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Human Technopole, Ricciardi coordinatore del comitato scientifico

Coordinatore e chairman dell'organismo, che avrà funzioni di advisory e valutazione sull'attività scientifica della Fondazione, sarà Walter Ricciardi , professore ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente del Mission Board for Cancer della Commissione Europea . Consulente scientifico di governi e istituzioni internazionali, è uno dei principali esperti al mondo di sanità pubblica e un ricercatore attivo alla guida di gruppi internazionali. La nomina del professor Walter Ricciardi a chairman del Comitato scientifico della Fondazione Human Technopole, nel quale siedono scienziati di caratura internazionale, è motivo di orgoglio e di soddisfazione per la comunità scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore», osserva il rettore Franco Anelli . Questo importante riconoscimento a un illustre docente della Cattolica rispecchia e valorizza il contributo offerto dal nostro Ateneo nel settore delle lifes sciences e nello studio di approcci personalizzati alla medicina, alla nutrizione e allo sviluppo delle potenzialità dell’uomo. Su esplicita richiesta del Consiglio di sorveglianza, il mio primo compito sarà quello di seguire il confronto sistematico sul piano strategico pluriennale di Human Technopole con le Università e gli IRCCS presenti nel Paese, al fine di assicurare la sua complementarietà alle strutture esistenti in Italia. human technopole #vita #scienza #ricciardi Facebook Twitter Send by mail NEL CUORE DI MIND Human Technopole è il nuovo istituto italiano di ricerca per le scienze della vita, situato nel cuore di MIND (Milano Innovation District), l’area di Milano dove si è svolto Expo 2015. Occuperà circa 55.000 metri quadri, di cui 35.000 di laboratori interdisciplinari, includendo tre edifici esistenti, tra cui Palazzo Italia, e uno di nuova costruzione che, secondo il progetto, ospiteranno 7 centri di ricerca e 4 strutture scientifiche di supporto.

 

Orientamento, formare gli insegnanti

Il primo incontro, in programma il 21 novembre 2019 è dedicato al tema Orientare nella scuola: dalle attitudini alle potenzialità , con l’intervento del professor Alessandro Antonietti , preside della facoltà di Psicologia. Scopo dell’incontro è individuare le risorse potenziali dello studente, non ancora del tutto espresse, che potrebbero sostenerlo nei futuri percorsi di crescita, con l’esemplificazione di alcune proposte operative. Nella stessa occasione, di Orientamento in uscita e accompagnamento alla vita adulta parlerà il professor Pierpaolo Triani , docente di Pedagogia nella facoltà di Scienze della formazione. Stefano Gheno , docente di Psicologia delle risorse umane all’Università Cattolica, parlerà di un concetto sempre più d’attualità, quello di resilienza , che assume il ruolo di core competence nel cambiamento. Il quarto incontro, in programma mercoledì 29 gennaio 2020 prevede l’intervento del professor Luca Pesenti , docente di Sociologia nella facoltà di Scienze politiche e sociali, e della professoressa Ivana Pais docente di Sociologia nella facoltà di Economia. L’ultimo appuntamento è previsto per giovedì 13 febbraio 2020 , con l’intervento del professor Giuseppe Scaratti , docente di Psicologia delle organizzazioni nella facoltà di Economia, e del professor Pier Cesare Rivoltella , docente di Tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento nella facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica. Come è possibile passare dalla logica di trasmissione delle conoscenze a quella dello sviluppo delle competenze? Nell’era della nuova comunicazione formativa, quali sono le competenze richieste all’insegnante nell’utilizzo dei media digitali e sociali per la didattica e per l’orientamento?

 

Premio Gemelli, augurio di felicità

L’ufficialità e la solennità della cerimonia, che si è svolta l’11 novembre, era assicurata dalla presenza del rettore Franco Anelli , della prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi , dei presidi di facoltà, dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, dell’assistente dell’Associazione Ludovico Necchi padre Renato Delbono , oltre a tanti premiati senior . Il Premio, istituito nel 1960 per ricordare il fondatore padre Agostino Gemelli, costituisce un importante riconoscimento a coronamento del percorso di studi universitari e una base prestigiosa per l’ingresso nel mondo delle professioni. Su questi concetti si è soffermato il rettore Anelli, nell’introdurre la cerimonia: «Anche se oggi il futuro può sembrare incerto, col tempo ci si renderà conto che gli investimenti di tempo, energie e denaro degli anni universitari sono stati ripagati. Hanno ricordato gli anni di studio dove hanno incontrato persone, assorbito valori, imparato un metodo di studio e coltivato amicizie che si prolungano nel tempo. Ai nuovi premiati hanno augurato di essere se stessi, di inseguire i sogni, di coltivare le passioni. Come ha sottolineato il rettore, chiudendo l’incontro, a brillanti neo laureati si può augurare un percorso professionale soddisfacente, di dare senso alla propria vita, ma non è mai capitato di augurare di essere felici. In questa circostanza è successo, con la soddisfazione di coloro che hanno meritato questo premio.

 

My Mentor sul campo di rugby

piacenza My Mentor sul campo di rugby Tempo di primi bilanci per il progetto che coinvolge 60 studenti della laurea magistrale in Gestione d’azienda di Piacenza e 60 manager aziendali. Il 23 giugno serata di formazione esperienziale, guidati dal neozelandese Kelly Rolleston. I 60 studenti della laurea magistrale in Gestione d’azienda profilo General management, che hanno aderito al progetto My mentor scendono sul campo da rugby venerdì 23 giugno a partire dalle 18.30. I ragazzi e le ragazze vivranno una serata di formazione esperienziale al piacenza Rugby Club Asd, guidati dal neozelandese Kelly Rolleston , ex rugbista e allenatore delle squadre giovanili dei Lyons di Piacenza. Alle 18.30 è previsto un momento di formazione sulle soft skills per mentor e mentee curata dagli esperti di Randstad su “Le nuove sfide per aziende e candidati”. I 60 mentor sono un network di professionisti in diversi ambiti di management: da finanza, risorse umane, amministrazione e contabilità, pianificazione e controllo, intermediari finanziari, marketing e commerciale alla consulenza strategica e all’imprenditorialità. I 60 studenti sono un network che potremmo definire di “potenzialità” che, anche attraverso questo progetto, l’università sta valorizzando».

 

Quando la pace scrive la storia

Quando la pace scrive la storia by Alessandro Socini | 18 marzo 2010 Non è solo la guerra a fare la storia, ma anche la pace. Secondo Alessandro Duce , docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Parma, i periodi successivi ai conflitti sono più lunghi e hanno molto di più da dire allo storico. Le fasi di decomposizione del sistema (guerre, attacchi, invasioni) sono sempre brevi ed estemporanee, mentre le fasi di stabilizzazione sono assai più lunghe e significative, soprattutto per vedere le strategie dei paesi vincenti – ha spiegato -. Tali fasi sono sempre regolate da coloro che hanno vinto e lo studio di congressi e accordi internazionali post bellici è fondamentale per comprendere appieno la logica e la ratio della storia seguente di questi paesi». Lo storico ha spiegato, poi, il paradosso della bomba atomica: «La più grande arma di pace è stata proprio l’atomica, la quale non ha permesso altri conflitti mondiali, poiché il costo sarebbe stato troppo elevato». Hiroshima e Nagasaki hanno in qualche modo cambiato la storia del mondo, anche in relazione alle ideologie: «Quando si parla di radicamenti delle idee, uno degli elementi che ha spinto il sistema mondiale ad andare in crisi e a frenarsi è stato proprio la bomba atomica». Alla domanda sull’eventualità che si vada verso un gioco a due tra Usa-Ue e Cina, il professor Duce ha risposto in modo netto: «Non vedo alcuna animosità negli equilibri attuali che porti a un gioco a due.

 

Petrosino: non siamo figli delle stelle

E non è vero che la religione è solo spiritualismo. L’umano descritto da Petrosino è sempre aperto e il desiderio è un suo tratto essenziale, perché a differenza del mero bisogno non può essere colmato. Il desiderio non è quindi una mancanza? «Il modo d’esistere dell’uomo è del tutto particolare, unico, perché è influenzato da una mancanza che non è un’assenza, da un’apertura che non cessa di aprire e di rinviare sempre al di là. Inoltre, stranezza che si aggiunge a stranezza, tale mancanza non può in alcun modo essere interpretata come un puro vuoto, un mero di meno, un semplice difetto, un buco da tappare. Eppure il bisogno, ci dice, è la stella che orienta che l’uomo… «Si, il desiderio, anche nella sua etimologia ha a che fare con le stelle ( de-sidera ), ma a mio avviso l’uomo che non si riduce a essere vivente, quell’uomo, è senza costellazioni. Lei stesso in un altro fortunato titolo, Contro la cultura, descrive l’efficacia di alcuni romanzi e racconti nel narrare l’uomo e lo fa anche in questo caso, quando ci parla del desiderio che rende ciechi. Ma che pane è quello che non passa dalla condivisione con l’altro, da un atto di libertà? Gesù per esempio è sempre in relazione con l’altro, con il Padre, e lo Spirito è il respiro della Trinità.

 

Ibridare per divulgare

L’incontro ha messo in luce aspetti rilevanti della nostra epoca: a partire dall’ibridazione dei mezzi di comunicazione che creano contenuti destinati a più piattaforme, per poi volgere su come la cultura debba investire su queste contaminazioni. L’apertura di un canale basato unicamente su contenuti culturali, era una scommessa: analisi di mercato alla mano, tutto era contro la riuscita di un progetto del genere. Per questo motivo, Pisoni ha capito che l’unico modo per poter avere un discreto successo era investire su contenuti che avessero una forte identità. Identità che è stata data da due scelte strategiche importanti: puntare su persone in grado di trattare argomenti culturali e artistici sul web con un discreto seguito, e coinvolgere micro-comunità di appassionati riguardo ad argomenti culturali molto specifici. Pisoni ha raccontato che questo era il punto su cui volevano insistere: “Creare un canale che si mischiasse con la vita culturale reale che trovi per le strade, quando esci di casa”. Una scelta vincente che ha prodotto un successo inaspettato per il canale di Sky e che dopo 7 anni ha portato SkyArte anche nel mondo cinematografico: molti dei documentari, realizzati in collaborazione con Sky, hanno riempito le sale dei cinema di tutto il mondo, ottenendo ottimi incassi. Alla luce di questo successo, viene da chiedersi se in fondo la cultura sia un settore lontano da queste ibridazioni oppure se non sia il caso di ibridarla per riportarla alla sua massima bellezza.

 

La lezione di Pierre Cahuc per ricordare Carlo Dell’Aringa

MILANO La lezione di Pierre Cahuc per ricordare Carlo Dell’Aringa Il salario minimo in Europa è il tema della lectio magistralis dell’economista francese intitolata alla memoria dell’emerito dell’Università Cattolica 11 novembre 2019 Una lezione per ricordare Carlo Dell’Aringa. Il salario minimo in Europa: sarà il tema al centro della Lectio cathedrae magistralis di Pierre Cahuc , docente di Economia a Sciences Po di Parigi, e attento osservatore delle dinamiche del mercato del lavoro. Lunedì 18 novembre , alle ore 16.00 , dopo i saluti del rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli e l’introduzione di Claudio Lucifora , docente di Economia politica, Pierre Cahuc nell’ Aula Pio XI pronuncerà la sua relazione dal titolo Minimum Wages in Europe . Assieme ai bassi salari, l’economista francese si concentrerà anche su altri aspetti, per esempio come prevenire le disuguaglianze dei lavoratori più poveri e la diffusione del lavoro povero. Tutti temi di grande attualità anche in Italia, dove esistono due disegni di legge, già in fase di avanzata discussione in Parlamento, il cui intento è introdurre anche nell’ordinamento italiano un salario minimo legale», spiega il professor Lucifora. Cahuc, alla luce dell’esperienza francese, dove il salario minimo legale è presente da diversi decenni, indicherà quali sono le cautele da adottare per gestire uno strumento così importante e delicato per il benessere dei lavoratori, le disuguaglianze e l’occupazione». La commissione ha poi deciso di attribuire una speciale menzione ad altre due tesi di laurea, altrettanto meritevoli: sono quelle di Antonella Musillo e di Claudio Luccioletti , rispettivamente laureati all’Università Cattolica e all’Università Alma Mater di Bologna.

 

From seed to spoon a scuola di biodiversità

ricerca From seed to spoon a scuola di biodiversità La sede di Piacenza è capofila di un progetto europeo finalizzato a monitorare e promuovere i servizi di approvvigionamento e di regolazione naturalmente presenti in tutti gli ecosistemi. Con l’obiettivo di rendere più rigogliose le nostre città 13 novembre 2019 “ Dal seme al cucchiaio ” è il titolo di un progetto scientifico finalizzato a educare i giovani alla tutela della biodiversità. L’iniziativa è coordinata da Ilaria Negri , ricercatrice in entomologia del Dipartimento di Produzioni vegetali sostenibili (sede di Piacenza), referente è Edilio Mazzoleni , direttore Global Engagement and International Education dell’Università Cattolica. Dedichiamo il nostro progetto “ From seed to spoon ”, dal seme al cucchiaio, a tutti coloro che considerano la Pianura Padana come il posto più inquinato d'Europa, a tutti coloro che odiano la calura estiva, a tutti quelli che non toccano cibo se non biologico» afferma Ilaria Negri. “ From seed to spoon ” punta a monitorare e promuovere i servizi di approvvigionamento e di regolazione naturalmente presenti in tutti gli ecosistemi; per esempio la produzione di frutta e verdura, l’impollinazione, il controllo biologico degli infestanti. Un gruppo di allievi per ogni Istituto verrà in Italia il prossimo anno a maggio per continuare il training che avrà luogo nei laboratori della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica e, in campo, presso la Picasso Food Forest e i Parchi del Ducato. Si costruiranno nidi e rifugi per gli animali, condomini delle api, dimore per i ricci, bistrò per gli uccelli, hotel per i rospi che saranno poi installati nella Picasso Food Forest, nei Parchi del Ducato e in Cerzoo per aumentarne la biodiversità.

 

Bene comune, la politica che piace ai giovani

indagine Bene comune, la politica che piace ai giovani Il 95% degli intervistati dall’«Osservatorio» dell’Istituto Toniolo sui valori delle nuove generazioni lo considera importante per il funzionamento di una società. L’intervento su “ Avvenire ” del professor Alessandro Rosina 13 novembre 2019 Riprendiamo una parte dell’intervento del professor Alessandro Rosina pubblicata da “Avvenire” del 13 novembre 2019 Manca da troppo tempo una politica all’altezza delle potenzialità che l’Italia può esprimere all’interno dei grandi processi di cambiamento del nostro tempo. Una politica in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di dare il meglio di sé nella realizzazione dei propri progetti personali e nel contributo al bene comune. Una recente indagine dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo mostra come proprio l’attenzione al “bene comune” sia il valore più ampiamente riconosciuto dalle nuove generazioni italiane ma che più sentono mancare. In particolare quasi il 95% degli intervistati lo considera importante per il funzionamento di una società che oltre a produrre ricchezza riesca a promuovere il benessere di tutti i cittadini. A ritenere però che nel nostro Paese si faccia molto poco in questa direzione sono ben tre giovani su quattro. continua a leggere su “Avvenire”] #giovani #politica #osservatorio giovani #bene comune Facebook Twitter Send by mail.

 

Stranieri, studenti più bravi se la famiglia è coinvolta

ricerca Stranieri, studenti più bravi se la famiglia è coinvolta È quanto dimostra lo studio Families and Schools nell’ambito del progetto Erasmus + Project KA2 “ Parental Involvement of Foreign Families in School ”. Partecipano, insieme alla sede di Brescia dell’Università Cattolica, l’ Università di Lleida e l’Université de Luxembourg, l’IC di Adro e l’Ufficio scolastico territoriale di Brescia . L'obiettivo principale del progetto è quello di analizzare l'integrazione, la comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie di origine straniera nelle scuole, in modo da poter individuare e realizzare proposte di trasformazione per neutralizzare lo svantaggio che spesso colpisce le famiglie con questo profilo (inclusione sociale delle famiglie). Considerando che un maggiore coinvolgimento delle famiglie influenza anche il rendimento scolastico, il progetto è strutturato anche per aiutare a prevenire l'abbandono prematuro della scuola, oltre a consentire la riduzione degli svantaggi socioculturali che colpiscono una percentuale significativa di alunni di origine straniera. Per raggiungere questo obiettivo si tenta di migliorare la formazione dei professionisti per aiutarli ad affrontare questa situazione e fornire loro le conoscenze e le strategie per favorire la comunicazione e il coinvolgimento delle famiglie nell’educazione dei loro figli. Si parte dall'idea che l'integrazione e il coinvolgimento di tutti gli attori nel sistema formativo generino benefici per le famiglie, gli alunni, il personale e l’Istituzione scolastica in generale. Proporre e una riflessione su scala internazionale attorno al Parental Involvement nella scuola , attraverso il contributo di più discipline di studio: sociologia, psico-pedagogia e analisi economica delle Politiche pubbliche.

 

Stragi Brescia Milano, per non dimenticare

L'anniversario Stragi Brescia Milano, per non dimenticare In Cattolica la parola a Manlio Milani e Carlo Arnoldi, testimoni d’eccezione degli attentati terroristici. Esperienze che, oggi, dopo un percorso lungo mezzo secolo, i testimoni di quei fatti sono stati capaci di rendere generative, per ribadire con fermezza la necessità di una convivenza sociale e democratica che sia da monito per le generazioni di giovani attuali e future. Già, ma come si fa a fare in modo che la rabbia non prevalga, reagendo agli atti terroristici con una risposta che sia democratica? Introdotti dalle docenti Livia Cadei e Caterina Gozzoli , lo hanno spiegato Arnoldi e Milani. “Fare memoria, portare avanti e tramandare la verità storica delle stragi (in attesa dell’avvento di quella giudiziaria) è indiscutibilmente un peso. Spesso ragazzi e studenti ci hanno chiesto se avessimo ancora fiducia nella giustizia, ammetto che all’inizio non è stato semplice. La risposta è nel fatto che noi non vogliamo vendetta, noi pretendiamo la verità” confessa Arnoldi. Ma la memoria di un fatto pubblico deve andare oltre il mero e semplice ricordo personale, ed essere perpetuata pubblicamente e nel tempo, proprio “perché questa coinvolge l’insieme della società e il nostro modo di stare insieme.

 

Sguardo verso il futuro

A raccontarlo agli studenti della facoltà di Scienze linguistiche è il nipote Paolo che oggi è l’amministratore delegato del Gruppo Streparava . La storia dell’azienda, fondata nel 1951 e diventata un’impresa famigliare nel 1981, è quella di una crescita che continua ancora oggi; oltre alle tre sedi italiane (Adro, Varese, Bologna), l’azienda conta anche tre sedi nel mondo: Spagna, Brasile e India. Introdotto da Roberto Belotti , docente del corso di International Business Strategy, Paolo Streparava ha raccontato come l’azienda riesca ad essere produttiva nonostante le difficili regole di mercato, con l’obiettivo di migliorarsi sempre più sotto il punto di vista gestionale e produttivo con lo sguardo rivolto alle possibilità future. Come ha sottolineato il professore Belotti, colpisce questa tensione al futuro, perché nel panorama italiano, fatto soprattutto di piccole-medio imprese, è difficile avere una strategia che tenti di arrivare a cogliere le evoluzioni future per essere pronti ai cambiamenti. Si tratta di un’azienda che punta ad un’organizzazione del lavoro che vuole mettere al centro le energie dell’uomo nelle sue diverse declinazioni: fisiche, mentali ed emotive. E’ stata inoltre creata la possibilità di usufruire di “un tempo sacro” per ogni dipendente: l’iniziativa vuole garantire delle ore per dedicarsi completamente a una serie di attività, come l’aggiornamento o l’acquisizione di nuove skills, senza essere disturbati. Alla fine del suo incontro, Paolo Streparava ha invitato tutti gli studenti ad andare in azienda perché è importante mantenere un rapporto e un filo diretto con gli studenti e le università.

 

Lo zafferano fa bene alla vista

Roma Lo zafferano fa bene alla vista La spezia frena una grave malattia degenerativa della vista, la malattia di Stargardt. È quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista “Nutrients” e coordinato dal professor Benedetto Falsini , professore associato dell’Istituto di Oftalmologia all’Università Cattolica e specialista presso l’UOC di Oculistica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, insieme alla professoressa Silvia Bisti dell’Università degli Studi dell’Aquila. “Tutto è nato dagli studi della collega Bisti tanti anni fa - afferma il professor Falsini – con la quale collaboro da anni e a cui sarò sempre molto grato”. I sintomi consistono soprattutto nella riduzione della visione centrale (quella che consente di riconoscere i visi, leggere, guidare etc), che inizia durante l’adolescenza o, comunque, in giovane età (prima e seconda decade di vita). I pazienti hanno assunto lo zafferano per sei mesi e poi una sostanza placebo per i successivi sei. La funzione visiva si è mantenuta stabile durante i sei mesi di trattamento mentre tendeva a deteriorarsi durante l’assunzione del placebo. Nell’uomo l’efficacia del trattamento con zafferano è stata dimostrata in pazienti con degenerazione maculare legata all’età (DMLE) in fase iniziale o mediamente avanzata non essudativa, dal professor Falsini e confermata in trial clinici di altre università e Paesi. “Studi condotti presso altri centri, non solo presso il Gemelli, mostrano che l’integrazione per bocca con zafferano nella fase della DMLE iniziale o intermedia ha un effetto benefico sulla funzione visiva e sulla progressione della malattia”, conclude Falsini.

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

Dalla Cattolica a Bruxelles

Ora è diventato Segretario generale di UniLion , un network tra più di 40 liaison offices in rappresentanza di più di 150 università europee 14 novembre 2019 Alexandru Marchis , è un dottore di ricerca dell’Università Cattolica e da anni rappresenta l’Ateneo di largo Gemelli a UniLion , che ha sede a Bruxelles. UniLion è un network informale tra più di 40 liaison offices in rappresentanza di più di 150 università in tutta Europa . Nel 2015 ho conseguito il Dottorato di Ricerca presso la scuola di Dottorato Agrysystem dell’Università Cattolica. In più un’altra grande parte di lavoro si concentra sul costruire dialoghi e collaborazioni, nel contesto di Horizon 2020 e altri programmi simili, con altre università ed Enti di Ricerca». UnILiON (Universities Informal Liaison Offices Network) è un network informale tra più di 40 liaison offices in rappresentanza di più di 150 università in tutta Europa, ma anche in Giappone e in Russia. Il network è stato fondato su iniziativa di alcuni uffici che rappresentano alcune università a Bruxelles che hanno deciso di collaborare e condividere gli obiettivi raccogliendo le informazioni e ingaggiando dibattiti sulla politica di innovazione e Ricerca europea. Grazie all’energia e al lavoro di tutti i membri, che dedicano tempo e fatica al funzionamento del network, sono sicuro che diventeremo un punto di riferimento a Bruxelles nel prossimo futuro per rispondere alle sfide dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione in Europa».

 

Furlan: Pastore, straordinario innovatore

milano Furlan: Pastore, straordinario innovatore La segretaria generale della Cisl ha ricordato in un convegno in Cattolica la figura del fondatore del “sindacato bianco” a cinquant’anni dalla scomparsa 15 novembre 2019 « Giulio Pastore è stato un vero padre della patria, un antifascista convinto, un uomo libero da ogni condizionamento. Tutta la sua esperienza è l’incarnazione della ricerca pragmatica di libertà e autonomia del sindacato, indispensabile per far giocare agli uomini ed alle donne del mondo del lavoro un ruolo da protagonisti, mai subalterno a nessuno». Con queste parole Annamaria Furlan , segretaria generale della Cisl, ha ricordato il fondatore e primo segretario del “sindacato bianco”. Pastore fu tra i primi a dire dopo la guerra che il Paese doveva crescere tutto, che non bastava lo sviluppo industriale ed economico solo di alcune aree geografiche» ha aggiunto. L’istruzione diventa nel suo pensiero il vero strumento per realizzare una vera cittadinanza e per garantire quell’ascensore sociale così importante negli anni del dopoguerra», ha aggiunto la segretaria generale della Cisl, che non ha mancato di fare poi un affondo sull’attualità. Mettere al centro l’elemento del lavoro, della dignità della persona e della crescita è il modo migliore per portare avanti anche la lezione di Giulio Pastore. I valori fondativi della Cisl rimangono immutabili, quelli di una grande organizzazione che, come diceva Pastore, parla sempre al plurale, in forma collettiva non individuale, perché è al servizio degli altri.

 

Salario minimo, impegno europeo

milano Salario minimo, impegno europeo Una lectio magistralis intitolata a Carlo Dell’Aringa , con l’intervento di Pierre Cahuc , uno dei massimi esperti del settore. Tra questi figura il tema delle retribuzioni che devono essere «eque» per garantire un tenore di vita dignitoso ai lavoratori: lo stesso principio sancito dall’art. La situazione non è migliore in Italia dove il lavoro povero interessa più di 3 milioni di lavoratori dipendenti e quasi un milione di autonomi (Cnel, 2018). Sembra dunque lecito domandarsi in che modo la politica possa favorire la realizzazione dei diritti sociali del Pilastro europeo per tutelare i livelli retributivi e i redditi dei lavoratori. Una delle misure che gli Stati membri hanno adottato da tempo per proteggere le retribuzioni è il salario minimo legale, provvedimento attualmente in vigore in 22 Paesi, ma non ancora in Italia. Impegno, quello di proteggere i salari, ribadito anche dalla Presidente nominata della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che nel suo programma ha promesso di introdurre un salario minimo europeo (nonostante la competenza sia nazionale). Nel suo intervento Pierre Cahuc toccherà molti dei temi che occupano attualmente il dibattito pubblico in Italia con riferimento ai disegni di legge che prevedono l’introduzione di un salario minimo legale nel nostro ordinamento.

 

Public Policy, in mille a Milano

La conferenza è un’iniziativa dell’ Associazione internazionale di scienza politica (Ipsa) e delle altre organizzazioni mondiali delle discipline politologiche. I partecipanti, provenienti da tutti i continenti, sono riuniti per quattro giorni di intensi approfondimenti sulle principali tematiche e sfide che l’intervento pubblico si trova oggi ad affrontare nei vari contesti geografici e settoriali: dall’ambiente alla sanità, dall’amministrazione pubblica all’immigrazione. La conferenza è articolata in diverse sessioni parallele nel corso delle quali docenti universitari, ricercatori, esperti del settore e practitioners illustreranno i propri lavori scientifici. A queste si affiancheranno tre sessioni plenarie e tre tavole rotonde alle quali interverranno i massimi esperti mondiali in tema di politiche pubbliche, che forniranno occasioni di dialogo e confronto con alcuni rappresentanti del mondo politico. Tra questi Raffaele Cattaneo , presidente del Consiglio regionale della Lombardia, e Fabrizio Barca , già ministro per la coesione territoriale.

 

Lo stato di salute dei corpi intermedi

milano Lo stato di salute dei corpi intermedi Un confronto sulla torsione plebiscitaria della democrazia e l’allontanamento dal modello liberale, pluralista, personalista e comunitario della Costituzione. Democrazia, economia e corpi intermedi ” (Il Mulino, 2019), condotta dal Centro di Ricerche in Analisi Economica (Cranec) in collaborazione con Fondazione Astrid e con il contributo di Fondazione Cariplo. Il libro sarà al centro di una riflessione a più voci proprio sui corpi intermedi, in programma venerdì 22 novembre alle 15.30 nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si confronteranno sul tema Franco Bassanini , presidente Fondazione Astrid, Alberto Quadrio Curzio , presidente Cranec, Giovanni Fosti , presidente Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti , già presidente Fondazione Cariplo, introdotti dagli interventi di Floriana Cerniglia e Filippo Pizzolato , rispettivamente direttore Cranec e docente di Istituzioni di diritto pubblico all’Università degli Studi di Padova. “Il mostro effimero” ha l’ambizione di sviluppare con l’ausilio dell’interdisciplinarietà un’analisi approfondita intorno allo stato di salute dei corpi intermedi e alle implicazioni sulla fisionomia e il funzionamento della democrazia. Il rischio che questa trasformazione reca con sé è quello di una torsione plebiscitaria della democrazia stessa e di un significativo allontanamento dal modello liberale, pluralista, personalista e comunitario che la Costituzione ha tracciato. corpi intermedi #disintermediazione #pluralismo #costituzione Facebook Twitter Send by mail.

 

Per un nuovo ordine liberale mondiale

giornata di studio Per un nuovo ordine liberale mondiale Cento anni fa veniva istituita la prima cattedra di Relazioni internazionali. L’ Alta Scuola in Economia e relazioni internazionali (Aseri) dell’Università Cattolica celebra i 100 anni delle relazioni internazionali venerdì 15 novembre focalizzandosi sulla loro rilevanza nell’ordine mondiale del sistema liberale. In particolare sulla crisi dell’ordine liberale internazionale si confronteranno alcuni politologi, tra cui John Ikenberry della Princeton University, Michael Cox della London School of Economics, Matthew Evangelista della Cornell University, Marina Calculli della Leiden University, Vittorio Emanuele Parsi , direttore di Aseri. Una crisi che sembra essere l’effetto di crescenti divergenze tra l’Ovest e il resto del mondo proprio a proposito di quelle norme e di quei valori su cui un ordine internazionale efficace dovrebbe basarsi. Al contrario del triangolo liberale che cercava di gestire i tre vertici per realizzare l’obiettivo del benessere, dell’uguaglianza, dell’equità del sistema, dell’opportunità per tutti di avere uguali diritti, Rodrik ci dice che nell’attuale fase di iperglobalizzazione è possibile avere solo due vertici. Questo è il grande cambiamento che ha provocato il calo di fiducia nei confronti dell’ordine liberale che era capace di coniugare insieme la dimensione economica e quella politica ma anche quella domestica e quella internazionale, la dimensione dei valori e quella degli interessi. Di fronte alle scarse ragioni di affidarsi ancora a un sistema che riduce sempre più i diritti di tutti, rischiamo che le persone scelgano “l’exit” votando per i cosiddetti partiti antisistema, affascinati dall’autoritarismo liberale.

 

Cina, tre mesi tra corsi e avventure

L’altra faccia del gigante asiatico nel racconto di Cristina , di Scienze linguistiche 14 novembre 2019 di Cristina Freddi * Conseguita la laurea triennale in Scienze Linguistiche, ho voluto mettere alla prova ciò che avevo appreso durante il mio percorso universitario fino a quel momento. Quale modo migliore di farlo se non partendo alla scoperta del Paese su cui ho concentrato i miei studi degli ultimi anni? La mattina del 25 marzo ero davanti al gate, in procinto di prendere un volo diretto a Beijing, con tanta voglia di arricchire il mio bagaglio culturale. Una volta arrivata, sono salita su un taxi che mi ha portata al campus della Beijing Yuyan Daxue , la mia nuova casa per i successivi tre mesi e il luogo dove avrei frequentato i corsi di cinese. Oltre ai corsi di lingua, l’università offre la possibilità a tutti gli studenti di partecipare ad alcune gite organizzate, tra le quali la visita alla più famosa fabbrica di succhi della città e la visita ad alcuni monumenti. Non facendoci fermare dalla pioggia e dal forte vento, abbiamo potuto visitare una delle più straordinarie costruzioni dell’uomo - al modico prezzo di un raffreddore! Ho scoperto l’utilità di applicazioni come WeCha t, che mi hanno permesso di entrare in contatto con associazioni studentesche che organizzano viaggi di ogni genere. Appena rientrata a Beijing e subito ripartita, ho avuto la possibilità di cavalcare per la prima volta un cammello nel deserto dell’Inner Mongolia, di esplorare le sterminate praterie a dorso di cavallo e di ammirare le stelle in un luogo completamente privo di inquinamento luminoso. Tre mesi sono lunghi e con la mia conoscenza limitata della lingua mi sono trovata più volte in situazioni di disagio, che al momento dell’accaduto sembravano la fine del mondo, ma alle quali ripensando ora non posso evitare di sorridere.

 

C'era una volta il bancario

Sono i dati che emergono dal nuovo numero dell’ Osservatorio monetario (3/2019) , presentato martedì 12 novembre in largo Gemelli e curato dal Laboratorio di analisi monetaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e diretto da Angelo Baglioni , docente di Economia monetaria nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative. Guardando all’ambito finanziario nel suo complesso (che comprende banche, assicurazioni e attività ausiliarie) il numero di addetti si è ridotto del 5,2% in Europa e del 6,7% in Italia. L’accesso ai servizi finanziari avviene sempre di più tramite i canali digitali, rendendo così sempre meno necessario disporre di una capillare rete di sportelli al dettaglio. A fronte del declino delle figure professionali più tradizionali (operatori di sportello e amministrativi) vi è la crescita delle figure legate alle politiche commerciali (promotori, agenti, consulenti) e ai servizi IT. Il mondo del lavoro nel settore bancario sta cambiando rapidamente ci saranno sempre meno bancari tradizionali come gli operatori alla cassa o allo sportello, ci saranno sempre più consulenti, promotori finanziari, persone specializzate nelle nuove tecnologie. Questa evoluzione è strettamente legata allo sviluppo delle attività ausiliarie, nelle quali prevale il lavoro indipendente (65% dei lavoratori) mentre nel settore bancario in senso stretto prevale ancora il rapporto di lavoro dipendente (96% dei lavoratori). La progressione di carriera consente una dinamica sostenuta delle retribuzioni medio-alte, soprattutto tra i trenta e quaranta anni di età, mentre per i livelli inferiori la dinamica è assai più piatta».

 

Il card. Parolin e la diplomazia per la pace

Parolin e la diplomazia per la pace L’Università Cattolica inaugura l’anno accademico con la prolusione del Segretario di Stato Vaticano. Giovedì 28 novembre 2019 07 novembre 2019 Giovedì 28 novembre nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli, 1 - Milano) si aprirà l’anno accademico 2019/2020. Sarà il cardinal Pietro Parolin , Segretario di Stato di Sua Santità, a pronunciare la prolusione dal titolo: “ Una diplomazia al lavoro per la pace ”. Dopo il saluto di monsignor Mario Delpini , in qualità di presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, interverrà il cardinal Pietro Parolin. Il cardinal Pietro Parolin , Segretario di Stato Vaticano, è stato ordinato sacerdote il 27 aprile 1980 e incardinato a Vicenza. Nel servizio diplomatico della Santa Sede dal 1° luglio 1986, presta la propria opera dapprima nelle rappresentanze pontificie in Nigeria, fino al 1989, e in Messico, dal 1989 al 1992, e poi nella sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, dove lavora fino al 2002. Il 30 novembre 2002 Giovanni Paolo II lo nomina sotto-segretario della sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, incarico che svolge per quasi sette anni.

 

Aquerò, gli studenti “fanno” il cinema

L'iniziativa nasce nel contesto delle Sale delle Comunità della Diocesi di Milano, piccole sale "indipendenti", lontane dai circuiti dei multisala, ma vicine alle realtà cattoliche. Raccontare lo spirito del cinema e il “cinema dello spirito”. Il festival Aquerò , lo spirito del cinema è nato per questo, e dal 16 al 29 novembre 2019 tornerà per la seconda volta con un programma ricco di film in anteprima nazionale, opere da riscoprire, incontri con registi e protagonisti del mondo culturale italiano. Una rassegna itinerante, che partirà da Milano, all'auditorium San Fedele , il 16 e 17 novembre, e poi arriverà in altre dieci città: Arcore, Busto Arsizio, Carugate, Cesano Boscone, Galbiate, Gallarate, Gorgonzola, Magenta, Saronno, Sesto San Giovanni . Direttore artistico è il critico cinematografico Fabrizio Tassi , affiancato dal direttore organizzativo Gianluca Bernardini , presidente dell'Acec milanese. Il festival propone per la prima volta anche un concorso cortometraggi aperto a tutti. Nel primo pomeriggio di sabato 16 novembre saranno proiettati i finalisti e decretato il vincitore.

 

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