di Velania La Mendola

Cinzia BearzotÈ nato senza far molto rumore. Al punto che pochi ne hanno sentito i primi vagiti. Ma ha già mosso i primi passi. Anche l’Università Cattolica ha il suo Comitato per le Pari opportunità. E, se è vero che tra le sue finalità c’è il contrasto a qualsiasi tipo di discriminazione, la giornata tradizionalmente dedicata alla festa della donna è una buona occasione per farlo conoscere. Lo facciamo parlandone con Cinzia Bearzot, presidente del Comitato per le Pari opportunità dell’Università Cattolica. «È nato nel 2010 - spiega la docente di Storia greca - su iniziativa del rettore Lorenzo Ornaghi e sotto la spinta dell’Unicp, la Conferenza nazionale dei Comitati Pari opportunità delle Università italiane che riunisce i rappresentanti delle varie sedi con l’obiettivo di costruire sistematici rapporti di collaborazione inter-atenei sulle tematiche di competenza. Naturalmente anche il nostro Comitato è inserito in questa rete nazionale».

Quali sono i compiti?
Un Comitato di questo genere pone particolare attenzione alla condizione delle donne e delle categorie suscettibili di discriminazione. In ambito universitario significa che deve vigilare affinché ci sia la piena realizzazione delle pari opportunità nelle attività di studio, ricerca, didattica, lavoro e assistenza.Non solo, il Comitato si occupa anche del rispetto di pari opportunità nell’ambito dell’inserimento dei laureati e degli specializzati dell’Università Cattolica nel mondo del lavoro, compiendo al riguardo indagini e analisi statistiche. È attualmente in fase di realizzazione un questionario di rilevazione che possa mettere in evidenza eventuali problematiche.

A livello culturale c’è una sufficiente consapevolezza sull’argomento?
La cultura della pari opportunità è fondamentale e assolutamente non trascurabile. Non riguarda solo la consapevolezza delle donne, ma tocca tutte le categorie. Una delle proposte, da noi accettata, sulla promozione di questo tema ci è arrivata dalla professoressa Mariagrazia Fanchi, che ha in programma una ricerca sull’immagine della donna nella televisione. Siamo naturalmente aperti anche ad altre eventuali iniziative promosse dai docenti del nostro Ateneo.

Quali sono le possibili strade da percorrere in Università Cattolica per migliorare il rapporto sulle pari opportunità?
Innanzitutto il Comitato vuole diventare un punto di riferimento per chiunque si trovi ad affrontare dei disagi in ambito lavorativo o di studio. In prospettiva futura credo che, nel limite delle possibilità del nostro Ateneo, si potrebbero rafforzare i servizi dedicati alle famiglie o creare nuove opportunità di sostegno, come ad esempio degli asili aziendali.

A questo proposito, cosa pensa degli sforzi per conciliare famiglia e lavoro?
È una questione a cui tengo molto e che richiede un’attenzione particolare perché la famiglia è nel contesto dell’Università Cattolica un ambito privilegiato che richiede sostegno. Come testimonia l’Alta Scuola Impresa e società (Altis) che, già da alcuni anni, lavora su questo fronte e organizza con la Regione Lombardia il premio Famiglia-lavoro. Come le dicevo è nostra intenzione impegnarci in questo campo e soprattutto siamo a disposizione di chiunque voglia segnalare proposte di miglioramento o situazioni in cui sia difficile conciliare le condizioni lavorative con l’esigenze della famiglia.

Una curiosità, vista la sua principale specializzazione: nel mondo antico come era percepito il ruolo delle donne?
Dipendeva molto dal contesto politico e sociale. Mi piace citare il caso di un’aristocratica ateniese, Elpinice, sorella di Cimone, che perorò in due occasioni la causa del fratello presso Pericle; quest’ultimo però reagì con sufficienza, mostrando di non prenderla sul serio, e dunque non riconoscendole il ruolo di intermediaria in quanto donna. Diverso il caso delle donne di Sparta, meglio integrate nella società “maschile” dell’epoca. Come vede il problema della parità uomo-donna ha radici antiche, anche se sicuramente oggi la situazione è più favorevole che in passato.

In occasione dell’8 marzo che augurio possiamo fare alle tante donne che frequentano l’Università: studentesse, docenti, impiegate, collaboratrici…
La donna ha un’innata capacità di organizzarsi per riuscire a gestire più campi in contemporanea. Non rinunciate a questa qualità, che è una grande risorsa, costringendovi a delle scelte che in futuro possono pesare, e lo dico soprattutto alle nuove generazioni: famiglia e lavoro sono sostenibili, abbiate il coraggio di rischiare, fidandovi delle vostre forze, e di segnalare eventuali situazioni di disagio.

Contatti
comitato.pariopportunita@unicatt.it