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Con gli Eas si studia facendo

Brescia Con gli Eas si studia facendo A Brescia il convegno nazionale sul metodo Episodio di Apprendimento Situato, che privilegia lo studio di contenuti nel loro contesto specifico e una fase pratica, per favorire la concentrazione dei ragazzi. by Bianca Martinelli | 19 ottobre 2018 Negli studenti di oggi, si sa, è sempre più frequente riscontrare una difficoltà di apprendimento dovuta a una scarsa concentrazione o alla fatica di mantenere prolungata la soglia dell’attenzione su uno stesso argomento. Brescia ha ospitato la giornata di studio di rilevanza nazionale “Valutare con gli EAS”, promossa dal CREMIT, Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media , all’Informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica in collaborazione con Morcelliana editrice, e andato in scena il 19 ottobre all’Auditorium San Barnaba. In questo modo viene incontro alle esigenze di ragazzi, quelli di oggi, sempre meno abituati a concentrarsi a lungo sulle cose, rispettando il carico cognitivo che lo studente può sostenere: troppe cose, tutte insieme, svolte in fretta, non producono apprendimento”. Oggi, inoltre, non possiamo pensare di proporre loro lezioni frontali di 5 ore in aula; sono cambiati i tempi, i modi, i livelli di attenzione, per cui è necessario che la scuola prenda coscienza ed elabori nuovi modelli per sopperire a tali cambiamenti. “La scuola lombarda è una scuola d’eccellenza e si è sempre distinta per aver raccolto sfide come questa che permettono di fornire agli studenti sistemi di apprendimento sempre più efficaci. Sulla base di questo lavoro preparatorio, nella seconda fase(l’operatoria) si lavora in classe, in piccoli gruppi, allo sviluppo di un artefatto (la soluzione di un problema, una sintesi, un contenuto digitale).

 

A Ventimiglia tra i migranti

Brescia A Ventimiglia tra i migranti Tre gruppi di studenti di Psicologia e Scienze della formazione della sede di Brescia al fianco di Caritas e Croce Rossa della cittadina di frontiera. Tre gruppi di studenti delle facoltà di Psicologia e di Scienze della Formazione sono partiti alla volta della cittadina al confine con la Francia per tre giorni intensivi, in cui hanno affiancato le attività della Caritas e della Croce Rossa locali grazie al progetto “Ventimiglia all’ora”. Un’iniziativa che si inscrive all’interno del Service Learning , una proposta formativa e pedagogica che unisce le due dimensioni sottese al binomio di parole: Service , il volontariato e le azioni solidali verso la comunità; Learning , l’apprendimento di competenze professionali, metodologiche, sociali e didattiche. Le sfumature e gli aspetti maggiormente didattici li spiega Livia Cadei , docente di Pedagogia interculturale, che ha accompagnato un primo gruppo di otto studenti della facoltà di Psicologia, dal 2 al 5 maggio scorso. Tutto ciò anche e soprattutto in previsione di una futura ottica professionale, come sottolinea Monica Amadini , docente di Pedagogia sociale e interculturale, giunta a Ventimiglia insieme alla professoressa Carla Astori col secondo e terzo gruppo di studenti della facoltà di Scienze della formazione, dal 14 al 17 maggio. In contesti di criticità il gruppo ha sperimentato aspetti diversissimi dell’emergenza, dal pelare le patate, montare le brande fino allo strutturare corsi linguistici: fondamentale è capire che tutto questo è strettamente connesso all’ambito lavorativo a cui si legheranno nel loro futuro professionale, che sarà giocoforza interculturale». L’idea è quella di una proposta pedagogica in grado di unire le azioni sociali e il volontariato verso una comunità (service) all’acquisizione di competenze professionali, metodologiche, sociali e didattiche (learning), consentendo così di implementare conoscenze e competenze degli allievi mediante un servizio solidale alla comunità.

 
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