Science . Si cercherà di fornire una conoscenza approfondita dei principi fisici (classici e quantistici) alla base degli sviluppi tecnologici dei prossimi anni, con un focus particolare su: elettronica, fotonica, nanotecnologie, optoelettronica, fotovoltaico e conversione di luce, tecnologie quantistiche. Non mancherà una solida conoscenza degli strumenti più diffusi di coding e programmazione per analizzare big data e delle tecniche basate sull’intelligenza artificiale per affrontare problemi tecnologici, di strategia o di business.

 

Brescia capitale della Fisica

Brescia Brescia capitale della Fisica Dal 27 giugno il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Cattolica ospiterà, per la prima volta in Italia, il prestigioso International Workshop on Disorder System. L’occasione è la decima edizione del prestigioso convegno International Workshop on Disorder System che, ogni due anni a partire dal 1998, raduna i più illustri studiosi in materia di sistemi disordinati e che quest’anno si terrà presso il Dipartimento di Matematica e Fisica Niccolò Tartaglia di Brescia. Obiettivo del congresso è radunare diverse comunità di fisici e scienziati da tutti il mondo che si occupano di sistemi disordinati» afferma Fausto Borgonovi (nel video sopra) , docente di Fisica quantistica dell’Università. I sistemi disordinati sono molto importanti poiché, nonostante siano caotici e presentino caratteristiche particolari, spesso vi si riesce a scovare dei tratti comuni che ci permettono di studiarli e di ricavarne informazioni. Le tematiche affrontate all’interno dell’incontro saranno quelle legate al trasporto dei sistemi disordinati, del trasporto eccitonico - ovvero del trasporto di semiparticelle di materia solida o condensata - e quindi anche con possibili applicazione nel campo dell’utilizzo della luce solare, dei collettori di luce o dell’ingegneristica. All’interno del nostro dipartimento ci sono dei gruppi di ricerca sia teorici che pratici che si occupano di queste tematiche di grande interesse internazionale. Il contributo della Cattolica sarà importante, grazie all’esperienza pluriennale maturata nella stazione di ecofisiologia e fisica ambientale di Bosco Fontana (Mn): centro di rilevanza europea in cui si misurano flussi di ozono all’interno di una foresta naturale, e i conseguenti studi modellistici legati scaturiti dallo studio dell’impatto dell’ozono.

 

Buco nero, il fascino del mistero

brescia Buco nero, il fascino del mistero Quella nella foto è la luce emessa dal gas che gli gira intorno, che forma il disco di accrescimento. Ogni tanto, un po’ di questo gas capita troppo vicino al buco nero e inizia a cadere dentro, divorato dal gigante cosmico. Quello che vediamo nella foto è la luce emessa dal gas che gli gira intorno, che forma quello che viene chiamato il disco di accrescimento. Per effetto dell’immensa energia di legame gravitazionale (che può sprigionare un’energia maggiore di quella di una fusione nucleare) questo gas diventa incandescente ed emette luce. La parte più chiara dell’anello corrisponde al gas che sta ruotando verso di noi, quella più scura al gas che sta ruotando in direzione opposta. Al centro spicca quella che potremo chiamare la silhouette del buco nero. La radiazione che vediamo in realtà non sarebbe visibile all’occhio umano, perché è nella regione delle onde radio. Quella che vediamo è una presentazione grafica del segnale, con i colori che rappresentano la temperatura osservata del gas.

 

II caminetto inquina. Consigli per una combustione consapevole

Consigli per una combustione consapevole Soprattutto sull’argo alpino è diffuso l’uso della legna per il riscaldamento domestico. Ma il suo fumo immette nell’atmosfera fino a 5mila volte più Pm che bruciare metano. Per questo la legna può essere considerato un combustibile carbon neutral”. Bruciare legna per produrre riscaldamento domestico presenta tuttavia degli inconvenienti. “Il fumo di legna immette nell’atmosfera fino a 5000 volte più PM che bruciare metano per produrre la stessa quantità di calore, specialmente utilizzando tecnologie scarsamente efficienti come il caminetto - prosegue Gerosa. Le cose migliorano se si utilizzano stufe con sistemi di combustione più efficienti. Il progetto BBCLEAN nasce infatti per individuare quelle soluzioni che permettono di impiegare al meglio la legna per la produzione di calore domestico nell’area alpina, minimizzando nel contempo l’impatto sull’ambiente e sulla salute del l’uomo” conclude.

 

A Fisica gli studenti di Economia diventano consulenti delle imprese hi-tech

Il percorso ha messo in contatto gli studenti con realtà aziendali che si occupano, in senso ampio, di high-tech. Lo scambio di conoscenze e l’attuazione di progettualità congiunte, è ormai risaputo, portano a una maggior competitività delle imprese e a una maggior occupabilità degli studenti» affermano i docenti coinvolti. Anche il nuovo percorso magistrale “Physics for Technologies and Innovation” offrirà la possibilità di frequentare questi corso e formare, insieme agli studenti con background in economia e management, dei teams misti che facciano sinergia e imparino ad affrontare problemi reali con un approccio multidisciplinare». Un binomio che a “vederlo sviluppato dai giovani è fonte di grande soddisfazione”, come si legge su un post Linkedin di Antares Vision , aziende leader mondiale nei sistemi di ispezione visiva, soluzioni di tracciatura e gestione intelligente dei dati. Il futuro è il nostro presente è il titolo del post di Gefran , un’azienda che opera nel settore dei componenti per l’automazione e dei sistemi di controllo dei processi industriali. Ha invece pensato a modelli di business innovativi e sostenibili il gruppo che ha lavorato con Sew-Eurodrive Italia , mentre per Serioplast gli studenti hanno fatto un'ampia revisione del plastic packaging, settore focalizzato sulla biobased plastica. In Lati , un’industria termoplastica, hanno incontrato e discusso con i tecnici, il team di Business Development e il Lati 3D Lab management, sul futuro e sul contributo additive manufacturing che il know-how Lati può dare nel campo delle materie prime, portando il loro punto di vista fresco e prezioso.

 

Grafene, il disinfettante del futuro

ROMA Grafene, il disinfettante del futuro Una ricerca di facoltà di Medicina e Cnr apre a nuove possibilità per vincere le resistenze antibiotiche in ospedale usando un liquido costituito dal nanomateriale a base di carbonio, presente anche nelle mine delle matite, che annienta i batteri killer. Lo studio è stato presentato dalla dottoressa Valentina Palmieri dell’Istituto di Fisica dell’Università Cattolica in occasione del 60° convegno annuale della Società di Biofisica svoltosi nel mese di marzo a Los Angeles. Il team ha esaminato l'effetto dell’ossido di grafene su tre batteri: Staphylococcus aureus e Enterococcus faecalis , causa di infezioni opportunistiche e nosocomiali, e Escherichia coli , che può provocare anche gravi intossicazioni alimentari. Il grafene ha un meccanismo d’azione triplice : può tagliare come una lama le pareti dei batteri, uccidendoli; può intrappolare i batteri come un lenzuolo isolandoli dal mondo esterno e quindi in un certo senso soffocandoli; può alterarne il metabolismo impedendo che si moltiplichino. Il team ha anche scoperto che l'ossido di grafene è efficace contro il fungo Candida albicans che causa infezioni pericolose in ospedale, con un'efficacia simile a quella trovata per E. coli . Si tratta di uno studio fortemente interdisciplinare, dove le competenze di base sulla fisica dei sistemi complessi sono indispensabili per un’applicazione concreta, molto prossima all’utilizzo pratico. Infine, oltre che come disinfettante, il grafene potrebbe essere usato per rivestire strumenti medici e chirurgici e in questo modo potrebbe contribuire a ridurre le infezioni, soprattutto dopo un intervento chirurgico, oltre a ridurre l'uso di antibiotici e la resistenza agli antibiotici».

 

Fisica per la tecnologia e Machine learning

In particolare, il percorso di studi di Fisica per la Tecnologia e l’innovazione è erogato in lingua inglese ed è costruito su solide conoscenze di tipo scientifico/tecnologico nel campo della fisica e un’ampia scelta di corsi nelle discipline di Innovation Management e Data Science. “Il corso – dichiarano i Prof. Claudio Giannetti , Fausto Borgonovi e Luigi Sangaletti – è sostenuto da un network di aziende e società, coinvolte nel programma che offriranno spunti formativi e daranno la possibilità di svolgere stage e tesi di laurea su argomenti di ricerca, ma calati nella realtà produttiva. Le competenze di questi professionisti sono, infatti, preziose per le imprese: fisici e matematici rappresentano figure imprescindibili per lo sviluppo dei futuri sistemi che governeranno i processi produttivi e che già oggi incidono in maniera forte sulle scelte aziendali”. “Siamo fortemente convinti dell’importanza di sostenere iniziative come queste e di investire nelle nuove generazioni di fisici e matematici 4.0 – ha dichiarato Emidio Zorzella , Presidente e CEO di Antares Vision –. “In un’epoca di profonda trasformazione digitale dove l'intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale, si può provare a riassumere un termine così abusato in una formula: il risultato di Big Data + Machine Learning – dichiara Alberto Albertini , Technology Scouting Innovation Center Director di Antares Vision. L'effetto combinato dell'apprendimento automatico tipico delle macchine per l’analisi di dati, immagini, esempi, testi unito all'elevata capacità di calcolo, ha offerto negli ultimi anni grandi opportunità di progresso. Unificare e gestire enormi quantità di dati con la massima sicurezza e flessibilità sarà la chiave per alimentare la prossima generazione di applicazioni, con una vera e propria rivoluzione che digitalizzerà e automatizzerà una straordinaria serie di operazioni”.

 

Fisica, un campus senza confini

Ed è per aiutare molti di loro a costruirsi un ponte verso i principali centri del mondo che il laboratorio di ricerca iLamp ha chiamato a Brescia per una settimana numerosi giovani ricercatori, ma anche docenti di fama nel campo dello studio delle dinamiche ultraveloci nei materiali ossidi. Nel 2008 Daniele contatta un docente di Oxford che stava costituendo un team di ricercatori finanziato dalla Max Plank society tedesca per lavorare allo studio delle dinamiche di materiali superconduttori ad alta temperatura critica. In alcuni lavori recenti abbiamo dimostrato che è possibile far diventare metallico un materiale isolante in circa un millesimo di miliardesimo di secondo: c’è la prospettiva di ottenere memorie o processori mille volte più veloci di quelli attualmente in uso». È invece approdata all’università di Cambridge Anna Lombardi , ora postdoctoral Research Associate, dopo aver conseguito il dottorato nel laboratorio di femtonano-ottica dell’Università di Lione, dove aveva realizzato la tesi di laurea grazie al bando “Tesi all’estero” della Cattolica. Dei tre anni di dottorato, ho trascorso un anno al sincrotrone Elettra di Trieste dove mi sono occupata di molecole organiche depositate su superfici, in particolare di porfirine. Le tecniche che utilizziamo nei nostri esperimenti - continua Patrizia - sono simili a quelle di Brescia, come per esempio la fotoemissione prodotta nel laboratorio del professor Sangaletti o la microscopia a effetto tunnel usata nel laboratorio di Luca Gavioli. Dopo la laurea e il dottorato in fisica e alcune esperienze all’estero ora fa ricerca al Sincrotrone Elettra, il laboratorio nazionale di Basovizza, nei dintorni di Trieste, che ha il compito di fornire un servizio scientifico ai gruppi di ricerca italiani e internazionali.

 

Fisica, un Nobel che fa luce sull'universo

Metà del premio va a Jim Peebles per delle scoperte teoriche in cosmologia. In particolare, quando nel 1964 Penzias e Wilson misurarono un'ignota radiazione con la loro antenna, furono Peebles, Dicke, Wilkinson and Roll a interpretare tale radiazione come un segnale inequivocabile del Big Bang (la radiazione cosmica di microonde era stata predetta prima, nel 1948, da Alpher e Herman). La radiazione cosmica di fondo è praticamente una fotografia dell'universo un istante dopo che esso è diventato trasparente alla luce, e costituisce la fonte di informazioni più diretta che abbiamo sull'universo primordiale. Inoltre Jim Peebles è stato un pioniere sulla teoria della formazione delle strutture cosmiche, che descrive il meccanismo per cui l'universo è potuto evolversi, da un plasma di particelle ad alta temperatura, a un arcipelago di stelle e di galassie. L'altra metà del premio va a Michel Mayor e a Didier Queloz per la scoperta, nel 1995, del primo pianeta fuori dal sistema solare (esopianeta) che orbita su una stella simile al sole. Da allora le scoperte di esopianeti simili si sono moltiplicate: ad oggi ne sono stati osservati oltre 4 mila nella via lattea, con una grande varietà di forme e dimensioni. docente di Cosmologia alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali , campus di Brescia #fisica #nobel #esopianeti #universo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fisica, un ponte con l’India

Brescia Fisica, un ponte con l’India Prasanta Kumar Datta è arrivato come visiting professor della facoltà e svolge attività di ricerca nel laboratorio di Spettoscropia di via Musei. La nostra videointervista ai microfoni di YouCatt. febbraio 2016 Arriva dall’Indian Institute of Tecnology (IITs) di Kharagpur, uno dei miglior centri di ricerca dell’India. Il professor Prasanda Kumar Datta per sei mesi lavorerà al Centro di ricerca I-Lamp di Brescia. In particolare, continuerà i suoi studi sulla spettroscopia ottica nel laboratorio Ulysses ( Ultrafast LaboratorY for innovative SpectroScopiES ) con i professori Gabriele Ferrini, Claudio Giannetti e Francesco Banfi. Il professor Datta, che ha risposto alle domande di YouCatt, è responsabile scientifico da parte indiana di un protocollo d’intesa siglato con l'Università Cattolica, che prevede l’insegnamento in lingua inglese di Ottica non lineare e in futuro scambi di studenti e professori con l’Istituto di Tecnologia indiano. fisica #india #ilamp Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fisici e aziende, un binomio da rafforzare

Sbocchi professionali Fisici e aziende, un binomio da rafforzare Dal 5° Congresso dell’Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni (ANFeA) è emerso come sempre più fisici siano ricercati dalle aziende per la loro capacità di problem solving: dal campo sanitario ad ambientale, finanziario, meteorologico, e non solo. maggio 2019 Sempre più fisici nelle aziende per la loro capacità di problem solving: dal campo sanitario a quello ambientale, dai mercati finanziari alla meteorologia, dall’elettronica alla gestione dell’energia, dalle comunicazioni alle investigazioni scientifiche. Questo è emerso dal V° Congresso dell’Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni (ANFeA) , l’associazione professionale dei laureati e dottori in fisica riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico. La figura del fisico professionista oggi rappresenta l’anello di congiunzione fra la ricerca di avanguardia e il mondo produttivo, contribuendo a introdurre nelle imprese le innovazioni che il mercato oggi sollecita, aiutando la loro crescita. In questi anni di trasformazione, la figura del fisico non è più identificata solo nella ricerca e/o nella didattica ma è anche proiettata verso importanti esperienze di collaborazioni aziendali. Forte del particolare approccio sistemico nel “problem solving”, tale figura è molto apprezzata dalle imprese che necessitano sempre più di personale in grado di operare con metodo, precisione e competenza, capace di trasformarsi in modo dinamico per accompagnare l’innovazione tecnologica delle aziende. Sono poi seguite le testimonianze di chi si occupa di sensori nanotecnologici, di chi si diletta con i rischi della saldatura, chi di bonifiche e chi invece è finito in banca a elaborare modelli per la gestione del rischio, ma c’è anche chi va a controllare l’essicazione del salame.

 

I fisici Unicatt su Nature: l’ozono aumenta

Lo studio I fisici Unicatt su Nature: l’ozono aumenta La prestigiosa rivista internazionale ha pubblicato gli esiti di una ricerca condotta da Giacomo Gerosa e Angelo Finco sui cambiamenti climatici. Attraverso un lavoro retrospettivo che ha combinato misure e modelli abbiamo dimostrato che i cambiamenti climatici in Europa stanno contribuendo ad aumentare i livelli di ozono in aria, invece che ridurli come si era sempre creduto» spiega Giacomo Gerosa , autore della ricerca con Angelo Finco e altri colleghi europei. Le misure alla base della pubblicazione sono state condotte nella foresta di Ulborg in Danimarca e, da parte nostra, nella foresta della riserva presidenziale di Castelporziano a Roma. Le simulazioni modellistiche sono state invece condotte a Princeton (Usa) e hanno tenuto conto di un complesso di scenari legati all'aumento delle emissioni di CO2, COV, NOx e metano, in particolare da parte dei Paesi asiatici. Gli esiti di questa ricerca potranno servire a mettere a punto strategie più efficaci per la riduzione dei livelli atmosferici di ozono, perché quelle attualmente adottate sono vanificate dai cambiamenti climatici in atto». In Italia la situazione è leggermente migliorata rispetto a 10 anni fa. Tuttavia le simulazioni modellistiche mostrano che la situazione è destinata di nuovo a peggiorare, malgrado i nostri sforzi di riduzione delle emissioni dei precursori dell'ozono, a causa del riscaldamento in atto e alla recrudescenza degli eventi siccitosi». Infatti queste ultime sono anche le aree più densamente popolate del pianeta e ciò implica, semplicemente, una maggiore possibilità di contagio tra gli abitanti senza bisogno di tirare in ballo l'inquinamento atmosferico.

 

I-Lamp, ecco i tre vincitori

Brescia I-Lamp, ecco i tre vincitori Sono stati annunciati i tre vincitori della prima edizione del Premio I-Lamp , il riconoscimento rivolto ai migliori laureati magistrali in Fisica. by Antonella Oliveri | 19 dicembre 2017 Sono stati assegnati questa mattina in Cattolica, nell’aula magna di via Musei, i Premi I-LAMP per laureati magistrali in fisica. Un secondo premio è andato a Daniele Fausti (al centro), laureato nel 2002 con una tesi dedicata a Esperimenti di fotoemissione non-lineare da superfici metalliche . L'esperienza fatta durante la tesi di laurea ed in particolare le competenze acquisite nella manipolazione di impulsi di luce ultracorti gli hanno aperto la strada per una carriera nel campo delle spettroscopie ottiche lineari e non lineari in sistemi complessi. Subito dopo vince un dottorato presso lo Zernike institute for Advance materials dell'Università di Groninga e poi un postdottorato diviso tra l'istituto "Max Plank for Structural Dynamics" di Amburgo e l'Università di Oxford dove ha lavorato ad esperimenti dedicati al controllo ottico della superconduttività. Il terzo premio di ILAMP è stato vinto da Luca Spadafora , laurea in fisica nel 2007 e dottorato di ricerca nel 2011 sviluppando un progetto di ricerca volto all'applicazione dei modelli della Fisica in ambito finanziario in collaborazione con i Laboratori Nazionali di Los Alamos negli USA. Ora è team leader per la validazione dei modelli matematici al Banco BPM, dove coordina un gruppo di 7 persone, composto da fisici, matematici ed esperti di modelli finanziari.

 

ILamp premia i migliori giovani fisici

ricerca ILamp premia i migliori giovani fisici Riconoscimento del centro di ricerca della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali a due neo-laureati e due alumni. Tra questi Anna Lombardi , data journalist al quotidiano inglese The Times 18 dicembre 2019 C’è chi si è distinto nel percorso di studio in Fisica e chi invece si sta facendo notare nel campo della ricerca. Sono i quattro miglior fisici premiati in Cattolica da I-Lamp , (Interdisciplinary Laboratories for Advanced Materials Physics) , il centro di ricerca della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università Cattolica, diretto dal professor Gabriele Ferrini . Anna, dopo gli anni di studio in Cattolica, ha svolto prima un dottorato in Francia, all'università di Lione, nel laboratorio di femtonano-ottica dove ha studiato nanoparticelle metalliche inferiori ai cento nanometri, utili per sconfiggere i tumori. Dopo un periodo di ricerca a Cambridge, è tornata alla Sissa di Trieste per conseguire un master sulla comunicazione scientifica, per poi tornare oltre Manica, a Londra. È stato premiato a distanza Alessandro Sepe , fra i primi laureati in fisica della Cattolica per il suo contributo scientifico nello studio dei big data a Shangai, in Cina presso l’Accademia delle Scienze cinesi dove dirige il Centro grandi dati del Sincrotone. Per la Cina la gestione di grandi numeri è di estremo interesse vista la numerosità della popolazione e quindi sta investendo enormi risorse per promuovere la ricerca in questo campo della scienza.

 

Superconduttività, nuovi risultati

Brescia Superconduttività, nuovi risultati Un team internazionale coordinato dal prof. Claudio Giannetti ha sviluppato una tecnica che, grazie sull’uso di luce ultravioletta, permette di osservare la dinamica di determinati stati elettronici all’interno ossidi di rame superconduttori. marzo 2018 La comprensione del fenomeno della superconduttività ad alta temperatura, scoperta circa 30 anni fa in particolari ossidi di rame, costituisce ancora oggi una delle maggiori sfide per i fisici di tutto il mondo. Le più avanzate tecniche sperimentali non hanno però ancora permesso di scoprire la vera causa di questo sorprendente fenomeno che è alla base della conduzione di coorente elettrica senza dissipazione, e alla possibilità di far levitare materiali superconduttori se sottoposti a campi magnetici. Al progetto hanno preso parte 11 diverse istituzioni, provenienti da 6 Paesi del mondo. superconduttori #ricerca #scienceadvanced #risultati #fisica #ilamp Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La Marina svela i segreti del Garda

Brescia La Marina svela i segreti del Garda Un’indagine batimetrica dei fondali, realizzata dalla Marina Militare e dall’Università Cattolica, ha prodotto una fotografia inedita del lago: immagini, dati e grafici per simulare le mutazioni delle acque del Benaco dovute ai cambiamenti climatici. Abituati alle immagini da cartolina, quelle del fondo del lago, registrate dalla Marina Militare , hanno un dettaglio e una qualità che non ha precedenti in tutte le campagne finora effettuate e mostrano dei particolari inediti, come canali, rilievi subacquei e anche crateri. Di fronte agli eventi improvvisi e violenti registrati sul lago nei giorni scorsi, questi dati serviranno per fare accurate simulazioni e lanciare allarmi prima che i fatti accadano, come già avviene in altri Paesi. Tuttavia, un agente di rilievo nell’azione climatica è costituito anche dalla circolazione delle acque, che può divenire cruciale in caso di eventi avversi quali proliferazione algale o batterica e dispersione di inquinanti. Le grandi profondità di un lago subalpino e i grossi gradienti di profondità rendono imprecisa la rilevazione con boe; i nuovi dati derivati dalla ricerca hanno contribuito così a rendere le carte nautiche dell’Istituto Idrografico della Marina Militare ancor più aggiornate e accurate nei dettagli. La nuova rilevazione dei fondali, quindi, consentirà l’aggiornamento delle basi dei dati batimetrici e della relativa cartografia, contribuendo a rendere più sicura la navigazione sul lago, ma servirà anche a tutelare maggiormente l’ambiente lacustre. Con una batimetria precisa, infatti, si possono simulare sia le correnti profonde che quelle di superficie e creare dei modelli precisi sul moto dell’acqua e la sua temperatura, sulla diffusione di inquinanti e altro ancora.

 

Il Nobel per la Fisica agli studiosi dei buchi neri

Premio Nobel Il Nobel per la Fisica agli studiosi dei buchi neri Speciale Premio Nobel 2020 . Commenta l’assegnazione del riconoscimento il professor Roberto Auzzi 06 ottobre 2020 Nato nel 1901, il Premio Nobel è arrivato alla sua 119° edizione. Sui più importanti riconoscimenti a livello internazionale, attribuiti a personalità che si sono distinte nei diversi ambiti della conoscenza umana e che hanno portato benefici all’umanità con le loro ricerche, Cattolicanews pubblica i commenti dei docenti dell’Ateneo. I buchi neri sono oggetti così densi dalla cui attrazione gravitazionale non può sfuggire niente, nemmeno la luce» - ha dichiarato Auzzi -, specificando che Roger Penrose «ha contribuito allo studio teorico dei buchi neri rotanti». L’altra metà del premio è andata a Reinhard Genzel e ad Andrea Ghez per la scoperta sperimentale dei buchi neri supermassicci: «All’inizio si pensava che i buchi neri avessero una massa dell’ordine di grandezza di quella di una stella come il sole - ha spiegato Auzzi -. Questo tipo di buchi neri invece sono dei giganti cosmici che hanno una massa compresa fra il milione e il miliardo di masse solari e che sembrano esistere all’interno di molte galassie tra cui la nostra Via Lattea». In particolare il loro meccanismo di formazione è ancora sconosciuto ed è uno dei grandi problemi aperti dell’astrofisica contemporanea».

 

La fisica entra prepotentemente in azienda

EmploYability La fisica entra prepotentemente in azienda Lo testimonia l’esperienza di Angelo Ziletti , passato da studi di fisica computazionale al colosso farmaceutico Bayer, dove si occupa di intelligenza artificiale. Con queste competenze insegnerà nella nuova laurea in Physics and innovation technologies by Antonella Olivari | 07 agosto 2020 È passato dalla fisica computazionale studiata negli anni trascorsi nella sede bresciana dell’Università Cattolica alla fisica dell’intelligenza artificiale da applicare in campo medico. Ne ha fatta di strada Angelo Ziletti , oggi Senior Data scientist alla Bayer di Berlino, dopo un dottorato alla Boston University conseguito nel 2015 e numerose collaborazioni internazionali all’University College Dublin, al Centre for Advanced 2D Materials Research della National University of Singapore e all’University of Freiburg. Al Fritz Haber Institute della Max Planck Society a Berlino ha co-diretto un gruppo di ricerca di intelligenza artificiale applicata alla fisica. Ora, dopo tre anni nel mondo della ricerca accademica ha deciso di passare all'industria farmaceutica affascinato dall’idea di applicare l'intelligenza artificiale nel campo medico e in generale contribuire in modo più concreto alla rivoluzione digitale del settore sanitario. Nel ruolo di senior data scientist alla Bayer mi sto occupando di modelli di intelligenza artificiale applicati a grandi quantità di testo» spiega Angelo Ziletti. Queste informazioni possono aiutare, per esempio, nella tempestiva individuazione di problemi della catena produttiva, anticipazione di eventi di mercato, miglioramento di materiale didattico, potenziali cambiamenti nel modello di trattamento o anche suggerimenti su nuove possibili indicazioni da investigare».

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.