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Tv, la rivoluzione delle donne arabe

MILANO Tv, la rivoluzione delle donne arabe Rafiah al Talei , giornalista e senior producer della tv qatariota al Jazeera , e Xenia Gleissner , direttrice dell’Istituto di ricerca Mahalli, con sede a Londra, raccontano l’influenza della presenza femminile nei media tra conquiste e stereotipi. A raccontare come cambia la loro immagine, al di là di ogni stereotipo, sono state Rafiah al Talei , giornalista e senior producer della tv qatariota al Jazeera, e Xenia Gleissner , direttrice dell’istituto di ricerca Mahalli, con sede a Londra. Ospiti entrambe di un incontro tenuto nell’ambito del corso di Storia e istituzioni del mondo musulmano della facoltà di Scienze politiche e sociali , presieduto dalla professoressa Elena Maestri . Esiste una sempre maggiore domanda femminile di informazione, sia come oggetto (questioni di genere in tv) che come soggetto (maggiore presenza di giornaliste). Quando nelle redazioni, composte esclusivamente da uomini, hanno iniziato a comparire le donne, è stato scardinato il principio sociale che vedeva il giornalismo come mestiere inadatto al genere femminile: fare la reporter o attività redazionale, infatti, occuperebbe tempo che andrebbe invece dedicato a famiglia e figli. Xenia Gleissner, che dopo la laurea in studi islamici a Exeter ha lavorato a lungo in Paesi come Siria ed Emirati Arabi, si è invece concentrata, nel corso del suo intervento, sulle differenze nel panorama mediatico all’interno di una nazione dalla cultura più occidentale come gli Emirati Arabi Uniti. Le cose vanno meglio a Dubai, la città più popolosa del Paese, meta di milioni di turisti ogni anno: lo stile di vita più occidentale favorisce la presenza di donne nel piccolo schermo come giornaliste, conduttrici e reporter.

 
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