La tua ricerca ha prodotto 3 risultati per agostino:

Ambrogio, Agostino e… Giacomo Poretti

Teatro Ambrogio, Agostino e… Giacomo Poretti L’attore milanese è protagonista del monologo che andrà in scena lunedì 9 dicembre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano su testo di Luca Doninelli nell’ambito dei “ Dialoghi di vita buona” 03 dicembre 2019 Ambrogio e Agostino, conoscersi per riconoscersi . Milano sullo sfondo, Milano fondale, palcoscenico dell’incontro di un tedesco, vescovo di Milano, Ambrogio, con un insegnante di retorica africano, Agostino: il miracolo del riconoscimento del proprio destino che si realizza. Un evento spettacolo con protagonisti lo straniero e la città di Milano, madre accogliente ed esigente, che ha sempre spinto i suoi figli a riconoscere la responsabilità del proprio talento. Uno spettacolo da un testo di Luca Doninelli di e con Giacomo Poretti. Nel monologo di Poretti su testo di Doninelli “ Sant’Agostino in Brianza ”, interverranno Omenea Zaid , studentessa di Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Zhupeng Zhou , studente di Ingegneria dell’automazione al Politecnico di Milano e Associazione Portofranco di Milano. L’iniziativa è promossa nell’ambito dei “ Dialoghi di vita buona” e si terrà lunedì 9 dicembre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano alle ore 21. ambrogio #agostino #giacomo poretti #dialoghi di vita buona Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Muro di Berlino, un punto di non ritorno

Unica eccezione: la Russia, i cui abitanti hanno forti nostalgie del passato (segno delle grandi difficoltà che incontra il governo di Putin e di cui si ha in genere scarsa consapevolezza). Alla luce di questi sondaggi, la caduta del Muro di Berlino appare chiaramente un passaggio definitivo e un punto di non ritorno nella storia contemporanea. Lo conferma anche un altro elemento che emerge implicitamente dalle opinioni di polacchi, ungheresi, slovacchi e tanti altri: l’importanza dell’allargamento dell’unità europea ai loro paesi. La caduta del Muro infatti ha aperto la strada a questo allargamento, decisivo per lo sviluppo economico che rende questi paesi così soddisfatti della loro situazione attuale. Si tratta soprattutto di quello che invece apparve evidente nel 1989: il trionfo dell’Occidente, che fece parlare a qualcuno di fine della storia. Trent’anni dopo appare chiaro che quel trionfo non ci fu. Il Muro non è caduto per lo scontro con l’Occidente, che pure c’è stato, ma per una globalizzazione che ha profondamente sconvolto l’economia e la politica mondiali. muro di berlino #agostino giovagnoli #storia #guerra fredda Facebook Twitter Send by mail Print La caduta del Muro vista dalla ";Generazione Z"; La caduta del muro per loro è un ricordo arrivato soprattutto dai racconti dei nonni e dei genitori ma non per questo meno sentito.

 

Milano, la città di Ambrogio (e Agostino)

Ambrogio e Agostino, conoscersi per riconoscersi è un racconto teatrale scritto da Luca Doninelli e ha aperto la nuova stagione dei Dialoghi di Vita Buona . La parola chiave della serata è stata l’aggettivo ambrosiano, declinabile come il sentimento di accoglienza e solerte partecipazione che da sempre caratterizza la città di Milano. Tre testimoni ne hanno avvalorato il senso: Omenea Zaid studentessa di Economia dell’università Cattolica, Zhupeng Zhou studente di Ingegneria del Politecnico e Franca Bonola responsabile dell’associazione Portofranco. Poi tocca a Zhupeng Zhou , di origine cinese, che ricorda quando da bambino giocava a Bovisa con il suo amico Marco e del momento in cui ha capito che «essere diversi non è sbagliato. L’ultima voce è quella di Franca Bonoli che racconta l’aiuto fondamentale che l’associazione Portofranco di viale Papiniano dà in modo gratuito a 1500 studenti con 300 volontari, assicurando loro un totale di 12mila ore di ripetizioni nel corso di tutto l’anno scolastico. Nella città dove Sant’Agostino si convertì al cristianesimo ricevendo il battesimo da Sant’Ambrogio continuano a convivere persone che, pur partendo da culture ed esperienze religiose diverse, lavorano insieme per costruire un futuro migliore. Come ha ben ricordato l’arcivescovo Mario Delpini , a conclusione della serata, essere milanese non significa porsi su un piedistallo esibendo le proprie eccellenze ma riconoscere un debito verso tutti coloro che non hanno ricevuto le nostre stesse possibilità.

 
Go top