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L’ingrediente fondamentale per la vita

marzo 2019 di Maria Zucchinelli * Se osservassimo la Terra da un satellite potremmo chiederci “perché non chiamarlo Pianeta Acqua o Pianeta Blu?” Del resto dei suoi 510 milioni di km2, solo il 25% è occupato da terre emerse. Molti aggettivi sono attribuiti a questa risorsa, “vitale”, “insostituibile, “preziosa”, “dinamica”, “rinnovabile”, ma dobbiamo essere sempre più consapevoli che è anche “limitata”: solo lo 0,01% della totalità dell’acqua del pianeta è potenzialmente disponibile all’uomo. Attualmente si stima che 3.6 miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale, viva in aree potenzialmente a rischio di scarsità d’acqua per almeno un mese l’anno, e questa numero potrebbe aumentare fino a 5.7 miliardi entro il 2050. Ad esacerbare la situazione vi è l’intensificazione del ciclo idrologico globale che, conseguenza dei cambiamenti climatici, porterà ad un aumento delle temperature e viceversa alla diminuzione nella frequenza delle piogge, causando tra gli altri danni la siccità. Importanti sono anche le conseguenze legate all’inquinamento che ne mette a rischio la qualità chimico-fisica: solo in Europa più della metà dei corpi idrici sono caratterizzati da uno stato ecologico inferiore al buono e circa il 25% delle acque sotterranee si trova in uno scarso stato chimico. Alcune realtà coinvolte nel progetto, aderiscono anche al programma VIVA -La Sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia avviato dal Ministero dell’Ambiente nel 2011 con la collaborazione scientifica del centro di ricerca OPERA , in cui tra gli indicatori utilizzati ha introdotto il calcolo dell’impronta idrica. Ciò si traduce nella misura dei consumi idrici nelle fasi di campo per l’irrigazione, trattamenti e lavaggio dei macchinari, fino ai consumi in cantina contabilizzando l’acqua necessaria per le fasi di vinificazione e imbottigliamento.

 

Emergenza acqua

Piacenza Emergenza acqua Un caffè scientifico che mette al centro il bene primario da preservare: l'acqua. Il prossimo 6 dicembre l'appuntamento è presso l' Azienda Agricola Santa Giustina . L’iniziativa, articolata in interventi scientifici ed una sezione partecipativa, vedrà affrontati i problemi connessi all’utilizzo razionale della risorsa acqua nell’ambito agricolo ed in particolare in quello vitivinicolo, focus dell’indagine prevista dal progetto stesso. Sono previsti interventi qualificati dei Testimonial del territorio (IRETI, Consorzio Vini Piacentini, AUSL di Piacenza, Consorzio Fitosanitario Provinciale, Confagricoltura, Coldiretti, CIA, Consorzio di Bonifica) ed una mostra fotografica con esposizione di alcune foto tratte dal libro Deep in Wine . L’incontro sarà presieduto dal preside della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali prof. Marco Trevisan; per maggiori informazioni su come si svilupperà il programma cliccare qui . universita #acqua #h2020 #deep in wine Facebook Twitter Send by mail.

 

Waterprotect: tecniche green per la protezione delle acque potabili

Waterprotect: tecniche green per la protezione delle acque potabili Proteggere l’acqua in ambienti rurali e urbani grazie a sistemi innovativi. ottobre 2017 Proteggere l’acqua in ambienti rurali e urbani grazie a sistemi innovativi. È partito il progetto WATERPROTECT (Innovative tools enabling drinking WATER PROTECTion in rural and urban environments), del programma comunitario HORIZON 2020 che si propone di diffondere un sistema efficace di contenimento e riduzione della eventuale contaminazione puntuale o diffusa delle acque sotterranee da pesticidi e nitrati utilizzati in viticoltura. i partners europei del progetto, guidati dall’ente di ricerca del governo belga: il caso-studio Italia è affidato all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Arpae e Associazione PiaceCiboSano, tutti con sede a Piacenza. L’obiettivo locale è quello di identificare la diffusione della conoscenza e l’applicazione delle buone pratiche agricole in viticoltura (BMPs), approfondendo uno specifico comparto territoriale, la Val Tidone, vocata tradizionalmente alla coltivazione e trasformazione della vite. Il progetto può essere realizzato grazie alla collaborazione della Cantina di Vicobarone, che ha messo a disposizione già nella campagna di raccolta delle uve 2017 i propri Soci e le relative realtà. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito internazionale del progetto: https://water-protect.eu/ e su quello nazionale disponibile a breve suwww.bevisicuro.info #acqua #universita #convegno #horizon Facebook Twitter Send by mail.

 

Impariamo a respirare l’acqua

Una guerra fatta di acqua virtuale e non di acciaio e di armi. Interi popoli nella storia dell’uomo sono in conflitto per raccogliere confini inclusivi di corpi idrici e nei periodi di pace attraverso le dighe sono state favorite le economie di alcuni Paesi a discapito di interi popoli di profughi. Si sfruttano le risorse di Paesi terzi per produrre i cibi che riempiono per il 60% i nostri carrelli della spesa e, se non controllati, quei Paesi potrebbero essere i deserti futuri e l’origine di tanti altri profughi girovaghi per il mondo. Basta questo per ribadire l’importanza di questa risorsa e per riconoscere la necessità di un impegno collettivo rivolto al suo rispetto, tutela e conservazione? E cosa fare? Prima di tutto impariamo a comprendere il significato di acqua virtuale e regoliamo le nostre attività su questa base. Esiste un parametro che prende il nome di impronta idrica (water footprint) che ci permette di quantificare l’acqua, ma stiamo attenti ad utilizzare solo l’impronta idrica grigia ed azzurra altrimenti potremo mangiare solo l’erba come promuovono alcune aziende che speculano per motivi commerciali su questo dato. Poi chiediamo prodotti sostenibili che prevedano in modo trasparente l’uso responsabile dell’acqua (diffidiamo di chi proclama di essere biologico, naturalista, salvatore del mondo, ma non misura). Siamo tutti in apnea, per questo non ci rendiamo conto di quanto le variazioni climatiche, la volatilità dei prezzi e dei mercati, le guerre e la geopolitica stiano mutando il panorama internazionale rendendo necessario affrontare la gestione sostenibile di questa risorsa in modo concreto e operativo.

 

L’algoritmo per monitorare il Garda

Brescia L’algoritmo per monitorare il Garda Come reagirà il lago al cambiamento climatico? Un modello matematico elaborato dalla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di Brescia, presentato a Salò, simula i possibili scenari futuri per controllarne l’evoluzione. gennaio 2016 Il lavoro di ricerca è stato realizzato da Sara Tomasoni e da Stefano Moré, con la supervisione del preside Alfredo Marzocchi , grazie a un finanziamento della Fondazione Comunità Bresciana. I due ricercatori hanno studiato un nuovo modello per simulare i possibili scenari futuri dovuti ai cambiamenti climatici, prendendo in considerazione alcuni aspetti della fluidodinamica del lago.Il prossimo passo sarà quello di effettuare una rilevazione digitale, una batimetria del lago in profondità attraverso un ecoscandaglio. Ai fini della simulazione – spiega Sara Tomasoni - è stato necessario creare una griglia triangolare di calcolo con il software scientifico Matlab, indirizzata in modo tale che i suoi nodi comprendessero i punti di contorno del lago e la batimetria del lago stesso. La prima fase del lavoro, quindi, ha richiesto la definizione dei punti del contorno del lago, delle sue 5 isole e del profilo di Sarca e Mincio (immissario ed emissario principali)». Le simulazioni Si è pensato di creare il contorno di un lago fittizio a forma di rombo con una batimetria artificiale a livello zero sui bordi e un minimo di 5m sul fondo. Le simulazioni dei prossimi mesi riguarderanno lo studio su temperatura, evaporazione e influenza delle piogge e di possibili scenari futuri.

 
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