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Test sierologici, ancora in poche Regioni

Sono alcune delle novità emerse dalla dodicesima puntata dell’Istant Report Covid-19 acura dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari ( Altems ) e coordinato da Americo Cicchetti , docente di Economia aziendale nella facoltà di Economia, campus di Roma, e direttore dell’Alta Scuola. In questo numero il report si è arricchito di un’analisi della “ preparedness” a livello nazionale e regionale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Preparazione e Risposta per una Pandemia Influenzale . Tamponi diagnostici Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, si osserva che il trend nazionale, in diminuzione nelle scorse settimane, è tornato a risalire: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 5,90 a 6,25 . Approfondimento sui test Covid-19 I test sierologici stanno acquistando spazio nel dibattito e nelle aspettative della cittadinanza sia a causa dell’indagine di sieroprevalenza in corso promossa da Ministero della Salute, ISTAT e Croce Rossa Italiana su un campione di 150.000 cittadini sia per le differenti iniziative regionali che sono fiorite. Alcune di queste iniziative sono state incluse da alcune regioni in un approccio di sanità pubblica, ma nella maggior parte dei casi è finora mancata una chiara strategia sulla gestione dei risultati dei test . Sono inoltre in corso circa 100.000 test CLIA/ELISA volontari sulla popolazione che ha avuto la maggior probabilità di contatto con casi COVID19 nelle province di Piacenza e Rimini nonché nella città di Medicina (in corso, no risultati). La digitalizzazione in epoca di Covid-19 Dopo il primo periodo di emergenza, è continuata la crescita delle iniziative di telemedicina dedicate all’assistenza dei pazienti non Covid.

 

In calo i positivi ma anche i tamponi

In questo numero il report aggiunge un’analisi sulla predisposizione di Piani Pandemici o Piani Emergenziali da parte delle Regioni e la programmazione sanitaria regionale Covid-correlata (compresa la programmazione in ambito vaccinale). Attuazione del decreto legge 34/2020 (decreto rilancio) , che prevede un piano di riorganizzazione per affrontare eventuali nuove emergenze, ad esempio legate a nuovi focolai e garantire la ripresa dell’attività sanitaria non-covid. Marche, Calabria e Veneto hanno adottato le disposizioni nell’ultima settimana, e arrivano dunque in tutto a 12 su 21 le regioni che hanno formalmente dato attuazione al provvedimento. Tamponi diagnostici Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, si osserva che il trend nazionale, è tornato nuovamente a scendere: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 6,25 a 5,93. Una nuova mappa per le terapie intensive Il Friuli-Venezia Giulia rappresenta la regione che attualmente registra il rapporto più elevato tra ricoverati in terapia intensiva sui ricoverati totali (25%; percentuale dovuta presumibilmente a un numero di ricoverati totali basso) seguita dalla Toscana (23%). In merito alla sensibilizzazione-educazione dei cittadini, le regioni sono pressoché allineate, con il Veneto che presenta la maggior percentuale di contenuti recanti questa funzione (12,2%). L’85,7% delle comunicazioni sui siti web delle aziende sanitarie per la regione Marche dedicate ai cittadini; l’Emilia-Romagna e il Veneto presentano più di metà delle comunicazioni indirizzate ai cittadini (rispettivamente 61% e 63,2%).

 

Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno

Altems Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno Undicesima puntata dell’Instant Report Altems Covid-19: in caso di una nuova ondata di contagi da Coronavirus sul territorio nazionale si stanno mettendo a punto piani ad hoc per promuovere vaccinazioni antinfluenzali. Tali vaccinazioni sono state riconosciute di primaria importanza in epoca Covid dalla WHO e dal CDC, sia per ridurre il numero di pazienti con sintomatologia sovrapponibile a quelle dall’infezione da Sars-CoV-2, sia per ridurre il più possibile la circolazione di altri patogeni respiratori causa di gravi complicanze e comorbidità. Anche se non abbiamo ancora robuste evidenze scientifiche sulle possibili interazioni tra la circolazione del Covid-19 e dell’influenza stagionale, la raccomandazione di promuovere la vaccinazione antinfluenzale sembra avere un senso sotto il profilo di gestione del Servizio sanitario nazionale. La possibilità di ridurre la pressione sui Pronto soccorso con persone con sintomi che potrebbero essere scambiati per quello del Covid-19, certamente rappresenta un “valore” per chi si troverà a gestire l’emergenza autunnale. Analisi di maggior dettaglio sulla tipologia di trapianto per livello di urgenza (Angelico 2020) e un maggiore dettaglio sulle caratteristiche dei pazienti trattati durante l’emergenza (Maggi 2020) sono disponibili in alcuni studi. Si aggiunge che in Vistoli 2020, la survey condotta è stata l’occasione anche per elaborare un primo Consensus Paper sulla organizzazione più opportuna di un centro trapianti in corso di pandemia COVID-19. Considerando 179.331 giornate di degenza (al 1° giugno, +1.81% rispetto al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1.425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a o ltre 255 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia.

 

Ricoveri Covid, oltre un miliardo di spesa

Altmes Ricoveri Covid, oltre un miliardo di spesa Nona puntata dell’ Instant Report Altems Covid-19 : contrazione considerevole dei ricoveri ordinari con possibili ripercussioni future sulla salute dei pazienti. Il DRG medio riferito a ricoveri ordinari, che nel 2018 risultava di 3.866,56 , in 4 mesi di emergenza Covid ha subito ripercussioni e contrazioni: si stima una riduzione di 860.000 ricoveri ordinari e di 3,3 miliardi di di spesa complessiva. Rimane da verificare se tale «perdita» di attività avrà ripercussioni sia sulla salute dei pazienti, sia sull’attività futura di ricovero (con possibili perdite economiche in particolare per gli istituti privati accreditati). Considerando inoltre 176.145 giornate di degenza (al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a 250 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia. La survey condotta dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC) evidenzia come a fronte di una contrazione nel numero di ricoveri per IMA (-48%), vi sia un aumento nei decessi sia in valore assoluto (31 vs. 17) sia considerando il case fatality rate (13.7% vs. 4.1%). La digitalizzazione in epoca di Covid-19 Continua l’implementazione di soluzioni di telemedicina: il trend di crescita del numero totale delle iniziative avviate dalle singole aziende è circa il 10% in più rispetto alla settimana scorsa (totale attuale 149). L’analisi delle delibere regionali mostra che se per la fase 1 ben 16 Regioni hanno predisposto un provvedimento di “Programmazione Sanitaria Regionale”, a distanza di 7 giorni dall’ultimo aggiornamento, sembrerebbe che nessuna Regione abbia emanato delibere o atti relativi alla riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera per la fase 2.

 

Ancora pochi tamponi nelle regioni con più contagi

Altems Ancora pochi tamponi nelle regioni con più contagi L’ottava puntata dell’Instant Report Altems Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, entra nella Fase 2 22 maggio 2020 I tamponi non sempre vengono effettuati. L’ottava puntata dell’Instant Report Altems Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, entra nella Fase dove “servono”: non c’è chiara correlazione, infatti, tra incidenza dei nuovi casi e numero di tamponi effettuati. Le Regioni con maggiore incidenza settimanale dell’infezione sono Liguria e Lombardia (26 casi ogni 100.000 abitanti), con un valore sensibilmente in diminuzione della Lombardia rispetto alla scorsa settimana (42 casi ogni 100.000 abitanti). In Liguria e Lombardia - sottolinea il professor Americo Cicchetti - la quota della popolazione testata sembra molto bassa considerando l’alta incidenza dei contagi registrata nell’ultima settimana: anche se il numero di nuovi casi è in calo, questo non deve portare ad abbassare la guardia. Il sistema di indicatori utilizzati per la Fase 2 permette di monitorare le modalità organizzative seguite dalla Regioni in merito alla tracciatura del contagio, alla realizzazione dei test sierologici, alla programmazione delle attività per pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali. Diffusione dell’uso dei tamponi diagnostici Le Regioni continuano a differenziarsi in termini di strategia di ricerca del virus attraverso i tamponi, anche se il trend nazionale è in crescita: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 7,07 a 7,14 . Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica, è coordinato da Americo Cicchetti , docete di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del professor Gianfranco Damiani e della dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene).

 

Poche iniziative anti Covid extra ospedale

Si tratta di una iniziativa dell’ Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 19 Regioni italiane e 2 Province Autonome. Diffusione dell’uso dei tamponi diagnostici Le Regioni continuano a differenziarsi in termini di strategia di ricerca del virus attraverso i tamponi, anche se il trend nazionale è in crescita: rispetto alla settimana scorsa in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 6,52 a 7,07 . Il tasso settimanale più basso si registra in Sicilia (è di 2,74 tamponi per mille abitanti nell’ultima settimana); il tasso più alto si registra nella PA di Trento (23,03 per mille abitanti) subito dopo la Valle d’Aosta con 15,37 per mille abitanti. I grafici implementati nel Rapporto#7, mettono in evidenza che la Regione con maggiore incidenza settimanale è la Lombardia (42 casi ogni 100.000 abitanti), ma effettua un numero di tamponi per 1000 abitanti pari a quelli della Toscana in cui l’incidenza è di 5 casi ogni 100.000). Continua l’implementazione di soluzioni di telemedicina: il trend di crescita del numero totale delle iniziative avviate dalle singole aziende è oltre il 15% in più rispetto alla settimana scorsa (totale attuale 127) . Accanto ai nuovi indicatori, il Rapporto continua a offrire l’aggiornamento di alcuni indicatori selezionati tra quelli che hanno caratterizzato il modello di risposta delle Regioni nella Fase 1 della pandemia. Grazie ai nuovi indicatori si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali.

 

Coronavirus, sui tamponi Italia divisa

Intanto il tasso più alto si registra nella Provincia Autonoma di Trento 11 maggio 2020 A macchia di leopardo in Italia il ricorso ai tamponi per scovare i positivi a Covid-19 nelle varie Regioni italiana. Il tasso settimanale più basso si registra in Puglia (è di 2,64 tamponi per 1000 abitanti nell’ultima settimana); il tasso più alto si registra nella Provincia Autonoma di Trento (14,14*1000 abitanti) subito dopo il Veneto con 12,78*1000 abitanti. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ) di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 20 Regioni italiane. L’analisi delle delibere regionali mostra che se per la Fase 1 ben 16 Regioni hanno predisposto un provvedimento di “Programmazione Sanitaria Regionale”, al momento solo Toscana ed Emilia Romagna hanno deliberato un documento di programmazione sanitaria a supporto della gestione nella fase 2. Unità Speciali di Continuità Assistenziale Al momento le USCA coprono il 31% della popolazione nazionale, con un picco di copertura che ora riguarda l’Emilia Romagna (91% della popolazione coperta), seguita dalle PA di Trento e Bolzano (84%) e l’Abruzzo con il 69%. Al fianco dei nuovi indicatori, il Rapporto continua ad offrire l’aggiornamento di alcuni indicatori selezionati tra quelli che hanno caratterizzato il modello di risposta delle Regioni nella fase 1. Grazie ai nuovi indicatori si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali.

 

Coronavirus, attivate 420 Unità speciali di continuità assistenziale

Si tratta di pazienti che hanno bisogno di un monitoraggio che non può essere assolto solo con un contatto telefonico, ma che non necessitano di un ricovero in ospedale. In totale a oggi si contano circa 420 USCA attivate su tutto il territorio nazionale che garantiscono la copertura di circa un terzo della popolazione italiana. Sono alcuni dei dati della quinta puntata dell’Istant Report Covid-19, l’ultimo report della Fase 1 dell’emergenza sanitaria, mentre stiamo per entrare nella “seconda fase” di contrasto al Coronavirus. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ), con sede a Roma, di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 19 Regioni + 2 Province autonome italiane. Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) In vista dell’avvio della Fase 2 i ricercatori hanno ritenuto opportuno verificare l’andamento della diffusione dell’uso delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA). In questa seconda fase si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere. Il gruppo si è arricchito della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario ( Cerismas ) dell’Università Cattolica - diretto dal professor Eugenio Anessi Pessina -, di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina ).

 

Un report multisciplinare per prevenire

Roma Un report multisciplinare per prevenire L’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari della facoltà di Economia dell’Università Cattolica ogni settimana pubblica un rapporto elaborando vari dati sull’emergenza coronavirus. Il core dei report prevedeva 10 indicatori epidemiologici e 19 indicatori clinico-organizzativi, redatti principalmente sui dati rilasciati dal bollettino della Protezione Civile ogni martedì, per poi analizzarli e rielaborarli nel singolo Instant Report rilasciato il giovedì mattina per cinque settimane. L’ultima sezione dell’Instant Report presentava l’analisi dei modelli di risposta regionali, delineando le caratteristiche sintetiche di ciascuna Regione e riportando i punti salienti emersi da una prima valutazione dei dati disponibili, e l’analisi dei profili regionali. Le attività di analisi riguardante lo studio della Fase 1 sono state avviate il 31 marzo 2020 e si sono protratte fino al 30 aprile 2020, analizzando l’evoluzione dei dati dal 1 febbraio 2020 al 28 aprile 2020. Gli Altems Istant Report – spiega il professor Cicchetti - sono il frutto di un eccezionale lavoro di gruppo che dimostra come in un settore come quello sanitario la multidisciplinarietà è essenziale per analizzare fenomeni estremamente complessi e delicati, come quello dell’emergenza Coronavirus. Un’analisi integrata degli indicatori di impatto organizzativo mostra l’esistenza di scostamenti significativi nella fase d’esordio dell’epidemia (inizio marzo) – aggiunge Filippo Rumi , ricercatore dell’Altems. A partire dal 23 di marzo, si registra un trend significativamente più stabile che sottolinea l’implementazione di protocolli standardizzati che hanno garantito una gestione più uniforme dell’emergenza sanitaria».

 

Covid-19, "rivoluzione digital" per le Regioni italiane

ALTEMS Covid-19, "rivoluzione digital" per le Regioni italiane Il nuovo instant report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica estende l’analisi dei dati a tutte le Regioni italiane. Altro elemento che emerge dal 4/o rapporto è un netto aumento dei posti letto di terapia intensiva, spesso in percentuale superiore a quella indicata dal Ministero della Salute (+50%). Sono alcuni dei dati della quarta puntata dell’Istant Report Covid-19 una iniziativa dell’ Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 20 Regioni italiane. In tutte le Regioni il tasso di saturazione delle Terapie Intensive è sceso sotto il 65% e in media è del 25% significativamente più basso rispetto al livello di saturazione “medio” del Servizio Sanitario Nazionale nelle statistiche storiche (intorno al 48%). In molte Regioni, grazie all’implementazione di nuovi posti in Terapia Intensiva e la riduzione delle attività chirurgiche in elezione, la saturazione dei posti letti in terapia intensiva negli ospedali è ben al di sotto della media storica (es. in Campania è intorno al 10%). Piemonte, PA di Trento e Lombardia seguono con una incidenza di positivi ad oggi pari allo 0,34% e una incidenza di casi pari allo 0,68% in Lombardia e a Trento e dello 0,50% in Piemonte, segnale di un ritardo nella diffusione in questa regione rispetto alle altre. Con il Report #4, il gruppo si arricchisce della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (prof. Eugenio Anessi Pessina ), di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione Aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (prof. Rocco Reina ).

 

Nelle corsie in aumento medici e infermieri anti-Coronavirus

Altems Nelle corsie in aumento medici e infermieri anti-Coronavirus È quanto emerge dalla terza puntata dell’Instant Report sul Covid-19, l’iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari che monitora la diffusione del virus. Intanto adottati i primi dispositivi digitali per controllare l’epidemia 17 aprile 2020 Aumenta la forza lavoro per fa fronte all’epidemia da Coronavirus: nella Regione Marche risulta un aumento del 15% di medici dall’inizio dell’epidemia e del 7% di infermieri. Il gruppo di lavoro Altmes ha inoltre supportato, sotto il profilo metodologico, il team coordinato dal professor Rocco Reina dell’Università Magna Græcia di Catanzaro che, utilizzando lo stesso set di indicatori progettato da Altems, ha analizzato i dati di quattro Regioni del Sud, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Il contagio ha riguardato più intensamente gli operatori sanitari in Regione Lombardia (12,2% dei contagiati), meno le altre Regioni (intorno al 5% Veneto, Lazio ed Emilia Romagna; il 3% in Piemonte e solo l’1% nella Regione Marche). Il modello di gestione prevalentemente ospedaliera si caratterizza per una incidenza di tamponi effettuati sulla popolazione inferiore rispetto alla risposta prevalentemente territoriale o combinata (vedi Veneto ed Emilia Romagna); la crescita dei posti letto in terapia intensiva cresce meno del 50% (al 31-3. Il Piemonte dopo un primo momento di basso utilizzo dell’assistenza domiciliare cambia repentinamente atteggiamento dopo il 20 marzo all’acuirsi del contagio; La Regione Marche dagli inizi di Aprile ha attivato un numero elevato di USCA. La sperimentazione che per prima è stata avviata, quella sul tocilizumab, vede il centro coordinatore all’Istituto Nazionale dei Tumori Pascale di Napoli, ma il maggior numero di centri clinici inseriti nella sperimentazione in Regione Lombardia (ben 131).

 

Instant Report Covid-19, focus settimanale sull’epidemia

Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica, facoltà di Economia, campus di Roma, guidato da Americo Cicchetti , ordinario di Organizzazione Aziendale è composto da economisti sanitari e aziendalisti, ricercatori ALTEMS: Michele Basile, Eugenio Di Brino, Maria Giovanna Di Paolo, Filippo Rumi e Angelo Tattoli . Se in Italia, sulla base dei dati disponibili, l’incidenza del contagio riguarda lo 0,17% della popolazione nazionale, questa sale allo 0,43% in Regione Lombardia, riducendosi fino allo 0,05% nella Regione Lazio. L’analisi combinata degli indicatori usati dall’ALTEMS evidenzia le marcate differenze tra le scelte della Regione Veneto e, in parte, della Regione Emilia Romagna e la Regione Lombardia e, in parte, appare sussistere anche nelle soluzioni adottate dalla Regione Lazio. E ancora, il rapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e a domicilio è la metà in Veneto ed Emilia Romagna rispetto a quanto accade nella Regione Lombardia e nella Regione Lazio. Il secondo modello “centrato sull’ospedale” si caratterizza al contrario per i seguenti aspetti: una incidenza di tamponi effettuati sulla popolazione leggermente inferiore al gruppo precedente, in Regione Lombardia pari a 1.14% e in Regione Lazio pari a 0,59%; la crescita dei posti letto in terapia intensiva cresce meno del 50% (al 31.3. E ancora, il rapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e pazienti trattati a domicilio è doppio in Regione Lombardia e nella Regione Lazio rispetto a quanto accada in Veneto ed Emilia Romagna. Questo ha portato Veneto ed Emilia Romagna a orientarsi verso una gestione territoriale e domiciliare, con il Veneto che si caratterizza per una ricerca proattiva di casi “positivi”.

 

Coronavirus, un caso su dieci riguarda un operatore sanitario

ALTEMS Coronavirus, un caso su dieci riguarda un operatore sanitario Online il secondo Instant Report del gruppo di lavoro ALTEMS sulla diffusione del Covid-19: confronto sistematico, implicazioni, indicatori e modelli organizzativi adottati. Inoltre sempre in Lombardia oltre 1 caso su 10 di casi Covid-19 riguarda operatori sanitari. Secondo l’ Instant Report (pubblicato integralmente sul sito dell’Alta Scuola) il contagio da Sars-COV-2 ha riguardato più intensamente gli operatori sanitari in Regione Lombardia (12,2% dei contagiati), meno quelli delle altre Regioni (intorno al 5% in Veneto e in Emilia Romagna; 3% nel Lazio; 1% in Piemonte). L’Instant Report evidenzia che stanno emergendo tre modelli di risposta: - gestione prevalentemente ospedaliera, che caratterizza la Regione Lombardia e in parte la Regione Lazio; - gestione prevalentemente territoriale che caratterizza la Regione Veneto; - gestione combinata ospedale-territorio che caratterizza Emilia-Romagna e Piemonte (soprattutto dopo il 20 marzo). Ilrapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e pazienti in terapia a domicilio è a oggi doppio in Regione Lombardia e nella Regione Lazio rispetto a quanto accade in Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Il Piemonte, dopo una prima fase di basso utilizzo dell’assistenza domiciliare cambia repentinamente atteggiamento dopo il 20 marzo all’acuirsi del contagio. Fanno parte del team Americo Cicchetti Gianfranco Damiani, Maria Lucia Specchia, Michele Basile, Rossella Dibidino, Eugenio Di Brino, Maria Giovanna Di Paolo, Andrea Di Pilla, Fabrizio Massimo Ferrara, Luca Giorgio, Teresa Riccardi, Filippo Rumi, Angelo Tattoli.

 

Nespoli, una lectio dallo spazio

Una lezione dallo spazio intitolata “Oltre l’alta affidabilità: rischio e sicurezza nel settore aerospaziale” in occasione dell’evento conclusivo della quinta edizione del Master Executive in “Risk Management: decisioni, errori e tecnologie in medicina” dell’ALTEMS. Paolo Nespoli discuterà con gli studenti del “risk management” come pilastro della sicurezza del settore aerospaziale e dei fattori che hanno reso questo settore tra i più sicuri. Gli astronauti affrontano imprevisti ed errori cui va posto rapidissimo rimedio e che possono diventare una grande opportunità per imparare e per creare una vera cultura della sicurezza. La lezione di Nespoli sarà introdotta da Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS, e Claudio Grassi , Vice Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, e moderata da Antonio Crucitti , Direttore del Master ALTEMS in Risk Management dell’ALTEMS. L’intervento di Paolo Nespoli sarà seguito da una sessione di “Questions &; Answers” degli studenti di Economia curata da Alberto Fiore e Paolo Oppedisano , Coordinatori del Master ALTEMS in Risk Management. Le conclusioni dell’evento sono affidate a Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. “Il mondo sanitario – afferma il professor Cicchetti - può e deve ancora imparare dai settori cosiddetti ad “alta affidabilità” quali sono le sfide future della “patient safety”.

 

Regionalismo differenziato e sistema salute

ha detto Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica nell’indirizzo di apertura - La "Salute alla carta" è definizione molto evocativa e interessante, nell’evoluzione della gestione delle architetture dedicate alla Salute. Un’occasione, quella di oggi, di riflessione e di grande interesse, orientata alla dialettica e, in questo luogo, all’elaborazione di nuove conoscenze, per orientare le scelte politiche e sociali in uno scenario dove la responsabilità di chi decide e opera è quella di agire in contesti di grande complessità». L’Alta Scuola e il sottoscritto ringraziano quindi di cuore il Professor Balduzzi per questa opportunità di crescita data alla nostra scuola e il dottor Vincenzo Antonelli, docente di Diritto Sanitario presso la facoltà di Economia del nostro Ateneo per aver reso possibile questa collaborazione». Se e in quale misura tale ostacolo sia determinante al fine di consigliare la massima cautela nell’intervenire in tale materia è la domanda posta agli studiosi e agli esperti dal XVII Convegno nazionale annuale di Diritto sanitario. Per la prima volta dopo oltre un decennio l’iniziativa non si svolge ad Alessandria, culla della Società italiana di diritto sanitario che, insieme a due qualificati e prestigiosi centri di ricerca dell’Università Cattolica e dell’Università del Piemonte Orientale, ha promosso l’evento. Al saluto istituzionale di Giampaolo Zanetta , presidente della Società Italiana di Diritto Sanitario, seguono le sessioni di lavoro con l’intervento, fra gli altri, di Americo Cicchetti , Direttore dell’Altems. L’incontro è stato aperto dal saluto introduttivo di Americo Cicchetti , direttore dell’ALTEMS, e Elena Sini , (HIMSS Italian Community) al quale è seguita la relazione di Harold Wolf , Presidente e Amministratore Delegato di HIMSS dal titolo “I dati e la continuità di cura nel contesto globale”.

 

Il primo Annual Report di Altems

roma Il primo Annual Report di Altems Numeri, ricerche e formazione: la fotografia di un anno di attività dell’ Alta Scuola di Economia e management dei sistemi sanitari della sede di Roma nel volume presentato lo scorso 20 ottobre in occasione dell’Open evening. ottobre 2016 Per un’organizzazione socialmente responsabile è fondamentale dotarsi di uno strumento di comunicazione e accountability efficace e chiaro. L’Alta Scuola di Economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha scelto l’ Annual Report presentato lo scorso 20 ottobre, in occasione dell’Open Evening, l’evento annuale di presentazione dell’offerta formativa dell’Alta Scuola. L’Annual Report Altems non è pensato per rappresentare principalmente gli aspetti economici: rende pubblici i risultati organizzativi e gestionali, dando senso a numeri e dati e raccontando risultati, strategie e la programmazione del futuro. Tutto questo grazie al lavoro di oltre 100 docenti e 38 collaboratori. L’Annual Report di Altems è pubblicato nel sito istituzionale dell’Alta Scuola: http://altems.unicatt.it/ . altems #sanita' #economia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Altems compie dieci anni

Importante per la tutela del sistema è il ruolo svolto dall’Università per la formazione e l’aggiornamento delle figure manageriali indispensabili per una buona gestione e amministrazione della Salute pubblica. In questo quadro l’Università Cattolica ha dimostrato, con l’istituzione dell’ALTEMS, che oggi compie dieci anni, una particolare lungimiranza, offrendo un contributo significato all’intero sistema”. “Oggi è una grande festa per l’Alta Scuola e soprattutto per i nostri diplomati, quest’anno 111 per i Master e 151 per i Corsi di perfezionamento provenienti ogni anno da tutte le Regioni italiane – ha detto Americo Cicchetti nel corso dell’evento –. Quello che facciamo e vogliamo continuare a fare è entrare concretamente nei problemi della Sanità nazionale che possono e debbono essere affrontati e risolti”. “La collaborazione d’Ateneo nella politica, l’economia e il management in sanità” è stato l’argomento della riflessione di Giovanni Scambia , docente di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Momento particolarmente emozionante è stato la consegna del Premio “Elio Guzzanti” a Valentina Santucci (Ministero della Salute), già diplomata del Master in Organizzazione e gestione dell’ALTEMS, per il miglior project work. Prima della conclusione, Eugenio Di Brino (Comitato Direttivo dell’Associazione Alumni ALTEMS) ha sottolineato l’importanza delle relazioni sane che valorizzano la formazione integrale della persona nel cammino verso la realizzazione del bene comune.

 

Altems, al via l'anno formativo

Roma Altems, al via l'anno formativo Franco Sassi , docente dell’Imperial College Business School di Londra, ha aperto con una lezione su consumi, economia e salute le attività dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari. L’evento è stato aperto da Lorenzo Maria Cecchi , Direttore della Sede di Roma dell’Ateneo, e da Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS. Dopo la lecture del professor Franco Sassi la discussione con Angela Adduce , Direttore generale della Ragioneria Generale dello Stato (Ministero dell’Economia e delle Finanze), e Gilberto Turati , Ordinario di Scienza delle Finanze alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. A conclusione un particolare Question Time sui temi principali della mattinata, con il coinvolgimento degli studenti studenti dell’Alta Scuola. Ha moderato l’incontro il giornalista Roberto Iadicicco (Fondazione ENI). Nel pomeriggio l’attività formativa di ALTEMS continua con la lectio di Federico Gelli , responsabile del rischio in Sanità (Federsanità-ANCI), ad inaugurazione delle lezioni del Master in Risk Management dell’Alta Scuola. altems #economia #salute #altescuole #management Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Digital Innovation in sanità

Roma Digital Innovation in sanità Al via la collaborazione scientifica Altems Università Cattolica – Luiss Guido Carli: un nuovo Programma di Ricerca sulla sanità del futuro e, in particolare, sulla diffusione delle tecnologie digitali nell'ambito dei servizi alla persona. L'iniziativa è coordinata dai Professori Americo Cicchetti , Direttore dell'ALTEMS, e Luca Giustiniano , Direttore del CLIO, è stata firmata dal Direttore Amministrativo UCSC, Prof. Marco Elefanti e dal Direttore Generale Luiss, Dott. L'era dell'innovazione digitale sta rivoluzionando le modalità di erogazione delle cure, concorrendo in maniera sempre più pervasiva ai percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi e incidendo sui processi di comunicazione tra pazienti e professionisti e tra professionisti stessi", spiega Americo Cicchetti . In uno scenario sanitario caratterizzato da profondi cambiamenti, sia economici che, soprattutto, demografici ed epidemiologici, la necessità di soddisfare le nuove ed emergenti esigenze cliniche, insieme alle politiche di contenimento dei costi, pone i decision maker dinanzi alla scelta di quali tecnologie adottare e come erogarle. “Mediante l’avvio del Programma” – conclude Americo Cicchetti - “intendiamo fornire informazioni utili a comprendere il processo di reciproco adattamento di professionisti, organizzazione e tecnologia digitale, nonché contribuire ai sistemi di governance con indicazioni pratiche per il policy making”. digitalinnovation #ehealth #altems #intelligenzaartificiale #bigdata Facebook Twitter Send by mail Print IL PROGRAMMA DI RICERCA Nell'ambito del Programma, saranno sviluppate attività progettuali volte ad analizzare e comprendere le dinamiche di adozione e diffusione delle innovazioni digitali nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale. Nell’ambito del Programma, saranno sviluppate attività progettuali volte ad analizzare e comprendere le dinamiche di adozione e diffusione delle innovazioni digitali nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale.

 

La diffusione dei servizi a valore aggiunto

Roma La diffusione dei servizi a valore aggiunto Mercoledì 27 marzo la presentazione dei risultati del primo Rapporto annuale del nuovo Osservatorio dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi sanitari dell’Università Cattolica. I lavori sono stati aperti da Americo Cicchetti, Direttore dell’ALTEMS e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio sui Servizi a Valore Aggiunto. Quindi, Gianfranco Gensini , Coordinatore Scientifico dell’Osservatorio sui Servizi a Valore Aggiunto, ha presentato il “Primo rapporto annuale sulla diffusione dei servizi a valore aggiunto”. Quest’ultimi sono definiti come “l’insieme complesso di servizi qualificati e distintivi, integrati nell’offerta della specialità medicinale, destinati a generare valore per pazienti, medici e tutti gli stakeholder coinvolti. Nonostante la rilevanza di questi servizi, ad oggi se ne riscontra una scarsa conoscenza sistematica da parte degli operatori e dei beneficiari, accompagnata anche da una diffusione disomogenea sul nostro territorio. Il 68% del campione intervistato (composto da medici, associazioni di pazienti e cittadini, dirigenti aziendali e regionali, payers) conosce i servizi a valore aggiunto e più del 50% del campione ha avuto una esperienza diretta nell’adozione o l’uso di tali servizi. Tra i servizi più gettonati quelli rivolti direttamente al miglioramento della gestione dei pazienti (disease management), seguiti dall’aggiornamento professionale dei medici, alle soluzioni per incrementare l’aderenza alle terapie.

 

La Spending che cura la sanità

roma La Spending che cura la sanità All’Open Evening di Altems l’intervento del commissario di Governo Yoram Gutgeld ha proposto come intervenire in modo intelligente sul sistema sanitario nazionale per garantirne la sostenibilità e l’efficacia. by Federica Mancinelli | 21 ottobre 2016 «La revisione della spesa è una delle operazioni più importanti per ridurre le tasse, per progettare gli investimenti e per trovare risorse per i servizi pubblici essenziali: scuola, servizi, pubblici e sanità». Il commissario di Governo alla Spending review Yoram Gutgeld ha aperto con queste parole il suo intervento all’inaugurazione dell’ Open Evening dell’Alta Scuola di Economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, un appuntamento che si è svolto il 20 ottobre per presentare l’offerta formativa. Gli strumenti più importanti per la revisione della spesa in Sanità - ha affermato Gutgeld - riguardano gli acquisti, più informati, professionalizzanti e centralizzati, l'efficienza dell’Information Technology e della logistica e i piani di efficienza di ospedali e regioni». L’evento è stato introdotto dal saluto del preside della facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” Rocco Bellantone : «Stasera vediamo ancora una volta realizzarsi l’intuizione geniale del nostro Ateneo di aver aperto alla collaborazione fra economia e sanità. Il termine "spending review" generalmente spaventa, ma oggi, nel tempo della Medicina personalizzata, quasi "sartoriale", non si può più sprecare: è ora che ci sia anche un’economia "sartoriale" che pensi a ciò che va tagliato, per evitare lo spreco, e dove bisogna investire». Al termine della serata il professor Cicchetti ha presentato la prima edizione dell’ Annual Report dell’Alta Scuola, documento di bilancio e di sguardo verso il futuro contenente le principali informazioni, pubblicazioni e iniziative di Altems.

 

L’organizzazione è la migliore medicina

sanità L’organizzazione è la migliore medicina L'Altems festeggia i dieci anni con la prima Conferenza internazionale “ Organizing for Health ”. Il Servizio sanitario nazionale italiano è tra i pochi a livello europeo ad aver mantenuto un’impronta universalistica (“tutto a tutti, dalla culla alla bara”) anche se l’accessibilità ai servizi, ma anche la loro qualità, conosce alti e bassi a seconda delle Regione in cui ci si trova. In realtà, a ben vedere, la variabilità degli esiti – testimoniata anche quest’anno dai risultati del Programma Nazionale Esiti e da diverse iniziative “indipendenti” che informano pazienti e cittadini sulla “qualità” dei luoghi di cura – esiste anche all’interno della singola Regione e, qualche volta, anche all’interno della stessa azienda sanitaria. Volendo guardare un po’ più a fondo scopriamo che in realtà non si riscontrano correlazioni forti tra quantità di risorse disponibili e esiti di salute. In buona sostanza la variabilità degli esiti clinici solo in parte dipende dal livello di “innovatività” dei farmaci disponibili o dalla presenza più o meno massiccia di robot chirurgici. È evidente che il “fattore umano” è fondamentale, ma a ben vedere non basta più il “luminare” per ottenere i migliori risultati nelle cure, almeno nella medicina di oggi. continua a leggere sul Quotidiano sanità ] #sanita' #medicina #organizzazione #altems Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Altems, la lezione di Tito Boeri

I lavori sono stati aperti dai saluti del professor Pierluigi Granone , vice preside della facoltà di Medicina e Chirurgia che ha lodato «manifestazioni culturali come questa di Altems che sono la sintesi di un anno di formazione. Quindi, il direttore della sede di Roma dell'Università Cattolica Fabrizio Vicentini ha sottolineato come il Graduation Day di Altems sia «un momento celebrativo che ha un valore aggiunto nell'incontro con grandi personalità del mondo accademico e della cultura come oggi con il professor Boeri». L’anno accademico in corso presenta un’offerta formativa, per un totale di 259 studenti iscritti, di 8 master di secondo livello, uno di primo livello e 14 corsi di perfezionamento, accanto alle 11 linee di ricerca sulle quali i nostri professori e ricercatori stanno lavorando. L'ultimo programma che abbiamo avviato, chiamato "VisitInps", è proprio un sistema, finanziato con borse di studio e di lavoro, che permette ai giovani di analizzare le banche-dati e valutare tutti gli strumenti a loro disposizione per programmare il proprio futuro». Nel corso della sua lezione il presidente dell’Inps ha presentato alcuni dati di simulazione sui giovani nati negli anni ’80, lanciando un allarme: «La generazione 1980 rischia di andare in pensione a 75 anni. A conclusione dell’intervento di Boeri, il professor Massimo Bordignon della facoltà di Economia dell’Università Cattolica, ha lodato l’azione e lo sforzo del presidente Inps «per mantenere solido il sistema previdenziale, per informare e creare consapevolezza negli italiani soprattutto le nuove generazioni. Al termine del Graduation Day è stato assegnato il Premio “Elio Guzzanti” , dedicato alla memoria dell’indimenticabile “maestro” nell’organizzazione e nella programmazione sanitaria, destinato alla pubblicazione di tesi e project work di carattere economico e giuridico realizzati nell’ambito dei master universitari di secondo livello promossi dall’Altems.

 

La festa per i dieci anni di Altems

Roma La festa per i dieci anni di Altems Sfide, innovazione digitale, valori e cambiamento i temi al centro della conferenza “Organizing for Health” di giovedì 12 settembre , in occasione del decimo anniversario dell’Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari. Quattro le parole-chiave che declineranno il ruolo dell’organizzazione per promuovere l’efficacia e l’efficienza dei sistemi sanitari: sfide, innovazione digitale, valori, cambiamento. I lavori saranno aperti da Franco Anelli , Rettore dell’Università Cattolica, Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia e Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Ateneo. Coordinerà l’evento Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS e Ordinario di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. Alle ore 17.30 avrà inizio la tavola rotonda, condotta dal giornalista Roberto Iadicicco, dal titolo “Organizing for Health”, alla quale parteciperanno Marco Elefanti, Renato Botti, Antonio Gaudioso, Andrea Mandelli, Francesco Ripa di Meana, Massimo Scaccabarozzi, Andrea Urbani, Teresa Petrangolini, Fiorenzo Corti, Paolo Foggi e Fabrizio d’Alba. “Non c’è buona medicina senza organizzazione – spiega il professor Americo Cicchetti – Il Servizio Sanitario nazionale italiano è tra i pochi a livello europeo ad aver mantenuto un’impronta universalistica anche se l’accessibilità ai servizi e la loro qualità è variabile a seconda delle regioni e spesso al loro interno”. “La variabilità degli esiti clinici – continua Cicchetti - dipende solo in parte dal livello innovativo dei farmaci disponibili, dalla presenza di robot chirurgici o dalla presenza di bravi medici: essa risiede anche nella qualità dell’organizzazione”.

 

Nespoli: "Gestire il rischio? Un gioco di squadra"

Roma Nespoli: "Gestire il rischio? Un gioco di squadra" La lezione speciale dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea agli studenti di Economia del campus di Roma by Federica Mancinelli | 13 dicembre 2019 / “Il futuro è vostro: sognate cose impossibili. “Lavorare in team per gestire i rischi è fondamentale – ha proseguito Nespoli – . Lavorare significa spingere il limite delle capacità e delle conoscenze, significa gestire il rischio: occorre allora imparare dagli errori, pensare “fuori dal box” e avere un sistema che ti supporta e ti aiuta ad andare più in là del proprio limite”. All’intervento di Paolo Nespoli è seguita una sessione di “Questions &; Answers” degli studenti di Economia curata da Alberto Fiore e Paolo Oppedisano , Coordinatori del Master ALTEMS in Risk Management. Il contesto organizzativo di un ospedale è fatto di competenze diverse: per questo è necessario lavorare in team, abituandosi a lavorare insieme e ad affrontare i problemi e i rischi che si presentano sempre in un lavoro di gruppo". “Paolo Nespoli – ha aggiunto il professor Antonio Crucitti – è ingegnere, astronauta e professionista che vive l’elevata complessità e la richiesta di alta affidabilità nel suo lavoro. Per questo oggi è speciale ospite della chiusura del Master in Risk management dell’ALTEMS: anche nel mondo della salute è necessaria l’adozione di protocolli e percorsi per coniugare il lavoro del team e la sua leadership verso l’abbattimento dell’imprevisto e dell’errore umano per l’efficacia delle cure”.

 

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