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A.A.A. giovani autori cercansi

Il cuore dell’evento saranno le presentazioni (o pitch) dei progetti vincitori a opera degli autori. Il pitch day si svolgerà a Milano il 6 febbraio 2019 al Teatro Dal Verme e sarà aperto esclusivamente agli autori dei progetti selezionati (per un numero complessivo di 18/22 progetti ). Al termine di Milano Pitch, ogni delegato delle aziende partecipanti riceverà un Book of Projects , cioè un libro contenente brevi schede di tutte le opere presentate, i profili e i contatti degli autori. L’organizzazione si impegna a comunicare i risultati ai partecipanti entro e non oltre il 16 gennaio 2019 pubblicando sul sito www.milanopitch.it i nomi dei candidati selezionati da una giuria composta da docenti di sceneggiatura, produttori, editor e autori . Il concorso prevede due categorie, libri e audiovisivi, ed è rivolto a candidati che non abbiano ancora compiuto 45 anni al momento della presentazione del progetto e che si siano diplomati o laureati presso Scuole di Cinema o Università (qualsiasi facoltà e corso di laurea) del territorio lombardo. È possibile candidarsi solo ed esclusivamente via e-mail entro le ore 23.59 del 29 novembre 2018 all’indirizzo candidature@milanopitch.it specificando nell’oggetto candidatura 2018 e nel corpo mail la categoria in cui si desidera concorrere. Tutte le informazioni e il bando completo su: https://milanopitch.it/ #milanopitch #almed #scuolacivicadicinema Facebook Twitter Send by mail.

 

Cultural Diplomacy, Graduation Day al MiBAC

Roma Cultural Diplomacy, Graduation Day al MiBAC Giovedì 18 ottobre al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla presenza del Ministro Alberto Bonisoli e del Rettore Franco Anelli , la consegna dei diplomi ai partecipanti del master promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo. Interverranno il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli e il Rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli . Saranno presenti il Consigliere Diplomatico del Ministro per i Beni e le Attività culturali Marco Ricci e il Segretario Generale del MiBAC Giovanni Panebianco .e Ambasciatori da diversi Paesi: S.E. Melissa Hitchman , Ambasciatore d’Australia presso la Santa Sede; S.E. Pietro Sebastiani , Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede; Generale Fabrizio Parrulli , Comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, l’Attaché Culturale dell’Ambasciata USA, nonché rappresentanze diplomatiche di Emirati Arabi Uniti, Polonia e Croazia. Saranno presenti anche i Direttori di alcuni dei maggiori musei italiani. Il programma ha ricevuto già dal primo anno un importante riconoscimento da parte dell’Ambasciata di Cina in Italia, che ha recentemente offerto agli studenti iscritti la permanenza di alcuni giorni in Cina per osservare e valutare le attuali e interessanti strategie cinesi di Cultural Diplomacy.

 

Un’era incredibile per gli storyteller

Ha creato un programma di altissimo livello che raccoglie persone da tutto il mondo, me compresa, per fornire una formazione globale e di eccellenza rispetto agli standard del settore. Una delle cose che mi colpisce di più è quanta cura abbia nel selezionare i partecipanti: studenti in grado di apprezzare fino in fondo l’opportunità data dal corso, pronti per affrontarlo e che saranno in grado di gestire le informazioni, unirsi alle aziende e sviluppare i propri progetti». Una delle più note docenti di sceneggiatura e consulenti di sviluppo americane, ha dato avvio anche a questa edizione della Summer School di Cinema Internazionale dell’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo . Nella prima settimana di seminario i partecipanti hanno lavorato sui progetti nella forma di soggetti/trattamenti brevi, mentre nella seconda settimana, a settembre, saranno sceneggiatori e produttori italiani, responsabili di alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni, a entrare nel dettaglio delle sceneggiature. In Europa è molto comune il pretesto di non disporre di fondi sufficienti, di set adeguati, di budget per star internazionali per competere con le produzioni amaricane, ma l’Europa è già di per sé un set magnifico, qualcosa che l’America può solo cercare di replicare. Ciò che accade spesso è che ci sono storie in grado di funzionare ed essere comprese nel profondo solo all’interno di un determinato Paese, per via di sensibilità o senso dell’umorismo diversi, per elementi troppo strettamente legati a un territorio, a una cultura o a un determinato contesto. L’audience lo ama, si parla infatti di binge watching quando si sta attaccati un intero weekend per finire di vedere una serie tv e adesso la qualità di alcune di queste è eccellente.

 

Comunicazione, consigli per naviganti

cattolicapost Comunicazione, consigli per naviganti Erica Negri, Layla Pavone, Linda Ovena, Silvia Barbieri e Mara Maionchi , cinque professioniste del settore, spiegano competenze e i profili emergenti nel mercato del lavoro. E, nel mercato del lavoro, il confronto non si gioca su un piano locale o nazionale, i confini si sono allargati al globo e l’orizzonte è quello digitale. È quello che hanno spiegato le professioniste coinvolte nel workshop “ Le professioni della comunicazione “, organizzato dall' Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) , che si sono confrontate su come affrontare le sfide nel settore della comunicazione. Layla Pavone , Chief Innovation & Marketing and Communication Officer e consigliere delegato di Digital Magics Spa, mette l’accento sulle soft skills , molto ricercate oggi: il mondo della comunicazione richiede «capacità di essere molto flessibili, di avere un pensiero trasversale, di essere resilienti». La docente e condirettrice del master in Digital Communication Specialist , sottolinea l’importanza di saper «leggere in maniera orizzontale quelli che sono i fenomeni e la capacità di relazionarsi, di ingaggiare, quindi di coinvolgere le persone. Altro grande tema della comunicazione legata al mondo del digitale e dei social media in particolare, dove una delle parole chiave più importanti per chi si occupa di comunicazione è proprio l’engagement». Nel suo caso, la volontà di rimettere tutto in gioco è stata una scommessa vinta con grande testardaggine e caparbietà: «Capire quello che volete fare è il miglior regalo che possiate farvi».

 

La7 all'esame dell'Università

Milano La7 all'esame dell'Università by Alessandro Marcato | 22 ottobre 2009 E’ la tv che influenza il pensiero della società proponendo nuovi modelli e inducendo nuovi bisogni o è la società che rende la tv uno specchio di se stessa? L’eterno dilemma forse non richiede nemmeno di essere sciolto. Quattro master dell’Alta scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo della Cattolica (Analisi e progettazione del prodotto televisivo, Progettazione e Comunicazione del Cinema, Media Relation e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale) entreranno negli studi di La7, canale televisivo di Telecom Italia Media, con un progetto didattico per l’anno accademico 2009 – 2010. Requisiti fondamentali per gli studenti iscritti ai quattro master che saranno invitati a formare gruppi di lavoro per analizzare il modo di fare tv di La7, scelta come modello nel panorama televisivo italiano. Il fatto di essere una televisione piccola, quasi di nicchia, ci ha dato la possibilità di sperimentare dei nuovi progetti, in un certo senso di rischiare». Però l’orario della messa in onda ha dei vantaggi: permette di sperimentare delle cose nuove e di giocare con gli ospiti». Spero che la collaborazione fra La7 e l’Università Cattolica - dice Lillo Tombolini , direttore di La7 - sia la prima di una serie di scambi concreti fra TV, cultura e mondo universitario. Il nostro canale prova giorno dopo giorno a confrontarsi con i propri telespettatori – continua Mauro Nanni amministratore delegato di Telecom Italia Media - mettendo in secondo piano la dimensione estetica e preferendo a essa una maggiore concretezza proprio nel racconto della conoscenza e della realtà».

 

La7 va all’università

ALMED La7 va all’università Victoria Cabello e Gad Lerner in Cattolica per la presentazione del progetto didattico che farà del terzo polo della tivù una case-history per i master dell’Almed. Un’occasione unica per illustrare e scoprire i meccanismi che stanno alla base della costruzione di un palinsesto, delle scelte artistiche, della macchina organizzativa, di tutte quelle decisioni e dinamiche che danno vita ad una televisione. Il progetto LA7 va all’Università è stato presentato lo scorso 16 ottobre nella cripta dell'aula magna dal direttore di Almed, Ruggero Eugeni , da Andrea Bellavita (direttore Mappt), dall’amministratore delegato di Telecom Italia Media, Mauro Nanni , e dal direttore di La7, Lillo Tombolini . L’Università – secondo il direttore di Almed - non è soltanto un fornitore di mano d’opera altamente specializzata per il mondo della comunicazione, ma può contribuire a individuare le competenze e i saperi richiesti dalle nuove figure professionali del mondo della comunicazione. Ugualmente il mondo delle professioni non si limita ad assorbire il risultato della formazione, ma è in grado di partecipare in forma attiva ai processi di formazione e di orientamento che permettono un passaggio fluido degli studenti al mondo del lavoro». Auspico che la sinergia tra La7 e l’Università Cattolica, in particolar modo con Almed, possa considerarsi il primo di una serie di scambi concreti fra televisione, cultura, mondo universitario», ha affermato Lillo Tombolini , direttore di La7. La7 è una tv che prova giorno dopo giorno – ha concluso Tombolini - a confrontarsi con i propri telespettatori, mettendo in secondo piano la mera dimensione estetica e preferendo a essa una maggiore concretezza proprio nel racconto della conoscenza e della realtà».

 

Tsunami 2.0, chi sono i superbrand

Un evento organizzato in collaborazione con Superbrands , realtà internazionale che si propone di riconoscere i brand eccellenti nei diversi mercati e offrire loro un sistema di comunicazione a supporto della promozione della propria reputazione, anche attribuendo, da oltre vent’anni, un certificato d’eccellenza riconosciuto internazionalmente come elemento qualificante. Quale l’effetto di questo tsunami sui consumatori? «Nella spropositata proliferazione dei canali e nella progressiva omologazione delle proposte sul mercato - aggiunge Tonfi -, le persone desiderano ancora fidarsi di quelle marche che sanno proporre soluzioni di senso e instaurano un dialogo costruttivo che le aiuta a fare le scelte giuste. E per decifrare e interpretare il cambiamento digital nel modo più efficace è necessario l’intervento della formazione, come sottolinea Nicoletta Vittadin i, direttore del master in Digital Communications Specialist: «La sfida del digitale non riguarda solo la comunicazione delle imprese, ma anche la formazione dei nuovi Digital Specialist. Le imprese che comunicano attraverso questi mezzi, infatti, sono sempre più chiamate a produrre e distribuire contenuti per i loro clienti e pubblici di riferimento come dei veri e propri editori che si rivolgono a una specifica community» prosegue la professoressa Vittadini. Quali? «L'evoluzione della comunicazione delle imprese e del mercato pubblicitario richiede nuovi professionisti del marketing in grado di operare con un elevato grado di specializzazione» afferma Fausto Colombo , direttore del master in Comunicazione, Marketing Digitale, Pubblicità Interattiva. Oltre all'aggiornamento digitale di "tradizionali figure" come account, pianificatori, addetti al marketing e alla comunicazione, sono necessarie figure innovative e professionisti specializzati nella comunicazione pubblicitaria digitale attraverso i social media, gli strumenti del web 2.0, il mobile, i motori di ricerca. Come emerge dalla nostra esperienza di placement al Master, il mercato della comunicazione richiede sempre più nuovi professionisti in grado di combinare ampie conoscenze di marketing con competenze tecniche e analitiche proprie del mondo online».

 

Comunicazione, le professioni si ibridano

MILANO Comunicazione, le professioni si ibridano L’Almed ha presentato due ricerche condotte da OssCom e Certa che danno conto di alcuni dei principali cambiamenti del settore: sì alla specializzazione ma anche alla versatilità. La ricerca condotta da OssCom e Certa è stata presentata il 4 maggio in aula Pio XI e porterà alla pubblicazione di un libro bianco nel mese di settembre. Elisabetta Locatelli , docente di Digital Communications Management, ha presentato una ricerca che quest’anno si è concentrata sulle trasformazioni professionali che interessano le agenzie creative e le aziende. Diventano sempre più rilevanti - aggiunge Scaglioni - figure professionali che funzionino da raccordo tra processi produttivi più complessi che coinvolgono i creativi, i concessionari e gli inserzionisti.». Il quadro del professionista della comunicazione del futuro che emerge dalle due relazioni è quello di una persona - conclude la professoressa Vittadini - che combini creatività e quindi innovazione, razionalità e quindi capacità di analisi e relazionalità, abilità di lavorare in gruppo». comunicazione #almed #librobianco Facebook Twitter Send by mail UNA MAPPA PER ORIENTARSI Mercoledì 4 maggio nell’aula Pio XI si è tenuta la sesta edizione del workshop Le professioni della comunicazione , organizzato dall’Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo (Almed). L’evento è stato articolato in quattro parti, ciascuna corrispondente a una specifica area del mercato della comunicazione e dei media, per fornire agli studenti alcuni strumenti utili per orientarsi alle professioni e avere un quadro più chiaro di un mondo professionale in continua evoluzione.

 
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