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Fare business oltre confine

CATTOLICAPOST 25 febbraio 2016 Fare business oltre confine Continuano i seminari aperti sulle opportunità e le sfide del commercio estero organizzati dal master in Economia e Gestione degli Scambi internazionali – Megsi. Prossimi appuntamenti il 3 e il 17 marzo, con focus particolare sull’Africa Nuove economie, crescita, rischio, (nuova) imprenditorialità: saranno gli argomenti al centro dei seminari aperti organizzati dal master in Economia e Gestione degli Scambi internazionali – Megsi. Sul tavolo anche come avviare e sviluppare Start up in Africa. Programma] #imprenditorialita' #megsi #riskanalysis #africa Condividi Facebook Twitter Send by mail.

 

E4Impact, un’alleanza tra atenei africani

milano E4Impact, un’alleanza tra atenei africani Ventinove rappresentanti di 19 atenei africani in Università Cattolica a Milano per consolidare una rete universitaria che favorirà la crescita di una nuova generazione di imprenditori, capaci di generare sviluppo economico e sociale. Ma anche dare vita a sinergie, relazioni, scambio di competenze per favorire lo sviluppo internazionale di imprese africane attente all’impatto sociale. In particolare, la giornata di martedì 2 aprile è stata occasione di dibattito e approfondimento sul ruolo che l’Italia può avere per favorire la crescita di una nuova generazione di imprenditori, capaci di generare sviluppo economico e sociale nel Continente africano. A oggi, E4Impact ha formato oltre 850 giovani imprenditori che hanno partecipato ai Global MBA of Impact Entrepreneurship, realizzati in partnership con università africane proprio per favorire lo sviluppo di business a forte impatto sociale e ambientale. I settori coinvolti dalle iniziative degli imprenditori formati sono affini a quelli di molte aziende italiane impegnate in programmi di esplorazione dei mercati africani con le quali E4Impact ha avviato e intrattiene contatti, sviluppando opportunità di collaborazione. Con la creazione di questa alleanza vogliamo sostenere lo sviluppo di una classe di imprenditori capaci di incidere sullo sviluppo economico e sociale dei loro Paesi», ha dichiarato Mario Molteni , direttore di E4Impact Foundation. E4Impact Alliance rappresenta la naturale continuità di un processo aggregativo avviato da E4Impact nel 2010, attraverso l’offerta di MBA nei diversi paesi da parte della stessa E4Impact.

 

E4Impact, imprenditori per l’Africa

E4Impact nasce come iniziativa di Altis nel 2010 con lo scopo di favorire lo sviluppo sostenibile del continente africano supportando la formazione di imprenditori ad alto impatto sociale e ambientale. Le attività della Fondazione contribuiscono al raggiungimento di molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 fissati dalle Nazioni Unite, in particolare quelli legati a istruzione di qualità, lavoro dignitoso, crescita economica, riduzione della povertà e fame zero. Il 73% di loro ha un business attivo nel proprio Paese e in tutto hanno creato oltre 4.000 nuovi posti di lavoro nel continente» dice il professor Mario Molteni , Ad della Fondazione. La forza del nostro programma è quella di fornire know-how e competenze imprenditoriali assieme a servizi di consulenza e supporto tipici di un incubatore di impresa. Dopo aver incontrato i vertici del governo Italiano, infatti, il vice presidente ha deciso di presentare le opportunità di business del Kenya a un ristretto gruppo di imprese italiane nell’ambito di un workshop organizzato da E4Impact Foundation in Altis. Obiettivo futuro della Fondazione è attivare il Global MBA in Impact Entrepreneurship in almeno altri 7 Paesi africani entro il 2020 , ponendosi sempre più come punto di riferimento nell’ambito dell’imprenditorialità di impatto nel continente e nella creazione di opportunità di collaborazione tra imprese italiane a africane. sviluppo #imprenditorialita' #africa #altis Facebook Twitter Send by mail IL RETTORE NOMINATO VICE-PRESIDENTE Il 27 novembre 2018 il Consiglio di Amministrazione di E4Impact Foundation ha nominato il rettore Franco Anelli vice presidente della Fondazione presieduta da Letizia Moratti .

 

L’Africa negli occhi dei bimbi

UCSC international L’Africa negli occhi dei bimbi Per Francesca , di Scienze linguistiche , l’esperienza estiva di volontariato in Tanzania con International Volunteering conferma che si parte con l’idea di portare aiuto e si torna scoprendo di averne ricevuto. Sono le coordinate del mio International Volunteering e mi fanno dire che parte del mio cuore apparterrà per sempre alla Tanzania. Da tempo coltivavo un insieme di desideri che, forse, ho sempre tenuto nascosti dentro di me: andare, fare, viaggiare, conoscere altre culture, immergermi in un nuovo mondo, comunicare con gli altri, imparare usi, costumi, lingua locale ma, soprattutto, mettermi alla prova e sentirmi utile. Ed è così che, con tanta voglia di buttarmi in qualcosa di nuovo, un sabato di luglio ha avuto inizio la mia avventura africana. Gli occhi dei bambini incontrati a scuola, i canti in swahili, gli abbracci delle insegnanti e i minuti di silenzio spesi con la testa rivolta verso l’alto a goderci quel magnifico cielo stellato: sono i ricordi più belli che mi porterò dentro per sempre. Tutti quei bimbi, i loro sorrisi, le loro mani piccole, gli sguardi curiosi, le dita che toccavano i miei capelli biondi e le braccia tese in alto in attesa di darmi il cinque dopo aver detto a gran voce “Me, Madam!”. Nella mia testa, ma soprattutto nel mio cuore, la “Class 1B” ha lasciato ricordi indelebili: quei sessantotto bimbi scatenati, con l’uniforme nera e bianca, le scarpe slacciate, gli strappi sui maglioncini e le scarpe sporche di terra e polvere.

 

Hai mai visto quest’Africa?

milano Hai mai visto quest’Africa? La presentazione del volume, edito da Educatt, dedicato a quasi 60 anni di viaggi dei fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni . A metà tra il trattato antropologico e il reportage fotografico, racconta di rituali primordiali e di una cultura da non disperdere. by Giada Meloni | 12 ottobre 2016 «Uomini bianchi andate negli sperduti villaggi della mia terra e documentate le parole dei cantastorie, dei vecchi, di tutti i depositari di un antico sapere umano, perché quando essi moriranno sarà come se, per voi uomini bianchi, bruciassero tutte le biblioteche». Parole pronunciate da un famoso poeta e politico africano, Léopold Sédar Senghor , già presidente del Senegal, che fanno riflettere soprattutto se evocate come un monito da chi, per anni, ha respirato e vissuto l’Africa come Angelo Castiglioni . Insieme al fratello Alfredo, Angelo ha dedicato la propria vita allo studio antropologico, etnologico e archeologico delle tribù africane. Una storia raccolta nel volume edito da Educatt Hai mai visto quest’Africa? – Grandi orizzonti, riti, corpi dipinti, arte , presentato l’11 ottobre nella cripta aula magna dell’Università Cattolica a Milano. Popolazioni cosiddette primitive, forse tecnologicamente arretrate ma non per questo inferiori, che mantengono una scala di valori che noi forse abbiamo perduto.

 

L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica

MILANO L’Eni di Mattei e il legame con la Cattolica Si è scritto molto del fondatore del colosso energetico ma pochi sanno dell’influsso che hanno avuto su di lui alcuni studiosi dell’Ateneo, soprattutto sui temi dello sviluppo dei popoli. Dotato di grandi qualità manageriali e di un pragmatismo che, a detta dei critici, sembrava sfiorare i limiti del consentito, Mattei e la sua avventura imprenditoriale hanno contribuito a proiettare l’Italia in un scenario internazionale e a ricostruirne l’immagine economica all’estero. Proporre una riflessione storica aggiornata sulle radici culturali dell’esperienza imprenditoriale di Enrico Mattei e dei suoi collaboratori nei momenti cruciali dello sviluppo economico nazionale e internazionale è l’obiettivo del convegno intitolato “Cultura in azione. Per capire l’Eni di Mattei, insomma, occorre far riferimento a una visione di lungo periodo, che si è alimentata in una riflessione etico-politica ispirata a un insieme coerente di valori e di principi sociali. La prima sessione del convegno sarà dunque dedicata a indagare le radici culturali, i contributi di pensiero e i mezzi attraverso cui questa prospettiva si è dispiegata, mentre la seconda si occuperà della «politica estera» di Eni, in particolare in Medio Oriente, in Unione Sovietica e in Africa. Dopo i saluti istituzionali, alle 10 prenderà il via la prima sessione della giornata di studio con la relazione di Maria Bocci , docente di Storia contemporanea, sul tema Una cultura per lo sviluppo. La politica energetica per lo sviluppo ; mentre dei rapporti tra l’Università Cattolica e la Scuola di San Donato si occuperà Daniele Bardelli , ricercatore di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze della formazione.

 

Le imprese culturali africane fanno rete

Milano Le imprese culturali africane fanno rete Si sono raccontate nell’ambito di AfroCult.it, un evento promosso da ModaCult, le esperienze afroitaliane di imprenditoria che operano nel campo di moda, cinema, teatro, musica, design e cibo. Poi c’è Paul Roger Zenam, di Zenam Couture , che lavora incrociando know how italiano e africano, sia sul piano del design che su quello della produzione di abbigliamento, promuovendo anche progetti di sviluppo locale in alcuni centri del Camerun. Che i contenuti africani non sono solo una questione di ultime tendenze passeggere di una stagione o di un’altra è confermato anche dal lavoro e dal riconoscimento che il blog Nappytalia sta avendo negli ultimi due anni. Hanno partecipato anche le associazioni culturali come Sunugal , che favorisce l’integrazione degli immigrati e iniziative di scambio, in particolare tra l’Italia e il Senegal, di carattere culturale, educativo, artistico, aggregativo e di cooperazione internazionale. Al convegno c’erano anche realtà che non sono imprese culturali afroitaliane, ma che svolgono un importante lavoro di networking e di promozione interculturale. Al convegno promosso dal Centro per lo studio della moda e della produzione culturale della Cattolica ModaCult, ha introdotto Laura Bovone , direttore di ModaCult Centro per lo studio della moda e della produzione culturale dell’Ateneo. Nel pomeriggio hanno discusso Matteo Aria della Sapienza di Roma, Beatrice Nicolini della Cattolica, Danielle Bruggeman della Royal Academy of Art in Olanda, Anna Casella della Cattolica e Camilla Hawthorne della University of California di Berkeley.

 

Nella pancia della bestia

MILANO Nella pancia della bestia La lezione in Cattolica del direttore del Journal of Global Slavery Damian Pargas sui rifugiati dalla schiavitù nell’America del 1800. Un parallelo con l’Europa di oggi e con le condizioni di chi oggi fugge alle nuove schiavitù. La paura, la paura di venir scoperti a causa del proprio colore della pelle, la paura di essere divisi dalla propria famiglia, di venir ricatturati e puniti, forse uccisi, erano i sentimenti prevalenti per milioni di neri negli Stati Uniti d’America durante i conflitti di secessione. In quei Paesi che si schierarono contro gli schiavi fuggitivi, dove ogni movimento sospetto poteva rappresentare un pericolo di vita, molte erano le fughe, inizialmente disorganizzate nelle boscaglie e nelle foreste, e poi presto stabilizzate tramite una serie di reti, verso il nord America, e cioè verso il Canada. Si affiancavano alle fughe verso il Messico, dove la vita era difficile rispetto al nord del continente americano, ma dove i confini politici erano da sempre scarsamente delineati e per questo meno difficili da violare. E mentre gli schiavi afroamericani si moltiplicavano e si stabilizzavano fino a “dimenticare” l’Africa, gli schiavi brasiliani, importati dagli schiavisti oltre le abolizioni, rammentavano le loro origini fino a creare movimenti politici e centri di forte autodeterminazione. Molti dunque gli stimoli e le simmetrie con le problematiche migratorie globali.

 

Con Francesco per promuovere l’Africa

FORMAZIONE E SVILUPPO Con Francesco per promuovere l’Africa Nei viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana, il Papa richiama il mondo a sostenere modelli responsabili di sviluppo economico. L’impegno della Cattolica per formare una nuova generazione di imprenditori locali 26 novembre 2015 Papa Francesco è in Africa per la viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dalle parole che sta pronunciando emerge un appello a “ promuovere modelli responsabili di sviluppo economico ”, perché “l’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Proprio in alcuni dei Paesi visitati dal Papa, l’Università Cattolica è presente con il Global Mba in lmpact Entrepreneurship dell' Alta Scuola impresa e società (Altis) per formare imprenditori sociali (in alto la festa dei diplomati della prima edizione del Kenya) . Faremo il possibile per partire nel 2016 in quattro nuovi Paesi, in cinque anni vogliamo coinvolgere alcune migliaia di imprenditori sociali», spiega Mario Molteni , fondatore di Altis-Cattolica presidente di Always Africa e nel Cda di E4Impact. Sostenere lo sviluppo in Africa è una strada, anche, per contenere i drammatici fenomeni migratori? L'assenza di opportunità di lavoro è una delle principali cause di questi fenomeni. Non solo per l'impatto diretto delle nostre iniziative, ma anche, come abbiamo già sperimentato ad esempio in Kenya e Ghana, perché fungiamo da diffusori di una cultura imprenditoriale, aiutando a innescare processi di sviluppo virtuosi.

 

Africa, la nuova frontiera delle Pmi

cattolicapost Africa, la nuova frontiera delle Pmi Giovedì 15 dicembre a Milano un seminario promosso dal master in Economia e gestione degli scambi internazionali-Megsi presenta le opportunità di business per le imprese italiane. Aldo Pigoli , docente ed esperto di geopolitica e analisi delle relazioni internazionali, approfondisce vantaggi e criticità nel seminario organizzato dal master in Economia e gestione degli scambi internazionali-Megsi in programma giovedì 15 dicembre alle ore 14 in Università Cattolica (via Carducci 28/30, Milano). Da circa 15 anni il continente africano sta attraversando una fase di crescita economica e sviluppo che ha attirato gli interessi di vari operatori economici a livello internazionale. Inoltre, negli ultimi anni molti Paesi africani hanno avuto successo nel rendere attrattivi i loro settori economici, attraverso investimenti in servizi e infrastrutture ma anche nel miglioramento degli aspetti burocratico-amministrativi e giuridico-legali». Secondo l’esperto di geopolitica, «permangono alcune criticità, le principali derivanti dalla forte dipendenza dalla produzione e dall’export del settore primario, largamente dominante in molti Paesi, e in generale, dalle enormi disparità socio-economiche, dalla perdurante corruzione e dal ritardo nello sviluppo delle infrastrutture». La Mistral International sarl si occupa di attività agricole e di allevamento animale è stata costituita nel 2013, ed è registrata presso la Camera di Commercio di Dakar (Sn). Nasce dall'unione di capitali e prestazioni d'opera italiani e senegalesi con la mission di strutturare un'azienda in grado di produrre alti profitti e svolgere una funzione sociale importante nel territorio, in grado di portare innovazione, formazione e lavoro; combattendo povertà e migrazione clandestina verso l'Europa.

 

Keneth, la mia stufa per l’acqua potabile

CATTOLICAPOST Keneth, la mia stufa per l’acqua potabile È un’idea che ha cambiato la vita a molti quella del giovane kenyota, che ha creato un’impresa per garantire un accesso più sicuro alle risorse idriche. Un percorso che l’ha portato nel 2012, dopo oltre dieci anni di esperienza nel campo dello sviluppo sostenibile, a impegnarsi in un progetto concreto per la comunità locale, cominciando a concepire quello che è oggi il modello di business di Stamp Investment , l’impresa da lui fondata a Nairobi. Secondo gli studi effettuati dall’impresa in diverse zone del Paese, l’uso di queste stufe riduce del 70% il rischio di contrarre malattie, permette di risparmiare sui consumi di risorse e sul tempo impiegato per cucinare un pasto con acqua pura. Quando ha capito che era sulla strada giusta? «Credo che il momento migliore della mia vita di imprenditore sia stato quando ho assistito all’intervista di una bambina da parte di un giornalista della stampa locale. Perché? «Ho deciso di iscrivermi perché sentivo che c’erano nella mia attività aspetti che potevo gestire meglio, avevo bisogno di una formazione imprenditoriale. E cosa consiglierebbe a un giovane che oggi volesse intraprendere questa attività? «Di cercare sempre il consiglio di chi ha fatto lo stesso prima di lui, di confrontarsi con chi ha esperienza, di studiare i bisogni del mercato per capire se il prodotto offerto risponde a una reale domanda. All’Mba abbiamo avuto l’opportunità di incontrare persone che prima di noi hanno affrontato la sfida imprenditoriale: è a loro che bisogna guardare per trovare l’ispirazione.

 
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