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In Bangladesh ho scritto il mio nome

MILANO In Bangladesh ho scritto il mio nome Se la vita è scrivere in modo sempre più chiaro chi siamo, la mia esperienza di missione mi ha aiutato a farlo: insieme. dicembre 2015 di Fabrizio Scarano * La missione della vita è quella di scrivere il proprio nome, quello che la storia ci porta ad assumere. Suor Daniela, a uno dei primi incontri del Mex (un progetto di missione organizzato dall’Ateneo in collaborazione con il Pime) disse una cosa che mi è rimasta molto impressa, ossia che per far sacro un valore, un ideale, per realizzare, insomma, qualcosa di importante, bisogna saper sacrificare qualcos’altro. L’incontro è qualcosa di unico perché uno più uno non fa due: fare incontrare due esseri umani porta alla nascita del nuovo, di un risultato inaspettato, ma soprattutto imprevedibile, perché l’altro, nella sua differenza e nel suo essere unico, ci sorprende sempre. Le emozioni che ho provato sono state moltissime e molto diverse tra loro, emozioni positive e talvolta anche negative, perché non bisogna pensare alla missione come un viaggio in qualche bel posto esotico, ma un cammino del cuore che inizia già molto prima della partenza. Sentivo che quelle persone erano sinceramente felici di accoglierci e la cosa più bella che un essere umano può sperimentare è la gratuità dei gesti, dei sentimenti, dei doni e dell’amore. Non era piacevole ma lo stato d’animo prevalente con cui ho vissuto questa esperienza era diverso: “Qui non c’è nulla ma è come se non mancasse nulla” pensavo spesso, perché ho sperimentato la bellezza della relazione, di una condivisione vera, di quanto ho sempre desiderato.

 

Charity, la solidarietà contagiosa

CHARITY WORK PROGRAM Charity, la solidarietà contagiosa Camerun e Kenya sono le prime destinazioni per i 50 studenti dell’Ateneo che vivranno un’estate di volontariato nei Paesi in via di sviluppo con il progetto del Cesi. Sono i due paesi dove voleranno i primi quattro dei cinquanta studenti dell’Università Cattolica che quest’anno trascorreranno un’estate diversa grazie al Charity Work Program . Francesca e Chiara, entrambe iscritte alla facoltà di Scienze politiche e sociali, si recheranno nella città camerunense di Mbalmayo al Centre de Promotion Sociale (Cps), che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo umano, culturale e spirituale della popolazione locale. Alberto, di Scienze politiche e sociali, e Altea, di Giurisprudenza, opereranno nella baraccopoli di Nairobi fianco a fianco con il personale di Alice for Children, nelle scuole primarie di Korogocho e Dandora. In alcuni di questi casi, proprio per consentire un percorso di volontariato più completo, il periodo di permanenza all’estero è di due mesi. Tra le novità di quest’anno il maggior numero di destinazioni: 20 diversi progetti in 15 Paesi ospiteranno gli studenti, comprendendo nuove mete Ghana, Filippine e Kenya (queste ultime due la prima volta in assoluto), Brasile, Bolivia, Camerun, Etiopia, India, Perù, Senegal, Tanzania, Terra Santa e Uganda . Il progetto offre un’esperienza di missione agli studenti delle facoltà di Psicologia e Scienze della formazione del campus di Milano.

 
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