La tua ricerca ha prodotto 500 risultati per .
Stai visualizzando i risultati 1 - 25:

Quando la pace scrive la storia

Quando la pace scrive la storia by Alessandro Socini | 18 marzo 2010 Non è solo la guerra a fare la storia, ma anche la pace. Secondo Alessandro Duce , docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Parma, i periodi successivi ai conflitti sono più lunghi e hanno molto di più da dire allo storico. Le fasi di decomposizione del sistema (guerre, attacchi, invasioni) sono sempre brevi ed estemporanee, mentre le fasi di stabilizzazione sono assai più lunghe e significative, soprattutto per vedere le strategie dei paesi vincenti – ha spiegato -. Tali fasi sono sempre regolate da coloro che hanno vinto e lo studio di congressi e accordi internazionali post bellici è fondamentale per comprendere appieno la logica e la ratio della storia seguente di questi paesi». Lo storico ha spiegato, poi, il paradosso della bomba atomica: «La più grande arma di pace è stata proprio l’atomica, la quale non ha permesso altri conflitti mondiali, poiché il costo sarebbe stato troppo elevato». Hiroshima e Nagasaki hanno in qualche modo cambiato la storia del mondo, anche in relazione alle ideologie: «Quando si parla di radicamenti delle idee, uno degli elementi che ha spinto il sistema mondiale ad andare in crisi e a frenarsi è stato proprio la bomba atomica». Alla domanda sull’eventualità che si vada verso un gioco a due tra Usa-Ue e Cina, il professor Duce ha risposto in modo netto: «Non vedo alcuna animosità negli equilibri attuali che porti a un gioco a due.

 

My Mentor sul campo di rugby

 

Public Policy, in mille a Milano

La conferenza è un’iniziativa dell’ Associazione internazionale di scienza politica (Ipsa) e delle altre organizzazioni mondiali delle discipline politologiche. I partecipanti, provenienti da tutti i continenti, sono riuniti per quattro giorni di intensi approfondimenti sulle principali tematiche e sfide che l’intervento pubblico si trova oggi ad affrontare nei vari contesti geografici e settoriali: dall’ambiente alla sanità, dall’amministrazione pubblica all’immigrazione. La conferenza è articolata in diverse sessioni parallele nel corso delle quali docenti universitari, ricercatori, esperti del settore e practitioners illustreranno i propri lavori scientifici. A queste si affiancheranno tre sessioni plenarie e tre tavole rotonde alle quali interverranno i massimi esperti mondiali in tema di politiche pubbliche, che forniranno occasioni di dialogo e confronto con alcuni rappresentanti del mondo politico. Tra questi Raffaele Cattaneo , presidente del Consiglio regionale della Lombardia, e Fabrizio Barca , già ministro per la coesione territoriale.

 

Carica il telefono al distributore

Milano Carica il telefono al distributore Colonnine per noleggiare o acquistare power bank per smartphone, tablet e laptop: è l’idea imprenditoriale di Playsugged , che ha vinto la sesta edizione di Dr. Start-upper , il progetto promosso dall’Ateneo con la Camera di Commercio di Milano. Playsugged propone il noleggio o la vendita di distributori di Power Bank di ricarica per tutti i dispositivi elettronici dal cellulare al tablet al laptop. È questo il progetto che ieri ha vinto il primo premio di Dr. Start-upper 2019 , promosso dall’Università Cattolica e dalla Camera di Commercio. Una squadra convincente che ha vinto la partecipazione di un corso di Formaper - Camera di commercio e incontri di coaching con Sellalab per lo sviluppo dell’idea di business. Il progetto connette brand e community al fine di risolvere due problemi: per le imprese la mancanza di una pubblicità interattiva che attivi la community; per gli utenti, il soddisfacimento di un bisogno naturale di competizione. La squadra è composta da Alex Wu , Andrea Colombo e Marianna Zhou che studiano in Cattolica rispettivamente Economia e gestione aziendale, Management e Giurisprudenza, Xinxin Chen e Angela Tu che frequenta un corso di interpretariato alla Iulm e Claudio Liu Kailun , studente di Eco-statistica in Università Bicocca. Infatti, Dr. Start-upper è una best practice a livello internazionale, uno degli strumenti che l’Università mette a disposizione - insieme a un partner di alto livello come Camera di Commercio -, perché gli studenti possano essere artefici del proprio futuro, creare innovazione nell’ambito di qualsiasi professione andranno a svolgere».

 

Prova di Latino-Greco, esperimento riuscito

speciale maturità Prova di Latino-Greco, esperimento riuscito Secondo il professor Gian Enrico Manzoni, docente di Didattica del latino nella sede di Brescia dell’Università Cattolica, la compresenza delle due materie è riuscita visto che la relazione tra i due testi era stretta. giugno 2019 di Gian Enrico Manzoni * La seconda prova scritta della Maturità classica ha fatto il suo debutto nella prevista forma, solo teoricamente bilingue: da tradurre c’era solo il latino, mentre il greco aggiunto era affiancato dalla corrispondente versione italiana. Il testo latino (breve, nove righe) era di Tacito, tratto dal primo libro delle “Historiae”: la vicenda dell’imperatore Galba al quale un aruspice predice infausti avvenimenti e un pericolo interno. Questo sarà incarnato da Otone, a lui vicinissimo, che volge in senso per sé positivo la stessa profezia: e così accetta di dare il via alla congiura contro Galba, anche se pieno di timori e debole fisicamente. Il testo di Tacito isolatamente trattato sarebbe stato impegnativo perché di difficile contestualizzazione, nonostante la presenza di un Ante-testo e di un Post-testo tradotti, poco significativi, se non fosse intervenuto il soccorso venuto dal greco (tradotto) di Plutarco. Un aiuto prezioso, che ha chiarito molti dubbi, visto che narrava lo stesso episodio; quindi, leggendo il greco/italiano, si capiva molto qualcosa di più sull’intera vicenda. docente di Didattica del latino nella sede di Brescia dell’Università Cattolica #maturita' #esami #ansia #consigli Facebook Twitter Send by mail.

 

L’etica del vedere, compassione è azione

libri L’etica del vedere, compassione è azione Nel suo libro Imago pietatis , che sarà presentato al Salone del Libro, il professor Fausto Colombo ricostruisce come la foto sulla spiaggia del piccolo Alan sia diventata un simbolo. Fausto Colombo , sociologo dell’Università Cattolica, si è preso la briga di seguire il percorso della foto di Alan, di non fermarsi sulla soglia della commozione, ma di attraversarla indagando attraverso la scienza della comunicazione perché sia diventata un simbolo in grado di smuovere l’opinione pubblica. Partiamo dal titolo: Imago pietatis è un titolo particolare, pieno di riferimenti simbolici, vuole spiegarcene la scelta? «L’immagine della pietà è la prima che ho visualizzato quando ho visto la foto del piccolo Alan portato in braccio dal poliziotto. Come spiega questo divario tra numero di persone che lo utilizzano e capacità di far penetrare il messaggio? «Twitter è un social anomalo, nel senso che è più una piattaforma di microblogging che un social vero e proprio. La notizia del naufragio di un gommone di rifugiati siriani che si è rovesciato nel tentativo di raggiungere l’isola di Kos (12 morti, una tragedia che in termini numerici è meno clamorosa rispetto ad altri catastrofici naufragi precedenti) viene diffusa dalle agenzie. La foto di Alan ha avuto una ricaduta oggettiva sulle cose, l’impatto di quella foto ha prodotto delle cose: opere, movimenti, c’è una nave che sia chiama Alan Kurdi che gira nel Mediterraneo, io ho scritto questo piccolo libro…». In questo senso si parla di compassione nel libro? «Sì, perché la legittimità di questa operazione dipende soltanto da quanto essa riesca ad attivare in noi non soltanto un’emozione, ma anche una volontà di agire, di compensare quel dolore sentendolo nostro.

 

Messico, la foto che scuote le coscienze

Intervista al professor Fausto Colombo 27 giugno 2019 Una foto che cattura, che porta all’interno di una narrazione alternativa di tragedia, che ci sfida a ritrovare la nostra umanità. Sul profilo di Claudio Marchisio che ha postato la foto, uno dei commenti diceva: “Si vede che è finto, che è un bambolotto”» afferma il professor Colombo. Ma la foto ci spinge anche oltre… «Ci racconta una tragedia che non è nella fotografia ma è nella storia umana che ha portato a quell’esito e che la fotocamera ha ripreso. Questo estremo gesto - che è il più umano che noi possiamo immaginare perché anche se non tutti siamo padri, tutti siamo figli - è paradossalmente il riscatto della vittima, il segnale di una umanità profonda che dobbiamo riacciuffare, facendo questo percorso. Che rapporto c’è tra questa foto e quella di Alan? «C’è una somiglianza di superficie che è il bambino-vittima, un corpo abbandonato in modo non osceno, che mantiene una propria compostezza nella morte, e l’appartenenza a una stessa grande storia, quella dei migranti. Nel mio libro parlo di Marc Gasol, il campione NBA di basket che si è imbarcato sulla Sea Watch e ha detto: “Quando ho visto la foto di Allan ho capito che non potevo fare altrimenti”. Il post di Claudio Marchisio è un commento quasi introspettivo, di uno che accetta di dire: cosa possiamo fare? Nei pochi commenti negativi al suo tweet o nei commenti medi al tema dell’immigrazione si scopre che non c’è nessun processo riflessivo.

 

home

intervista Messico, la foto che scuote le coscienze Dopo il piccolo Alan Kurdi riverso su una spiaggia della Turchia, papà e figlioletta adagiati sulle sponde del Rio Grande. Un rischio che anche oggi non si può escludere #cattolici #politica #sturzo #appello Leggi tutto milano Giuliodori: formare vere personalità by | 26 giugno 2019 » «La missione dell’Ateneo non si esaurisce nel far crescere competenze». L’omelia dell’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica in occasione della celebrazione eucaristica per la Solennità del Sacro Cuore #sacrocuore #festapatronale #solennita' milano Educazione finanziaria, serve una svolta by | 26 giugno 2019 » L’Italia è fanalino di coda del G20 per conoscenze in campo finanziario. Le proposte dell’Osservatorio monetario 2/2019 #educazionefinanziaria #finanza #risparmio #investimenti milano Iran, 40 anni dopo la rivoluzione by Beatrice Beretti | 25 giugno 2019 » Il libro di Nicola Pedde , direttore dell’Institute for Global Studies, ripercorre gli anni dell’ascesa al potere dell’ayatollah Ruhollah Khomeini dopo il crollo della monarchia assoluta dello scià. Di quella radicalizzazione vediamo ancora le conseguenze #iran #khomeini #scia' #rivoluzione cattolicapost La formazione si fa anche in azienda by | 20 giugno 2019 » “ Sales in Action ” è il progetto innovativo ideato dal master in Account e Sales Management in stretta relazione con le realtà aziendali partner. Un’attività pratica sul campo, che mira a proiettare i corsisti verso il mondo del lavoro #salesmanagement #formazione #master esami Ansia da maturità? Scaricala con l’app by | 24 giugno 2019 » Un gruppo di psicologi dell’Università Cattolica ha creato un’applicazione e un protocollo che utilizza tre diverse tipologie di esperienze di realtà virtuale. In uno dei quesiti è comparsa per la prima volta la relatività ristretta #maturita' #esami #ansia #consigli ricerca Furti nel retail, un danno da 49 miliardi by | 20 giugno 2019 » A tanto ammontano, a livello europeo, le perdite derivanti dalle differenze inventariali, secondo uno studio di Crime&tech, spin off di Transcrime.

 

Pagnoncelli, gli italiani e il voto d'impulso

Milano Pagnoncelli, gli italiani e il voto d'impulso Perché ultimamente “non c’azzeccano”? La risposta di Nando Pagnoncelli a margine del Fuoriconvegno dell’evento annuale della Società italiana di statistica. di Nando Pagnoncelli * Le previsioni dei sondaggi per le recenti elezioni europee, di tutti gli istituti, sia pur in misura in qualche caso anche sensibilmente differente, sono risultate spesso inaccurate e lontane dalla realtà. In particolare è risultato sottostimato in Italia il risultato della Lega (accreditato di un 31% dalla media dagli istituti di ricerca avendo, invece, realizzato il 34.3 %) e sovrastimato quello relativo al Movimento 5 Stelle (per il quale la previsione media è stata del 22.5 % realizzando invece solo, in realtà, il 17.1 %). In secondo luogo, negli ultimi anni sta aumentando fortemente l’infedeltà degli elettori, complici la disaffezione, i sentimenti di antipolitica e la domanda di cambiamento: nelle recenti tornate elettorali in Italia si sono registrati tassi di infedeltà tra i più elevati a livello europeo. Infine, non tutti gli elettori intervistati sono disponibili a confessare il tradimento del partito votato in passato, soprattutto se la scelta ricade su un partito fortemente antagonista rispetto a quello di provenienza: è un atteggiamento molto frequente in un contesto di grande mobilità elettorale. Di fronte a questo scenario cosa faremo? Disponiamo di un team di altissimo livello qualitativo, competente e motivato (nonostante tutto), quindi continueremo a studiare e ad investire tempo ed energie nel tentativo di “modellizzare” quanto avvenuto in questi anni di cambiamenti. docente di Analisi della Pubblica opinione in Università Cattolica e Presidente Ipsos #statistica #sondaggi #elezioni Facebook Twitter Send by mail ILVO DIAMANTI E RENATO MANNHEIMER Ilvo Diamanti: «Mi fido dei Big Data che mi costruisco con i miei sondaggi» Renato Mannhemimer: «Quando i sondaggi sono attendibili».

 

La formazione si fa anche in azienda

Scegliere di intraprendere un percorso post laurea per valorizzarsi nel mondo del lavoro, e non solo, è un aspetto che accomuna molti giovani alla ricerca di un’offerta che sappia coniugare le conoscenze tecniche con quelle “sul campo”. È il famoso approccio “learning by doing ” che permette a chi lo fruisce di mettere subito in pratica ciò che si impara sui libri (o meglio sui tablet, per essere al passo con i tempi), per arricchirlo, valorizzarlo, e per entrare preparati nel mondo del lavoro. Tra queste, numerose hanno deciso di aderire, in particolare Admisura, Arla Foods, Arval, Axalta, CityNews, Enel, ePrice, Fastweb, Manzoni, Moleskine e NC Comunicazione hanno con molto piacere ospitato gli allievi coinvolti nel progetto. Confrontarsi con i giovani freschi di studio è sempre molto stimolante per noi, inoltre raccontare e renderli partecipi di quello che facciamo quotidianamente dà ancor più valore al nostro lavoro». Sono stato affiancato ai manager che mi hanno accolto nel modo migliore, mi hanno presentato sin da subito a tutto il team e mi hanno fatto sentire parte integrante dello stesso, coinvolgendomi spesso durante le riunioni e gli incontri con i clienti». Una settimana in cui i partecipanti si mettono direttamente in gioco nella prospettiva di learning by doing, prima citata, seguendo anche le tecniche dello shadowing (“ombra del manager di riferimento”), così da poter mettere in atto, nonché osservare, i comportamenti dei profili più senior in reali situazioni lavorative. Portare gli studenti in azienda è un valore aggiunto anche per i manager che hanno visto nel progetto «una sfida da cogliere per far conoscere alle nuove leve il nostro lavoro.

 

Da Sturzo ai Big Data

di Aldo Carera * In epoca di grandi cambiamenti l’«Appello ai liberi e forti» ripropone l’affermata e mai realizzata centralità della persona nel mondo del lavoro. A suo tempo, dalla concreta realtà del lavoro deduceva bisogni di tutela e di giustizia sociale e li affidava alle «organizzazioni di classe», cioè alle rappresentanze sindacali. In una società, allora come ora, esposta a tendenze disgregatrici, le organizzazioni dei lavoratori venivano elevate a indispensabile espressione di libertà e di forza . Espressioni di libertà in quanto presupponevano la libera scelta delle persone che, associandosi, riportano il tornaconto individuale a comuni interessi collettivi, spezzando le logiche corporative fondate su «preferenze e interessi di parte». Incollarvi le figurine di Luigi Sturzo, Achille Grandi (e Bertini, Cavazzoni, Grosoli, Longinotti ...: ma chi erano?) significa allinearsi alla quotidianità che si affida agli istinti affascinanti e volubili della memoria, attivati da una ricorrenza rinchiusa nelle celebrazioni di una stagione. Di lì a poco quella gente dai grandi disegni dovette confrontarsi, secondo percorsi inevitabilmente divergenti, con accadimenti che un giovanissimo Giulio Pastore ha descritto nel 1925 con impressionante e profetica lucidità: «Ciò che ieri appariva quasi un incubo, oggi si vede come una liberazione»... L’articolo completo del professor Aldo Carera è stato pubblicato su Il Foglio.it * docente di Storia economica e direttore dell' Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia “Mario Romani” Quinto articolo di una serie dedicata ai cento anni dall’Appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo.

 

Diritto tributario, 45 nuovi diplomati

milano Diritto tributario, 45 nuovi diplomati Cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti alla settima edizione del master di secondo livello, con la lectio del professor Edoardo Traversa, dell’Université Catholique di Louvain. maggio 2019 Sono 45 gli studenti diplomati per la settima edizione del master di secondo livello in Diritto tributario . Alla cerimonia di consegna dei diplomi universitari, promossa e coordinata dal direttore Maurizio Logozzo , docente di Diritto tributario nella facoltà di Economia , hanno partecipato numerosi docenti di altre prestigiose Università italiane, nonché i vertici dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. Un successo decretato anche dal numero degli iscritti della ottava edizione, che ha raggiunto il numero massimo di quarantacinque studenti frequentanti, tra giovani avvocati, giovani commercialisti, funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed Ufficiali della Guardia di Finanza. L’incontro tra il mondo accademico e i rappresentanti delle professioni, dell’Amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza, ha testimoniato la natura e l’impostazione didattica del Master, che si caratterizza per l’approccio dialogico, il costante confronto tra principi teorici e attuazione pratica del rapporto tributario. Tutto ciò ha reso il master di Diritto Tributario della Cattolica un punto di riferimento nazionale per la preparazione e l’aggiornamento di giovani professionisti e funzionari dell’Amministrazione finanziaria. È testimonianza del livello di eccellenza raggiunto, non soltanto il numero degli iscritti alla settima edizione, ma anche il corpo docente costituito da più di ottanta professori universitari provenienti da quasi tutte le Università italiane, nonché professionisti di altissimo livello, responsabili fiscali d’azienda e da funzionari dell’Amministrazione finanziarie.

 

A Roma è tempo di Summer Experience

Le giornate sono dedicate agli studenti del quarto anno delle scuole superiori per scoprire le attitudini e gli interessi e affrontare in maniera consapevole la scelta del proprio futuro. Il Forum delle Opportunità si è aperto martedì 25 giugno con il saluto di benvenuto e l’illustrazione del programma delle giornate. A seguire si è tenuto un incontro di orientamento psicoattitudinale sulla scelta universitaria con laboratori di gruppo, coordinato da Stefano Gheno , psicologo e docente all’Università Cattolica. Nel pomeriggio il meeting per conoscere i percorsi di formazione universitaria con esperti e studenti delle Facoltà di Economia e Medicina e chirurgia alla scoperta dei propri interessi e talenti. Per la Facoltà di Economia gli studenti parteciperanno ad un contest sulla Sharing Economy che vede al mattino lezioni frontali con spunti di carattere teorico e nel pomeriggio laboratori interattivi finalizzati alla realizzazione di un lavoro di gruppo sui temi dell’attualità. Per la Facoltà di Medicina e chirurgia al mattino la lezione di anatomia e attività in sala settoria presso l’istituto di Anatomia Umana e al pomeriggio osservazioni al microscopio presso l’istituto di Patologia. Alle ore 11.30 si terrà un incontro conoscitivo sulle prove di ammissione ai Corsi di laurea e alle ore 14.30 si svolgeranno le sessioni di simulazione dei test di ingresso.

 

Educazione finanziaria, serve una svolta

giugno 2019 Il testo che segue è un estratto del secondo numero dell’Osservatorio Monetario dell’Università Cattolica, coordinato dal professor Angelo Baglioni, interamente dedicato allo stato dell’arte dell’educazione finanziaria in Italia. di Annamaria Lusardi * In tutti i paesi e, in particolare nei paesi sviluppati, stanno avvenendo enormi cambiamenti con profonde ripercussioni sull’economia e sulle piccole e grandi decisioni che ciascun cittadino è chiamato a compiere nel corso della vita. L’aumento della speranza di vita e la diminuzione della natalità sono due spinte demografiche destinate a mutare profondamente gli incentivi che guidano le scelte in materia di risparmio privato, assicurazioni e previdenza. L’avvento della tecnologia e dei servizi digitali sono destinati a trasformare radicalmente le abitudini dei cittadini e l’attività delle imprese e avranno un forte impatto nel settore finanziario, come parte di un più ampio processo di digitalizzazione dei consumi e dei processi produttivi che coinvolge l’intera economia. Eppure maggiori competenze e conoscenze in ambito economico-finanziario consentono ai risparmiatori di prendere decisioni più consapevoli e meno rischiose, di proteggersi dagli effetti di una crisi come quella che dieci anni fa ha investito il sistema economico mondiale, di ridurre le disuguaglianze. A sostenerlo è il secondo numero del 2019 dell’Osservatorio Monetario dell’Università Cattolica dal titolo “ Educazione finanziaria in Italia, a che punto siamo? ” e che descrive lo stato dell’arte delle iniziative messe in campo di recente nel nostro Paese sul fronte della educazione finanziaria. L’Osservatorio monetario è un’analisi sulla congiuntura economica nazionale e internazionale curata dal Laboratorio di analisi monetaria dell’Ateneo, in collaborazione con le facoltà di Economia e Scienze finanziarie, bancarie e assicurative dell’Università Cattolica e l’ Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (Assbb) .

 

Leggere Sturzo per rivalutare le élite

il dibattito Leggere Sturzo per rivalutare le élite L’idea che non serva più delegare il potere a una minoranza poiché grazie alla rete tutti possono intervenire direttamente per orientare le scelte politiche fa breccia in ampi strati dell’opinione pubblica. Alle radici del populismo di Antonio Campati 26 giugno 2019 Con questo articolo proseguiamo il dibattito - aperto il 18 giugno dall’ intervento su Cattolici e politica del professor Agostino Giovagnoli - a cento anni dall’appello di don Luigi Sturzo “agli uomini liberi e forti”. di Antonio Campati * Nel dibattito pubblico, il termine élite è avvolto da una patina di negatività. Ma ciò che Sturzo ha ben chiaro in mente è che all’interno della democrazia deve crearsi un dinamismo virtuoso per favorire la circolazione di élite con qualità apprezzabili (e per ostacolare la formazione di oligarchie). Com’è possibile educare e selezionare una classe politica adeguata? Un compito tanto delicato, per Sturzo, lo può assolvere soprattutto il partito, il quale, con la sua organizzazione e con le sua vita interna, consente al popolo di esprimersi in forma organizzata. L’eredità di Sturzo ci può allora aiutare in una duplice direzione: da un lato, a diffondere la consapevolezza che le élite sono importanti per il funzionamento della democrazia; dall’altro, che queste devono affrontare un «tirocinio» capace di renderle davvero consce delle loro responsabilità. assegnista di ricerca in Filosofia politica, facoltà di Scienze politiche e sociali , Università Cattolica del Sacro Cuore Sesto articolo di una serie dedicata ai cento anni dall’Appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo #sturzo #liberieforti #elite #politica Facebook Twitter Send by mail.

 

Giuliodori: formare vere personalità

L’omelia dell’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica in occasione della celebrazione eucaristica per la Solennità del Sacro Cuore 26 giugno 2019 Pubblichiamo il testo integrale dell’omelia dell’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica tenuta il 25 giugno in occasione della celebrazione eucaristica per la Solennità del Sacro Cuore, patrono dell’Ateneo. Quali sono le grandi opere che il Sacro Cuore compie in questa istituzione accademica a lui consacrata per cui possiamo ringraziarlo? Penso che l’elenco potrebbe essere molto lungo, più di quello che possiamo immaginare e di cui siamo realmente consapevoli. È questo essere e agire con l’ardore del Cuore di Gesù che ci consente di avere uno sguardo profondo e premuroso che sa capire, accompagnare e, soprattutto, amare i nostri giovani. Ma il Buon Pastore fa ancora qualcosa di più, come evidenziato sia nella prima lettura che nel Vangelo: «Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia». Gli ho chiesto che cosa facesse ancora lì visto che erano quasi le 21.00 e mi ha risposto: “In questi chiostri si studia meravigliosamente perché sono rassicuranti e ti danno quella pace interiore che rende anche la fatica dello studio più agevole e soprattutto l’anima respira e si rigenera”. A questo primo aspetto di lode, la liturgia ne aggiunge un secondo: attingere all’abbondanza dei doni del Sacro Cuore, cioè chiedere che ci sostenga con la sua grazia negli impegni e nei progetti che abbiamo in cantiere. Ogni vera espansione però ha bisogno di un di più di responsabilità e generosità, perché prima, e più delle strutture, deve crescere la capacità progettuale, la collaborazione, lo stile comunitario, nella fedeltà allo spirito originario e al mandato attuale della comunità ecclesiale di cui l’Ateneo è espressione.

 

Dr. Start-upper, ecco i progetti finalisti

milano Dr. Start-upper, ecco i progetti finalisti Dallo spazio per una ristor-azione alternativa alla consulenza per le relazioni con la Cina, dal servizio di ricerca macroeconomica alla app per amministratori di condominio. Sono alcune delle idee in gara tra cui sarà scelta oggi quella vincente 2019 25 giugno 2019 Oggi pomeriggio saranno premiati i primi tre classificati della quinta edizione di Dr. Start-upper , il percorso di Università Cattolica e Camera di commercio per la creazione di nuove imprese. Condo Plan L’idea nasce dalla volonta di voler semplificare l’attivita degli amministratori di condominio, con l’obiettivo di ridurre i tempi di gestione e risoluzione delle emergenze della clientela servita (condomini). Tramite l’utilizzo di un’App gli stessi condomini potranno segnalare disservizi e problematiche in maniera tempestiva e contattare i tecnici professionisti (idraulici, elettricisti, fabbri, servizio di sicurezza, manutentore ascensore, ecc.) in maniera diretta senza l’intermediazione dell’amministratore di condomino, che avra il ruolo di supervisore e validante. Playsugged L’idea imprenditoriale riguarda il noleggio e la vendita di distributori di Power Bank di ricarica per laptop, smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici collocati all’interno di vari centri di interesse. Questo servizio sara poi coadiuvato dall’utilizzo di un'applicazione per dispositivi mobili: attraverso l’app, il cliente potra vedere in anticipo sulla mappa geografica della citta i luoghi in cui i distributori sono presenti, il numero di Power Bank disponibili e il loro livello di carica. Trattandosi di Social Media, si mettono in connessione due interlocutori, brand e community, per i quali sono stati individuati due diversi problemi: per le imprese, la mancanza di una pubblicita interattiva che attivi le community; per gli utenti, il soddisfacimento di un bisogno naturale di ego e competizione.

 

Neet. Giovani che non studiano e non lavorano

Giovani che non studiano e non lavorano Chi sono sono i Neet? I giovani che non studiano e non lavorano: di questa ‘generazione perduta’ e del loro futuro ci parla Alessandro Rosina nel suo ultimo libro. by Velania La Mendola | 30 ottobre 2015 Vagano senza meta, senza aver chiaro il loro ruolo nella società e nel mercato del lavoro, sempre più disincantati e disillusi , con il timore di essere marginalizzati e di dover rinunciare definitivamente a un futuro di piena cittadinanza. Sono i NEET (acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training ), i giovani che non studiano e non lavorano : un fenomeno in crescita allarmante, tanto che si comincia a parlare di loro come di una ‘generazione perduta’ . Questo spreco di potenziale umano ha un costo rilevante, sul piano sia sociale sia economico, perché le nuove generazioni sono la componente più preziosa e importante per la produzione di benessere in un Paese. Come si è arrivati a questa situazione? Come la vivono i giovani? E come se ne esce? Parte da queste domande il libro-inchiesta di Alessandro Rosina . Il suo sguardo lucido e acuto individua le responsabilità dei vari attori istituzionali, economici, sociali (dalla scuola al sistema produttivo, alla famiglia, ai mass media…) svelando inefficienze e limiti. Poi, indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l’attenzione ai talenti giovani, l’investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell’intraprendenza.

 

Islamismo e democrazia

Islamismo e democrazia Il rapporto tra islam e democrazia è impossibile? Riccardo Redaelli spiega i meccanismi attraverso i quali culture e storie politiche diverse finiscono per fraintendersi. by Velania La Mendola | 30 ottobre 2015 Le cosiddette primavere arabe, con il loro sostanziale fallimento, hanno suscitato nel mondo occidentale una delusione che ha portato molti a concludere che il rapporto tra islam e democrazia sia impossibile. La prima cosa da capire – ci dice Redaelli – è che la religione islamica non è una realtà monolitica, bensì storicamente diversificata secondo le etnie, le culture e le regioni di quel mondo. Il secondo punto è che i concetti di democrazia e di Stato nazionale, affermatisi nei nostri sistemi occidentali e basati sul concetto di libertà individuale, risultano difficilmente applicabili nelle società islamiche perché estranei alle loro tradizioni. È invece la rivelazione coranica il fondamento dei loro sistemi politici e statuali, pur se in declinazioni molto diverse. Ma le esperienze di (teo)democrazia islamica sono state finora deludenti, come mostra l'autore analizzando le più significative, e spesso hanno addirittura finito per dividere e polarizzare quelle società. A complicare la situazione, le visioni radicali e militanti hanno rinverdito il mito del califfato islamico da riportare in vita sulle ceneri degli Stati nazionali moderni, favorendo l'affermazione di movimenti inclini all’uso di una violenza brutale , come nel caso dei gruppi che predicano il jihad armato su scala globale.

 

Politica per qualcosa, non contro qualcuno

Il dibattito Politica per qualcosa, non contro qualcuno Sturzo crede in una democrazia «sostanziale» perché crede nella libertà e nelle forze positive della società e della persona. Non manca, purtroppo, il fascino per l’«uomo forte», una sorta di taumaturgo delle angosce collettive; né mancano gli attentati a giustizia e libertà che minacciano la pace, mentre la vecchia classe dirigente ha tutta l’aria di essere spiazzata. Non ci sono vittimismi né «vittorie mutilate» nella sua prospettiva, non c’è quel senso di inferiorità che genera nazionalismi esasperati, causa di tanti guai nella nostra storia. Con l’Appello del ’19 i cattolici passano dalla protesta alla proposta e si rivolgono a tutti i cittadini italiani: tanto è vero che invocano il voto alle donne, che durante la guerra hanno sostenuto il Paese in mille modi. L’avventura di Sturzo non è solo il punto di partenza di una storia interrotta dal fascismo. Siamo ancora capaci di valorizzare la creatività dei singoli e dei gruppi? La politica – nazionale ed europea – può essere (e lo è stata) tentativo di plasmare la società in base a modelli di derivazione ideologica; oppure può valorizzare esperienze positive ed energie creative che non sono venute meno. docente di Storia del mondo contemporaneo alla facoltà di Scienze della formazione e direttrice del dipartimento di Storia dell'economia, della società e di Scienze del territorio «Mario Romani» Quarto articolo di una serie dedicata ai cento anni dall’Appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo.

 

Collegi, al via le iscrizioni

educatt Collegi, al via le iscrizioni Aprono le candidature per College Camp e College Draft 2019 , i concorsi per l’ammissione ai Collegi e alle Residenze in città: una preziosa opportunità per gli studenti che vogliono entrare a far parte di una realtà arricchente e formativa. giugno 2019 Parte nel mese di giugno la fitta serie di appuntamenti per il concorso di ammissione ai Collegi e alle Residenze universitarie dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il College Camp 2019 . Nelle città di Milano, Brescia, Piacenza e Roma i ragazzi interessati avranno la possibilità di intraprendere un’avventura formativa e abitativa presso una delle strutture messe a disposizione dall’Università Cattolica, da Educatt e dall’Istituto Toniolo. Per iscriversi al bando del College Camp è necessario compilare la domanda online di ammissione, disponibile nei prossimi giorni sul sito di Educatt.

 

La giustizia senza risentimento

vita e pensiero La giustizia senza risentimento È dall’intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di prendersi cura) che dà il titolo al libro del professor Gabrio Forti. Abbiamo incontrato l’autore, professore di diritto penale dell’Università Cattolica e direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale, per capire meglio lo stato di salute della nostra giustizia e quanto questo ci riguardi. Tale patologia che coinvolge l’intero ordinamento – e che nel libro viene definita “corruzione delle norme” – produce un effetto anche più grave della inflazione prodotta dall’eccesso di “moneta” punitiva». C’è quindi un legame tra l’erosione del diritto e quello della conoscenza? «Per intervenire in modo misurato e proporzionato, non “eccedente”, norme e sanzioni devono essere preparate dallo studio e dalla conoscenza dei problemi che pretendono di affrontare. È da questo intreccio di corruzione delle norme e dei saperi che sorge il bisogno di cura (anche nel senso di “prendersi cura”) che dà il titolo al libro». Ma cosa ha a che fare l’alterità con la legge che è fatta da regole ben precise? «La legge deve saper trovare ‘parole giuste’ che rendano il più possibile giustizia alla molteplicità dei mondi umani. Perché solo la comprensione senza modelli astratti e precostituiti delle situazioni sociali su cui si vuole agire beneficamente è in grado di realizzare in modo persuasivo e non retorico le condizioni di una buona convivenza, che sono poi anche quelle conformi a i principi enunciati dalla nostra Costituzione.

 

Dr. Start-upper, il giorno della finale

Milano Dr. Start-upper, il giorno della finale Martedì 25 giugno a Palazzo dei Giureconsulti la premiazione della VI edizione del percorso promosso da Ateneo e Camera di Commercio per la creazione di nuove imprese. Nasce con questo proposito Dr. Startupper , un percorso promosso dall’ Università Cattolica in collaborazione con la Camera di Commercio , che scommette sulla creatività dei partecipanti nel dare vita a start-up innovative e nell’inventare nuove forme di lavoro e professionalità. Dr. Start-upper offre gli strumenti essenziali, la conoscenza dei quadri normativi e le skills manageriali per lo sviluppo di idee che portino alla creazione di una start-up; potenzia le competenze imprenditoriali; crea un network di contatti personali e istituzionali utile per i futuri imprenditori. Obiettivo ultimo è la creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati e la diffusione di una cultura dell’innovazione, che nasca dalla contaminazione tra il mondo accademico e quello imprenditoriale. Durante il training, della durata di circa sei mesi, si sono alternati momenti di lavoro in gruppo e sessioni di formazione a distanza tramite video lezioni, incontri con giovani start-upper di successo, e presentazioni dei propri lavori a venture capitalist e business angel. A Milano nei primi tre mesi dell’anno 2mila le imprese di giovani iscritte su 33mila nazionali, circa 20 imprese al giorno. Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano-Monza-Brianza-Lodi sono 1830 le imprese di giovani iscritte a Milano nei primi tre mesi del 2019, circa 20 al giorno, di cui 510 donne.

 

Le Olimpiadi passano in Cattolica

milano Le Olimpiadi passano in Cattolica La candidatura per i giochi invernali Milano-Cortina 2026 è stata presentata lunedì 10 giugno dai campioni olimpici Antonio Rossi e Diana Bianchedi , coordinatrice del comitato organizzatore. by Francesco Berlucchi | 06 giugno 2019 Tutto iniziò, quantomeno per i non addetti ai lavori, alle ore 20.26 dell'11 gennaio 2019, quando il nuovo sito di Milano-Cortina fece la sua comparsa sul web e su di esso venne pubblicato il dossier di 127 pagine sulla candidatura italiana alle prossime Olimpiadi invernali 2026 . The dream begins here” fu il claim scelto per la homepage, mentre l’hastag #DreamingTogether diceva molto del carattere innovativo di questa candidatura. A cinque mesi di distanza, Milano-Cortina è (si faccia attenzione al singolare) tuttora in corsa per l'assegnazione dei giochi invernali 2026 con la svedese Stoccolma-Aare. Nello stesso report, viene invece bocciata Stoccolma-Aare: “Mentre sono state fornite lettere di intenti, sono ancora da presentare le garanzie vincolanti per le nuove strutture: il villaggio olimpico di Stoccolma, l'ovale per il pattinaggio di velocità e le sedi del biathlon e dello sci di fondo”. Vi sono inoltre tre sedi di gara che possono comportare un rischio per l’ambiente per la loro vicinanza “ad aree naturali protette” e che “richiedono un'attenzione particolare per evitare un impatto ambientale”. Non basta: a precedere la presentazione, in vista della XXX edizione dell'Universiade estiva di Napoli 2019 la fiaccola delle Universiadi è arrivata proprio in Cattolica, intorno alle 16 , partendo da piazza Fontana e percorrendo tutto il centro di Milano, fino in largo Gemelli.

 

Iran, 40 anni dopo la rivoluzione

milano Iran, 40 anni dopo la rivoluzione Il libro di Nicola Pedde , direttore dell’Institute for Global Studies, ripercorre gli anni dell’ascesa al potere dell’ayatollah Ruhollah Khomeini dopo il crollo della monarchia assoluta dello scià. by Beatrice Beretti | 25 giugno 2019 Esattamente 40 anni fa nell’Iran dello scià scoppiava un’insurrezione che avrebbe per sempre cambiato il volto del Paese, trasformandolo da monarchia assoluta a repubblica islamica. Nicola Pedde , direttore dell’Institute for Global Studies, gli ha dedicato il libro 1979: Rivoluzione in Iran (ed. Rosenberg&Sellier), presentato all’Università Cattolica il 30 maggio davanti a un folto pubblico che ha testimoniato l’interesse per questo Paese, come sottolineato da Vittorio Emanuele Parsi , docente di Relazioni internazionali e direttore dell’ Aseri . Tra le cause del crollo repentino del regime dello scià Pedde ne evidenzia una particolare: «Dopo il 1953, in seguito alla trasformazione del Paese in monarchia assoluta, la dinastia Pahlavi ha verticalizzato completamente la catena di comando della pubblica amministrazione, privandola di qualsiasi capacità di movimento o di giudizio autonomo». Questa è stata la vera condanna dello scià – sentenzia lo studioso –: Mohammad Reza Pahlavi ha prodotto una generazione di tigellini, di funzionari che non hanno mai avuto il coraggio di dare indicazioni in merito a quanto profonda fosse la crisi dello Stato». Lo scià era sì un sovrano debole, malato, disconnesso dalla realtà, ma una cosa la capì, racconta Redaelli: intuì che non sarebbe più tornato in Iran a morire, per questo si fece portare dietro un metro per due di terra iraniana dove farsi seppellire. Una prova di questo si riscontra nella repressione feroce che, per volere di Khomeini, colpì anche Pakravan e Shariatmadari, proprio le due persone grazie alle quali l’ayatollah era sfuggito alla pena di morte nel ’63.

 

Go top