Anche in tempi difficili per i giovani, gli studi universitari restano un importante investimento. Lo testimonia, sia pure a livello di dichiarazione di interessi, l’Open day della sede milanese dell’Università Cattolica: all’edizione estiva 2011 l’affluenza è aumentata del 13% rispetto all’anno precedente, con un’ottima prestazione delle facoltà umanistiche, insieme al consueto grande richiamo esercitato sui neodiplomati da Economia. Tremila studenti hanno affollato i chiostri di largo Gemelli per Open day, open mind, alla ricerca dell’ultima conferma per decidere il corso di laurea.

Sarà che le famiglie vogliono fare la scelta giusta, come testimonia la crescente partecipazione di mamma e papà alle presentazioni delle facoltà; sarà che il momento difficile impone scelte mature, l’aumento dell’attenzione per le facoltà della Cattolica è praticamente generalizzato. Quasi un centinaio di presenza in più a Economia, che ha sfiorato quota 800; buone prove anche per Scienze della formazione, Psicologia e Sociologia. Riconferma anche per Giurisprudenza.

Ma, a fare notizia, è la grande prova d’orgoglio della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere e di quella di Lettere e filosofia, che hanno ampiamente sfondato rispettivamente quota 500 e 400 studenti, con un deciso balzo in avanti rispetto all’anno precedente. Un segnale solo apparentemente contrastante con il momento difficile per l’inserimento dei giovani italiani nel mercato del lavoro, perché i dati del placement delle due facoltà - come emerso dall’ultima rilevazione sui laureati del 2009 del Nucleo di valutazione dell’ateneo, ripresa anche dalla stampa - le pongono in testa alla classifica nazionale delle lauree “trova-lavoro” nel settore umanistico.




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