Il testamento spirituale di Papa Giovanni XXIII, la Pacem in terris pubblicata l’11 aprile 1963, sarà al centro dello spettacolo messo in scena nella Basilica San Lorenzo alle Colonne a Milano giovedì 22 ottobre alle ore 21 con l’interpretazione di Lucilla Giagnoni.

L’ultima lettera enciclica del “Papa buono”, che morirà solo due mesi dopo, è stata accolta come il testamento spirituale di un padre a tutta la famiglia umana nel nome della pace. Un documento che conserva anche oggi una straordinaria attualità, per la sua capacità di parlare a tutti gli uomini di buona volontà.

I pensieri e la voce femminile e intensa dell’artista Lucilla Giagnoni, nata negli anni ’60, ripercorrono gli ultimi cinquant’anni della nostra storia, letti alla luce delle parole e dei concetti-chiave di questo testo. La guerra ha un volto spietato: uccide, tortura, stupra, fa stragi, bombarda, come vicino a noi anche oggi sta avvenendo. Ma la guerra ha anche altre facce e usa altre armi e altri campi di battaglia: il lavoro, il cibo, la salute, i diritti, il denaro...

La meditazione teatrale sulla Pacem In Terris, scritta e interpretata da Lucilla Giagnoni, è stata ideata da Emanuele Roncalli ed Emanuele Motta, prodotta da Margherita Franzoni e promossa dall’Associazione Aidda, quindi accolta dall’Area pastorale Torino - Ticinese della Diocesi di Milano e dall’Associazione Kerkis. Teatro Antico In Scena (che ha come proprio spazio d’azione il Teatro San Lorenzo alle Colonne), in fruttuosa collaborazione con l’Istituto Toniolo, il Centro Pastorale e la Fondazione Educatt dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sostengono l’iniziativa anche l’Arcidiocesi di Milano e l’Azione Cattolica Ambrosiana. Hanno collaborato al testo Maria Rosa Pantè, le musiche originali sono di Paolo Pizzimenti, luci e immagini di Massimo Violato, con la consulenza di Giannino Piana.

La visione dello spettacolo è a offerta libera e il ricavato verrà destinato a un progetto per il Kurdistan promosso dalla Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale) che l’Università Cattolica con il Centro di Ateneo per la solidarietà (Cesi), l’Associazione Francesco Realmonte Onlus, e il Centro Sportivo Italiano sostengono.

Il Paese è popolato da milioni di persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie storiche dimore, in particolare dalla Siria e dall’Iraq, in campi profughi. Sono 130.000 i cristiani sfollati e rifugiati nel Kurdistan iracheno che hanno trovato ospitalità nel quartiere di Ainkawa nella periferia di Erbil. Ed è a queste persone che il progetto si rivolge con l’obiettivo di allestire e animare luoghi di aggregazione e scuole per non lasciare bambini e giovani nell’ozio senza un’occupazione. In particolare le attività sono orientate a supportare i minori nel loro processo di riappropriazione di una nuova quotidianità. Il primo passo sarà fornire loro spazi accoglienti e confortevoli dal punto di vista psicologico, emotivo e di recupero del benessere psicofisico.

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IL PALCOSCENICO

Come scenario per la rappresentazione della Pacem in Terris è stata scelta la Basilica di San Lorenzo Maggiore, non solo per la grandiosa e possente architettura, ma nondimeno per la storia di questo luogo: la basilica fu fondata all’inizio del V secolo, pochi decenni prima delle grandi invasioni dei barbari che, attraversato il Reno, cambiarono definitivamente la storia europea, e venne completata forse pochi anni prima del sacco di Roma di Alarico, fatto che spinse Sant’Agostino (battezzato a Milano nel 387 da Sant’Ambrogio) a cercare un senso di quanto avveniva, scrivendo la sua Città di Dio (De civitate dei).