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Un fisico in azienda, un motore per l’innovazione

Introdotto da Luigi Sangaletti, direttore del dipartimento di Matematica e fisica e da Claudio Giannetti, a quanto l’innovazione sia oggi protagonista indispensabile nell’industria 4.0. Il mio ruolo in Gefran, società specializzata nella progettazione e produzione di sensori, sistemi e componenti per l’automazione con 800 dipendenti e sedi sparse in tutto il mondo, è quello di fare da ponte fra ufficio commerciale e ufficio tecnico. E vi dico, che oltre alle competenze tecniche servono molto le soft skills , ovvero quelle capacità trasversali di interfacciarsi con altre persone e di saper lavorare in squadra”. Oggi più che mai è importante innovare e il nuovo percorso in “Physics for Innovation and Technologies” attivato quest’anno dalla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali cerca di rispondere a questa esigenza. “Sono convinto che «la forza di questo programma sta nella combinazione tra l’intrinseca curiosità intellettuale dei fisici e la specificità del corso orientato alla costruzione della figura dell’innovation manager. I fisici con un background in gestione e trattamento dei dati possono fare la differenza nelle aree della collaborazione uomo-macchina, dell’analisi avanzata, nella protezione dei dati e della sicurezza.». “Operiamo in un contesto tecnologico dove l’innovazione ha sempre ricoperto una posizione di primo piano, guidando diverse scelte di natura strategica e industriale, che hanno permesso una crescita sostenibile e costante nel tempo – ha dichiarato Marcello Perini , amministratore delegato di Gefran.

 

Ora il lago di Garda non ha più segreti

Brescia Ora il lago di Garda non ha più segreti Terminata l’indagine batimetrica dei fondali iniziata nel 2018 e realizzata dalla Marina Militare con la facoltà di Scienze matematiche. Dati e fotografie per una maggior tutela dell’ambiente lacustre sono ora a disposizione di studiosi e ricercatori by Antonella Olivari | 22 ottobre 2020 È terminata in questi giorni l’indagine batimetrica dei fondali iniziata nel 2018 e realizzata dalla Marina Militare e dalla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Durante la campagna che è iniziata nel 2018 e che si è conclusa in questi giorni è stata sviluppata un’analisi modellico-numerica della morfologia dei fondali ed è stato aggiornato il database batimetrico dell’Istituto Idrografico della Marina. Prima di lasciare il lago di Garda, la spedizione guidata dal sottotenente di vascello Roberto Aleo , è stata raggiunta dal contrammiraglio Massimiliano Nannini , in capo all’Istituto idrografico di Genova da pochi mesi, che ha incontrato a Lazise il preside prof. Maurizio Paolini e il prof. Alfredo Marzocchi . Un punto di arrivo quindi, ma anche di partenza per nuove collaborazioni che “andremo presto a definire – ha annunciato il preside Paolini, pensando già di mettere all’opera dottorandi e ricercatori abili con algoritmi e strutture dati.”. “Questi dati consentiranno di realizzare una simulazione accurata del moto delle acque del bacino del lago di Garda, influenzato dalle montagne medio/alte o morene che lo circondano, dalla temperatura, pressione e umidità dell’aria. L’inerzia termica dell’acqua è responsabile di fattori di mitigazione che consentono a specie viventi di sopravvivere in un ambiente altrimenti ostile (si pensi alla coltivazione dell’ulivo).

 

Aziende alla ricerca di fisici dell’innovazione

Nuovo corso Aziende alla ricerca di fisici dell’innovazione Il nuovo percorso “ Physics for Technologies and Innovation ” della magistrale in Fisica riscuote l’apprezzamento del mondo aziendale. È la figura professionale che uscirà dal nuovo percorso in Physics for Technologies and Innovation promosso dalla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali all'interno della laurea magistrale in Fisica . Davide Alghisi , Innovation manager di Gefran Spa, è convinto che «la forza di questo programma sta nella combinazione tra l’intrinseca curiosità intellettuale dei fisici e la specificità del corso orientato alla costruzione della figura dell’innovation manager». Per Francesco Scaccheri , Managing director di Accenture «i fisici con un background in gestione e trattamento dei dati possono fare la differenza nelle aree della collaborazione uomo-macchina, dell’analisi avanzata, nella protezione dei dati e della sicurezza». Il nuovo percorso, erogato in lingua inglese, prevede, oltre a solide conoscenze di base di tipo scientifico/tecnologico nel campo della fisica, un’ampia scelta di corsi nelle discipline di Innovation Management e Data Science . Si cercherà di fornire una conoscenza approfondita dei principi fisici (classici e quantistici) alla base degli sviluppi tecnologici dei prossimi anni, con un focus particolare su: elettronica, fotonica, nanotecnologie, optoelettronica, fotovoltaico e conversione di luce, tecnologie quantistiche. Non mancherà una solida conoscenza degli strumenti più diffusi di coding e programmazione per analizzare big data e delle tecniche basate sull’intelligenza artificiale per affrontare problemi tecnologici, di strategia o di business.

 

Fisica per la tecnologia e Machine learning

In particolare, il percorso di studi di Fisica per la Tecnologia e l’innovazione è erogato in lingua inglese ed è costruito su solide conoscenze di tipo scientifico/tecnologico nel campo della fisica e un’ampia scelta di corsi nelle discipline di Innovation Management e Data Science. “Il corso – dichiarano i Prof. Claudio Giannetti , Fausto Borgonovi e Luigi Sangaletti – è sostenuto da un network di aziende e società, coinvolte nel programma che offriranno spunti formativi e daranno la possibilità di svolgere stage e tesi di laurea su argomenti di ricerca, ma calati nella realtà produttiva. Le competenze di questi professionisti sono, infatti, preziose per le imprese: fisici e matematici rappresentano figure imprescindibili per lo sviluppo dei futuri sistemi che governeranno i processi produttivi e che già oggi incidono in maniera forte sulle scelte aziendali”. “Siamo fortemente convinti dell’importanza di sostenere iniziative come queste e di investire nelle nuove generazioni di fisici e matematici 4.0 – ha dichiarato Emidio Zorzella , Presidente e CEO di Antares Vision –. “In un’epoca di profonda trasformazione digitale dove l'intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale, si può provare a riassumere un termine così abusato in una formula: il risultato di Big Data + Machine Learning – dichiara Alberto Albertini , Technology Scouting Innovation Center Director di Antares Vision. L'effetto combinato dell'apprendimento automatico tipico delle macchine per l’analisi di dati, immagini, esempi, testi unito all'elevata capacità di calcolo, ha offerto negli ultimi anni grandi opportunità di progresso. Unificare e gestire enormi quantità di dati con la massima sicurezza e flessibilità sarà la chiave per alimentare la prossima generazione di applicazioni, con una vera e propria rivoluzione che digitalizzerà e automatizzerà una straordinaria serie di operazioni”.

 

Il Nobel per la Fisica agli studiosi dei buchi neri

Premio Nobel Il Nobel per la Fisica agli studiosi dei buchi neri Speciale Premio Nobel 2020 . Commenta l’assegnazione del riconoscimento il professor Roberto Auzzi 06 ottobre 2020 Nato nel 1901, il Premio Nobel è arrivato alla sua 119° edizione. Sui più importanti riconoscimenti a livello internazionale, attribuiti a personalità che si sono distinte nei diversi ambiti della conoscenza umana e che hanno portato benefici all’umanità con le loro ricerche, Cattolicanews pubblica i commenti dei docenti dell’Ateneo. I buchi neri sono oggetti così densi dalla cui attrazione gravitazionale non può sfuggire niente, nemmeno la luce» - ha dichiarato Auzzi -, specificando che Roger Penrose «ha contribuito allo studio teorico dei buchi neri rotanti». L’altra metà del premio è andata a Reinhard Genzel e ad Andrea Ghez per la scoperta sperimentale dei buchi neri supermassicci: «All’inizio si pensava che i buchi neri avessero una massa dell’ordine di grandezza di quella di una stella come il sole - ha spiegato Auzzi -. Questo tipo di buchi neri invece sono dei giganti cosmici che hanno una massa compresa fra il milione e il miliardo di masse solari e che sembrano esistere all’interno di molte galassie tra cui la nostra Via Lattea». In particolare il loro meccanismo di formazione è ancora sconosciuto ed è uno dei grandi problemi aperti dell’astrofisica contemporanea».

 

Matematica, fisica e informatica, il lavoro è una garanzia

Come scriveva Leonardo da Vinci “ non v'è certezza se non là dove si possono applicare le matematiche e che quelli che si innamorano della pratica senza la scienza sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola” . Con queste parole il preside della facoltà Maurizio Paolini si è rivolto agli studenti che hanno seguito la quinta giornata dell’Open week, dedicata alla presentazione del corso di laurea in Matematica, con i tre indirizzi in Matematica, Fisica e Informatica. Senza dimenticare che scegliere di studiare matematica nel 2020 significa aprirsi un ventaglio di prospettive occupazionali che spaziano dal mondo della formazione, delle aziende e della ricerca. Inoltre, chi viene a studiare fisica in Cattolica ha la possibilità di fare ricerca in laboratori avanzati nel campo della spettroscopia, delle nanostrutture, e in generale nell’analisi dei materiali utili alle aziende» ha spiegato Stefania Pagliara , docente di Fisica. Anche il mondo delle aziende è alla ricerca di questa figura professionale, come ha ricordato Sebastiano De Cesari , che dopo un dottorato in Fisica, ora lavora alla Copan, una multinazionale che fa tamponi e materiale biomedicale. Anche se molti concetti che ho studiato durante la laurea e approfondito durante gli anni di dottorato non vengono applicati al mio lavoro, ritengo lo studio e l’attività di ricerca contribuiscano a quella forma mentis che ti dà una marcia in più nel mondo aziendale». La sfida per un laureato in matematica, fisica e informatica è quella di estrarre, da questo oceano di dati, le relazioni che ci permetto di spiegare e prevedere i fenomeni che abbiamo misurato.

 

Nuovo percorso per fisici dell’innovazione

Quali sono le caratteristiche più importanti del nuovo percorso? «Il programma, erogato in lingua inglese, prevede, oltre a solide conoscenze di base di tipo scientifico/tecnologico nel campo della fisica, un’ampia scelta di corsi nelle discipline di Innovation Management e Data Science . Il percorso è estremamente flessibile e può essere declinato sugli interessi del singolo studente e in funzione dello stage e tesi di laurea finale che verranno svolti presso una delle aziende partner». Quali saranno gli obiettivi specifici del corso? «Cercheremo di fornire una conoscenza approfondita dei principi fisici (classici e quantistici) alla base degli sviluppi tecnologici dei prossimi anni, con un focus particolare su: elettronica, fotonica, nanotecnologie, optoelettronica, fotovoltaico e conversione di luce, tecnologie quantistiche. Non mancherà una solida conoscenza degli strumenti più diffusi di coding e programmazione per analizzare big data e delle tecniche basate sull’intelligenza artificiale per affrontare problemi tecnologici, di strategia o di business». Punto di forza della laurea in fisica è l’attività di ricerca condotta nei laboratori e la rete internazionale di collaborazioni. Una prova è la recente formalizzazione della figura dell’Innovation Manager da parte del ministero dello Sviluppo economico come la figura chiave che guidi la trasformazione digitale e tecnologica di piccole, medie o grandi imprese. Che sbocchi concreti vi aspettate? «Per realizzare tutto ciò il corso di studi è supportato da Gefran, Accenture, Antares Vision e altre importanti aziende con cui stiamo definendo la collaborazione, che saranno direttamente coinvolte nella stesura e nella realizzazione di questo progetto ambizioso.

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

Un pallone contro l’inquinamento

Ricerca / Brescia Un pallone contro l’inquinamento Una sonda aerostatica di sei metri di diametro si è alzata a quota mille nel cielo dell’alta Valcamonica per misurare la capacità dispersiva dell’atmosfera in relazione agli inquinanti. Si tratta di misure sperimentali condotte dal gruppo di ricerca in Fisica ambientale della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali , coordinato dal professor Giacomo Gerosa , con l’obiettivo di costruire un modello meteorologico in grado di prevedere in futuro la diffusione degli inquinanti atmosferici in ambito alpino. Tramite sensori agganciati a un pallone riempito con elio sono stati effettuati dei sondaggi verticali sull’atmosfera in diverse ore del giorno per individuare la capacità dispersiva dell'atmosfera. Le attività realizzate da BbClean e comuni a tutti questi enti sono destinate a diversi obiettivi, tra cui in particolare aumentare l’informazione e la consapevolezza dei cittadini sulle implicazioni ambientali del cambiamento climatico e sulle buone pratiche per preservare la qualità dell’aria in ambito alpino. L’Università Cattolica con i suoi ricercatori è a capofila non solo del progetto, ma coordina anche le indagini scientifiche insieme ad Arpa Valle d’Aosta e all’Università austriaca FHJ nei diversi siti individuati sull’arco alpino. Nel video la nostra intervista alla ricercatrice dell’Università Cattolica Maria Chiesa . sonda #ambiente #fisica #inquinamento Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Raffreddare la materia con la luce

fisica Raffreddare la materia con la luce Una ricerca pubblicata su Nature Physics , che ha tra i protagonisti il centro di ricerca I-lamp della sede di Brescia dell'Ateneo, chiarisce inaspettati fenomeni fisici osservati in un composto della molecola più simmetrica esistente in natura. Protagonista dello studio è un composto della molecola più simmetrica esistente in Natura, il C60, appartenente alla classe dei fullereni e contraddistinta dalla caratteristica forma di una palla da calcio. È noto che questo composto, con formula chimica K3C60, possa comportarsi come un superconduttore, e quindi condurre senza dissipare energia, al di sotto di una temperatura critica di 20 gradi Kelvin, corrispondenti a circa -253 gradi centigradi. Recentemente, è stato scoperto che il K3C60 è capace di trasformarsi in un superconduttore ad alta temperatura quando colpito da un impulso laser di durata brevissima. Questo materiale assume proprietà superconduttive, anche se per brevissimi istanti, fino a una temperatura di -73 gradi centigradi, quasi 100 gradi sopra la temperatura critica di equilibrio. Poiché è proprio la componente metallica quella coinvolta nella conduzione, il suo raffreddamento può stabilizzare una fase di superconduttività nonostante la temperatura esterna sia maggiore di quella critica. Il controllo ultrarapido dei materiali con fonti di luce, del resto, è oggi un campo di grande interesse per la comunità scientifica e per le possibili ripercussioni tecnologiche di queste applicazioni».

 

La Marina svela i segreti del Garda

Brescia La Marina svela i segreti del Garda Un’indagine batimetrica dei fondali, realizzata dalla Marina Militare e dall’Università Cattolica, ha prodotto una fotografia inedita del lago: immagini, dati e grafici per simulare le mutazioni delle acque del Benaco dovute ai cambiamenti climatici. Abituati alle immagini da cartolina, quelle del fondo del lago, registrate dalla Marina Militare , hanno un dettaglio e una qualità che non ha precedenti in tutte le campagne finora effettuate e mostrano dei particolari inediti, come canali, rilievi subacquei e anche crateri. Di fronte agli eventi improvvisi e violenti registrati sul lago nei giorni scorsi, questi dati serviranno per fare accurate simulazioni e lanciare allarmi prima che i fatti accadano, come già avviene in altri Paesi. Tuttavia, un agente di rilievo nell’azione climatica è costituito anche dalla circolazione delle acque, che può divenire cruciale in caso di eventi avversi quali proliferazione algale o batterica e dispersione di inquinanti. Le grandi profondità di un lago subalpino e i grossi gradienti di profondità rendono imprecisa la rilevazione con boe; i nuovi dati derivati dalla ricerca hanno contribuito così a rendere le carte nautiche dell’Istituto Idrografico della Marina Militare ancor più aggiornate e accurate nei dettagli. La nuova rilevazione dei fondali, quindi, consentirà l’aggiornamento delle basi dei dati batimetrici e della relativa cartografia, contribuendo a rendere più sicura la navigazione sul lago, ma servirà anche a tutelare maggiormente l’ambiente lacustre. Con una batimetria precisa, infatti, si possono simulare sia le correnti profonde che quelle di superficie e creare dei modelli precisi sul moto dell’acqua e la sua temperatura, sulla diffusione di inquinanti e altro ancora.

 

II caminetto inquina. Consigli per una combustione consapevole

Consigli per una combustione consapevole Soprattutto sull’argo alpino è diffuso l’uso della legna per il riscaldamento domestico. Ma il suo fumo immette nell’atmosfera fino a 5mila volte più Pm che bruciare metano. Per questo la legna può essere considerato un combustibile carbon neutral”. Bruciare legna per produrre riscaldamento domestico presenta tuttavia degli inconvenienti. “Il fumo di legna immette nell’atmosfera fino a 5000 volte più PM che bruciare metano per produrre la stessa quantità di calore, specialmente utilizzando tecnologie scarsamente efficienti come il caminetto - prosegue Gerosa. Le cose migliorano se si utilizzano stufe con sistemi di combustione più efficienti. Il progetto BBCLEAN nasce infatti per individuare quelle soluzioni che permettono di impiegare al meglio la legna per la produzione di calore domestico nell’area alpina, minimizzando nel contempo l’impatto sull’ambiente e sulla salute del l’uomo” conclude.

 

La fisica entra prepotentemente in azienda

EmploYability La fisica entra prepotentemente in azienda Lo testimonia l’esperienza di Angelo Ziletti , passato da studi di fisica computazionale al colosso farmaceutico Bayer, dove si occupa di intelligenza artificiale. Con queste competenze insegnerà nella nuova laurea in Physics and innovation technologies by Antonella Olivari | 07 agosto 2020 È passato dalla fisica computazionale studiata negli anni trascorsi nella sede bresciana dell’Università Cattolica alla fisica dell’intelligenza artificiale da applicare in campo medico. Ne ha fatta di strada Angelo Ziletti , oggi Senior Data scientist alla Bayer di Berlino, dopo un dottorato alla Boston University conseguito nel 2015 e numerose collaborazioni internazionali all’University College Dublin, al Centre for Advanced 2D Materials Research della National University of Singapore e all’University of Freiburg. Al Fritz Haber Institute della Max Planck Society a Berlino ha co-diretto un gruppo di ricerca di intelligenza artificiale applicata alla fisica. Ora, dopo tre anni nel mondo della ricerca accademica ha deciso di passare all'industria farmaceutica affascinato dall’idea di applicare l'intelligenza artificiale nel campo medico e in generale contribuire in modo più concreto alla rivoluzione digitale del settore sanitario. Nel ruolo di senior data scientist alla Bayer mi sto occupando di modelli di intelligenza artificiale applicati a grandi quantità di testo» spiega Angelo Ziletti. Queste informazioni possono aiutare, per esempio, nella tempestiva individuazione di problemi della catena produttiva, anticipazione di eventi di mercato, miglioramento di materiale didattico, potenziali cambiamenti nel modello di trattamento o anche suggerimenti su nuove possibili indicazioni da investigare».

 

Superconduttori, ecco l'ultima scoperta

Brescia Superconduttori, ecco l'ultima scoperta Docenti e ricercatori della facoltà di Scienze matematiche e fisiche di Brescia nel team che ha dimostrato la capacità della luce di modificare le proprietà elettroniche dei superconduttori. I numerosi aspetti ancora da chiarire, a 30 anni dalla scoperta della superconduttività negli ossidi di rame, vengono oggi affrontati con approcci e tecniche diversi e complementari a cui ha dato un contributo innovativo una collaborazione internazionale che ha riunito undici istituti scientifici di sei Paesi. “La superconduttività a temperature estremamente elevate in questa classe di materiali deriva dalle informazioni codificate dagli elettroni che si spostano lungo i legami rame-ossigeno, le cosiddette quasiparticelle antinodali - spiega Claudio Giannetti dell’Università Cattolica di Brescia, uno degli scienziati alla guida dell’esperimento . "La novità di questo esperimento – aggiunge Massimo Capone della SISSA, che ha coordinato la modellizzazione teorica dei risultati sperimentali – è che siamo stati in grado di osservare direttamente in che modo l'improvvisa eccitazione della luce trasforma gli stati antinodali simili a isolanti in quasiparticelle metalliche." "I risultati raggiunti sono rilevanti non solo per la fisica della superconduttività ad alta temperatura, ma anche per lo sviluppo di nuovi schemi per la manipolazione ottica di proprietà elettroniche in materiali quantistici – sottolineano Federico Cilento , di Elettra-Sincrotrone, e Fulvio Parmigiani , dell’Università di Trieste. I nostri risultati dimostrano, infatti, che la luce può essere utilizzata per creare nuove proprietà che, seppure transienti, sono diverse da quelle degli stessi materiali in condizioni di equilibrio. Questi risultati aprono interessanti prospettive anche per lo sviluppo di interruttori ultraveloci, le cui proprietà fisiche (elettroniche e ottiche) possano essere modulate a frequenze di parecchi THz. Ulteriori informazioni: http://advances.sciencemag.org/content/4/2/eaar1998 #scienza #superconduttori #pubblicazione #fisica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I fisici Unicatt su Nature: l’ozono aumenta

Lo studio I fisici Unicatt su Nature: l’ozono aumenta La prestigiosa rivista internazionale ha pubblicato gli esiti di una ricerca condotta da Giacomo Gerosa e Angelo Finco sui cambiamenti climatici. Attraverso un lavoro retrospettivo che ha combinato misure e modelli abbiamo dimostrato che i cambiamenti climatici in Europa stanno contribuendo ad aumentare i livelli di ozono in aria, invece che ridurli come si era sempre creduto» spiega Giacomo Gerosa , autore della ricerca con Angelo Finco e altri colleghi europei. Le misure alla base della pubblicazione sono state condotte nella foresta di Ulborg in Danimarca e, da parte nostra, nella foresta della riserva presidenziale di Castelporziano a Roma. Le simulazioni modellistiche sono state invece condotte a Princeton (Usa) e hanno tenuto conto di un complesso di scenari legati all'aumento delle emissioni di CO2, COV, NOx e metano, in particolare da parte dei Paesi asiatici. Gli esiti di questa ricerca potranno servire a mettere a punto strategie più efficaci per la riduzione dei livelli atmosferici di ozono, perché quelle attualmente adottate sono vanificate dai cambiamenti climatici in atto». In Italia la situazione è leggermente migliorata rispetto a 10 anni fa. Tuttavia le simulazioni modellistiche mostrano che la situazione è destinata di nuovo a peggiorare, malgrado i nostri sforzi di riduzione delle emissioni dei precursori dell'ozono, a causa del riscaldamento in atto e alla recrudescenza degli eventi siccitosi». Infatti queste ultime sono anche le aree più densamente popolate del pianeta e ciò implica, semplicemente, una maggiore possibilità di contagio tra gli abitanti senza bisogno di tirare in ballo l'inquinamento atmosferico.

 

A Fisica gli studenti di Economia diventano consulenti delle imprese hi-tech

Il percorso ha messo in contatto gli studenti con realtà aziendali che si occupano, in senso ampio, di high-tech. Lo scambio di conoscenze e l’attuazione di progettualità congiunte, è ormai risaputo, portano a una maggior competitività delle imprese e a una maggior occupabilità degli studenti» affermano i docenti coinvolti. Anche il nuovo percorso magistrale “Physics for Technologies and Innovation” offrirà la possibilità di frequentare questi corso e formare, insieme agli studenti con background in economia e management, dei teams misti che facciano sinergia e imparino ad affrontare problemi reali con un approccio multidisciplinare». Un binomio che a “vederlo sviluppato dai giovani è fonte di grande soddisfazione”, come si legge su un post Linkedin di Antares Vision , aziende leader mondiale nei sistemi di ispezione visiva, soluzioni di tracciatura e gestione intelligente dei dati. Il futuro è il nostro presente è il titolo del post di Gefran , un’azienda che opera nel settore dei componenti per l’automazione e dei sistemi di controllo dei processi industriali. Ha invece pensato a modelli di business innovativi e sostenibili il gruppo che ha lavorato con Sew-Eurodrive Italia , mentre per Serioplast gli studenti hanno fatto un'ampia revisione del plastic packaging, settore focalizzato sulla biobased plastica. In Lati , un’industria termoplastica, hanno incontrato e discusso con i tecnici, il team di Business Development e il Lati 3D Lab management, sul futuro e sul contributo additive manufacturing che il know-how Lati può dare nel campo delle materie prime, portando il loro punto di vista fresco e prezioso.

 

A Valentina Palmieri il Premio Futuro

Roma A Valentina Palmieri il Premio Futuro La giovane ricercatrice presso l’Istituto di Fisica ha ricevuto a Torino il Premio under35 ScienzaFuturo per le ricerche sul grafene come antimicrobico. Il Premio under 35 ScienzaFuturo è stato assegnato alla dottoressa Palmieri per il progetto dal titolo "Sviluppo di Rivestimenti Protesici di Ossido di Grafene al fine di inibire la contaminazione batterica e migliorare la ricostruzione ossea ", basato sulle recenti ricerche pubblicate sulla rivista “2D material”. Il Premio Futuro, 3.000 euro per i ricercatori che presentino - oltre al progetto scientifico – uno studio di fattibilità, è l’unico dei 4 in palio ad essere assegnato fuori Torino. Valentina Palmieri si è laureata in Biotecnologie Mediche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica nel 2010 a Roma dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Oncobiologia e Oncologia Medica nel 2014. Dal 2016 si occupa di ricerche riguardanti le proprietà antibatteriche e rigenerative dell'ossido di grafene. Queste ricerche, altamente multidisciplinari, sono frutto della stretta collaborazione con l'Istituto dei Sistemi Complessi CNR, l’Istituto di Microbiologia e l’Istituto di Anatomia dell’Università Cattolica. Attualmente è Post Doc della Fondazione Umberto Veronesi presso l'Istituto di Fisica dell’Università Cattolica a Roma e si occupa di sistemi diagnostici basati sul grafene.

 

Attraverso la Storia con la Fisica

Parmigiani si iscrive al corso di laurea in fisica dell'università di Milano nel 1968-1969, si la laurea nel 1973. A questi anni risale l'incontro con Piero Caldirola , fautore della teoria quantistica della misura della "Scuola di Milano", e con Giuseppe “Beppo” Occhialini, t ra i fondatori dell'astrofisica delle alte energie, colui che svilppò la tecnica di rivelazione tramite emulsioni fotografiche e scoprì il pione, nel 1947 . Alla laurea seguirono anni confusi, dove Parmigiani mosse i suoi primi passi nel mondo della ricerca al Cise di Milano, iniziando a studiare i laser e l’interazione della luce coerente con la materia. Negli anni successivi, parte per gli Stati Uniti dove approda al centro di ricerca IBM di San Josè, in California, per studiare le proprietà ottiche di particelle nanometriche…gli albori di quella che comunemente oggi viene chiamata plasmonica. In questi anni le sue ricerche si concentrano sullo sviluppo di spettroscopie ultraveloci per studiare le dinamiche elettroniche in materiali con interessanti proprietà, come, per esempio, i superconduttori ad alta temperatura a base di ossidi di rame. “Ho pensato che rivedere insieme questi miei anni di studio e di docenza potrebbe aiutare i giovani e interessare i meno giovani – ha dichiarato a fine incontro Parmigiani. Ora so anche che solo ciò che ho dato ai miei studenti resterà, almeno in parte, negli anni a venire; mentre una riflessione, che mi insegue da quando ho l'età della ragione, nell'ora che si fa tarda mi ammonisce sottovoce”.

 

Paolini nuovo preside di Matematica

brescia Paolini nuovo preside di Matematica Il professore ordinario di Analisi Numerica alla sede di Brescia dell’Ateneo è stato eletto alla guida della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali per il quadriennio 2017/18-2020/21. luglio 2017 Maurizio Paolini , ordinario di Analisi Numerica alla sede di Brescia dell’Ateneo, è stato eletto preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali per il quadriennio 2017/18-2020/21. All’elezione, che ha avuto luogo il 6 luglio, hanno partecipato, come stabilito dallo statuto dell’Ateneo del Sacro Cuore, i docenti di prima e seconda fascia della facoltà. Maurizio Paolini, direttore del Dipartimento di Matematica e Fisica Niccolò Tartaglia, entrerà in carica il 1° novembre prossimo . Il lavoro di ricerca del professor Paolini verte principalmente sull'approssimazione numerica mediante elementi finiti di equazioni alle derivate parziali, con particolare riferimento a equazioni paraboliche di reazione diffusione derivanti da problemi di transizione di fase e problemi di evoluzioni geometriche di superfici. In questo ambito, collabora con l'Università di Milano, con l'Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche del CNR di Pavia, Scuola Normale Superiore di Pisa, Università di Pisa, Università di Siena, Università del Maryland (USA), Università di Tokyo (Giappone), Università del Sussex (Gran Bretagna). Da alcuni anni il professor Paolini organizza a marzo la Disfida matematica (gara per gli studenti delle scuole superiori) e a ottobre Celebration of mind (la giornata istituita allo scopo di incentivare le nuove generazioni a esplorare il mondo della matematica e della scienza in modo divertente).

 

Se il machine learning aiuta la fisica

scienza Se il machine learning aiuta la fisica Concetti e metodi mutuati da questo campo sono alla base di molte tecnologie che stanno rivoluzionando la nostra quotidianità. Concetti e metodi mutuati dal campo del machine learning sono alla base di molte tecnologie che stanno rivoluzionando la nostra quotidianità impattando molti settori, dalla sanità alla finanza. Recentemente, molti scienziati si sono interessati all’applicazione di questi concetti alla ricerca fondamentale in molte aree del sapere, fisica inclusa. Questi strumenti sono stati utilizzati per risolvere problemi molto complessi nelle branche della fisica più disparate, dalla fisica delle particelle alla meccanica quantistica. Pensiamo che lo sviluppo di questo approccio sia solo all’inizio e ci permetterà presto di studiare sistemi molto grandi (costituiti da molte particelle), la cui fisica non sarebbe accessibile con altri metodi. Queste tecniche vengono correntemente utilizzate a livello di ricerca di base in molti ambiti, che variano dalla fisica dei materiali alla bio-fisicia o la fisica dei sistemi complessi. In particolare il focus è stato sull'impatto della scienza dei big data sul modo in cui affrontiamo alcuni dei problemi più importanti nella fisica della materia condensata: dall'analisi dei dati su larga scala alla progettazione dei materiali.

 

L’alternanza come esperimento

brescia L’alternanza come esperimento Per alcuni studenti del Liceo classico Arici, l’ alternanza scuola-lavoro si è svolta nei laboratori di Fisica di Brescia. Nel vero senso della parola, visto che alcuni ragazzi in alternanza-scuola lavoro all’Università Cattolica sono stati ospiti dei laboratori di Fisica del campus di Brescia. Sotto la guida degli universitari, gli “ariciani” hanno compreso e visto con i loro occhi la natura di alcuni importanti esperimenti che nel corso del tempo hanno consentito grandi passi in avanti nello studio della propagazione delle onde. Il primo riguardava il principio di Huygens-Fresnel, che costituisce uno strumento di calcolo molto utile, in quanto consente di determinare direttamente il fronte d'onda a un certo istante, una volta noto quello a un qualsiasi istante precedente (o successivo). Dopo aver compreso il fenomeno della diffrazione e averlo rappresentato su un grafico, il percorso degli ariciani nella conoscenza dei fenomeni luminosi è proseguito nel nome di Thomas Young, che con il suo esperimento nel 1801 dimostrò la natura ondulatoria della luce. Accanto al lavoro sperimentale nei laboratori di fisica, a un altro gruppo di studenti è toccato il compito di documentarlo. Mentre i primi si occupavano di comprendere e replicare gli esperimenti di Huygens e di Young, agli altri è stato chiesto di produrre un video in cui mostrare tutte le fasi teoriche e pratiche dello studio dei fenomeni luminosi.

 

Superconduttività, nuovi risultati

Brescia Superconduttività, nuovi risultati Un team internazionale coordinato dal prof. Claudio Giannetti ha sviluppato una tecnica che, grazie sull’uso di luce ultravioletta, permette di osservare la dinamica di determinati stati elettronici all’interno ossidi di rame superconduttori. marzo 2018 La comprensione del fenomeno della superconduttività ad alta temperatura, scoperta circa 30 anni fa in particolari ossidi di rame, costituisce ancora oggi una delle maggiori sfide per i fisici di tutto il mondo. Le più avanzate tecniche sperimentali non hanno però ancora permesso di scoprire la vera causa di questo sorprendente fenomeno che è alla base della conduzione di coorente elettrica senza dissipazione, e alla possibilità di far levitare materiali superconduttori se sottoposti a campi magnetici. Al progetto hanno preso parte 11 diverse istituzioni, provenienti da 6 Paesi del mondo. superconduttori #ricerca #scienceadvanced #risultati #fisica #ilamp Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Allo Scientifico il debutto di Fisica

Speciale maturità Allo Scientifico il debutto di Fisica Per la prima volta la seconda prova scritta vedrà la sua presenza accanto alla Matematica. giugno 2019 di Alessandro Musesti e Stefania Pagliara * Era dal 1969, l’anno dello sbarco sulla Luna, che la seconda prova dell’esame di stato del Liceo Scientifico riguardava esclusivamente la Matematica. Prima di tale anno, infatti, la prova oscillava negli anni tra la Matematica e il Latino, ma ad un certo punto ci si è fermati sulla Matematica e non si è più cambiato per 50 anni. Oggi, nel 2019, ci siamo: giovedì 20 giugno ai candidati sarà richiesto di risolvere uno dei due problemi misti di Matematica e Fisica e di svolgere quattro quesiti degli otto proposti, di cui cinque di Matematica e tre di Fisica. La Fisica è innanzitutto una disciplina sperimentale che, a partire dal biennio, deve prevedere un’opportuna e costante attività laboratoriale, dove l’esperimento deve essere un’interrogazione ragionata dei fenomeni naturali, uno strumento di controllo di ipotesi interpretative, un’analisi critica dei dati e del processo di misura. Quasi sicuramente anche la prova del 20 giugno sarà dello stesso tono; non si poteva del resto pensare di introdurre la multidisciplinarietà Matematica/Fisica senza un’adeguata preparazione e senza dare ai ragazzi e ai docenti il tempo di rivedere l’insegnamento di queste discipline. docenti di Fisica Matematica e di Fisica, facoltà di Matematica e Fisica, campus di Brescia #maturita #esami #studenti #matematica #fisica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Superconduttori, il futuro è vicino

Brescia Superconduttori, il futuro è vicino Ricercatori di Unicatt Brescia, Sissa e Polimi, grazie a nuove tecniche laser, scoprono inedite propensioni all’efficienza energetica di materiali speciali. Un esperimento alle frontiere della fisica della materia rivela che il sogno di un’energia usata in modo più efficiente si può tradurre in realtà grazie a speciali materiali studiati dagli esperti di materia condensata. Per mezzo di raffinate tecniche laser che permettono di studiare speciali materiali nelle cosiddetta fase di non equilibrio, gli scienziati sono riusciti a capire le loro proprietà in un modo del tutto originale. Spiegano gli scienziati: “Uno dei più grandi ostacoli verso l’utilizzo della superconduttività nella tecnologia di tutti i giorni è che i superconduttori più promettenti ad alta temperatura si trasformano in isolanti. Con questo approccio, gli scienziati hanno verificato che “in questo materiale, la repulsione tra gli elettroni, e quindi le sue caratteristiche di isolante, scompaiono persino a temperatura ambiente. Il campo magnetico generato dal passaggio di corrente in un superconduttore potrebbe essere utilizzato per una nuova generazione di treni a levitazione magnetica , come quello che già collega Shangai con il suo aeroporto superando i 500 Km/h, caratterizzati da maggiore efficienza e prestazioni di gran lunga migliori. Nel campo della conduzione elettrica, considerando la grande perdita di energia che accompagna il trasporto della corrente per uso civile o il funzionamento dei nostri dispositivi elettronici - che infatti tendono a surriscaldarsi - i superconduttori potrebbero garantire, allo stesso tempo, grandissima efficienza e un notevole risparmio energetico.

 

I-Lamp, ecco i tre vincitori

Brescia I-Lamp, ecco i tre vincitori Sono stati annunciati i tre vincitori della prima edizione del Premio I-Lamp , il riconoscimento rivolto ai migliori laureati magistrali in Fisica. by Antonella Oliveri | 19 dicembre 2017 Sono stati assegnati questa mattina in Cattolica, nell’aula magna di via Musei, i Premi I-LAMP per laureati magistrali in fisica. Un secondo premio è andato a Daniele Fausti (al centro), laureato nel 2002 con una tesi dedicata a Esperimenti di fotoemissione non-lineare da superfici metalliche . L'esperienza fatta durante la tesi di laurea ed in particolare le competenze acquisite nella manipolazione di impulsi di luce ultracorti gli hanno aperto la strada per una carriera nel campo delle spettroscopie ottiche lineari e non lineari in sistemi complessi. Subito dopo vince un dottorato presso lo Zernike institute for Advance materials dell'Università di Groninga e poi un postdottorato diviso tra l'istituto "Max Plank for Structural Dynamics" di Amburgo e l'Università di Oxford dove ha lavorato ad esperimenti dedicati al controllo ottico della superconduttività. Il terzo premio di ILAMP è stato vinto da Luca Spadafora , laurea in fisica nel 2007 e dottorato di ricerca nel 2011 sviluppando un progetto di ricerca volto all'applicazione dei modelli della Fisica in ambito finanziario in collaborazione con i Laboratori Nazionali di Los Alamos negli USA. Ora è team leader per la validazione dei modelli matematici al Banco BPM, dove coordina un gruppo di 7 persone, composto da fisici, matematici ed esperti di modelli finanziari.

 

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