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San Giovanni Paolo II e l’Università Cattolica

Ateneo San Giovanni Paolo II e l’Università Cattolica Nel centenario della nascita del papa polacco l’Ateneo ricorda il forte legame con il pontefice e le numerose occasioni di incontro nelle sue sedi. La prima visita all’Ateneo di Largo Gemelli da parte di Karol Wojtyla, accompagnato dallo storico segretario Stanislaw Dziwisz, avvenne il 18 marzo 1977 , circa un anno e mezzo prima dell’elezione a sommo pontefice, quando era ancora arcivescovo di Cracovia. È fu proprio Brasca, tra gli anni Sessanta e Settanta, a fare da collegamento tra l’Università Cattolica e la Chiesa polacca in termini di aiuti e collaborazioni verso le istituzioni cattoliche, negli anni difficili della dittatura comunista. A Roma, il 28 giugno 1984 , in occasione del 20° anniversario della fondazione della facoltà di Medicina presiedette, la celebrazione eucaristica sul piazzale antistante il Policlinico Gemelli, e il 24 settembre 1988 benedisse il nuovo reparto di Terapia Intensiva Cardiologica. Il 19 marzo 1995 benedisse a Campobasso la prima pietra del Centro di Ricerca e di Formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche, prima struttura dell’Università Cattolica realizzata nel Mezzogiorno d’Italia. Il 9 novembre dello stesso anno la Cattolica ebbe l’ultimo incontro ufficiale con Giovanni Paolo II, in occasione dell'inaugurazione dell’anno accademico 2000-2001, che si svolse nell'auditorium della facoltà di Medicina di Roma. Un legame particolare Giovanni Paolo II ebbe con il Policlinico Gemelli: oltre al già citato ricovero per l’attentato del maggio 1981 , fu ricoverato ancora a giugno dello stesso anno per i postumi operatori, e in seguito nel 1992 , nel 1993 , nel 1994 e nel 1996 per piccoli interventi resisi necessari alla sua salute.

 

Albania, la vicinanza del Papa

Francesco, salutando i pellegrini di lingua italiana, ha espresso la propria vicinanza: «Vorrei inviare un saluto e la mia vicinanza al caro popolo albanese, che ha sofferto tanto in questi giorni. L’Albania è stato il primo Paese d’Europa che ho voluto visitare. Monsignor Gjergj Meta , vescovo di Reshen e segretario della Conferenza episcopale albanese, racconta al Sir la situazione nel suo Paese, colpito nella notte da un forte sisma. Dopo il terremoto del 1979, questa è la scossa più forte che sia stata avvertita in Albania. Prosegue: «La popolazione è stata presa dal terrore; alcune persone – essendo notte – non hanno avuto tempo di scappare in strada…». Il vescovo spiega che «le strutture governative si sono immediatamente attivate per portare aiuto a chi è rimasto sotto le macerie e per portare in salvo i sopravvissuti. Come Chiesa locale e con la rete della Caritas ci stiamo attivando per andare in aiuto della popolazione, ciò è possibile anche attraverso i nostri partner internazionali fra cui Caritas Europa e altri organismi ecclesiali.

 

Le parole del Papa agli atenei cattolici

Roma Le parole del Papa agli atenei cattolici Progresso civile e culturale improntato alla solidarietà, interdisciplinarità, cooperazione internazionale e condivisione delle risorse. In questo senso oggi le università si devono interrogare sul contributo che esse possono e devono dare per la salute integrale dell’uomo e per un’ecologia solidale». Il Santo Padre ha declinato questa sfida per gli atenei cattolici. L’interdisciplinarità, la cooperazione internazionale e la condivisione delle risorse sono elementi importanti perché l’universalità si traduca in progetti solidali e fruttuosi a favore dell’uomo, di tutti gli uomini ed anche del contesto in cui essi crescono e vivono». Educare, in genere, ma in particolare nelle università, non è soltanto riempire la testa di concetti. In questo orizzonte - ha concluso il Papa - l’università ha una coscienza, ma anche una forza intellettuale e morale la cui responsabilità va oltre la persona da educare e si estende alle necessità di tutta l’umanità. L’ecosistema delle università si costruisce se ogni universitario coltiva una particolare sensibilità, quella datagli dalla sua attenzione per l’uomo, per tutto l’uomo, per il contesto in cui vive e cresce e per tutto ciò che contribuisce alla sua promozione».

 

Il Papa in Africa: «Avete diritto alla pace»

attualità Il Papa in Africa: «Avete diritto alla pace» Cinquant’anni dopo Paolo VI, Francesco nel suo quarto viaggio nel continente africano visita Mozambico, Madagascar e Maurizio. settembre 2019 «I nostri popoli hanno diritto alla pace. E questo è molto di più che ignorare la persona che ci ha danneggiato o fare in modo che le nostre vite non si incrocino: è un mandato che mira a una benevolenza attiva, disinteressata e straordinaria verso coloro che ci hanno ferito. Gesù non è un idealista, che ignora la realtà» ha spiegato il Papa: quando dice “amate i vostri nemici”, sta parlando “del nemico concreto, del nemico reale: “colui che ci odia, ci mette al bando, ci insulta e disprezza il nostro nome come infame». continua a leggere sull’Agenzia Sir ] La foto in alto è tratta da Vatican News #papa #francesco #africa #pace Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L’Africa con gli occhi degli africani

settembre 2019 di Agostino Giovagnoli * Il viaggio in Mozambico, appena concluso, conferma che l’Africa è importante per papa Francesco. Non è neanche andato in Mozambico per denunciare le colpe del mondo verso questo continente e le molte ingiustizie di cui è vittima, anche se i suoi discorsi mostrano che ha ben presente tutto questo. Ma non si tratta solo di questo: è decisivo che gli africani guardino con speranza al futuro e che si impegnino per costruirlo insieme. Pace «è molto di più che ignorare la persona che ci ha danneggiato o fare in modo che le nostre vite non si incrocino: è un mandato che mira a una benevolenza attiva, disinteressata e straordinaria verso coloro che ci hanno ferito”. Non per masochismo, ma anzitutto per consapevolezza realistica che “nessuna famiglia, nessun gruppo di vicini, nessuna etnia e tanto meno un Paese ha futuro, se il motore che li unisce, li raduna e copre le differenze è la vendetta e l’odio». Papa Francesco ha ricordato che il Mozambico «possiede un territorio pieno di ricchezze naturali e culturali, ma paradossalmente con un’enorme quantità di popolazione al di sotto del livello di povertà». Alle autorità ha raccomandato «il percorso che porta al bene comune, […] la cultura dell’incontro […], valori condivisi, […] superamento di interessi settoriali, corporativi o di parte, affinché le ricchezze della vostra nazione siano messe al servizio di tutti, specialmente dei più poveri».

 

Per Papa Francesco il mercato da solo non basta

Speciale "Fratelli tutti" Per Papa Francesco il mercato da solo non basta Uno speciale per approfondire la Fratelli tutti , la nuova Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale del papa argentino. Le voci di alcuni docenti dell’Ateneo sul documento che raccoglie il pensiero sociale di Jorge Mario Bergoglio. Parla Paolo Rizzi 04 novembre 2020 «Uno stile comunicativo caldo, in alcuni tratti persino poetico, come quando parla dell’importanza della comunicazione anche fisica, con i colori, con i sapori, col profumo». Ma anche «un documento che si innesta nella tradizione della dottrina sociale della chiesa ma che ha elementi di novità nella chiarezza con cui affronta temi come la guerra, la pena di morte, la difesa dei migranti». Così il professor professor Paolo Rizzi , docente di Economia applicata alla facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica, parla, nel suo podcast , della nuova enciclica di papa Francesco “ Fratelli tutti ”. Oltre al professor Paolo Rizzi, sulla Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale - la terza del papa argentino - abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di proporre un commento dal punto di vista della loro sensibilità e delle loro competenze. Dopo il video-commento introduttivo del vescovo monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo, ogni giorno una video-analisi o un podcast con le voci dei nostri esperti.

 

La pace non è assenza di guerra ma presenza di giustizia

economy of francesco La pace non è assenza di guerra ma presenza di giustizia Un nuovo modello di sviluppo è possibile. La prospettiva di un nuovo modello di sviluppo che guardi al sociale e all’ambiente così come è stato auspicato dal Santo Padre richiede riflessioni e proposte sulla nostra concezione di economia. Di questo si è dibattuto nell’incontro “Peace economics and industrial reconversion: a recovery plan for the world” , apertosi con un’affermazione forte: la pace non è solo l’assenza di guerra, ma anche la presenza di vera giustizia. Questo è ben visibile proprio nel mercato internazionale degli armamenti che è ampiamente deregolato, ma che dovrebbe essere posto sotto il controllo di un organismo internazionale e indipendente. A ribadire il concetto che la pace sia un fenomeno complesso è proprio il primo relatore dell’evento, Juan Camillo Cardenas , docente all’Universidad de los Andes in Colombia: la pace non esiste quale entità a sé stante, ma è strettamente legata ai concetti di natura e bene comune. Per il professor Cardenas, questo punto costituisce la chiave di volta per spostarsi dal concetto di homo economicus a quello di uomo “nella terra”, ovvero immerso in una fitta rete di relazioni tra il suo comportamento e il contesto umano e ambientale che lo circonda. La più concreta manifestazione di un’economia che non contribuisce alla pace è il comparto dell’industria bellica: nel solo 2019 le spese militari mondiali hanno raggiunto la cifra di 2 trilioni di dollari, dei quali 72-73 miliardi per lo sviluppo di armi nucleari.

 

Le religioni del mondo: “Nessuno si salva da solo”

Roma Le religioni del mondo: “Nessuno si salva da solo” Roma è tornata a essere capitale della Pace con l’incontro che ha riunito al Campidoglio le grandi religioni mondiali. La partecipazione di Papa Francesco, di Bartolomeo I e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella by Federica Mancinelli | 22 ottobre 2020 “No one is saved alone ”: Il mondo guardava ai leader religiosi e politici che guardavano il mondo per proteggerlo, quando Roma è tornata a essere capitale della Pace. Con la partecipazione di papa Francesco e del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha risuonato forte l’appello contro la guerra. Mettere fine alla guerra - ha detto Papa Francesco nel suo discorso prima della lettura dell’Appello di pace - è dovere improrogabile di tutti i responsabili politici di fronte a Dio. La pace è la priorità di ogni politica. Dio chiederà conto, a chi non ha cercato la pace o ha fomentato le tensioni e i conflitti, di tutti i giorni, i mesi, gli anni di guerra che hanno colpito i popoli! C'è bisogno di pace! Più pace!». Le cure e i vaccini che la scienza potrà offrirci devono essere disponibili per tutti, in tutto il mondo» ha detto il presidente Mattarella, sottolineando il ruolo dell’Italia come luogo di dialogo e pace in un periodo così complesso come quello della pandemia. Prima di riunirsi tutti insieme sul colle del Campidoglio i leader religiosi hanno pregato in luoghi diversi: i cristiani nella basilica dell'Ara Coeli, gli ebrei nella Sinagoga, i musulmani nella Sala Rossa del Comune, i buddisti nell'ex chiesa di Santa Rita, Sikh e Indù nel convento dei Francescani.

 

Francesco scrive all’umanità, perché siamo Fratelli tutti

La nuova enciclica Francesco scrive all’umanità, perché siamo Fratelli tutti Firmata per la prima volta lontano da Roma, ad Assisi, la nuova enciclica di Papa Francesco è ispirata alle parole del Poverello . Il commento di monsignor Claudio Giuliodori by Paolo Ferrari | 04 ottobre 2020 Una via semplice ed essenziale per un’umanità che, soprattutto dopo la pandemia, si è trovata spaesata: la fraternità. È il messaggio che papa Francesco lancia a tutto il mondo, consapevole che siamo Fratelli tutti . Così titola la nuova Lettera enciclica del Pontefice argentino, firmata, per la prima volta nella storia, lontano da Roma, ad Assisi, davanti all’altare di pietra della tomba del Santo, di cui il Papa ha voluto prendere il nome. Una cerimonia riservata, con poche persone e poche parole, ma con un messaggio carico di significato, perché con l’espressione tratta dalla sesta delle Ammonizioni del poverello di Assisi prende il via la lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale ( il testo integrale ) . La sfida a cui guarda Papa Francesco è come vivere oggi da fratelli, perché, come dice nel primo capitolo, se non viviamo da fratelli, tutto rischia di essere distrutto: l’ambiente, le relazioni, la politica, l’economia, con un prezzo altissimo, soprattutto in termini di emarginazione, di ingiustizia e di scarto». Nell’ enciclica Fratelli tutti, critica il populismo - smentendo quanti lo hanno definito populista - e gli contrappone una politica “popolare” capace di “progettare qualcosa di grande a lungo termine” e di incarnare “un sogno collettivo”.

 

Cantalamessa, da laureato e docente in Cattolica alla porpora cardinalizia

Alumni Cantalamessa, da laureato e docente in Cattolica alla porpora cardinalizia Dopo gli studi in Teologia a Friburgo, si laureò in largo Gemelli sotto la guida di Giuseppe Lazzat i, di cui divenne poi allievo, iniziando la carriera accademica. Si tratta di padre Raniero Cantalamessa , 86 anni, cappuccino, dal 1980 predicatore della Casa Pontificia. Dopo la laurea in Teologia presso l’Università di Friburgo, padre Raniero si iscrisse in Università Cattolica dove nel 1969 si laureò in Lettere classiche sotto la guida di Giuseppe Lazzati , docente di Letteratura cristiana antica e rettore dell’Ateneo. Diventò assistente del professor Lazzati e poi – dopo aver vinto il concorso - suo successore sulla cattedra di Letteratura cristiana antica, professando anche il corso di Storia delle origini cristiane. La collaborazione con il maestro divenne molto intensa e spesso dovette sostituire negli impegni della docenza il professor Lazzati, preso dalle responsabilità del rettorato e dalle attività ecclesiali nazionali in cui era coinvolto. Nel 1979 padre Cantalamessa – quasi per una “seconda chiamata” - abbandonò la docenza universitaria per dedicarsi esclusivamente alla Parola di Dio, mettendo a frutto gli studi accademici. Così nel 1980 divenne predicatore della Casa Pontificia, con il compito di dettare in Avvento e in Quaresima le meditazioni al Papa e alla Curia romana.

 

Global compact on education, diretta con Francesco

Educazione Global compact on education, diretta con Francesco Giovedì 15 ottobre il Papa rilancerà l'invito a sottoscrivere un patto educativo globale. L’occasione è il videomessaggio che sarà trasmesso alle 14.30 durante l’incontro promosso dalla Congregazione per l’educazione cattolica alla Pontificia Università Lateranense e dedicato specificamente al mondo accademico. All’evento, che sarà introdotto e moderato dal vice direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione Alessandro Gisotti , interverrà anche il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli. È previsto un video collegamento con l’evento virtuale di presentazione del Patto educativo globale con un videomessaggio di papa Francesco e le testimonianze di alcune esperienze educative internazionali. La Congregazione è il ministero della Santa Sede a cui fanno riferimento, nel mondo, 216 mila scuole cattoliche frequentate da oltre 60 milioni di alunni e 1.750 università cattoliche, con oltre 11 milioni di studenti, tra cui l’Università Cattolica del Sacro Cuore. global compact on education #educazione #francesco #papa Facebook Twitter Send by mail Print IN PREPARAZIONE AL PATTO EDUCATIVO GLOBALE Il 15 ottobre si svolgerà il Global Compact on Education , con modalità a distanza e collegamenti da tutto il mondo. Emerge il ruolo dei soggetti protagonisti nel settore educativo, dei linguaggi dell’educazione tesi al patto educativo globale che propone l’educare come un compito trasversale all’ambiente personale, culturale e sociale dell’agire dell’uomo.

 

Cura del creato, è ora di passare all’azione

Ambiente Cura del creato, è ora di passare all’azione Un laboratorio di idee, frutto del confronto fra ricerca, formazione e conversione, mette in moto le forze migliori dell’Università Cattolica per tradurre in progetti operativi le indicazioni della Laudato si’ by Antonella Olivari | 01 ottobre 2020 È importante agire, oltre che dialogare. L’invito di Papa Francesco a individuare nuovi modelli di sviluppo integrale è stato accolto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore che in un dialogo online fra ricerca, formazione e conversione, giovedì 1 ottobre, ha cercato di delinearne la rotta per navigare verso un’ecologia integrale. Per il rettore Franco Anelli la Laudato si’ , dopo cinque anni, continua a essere non solo uno strumento di guida pastorale ma anche un documento programmatico che assegna all’umanità intera un compito di riorganizzazione delle relazioni sociali, una rilettura dell’uomo in relazione con l’ambiente. È necessario adottare uno stile di vita semplice: sobrietà nel consumo di risorse e di energia, evitare le plastiche monouso, adottare diete a base vegetale e ridurre il consumo di carne, fare maggiore utilizzo di trasporti pubblici ed evitare mezzi inquinanti». Siamo di fronte a un cambiamento d’epoca, a una transizione di sostenibilità; la Laudato si’ ; chiama a investimenti di ricerca e a un pensiero nuovo, a dare una risposta nella logica della ricerca di “missione”. Insieme si sta cercando di trasformare in azioni i principi della Laudato si’, che offre una visione globale, suggerendo una tabella di marcia attraverso la crisi verso il futuro offrendoci l’opportunità di “testare” la nostra identità cattolica attraverso un impegno chiaro per una conversione ecologica». Secondo monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, il dialogo tra diverse voci è un laboratorio che raccoglie un’infinità di spunti e di memoria di quanto l’Ateneo sta facendo sul piano della sostenibilità.

 

Salvare il creato, l’impegno per l’ambiente del nostro Ateneo

Webinar Salvare il creato, l’impegno per l’ambiente del nostro Ateneo L'Università Cattolica rilancia con nuove e più organiche iniziative l’impulso alla mobilitazione globale che viene dalla Laudato si’. Giovedì 1° ottobre un webinar live sui canali social con la partecipazione del rettore Franco Anelli by Antonella Olivari | 24 settembre 2020 Per rispondere al grido della terra e ricostruire la casa comune è necessario riflettere sugli stili di vita e intraprendere azioni coraggiose. Ogni giorno, con scelte e stili di vita appropriati, impariamo a essere custodi sapienti del creato e della comunità degli uomini». Asa ha già attivato l’iniziativa “ Laudato si’ Project in action ” per valorizzare la sinergia ricerca-formazione-conversione, con particolare riferimento al coinvolgimento dei giovani nella prospettiva di nuovi stili di vita. Si tratta di un'iniziativa di ricerca permanente» precisa Pierluigi Malavasi , direttore di Asa. «Tale percorso si inserisce nel progetto più ampio "Laudato si' generation", espressione concreta della prospettiva dell'ecologia integrale, nato durante la Gmg di Panama nel gennaio 2019». Seguiranno gli interventi di Roberto Zoboli , delegato rettorale per il coordinamento e la promozione della ricerca scientifica e della sostenibilità, Pierluigi Malavasi , direttore dell’Alta Scuola per l’Ambiente, Pier Sandro Cocconcelli , delegato rettorale per il coordinamento dei progetti di internazionalizzazione. In programma anche le testimonianze di Paolo Nusiner , direttore generale dell’Università Cattolica, Angelo Giornelli, direttore Educatt, e di giovani studenti dell’ateneo che hanno partecipato al Villaggio della Terra 2.0.

 

L’invocazione di Papa Francesco a Maria

Roma L’invocazione di Papa Francesco a Maria Il Pontefice, in un videomessaggio, ha rivolto la sua preghiera alla Madonna del Divino Amore, "Salute dei malati" e "Salvezza del popolo romano”. Il video del Santo Padre ha aperto la celebrazione eucaristica, in diretta streaming e senza fedeli, presieduta dal Cardinal Vicario Angelo De Donatis , nel Santuario della Madonna del Divino Amore a Roma. Papa Francesco ha così partecipato spiritualmente alla preghiera alla Vergine ai piedi della quale Papa Pio XII e i cittadini romani implorarono nel 1944 la salvezza di Roma durante la ritirata delle truppe naziste. Nella stessa giornata è stata promossa una raccolta straordinaria di offerte a sostegno del personale sanitario che in questi giorni sta lavorando senza sosta per assistere tutti i malati nelle strutture ospedaliere della città. papa francesco #preghiera #maria Facebook Twitter Send by mail Print IL TESTO DELLA PREGHIERA O Maria, tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione.

 

Papa Francesco ha ricevuto in Udienza il Rettore Franco Anelli

ATENEO Papa Francesco ha ricevuto in Udienza il Rettore Franco Anelli Il Rettore ha invitato il Santo Padre a Milano in Università Cattolica per il centenario del prossimo anno 28 marzo 2020 Questa mattina il Rettore dell’Università Cattolica professor Franco Anelli è stato ricevuto in Udienza da Papa Francesco . Il Rettore ha quindi informato Papa Francesco su quanto l’Universita’ Cattolica intende fare per l’imminente centenario in calendario il prossimo anno, invitando per l’occasione a Milano il Santo Padre nella sede di Largo Gemelli 1. papa francesco #rettore #franco anelli #covid-19 #centenario Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Alle 18 in preghiera con Papa Francesco

Roma Alle 18 in preghiera con Papa Francesco Il Pontefice scenderà sul sagrato della Basilica di San Pietro, dove esporrà il Santissimo Sacramento e impartirà la benedizione “Urbi et Orbi”. Nella Piazza sarà esposto il crocifisso dell’altare della chiesa di San Marcello, in via del Corso a Roma, recuperato miracolosamente dopo un incendio della chiesa nel 1519 e portato processionalmente per le vie di Roma durante la pestilenza del 1522, cessata subito dopo. Davanti a quel Crocifisso il Papa si era recato nei giorni scorsi, in pellegrinaggio, per chiedere la cessazione della pandemia, camminando per le vie di Roma da solo. La preghiera con il Papa sarà trasmessa in diretta televisiva su TV2000 e su Rai 1. papa francesco #pontefice #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sgreccia, la benedizione del Papa

Roma Sgreccia, la benedizione del Papa Il Santo Padre è intervenuto alla conclusione della cerimonia funebre presieduta in San Pietro dal cardinal Giovanni Battista Re . giugno 2019 Si è conclusa con la benedizione di Papa Francesco la cerimonia funebre in San Pietro, che ha dato l’ultimo saluto al cardinal Elio Sgreccia. Era non solo un esperto, ma un riferimento nel mondo cattolico per le questioni legate all'etica, nella difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale e della diffusione della pastorale della vita». La santa messa è stata concelebrata dall’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori alla presenza del rettore Franco Anelli, del collegio cardinalizio e degli assistenti pastorali dell’Università e della Cappellania Ospedaliera. Momento significativo fu per lui il 13 maggio del 1981 quando Papà Giovanni Paolo II fu portato al Policlinico Gemelli, dopo l'attentato, e monsignor Sgreccia gli rimase costantemente accanto». Dall'istituzione in Università Cattolica della prima cattedra di Bioetica in Europa, notevole è stato il contributo del cardinal Sgreccia al dibattito su tutti i temi cruciali della Bioetica fino alla nomina a Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e a Cardinale della Chiesa» ha proseguito il cardinale. Egli spiegava che quando nel cammino dell'uomo sorge un ostacolo o un problema, non ci si deve arrendere o arrestarsi, ma spiegare le vele senza cedere al compromesso, alla ricerca di una soluzione secondo la fede e il Magistero della Chiesa.

 

Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa

Milano Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa Per la 95esima Giornata per l’Università Cattolica la celebrazione eucaristica nell’Aula Magna di largo Gemelli a Milano, in diretta tv su Rai 1. maggio 2019 Domenica 5 maggio si celebra la 95a Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore che avrà come tema “ Passione, talento, impegno. Nella sede di largo Gemelli a Milano, con diretta tv su Raiuno, sarà celebrata la Santa Messa alle ore 11 nell’Aula Magna , presieduta dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori (chi desidera partecipare è pregato di segnalare la presenza: giornata.universitaria@unicatt.it ). Alla Giornata universitaria ha rivolto il suo saluto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale di mercoledì 1° maggio. Da quasi un secolo la Giornata Universitaria, promossa dall’Istituto Toniolo, è un’occasione di approfondimento circa la natura e lo scopo dell’Università, i valori originali che guidano le scelte di ogni giorno. È un atto di fiducia nei giovani: da tempo il Toniolo e la Cattolica sostengono con numerose iniziative la formazione, il diritto allo studio, i percorsi di eccellenza, le esperienze internazionali di migliaia di studenti.

 

Papa Roncalli, cappellano tra i soldati

milano Papa Roncalli, cappellano tra i soldati Presentato il libro che documenta l’esperienza di Giovanni XXIII durante la Grande Guerra. by Agostino Picicco | 21 febbraio 2019 C’è un filo rosso che durante la prima guerra mondiale unisce don Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII , e padre Agostino Gemelli, futuro fondatore dell’Università Cattolica. Don Angelo dal maggio 1915 al marzo 1916 fu prima sergente di sanità, poi cappellano militare fino al termine del conflitto; padre Gemelli fu capitano medico e direttore del laboratorio di psicofisiologia presso il Comando Supremo. Entrambi, nei rispettivi ruoli, si impegnarono per la consacrazione dell’Esercito Italiano al Sacro Cuore di Gesù, avvenuta il 5 gennaio, primo venerdì dell’anno, con il fattivo supporto di Armida Barelli , futura cassiera dell’Università Cattolica. All’incontro, introdotto dai saluti del rettore Franco Anelli e dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini e moderato dal docente di Storia medievale Gabriele Archetti , sono intervenuti Emanuele Contu , dell’Ufficio Scolastico Regionale, ed Ezio Bolis , direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII. Il richiamo al valore della pace, in un mondo dominato dalla guerra fredda e diviso tra capitalismo e socialismo, sancito dall’enciclica Pacem in terris (11 aprile 1963), tra i documenti pontifici che hanno segnato un’epoca, trova la sua definizione embrionale in quei terribili anni di guerra. Don Roncalli, ora patrono delle Forze Armate, ha servito la pace amando l’Italia, ha servito l’Italia amando la pace, e ha dimostrato una capacità di amore totalizzante per la terra e per il popolo», ha affermato nel suo intervento l’arcivescovo Santo Marcianò , ordinario militare d’Italia.

 

Bassetti e Il papa americano

Milano Bassetti e Il papa americano Il cardinale presidente della Cei parteciperà alle 11 alla presentazione del libro di Silvina Pérez e Lucetta Scaraffia ( VeP ). La tavola rotonda, a cui parteciperanno l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo monsignor Claudio Giuliodori e il professor Vittorio Emanuele Parsi , sarà introdotta dal rettore Franco Anelli . All’evento saranno presenti le autrici e il direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian . Il libro mette a fuoco con arguta vena narrativa gli elementi di novità rappresentati dall'elezione, sorprendente, di Jorge Mario Bergoglio, il settantaseienne arcivescovo di Buenos Aires, che prima di diventare papa era quasi sconosciuto in Europa. La storia personale di papa Bergoglio e le linee-maestre della riforma che Francesco sta imprimendo alla Chiesa cattolica sono qui raccontate e saranno oggetto del dibattito. papa #francesco #cei #vitaepensiero Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Paolo VI, il Papa amico della cultura

ateneo Paolo VI, il Papa amico della cultura In occasione della canonizzazione di domenica 14 ottobre in Piazza San Pietro, il rettore Franco Anelli ricorda il profondo legame che ha unito l’Università Cattolica a Giovanni Battista Montini , negli anni in cui fu arcivescovo di Milano e poi Pontefice. ottobre 2018 di Franco Anelli * L’Università Cattolica del Sacro Cuore, espressione della Chiesa italiana, vive con grande gioia l’avvenimento della solenne canonizzazione di Papa Paolo VI, alla cui persona è legata da profondi vincoli di affetto e gratitudine, che ampiamente precedono la Sua elezione al Soglio pontificio. Mi riferisco, anzitutto, alla viva memoria della cura e della lungimiranza con cui l’allora Arcivescovo di Milano si occupò dell’Ateneo dei cattolici italiani dapprima come componente e poi come Presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo (Ente fondatore della nostra Università). L’insieme di tali riflessioni costituisce, a mio avviso, un tratto peculiare e assai significativo dell’azione pastorale di Montini, nella prospettiva di quella “nuova evangelizzazione” che Egli promosse con ammirevole lucidità e coraggio. Ed è, questo, un aspetto del Suo Magistero che continua a interpellare le istituzioni scientifiche ed educative di ispirazione cattolica, anche alla luce delle trasformazioni antropologiche e socio-culturali intervenute nei quarant’anni che ci separano dalla scomparsa terrena del Papa bresciano. Non a caso Papa Francesco, parlando di Paolo VI, ci ha invitati a perseverare nella ricerca di «quell’autentico umanesimo, che è sempre moderno e che non dobbiamo stancarci di rielaborare e promuovere in ogni epoca, pena il degrado della nostra stessa dignità.». In una lettera inviata al Rettore Giuseppe Lazzati l’8 dicembre del 1971, per i 50 anni dalla fondazione della Cattolica, scriveva infatti: «Non mai come oggi ogni scienza – pur nel rispetto della propria autonomia – ha bisogno di mettersi in ascolto delle altre scienze, e tutte necessitano di una chiarificazione filosofico-religiosa.

 

Un poeta per Francesco

LIBRI Un poeta per Francesco Esce per Vita e Pensiero Elogio della sete di José Tolentino Mendonça , nato nel corso di lunghi anni. Non avevo idea di come impiegare questo materiale fino a quando squillò il telefono e il Papa in persona mi invitò a predicare gli esercizi spirituali». Non avevo idea di come impiegare questo materiale» scrive Tolentino nell’introduzione «fino al giorno in cui squillò il mio telefono, a Lisbona, e all'altro capo mi parlava papa Francesco per invitarmi a guidare gli esercizi spirituali suoi e della Curia romana». Da questa straordinaria occasione nasce questa raccolta per “apprendisti dello stupore”, dieci capitoli elaborati dopo l’esperienza con il papa, per divenire un libro dedicato alla sete dell’uomo di oggi e al suo cammino spirituale. Il primo episodio biblico sulla sete da cui parte Tolentino è quello evangelico del pozzo di Giacobbe, dove Gesù incontra una donna di Samaria alla quale dice: «Dammi da bere». Lo stupore è l’atteggiamento al quale invita Tolentino, stupore per un Dio che assume tutte le debolezze umane, «con la sua forza ci ha creati, con la sua debolezza è venuto a cercarci» scriveva sant’Agostino, un Dio che ci chiede «dammi da bere». Noi saremo in grado di dargli da bere? «Ci daremo da bere gli uni gli altri?» Questi sono alcuni degli interrogativi che apre questo libro che traccia un cammino in cui grande alleata della teologia è la letteratura, definita da Tolentino uno “strumento sapienziale”.

 

Cina-Vaticano, prove di dialogo

giugno 2017 di Elisa Giunipero * Tra le sfide di politica internazionale che oggi la Cina affronta, dopo quarant’anni dalla morte di Mao, c’è anche il rapporto con la Santa Sede. Dopo che monsignor Pietro Parolin, profondo conoscitore della situazione della Chiesa cinese, lasciò Roma nel 2009, i contatti tra Cina e Santa Sede ebbero una brusca interruzione ma tali contatti sono ripresi proprio grazie all’azione del cardinale Parolin, divenuto Segretario di Stato. Nella visione “poliedrica” del mondo di papa Francesco, la Cina non è più una periferia lontana su cui estendere gradualmente l’influenza del cristianesimo ma un luogo che può irradiare cultura e contribuire alla pace. Emblema dell’attuale strategia geopolitica cinese è l’imponente progetto di costruire una “Nuova Via della Seta” (Belt and Road Initiative), lanciato nel 2013, una sfida all’egemonia statunitense e un gigantesco programma di integrazione economica e di cooperazione culturale per riaffermare l’unità e centralità dell’Eurasia. Lungo tutta la storia della Chiesa cattolica in Cina c’è stato un grande sforzo di adattamento culturale al contesto locale e, dal punto di vista della Chiesa cattolica, il concetto di sinizzazione è stato concepito in termini culturali. In una Chiesa guidata da un Papa gesuita e latinoamericano per il quale non ci può essere evangelizzazione senza inculturazione, è oggi più che mai possibile affrontare in modo creativo nuove sfide di adattamento al contesto sociale e politico cinese. Docente di Storia della Cina contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore #cina #religione #papa #chiesa Facebook Twitter Send by mail Print QUARANT’ANNI DOPO MAO Una riflessione a più voci sulle attuali politiche interne e internazionali del governo cinese.

 

Le strategie della diplomazia vaticana

milano Le strategie della diplomazia vaticana Un documento ricostruisce l’azione diplomatica della Santa Sede tra Europa e Sud America nel 1914, alla vigilia dello scoppio della Grande Guerra. Il volume pubblica integralmente un documento che rappresenta una fonte preziosa per comprendere obiettivi e priorità di una delle più antiche diplomazie del mondo all'inizio del XX secolo, nel contesto della crisi internazionale che precedette la Prima Guerra Mondiale. Composto da 230 pagine per lo più dattiloscritte, il documento è conservato nell'Archivio Storico della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, mentre il contesto storico in cui è stato redatto è quello del settembre 1914. L’allora Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, preposta alla gestione dei rapporti tra la Santa Sede e gli Stati, fu incaricata dalla Segreteria di Stato di redigere un dettagliato report dell'attività svolta dalla diplomazia pontificia durante il pontificato appena concluso in diversi Paesi dell'Europa continentale e dell'America Latina. Il volume è il frutto del proficuo rapporto tra i due istituti di ricerca alla quale appartengono gli autori», ha detto la direttrice del Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di scienze del territorio “Mario Romani” Maria Bocci , moderando il dibattito. Che è lo stesso auspicio del nunzio apostolico in Nigeria, monsignor Antonio Guido Filipazzi, intervenuto alla presentazione non solo per la sua esperienza al servizio della Santa Sede in contesti difficili ma anche in qualità di studioso di storia della diplomazia pontificia. Al termine della sua relazione ha invitato gli studiosi a non attendere soltanto l’apertura degli archivi pontifici del periodo di Pio XII ma a fare le loro ricerche anche negli archivi attualmente a disposizione.

 

Il Papa per strada ci fa sentire meno soli

Il commento Il Papa per strada ci fa sentire meno soli L'immagine del Pontefice lungo via del Corso è quella che racconta meglio di tutte la nostra quarantena. La mia scelta personale, già da ora, riguarda una foto che fin da subito ha prodotto qualche analisi interessante: ritrae Papa Francesco mentre, dopo aver pregato in Santa Maria Maggiore, si sposta a piedi nella Chiesa di San Marcello al Corso. L’immagine mostra la sezione finale in Via del Corso: una prospettiva che fa parte della memoria visiva di chiunque conosca Roma, da abitante, da turista o da semplice passante. Alzando lo sguardo si scorgono tre figurette alla fine della via. Poi sulla sinistra, accanto e davanti alle automobili un gruppetto di persone procede nella nostra direzione scrutandosi intorno. La figura vestita di bianco di Papa Francesco è in un angolo, accanto al bordo sinistro della fotografia: cammina con gli occhi bassi ma a passo deciso, forse mentre prega fra sé. continua a leggere su Il foglio] * professore di Teoria e tecniche dei media e di Media e Politica alla facoltà di Scienze politiche e sociali, dell'università Cattolica del Sacro Cuore. Nella stessa Università è anche direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo e dirige il master in Comunicazione, marketing digitale e pubblicità interattiva #papa #francesco #immagine #strada Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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