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Io, donna, ai microfoni di Al Jazeera

Rafiah Al Talei , senior producer della sezione di Public Liberties and Human Rights di Al Jazeera , è riuscita a scardinare le logiche maschiliste che precludono l’accesso alla professione alle donne, battendosi quotidianamente contro i pregiudizi che le giornaliste devono affrontare in molte redazioni arabe. In una lezione aperta, organizzata dal dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Cattolica, Rafiah Al Talei ha spiegato a una platea di giovani studenti quali siano nei Paesi islamici/arabi gli stereotipi comuni legati alle figure femminili, in particolare a chi come lei sceglie di fare la giornalista professionista. Rafiah Al Talei, quali sono i problemi che affliggono le donne arabe che vogliono intraprendere questa carriera? Infatti, le donne che decidono di fare le giornaliste devono mettere in conto che non avranno vita facile. Però ho avuto la fortuna, come molte altre ragazze omanensi, di avere una famiglia che mi ha lasciato la libertà di fare le mie scelte e di diventare una reporter». Inoltre, era molto difficile quando dovevo viaggiare per lavoro, soprattutto quando i bambini erano piccoli, perché mio marito non era in grado di prendersene cura: un problema del resto comune nei Paesi arabi dove i maschi non sono educati ad accudire i propri figli. Ci sono particolari discriminazioni che le donne devono affrontare nelle redazioni? «Il pensiero dominante è che le donne non siano in grado di occuparsi delle hard news , di andare nelle zone di guerra e di ricoprire ruoli decisionali nei vertici dei media.

 
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