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Gemelli, Messe d'Avvento su TV2000

Accogliendo l’invito dei vescovi italiani “vorremmo che questo tempo difficile, che porta i segni profondi delle ferite ma anche delle guarigioni, fosse soprattutto un tempo di preghiera” (Messaggio del Consiglio Permanente del 22 novembre 2020). È con questo spirito - afferma S.E. Claudio Giuliodori , Assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo - che riprendiamo la trasmissione della Santa Messa dal Policlinico Gemelli. Ci prepariamo così a fare spazio all’evento natalizio che è fonte inesauribile di consolazione e di speranza per tutti, credenti e non». avvento #tv2000 #centropastorale #gemelli Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il Presepe, "ammirabile segno"

In questo Presepe non solo è presente l'ospedale, ma lo avvolge: ci ritroviamo per inaugurarlo con la rappresentanza di tutta la famiglia del Policlinico Gemelli, in particolare con gli ammalati. È davvero un potente segno, un "ammirabile segno" che trasforma tutta la nostra vita, particolarmente in questo anno nel quale possiamo ritrovare la ‘stella polare’ di Gesù che si fa Bambino per consegnarsi a tutta l'umanità, soprattutto a quella sofferente». Le raffigurazioni del Presepe ci fanno, inoltre, capire che apparteniamo tutti a una comunità, a una comunione che ci fa sentire tutti coinvolti, nella stessa direzione. Siamo tutti queste piccole ‘figure’ che partecipano alla nascita di Gesù; per questo desidero ringraziare tutti: più conosco da vicino la realtà del Gemelli più vedo il grande impegno presente in questo luogo qui tutti i giorni, patrimonio non solo da conservare e custodire, ma soprattutto da far crescere». La grandezza di questo Policlinico sono le migliaia di persone che lo fanno ogni giorno e lo hanno fatto in passato e questo è possibile grazie ai valori fondanti dell'Università Cattolica. È impossibile pensare a un Presepe ‘a metà’: è un insieme di persone normali e strutture modeste che si raccolgono intorno a una Famiglia che in quel momento soffre con un Bambino che nasce in una mangiatoia. Ed è ciò che facciamo ogni giorno per gli umili, per i fragili, cioè tutte le persone sofferenti che si presentano a noi, come il nostro Re che si fa uomo.

 

La Fondazione Gemelli ai primi posti della ricerca italiana

ROMA La Fondazione Gemelli ai primi posti della ricerca italiana Approvate le graduatorie per il finanziamento dei progetti nell’ambito del Bando della ricerca finalizzata 2019 del Ministero della Salute. Il Gemelli nei primi posti 12 novembre 2020 Ottima la performance della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS al Bando della ricerca finalizzata 2019 del Ministero della Salute. Il Comitato Tecnico Sanitario della Salute a fine settembre ha approvato la graduatoria finale, appena pubblicata sul sito del Ministero, per i progetti vincitori nelle tre categorie progettuali: ‘Giovani Ricercatori’ (GR), ‘Ordinari di ricerca finalizzata’ (RF) e ‘Cofinanziati’ (CO). Il Gemelli ne esce a testa alta, collocandosi al terzo posto della graduatoria nazionale per la categoria ‘Giovani ricercatori’, al quinto posto per i progetti ‘Ricerca Finalizzata’ e al quarto posto come finanziamento complessivo. Siamo davvero orgogliosi dei risultati ottenuti – commenta il professor Giovanni Scambia , Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e docente di Ginecologia e ostetricia all’Università Cattolica - particolarmente lusinghieri soprattutto nella sezione Giovani Ricercatori’, che ha ottenuto un tasso di successo del 20%. I progetti finanziabili erano: 107 Progetti Ordinari di Ricerca Finalizzata 104 Progetti presentati da Giovani Ricercatori 7 Progetti Cofinanziati 38 borse di studio rivolte a giovani ricercatori sotto i 33 anni previste nella sezione Starting Grant. Questi si aggiungono ai 2 progetti dei “Programmi di rete” NET e al progetto di ricerca sulla Fibromialgia (quest’ultimo ha visto coinvolte tutte le regioni con il coordinamento della regione Liguria), per un finanziamento complessivo pari a 100 milioni di euro.

 

Totti e Ilenia, promessa mantenuta. L’incontro al Gemelli

L’incontro al Gemelli Lo storico capitano della Roma ha incontrato la giovane paziente che, vittima di un grave incidente e ricoverata dallo scorso dicembre in ospedale, si era risvegliata dal coma anche grazie alla voce in un videomessaggio del suo idolo 28 settembre 2020 Promessa mantenuta. Grazie ai trattamenti innovativi eseguiti dall’equipe di Neuroriabilitazione del Gemelli diretta da Luca Padua , direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università Cattolica, campus di Roma, la giovane si è risvegliata dal coma. Un ruolo importante in questo risveglio lo ha avuto il suo idolo, il capitano della Roma Francesco Totti, che su invito dei genitori di Ilenia gli aveva recapitato un videomessaggio. Ilenia, sentendo la sua voce, aveva dato segnali di recupero confortanti e chiesto, con l’ausilio di una lavagna che al momento l’aiuta a “esprimersi” scrivendo le frasi con le sue dita, di incontrarla in reparto. Ilenia è stata letteralmente bombardata di sensazioni visive, uditive, olfattive, in quella che viene chiamata la ‘cava immersiva multisensoriale’, che di volta in volta si trasformava riempiendosi di suoni, di musica e di immagini su tutte le pareti. totti #gemelli #ilenia #medicina Facebook Twitter Send by mail Print L’Unità Operativa di Neuroriabilitazione ad Alta Intensità del Gemelli, stimolazione multisensoriale per il recupero dei pazienti L’Unità Operativa di Neuroriabilitazione ad Alta Intensità del Policlinico Gemelli è stata attivata ad aprile del 2019 e dispone di 20 posti letto. Con questa filosofia e dopo due anni di studio della letteratura e ricerca nell’ambito della progettazione di strumentazioni e protocolli, i ricercatori coordinati dal professor Luca Padua, hanno messo a punto una particolare modalità di stimolazione multisensoriale che prevede una progressiva personalizzazione dei contenuti.

 

Il dolore salvifico di Giovanni Paolo II. Inaugurata la mostra al Gemelli

Giovedì 22 ottobre , in occasione della memoria liturgica di Giovanni Paolo II, è stato inaugurato l’allestimento che ricorda le principali tappe del Pontefice al Policlinico Gemelli, a partire dal primo ricovero dopo l’attentato del 13 maggio 1981 fino all’ultimo nel marzo 2005. Un luogo simbolico che Karol Wojtyla definì affettuosamente “Vaticano 3” per la lunga permanenza nei suoi nove ricoveri nel corso del pontificato. Un percorso culturale e di riflessione nel “Magistero della sofferenza” di Karol Wojtyla promosso dal Centro Pastorale dell’Università Cattolica e dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS in collaborazione con il Dicastero pe la Comunicazione della Santa Sede, CTV-Vatican News e Rai Teche. In occasione del centenario della nascita e a partire dal giorno della memoria liturgica, vogliamo così esprimere gratitudine al Signore per il dono e per l’alto magistero di un pontefice che ha segnato la storia recente della Chiesa ». Questa testimonianza è e sarà importante per tutte le persone che sono e che verranno nel nostro Policlinico, come segno dell’unione della qualità dell’eccellenza assistenziale con la relazione umana e l’empatia che sono parte essenziale della cura». La mostra, nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza per l’emergenza sanitaria, si articolerà in due sezioni: la prima sezione, allestita nel corridoio interno, all’ingresso dell’ospedale, racconterà per immagini i nove ricoveri e le quattro visite di Papa Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli e all’Università Cattolica. La seconda sezione, che verrà realizzata in concomitanza con la prossima Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio 2021, ripercorrerà l’esperienza della sofferenza nella vita e nel magistero del Papa.

 

Giuliodori: «Cure appropriate per corpo e spirito»

Lo abbiamo fatto anche nella sede principale di Milano martedì scorso sottolineando quanto sia significativo che il primo atto istituzionale in presenza nella sede principale sia avvenuto per celebrare il nostro patrono. Sono pertanto molte le ragioni che rendono speciale questa Eucaristia e non meno numerose le riflessioni che potremmo fare, anche alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato. Tra le tante cose che mi piacerebbe condividere con voi in questo momento, ne scelgo tre che mi sembrano emblematiche del tempo che stiamo vivendo. Credo di poter dire sinceramente che in questa occasione abbiamo potuto toccare con mano come l’anima profonda di questa istituzione accademica e sanitaria sia davvero plasmata dal Sacro Cuore e sappia dare concreta testimonianza di quell’amore di cui ci ha parlato la seconda lettura. La vita secondo lo Spirito Una terza dimensione che in questo periodo ci ha fatto sperimentare la presenza e il sostegno del Sacro Cuore è la possibilità che abbiamo avuto di vivere esperienze davvero singolari anche dal punto di vista spirituale. Ogni incontro si è aperto con una breve preghiera che ci ha consentito di fare tutto nella consapevolezza di essere umili strumenti nelle mani di Dio a servizio del bene comune e dei più bisognosi. Concludo invitando tutti, anche alla luce di questo frangente così difficile e travagliato, a rinnovare l’affidamento caro ai nostri fondatori “Sacro Cuore mi fido di te” e a esprimere i sentimenti suggeriti dal salmo responsoriale: « Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome.

 

Il don in trincea insieme ai medici

Trovo che l’esercizio del ministero sacerdotale tocca in questa fase una delle sue punte più alte: un approccio di vicinanza e di affetto che travalica le parole» by Giacomo Cozzaglio | 27 maggio 2020 Nell’emergenza Covid hanno fatto notizia, accanto a medici e infermieri, anche i sacerdoti. Questa pandemia ci ha trovati un po’ tutti impreparati soprattutto per quello che riguarda le proporzioni del numero dei malati che ha fatto sì che parecchi reparti del Policlinico si dovessero immediatamente trasformare in Covid. Nella sua esperienza di questi mesi è entrato in contatto con medici relativamente giovani che sono stati coinvolti nello sforzo medico? Quale è stato l’approccio con loro? «Essendo il nostro un Policlinico universitario, la maggior parte dei medici sono giovani. È logico che su di loro ha avuto un impatto diverso in quanto medici che fino a ieri si occupavano soltanto della loro specialità mentre ora viene chiesto loro di curare i pazienti Covid. Soprattutto coloro che sono più direttamente a contatto con i pazienti Covid o che addirittura si sono contagiati hanno iniziato un percorso di riflessione non solo a livello personale, ma anche di rivisitazione del loro approccio medico-infermieristico. Spesso il mio andare più volte in questi luoghi durante la giornata è stato accolto con “sei capitato nel momento più importante, in cui avevamo bisogno di te”, chiedendo una preghiera o una benedizione, richiesta che non capitava che facessero prima. Sono tutte espressioni che indicano il desiderio da parte loro di aver assoluto bisogno di qualcosa di più profondo che accarezzi in quel momento la loro mente e soprattutto i loro cuori».

 

Il Rosario al Gemelli. L'introduzione di mons. Giuliodori

Giovedì 2 aprile l'Assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori ha condotto la preghiera del Rosario dalla Cappella del Policlinico Universitario A. Gemelli, dedicata al santo medico Giuseppe Moscati. Lo facciamo dalla Cappella del Policlinico Universitario Agostino Gemelli dedicata al santo medico Giuseppe Moscati. Li ringraziamo per questa testimonianza eroica, nella consapevolezza che esponendosi in prima persona sono essi a pagare uno dei prezzi più alti, con migliaia di contagiati e decine di morti. Sentiamo di dover esprimere loro la nostra più sentita gratitudine e nello stesso tempo desideriamo sostenerli con l’affetto e la preghiera perché nello svolgimento della loro missione si sentano accompagnati e incoraggiati da tutta la comunità ecclesiale e civile. Rivediamo in loro l’ardore e lo spirito di sacrificio che animò San Giuseppe Moscati quando all’inizio del secolo scorso a Napoli, seguendo l’esempio di Gesù vero medico dei corpi e delle anime, si spendeva senza riserve per tutti i malati, soprattutto i più poveri e i più bisognosi. Gli operatori sanitari, in questi giorni, ci stanno offrendo un esempio luminoso di che cosa significa spendere la vita per gli altri e prendersi cura di chi è nella prova assumendo fino in fondo lo stile e lo spirito del Buon Samaritano. Da questo luogo Egli ha offerto a tutta l’umanità un altissimo magistero fatto di parole e di gesti che hanno illuminato l’esperienza del dolore e della malattia con la luce del Mistero Pasquale".

 

Cesi e Gemelli insieme contro l’Aids

Cooperazione internazionale Cesi e Gemelli insieme contro l’Aids Un progetto è in corso al Comboni Samaritans Health Center di Gulu per coinvolgere 500 donne da sensibilizzarle sul tema dell’infezione da Hiv e da altre a trasmissione sessuale. Il progetto, che si svolge al Comboni Samaritans Health Center di Gulu in Uganda , prevede il coinvolgimento di 500 donne di età compresa tra 18 e 49 anni residenti nella città di Gulu e nelle aree limitrofe che vengono individuate attivamente sensibilizzando su questi temi l’intera comunità. All’Health Center di Gulu è loro offerto uno screening semestrale per Hiv, Hbv (Epatite B), sifilide, valutazione clinica di eventuali lesioni vulvovaginali e un questionario autoriportato su aspetti sociodemografici, su conoscenze e comportamenti a rischio sessuale. In Uganda vi sono 75 posti letto di degenza ordinaria per 1.000.000 di abitanti e un posto letto in terapia intensiva sempre per 1.000.000 abitanti. In conseguenza di ciò il ministero della Salute e il Governo ugandese stanno attuando strategie di contenimento e di prevenzione dell’epidemia di Covid-19 molto stringenti in termini di quarantena, isolamento e distanziamento sociale, perché, come tutti i Paesi dell’Africa Sub-Sahariana, l’Uganda non può davvero permettersi la diffusione dell’epidemia. L’attività di supporto alla prevenzione di Hiv attraverso l’educazione e le modifiche comportamentali è svolta continuamente sia dall’Italia, attraverso incontri periodici con il personale locale, sia grazie all’attività residenziale di medici specializzandi della nostra sezione di Malattie infettive. Siamo altresì entrambe grate al dottor Francesco Aloi, biotecnologo dell’Area Endocrino–metabolica del Dipartimento di Medicina e chirurgia transazionale del nostro Ateneo, per il supporto attivo che ci sta fornendo, grazie anche all’esperienza che lui ha dell’Uganda per i molti anni lì trascorsi».

 

Il Sacro Cuore e le radici dell’Ateneo

Festa patronale Il Sacro Cuore e le radici dell’Ateneo La festività, che si celebra quest’anno venerdì 19 giugno , riporta agli inizi della storia dell’Università Cattolica quando i fondatori decisero questa dedicazione. Le celebrazioni nelle sedi dal 16 al 18 giugno by Agostino Picicco | 12 giugno 2020 L’Università Cattolica venerdì 19 giugno celebra la festa patronale in occasione della Solennità del Sacro Cuore, cui è dedicata. E anche oggi l’Università è chiamata ad attingere alla sorgente del Sacro Cuore di Gesù il sostegno e le ragioni per rispondere alle sfide che i nuovi tempi e le nuove avversità continuano a porre alla società e alla storia. sacro cuore #padre gemelli #devozione Facebook Twitter Send by mail Print LE CELEBRAZIONI A Milano martedì 16 giugno alle ore 17 celebrazione eucaristica per tutta la comunità universitaria presieduta da S. E. monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale. La Santa Messa sarà trasmessa in diretta streaming dal sito dell’Ateneo: www.unicatt.it A Roma la Santa Messa verrà presieduta sempre da monsignor Giuliodori giovedì 18 giugno alle ore 17.30 presso la Chiesa Centrale - Largo F. Vito, 1. Al termine della celebrazione eucaristica il rettore Franco Anell i e il presidente della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Giovani Raimondi rivolgeranno un saluto al personale non docente che compie quest’anno 20 anni di servizio. A Brescia mercoledì 17 giugno alle ore 12.30 la celebrazione eucaristica verrà celebrata dall’assistente spirituale don Mauro Cinquetti nella cappella di via Trieste.

 

Nasce Columbus Covid-2 Hospital. Il Rettore: “Siete il nostro motivo di orgoglio”

Si rivolge così, a tutta la comunità accademica e ospedaliera della sede di Roma dell'Università Cattolica nella lettera divulgata nella mattina di oggi , il rettore Franco Anelli , salutando e sostenendo l'avvio stamane delle attività di assistenza del "Columbus Covid-2 Hospital" , nuovo presidio ospedaliero disposto dalla Regione Lazio. La struttura sanitaria Columbus, gestita dalla Fondazione Policlinico Gemelli, è stata trasformata per supportare l'hub regionale - Ospedale "Spallanzani" di Roma nel fronteggiare l'emergenza sanitaria in atto. Il nuovo "Columbus Covid-2 Hospital" sarà dedicato ai pazienti con Coronavirus Covid-19 e arriverà a mettere a disposizione 59 posti-letto di terapia intensiva e 80 posti-letto singoli. Attivi e operativi da oggi 16 marzo i primi 21 posti-letto di terapia intensiva e 28 posti-letto singoli dedicati alle degenze ordinarie. In programma per oggi il trasferimento dei primi pazienti contagiati da Covid-19 ricoverati in aree protette presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Il nostro ringraziamento - prosegue il professor Bellantone - va ai medici, agli infermieri e al personale tecnico-sanitario dal principio in prima linea con assoluta abnegazione nel fronteggiare l'epocale emergenza sanitaria». columbus #covid #coronavirus #gemelli Facebook Twitter Send by mail Print IL MESSAGGIO DELL'ASSISTENTE ECCLESIASTICO GENERALE Carissimi medici, specializzandi, personale sanitario e tecnico-amministrativo, in questi giorni la comunità del Policlinico Universitario A. Gemelli è in prima linea nell’affrontare la grave emergenza causata dal diffondersi del Covid-19.

 

Monsignor Giuliodori presiede la recita del rosario dal Policlinico Gemelli

Roma Monsignor Giuliodori presiede la recita del rosario dal Policlinico Gemelli Giovedì 2 aprile alle ore 21 l’assistente ecclesiastico generale condurrà la preghiera mariana dalla Cappella San Giuseppe Moscati per iniziativa della Cei in diretta radio e Tv. Al termine la supplica a San Giovanni Paolo II nel giorno della morte 01 aprile 2020 La preghiera del rosario sarà trasmessa da Tv2000 e Radio InBlu giovedì 2 aprile alle 21 dalla Cappella dedicata al santo medico Giuseppe Moscati. In particolare invocheremo l’aiuto del Signore per tutto il personale sanitario impegnato a contrastare sul territorio e negli ospedali gli effetti devastanti della pandemia. Al termine, l’Assistente Ecclesiastico Generale S. E. monsignor Claudio Giuliodori, davanti alla statua che si trova nel pizzale antistante il Policlinico Gemelli, eleverà una supplica a San Giovanni Paolo II nell’anniversario della sua nascita al Cielo. Da questo luogo Egli ha offerto a tutta l’umanità un altissimo magistero fatto di parole e di gesti che hanno illuminato l’esperienza del dolore e della malattia con la luce del Mistero Pasquale. rosario #claudio giuliodori #preghiera #policlinico gemelli Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Gemelli, ecco il nuovo Cda

Roma Gemelli, ecco il nuovo Cda Gli enti fondatori, Istituto Toniolo e Università Cattolica hanno proceduto al rinnovo del Consiglio di amministrazione della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs 07 ottobre 2020 La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione. Il nuovo organismo si insedierà il 14 ottobre, dopo che, nelle scorse settimane, gli Enti fondatori - Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e Università Cattolica del Sacro Cuore - hanno proceduto al completamento del processo di nomina del CdA della Fondazione. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, costituito da 11 membri, a termini di Statuto sarà in carica fino all’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2023. Tutto ciò nell’ottica di affrontare l’emergenza Covid, cui è stato dedicato il Presidio Columbus, e le sue negative ripercussioni su tutte le attività ospedaliere, rimanendo fedeli all’approccio cristiano al malato e alla vocazione alla crescita e all’eccellenza che hanno caratterizzato la nascita e l’affermazione del Policlinico Gemelli. policlinico gemelli #fondazione #cda #osperdale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Francesco, lettera da una corsia Covid

Nemmeno, per quanto sempre pronti e educati, nelle aule e in tirocinio, a prepararsi a ogni “allerta”, i medici più giovani, particolarmente i neolaureati, in questa emergenza direttamente "in campo" senza dover sostenere l'esame di abilitazione. Abbiamo raccolto alcune delle loro storie di Francesco Lombardi La prima cosa che quest'emergenza si è portata via è stato il rumore. La paura di contagiarsi spesso è soffocata dalla concentrazione mentale per non sbagliare, accentuata dall'improvvisa promozione che ti rende di colpo totalmente responsabile del tuo lavoro. Non mi ero mai reso conto dell'inadeguatezza di ogni mezzo di comunicazione per ottenere qualcosa di più che un surrogato di rapporto umano. Sono tutti termini che ti espropriano violentemente della tua professionalità e della tua fatica, ti rendono vacuo ed etereo mentre rimani, e devi rimanere, sempre un professionista che fa il suo lavoro. Altrimenti vale tutto, si alimentano discussioni inutili e si nasconde dietro il sacrificio un lavoro che deve essere riconosciuto in termini di risorse e di dibattito. Terzo di una serie di articoli dedicati ai nostri medici in prima linea nella lotta al Coronavirus #covid #medici #gemelli #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Filippo Crea nuovo direttore dello European Heart Journal

MEDICINA Filippo Crea nuovo direttore dello European Heart Journal Il cardiologo della Cattolica e del Gemelli sarà il primo italiano a ricoprire questa carica. La notizia è stata resa pubblica oggi in occasione del congresso della Società Europea di Cardiologia - Escardio 2020 The Digital Experience in svolgimento dal 29 agosto al 1 settembre. È la prima volta che questo ruolo viene assegnato a uno specialista del nostro Paese - sottolinea il professor Crea, il cui incarico di editor in chief ha appena avuto inizio - ed è una grande responsabilità. Questo è un momento in cui il ruolo delle riviste scientifiche è molto delicato: sono un filtro importante avendo il compito di selezionare lavori metodologicamente impeccabili che contribuiscono al progresso delle nostre conoscenze e a migliorare la vita dei nostri pazienti. Non sono pochi, infatti, i pazienti che arrivano da noi dopo un'autodiagnosi sul web, o che magari riferiscono di aver acquistato per ridurre il colesterolo degli integratori sulla cui efficacia non c'è nessuna evidenza scientifica, e che costano più dei farmaci validati e sperimentati. E se l'impact factor è un parametro per definire il successo di una rivista scientifica, «negli ultimi anni lo European Heart Journal ha superato anche celebri riviste di cardiologia statunitensi", sottolinea Crea. Obiettivi del nuovo Direttore, "pubblicare lavori innovativi e metodologicamente cristallini, ispirare i cardiologi clinici con la pubblicazione di materiale didattico interattivo, estendere l’influenza del Journal non solo all’Europa e al Nord America ma ai cinque continenti».

 

Francesca, chiamata a curare i più fragili

I nostri medici in prima linea Francesca, chiamata a curare i più fragili Dottoranda al secondo anno di Clinica cellulare e molecolare, nell’emergenza del Coronavirus si è trovata in corsia come dirigente medico nell’Unità operativa complessa di Malattie infettive. Nemmeno, per quanto sempre pronti e educati, nelle aule e in tirocinio, a prepararsi a ogni “allerta”, i medici più giovani, particolarmente i neolaureati, in questa emergenza direttamente "in campo" senza dover sostenere l’esame di abilitazione. Abbiamo raccolto alcune delle loro storie «Finora le pandemie le avevo sempre lette nei libri, questa è la prima volta che la mia generazione la affronta direttamente». Lo sa bene Francesca Raffaeli , dottoranda di ricerca al secondo anno del dottorato in Clinica cellulare e molecolare, indirizzo infettivologico, che al tempo del Covid è diventata dirigente medico nell’Unità operativa complessa di Malattie infettive alla Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. In questo contesto preferisco condividere un’esperienza positiva, quella vissuta con una donna che dopo anni di tentativi è rimasta incinta e ha contratto il Coronavirus nei primi mesi di gravidanza. La natura e le malattie infettive hanno da sempre un impatto notevole sulle nostre vite, ma è incredibile come noi, essere umani in primis, e i sanitari in particolare, siamo improvvisamente diventati un’unica squadra, un’unica famiglia che insieme combatte per lo stesso risultato. Ciò sta facendo in modo che anche i nostri rapporti professionali e umani si stiano rafforzando, perché il nuovo modo di collaborare fa sì che ognuno si fidi di più dell’altro, ognuno è la spalla su cui trovare conforto.

 

Il Gemelli riconosciuto come IRCCS

Il Gemelli riconosciuto come IRCCS Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato in aula Brasca il decreto di riconoscimento del Policlinico come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per le discipline di Medicina personalizzata e Biotecnologie innovative. Non sono uno scienziato, ma sono innamorata della scienza: grazie a voi che mi avete accompagnato in un bellissimo viaggio in tutte le grandi sfide del mondo della Salute. Ho sempre ascoltato molto il mondo della Medicina e quella del ministero è stata una delle esperienze più importanti della mia vita». L’IRCCS è un centro di ricerca traslazionale, è un forte elemento della Ricerca italiana» ha continuato il ministro. In cinque anni di Governo quello del Policlinico Gemelli è il terzo IRCCS che ho autorizzato, poiché il progetto proposto è molto in linea con la vostra attività di ricerca, grazie a una grande team internazionale. Vi ringrazio molto e sono molto felice di poter firmare io questo decreto: in questo Policlinico c’è un’assistenza straordinaria, non solo verso il malato, ma per tutta la sua famiglia e per chi è accanto». Questo riconoscimento è il coronamento di un’operazione molto complessa e la conferma che il legame fra Università Cattolica e Fondazione Policlinico Gemelli è forte ed efficace.

 

Gemelli, Messe d'Avvento su TV2000

Roma Gemelli, Messe d'Avvento su TV2000 Per tutto il periodo di Avvento, da domenica 2 dicembre fino a sabato 22 dicembre 2018, ogni giorno alle ore 8.30 saranno trasmesse in diretta su TV2000 le celebrazioni eucaristiche dalla Cappella San Giuseppe Moscati del Policlinico Gemelli. È un dono poter condividere la Santa Messa celebrata presso il Policlinico Universitario A. Gemelli con tanti malati e persone che ci seguono da casa o da altri luoghi di cura – così S. E. Mons. In fondo la grotta di Betlemme è stato il primo ospedale dove l’umanità, attraverso Maria e Giuseppe, si è presa cura di Gesù e il Redentore ha cominciato la sua opera di salvezza prendendosi cura dell’umanità. avvento #messe #tv2000 #gemelli Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Premio Gemelli, i migliori del 2018

La premiazione si svolgerà lunedì 11 novembre alle ore 18 in Aula Pio XI (largo Gemelli, Milano). Il Premio, istituito nel 1960 in memoria di Padre Gemelli, continua, anno dopo anno, a promuovere il merito e l’impegno dei migliori laureati di ogni facoltà dell’Ateneo. Tutti i premiati entreranno a far parte a pieno titolo di Alumni Cattolica – Associazione Necchi e della community Alumni UCSC come Alumni Premium , potendo così giovarsi di una serie di agevolazioni e opportunità di crescita che l'Ateneo riserva ai propri laureati. premio gemelli #alumni #laureati Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Artrite reumatoide e artrite psoriasica, quando sospendere i farmaci

ROMA Artrite reumatoide e artrite psoriasica, quando sospendere i farmaci Una ricerca svolta alla facoltà di Medicina e Chirurgia e dal Policlinico A. Gemelli di Roma, appena pubblicata su “Annals Rheumatic Diseases”, fa chiarezza sui segni di remissione e permette l’utilizzo di un approccio mirato, per prevenire le ricadute. febbraio 2017 Artrite reumatoide e artrite psoriasica: grazie alla ricerca di esperti della facoltà di Medicina e chirurgia e della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma è stato definito un modo sicuro di sospendere i farmaci biologici, senza rischio di ricadute per i pazienti. La scoperta, resa nota sulla prestigiosa rivista Annals Rheumatic Diseases , è frutto della ricerca del gruppo della Unità Operativa Complessa di Reumatologia diretta da Gianfranco Ferraccioli, docente di Reumatologia all’Università Cattolica e Direttore del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immuno-Allergologiche, Urologiche e Nefrologiche della Fondazione Policlinico A. Gemelli. Le malattie L ’Artrite Reumatoide è una malattia infiammatoria progressiva con una prevalenza dello 0.5% nella popolazione, che interessa primariamente le articolazioni e coinvolge tutti gli organi e apparati causando un aumento di morbidità e la riduzione della aspettativa di vita. L' Artrite Psoriasica , prevalenza 0,42% della popolazione, è una forma molto grave di psoriasi a interessamento articolare (il 15-30% di tutti i soggetti con psoriasi ha artrite), colpisce soprattutto mani e piedi con danni ossei e articolari oltre che dermatologici. Lo studio Nel nuovo lavoro i reumatologi dell’Università Cattolica e del Policlinico A. Gemelli hanno deciso di indagare le caratteristiche del tessuto articolare dei pazienti con artrite psoriasica e di artrite reumatoide in remissione . Nell’artrite reumatoide la remissione clinica ed ecografica o la LDA sono sufficienti per dire che anche il tessuto sinoviale è in remissione; invece nella artrite psoriasica solo la biopsia sinoviale permette di definire se vi sia una “vera” remissione.

 

Cauda, primo obiettivo? Fermare i contagi

Roma Cauda, primo obiettivo? Fermare i contagi Nel giro di due settimane, secondo l’infettivologo dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli, dovremmo registrare una diminuzione progressiva. marzo 2020 «Non sarà possibile vedere in pochi giorni risultati concreti nei numeri ma sicuramente sul lungo periodo, tra non meno di due settimane, ci aspettiamo ragionevolmente che sia raggiunto quello che è il primo obiettivo: l’avvio della diminuzione progressiva dei contagi di coronavirus». Roberto Cauda , docente di Malattie infettive all’Università Cattolica e direttore dell’Unità di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, spiega così il possibile evolversi dell’emergenza epidemiologica. A questo termine va attribuito un valore più psicologico che epidemiologico: si tratta della presa di coscienza dell’oggettiva presenza di una epidemia, sulla base dei numeri, anche da parte di quegli Stati più riottosi o che ancora tendono a sottovalutare il problema». Ancora, «abbiamo imparato che farmaci già in uso come quelli a base di clorochina, utilizzati per la cura della malaria, dell’ebola o dell’hiv, sono efficaci» e che «i sintomi del contagio sono la febbre sopra i 37,5 gradi e una tosse secca molto fastidiosa e continua, talvolta anche la congiuntivite». A oggi si contano quasi 120.000 casi, in più di 100 Paesi del Mondo; circa 17.000 casi in Europa, il 60% dei quali in Italia dove si osserva una letalità del 5% circa, a causa probabilmente dell’elevato numero di persone suscettibili colpite (anziani e portatori di malattie croniche). Si comprende bene quindi come questi numeri possano impattare sul Sistema Sanitario, se si considera che non vi è terapia specifica né vaccino e l’intera popolazione mondiale non ha anticorpi contro questo nuovo virus, filogeneticamente appartenente alla famiglia dei Coronavirus agenti eziologici della SARS.

 

Influenza, non fate gli eroi

Intervista all’infettivologo Roberto Cauda 10 gennaio 2018 Come affrontare il picco di influenza che ha colpito milioni di italiani? La risposta può sembrare scontata ma non lo è: mettersi a letto e non fare gli eroi . Quella di quest’anno non è molto diversa da quella degli anni passati, anche se è certa una maggiore gravità dovuta a qualche piccola variazione dei virus che ha aggravato il quadro generale con disturbi intestinali più diffusi. Quanto è importante vaccinarsi? Chi dovrebbe farlo? «Quest’anno si sono diffusi due virus di tipo A (H1N1 e H3N3) e due di tipo B. In base a quello che è circolato nell’altro emisfero abbiamo potuto prepararne due tipi, uno trivalente e uno quadrivalente. Che fare in questo caso? «Fondamentale è non farsi prendere dal panico per la temperatura elevata: l’entità della febbre non ha una relazione diretta con la gravità del quadro clinico, che può essere valutato correttamente solo attraverso un attento esame obiettivo e, se necessario, qualche mirato esame di laboratorio. Quanto dura? «La durata è usualmente di 3-5 giorni ed è contenuta entro un periodo massimo di due settimane, ma il decorso può prolungarsi in presenza di complicazioni, che possono essere anche pericolose per la vita, quando sono interessati soggetti a rischio (bambini cardiopatici, con fibrosi cistica, broncodisplasia, ecc.)». È importante vaccinarsi? La vaccinazione è l’unico modo per prevenire un’infezione ed è un presidio fondamentale per quelle categorie di persone che sono considerate a rischio di complicanze gravi. Al di fuori di queste, il vaccino è consigliabile anche in bambini piccoli, dei primi due anni di vita, poiché è il gruppo che può andare maggiormente incontro a ospedalizzazione per insorgenza di complicanze.

 

Mariuccia, nei chiostri 75 anni dopo

alumni Mariuccia, nei chiostri 75 anni dopo Una tesi discussa nel 1942 negli scantinati di largo Gemelli per paura dei bombardamenti. Maria Clotilde Mosconi , quasi alla vigilia del secolo di vita, è tornata nella sua università. Il relatore mi disse: “ Le avremmo dato un 110 e lode ma la sua media fa 104 e non riusciamo a darle il massimo voto ”» racconta divertita, ricordando che, per paura dei bombardamenti in quel tempo di guerra, la discussione avvenne negli scantinati dell’Università. Passeggiando tra i chiostri le tornano alla mente i ricordi di un tempo lontano: l’ingresso, gli alberi, i corridoi del primo piano con le aule, dove andava a lezione. In un’altra occasione, invece, il rettore l’aveva convocata nel suo ufficio per dirle: « Signorina, ci sono due studenti che si azzuffano nei chiostri perché entrambi le fanno la corte. Poi ho cambiato zona e ho insegnato anche geografia, un’altra materia che mi era cara, anche per come ce l’aveva insegnata il professor Giuseppe Nangeroni». I nostri alumni - afferma il rettore Franco Anelli - sono la migliore testimonianza della missione formativa dell’Università Cattolica: possiedono e diffondono un patrimonio di esperienze umane, culturali e professionali di inestimabile valore per l’intera società».

 

Roma, il plauso di Mattarella

roma Roma, il plauso di Mattarella Il Presidente della Repubblica, nel saluto a conclusione della cerimonia del Dies academicus, ha elogiato l'attività di ricerca dell'Ateneo in campo medico e del Gemelli nel campo della cura, definendolo lavoro prezioso e affascinante. Lo ha rivolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel breve saluto pronunciato al termine dell’inaugurazione dell’anno accademico nella sede di Roma dell’Ateneo. Sono lieto di essere stato qui questa mattina, quello che abbiamo ascoltato è stato molto significativo» ha detto il Capo dello Stato. La cerimonia si è svolta il 1° febbraio nell’auditorium di largo Francesco Vito 1, preceduta dalla celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giovanni Angelo Becciu , Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato di Sua Santità, nella Chiesa centrale del campus romano. Al discorso inaugurale del rettore Franco Anelli ha fatto seguito la relazione del preside della facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” Rocco Bellantone . La prolusione è stata affidata al professor Alessandro Olivi , ordinario di Neurochirurgia, che parlerà di “ Innovazioni nel trattamento dei tumori al cervello: dal laboratorio alla persona malata. mattarella #medicina #quirinale #gemelli Facebook Twitter Send by mail Print I TESTI DEGLI INTERVENTI Discorso inaugurale del rettore Franco Anelli Relazione del preside della facoltà di Medicina Rocco Bellantone Prolusione del professor Alessandro Olivi.

 

Gemelli, per ogni nato si accende una luce

Roma Gemelli, per ogni nato si accende una luce I lampioni di Piazza del Popolo sono collegati con il reparto di maternità del Policlinico. L’opera, una celebrazione della vita e dell’evento universale della nascita, prevede l’intensificarsi della luce dei lampioni di Piazza del Popolo ogni volta che, nel reparto di maternità del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, nascerà un bambino. Il progetto, a cura di Hou Hanru e Monia Trombetta è realizzato dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e promosso da Roma Capitale, con il supporto di Acea e Areti. All’inaugurazione sono intervenuti Virginia Raggi , Sindaca di Roma; Giovanna Melandri , Presidente Fondazione MAXXI; Hou Hanru , Direttore Artistico MAXXI, l’artista Alberto Garutti ; Giovanni Raimondi , Presidente Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Giovanni Scambia , Direttore scientifico Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. “Roma si arricchisce di un’idea artistica preziosa e poetica, un’opera dedicata alla nascita, ai bambini, alla città, che parla di speranza e di novità e lo fa attraverso la luce - ha dichiarato Virginia Raggi , Sindaca di Roma -. “In un momento di paura, indifferenza e violenza, questo progetto di Alberto Garutti è un meraviglioso benvenuto alla vita, un gesto di accoglienza, un abbraccio all’esistenza preziosa di ognuno, di ogni essere umano senza identificazione di nazionalità, etnia, religione. “Con entusiasmo e convinzione uniamo il nome del Gemelli a un progetto d’arte internazionale che celebra la vita nel cuore della città di Roma – ha spiegato Giovanni Raimondi , Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS –.

 

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