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Stragi Brescia Milano, per non dimenticare

L'anniversario Stragi Brescia Milano, per non dimenticare In Cattolica la parola a Manlio Milani e Carlo Arnoldi, testimoni d’eccezione degli attentati terroristici. Esperienze che, oggi, dopo un percorso lungo mezzo secolo, i testimoni di quei fatti sono stati capaci di rendere generative, per ribadire con fermezza la necessità di una convivenza sociale e democratica che sia da monito per le generazioni di giovani attuali e future. Già, ma come si fa a fare in modo che la rabbia non prevalga, reagendo agli atti terroristici con una risposta che sia democratica? Introdotti dalle docenti Livia Cadei e Caterina Gozzoli , lo hanno spiegato Arnoldi e Milani. “Fare memoria, portare avanti e tramandare la verità storica delle stragi (in attesa dell’avvento di quella giudiziaria) è indiscutibilmente un peso. Spesso ragazzi e studenti ci hanno chiesto se avessimo ancora fiducia nella giustizia, ammetto che all’inizio non è stato semplice. La risposta è nel fatto che noi non vogliamo vendetta, noi pretendiamo la verità” confessa Arnoldi. Ma la memoria di un fatto pubblico deve andare oltre il mero e semplice ricordo personale, ed essere perpetuata pubblicamente e nel tempo, proprio “perché questa coinvolge l’insieme della società e il nostro modo di stare insieme.

 

Muro di Berlino, un punto di non ritorno

Unica eccezione: la Russia, i cui abitanti hanno forti nostalgie del passato (segno delle grandi difficoltà che incontra il governo di Putin e di cui si ha in genere scarsa consapevolezza). Alla luce di questi sondaggi, la caduta del Muro di Berlino appare chiaramente un passaggio definitivo e un punto di non ritorno nella storia contemporanea. Lo conferma anche un altro elemento che emerge implicitamente dalle opinioni di polacchi, ungheresi, slovacchi e tanti altri: l’importanza dell’allargamento dell’unità europea ai loro paesi. La caduta del Muro infatti ha aperto la strada a questo allargamento, decisivo per lo sviluppo economico che rende questi paesi così soddisfatti della loro situazione attuale. Si tratta soprattutto di quello che invece apparve evidente nel 1989: il trionfo dell’Occidente, che fece parlare a qualcuno di fine della storia. Trent’anni dopo appare chiaro che quel trionfo non ci fu. Il Muro non è caduto per lo scontro con l’Occidente, che pure c’è stato, ma per una globalizzazione che ha profondamente sconvolto l’economia e la politica mondiali. muro di berlino #agostino giovagnoli #storia #guerra fredda Facebook Twitter Send by mail Print La caduta del Muro vista dalla ";Generazione Z"; La caduta del muro per loro è un ricordo arrivato soprattutto dai racconti dei nonni e dei genitori ma non per questo meno sentito.

 

Giovagnoli, la fede che sgretolò il regime

La Cattolica al meeting Giovagnoli, la fede che sgretolò il regime Lo storico dell’Università Cattolica ha ricostruito al Meeting di Rimini il ruolo che Giovanni Paolo II giocò nella fine pacifica delle dittature dell’Est Europa. agosto 2019 La rivoluzione senza violenza fu un inedito nella storia europea. Così nel suo intervento al Meeting di Rimini – nell’ambito dell’incontro Diritti e doveri. speranze e delusioni , con Giovanni De Luna e Massimo Bernardini – il professor Agostino Giovagnoli , docente di Storia contemporanea alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Cattolica, ha rievocato la caduta dei regimi dell’Europa Orientale nel 1989. Lo storico della Cattolica, in particolare, ha ricostruito il ruolo fondamentale che giocò il pontificato di Giovanni Paolo II nella caduta del regime polacco e degli altri regimi dell’Est. Una transizione che non fu condotta facendo discorsi politici perché era convinto che sarebbero implosi se si fosse ricostruita la coscienza religiosa e civile del popolo. meeting #storia #politica #comunismo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Francesco e il Sultano: il dialogo continua

La Cattolica al meeting Francesco e il Sultano: il dialogo continua La professoressa Maria Pia Alberzoni , nel suo intervento al Meeting, ha spiegato come esistano fonti ulteriori rispetto a quelle francescane che attestano una rete fitta di comunicazioni tra mondo cristiano e mondo musulmano. agosto 2019 L’episodio dell’incontro tra San Francesco e il Sultano, che pure fu eccezionale, si inseriva in una fitta rete di comunicazioni tra mondo cristiano e mondo musulmano finora poco conosciuta. Lo ha spiegato la professoressa Maria Pia Alberzoni , docente di Storia medievale, a margine dell’incontro “ Francesco e il sultano: una storia ancora da scoprire ” e della mostra “F rancesco e il Sultano 1219-2019. Lo studio di fonti diverse da quelle cosiddette “francescane” ci ha permesso di individuare documenti che ci attestano buoni rapporti, scambi di lettere oltre che, naturalmente, scambi culturali tra cristiani e musulmani». Un dialogo che, per quanto riguarda i frati minori francescani, continua ininterrottamente dal 1219 ai giorni nostri. meeting #storia #san francesco #dialogo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Meeting di Rimini, eventi del 21 agosto

Nel Padiglione Internazionale A3 alle 18 è in programma l’evento “ Francesco e il sultano: una storia ancora da scoprire ”. L’incontro sull’altra riva ”: Maria Pia Alberzoni , docente di Storia medievale, Wael Farouq , docente di Lingua a Letteratura araba, Simone Lombardo , dottorando in Storia medievale. Domani, giovedì 22 agosto alle 18 , sarà il turno di “ Costumi e simboli. I costumi degli Archivi Cerratelli per il film “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli ”. Maria Teresa Zanola , direttore dell’Osservatorio di Terminologie e Politiche linguistiche della Cattolica, e don Davide Milani , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo, presenteranno i due costumi esposti nello stand, a testimonianza del prezioso patrimonio della Fondazione Cerratelli. In onore del grande regista deceduto lo scorso giugno, i costumi di scena esposti saranno quelli dei genitori di San Francesco. Chiara Giaccardi , docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi in Cattolica, dialogherà con Andrea Simoncini , docente di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Firenze.

 

Meeting, gli incontri del 20 agosto

La cattolica al meeting Meeting, gli incontri del 20 agosto Gli interventi del professor Guido Merzoni su Václav Havel, del professor Agostino Giovagnoli sul 1989 e del professor Wael Farouq su cultura, pace e inclusione. agosto 2019 Anche oggi, martedì 20 agosto , l’Università Cattolica è protagonista al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli . Nel pomeriggio, la prima delle tre iniziative che coinvolgeranno il pubblico della kermesse riminese nello stand della Cattolica (Padiglione Internazionale A3). Interrogatorio a distanza con Václav Havel ” con gli interventi di Guido Merzoni , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, e Ubaldo Casotto , giornalista e curatore dell’esposizione. Altri docenti sono ospiti degli incontri presso l’ Arena internazionale del Padiglione 3 sulle grandi questioni relative alla cooperazione e alla solidarietà internazionale. Sempre oggi alle ore 17, Agostino Giovagnoli , docente di Storia contemporanea in Cattolica, Giovanni De Luna , docente di Storia alla Scuola di Studi Superiori, Ferdinando Rossi dell'Università degli Studi di Torino, si occuperanno di “ Diritti e doveri. Presiederà l’incontro Massimo Bernardini , conduttore televisivo e presentatore del programma di Rai 3 TV Talk.

 

Dai monasteri benedettini all’economia di Papa Francesco

La Cattolica al Meeting Dai monasteri benedettini all’economia di Papa Francesco La testimonianza di due giovani ricercatori dell’Università Cattolica al Meeting di Rimini 22 agosto 2019 Dai monasteri benedettini all’economia di Papa Francesco, fino alla nuova finanza tra Africa ed Europa. Sono gli ambiti di ricerca di due giovani ricercatori dell’Università Cattolica che sono intervenuti ad alcuni incontri in programma al Meeting di Rimini . Analizzare l’effetto della governance dei monasteri benedettini sui territori che amministravano nell’Inghilterra dell’anno Mille, spiegando i vantaggi economici di questo tipo di amministrazione. È quanto ha dimostrato la ricerca condotta da Domenico Rossignoli (qui sotto) , ricercatore della facoltà di Scienze politiche e sociali , insieme a Federico Trombetta , e presentata al Meeting di Rimini. Un contributo che riteniamo utile per l’economia in generale perché mostra come quel modello di governance, al di là del suo aspetto religioso, abbia prodotto risultati economici». Al Meeting ha parlato di imprese sociali nei Paesi africani e del ruolo dell’università nella formazione degli imprenditori locali. Ciambotti fa parte anche della task force voluta da Papa Francesco e composta da economisti e imprenditori per ragionare su un modello di sviluppo economico attento alla persona e all’ambiente nella linea dell’enciclica Laudato si’ .

 

Merzoni al Meeting: la storia e la manipolazione della realtà

Il professor Guido Merzoni , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali ha tracciato un parallelo tra gli anni della guerra fredda e i nostri giorni nel corso dell’incontro con Ubaldo Casotto , curatore della mostra “ Il potere dei senza potere. Interrogatorio a distanza con Václav Havel ” al Meeting di Rimini. Del pensiero di Havel il professor Merzoni ha ricordato soprattutto il rapporto tra l’io e il potere. Allora il regime operò un processo di spersonalizzazione che annullò l’identità delle persone e la capacità di creare organizzazioni politiche. Oggi, fatte le debite proporzioni, la spersonalizzazione avviene soprattutto a livello economico, dove l’individualità della persona è sacrificata sull’altare della massimizzazione dei profitti. meeting #politica #havel #storia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

JFK, vita e miti del presidente americano in un podcast

Ateneo JFK, vita e miti del presidente americano in un podcast Voce e testi di Paolo Colombo , storico della Cattolica, in otto puntate per un podcast prodotto dal Sole 24 Ore in collaborazione con Unicatt. La voce che darà corpo alla figura di John Fitzgerald Kennedy, primo presidente cattolico degli Stati Uniti, e ai miti americani è quella del professor Paolo Colombo , docente di Storia nella facoltà di Scienze politiche e sociali . Fino al 20 gennaio, giorno dell’insediamento alla casa Bianca del secondo presidente cattolico degli Stati Uniti, il democratico Joe Biden, lo storico dell’Università Cattolica si addentrerà nella storia dell’epoca cercando di ricostruire il contesto che portò dalla “nuova frontiera” all’uccisione di Kennedy. Da alcuni anni con la collega Chiara Continisio , docente in Cattolica di Storia del pensiero politico, ha creato un format di historytelling che si chiama “Storia e Narrazione” . Il volume raccoglie sei lezioni sperimentali di ‘storia narrata’ che trattano argomenti disparati, dalla distruzione di Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale all’ultrasecolare sfruttamento del Congo, da Adriano Olivetti e a John Fitzgerald Kennedy , “capitani coraggiosi”, fino al mondo della musica ribelle. La storia così raccontata «non è [più] una successione di fatti forte della propria inequivocabile certezza, ma una ricostruzione di senso che si produce attraverso le soggettività messe in gioco». Per questo è necessario fornire loro un ‘motore di ricerca’ mentale in grado di assemblare con un qualche senso le più disparate informazioni che hanno incamerato nel corso degli anni: «Possiamo decidere che non sia opportuno farlo.

 

Il premio Cimitile a Francesca Stroppa

Ricerca Il premio Cimitile a Francesca Stroppa La ricercatrice del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea dell’Università Cattolica è vincitrice del premio giunto alla venticinquesima edizione. Una rassegna letteraria in collaborazione con il Centro Studi Longobardi dell’Ateneo by Agostino Picicco | 14 settembre 2020 Alla venticinquesima edizione della rassegna letteraria nazionale Premio Cimitile , in programma dal 12 al 19 settembre, nell’omonimo paese della Campania, collabora anche quest’anno il Centro Studi Longobardi dell’Università Cattolica. Nell’ambito della manifestazione Francesca Stroppa , afferente al Dipartimento di Storia moderna e contemporanea, riceverà il Premio Cimitile per la migliore opera edita di archeologia e cultura artistica in età paleocristiana e altomedievale con la pubblicazione del Centro Studi Longobardi “ Desiderio. Il premio consiste nel “Campanile d’argento” che raffigura il primo campanile della cristianità, quello delle basiliche paleocristiane di Cimitile. Nel corso degli anni il Premio Cimitile è stato conferito a prestigiose firme del giornalismo e della letteratura italiana e ha contribuito a dare lustro a nuovi scrittori proponendoli all’attenzione del panorama nazionale. Questa venticinquesima edizione è stata insignita dalla medaglia di grande formato del Presidente della Repubblica. Per l’occasione, la rassegna sarà arricchita dalla mostra d’arte “ Raffaello nel segno della bellezza nel cinquecentesimo della sua morte ” e dallo svolgimento del convegno “ Venticinque anni di promozione culturale e valorizzazione del territorio all’ombra delle basiliche paleocristiane ”.

 

Coronavirus, la tentazione del capro espiatorio

Milano Coronavirus, la tentazione del capro espiatorio Attribuire a persone o a intere categorie sociali le colpe per le proprie disgrazie è una delle tecniche più ricorrenti escogitate dall’umanità per compensare la mancanza di conoscenza sull’origine di ciò che le accade. L’intervento del prof Gabrio Forti 10 marzo 2020 Alcuni stralci di un articolo del professor Gabrio Forti apparso sull’edizione digitale del “Sole 24 Ore” di lunedì 9 marzo. Di Gabrio Forti * C'è un pensiero di Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981, che dovrebbe essere stampato e affisso in tutti gli uffici pubblici, luoghi istituzionali e magari anche in ogni casa. Nulla l’uomo teme di più che essere toccato dall’ignoto. Tra esse, una delle più ricorrenti e pericolose consiste nell'andare alla ricerca di “capri espiatori”. Il “capro espiatorio” è chiamato a svolgere dunque una illusoria funzione cognitiva, prima ancora di quella, classicamente illustrata da filosofi, antropologi e psicanalisti, di liberazione da sensi di colpa collettivi attraverso la loro proiezione sui malcapitati di turno. leggi sul sole24ore.com il testo integrale ] * Ordinario di Diritto penale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia penale #coronavirus #letteratura #storia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Archivi a confronto

Archivio per la Storia dell'Educazione in Italia Archivi a confronto Tesi di laurea a confronto nella 2^ tappa del ciclo "Come trovare ciò che si cerca in archivio". Dopo la breve introduzione di Rolando Anni dell'Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’età contemporanea, la parola è passata agli studenti. L’attenzione si è focalizzata sulla Fondazione Gaetano Bonoris, primo esempio di fondazione bresciana con un proprio patrimonio separato da quello dell’ente che lo gestisce. L’istituzione nasce nel 1928 grazie al lascito testamentario del conte Bonoris, che nomina la Congrega della Carità Apostolica erede universale delle sue ricchezze, destinate a bambini privi del sostegno famigliare nei territori bresciani e mantovani. Con la tesi "Gli archivi come memoria della comunità: la prima contesa tra S. Apollonio e S. Sebastiano in Lumezzane (1642-1645)" Davide Pellegrini (facoltà di Lettere e Filosofia) ha sottolineato quanto sia importante l’archivio per conservare la memoria di una comunità. Mary Shelley, Kazuo Ishiguro e una biblioteca non solo scientifica" ha preso avvio da un documento della raccolta di autografi sette-ottocenteschi conservata nella Biblioteca di Storia delle Scienze “Carlo Viganò”: si tratta della lettera dello scienziato bolognese Giovanni Aldini, nipote di Luigi Galvani e autore di studi sull’elettricismo. Grazie ai suoi esperimenti tesi alla rivitalizzazione dei corpi umani mediante scosse elettriche, Aldini viene considerato una delle fonti del Frankenstein di Mary Shelley: dall’analisi del celebre romanzo ottocentesco Alice ha spostato poi la sua attenzione sul testo contemporaneo Never Let me go di Kazuo Ishiguro.

 

Attraverso la Storia con la Fisica

Parmigiani si iscrive al corso di laurea in fisica dell'università di Milano nel 1968-1969, si la laurea nel 1973. A questi anni risale l'incontro con Piero Caldirola , fautore della teoria quantistica della misura della "Scuola di Milano", e con Giuseppe “Beppo” Occhialini, t ra i fondatori dell'astrofisica delle alte energie, colui che svilppò la tecnica di rivelazione tramite emulsioni fotografiche e scoprì il pione, nel 1947 . Alla laurea seguirono anni confusi, dove Parmigiani mosse i suoi primi passi nel mondo della ricerca al Cise di Milano, iniziando a studiare i laser e l’interazione della luce coerente con la materia. Negli anni successivi, parte per gli Stati Uniti dove approda al centro di ricerca IBM di San Josè, in California, per studiare le proprietà ottiche di particelle nanometriche…gli albori di quella che comunemente oggi viene chiamata plasmonica. In questi anni le sue ricerche si concentrano sullo sviluppo di spettroscopie ultraveloci per studiare le dinamiche elettroniche in materiali con interessanti proprietà, come, per esempio, i superconduttori ad alta temperatura a base di ossidi di rame. “Ho pensato che rivedere insieme questi miei anni di studio e di docenza potrebbe aiutare i giovani e interessare i meno giovani – ha dichiarato a fine incontro Parmigiani. Ora so anche che solo ciò che ho dato ai miei studenti resterà, almeno in parte, negli anni a venire; mentre una riflessione, che mi insegue da quando ho l'età della ragione, nell'ora che si fa tarda mi ammonisce sottovoce”.

 

L’historytelling va a teatro

milano L’historytelling va a teatro Tre spettacoli di Storia e narrazione al Carcano di Milano con il professor Paolo Colombo, ideatore delle "lezioni aperte" per emozionare raccontando la storia 08 ottobre 2019 Torna a Milano l’appuntamento con l’ historytelling , il progetto per emozionare raccontando la storia. Il format è stato creato dieci anni fa da due professori rispettivamente delle facoltà di Scienze politiche e sociali e Scienze della formazione , Paolo Colombo e Chiara Continisio . Il progetto che porta la storia a teatro, è partito inizialmente da una collaborazione con i monaci della chiesa di Santa Maria delle Grazie, raccontando fatti storici con forme narrative innovative: storie diverse richiedono trattamenti differenti e rendono unico ogni appuntamento. L’iniziativa si colloca nella decennale attività di “Storia e narrazione”, “un vero e proprio laboratorio di creazione di storie”, come lo definiscono i due storici, in programma al teatro Ariberto di Milano, con il coinvolgimento degli studenti universitari ma anche della cittadinanza. Un esperimento che si conclude ogni volta con la partecipazione del pubblico, chiamato ad assistere a una storia coinvolgente e affascinante, come quella che i nostri nonni e i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a dormire». Il progetto ha poi dato vita a un ciclo di lezioni aperte della facoltà di Scienze politiche e sociali nelle aule dell’Università Cattolica, da JFK a Mandela, dal Giorgio Gaber a Martin Luther King, fino alla più recente lezione su Adriano Olivetti. E proprio a Olivetti sarà dedicata la prima delle tre serate al teatro Carcano di Milano, della serie “Muro contro Muro ”, di e con Paolo Colombo.

 

La modernità della fabbrica costruì l’Italia

IL CONTRIBUTO La modernità della fabbrica costruì l’Italia Non sapremmo più riconoscerci come popolo se dimenticassimo che appena 50 anni fa eravamo un Paese in grado di compiere un miracolo non solo economico ma anche culturale e antropologico. Sul Sole 24 Ore il viaggio nell’Italia industriale di Giuseppe Lupo 09 luglio 2019 di Giuseppe Lupo * Narrare un mondo non implica constatarne la dismissione o manifestarne il rimpianto, piuttosto obbedisce al progetto che fa della memoria la religione necessaria al nostro tempo. Non sapremmo più riconoscerci, come nazione, come popolo, se dimenticassimo che appena cinquant’anni fa eravamo un Paese in grado di compiere quel miracolo che non fu soltanto economico, ma un salto storico, culturale, antropologico. Chiamiamo in tanti modi il periodo del boom - esplosione tecnologica, società di massa, miracolo economico - ma non ci sono dubbi sugli effetti unificanti che ha provocato non solo nei caratteri e nei comportamenti, ma nella formazione di una lingua nazionale. Domandarsi se il passaggio alla civiltà industriale sia stato il vero collante di un’Italia che invece per tradizione era abituata a mantenere viva la logica dei separatismo e delle particolarità è un esercizio privo di senso. Sarebbe come cadere nella trappola in cui finirono molti intellettuali che dissentirono nei confronti dei fenomeni di massa e si ritrovarono in un’anomala posizione di antimodernità. continua a leggere su Il Sole 24 Ore] * scrittore e docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea, facoltà di Lettere e filosofia , campus di Brescia #industria #economia #storia #letteratura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sacro Cuore, perché è qui la festa

ateneo Sacro Cuore, perché è qui la festa L’Ateneo oltre all’aggettivo “Cattolica” ha anche una intitolazione speciale nel suo nome. Le iniziative nelle sedi che, tranne il campus di Roma, resteranno chiuse venerdì 28 giugno by Agostino Picicco | 17 giugno 2019 L’Università Cattolica celebra venerdì 28 giugno la festa patronale in occasione della Solennità del Sacro Cuore a cui è dedicata. Come mai l’Università Cattolica, che iniziò i suoi corsi nel 1921, fu intitolata al Sacro Cuore? Questo particolare culto si diffuse particolarmente nel secolo XVII ad opera di san Giovanni Eudes (1601-1680) e soprattutto di santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Su esortazione di papa Pio IX nel 1876 nacque un movimento di “Atti di consacrazione al Cuore di Gesù”, che vedeva la consacrazione non solo delle famiglie ma anche di intere Nazioni a opera delle Conferenze episcopali. Fu proprio grazie all’insperato aiuto di padre Gemelli che, nel 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, Armida si attivò per la consacrazione dell’esercito italiano al Sacro Cuore, con l’invio al fronte di pacchi di cartoline, immagini sacre, bandierine, preghiere e opuscoli con le istruzioni ai cappellani militari. Del resto, fu nel nome del Sacro Cuore che Armida riuscì a farsi dare dal conte Ernesto Lombardo il milione che serviva per l’acquisto dello stabile di via Sant’Agnese, prima sede dell’Università. In occasione della Festa del Sacro Cuore, la compagnia teatrale “Ai due chiostri” , composta da oltre 60 studenti della sede di Milano, porta sul palco dell’Istituto Canossiano il 22 e il 25 giugno “ La visita della Vecchia signora ” , “commedia tragica” scritta da Friedrich Dürrenmatt nel 1955.

 

Una vita per l'educazione

Archivio per la Storia dell’Educazione in Italia Una vita per l'educazione Grande successo per il seminario "Lino Monchieri tra Resistenza, internamento e ripresa della vita democratica", in occasione della presentazione del fondo “Lino Monchieri”. I documenti donati dalla famiglia, da oggi accessibili a docenti e ricercatori. A lui l’ Archivio per la Storia dell’Educazione in Italia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia ha dedicato un incontro giovedì pomeriggio 4 aprile, in occasione della presentazione del fondo “Lino Monchieri”, costituito da carte e libri donate all’Archivio dalla famiglia e da oggi accessibili a docenti e ricercatori. Appena liberato, una volta rientrato in Italia, mi prese come un furore, tanto quei ricordi mi bruciavano dentro e scrissi di getto […]. Attraverso i ricordi e le memorie del lager che io continuerò a tener vivi finché avrò vita mi propongo di tener desta la tensione per una giustizia nella libertà che miri a costituire nelle giovani generazioni una limpida coscienza […]”. La presenza in Sala della Gloria della vedova, sig.ra Lina Tridenti , che con poche ma profondissime parole ha ricordato quale grande valore etico e morale sottende ogni azione educativa, ha contribuito a rendere davvero “speciale” questo incontro. linomonchieri #archivio #documenti #storia #educazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Scusi prof, cos’è il populismo?

dibattito in libreria il 23 maggio Scusi prof, cos’è il populismo? Uno studente curioso interroga nei chiostri di largo Gemelli una professoressa sul significato di questo concetto. I chiostri dell’Università Cattolica di Milano fanno da sfondo al loro intenso scambio di idee, in cui si avvicendano argomenti storici, economici, sociologici, politici nel tentativo di circoscrivere un fenomeno che si rivela sfuggente. Che i nostri connazionali se ne inschino è un limite non trascurabile per ciò che concerne l’informazione e il sapere del popolo. Eccola, l’ha scritta nel 2004: «Il populismo è un’ideologia che in denitiva considera la società come separata in due gruppi omogenei e antagonisti, ‘il popolo puro’ contro ‘l’élite corrotta’, e che sostiene che la politica dovrebbe essere un’espressione della volontà generale del popolo». Bene! Vedo che la nostra chiacchierata ti sarà ben presto utile! Comunque [...]. Quello di Mudde è certamente un bel passo avanti rispetto alle visioni secondo cui il populismo sarebbe solo uno stile retorico o una strategia politica. Quello che vorrei tu ora comprendessi è che, nella prospettiva assolutistica di certo populismo, l’altro gruppo è visto come residuale: ciò che non viene identificato nel popolo puro, qualsiasi cosa significhi, è per definizione parte del problema. Ma la democrazia è molto più tutela delle minoranze (anche dell’élite, perciò) che diritto della maggioranza di comandare, anche se la maggioranza è ‘il popolo’! STUD .

 

Nuovi mondi e nuova scienza

brescia Nuovi mondi e nuova scienza È il tema della conferenza dello storico della scienza portoghese Henrique Leitão nell’ambito del ciclo “Viganò Lectures”, le lezioni promosse dalla Biblioteca di Storia delle Scienze “Carlo Viganò. marzo 2019 « New Worlds and a New Science: Sixteenth century maritime voyages and European science » è il tema della conferenza dello storico della scienza Henrique Leitão inserita nel ciclo delle “ Viganò Lectures ”, che ha avuto luogo il 5 marzo alla sede di Brescia dell’Università Cattolica. L’attenzione del professore si è rivolta anzitutto all’esposizione dei viaggi marittimi compiuti dalle flotte spagnole e portoghesi nel XV e XVI secolo; ci si è soffermati sul viaggio di Ferdinando Magellano, colui che per primo compì la circumnavigazione del globo terrestre. Fu fortuna o follia riuscire a compiere al primo tentativo l’epica traversata? Probabilmente l’una e l’altra, ma quel che è certo è che il progetto sarebbe fallito se a monte non vi fosse stata una scrupolosa preparazione logistica e tecnica durata ben due anni. Si cominciarono ad utilizzare strumenti di misurazione del tempo e dello spazio più efficienti per poter affrontare una navigazione che – per la vastità degli spazi – era completamente diversa da quella che per secoli si era effettuata nel Mediterraneo, un mare chiuso ove le coste sono quasi ovunque visibili. Indispensabile fu l’impiego dell’astrolabio nautico che, connesso a una dimensione visiva risultava più semplice ed immediato rispetto all’astrolabio arabo e quindi più facilmente utilizzabile da equipaggi composti per lo più da marinai spesso analfabeti. Da rilevare infine come tutte queste esplorazioni di mondi fino ad allora sconosciuti vennero diffuse da cronisti – spesso italiani – che compirono accurati resoconti di viaggio, il più celebre dei quali fu senz’altro “La relazione del primo viaggio attorno al mondo” del vicentino Antonio Pigafetta.

 

Idee contro la desertificazione

Nonostante le differenze di impostazione culturale, convinzioni e discipline professate, tutti loro hanno messo a disposizione le proprie competenze (con diverse tipologie di impegno e di continuità) di uno stesso ministro. Pochi anni dopo, a Milano e in differente contesto, un sindacalista dei metalmeccanici ( Pierre Carniti ) fondava la rivista « Dibattito sindacale », palestra di sociologi e giuristi di una generazione più giovane: Gian Primo Cella, Bruno Manghi, Mario Napoli, Tiziano Treu . Si tratta solo di due esempi, tra i meno noti, della casistica ben più ampia di una stagione di vivaci dibattiti mossi, in fondo, dalla comune volontà di contribuire al consolidamento democratico, culturale ed economico della giovane Repubblica. L’intesa tra policy maker e intellettuali era alimentata dalla condivisione di mondi vitali omogenei e da un ordine di valori che, per i primi, ridimensionava le smanie personali del potere e, per i secondi, dava respiro alle ambizioni accademiche individuali e alle rispettive autoreferenzialità disciplinari. Il punto d’attacco era quello che Pastore chiamava la «desertificazione» civile e sociale di metà anni Venti quando, spinto dal disagio economico, lo «spirito della reazione» alterava ogni prospettiva, tanto che «ciò che ieri si vedeva come un incubo, oggi si vede come una liberazione». Oggi di non cedere imbelli a quel che sta già accadendo in un capitalismo sempre più sorvegliato da gotici metadati capaci di manipolare cinicamente il nostro libero arbitrio (come denuncia Shoshanna Zuboff) e di mettere in croce il pluralismo sociale, fiducioso luogo umano di buona convivenza. docente di Storia economica e direttore dell' Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia “Mario Romani” dell’Università Cattolica, campus di Milano Ottavo contributo di una serie di articoli dedicati al ruolo degli intellettuali #intellettuali #cutura #storia #italia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Che bella la storia se la racconti

MILANO Che bella la storia se la racconti Registi come Gabriele Vacis , divulgatori come Daniele Biacchessi, fumettisti e storici a confronto lunedì 13 febbraio nel workshop “Dire, fare, raccontare” . febbraio 2017 Com’è che quando va in televisione o a teatro la storia sfonda ma sui banchi non appassiona? È la domanda che si porranno da approcci diversi accademici, giornalisti, fumettisti e registi protagonisti del workshop nazionale sulla narrazione della storia “ Dire, fare, raccontare ”. Tra loro Gabriele Vacis e Daniele Biacchessi , per fare due nomi conosciuti al grande pubblico, ospiti dell’iniziativa promossa per la seconda volta dalla facoltà di Scienze politiche e sociali e dal dipartimento di Scienze politiche , con il coordinamento dei professori Paolo Colombo e Chiara Continisio . Oppure operazioni teatrali come quelle realizzate da Gabriele Vacis, coautore con Marco Paolini di Vajont, o le tournée sulla storia promosse in giro per l’Italia dall’editore Laterza con sale gremite di pubblico eterogeneo. Il workshop organizzato nella sede milanese di via Nirone lunedì 13 febbraio dalle 11 alle 18 favorirà uno scambio di competenze ed esperienze tra le persone invitate, con l’unico obiettivo di rendere la storia più avvincente nei diversi ambiti di riferimento. Per i professori Colombo e Continisio, l’iniziativa si colloca nella decennale attività di “ Storia e narrazione ”, “un vero e proprio laboratorio di creazione di storie”, come lo definiscono loro, in programma al teatro Ariberto di Milano, con il coinvolgimento degli studenti universitari ma anche alla cittadinanza. “Un esperimento che si conclude ogni volta con la partecipazione del pubblico, chiamato ad assistere a una storia coinvolgente e affascinante, come quella che i nostri nonni e i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a dormire”.

 

Le Scienze religiose al cambio d’epoca

milano Le Scienze religiose al cambio d’epoca Cinquant’anni fa, come esito del Concilio Vaticano II, nasceva in Cattolica l’omonimo Dipartimento. A distanza di cinquant’anni, se l’intuizione della forma dipartimentale si è rivelata lungimirante, essendo questa struttura diventata propria di tutta l’università italiana, profondamente mutato appare il contesto in cui si svolge al presente la ricerca in ambito religioso. Se dunque stiamo vivendo non semplicemente un’epoca di passaggio, ma un vero e proprio passaggio d’epoca, come Papa Francesco ha affermato, anche la ricerca religiosa si trova di fronte a sfide nuove, come del resto la stessa Chiesa cattolica. docente di Letteratura cristiana antica, facoltà di Lettere e filosofia , campus di Brescia. Direttore del Dipartimento di Scienze religiose #scienze religiose #concilio vaticano ii #storia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Grozio, un filosofo contro la guerra

Brescia Grozio, un filosofo contro la guerra Nel 1625 il filosofo denunciava la guerra come antinaturale e attribuiva ai trattati il compito di regolare i rapporti tra gli Stati, gettando le basi per diritto naturale e laicità. Eppure visse cinque secoli fa. Ci troviamo a cavallo tra il periodo tardo-rinascimentale e il periodo barocco: l’Europa è devastata da epidemie e guerre e in particolare dall’anno 1618 con l’inizio della guerra dei trent’anni. Nel 1625 pubblicò la sua opera più importante, “De juri belli ac pacis”, di cui ha parlato lo scorso uno marzo il professore fra’ Fausto Arici nella conferenza “Diritto della pace e della guerra”, promossa nella sede di Brescia della facoltà di Scienze politiche e sociali. Nel trattato del 1625 Grozio denuncia la guerra come un fattore antinaturale poiché può essere considerata giusta solo se è vista come ultima opzione o se serve a punire lo Stato che abbia violato i patti, fallito ogni tentativo di conciliazione. Grazie ai patti e alla costruzione di una società basata su regole gli uomini stabiliscono di creare una società basata sulla politica che si sottomette alle autorità. Per il Giusnaturalismo non esistono solo le leggi di chi comanda ma esistono le leggi naturali non scritte che sono superiori alle leggi di un sovrano. Le leggi di un’autorità non dovrebbero mai contrastare con il diritto naturale ovvero quello che i greci un tempo chiamavano “agrafoi nomoi” (leggi non scritte).

 

Scuola, il cinese s’insegna con la storia

BRESCIA Scuola, il cinese s’insegna con la storia Nella sede bresciana dell’Ateneo un corso di formazione per i prof delle scuole superiori promosso dall’Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Con questo obiettivo l’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica chiama a raccolta i prof di storia e di lingua e cultura cinese delle scuole superiori. Dal 5 al 6 settembre, nel campus di Brescia dell’Ateneo, organizza il corso di formazione intitolato “Insegnare storia nel mondo globale: obiettivo Cina” , con particolare attenzione alla didattica delle vicende storiche di quella che è ormai diventata una delle principali potenze economiche a livello mondiale. Tra queste se ne contano circa 15 a Brescia e in provincia, dove in particolare il Liceo Lunardi in città e l’IIS Don Milani di Montichiari sono “Aule Confucio” e collaborano stabilmente con l'Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Il corso, promosso dall’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, intende fornire sia riflessioni metodologiche sulla didattica della storia sia su contenuti specialistici relativi alla storia della Cina dell’Ottocento e del Novecento. Vengono inoltre proposte nuove letture di fatti della storia mondiale che superino l’eurocentrismo ed evitino nello stesso tempo di isolare la Cina come un “mondo a parte”. Materiali didattici per lo studio della Cina nel contesto globale (Guerini e Associati, 2017) a cura di Elisa Giunipero , docente di Storia della Cina contemporanea e direttore dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica.

 

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