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L’equazione della vecchiaia

BRESCIA L’equazione della vecchiaia Alcuni matematici della sede di Brescia dell’Ateneo sono riusciti a elaborare un modello che simula al computer l’evoluzione della sarcopenia, la sindrome della perdita di massa muscolare che colpisce gli anziani. Tra questi segni gioca un ruolo fondamentale la sarcopenia , che causa la perdita di forza e massa muscolare che avviene in maniera naturale con l'avanzare degli anni. Questa sindrome, destinata a diffondersi sempre più nei prossimi decenni, colpisce già oggi 50 milioni di persone in tutto il mondo ed è la causa principale di invalidità e del peggioramento della qualità della vita dopo una certa età. Tra i vari rami della matematica vi è infatti anche la Meccanica dei Continui, che cerca di descrivere attraverso formule ed equazioni la realtà che ci circonda e che fornisce gli strumenti matematici perfetti per cercare di descrivere la sarcopenia in modo quantitativo. Il punto di partenza è stato quindi quello di trovare una formula che, attraverso un test clinico molto semplice (la cosiddetta BIA) unito a pochi altri dati fisiologici, come sesso, età, lunghezza degli arti, permettesse di calcolare quanta massa muscolare ha il paziente. Una delle caratteristiche principali del tessuto muscolare è, infatti, la sua capacità di attivarsi, ovvero di accorciarsi grazie al comando di uno stimolo nervoso, permettendo di sviluppare la forza muscolare. A partire da questi primi risultati, il modello verrà migliorato in modo da tener conto anche della perdita di massa muscolare e della variazione di altri fattori misurabili legati a dieta, stile di vita, assunzione di farmaci ed esposizione ambientale.

 

Invecchiare bene, una risorsa

Basta guardare gli ultimi dati Ocse: nel 2050 nel nostro Paese ci saranno 74 persone al di sopra dei 65 anni per ogni 100 persone di età compresa tra 20 e 64 anni (rispetto al 38% di oggi), diventando uno degli stati più vecchi assieme a Giappone e Spagna. Considerati da sempre l’anello debole della società e del welfare, potrebbero essere alla base di una svolta epocale proprio nel campo della salute e dell’assistenza sanitaria, con ricadute positive sia sulla produttività degli individui nel mercato del lavoro, sia dei singoli all’interno della famiglia. Per esempio, quella della sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari e previdenziali, che devono saper combinare l’esigenza di ridurre i costi con politiche sanitarie e sociali in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione che invecchia. Come pure non è da sottovalutare la riduzione delle prestazioni e l’estensione della vita lavorativa degli individui, in assenza di adeguata prevenzione e corretti stili di vita, incrementano l’esposizione dei soggetti al rischio di disabilità e cronicità compromettendo la qualità della vita per i più anziani. Rischi e opportunità dell’aumento della longevità della popolazione saranno al centro delle tre giornate di studio, promosse dalla Fondazione Ferrero di Alba nell’ambito dell’accordo quadro stipulato con l’Università Cattolica, dal titolo “Invecchiamento di successo 2017: ageing opportunities” e in programma giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 novembre ad Alba . Anche perché dopo la pensione i soggetti si recano di più dal medico e, indipendentemente dalle proprie condizioni di salute, “si curano di più”. In particolare l’aumento risulta più pronunciato per quei lavoratori che prima di ritirarsi dal mercato del lavoro avevano ritmi di lavoro molto intensi, orari di lavoro prolungati e, più in generale, “poco tempo” per curarsi.

 

Patologie croniche, una risposta integrata

Piacenza Patologie croniche, una risposta integrata Con l'aumento della speranza media di vita crescono le cosiddette patologie cronico degenerative.Il 24 novembre a Piacenza i punti di vista di AUSL, Enti Locali e ricerca a confronto, per dare una risposta efficace a questi nuovi bisogni di cura. E considerando che la popolazione complessiva non è in cambiamento (si registra un +0,6% in 20 anni), l’invecchiamento della popolazione sarà sempre più accompagnato da una tendenziale diminuzione della popolazione in età lavorativa. “Nonostante le condizioni di salute facciano registrare continui miglioramenti, non si può dimenticare che le persone anziane siano tipicamente affette da patologie croniche. Nella provincia di Piacenza un quinto della popolazione ha più di 65 anni, mentre gli ultra 75enni sono il 13,4%. Come evidenzia l’AUSL di Piacenza, negli ultimi 20 anni la popolazione piacentina over 64 e cresciuta quasi del 18%, con un aumento specifico dei “grandi anziani” (over 74enni) del 47,6%. “Ne deriva, in modo diretto, un effetto negativo sulla prevalenza delle malattie che sono tipiche della vecchiaia, come le patologie oncologiche e croniche, che aumentano notevolmente con l’allungamento della vita” prosegue Vendramini. Senza dimenticare che in Emilia Romagna le famiglie con anziani sono oltre una su tre, il 38%, e il 26% è composta solo da anziani (v.di schema).

 

Internet e anziani, alleanza digitale

RICERCA Internet e anziani, alleanza digitale I ricercatori di OssCom nelle comunità montane del Nord Italia studieranno come web e nuove tecnologie possono aiutarli a mantenersi attivi e in salute. febbraio 2018 In Italia solo un anziano su 4 (25%) nella classe di età 65-74 anni utilizza tecnologie digitali, come lo smartphone e il pc, e ha usato internet nell’ultima settimana, contro una media di quasi uno su 2 (45,5%) dei coetanei europei. La fotografia del rapporto tra anziani e digitale, realizzata su dati Eurostat 2016, è fornita da Simone Carlo , ricercatore del centro di ricerca sui Media e la comunicazione dell’Università Cattolica (OssCom) , e dal professor Fausto Colombo , direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Ateneo. Negli ultimi cento anni, la speranza di vita è aumentata di più di due anni ogni decennio, e nei prossimi cinquant’anni la proporzione di persone al di sopra dei 60 anni dovrebbe aumentare da 1 a 6 a 1 a 3. La JPI “More Years Better Lives” adotta pertanto un approccio transnazionale e multidisciplinare, che mette insieme programmi di ricerca differenti e ricercatori provenienti da diversi discipline allo scopo di fornire soluzioni per le imminenti sfide e sfruttare le potenzialità dei cambiamenti della società in Europa. Nascono così i JPI, e fino a oggi ne sono nati almeno 10, che altro non sono che processi strutturati ai quali i Paesi aderiscono su base volontaria con lo scopo iniziale di redigere un documento chiamato “Agenda strategica di ricerca” per affrontare congiuntamente le grandi sfide della società. Il saggio prende per la prima volta le mosse dagli interessi, dai bisogni degli anziani troppo spesso sottovalutati dagli studiosi con un pericolo di fondo, quello di «sottostimare anche i possibili rischi dovuti ad un uso eccessivo dei media digitali da parte delle fasce mature della popolazione».

 

La sfida di invecchiare bene

Milano La sfida di invecchiare bene Stili di vita appropriati e ricerca del benessere fisico e mentale possono favorire una migliore qualità della vita tra la popolazione anziana. Si tratta di un tema di cui si era occupato negli ultimi anni il professor Marcello Cesa-Bianchi, uno dei primi psicologi a occuparsi in Italia di invecchiamento, recentemente scomparso, al quale la nostra università conferì, quale allievo di Padre Gemelli, la laurea honoris causa. Invece essa può costituire una potente risorsa per favorire il benessere in questa fase della vita, oltre a essere importante per contrastare la rigidità di pensiero che talvolta limita le opportunità di autorealizzazione nella terza età». Ciò che è interessante è che questi approcci hanno caratteristiche molto diversificate così da permettere agli operatori - o agli anziani stessi - di scegliere quelle che si adattano meglio alla situazione in cui si vive». Per aumentare il benessere delle persone anziane oggi sono disponibili diversi tipi di tecniche come il training per la flessibilità cognitiva, il neuro potenziamento cognitivo, le tecniche di mindfulness, stili di vita attenti all’alimentazione. anziani #psicologia #invecchiamentoattivo Facebook Twitter Send by mail XI CONVEGNO DI PSICOLOGIA DELL’INVECCHIAMENTO Ricercatori, clinici e operatori che lavorano nell’ambito dell’invecchiamento normale o patologico si riuniscono il 25 e 26 maggio nella sede di largo Gemelli dell’Ateneo per fornire risposte concrete alle esigenze delle persone anziane e ai loro familiari. L’unità di ricerca sulla Teoria della mente da tempo indaga come si modifica con l’età la capacità di riconoscere gli stati mentali degli altri e di comprenderne così le ragioni del comportamento, una capacità importante per mantenere la competenza sociale.

 
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