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Un’app per progettare la didattica

Milano Un’app per progettare la didattica L’obiettivo del progetto internazionale Depit, a cui partecipa il Cremit dell’Università Cattolica, è di esplicitare il processo di progettazione sia per gli inseganti che per gli studenti, fornendo loro un accesso più facile al processo di apprendimento. marzo 2019 La progettazione didattica è la protagonista di Depit (Designing for Personalization and Inclusion with Technologies), il progetto promosso da una rete di università europee che il 7 e 8 marzo fa tappa in Cattolica. Insieme hanno dato vita a una app – e un manuale in tre lingue – che stanno testando 200 insegnanti fra Italia e Spagna e 400 studenti, tra cui 86 iscritti a Scienze della Formazione in Cattolica. Dalla sperimentazione, che sta per concludersi, emergono elementi da valorizzare e altri da modificare: «Durante questa fase, la app è oggetto di sperimentazione e testing sul campo, in classe e a scuola, rendendola usabile e performante. In realtà la app è pensata per continuare a essere modificata: viene incontro alla complessità contestuale in quanto strumento e ambiente dotato di flessibilità e modificabile in situazione, in aula e a posteriori rileggendo la progettazione. Tra di loro, oltre al coordinatore del progetto Roberto Righi e al direttore del Cremit Pier Cesare Rivoltella , arriva da Londra Diana Laurillard , autrice di “Teaching as a design science”. Alla base del progetto vi è infatti anche il suo Conversational Framework, che mette al centro la figura dell’insegnante, promuovendo la collaborazione tra docenti nell’elaborazione dei contenuti e includendo – nel processo di design – anche gli studenti.

 

Statistiche smart per uno smart living

Milano Statistiche smart per uno smart living Cinque tavole rotonde gratuite in Università Cattolica per il Fuoriconvegno dell’annuale appuntamento della Società Italiana di Statistica dal 18 al 21 giugno. Ed è a questo concetto che vengono dedicati il convegno annuale “ Smart Statistics for Smart Applications ” e le tavole rotonde del Fuoriconvegno organizzati dalla Società Italiana di Statistica (Sis), in programma dal 18 al 21 giugno in Università Cattolica . Sia che desideriamo scegliere il miglior ristorante, pianificare un viaggio, confrontare i nostri parametri di salute o prevedere il momento migliore per acquistare un biglietto aereo, le app dei nostri dispositivi raccolgono grandi quantità di informazioni, rendendole facilmente accessibili e usandole per fare previsioni accurate. Seguirà la tavola rotonda “ Digital transformation: nuove sfide e opportunità di dialogo tra università e industria ”, in collaborazione con Mathesia, dove interverranno Paolo Cerioli di ENI, Emanuele Manfredi di Accenture, Simone De Giuseppe di Leroy Merlin, Monica Pratesi della SIS, Luca Prati di Mathesia ( martedì 18 giugno, aula Manzoni, ore 18 ). Mercoledì 19 giugno all’interno del convegno si parlerà di “ Smart ageing: lunga vita attiva, salute e nuove tecnologie ” ( Aula Magna, ore 17.15 ). Un’ulteriore iniziativa Fuoriconvegno sempre mercoledì 19 giugno sarà " Big Data &; Big Responsibility " con Divesh Srivastava della AT&;T Lab che dialogherà con Daniela Cocchi , Università di Bologna, sui temi etici legati all’uso, anche statistico, di informazioni personali desunte dai social ( Aula Magna, ore 18.30 ). Venerdì 21 giugno la tavola rotonda “ Smart statistical societies in a small world ” si interrogherà su come è cambiato il ruolo delle società scientifiche in un mondo dove i loro primari compiti sono ormai sostituiti da social networks come LinkedIn, Research Gate.

 

L’app per scelte finanziarie consapevoli

milano L’app per scelte finanziarie consapevoli Si chiama ConsapevolMNT e aiuta le persone affette da lievi disabilità cognitive a prendere decisioni ponderate. gennaio 2019 La app ConsapevolMNT supporta l’utente nel raggiungimento degli obiettivi finanziari promuovendo scelte consapevoli. Promosso dal Museo del risparmio, dallo Specchio dei tempi de La Stampa e dalla Fondazione Intesa San Paolo, il concorso di idee aveva la finalità di promuovere la progettazione di percorsi che favorissero l’autosufficienza economica nelle persone affette da lievi disabilità cognitive . La app ConsapevolMNT fa parte di un percorso di formazione con incontri in presenza per aumentare la competenza economico-finanziaria degli utenti. La modalità di lavoro prevede tre compiti principali: l’identificazione dell’obiettivo, il “cronoprogramma”, ossia il tempo di lavoro, e le risorse da mettere in campo. Il progetto è costituito da tre unità di lavoro con una parte informativa attraverso l’utilizzo di materiali video, una parte esercitativa che facilita l’apprendimento e la parte dell’«Io consapevole», dove le persone concretizzano quanto hanno visto nelle pillole multimediali nelle loro scelte quotidiane. Nell’ultimo, viene proposto il gioco di società “ Projtto ”, appositamente realizzato per offrire un contesto ludico in cui applicare i concetti teorici appresi, simulando scelte economiche del quotidiano.

 

Maturità, la paura fa “Stressessanta”

Milano Maturità, la paura fa “Stressessanta” È arrivato il momento cruciale per gli studenti di quinta superiore e con questo un po’ di ansia. La “paura dell’esame” è un problema comune e si può manifestare attraverso reazioni psicologiche di natura emozionale (come per esempio paura o panico, nervosismo, irritabilità), cognitiva (difficoltà di concentrazione, difficoltà nel reperire le informazioni nella memoria), neurovegetativa (sudorazione, tremore delle mani e accelerazione del battito cardiaco). Queste reazioni psicologiche possono seriamente condizionare in modo negativo la prestazione di chi deve sostenere l’esame: ad esempio è possibile fare scena muta dopo una domanda a causa del forte panico che si prova. È quindi possibile che l’ansia per un esame - sia esso l’esame di maturità o un esame universitario - influenzi in modo negativo l’esito della prova stessa. Attraverso un protocollo della durata di una settimana, la App aiuta lo studente, utilizzando tre diverse tipologie di esperienze in realtà virtuale. Empowement Emozionale (Comprendi quello che senti): tre esperienze guidate per imparare a riconoscere e capire le proprie emozioni legate all'esame); Esposizione Controllata (Verifica quello che senti attraverso lo stress inoculation training): tre simulazioni stressanti legate all'esperienza di preparazione e di gestione dell’esame, della durata di due minuti l’una. Il compito dello studente è quello di imparare a gestirle usando le tecniche di empowerment e di rilassamento presentate); Rilassamento Guidato (Controlla quello che senti): tre esperienze di rilassamento guidato, della durata di due minuti l’una da imparare e utilizzare prima e durante l'esposizione controllata o l'esame).

 

Ansia da maturità? Scaricala con l’app

esami Ansia da maturità? Scaricala con l’app Un gruppo di psicologi dell’Università Cattolica ha creato un’applicazione e un protocollo che utilizza tre diverse tipologie di esperienze di realtà virtuale. giugno 2019 di Giuseppe Riva * Paura degli esami? Ti senti stressato e temi di fare una figuraccia davanti ai tuoi colleghi? L’ansia da esame è una reazione emotiva che può interferire con le competenze e le abilità dello studente, influenzando il risultato della prova. Si può manifestare attraverso reazioni psicologiche di natura emozionale - come per esempio paura o panico, nervosismo, irritabilità - cognitiva - difficoltà di concentrazione, difficoltà nel reperire le informazioni nella memoria - e neurovegetativa - sudorazione, tremore delle mani e accelerazione del battito cardiaco. Attraverso un protocollo della durata di una settimana, la App aiuta lo studente, utilizzando tre diverse tipologie di esperienze in realtà virtuale. Empowement Emozionale (Comprendi quello che senti): tre esperienze guidate per imparare a riconoscere e capire le proprie emozioni legate all'esame); • Esposizione Controllata (Prevedi quello che sentirai all’esame attraverso lo stress inoculation training): tre simulazioni stressanti legate all'esperienza di preparazione e di gestione dell’esame, della durata di due minuti l’una. Il compito dello studente è quello di imparare a gestirle usando le tecniche di empowerment e di rilassamento presentate); • Rilassamento Guidato (Controlla quello che senti): tre esperienze di rilassamento guidato, della durata di due minuti l’una da imparare e utilizzare prima e durante l'esposizione controllata o l'esame). docente di Psicologia della comunicazione e Psicologia del benessere, facoltà di Psicologia , campus di Milano #maturita' #esami #ansia #app Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Giulia, parcheggio facile con Wipark

MILANO Giulia, parcheggio facile con Wipark La studentessa di Giurisprudenza, prossima alla laurea, si è aggiudicata il titolo di "National Champion" italiano di UberPitch. In dieci minuti in auto ha convinto i venture capitalist europei della bontà della sua piattaforma che diventerà presto un’app. Si tratta di una sorta di "elevator pitch" ma su quattro ruote, che ha coinvolto durante le scorse due settimane 37 città di 21 Paesi in Europa per iniziativa di Uber , il servizio di trasporto automobilistico privato che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti. Il suo progetto è stato preselezionato tra oltre 200 idee tra Milano e Roma e Giulia ha avuto la possibilità di presentarlo ai migliori venture capitalist europei durante una corsa su una vettura prenotata con Uber. Con Giulia, che ha avuto l’idea imprenditoriale, ma non si occupa né di informatica né di programmazione, ha lavorato il suo team composto da Matteo Salati e Luca Filannino , studenti di ingegneria, insieme al grafico Luca Borgese e al programmatore Maksym Bodnar . L'obiettivo del loro progetto è di rivoluzionare il mondo della sosta su strada, cercando di applicare anche in questo settore il concetto di sharing. L'essere stati scelti come la migliore idea italiana di UberPitch ci ha dato una nuova motivazione, facendoci finalmente realizzare quale sia il grande potenziale di WiPark e rendendoci orgogliosi del lavoro svolto finora e dell'impegno dedicato al nostro progetto» afferma Giulia.

 

iCatt Mobile visualizza la media

Ateneo iCatt Mobile visualizza la media Con l’ultimo aggiornamento della app è possibile conoscere la propria media degli esami, anche in vista della laurea, e cercare le aule con la funzione mappe. È la maggiore novità della nuova versione di iCatt Mobile , la app della pagina personale degli studenti dell’Ateneo. La app, che negli ultimi mesi ha già introdotto diversi aggiornamenti, è uno strumento indispensabile per la vita e la carriera universitaria degli studenti e delle nuove matricole. “ Corsi ed esami ” permette di iscriversi a un appello e consultare le informazioni relative alle lezioni e alle prove in calendario, “ Libretto ” di verificare i crediti formativi universitari (Cfu) acquisiti, l’andamento degli esami sostenuti e visualizzare media aritmetica e ponderata. Tramite iCatt Mobile è possibile anche richiedere informazioni al Polo studenti e collegarsi ai corsi online Blackboard, attraverso l'installazione dell'app Bb Student, anch’essa di nuova realizzazione. Insomma, con l'app iCatt è possibile accedere in modo facile e veloce ai principali servizi per la gestione della carriera universitaria. L'accesso alla visualizzazione della media aritmetica e ponderata non è momentaneamente possibile per gli studenti iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia della sede di Roma.

 

iCatt Mobile, è arrivata la nuova app

Ateneo iCatt Mobile, è arrivata la nuova app Tra le novità, la possibilità di iscriversi a un esame dal proprio smartphone, di conoscere in tempo reale il cambio d’aula di una lezione grazie a notifiche push e di accedere ai corsi online Blackboard attraverso l'installazione di Bb Student. aprile 2017 Iscriversi all’esame o verificare i crediti formativi sullo smartphone; calcolare la media o verificare la presenza di un libro in biblioteca; organizzare lo studio o ricevere informazioni importanti sull’attività didattica. iCatt Mobile , una delle numerose app a disposizione degli studenti che frequentano l’Università Cattolica, è stata rinnovata in maniera profonda e sostanziale proprio nei giorni scorsi. Tra le nuove funzioni della app personalizzata per gli studenti dell'Ateneo c'è anche la possibilità di iscriversi a un esame o conoscere in tempo reale il cambio d’aula di una lezione attraverso notifiche push. Disponibile gratuitamente su Apple Store e Google Play , iCatt mobile si presenta con quattro icone principali , porte d’accesso ad altrettante funzioni: corsi ed esami, libretto, avvisi e biblioteca. “ Corsi ed esami ” permette di iscriversi a un appello e consultare le informazioni relative alle lezioni e alle prove in calendario, “ Libretto ” di verificare i crediti formativi universitari (Cfu) acquisiti e il diagramma degli esami sostenuti. Tramite iCatt Mobile è possibile anche richiedere informazioni al Polo studenti e collegarsi ai corsi online Blackboard, attraverso l'installazione dell'app Bb Student, anch’essa di nuova realizzazione.

 

App anti contagio, «sì ma solo per legge»

Il commento App anti contagio, «sì ma solo per legge» L’introduzione di strumenti pervasivi di controllo, che potrebbero ledere la privacy, potrebbe essere legittima in tempi particolari come questi ma non con semplici ordinanze e senza passaggi legislativi. È la task force di esperti che il governo nominerà a breve per scegliere le soluzioni tecnologiche adeguate per il monitoraggio e la tracciabilità dei movimenti dei cittadini in questo tempo di emergenza finalizzati al contenimento dei contagi. Ruben Razzante , docente di Diritto dell’informazione in Università Cattolica, pur condividendo la possibilità di fare uso di un’apposita app per individuare le aree di maggior contagio, manifesta la necessità dell’emanazione di una legge ordinaria o di un decreto legge. Sono applicazioni in grado di tracciare i loro spostamenti, di segnalare i luoghi frequentati da chi è stato contagiato e di risalire alle persone con le quali è venuto in contatto». L'efficacia di questa soluzione, già adottata in Corea e, in forme diverse, anche in Israele, è legata alla capillarità delle installazioni, al fine di ricavare il maggior numero di informazioni sulla catena del contagio. Altre cautele da osservare? «Nella legge dovranno essere precisate le modalità di raccolta dei nostri dati sensibili e l'utilizzo che ne verrà fatto e che dovrà essere rispettoso dei principi di proporzionalità e necessità previsti dalle normative vigenti. Il problema è che la confusione nell'emanazione dei decreti, unita alle prolungate sovrapposizioni tra iniziative del governo nazionale e iniziative delle singole regioni, ha disorientato il cittadino, che non capisce più quali norme debbano essere rispettate».

 

App Immuni, tra vantaggi e tutela della privacy

Grazie a questa tecnologia, e in particolare all’ Exposure Notification framework di Apple e Google, il nostro telefono è in grado di comunicare con altri telefoni nelle immediate vicinanze. L’idea è che se due telefoni sono vicini, lo saranno anche i rispettivi proprietari e quindi potenzialmente può avvenire un contagio. L’app del mio telefono trasmette quindi un codice anonimo univoco e ne riceve uno simile da ogni persona a cui mi avvicino (se dotata di app e se per un tempo e distanza “pericolosi”). Nel mio telefono saranno quindi registrati due tipi di dati: i codici che io ho trasmesso e i codici che ho ricevuto. Questi dati sono solo delle liste di numeri senza alcun elemento identificativo delle persone che ho incontrato. La garanzia che tale protocollo di funzionamento venga rispettato è data da una caratteristica molto importante dell’app: quella di essere open source . Ovviamente non tutti i cittadini sono in grado di comprendere il linguaggio di tale codice (Kotlin per Android e Swift per iOS/iPhone) ma il fatto che esperti indipendenti possano accedere al codice, è un’ottima garanzia di rispetto delle caratteristiche di anonimato dichiarate.

 

I dubbi degli italiani su Immuni

La rilevazione mette a confronto l’atteggiamento delle persone nella fase iniziale del Covid-19 con l’inizio della Fase 2 by Claudio Rosa | 08 giugno 2020 Una fotografia sulle preoccupazioni, le richieste, le aspettative degli italiani in questa nuova fase di riapertura. La ricerca di EngageMinds Hub , centro di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dà voce agli italiani per capire come stanno vivendo l’emergenza e le misure di gestione. Uno studio longitudinale, basato su due rilevazioni principali: la prima su un campione di mille italiani, cinque giorni dopo il primo “paziente uno” in Italia, quindi un’istantanea di quelle che erano le preoccupazioni e le emozioni nella fase acuta della pandemia. I dati raccontano di una preoccupazione degli italiani aumentata rispetto all’inizio della pandemia: «Non è corretto dire che gli italiani sono meno preoccupati col passare di questi mesi. Cercando di sondare qual è il senso di fiducia verso gli operatori sanitari nei due momenti di rilevazione, si è venuto a scoprire che è in diminuzione proprio la fiducia verso il proprio medico nel riportare i sintomi legati alla salute e nella condivisione delle proprie preoccupazioni. Ugualmente, decresce anche la fiducia verso la ricerca scientifica, e così scende nel complesso tutta la fiducia verso il sistema sanitario e la gestione di questa pandemia: «Probabilmente potrebbe essere legato alle tante interviste che ci sono state in televisione» afferma Valeria Mastrilli del ministero della Salute. Dallo studio della professoressa Graffigna però, non tutti sono ancora convinti dell’utilità dello strumento: «Il 30% degli italiani ritiene assolutamente improbabile che scaricherà l’app, e nel complesso il 60% la fascia di persone ha un atteggiamento dubbioso nei confronti di Immuni.

 

Giuridicamente “Immuni”? Vantaggi e dubbi sull’efficacia dell’app

La crisi che abbiamo vissuto è senza eguali: la velocità di diffusione di questo virus ha reso necessario un altrettanto rapido tracciamento del contagio sfruttando gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. La valutazione complessiva dell’app “Immuni” deve risentire pertanto di un approccio ‘olistico’ fondato, in particolare, sulle cd. ‘tre t’: accanto al tracciamento dei contagi (tracing), occorre garantire un numero di tamponi adeguato (testing) oltre al trattamento sanitario dei contagiati (treatment). “Immuni”: di cosa si tratta, come funziona, cosa la distingue dalle altre app di tracciamento Uno dei punti cruciali nella transizione verso la cosiddetta “fase 2” della gestione italiana alla crisi epidemica è rappresentato dai sistemi di contact tracing . Ulteriori spunti di riflessioni sono stati avanzati, inter alia, dal Comitato europeo per la protezione dei dati personali (che ha stabilito delle apposite linee guida in tema) e dalla sezione della Task Force “Immuni” che si è occupata dei profili giuridici dei dati . Nel valutare il rispetto del criterio di necessità occorre tenere in considerazione: 1) Il contesto dove la “factual description” della misura è chiamata a operare; 2) I diritti e le libertà suscettibili di compressioni; 3) gli obbiettivi che si intendono perseguire; e 4) l’individuazione tra le possibili opzioni efficaci di quelle meno invadenti. A tal riguardo occorre innanzitutto specificare che ci possano essere diverse tipologie di dati trattati dalle app e diverse modalità di compressione del diritto alla privacy e della tutela dei dati personali. A livello europeo le soluzioni prevalenti sono: l’utilizzo di dati di geolocalizzazione (GPS), il ricorso a sistemi di analisi statistica basati su dati aggregati provenienti da operatori di telefonia, l’impiego di sistemi peer-to-peer (Bluetooth e ultrasuoni) o ancora tracking misto.

 

Immuni, un’app ben fatta ma a rischio flop

Ne è convinta il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi che ha introdotto l’incontro promosso dalla Community Alumni sul tema “ App Immuni: tutela della salute e protezione dei dati personali ”, moderato da Daniele Bellasio , direttore della Comunicazione dell’Università Cattolica. Con questa app a portata di tutti si è arrivati a un equilibrio che riguarda tutti; si è guardato a un bilanciamento di interessi, tra la tutela della salute e contemporaneamente la protezione di dati personali e della privacy. È stato adottato uno standard molto elevato di tutela di dati personali, come lo è quello europeo, forse un unicum rispetto alle altre aeree del mondo per le vicende storiche che si sono manifestate nel corso del Novecento. Inoltre, si è scelto una app che comunica fra dispositivi e che non geolocalizza e questa garantisce una maggior difesa della privacy. A spiegare l’approccio con cui si è arrivati all’adozione di Immuni è intervenuto Francesco Modafferi , dirigente del Dipartimento realtà pubbliche e del dipartimento sanità e ricerca del Garante per la protezione dei dati personali. Modafferi ci tiene a sottolineare che «c’è stato un forte dialogo multilaterale, serratissimo fra Garante, ministeri interessati e tutti i principali protagonisti della vicenda, nell’ottica di individuare soluzioni efficienti e nel rispetto della protezione dei dati. Per Modafferi se sarà efficace lo vedremo, la diffusione non è quella sperata, ma certamente sarà uno strumento in più per governare nuove emergenze e ciò dipenderà dalla diffusione che oggi non è certamente quella sperata.

 

Immuni, essere molti per aiutarci tutti

Coronavirus Immuni, essere molti per aiutarci tutti Gli italiani si mostrano ancora diffidenti verso l’app di tracciamento del Coronavirus attiva dall’inizio di giugno. Immuni rappresenta uno strumento importante per affrontare il lungo inverno che abbiamo di fronte, uno strumento in più per aiutare l’attività di tracciamento dei contatti svolta dai professionisti dei Dipartimenti di Prevenzione e, soprattutto, per aiutare tutti noi a vivere con maggior tranquillità la nostra quotidianità. Una sera di settembre però, all’improvviso sullo schermo del mio iPhone è comparsa una notifica con un alert di color rosso: “rilevata esposizione a rischio con una persona Covid-19 positiva”». Perché, secondo lei, così tante persone sono ancora restie all’uso di questo sistema? «Credo che alla base ci sia un problema di timore per la privacy e di scarsa conoscenza del meccanismo di funzionamento, che paradossalmente è totalmente anonimo per la persona che la utilizza. Vuole suggerire un nudge , una “spinta gentile”, che possa davvero far comprendere l’importanza di essere in molti per aiutarci tutti? « Essere in molti per aiutarci tutti è un bellissimo slogan, dovrebbe essere questo lo spirito con cui promuovere una grande campagna di comunicazione e informazione per la cittadinanza. Un’esperienza unica che spero ci aiuterà a gestire la seconda ondata durante questo lungo inverno che abbiamo di fronte e che riguarderà tutta Italia stavolta, non più soltanto alcuni territori». Inoltre colpisce notare che tra i più scettici ci sono coloro che appaiono più avvezzi all’utilizzo disinvolto e disinibito di app digitali e di social media in altre aree della loro quotidianità, quali lo svago, i consumi, il lavoro.

 
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