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Cultural Diplomacy, Graduation Day al MiBAC

Roma Cultural Diplomacy, Graduation Day al MiBAC Giovedì 18 ottobre al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla presenza del Ministro Alberto Bonisoli e del Rettore Franco Anelli , la consegna dei diplomi ai partecipanti del master promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo. Interverranno il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli e il Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli . Saranno presenti il Consigliere Diplomatico del Ministro per i Beni e le Attività culturali Marco Ricci e il Segretario Generale del MiBAC Giovanni Panebianco .e Ambasciatori da diversi Paesi: S.E. Melissa Hitchman , Ambasciatore d’Australia presso la Santa Sede; S.E. Pietro Sebastiani , Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede; Generale Fabrizio Parrulli , Comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l’Attaché Culturale dell’Ambasciata USA, nonché rappresentanze diplomatiche di Emirati Arabi Uniti, Polonia e Croazia. Saranno presenti anche i Direttori di alcuni dei maggiori musei italiani. Il programma ha ricevuto già dal primo anno un importante riconoscimento da parte dell’Ambasciata di Cina in Italia, che ha recentemente offerto agli studenti iscritti la permanenza di alcuni giorni in Cina per osservare e valutare le attuali e interessanti strategie cinesi di Cultural Diplomacy.

 

Un’era incredibile per gli storyteller

Ha creato un programma di altissimo livello che raccoglie persone da tutto il mondo, me compresa, per fornire una formazione globale e di eccellenza rispetto agli standard del settore. Una delle cose che mi colpisce di più è quanta cura abbia nel selezionare i partecipanti: studenti in grado di apprezzare fino in fondo l’opportunità data dal corso, pronti per affrontarlo e che saranno in grado di gestire le informazioni, unirsi alle aziende e sviluppare i propri progetti». Una delle più note docenti di sceneggiatura e consulenti di sviluppo americane, ha dato avvio anche a questa edizione della Summer School di Cinema Internazionale dell’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo . Nella prima settimana di seminario i partecipanti hanno lavorato sui progetti nella forma di soggetti/trattamenti brevi, mentre nella seconda settimana, a settembre, saranno sceneggiatori e produttori italiani, responsabili di alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni, a entrare nel dettaglio delle sceneggiature. In Europa è molto comune il pretesto di non disporre di fondi sufficienti, di set adeguati, di budget per star internazionali per competere con le produzioni amaricane, ma l’Europa è già di per sé un set magnifico, qualcosa che l’America può solo cercare di replicare. Ciò che accade spesso è che ci sono storie in grado di funzionare ed essere comprese nel profondo solo all’interno di un determinato Paese, per via di sensibilità o senso dell’umorismo diversi, per elementi troppo strettamente legati a un territorio, a una cultura o a un determinato contesto. L’audience lo ama, si parla infatti di binge watching quando si sta attaccati un intero weekend per finire di vedere una serie tv e adesso la qualità di alcune di queste è eccellente.

 

A.A.A. giovani autori cercansi

Il cuore dell’evento saranno le presentazioni (o pitch) dei progetti vincitori a opera degli autori. Il pitch day si svolgerà a Milano il 6 febbraio 2019 al Teatro Dal Verme e sarà aperto esclusivamente agli autori dei progetti selezionati (per un numero complessivo di 18/22 progetti ). Al termine di Milano Pitch, ogni delegato delle aziende partecipanti riceverà un Book of Projects , cioè un libro contenente brevi schede di tutte le opere presentate, i profili e i contatti degli autori. L’organizzazione si impegna a comunicare i risultati ai partecipanti entro e non oltre il 16 gennaio 2019 pubblicando sul sito www.milanopitch.it i nomi dei candidati selezionati da una giuria composta da docenti di sceneggiatura, produttori, editor e autori . Il concorso prevede due categorie, libri e audiovisivi, ed è rivolto a candidati che non abbiano ancora compiuto 45 anni al momento della presentazione del progetto e che si siano diplomati o laureati presso Scuole di Cinema o Università (qualsiasi facoltà e corso di laurea) del territorio lombardo. È possibile candidarsi solo ed esclusivamente via e-mail entro le ore 23.59 del 29 novembre 2018 all’indirizzo candidature@milanopitch.it specificando nell’oggetto candidatura 2018 e nel corpo mail la categoria in cui si desidera concorrere. Tutte le informazioni e il bando completo su: https://milanopitch.it/ #milanopitch #almed #scuolacivicadicinema Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Comunicazione, le professioni si ibridano

MILANO Comunicazione, le professioni si ibridano L’Almed ha presentato due ricerche condotte da OssCom e Certa che danno conto di alcuni dei principali cambiamenti del settore: sì alla specializzazione ma anche alla versatilità. La ricerca condotta da OssCom e Certa è stata presentata il 4 maggio in aula Pio XI e porterà alla pubblicazione di un libro bianco nel mese di settembre. Elisabetta Locatelli , docente di Digital Communications Management, ha presentato una ricerca che quest’anno si è concentrata sulle trasformazioni professionali che interessano le agenzie creative e le aziende. Diventano sempre più rilevanti - aggiunge Scaglioni - figure professionali che funzionino da raccordo tra processi produttivi più complessi che coinvolgono i creativi, i concessionari e gli inserzionisti.». Il quadro del professionista della comunicazione del futuro che emerge dalle due relazioni è quello di una persona - conclude la professoressa Vittadini - che combini creatività e quindi innovazione, razionalità e quindi capacità di analisi e relazionalità, abilità di lavorare in gruppo». comunicazione #almed #librobianco Facebook Twitter Send by mail Print UNA MAPPA PER ORIENTARSI Mercoledì 4 maggio nell’aula Pio XI si è tenuta la sesta edizione del workshop Le professioni della comunicazione , organizzato dall’Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo (Almed). L’evento è stato articolato in quattro parti, ciascuna corrispondente a una specifica area del mercato della comunicazione e dei media, per fornire agli studenti alcuni strumenti utili per orientarsi alle professioni e avere un quadro più chiaro di un mondo professionale in continua evoluzione.

 

Cultural Diplomacy, dibattito alla Farnesina

Roma Cultural Diplomacy, dibattito alla Farnesina La diplomazia della cultura al centro dell’evento promosso dal master della Cattolica alla presenza del rettore e di 25 ambasciatori. by Federica Mancinelli | 10 settembre 2019 “Il ruolo strategico della Diplomazia della Cultura nell’attuale scenario geopolitico”. È il tema di grande attualità al centro dell’evento promosso giovedì 12 settembre alle ore 16 al ministero degli Esteri dal Programma internazionale in Cultural and Digital Diplomacy for International Relations dell’Università Cattolica. L’evento sarà aperto dal Direttore e ideatore del Programma in Cultural Diplomacy Federica Olivares , che illustrerà temi, obiettivi e contenuto del programma formativo. Il master segue un modello formativo che attraverso il linguaggio universale delle Arti offre a studenti internazionali la capacità di contribuire alla costruzione della reputazione globale di Soft Power per un Paese, di riaprire dialoghi geopolitici interrotti e costruire progetti di riconciliazione fra popolazioni in zone di post-conflitto. Un Programma sempre più internazionale quello del Master in Cultural Diplomacy, offerto dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica, che giovedì 12 settembre celebrerà anche il Graduation Day , la cerimonia di consegna degli attestati ai diplomati del corso: studenti provenienti da 4 continenti e 15 Paesi. Foto in alto, fonte: Wikipedia.it #almed #culturaldiplomacy #esteri #altescuole Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La comunicazione, una risorsa su cui investire

MILANO La comunicazione, una risorsa su cui investire Il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello spettacolo ha celebrato i suoi vent’anni con un convegno. Un settore in cui la Cattolica è da sempre in prima linea 19 settembre 2019 «La verità dovrebbe prendere il sopravvento sulle fake news , la comunicazione e il giornalismo dovrebbero schiacciare il falso, un puntino rosso che dovrebbe essere travolto dall’informazione corretta e professionale». Le sue attività coinvolgono direttamente l’ Alta Scuola di Comunicazione in Media e Spettacolo (ALMED) – e diversi centri di ricerca come OssCom , che quest’anno festeggia i suoi 25 anni, il CeRTA e il CIT . Il Dipartimento – prosegue Colombo - è molto attivo dal punto di vista della ricerca accademica, infatti molti suoi membri si sono aggiudicati progetti di ricerca di interesse nazionale. L’attività più recente, in tal senso, è la ricostruzione della storia dei media e della comunicazione in Italia che è uscito in tre volumi su Vita e Pensiero e di cui celebreremo giovedì l’uscita dell’edizione in inglese». Un’attività di ricerca nel segno della multidisciplinarietà: «Lavoriamo sempre in un’ottica interdisciplinare, far lavorare insieme persone di diverse facoltà penso che possa essere un modello – spiega Colombo – l’incontro tra studiosi che parlano lingue un po’ diverse tra di loro sono sempre una grande spinta all’innovazione». A seguire si è tenuto il dibattito Un teatro per la Trasformazione Partecipata della Comunità , accompagnato dalla presentazione de i TiPiCi, associazione di gruppi di teatro sociale e di comunità dell’area metropolitana milanese.

 

Comunicazione, consigli per naviganti

cattolicapost Comunicazione, consigli per naviganti Erica Negri, Layla Pavone, Linda Ovena, Silvia Barbieri e Mara Maionchi , cinque professioniste del settore, spiegano competenze e i profili emergenti nel mercato del lavoro. E, nel mercato del lavoro, il confronto non si gioca su un piano locale o nazionale, i confini si sono allargati al globo e l’orizzonte è quello digitale. È quello che hanno spiegato le professioniste coinvolte nel workshop “ Le professioni della comunicazione “, organizzato dall' Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) , che si sono confrontate su come affrontare le sfide nel settore della comunicazione. Layla Pavone , Chief Innovation &; Marketing and Communication Officer e consigliere delegato di Digital Magics Spa, mette l’accento sulle soft skills , molto ricercate oggi: il mondo della comunicazione richiede «capacità di essere molto flessibili, di avere un pensiero trasversale, di essere resilienti». La docente e condirettrice del master in Digital Communication Specialist , sottolinea l’importanza di saper «leggere in maniera orizzontale quelli che sono i fenomeni e la capacità di relazionarsi, di ingaggiare, quindi di coinvolgere le persone. Altro grande tema della comunicazione legata al mondo del digitale e dei social media in particolare, dove una delle parole chiave più importanti per chi si occupa di comunicazione è proprio l’engagement». Nel suo caso, la volontà di rimettere tutto in gioco è stata una scommessa vinta con grande testardaggine e caparbietà: «Capire quello che volete fare è il miglior regalo che possiate farvi».

 

Tsunami 2.0, chi sono i superbrand

Un evento organizzato in collaborazione con Superbrands , realtà internazionale che si propone di riconoscere i brand eccellenti nei diversi mercati e offrire loro un sistema di comunicazione a supporto della promozione della propria reputazione, anche attribuendo, da oltre vent’anni, un certificato d’eccellenza riconosciuto internazionalmente come elemento qualificante. Quale l’effetto di questo tsunami sui consumatori? «Nella spropositata proliferazione dei canali e nella progressiva omologazione delle proposte sul mercato - aggiunge Tonfi -, le persone desiderano ancora fidarsi di quelle marche che sanno proporre soluzioni di senso e instaurano un dialogo costruttivo che le aiuta a fare le scelte giuste. E per decifrare e interpretare il cambiamento digital nel modo più efficace è necessario l’intervento della formazione, come sottolinea Nicoletta Vittadin i, direttore del master in Digital Communications Specialist: «La sfida del digitale non riguarda solo la comunicazione delle imprese, ma anche la formazione dei nuovi Digital Specialist. Le imprese che comunicano attraverso questi mezzi, infatti, sono sempre più chiamate a produrre e distribuire contenuti per i loro clienti e pubblici di riferimento come dei veri e propri editori che si rivolgono a una specifica community» prosegue la professoressa Vittadini. Quali? «L'evoluzione della comunicazione delle imprese e del mercato pubblicitario richiede nuovi professionisti del marketing in grado di operare con un elevato grado di specializzazione» afferma Fausto Colombo , direttore del master in Comunicazione, Marketing Digitale, Pubblicità Interattiva. Oltre all'aggiornamento digitale di "tradizionali figure" come account, pianificatori, addetti al marketing e alla comunicazione, sono necessarie figure innovative e professionisti specializzati nella comunicazione pubblicitaria digitale attraverso i social media, gli strumenti del web 2.0, il mobile, i motori di ricerca. Come emerge dalla nostra esperienza di placement al Master, il mercato della comunicazione richiede sempre più nuovi professionisti in grado di combinare ampie conoscenze di marketing con competenze tecniche e analitiche proprie del mondo online».

 

La7 all'esame dell'Università

Milano La7 all'esame dell'Università by Alessandro Marcato | 22 ottobre 2009 E’ la tv che influenza il pensiero della società proponendo nuovi modelli e inducendo nuovi bisogni o è la società che rende la tv uno specchio di se stessa? L’eterno dilemma forse non richiede nemmeno di essere sciolto. Quattro master dell’Alta scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo della Cattolica (Analisi e progettazione del prodotto televisivo, Progettazione e Comunicazione del Cinema, Media Relation e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale) entreranno negli studi di La7, canale televisivo di Telecom Italia Media, con un progetto didattico per l’anno accademico 2009 – 2010. Requisiti fondamentali per gli studenti iscritti ai quattro master che saranno invitati a formare gruppi di lavoro per analizzare il modo di fare tv di La7, scelta come modello nel panorama televisivo italiano. Il fatto di essere una televisione piccola, quasi di nicchia, ci ha dato la possibilità di sperimentare dei nuovi progetti, in un certo senso di rischiare». Però l’orario della messa in onda ha dei vantaggi: permette di sperimentare delle cose nuove e di giocare con gli ospiti». Spero che la collaborazione fra La7 e l’Università Cattolica - dice Lillo Tombolini , direttore di La7 - sia la prima di una serie di scambi concreti fra TV, cultura e mondo universitario. Il nostro canale prova giorno dopo giorno a confrontarsi con i propri telespettatori – continua Mauro Nanni amministratore delegato di Telecom Italia Media - mettendo in secondo piano la dimensione estetica e preferendo a essa una maggiore concretezza proprio nel racconto della conoscenza e della realtà».

 

La7 va all’università

ALMED La7 va all’università Victoria Cabello e Gad Lerner in Cattolica per la presentazione del progetto didattico che farà del terzo polo della tivù una case-history per i master dell’Almed. Un’occasione unica per illustrare e scoprire i meccanismi che stanno alla base della costruzione di un palinsesto, delle scelte artistiche, della macchina organizzativa, di tutte quelle decisioni e dinamiche che danno vita ad una televisione. Il progetto LA7 va all’Università è stato presentato lo scorso 16 ottobre nella cripta dell'aula magna dal direttore di Almed, Ruggero Eugeni , da Andrea Bellavita (direttore Mappt), dall’amministratore delegato di Telecom Italia Media, Mauro Nanni , e dal direttore di La7, Lillo Tombolini . L’Università – secondo il direttore di Almed - non è soltanto un fornitore di mano d’opera altamente specializzata per il mondo della comunicazione, ma può contribuire a individuare le competenze e i saperi richiesti dalle nuove figure professionali del mondo della comunicazione. Ugualmente il mondo delle professioni non si limita ad assorbire il risultato della formazione, ma è in grado di partecipare in forma attiva ai processi di formazione e di orientamento che permettono un passaggio fluido degli studenti al mondo del lavoro». Auspico che la sinergia tra La7 e l’Università Cattolica, in particolar modo con Almed, possa considerarsi il primo di una serie di scambi concreti fra televisione, cultura, mondo universitario», ha affermato Lillo Tombolini , direttore di La7. La7 è una tv che prova giorno dopo giorno – ha concluso Tombolini - a confrontarsi con i propri telespettatori, mettendo in secondo piano la mera dimensione estetica e preferendo a essa una maggiore concretezza proprio nel racconto della conoscenza e della realtà».

 

L’economia circolare si fa business

MILANO L’economia circolare si fa business Re-Think è il primo forum sulla Circular economy e riunisce in Cattolica il 14 febbraio alcuni tra i maggiori esperti in Italia, grandi aziende e startup che racconteranno come stanno orientando le loro attività verso una maggiore sostenibilità ambientale. È questa la migliore definizione per spiegare l’economia circolare, che sta sempre più prendendo piede anche nel territorio nazionale. A puntare i riflettori su un fenomeno che non riguarda solo la produzione e il consumo di un bene, ma coinvolge a 360 gradi lo stile di vita quotidiano è Re-Think, il primo forum sull’Economia Circolare che si terrà giovedì 14 febbraio dalle 9 nell’Aula Manzoni dell’Università Cattolica (largo Gemelli, 1 – Milano). La giornata nasce da un’idea di Tondo , associazione che si pone l’obiettivo di trasformare l’Economia Circolare in una realtà concreta, ed è realizzata in collaborazione con le Alte Scuole dell’Università Cattolica in media comunicazione e spettacolo ( Almed ) e in Impresa e società ( Altis ). La riduzione di tali sprechi è peraltro parte dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ed è già all’attenzione tanto delle politiche nazionali quanto di politiche regionali», osserva il docente di Politica economica nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica. Un esempio: gli edifici, che diventano veri e propri centri di produzione di energia, di cibo, riutilizzando scarti come le acque reflue e ottimizzando l’impiego di tutte le risorse. economiacircolare #almed #altis Facebook Twitter Send by mail Print IL FORUM Tante le aziende, le startup e le istituzioni protagoniste di Re-Think, tra queste Enel X, Enerbrain, Iren, Gruppo CAP, Aquafil, Green Rail, Fondazione Cariplo, Carlo Ratti Associati, Arup, Climate-KIC, Mogu, Comune di Milano.

 

DOC, la serie del momento nasce in Cattolica

TV DOC, la serie del momento nasce in Cattolica Dalla professoressa della Facoltà di Medicina Barbara Fossati che ha ispirato Matilde Gioli agli autori che si sono formati al Master MISP . La fiction in onda su RaiUno è “made in Unicatt” by LUCA APREA | 09 aprile 2020 Autori, story editor, produttori e...medici. Il cuore di DOC-Nelle tue mani , la serie tv in onda su RaiUno che nelle ultime settimane sta facendo registrare ascolti da record, batte per la Cattolica. Io le ho detto 'spero non troppo' visto che il suo personaggio, almeno in un primo momento, non è proprio simpaticissimo... ma è vero che entrambe abbiamo un certo piglio molto 'milanese' nell'approccio. Un tema che abbiamo affrontato infatti è stato proprio quello dell'empatia tra medico e paziente, l'aspetto psicologico è uno degli aspetti che gli attori hanno prestato particolare attenzione. Per esigenze narrative (la serie è composta da 16 episodi) è stato necessario drammatizzare molto il punto di partenza ma la sua presenza è stata di enorme importanza per la costruzione del profilo del protagonista. Il punto centrale della storia è comunque quello del libro ovvero di un dottore che, vivendo in prima persona l'esperienza del paziente, in seguito è diventato un medico migliore". Se da un lato è innegabile che ci sia una particolare attenzione a questo tipo di dinamiche dall'altra il rischio, concreto, era quello che la gente la sera non avesse voglia di vedere un ospedale anche in una serie tv.

 

Al via il progetto di ricerca Opinion leader 4 future

Una delle sfide principali che le istituzioni devono raccogliere è quindi identificare le caratteristiche e i modelli di influencing dei nuovi leader di opinione, rendendoli parte attiva dei flussi comunicativi. Nello spirito della Terza Missione, Università Cattolica, attraverso il sistema delle Alte Scuole di cui Almed fa parte, ha creato un percorso di ricerca per comprendere i processi di creazione dell’opinione». L’istituto ha aderito con entusiasmo alla scelta di Almed di portare avanti con decisione questo progetto perché ritiene che una corretta informazione sia alla base della possibilità di porre in essere, consapevolmente, quelle scelte che ciascuno di noi compie giornalmente e che influenzano la nostra vita. La ricerca continuativa è finalizzata a comprendere caratteristiche e modalità di funzionamento dei processi di influencing online e offline, attraverso la messa a punto di modelli interpretativi e di nuovi tool di analisi. In parallelo alla ricerca continuativa, l’interpretazione di casi di studio permetterà di testare la validità degli strumenti di analisi individuati e di esplicitare la crescente rilevanza degli opinion leader. Primo banco di prova e sfida della ricerca è stata la messa a sistema di un ampio plesso di studi condotti durante il lockdown sulle direzioni, la velocità e i modi di diffusione delle informazioni. Di fronte alla ridondanza informativa ogni individuo ha provato a mettere in atto processi di ordinamento dei contenuti e di selezione delle fonti, al fine di creare personali modelli interpretativi e orientare i propri comportamenti.

 

Webinar su Covid-19 e Servizio sanitario nazionale

L’incontro, moderato dal giornalista Giancarlo Loquenzi , sarà aperto alle 15 da Americo Cicchetti , docente di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia e direttore dell’Altems, con la presentazione dell’offerta formativa dell’Alta Scuola. Ascolta "La proposta di terzo livello di Altems" su Spreaker. Alle ore 16.05 la sessione delle “Question &; Answer” animata dalle domande che arriveranno nel corso della diretta attraverso i profili Social. Alle ore 16.25 le conclusioni dell’incontro affidate al professor Americo Cicchetti. salute #sanita' #altems #almed Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Chiamatelo come volete, basta che sia smart

Lavoro Chiamatelo come volete, basta che sia smart Non è scontato dire che la crisi legata al Coronavirus è stata un’occasione per cambiare la mentalità delle persone e delle organizzazioni sullo smart working. Ecco cosa succede in Credem, partner della Cattolica nel progetto Opinion Leader 4 Future by Emanuela Gazzotti | 31 luglio 2020 Il mondo delle professioni non può più fare a meno di confrontarsi con il tema del lavoro da casa, erroneamente chiamato indistintamente “a distanza”, o “telelavoro”, o “ smart working ”. Abbiamo chiesto a Simone Taddei , responsabile Gestione e selezione del personale Credem, di raccontare l’esperienza della sua azienda che da anni sperimenta forme di lavoro alternative a quello in presenza. Siamo sicuramenti stati avvantaggiati dal fatto di aver gran parte della popolazione già attiva e che aveva già sperimentato e fruito nell’ordinario di tale modalità lavorativa e pertanto già pronta ad alcune dinamiche di lavoro diverse. Quello che è stato il vero e forte cambiamento si è avuto nelle modalità di lavoro e nella necessità per i manager di modificare il loro stile di leadership in cinque mesi di lavoro a distanza rispetto alla situazione pregressa di uno smart working alternato alla presenza fisica. Noi crediamo che il remote working (forzato) sia stata una soluzione nel periodo contingente ma che nel lungo periodo rischi di trasformare l’azienda in un insieme di freelance chiamati alla risoluzioni di compiti e non alla realizzazione di un obiettivo e scopo comune. Il remote working è di fatto quello che abbiamo vissuto in questo periodo di Covid, ovvero il trasferimento delle attività svolte normalmente in ufficio al di fuori dei locali dell’azienda, ma mantenendo invariato orario di lavoro, mansioni e processi.

 

"I trust you", the opinion leaders of Generation Z

Professional influencers are mentioned as points of reference by 17% of the sample with a wide gap compared to experts and friends, a percentage that drops to 13% among the over-20s. This is one of the main conclusions emerging from the latest analysis of the Opinion leader 4 future three-yearly research aimed at studying the relevance and role of new opinion leaders in the communication and information field. The project is promoted by Almed (Graduate School of Media, Communications and Performing Arts) of Università Cattolica in collaboration with Credem Group . Finally, one of the strengths of professional influencers, who are active on social issues, seems to be not so much their ability to express skills and opinions on specific issues, but rather their ability to act as filters and translators of information flows. A precious cross-section, not only to understand the Generation, but also to prefigure future dynamics and scenarios» ‒ Mariagrazia Fanchi , Director of Almed at Università Cattolica said. The Chairman of the Credem Group, Lucio Igino Zanon di Valgiurata , also stressed the value of the research, which shows «first of all how young people are attentive to new dynamics, but at the same time how they are able to read tradition and project themselves into the future. However, offline channels surprisingly keep a wide relevance for 72% of the respondents, close to online ones, and in first place they see TV as the main information channel, followed by word of mouth and family ties.

 

“Mi fido di te”, gli opinion leader della Generazione Z

Gli influencer di professione sono citati come punti di riferimento dal 17% del campione con un ampio scarto rispetto agli esperti e agli amici, percentuale che scende al 13% tra gli over 20. È una delle principali evidenze che emerge dall’ultima analisi della ricerca triennale Opinion leader 4 future finalizzata a studiare la rilevanza e il ruolo dei nuovi leader di opinione nel panorama comunicativo e informativo. In particolare “ Mi fido di te ” è lo studio condotto sulla Generazione Z italiana con l’obiettivo di comprendere come essa scelga i propri leader, individuarne la tipologia e capire quali siano le aspettative dei ragazzi. Dallo studio è emerso da un lato il bisogno di “affidarsi” a figure competenti oltre che carismatiche, necessità accentuata durante i mesi di lockdown in cui è cresciuta la rilevanza di soggetti come i politici, gli scienziati e i giornalisti, perché considerati autorevoli e capaci di dettare linee comportamentali. Infine gli influencer di professione, attivi sui social, sembrano avere un punto di forza non tanto nella capacità di esprimere competenze e opinioni rispetto a specifiche tematiche, quanto piuttosto nella capacità di fare da filtro e da traduttori dei flussi informativi. Anche il Presidente del Gruppo Credem Lucio Igino Zanon di Valgiurata ha sottolineato il valore della ricerca da cui si evince «prima di tutto quanto i giovani siano attenti alle nuove dinamiche, ma allo stesso tempo capaci di leggere la tradizione e proiettarsi nel futuro. I canali di reperimento delle informazioni sono rappresentati per l’81% dei giovani da fonti online fra i quali le più citate sono i motori di ricerca e i social network.

 

I master Unicatt incontrano Diodato

MUSICA I master Unicatt incontrano Diodato Mercoledì 4 novembre il webinar con il cantautore promosso dai master in Comunicazione Musicale e Fare Radio. Rivedi l'incontro 02 novembre 2020 Musica e radio, un legame storico, strutturale, inscindibile. Come si è evoluto questo rapporto? Quali sono le prospettive future? Mmercoledì 4 novembre il webinar Qual è il rapporto tra artisti, musica ed emittenti radiofoniche? promosso dai master Almed dedicati a queste due realtà: Comunicazione Musicale e Fare Radio .

 

Diodato: «La radio è scoperta perché ha il valore della proposta»

Grande ospite dell'incontro, che si è svolto da remoto, Diodato , cantautore e vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo che ha dialogato con Dario Giovannini , Managing Director di Carosello Records, e Marco Pontini , vicepresidente di Radio Italia Solo Musica Italiana e Gianni Sibilla , direttore didattico del Master in Comunicazione Musicale. Il rapporto con il pubblico quest’anno è stato ovviamente complicato, perché la programmazione dei concerti è stata stravolta, eppure i live della scorsa estate sono stati comunque di grande connessione, si è sentita fortemente la necessità di condividere la musica. Giovannini si è soffermato sulla possibile convivenza tra radio e servizi streaming: «Il ruolo della radio oggi è cambiato, perché prima lanciava i successi, mentre oggi li certifica. Oggi succede che arrivino in radio brani che sono già dischi d’oro certificati, e perciò è più semplice mandarli in onda. Vado su Spotify perché voglio ascoltare una canzone o un podcast, ma il motivo per cui ascolto una radio è differente, perché so che invece mi può dare informazione, intrattenimento e musica selezionata, e soprattutto è la spia che fa capire a un discografico che cosa funziona in Italia. Sibilla specifica che stiamo vivendo in una fase storica fuori dall’ordinario, e in cui i servizi e i concerti in streaming hanno una funzione importante per mantenere il contatto tra l’artista e il pubblico. Diodato appoggia questa posizione e ricorda che «ci sono persone che lavorano dietro le quinte e che, a causa della pandemia e delle nuove restrizioni, si trovano in una situazione drammatica.

 
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