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Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica

La cattolica al Meeting Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica In mostra i costumi di scena dei genitori di San Francesco d’Assisi. Parla la professoressa Maria Teresa Zanola. agosto 2019 I costumi di scena utilizzati per vestire i genitori di San Francesco d’Assisi nel film “ Fratello Sole, Sorella Luna ” di Franco Zeffirelli hanno impreziosito lo stand dell’Università Cattolica al Meeting di Rimini. A presentarli la professoressa Maria Teresa Zanola , docente di Lingua francese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, e don Davide Milani , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo. Gli abiti della Fondazione Cerratelli di Pisa sono un assaggio dell’intera collezione, e rappresentano l’incontro tra la sapienzialità artigiana che seppe realizzare grazie a Danilo Donati questa stupenda produzione per raccontare la vita di Francesco. meeting #costumi #cinema #arte Facebook Twitter Send by mail.

 

Fotografia, Letizia Battaglia in Aula Magna

brescia Fotografia, Letizia Battaglia in Aula Magna L’artista palermitana, nota soprattutto per le sue fotografie delle stragi di mafia degli anni di piombo, è tra i protagonisti della terza edizione del Brescia Photo Festival . Nel corso della sua carriera si è cimentata con la ritrattistica (famosi i ritratti delle bimbe di strada di Palermo), con il nudo, persino con la fotografia naturalistica. In dialogo con lei ci sarà Elena Di Raddo , docente di Storia dell’arte dell’Ateneo, e Renato Corsini, direttore di Brescia Photo Festival. Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio. La rassegna fotografica sarà un’importante occasione per valorizzare il patrimonio museale di Brescia. Pertanto il biglietto d’ingresso alle mostre allestite al Museo di Santa Giulia permetterà di accedere anche al complesso museale; viceversa il pubblico del museo, con una minima integrazione del biglietto, avrà la possibilità di visitare le nove mostre.

 

Lecco invasa da animali giganti grazie a tre studenti della Cattolica

arte Lecco invasa da animali giganti grazie a tre studenti della Cattolica Gli allievi del corso di Economia e gestione dei beni culturali dell’Università Cattolica allestiscono nelle strade della città Cracking Art Landing in Lecco 30 agosto 2019 Rondini, rane giganti e molto altro. SI tratta delle installazioni raffiguranti animali, realizzate dal collettivo Cracking Art , che saranno collocate in alcuni punti caratteristici della città, coinvolgendo lo spettatore in una favola contemporanea che invita a riflettere su tematiche universali come la rigenerazione, la natura e il paesaggio. L’evento Cracking Art Landing in Lecco nasce grazie all’iniziativa di tre giovanissimi studenti del corso di Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sotto la supervisione della professoressa Marta Massi . Federica Negri, Laura Gandola e Davide De Marchi hanno partecipato e vinto il business game proposto da Cracking Art a cui erano stati invitati a partecipare gli studenti del corso, nel quale si invitava a proporre e pianificare un’installazione del collettivo. Durante lo stage presso la sede del collettivo artistico hanno poi messo in pratica quanto ideato, fino a raggiungere l’obiettivo che si erano proposti, ovvero l’installazione nella città di Lecco. Il nostro intervento, in collaborazione con il Comune di Lecco e Cracking Art , vuole dare avvio a un processo di “rigenerazione” di quel ramo del lago di Como che volge a Mezzogiorno reso celebre dal Manzoni». Nel suo curriculum può vantare più di 400 installazione realizzate in Italia e nel mondo: dalla Biennale di Venezia al Museo di Indianapolis, passando per le strade e le piazze di Sydney, Bangkok, New York, Shanghai e, recentemente, San Pietroburgo e Phoenix.

 

Quando nell’arte c'era già l’Europa

cattolicapost Quando nell’arte c'era già l’Europa Visita agli Uffizi degli allievi del master in Cultural Diplomacy , con la guida d’eccezione del direttore Eike Schmidt , alla scoperta delle 14 sale appena riaperte al pubblico ma, soprattutto, del valore dell’espressione artistica come veicolo culturale. maggio 2019 Hanno avuto il privilegio di accedere alle 14 sale appena riallestite, e ora aperte al pubblico, della Galleria degli Uffizi . Il padrone di casa, il direttore Eike Schmidt , ha accompagnato in un meraviglioso percorso “a bocca aperta” gli allievi del master in Cultural Diplomacy dell'Università Cattolica, studenti provenienti da quattro continenti, guidati dalla direttrice del corso Federica Olivares . Opere di Lorenzo Lotto, Veronese, Tintoretto e molto altri artisti del '500 magistralmente rimesse alla luce dopo molti anni che non erano state più visibili al pubblico. Ma il direttore Schmidt, con la docente del master Roberta Bartoli , hanno voluto dare un taglio specialistico a questo percorso, mettendo in evidenza il valore dell'arte nella diplomazia e nei rapporti tra Stati e culture. Come nel caso della “Madonna delle Rose” di Tiziano che, insieme ad altre opere, alla fine del ‘700 fu oggetto di scambio tra la galleria viennese degli Asburgo (notoriamente abili diplomatici) e la galleria fiorentina. Si pensi a tutto il fermento degli artisti rinascimentali che viaggiavano in tutta Europa creando forme di ibridazione e arricchimento che hanno portato alla creazione di tanta meraviglia.

 

Arte nei chiostri, largo agli studenti

Milano Arte nei chiostri, largo agli studenti La mostra promossa dal Centro pastorale in largo Gemelli, è stata ideata e curata da 11 allievi di diversi corsi, che hanno scelto gli artisti contemporanei e progettato il percorso sul tema I Wish. ottobre 2017 Dall’ispirazione cercata nella poesia di Dante fino alle canzoni di Gaber e Guccini, per arrivare alla selezione di artisti contemporanei, che danno forma nelle loro opere al desiderio. All’invito rivolto dal Centro Pastorale e dalle docenti di Storia dell’arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo a tutte le tutte le associazioni studentesche, hanno risposto i ragazzi di BoulevArt, Unilab e Ateneo Studenti, coinvolti per la prima volta dall’inizio dell’ideazione e della progettazione della mostra. Gli studenti sono partiti dalla raccolta di testi letterari che li aiutassero a definire il desiderio: dal Canzoniere di Petrarca al Convivio di Dante, da Baudelaire alle canzoni di Gaber e Guccini, da Leopardi a Calvino, da Camus a Max Pezzali. Il dialogo tra i giovani e gli artisti è durato diversi mesi in un’ottica di confronto sulle diverse letture dei desideri, degli ideali e dei pensieri che ha permesso di creare testi critici dell’opera» spiega Alessandro Tonini , laureando magistrale della facoltà di Lettere. iwish #arte #spiritualita #mostra Facebook Twitter Send by mail L’INAUGURAZIONE DI “I WISH” Il progetto è stato promosso dal Centro pastorale e dal Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte dell’Ateneo e curata da padre Enzo Viscardi , Cecilia De Carli , Elena Di Raddo . Martedì 31 ottobre l’inaugurazione avverrà nella Cripta dell’Aula Magna di largo Gemelli alle 16.30 alla presenza dell'assistente ecclesiastico generale dell'Ateneo, monsignor Claudio Giuliodori , di Padre Enzo Viscardi , delle docenti di Storia dell'arte Cecilia De Carli e Elena Di Raddo , degli studenti e degli artisti.

 

Arte e diritto si incrociano in Cattolica

piacenza Arte e diritto si incrociano in Cattolica Una mostra,“Ius e(s)t Ars" che raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Si intitola “Ius e(s)t Ars. Un itinerario tra arte e diritto” e raccoglie numerose opere di artisti contemporanei, tra maestri affermati (Giovanni Campus, Giorgio Milani, Osvaldo e Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Elena Pugliese) e giovani emergenti (Benito Ligotti, Elena Canavese). Lo scopo della mostra, organizzata in collaborazione tra Centro Pastorale e Dipartimento di Scienze giuridiche , non è solo quello di avvicinare l’arte contemporanea ai più giovani e di offrire un evento culturale alla cittadinanza, che può visitare liberamente la mostra. Lo scopo è anche quello di sollecitare una riflessione sull’oggi e di approfondire tematiche come quelle della giustizia, del rapporto tra regola e disordine e dell’identità nell’era digitale. La terza sezione, “Diritto e identità nell’era digitale” , apre uno squarcio su uno dei temi più affascinanti del diritto contemporaneo, quello dell’identità personale in un mondo in cui i social media ed il web tendono a scomporre la nostra soggettività in identità multiple, simultanee e virtuali. Il trait d’union tra le opere selezionate è quello delle tracce che l’uomo vuole lasciare di sé: dalle impronte digitali raccolte dall’artista tra persone incrociate per caso a ciò che la persona vuole affidare ai posteri tramite un testamento poetico, cioè un lascito immateriale registrato su supporto audio-video. L’iniziativa costituisce un ulteriore tassello degli eventi organizzati nell’ambito del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza , che dal prossimo anno accademico arricchisce la propria offerta formativa affiancando al profilo “Diritto&;Economia” il nuovo profilo “Diritto e innovazione digitale”.

 

Città a misura d’uomo e… d’arte

Brescia Città a misura d’uomo e… d’arte In occasione della manifestazione espositiva “Meccaniche della Meraviglia 12 in The City” nel convegno Arte nello spazio della città si è parlato dell'arte come ideale veicolo di valorizzazione per gli spazi urbani, architettonici e non solo. Se ne è parlato nel seminario Arte nello spazio della città , fortemente voluto e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea Elena Di Raddo e introdotto dai saluti del Direttore di sede Giovanni Panzeri . “L’operazione fatta con le stazioni della metropolitana di Napoli, progettate ciascuna da un diverso artista contemporaneo, sono un modello da studiare – ha esordito l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia, Michela Tiboni . Sono la dimostrazione di come un intervento dentro ad un luogo possa rigenerare anche gli spazi che vi stanno attorno. Esiste infatti una relazione diretta tra la crescita culturale di una città e la sua urbanistica, che non è fatta solo di architetture. “Prima individuo gli spazi, poi gli artisti sulle base delle affinità di questi ultimi con i luoghi – racconta Albano Morandi , regista e deus ex machina della kermesse . Tutti i lavori sono pensati ed eseguiti dagli artisti dopo aver visto e conosciuto la storia degli spazi” conclude Morandi.

 

Collezionismo tra passione e investimento

È questo l’obiettivo del ciclo di incontri “Il collezionismo delle opere d’arte” , promosso congiuntamente dalle facoltà di Economia , di Lettere e filosofia e dal dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte . “Il possesso delle opere d’arte” questo il titolo del primo incontro che è stato coordinato dal professor Francesco Tedeschi , docente di Storia dell’arte contemporanea. Ogni collezione ha una storia a sé, è l’espressione della seduzione dell’opera d’arte sul collezionista e del collezionista sul pubblico con cui se ne vanta». Una collezione può crescere non solo per l’attrazione emotiva che suscita l’opera d’arte ma anche per un progetto studiato, un percorso ben preciso intrapreso dal collezionista: una generazione di artisti, un genere o un soggetto ben preciso. Esistono poi anche collezioni che decidono di essere un faro che guida le tendenze del futuro» spiega ancora Marina Mojana, che prosegue: «Molti investono sui giovani o su movimenti nascenti, scommettendo sul loro successo». Oggi però è entrata in gioco una clientela più sofisticata, che investe molto nei cosiddetti “beni di passione” come gioielli, la barche e opere d’arte, con investimenti molto significativi. arte #collezionismo #collezione #passione Facebook Twitter Send by mail L’ARTE COME PUNTO DI FORZA DI UN BRAND Le imprese investono sempre più nelle collezioni di opere d’arte ed è un mondo con un potenziale di sviluppo molto forte.

 

Arte, la passione si fa lavoro

La ricetta di Marilena Pirrell i, giornalista di ArtEconomy24-Il Sole 24 Ore, e dell’ad di Sotheby’s Italia Filippo Lotti 26 aprile 2017 di Mattia Pivato * Web, case d’asta, valutatori e art advisor. Sono le professionalità e gli ambiti nuovi che stanno emergendo nel settore dell’arte, un sistema il cui sviluppo è dimostrato dall’ampliamento della platea di appassionati e collezionisti che navigano il web a caccia di artisti e opere. Il fenomeno su internet è impressionante sia in termini di nuove piattaforme di scambio sia di offerta di nuovi servizi» spiega Marilena Pirrelli (a sinistra) , giornalista di ArtEconomy24 – Il Sole 24 Ore , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Questo crea nuove professionalità: Hiscox nel 2016 ha registrato un incremento del 15% a 3,75 miliardi di $ di scambi sul web, pari ad una quota di mercato dell'8,4% sul valore degli scambi generali rispetto al 7,4% del 2015, nonostante la contrazione dell’11% di tutto il mercato globale a 56,6 miliardi di $ (Clare Mc Andrew) . Sicuramente le due fiere italiane hanno dialogato con un pubblico molto diverso da quello del Tefaf di Maastricht, che rappresenta l’eccellenza nell’offerta di arte antica, d’antiquariato e di arte moderna con un valore assicurato in fiera di oltre 3 miliardi di euro. Parola di Filippo Lott i, amministratore delegato di Sotheby’s Italia , che insegna al corso di alta formazione dell’Università Cattolica Lavorare nel Mercato dell’Arte. Da questo punto di vista è davvero più suggestivo e più utile di astratte teorie, il racconto vivo e appassionato di persone che hanno saputo investire il loro bagaglio umanistico, intercettando i bisogni, le curiosità, le forme comunicative in continuo divenire nella nostra società.

 

Il diritto? Un’opera d’arte

MILANO Il diritto? Un’opera d’arte La storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Lunedì 16 gennaio a Milano la presentazione di un volume curato dalla professoressa Lauretta Maganzani 13 gennaio 2017 Per molti è solo un insieme di norme, leggi e regolamenti. A testimoniarlo un’interessante e originale iniziativa editoriale raccolta nel volume dal titolo L’arte racconta il diritto e la storia di Roma (Pacini Editore, 2016), curata dalla professoressa Lauretta Maganzani , docente di Diritto romano nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’autrice per la prima volta mette insieme la storia giuridica di Roma antica e la storia dell’arte, dal Medioevo ai nostri giorni, narrate specularmente in una sequenza di capolavori pittorici. Così il lettore è accompagnato in un itinerario storico, giuridico e artistico appassionante e coinvolgente, capace di svelare le radici più profonde della cultura occidentale, ma anche delle sue più perverse degenerazioni. Le conclusioni del dibattito, moderato da Stefano Solimano , direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche , sono affidate all’autrice del volume. Alla realizzazione del libro hanno collaborato: Virginia Maria de Capitani , Edoardo Caglio , Davide Canzano , Stefano Didoni , Andrea Fogliani , Lucia Frattini , Maria Sofia Gasperini , Gabriele Giovannetti , Luigi Regazzoni , Irene Zappa .

 

Il ponte di Christo diventa tesi

Brescia Il ponte di Christo diventa tesi Sara Ribola , studentessa della sede di Brescia, che vive a Montisola, studierà i risvolti in termini di valorizzazione delle risorse umane di The floating piers , l'opera che per quindici giorni ci farà camminare sulle acque del lago d’Iseo. by Antonella Olivari | 17 giugno 2016 Per quindici giorni sarà al centro dell’attenzione mondiale per The floating piers, l’opera di Christo che ci farà camminare sulle acque del lago d’Iseo, unendo la terraferma a Montisola. Ed proprio sull’isola più grande dei laghi europei che vive Sara Ribola , studentessa della laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane alla sede di Brescia dell’Ateneo, che all’opera dell’artista bulgaro-americano dedicherà la sua tesi di laurea. Sono 500 sono i lavoratori assunti a tempo determinato per l’occasione: 170 sono bagnini, senza contare il personale coinvolto nel montaggio dell'opera e l’azienda che ha prodotto i pannelli che formano la passerella. L’opera consentirà al pubblico di passeggiare sulle sponde e sulle acque del Sebino, attraverso una passerella di 5,5 km - i primi 2,5 sulla terra ferma, 3 galleggianti sull’acqua - che collegherà la località di Sulzano a Monte Isola, per giungere all’isolotto di San Paolo. Il tutto, dopo due anni di progettazioni e test di fattibilità e 15 milioni di euro di costo, realizzato con 70.000 metri quadrati di scintillante tessuto arancione, adagiato su una sequenza modulare di pontili galleggianti, larghi 16 metri ciascuno e costruiti con 200.000 cubi di polietilene ad alta densità e altrettante viti giganti. Tra gli interventi più celebri, ricordiamo l’imballaggio del Pont Neuf di Parigi (1975-85), quello del Reichstag di Berlino (1971-95), l’impacchettamento della statua di Vittorio Emanuele in piazza della Scala a Milano (1970) o quello di 11 isole nella baia di Byscaine, a Miami, in Florida (1980-83).

 

Disabilità, tutta un’altra musica

Roma Disabilità, tutta un’altra musica In occasione della Giornata internazionale, Centro di Ateneo per la Vita e Policlinico organizzano, un convegno, una mostra d’arte e l’esibizione dell’Orchestra sinfonica “Esagramma”, composta da bambini afflitti da problemi psichici e disturbi specifici. Venerdì 2 dicembre si inizia con il convegno multidiciplinare “Vivere con una malattia rara disabilitante” che avrà inizio alle ore 8.30 nell’Aula Brasca del Policlinico Gemelli (largo A. Gemelli, 8). Il convegno sarà aperto dall’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Claudio Giuliodori, dal presidente e dal direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” Giovanni Raimondi ed Enrico Zampedri, e dal Direttore del Centro di Ateneo per la Vita Massimo Antonelli. disabilita #malattie #arte #musica Facebook Twitter Send by mail.

 

Terremoto, anche l’arte è ferita

IL COMMENTO Terremoto, anche l’arte è ferita Il nostro patrimonio monumentale ha fatto i conti con i sismi fin dalle origini, come è già successo in passato alla stessa Amatrice . agosto 2016 di Alessandro Rovetta * Ancora una volta la nostra penisola è stata colpita da una violenta scossa di terremoto che accanto all’ingente bilancio di vittime umane conta gravi ed estesi danni al nostro patrimonio culturale. Un primo censimento del ministero dei Beni culturali (Mibact) ha registrato almeno 300 siti di interesse artistico e architettonico colpiti dal sisma la cui localizzazione parte dall’epicentro dell’alto corso del fiume Tronto e si espande fino a Spoleto, Camerino, Macerata e, nuovamente, L’Aquila. È opinione di molti che nella pianura padana, nel corso del medioevo, le distruzioni provocate dai terremoti abbiano incoraggiato le costruzioni di nuove cattedrali più grandi e strutturalmente più sicure. La stessa Amatrice, il centro più colpito dalle scosse dello scorso 24 agosto, annovera nella sua storia secolare altri terremoti ben documentati nel XVII e XVIII secolo che, nel 1639, portarono al collasso del palazzo degli Orsini, storici feudatari della zona, e di altri antichi edifici . Soprattutto in questo caso, occorrono piani integrati che considerino patrimonio culturale non solo i singoli monumenti, ma l’intero impianto urbano di questi centri, cresciuti armonicamente nei secoli e inseriti in un paesaggio appenninico di rara bellezza per la sua abbondanza di acqua e vegetazione . Va ricordato che per Amatrice e Accumoli esiste una catalogazione capillare realizzata dalla Soprintendenza che comprende beni artistici, architettonici e paesaggistici e che può funzionare come indispensabile base di lavoro per i recuperi e le ristrutturazioni.

 

La start up della cultura

MILANO La start up della cultura Antonio Leone , diplomato al master Almed in Progettare cultura, ha fondato ruber.contemporanea spinto dal desiderio di organizzare una mostra su una delle più affermate artiste internazionali. by Daniela Fogliada | 27 maggio 2015 «Costituire la mia start up culturale è stato quasi un passo obbligato per coordinare la mostra che avevo ideato su Regina José Galindo , tra le più importanti artiste contemporanee e performer internazionali, vincitrice del Leone d'Oro alla 51esima Biennale di Venezia come migliore giovane artista». Antonio Leone (a sinistra nella foto con Regina José Galindo e Diego Sileo) , alumnus di Almed , master in Progettare Cultura , ha fondato la nuova impresa culturale ruber.contemporanea quasi spinto dal desiderio di dare corpo al progetto che doveva realizzare. Il fatto di poter disporre di uno staff completo e competente in grado di gestire tutte le fasi progettuali ed esecutive, si è alla fine rivelato il vero valore aggiunto». Il progetto su Regina Josè Galindo si è potuto realizzare grazie alla collaborazione e partnership con il Pac di Milano che ha permesso sia di contenere i costi che di lavorare in modo più snello. Che competenze e conoscenze ti ha fornito il master? «È stato molto utile nel dotarmi in modo equilibrato e competente di uno sguardo completo su tutti gli aspetti legati alla dimensione del lavoro culturale , soprattutto in ambito ideativo e organizzativo. Ambasciate, istituti di cultura e fondazioni straniere che intendono promuovere sia il loro sistema Paese che aspetti specifici della loro cultura in altri contesti.

 

Arte in azienda, tesori da scoprire

Milano Arte in azienda, tesori da scoprire Una ricerca, condotta dall’Ateneo in collaborazione con Axa Art e Intesa Sanpaolo, analizza il fenomeno della corporate art collection, un patrimonio che coinvolge piccole e grandi aziende. settembre 2016 Lo studio che l’Università Cattolica ha svolto quest’anno si è basato su un dataset di 160 collezioni aziendali e si è focalizzato su tre aree fondamentali. In primo luogo, la ricerca, coordinata da Chiara Paolino , docente di Human resource management in the arts industry in Università Cattolica, ha voluto analizzare le pratiche di gestione della collezione e quanto queste pratiche siano integrate o meno con il ‘mondo manageriale’. Si sono infine analizzati i network di riferimento delle collezioni, per comprendere quanto questa tipologia di collezionismo sia gestita attraverso collaborazioni e scambi di risorse strutturati tra aziende e istituzioni. Per quanto riguarda il campione analizzato, più della metà delle collezioni fa riferimento ad organizzazioni di piccole dimensioni (il 54% del campione ha meno di 50 dipendenti). È interessante notare anche un gruppo di grandi aziende (il 23% del campione che ha dichiarato di avere più di 1000 dipendenti), che testimonia la varietà del fenomeno del collezionismo di impresa in Italia. Dall’altro lato i risultati della ricerca illustrano che per quanto si possano individuare significative realtà di grande successo, sia in termini di impatto culturale che di strutturazione organizzativa, mediamente sembra che le collezioni analizzate non siano impostate con una ‘intenzione manageriale’ che si affianca a quella culturale, e viceversa.

 

Assisi, l’arte s’impara toccandola

CATTOLICAPOST Assisi, l’arte s’impara toccandola Giulia Ronzoni ha partecipato alla prima e terza edizione della Summer School “Arte e fede”: un’esperienza di comprehensive knowledge in cui il contesto è fondamentale quanto il testo per favorire l’apprendimento. E che si comprende, oltre che sui libri e in classe, soprattutto attraverso la contemplazione in loco di chiese, monumenti e dipinti disseminati su tutto il territorio nazionale. Come propone di fare la Summer School “Arte e fede”, un percorso di studi ormai consolidato che porta ogni estate ad Assisi studenti, laureati e amanti del sapere di ogni età per vivere un’esperienza di comprehensive knowledge . Un momento privilegiato in cui testo e contesto sono strettamente intrecciati, come racconta Giulia Ronzoni (nella foto qui accanto) che ha partecipato alla prima e alla terza edizione di questa scuola di formazione. La scelta di prendere parte alla prima edizione è nata dall’interesse dei temi trattati, tra cui in particolare l’occasione di poter approfondire uno dei periodi più emblematici della storia dell’arte medievale, che vede protagonisti Giotto e l’esperienza francescana». Molteplici sono le opportunità di crescita che Giulia sottolinea: «Si è trattato di un’esperienza coinvolgente, ricca di stimoli, soprattutto per l’impostazione dei momenti di lavoro, sempre seguiti da ampi momenti di dialogo e confronto. La competenza e la disponibilità dei relatori, oltre che i differenti percorsi formativi dei vari partecipanti, hanno contribuito ad aumentare gli spunti di riflessione e il livello di approfondimento».

 

Il medico secondo gli artisti

ROMA Il medico secondo gli artisti Nella hall del Gemelli la mostra "Curare e Guarire, occhio Artistico e occhio Clinico", promossa da studenti e laureati della facoltà di Medicina, ha messo in evidenza il punto di vista dell’arte sul rapporto con la persona malata. dicembre 2015 Dal 13 al 22 novembre i visitatori del Policlinico A. Gemelli sono stati accolti dalle esperienze artistiche di numerosi pittori (tra i quali Rembrandt, Chagall, Matisse e Van Gogh). In particolare questo itinerario mette al centro un metodo, quello dell'arte, troppo spesso accantonato a favore del, pur imprescindibile, metodo scientifico. È stata l’occasione per scoprire come gli artisti hanno raccontato l’esperienza della malattia e di riflettere come dentro al mistero della sofferenza possa nascere l’opportunità di un rapporto umano pieno. Attraverso le opere d’arte si comprende meglio come la risposta agli occhi lucidi di una bambina malata sia necessariamente più grande dei soli farmaci antitubercolari, si comprende come insieme al bisogno di guarire sia insito nel sofferente un più ampio bisogno di cura. Nel corso dell’incontro inaugurale della mostra gli studenti hanno avuto modo di conoscere meglio l’esperienza di Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy) grazie alla testimonianza di Vincenzo Valentini , docente di Radioterapia. Durante l’inaugurazione Giorgio Bordin , curatore della mostra, ha offerto la chiave di lettura che lega queste opere: l’occhio artistico è la possibilità di uno sguardo che abbraccia la totalità della persona.

 

Se la matematica diventa arte

Brescia Se la matematica diventa arte Può l’arte contemporanea fondersi con la matematica? Sì, secondo lo scultore olandese Rinus Roelofs che è l’autore di opere d’arte basate su complessi modelli algebrici che sfruttano la bellezza della modularità. by Bianca Martinelli | 13 giugno 2018 In principio fu Euclide, che nel 300 a.C. enunciò dal punto di vista matematico la sezione aurea – principio fondamentale di equilibrio e armonia – già utilizzata da molte delle grandi culture antiche, come quella greca, egizia o assiro-babilonese. Compiendo un grande balzo in termini geografici e cronologici, anche architetti, artisti e umanisti di epoca rinascimentale pescarono a piene mani dalle più evolute conoscenze matematiche dell’epoca per dare forma concreta a un ideale di bellezza costruito sull’equilibrio prospettico e un’armonia delle proporzioni. Un legame dunque stretto e millenario, quello tra matematica e produzione artistica, che nella contemporaneità perdura nel lavoro di artisti come Rinus Roelofs (1954), protagonista del seminario Art about Mathematics , promosso dalla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e naturali. In particolare per la realizzazione di modellini e studi preparatori per le grandi installazioni ambientali che Roelofs espone in tutto i mondo, stampati mediante l’ausilio di stampanti 3D. arte #matematica #scultura Facebook Twitter Send by mail.

 

La cultura salverà l’Europa

Milano La cultura salverà l’Europa Giovedì 11 e venerdì 12 maggio a Milano una due giorni internazionale di confronto e dibattito sui valori che nei secoli hanno fondato l’identità europea e hanno portato all’idea di “casa comune”. In un momento storico e politico che si sta interrogando sul valore e sul significato dell’unione dell’Europa, l’Università Cattolica promuove giovedì 11 e venerdì 12 maggio , con il contributo del Centro di cultura e iniziativa teatrale “Mario Apollonio” (Cit), l’evento “Identità europea. Una due giorni internazionale di confronto e dibattito sui valori che nei secoli l’hanno fondata e hanno portato all’idea di madrepatria e di “casa comune”. La cultura è vista non come qualcosa di statico, ma come un work in progress che, a partire dalla sua sedimentazione secolare, continua a evolversi e vuol essere fondamento dell’integrazione europea, per la prima volta nella storia impostata non su basi imperialiste, ma democratiche. Diritto, storia, cultura artistica e teatrale" si aprirà giovedì 11 maggio a Milano in largo Gemelli (aula Pio XI, ore 13) e proseguirà venerdì 12 presso la Biblioteca Ambrosiana in piazza Pio XI 2 (Sala delle Accademie, ore 9). Promossa dal Centro di cultura e iniziativa teatrale "Mario Apollonio", la due giorni è stata organizzata con il contributo scientifico dei professori dell'Università Cattolica Enzo Balboni , Angelo Bianchi , Paolo Biscottini e Annamaria Cascetta . La giornata di venerdì 12 sarà dedicata ad approfondire la cultura umanistica europea, con particolare attenzione all'arte e al teatro, attraverso relazioni di docenti italiani e stranieri.

 

Musei: prezzi bassi, accessi alti

Il museo è un’istituzione che è arrivata intatta ai nostri giorni. Secondo l’articolo del codice dei beni culturali e del paesaggio oggi è una "struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio". Se ne è parlato alla lezione inaugurale del dell'alta scuola Almed , diretta da Ruggero Eugeni , del Master di secondo livello in Museologia museografia e gestione dei beni culturali . Uno simile è stato adottato a Bologna dove dal 2006 tutti i musei comunali sono a entrata gratuita e dove i risultati sono eloquenti: dai 211mila ingressi fra marzo 2005 e aprile 2006 si è passati agli oltre 300mila di quest’ultimo esercizio». Uno dei problemi storici dei musei italiani sono i prezzi che uniti alle carenze strutturali hanno comportato un complessivo calo delle presenze negli ultimi anni. Come rilevato dallo studio del Touring Club Italiano sui 30 maggiori siti-musei archeologici italiani, il problema non risiede nei contenuti, perché sono numerose le opere di geni della pittura, scultura e scienze, bensì nelle risposte alle domande dei clienti. La scarsa attenzione al target delle famiglie e dei bambini è lampante ed emerge nei dati della ricerca: nei 30 maggiori siti-musei archeologici italiani solo tre hanno una nursery e solo sei hanno dei percorsi scientifici dedicati ai più piccoli.

 

Summer School tra moda e costume, alla scuola dei grandi maestri

Fra moda e costume: linguaggi e metodi nelle industrie creative è stato il tema della Summer School che si è svolta presso la Villa Presidenziale del Gombo nel parco naturale di San Rossore (Pisa) dal 22 al 27 luglio scorso. Tutti i bozzetti e figurini esposti sono stati trasformati in costumi di scena per personaggi di melodrammi e commedie rappresentanti la maestria dei loro grandi ideatori: Giorgio De Chirico; Felice Casorati; Renato Guttuso; Mino Maccari; Nicola Benois; Emanuele Luzzati; Corrado Cagli . Le lezioni sono state interessanti e interattive, con laboratori guidati da esperti che ci hanno insegnato le tecniche di confezionamento (e ci hanno anche fatto realizzare un corsetto!)». Un aspetto molto apprezzato da un’altra partecipante della Summer, Anna Tedino , laureata in fashion design all’Accademia Nazionale di Belle Arti e in procinto di proseguire gli studi a Roma nel settore dei costumi cinematografici. È stato interessante indagare il connubio tra costume e linguaggio, che, pur privi di un collegamento naturale, presentano elementi comuni che abbiamo scoperto e approfondito». Di grande rilievo anche il contesto internazionale di docenti e partecipanti alla scuola come ha voluto evidenziare Roxanne Doer , italo-americana, professore a contratto di Lingua inglese in varie università: «Ho apprezzato l’esperienza di questa Summer School soprattutto per l’impostazione multidisciplinare e l’internazionalità dei partecipanti. Un corso di formazione dal profilo internazionale e dall’approccio multidisciplinare con una splendida location come la tenuta di San Rossore in Toscana, che rende ancora più bella questa esperienza di studio e conoscenza.

 

L’arte che cura

Una situazione che porta lontano dalla definizione di salute dell’OMS “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non una semplice assenza di malattia”. Quindi l’azione creativa dell’uomo dal gioco infantile al rito della storia dei gruppi umani, al teatro come narrazione, permettono di “rappresentare” emozioni e vissuti e di avere uno sviluppo armonico». Agendo su motivazione e identità, comunicazione e gestione dei gruppi, le arti terapie coinvolgono sfere di valori e risorse che solo un salto di linguaggio permette, influendo positivamente sul modo di lavorare e sull’energia che ci si mette. Anche chi si occupa di selezione, formazione e sviluppo delle risorse umane, troverà strumenti utili a leggere i comportamenti, migliorare le performance relazionali, il clima dei gruppi di lavoro e le skills delle persone. Abbiamo esperienza di importanti organizzazioni in diversi settori, da quello farmaceutico, a quello bancario/assicurativo, alla moda, che proprio attraverso le arti-terapie hanno trovato quella chiave di lettura in più per migliorare le performance, sia lato dirigenziale, sia di team». arte #artiterapie #psicoterapia #salute Facebook Twitter Send by mail UN CORSO DI ALTA FORMAZIONE Il corso di Alta Formazione Le Arti terapie. Tecniche creative a supporto delle professioni in ambiti educativi, di cura, di formazione, promosso dall’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli – ASAG in collaborazione con il Centro Arti Terapie Milano è diretto da Giuseppe Scaratti e Glenda Pagnoncelli .

 

La via crucis di Valter Gatti

Milano La via crucis di Valter Gatti “Il volto donato” , l’ultima e inedita opera dell’artista di Brugherio esposta nella Capella del Sacro Cuore della sede di Milano, offre un percorso artistico e spirituale per il tempo quaresimale. febbraio 2018 Con l’inizio della Quaresima secondo il rito romano, il Centro pastorale dell’ateneo propone, come ogni anno, una via crucis nella Cappella del Sacro Cuore in largo Gemelli. L’opera scelta quest’anno è “Il volto donato” di Valter Gatti , pittore che vive e lavora a Brugherio e realizza una pittura d’introspezione che ritrae il buio dell’anima come se fosse un paesaggio, un volto, e lo carica di storia personale di affetti, di dolore, di pacificazione. Già dalla prima stazione il gesto delle mani che stringono le catene indicano il diaframma tra noi, il mondo libero, e lo sprofondare di Gesù nella realtà della condanna. Nelle stazioni successive la stessa forza si libera nell’urlo del Cristo che prende la croce e si ritrova nel braccio teso che la sorregge e ancora nel gesto di Gesù che si lascia spogliare e nella sue dita contratte. Le immagini, tagliate in modo deciso, alternano i primi piani, gli scorci laterali, le panoramiche come in una sequenza cinematografica, e portano l’attenzione sulle figure dei protagonisti che si muovono tra un cielo plumbeo indefinito e una terra arida e sassosa, senza vita. Le tre cadute scandiscono il percorso, e di particolare tensione spirituale sono l’incontro con la madre che abbraccia il bambino, ora corontato di spine in cammino verso il Calvario, e la raffigurazione della donna che asciuga con un panno il volto di Gesù.

 

Corpo a corpo con l’arte

Milano Corpo a corpo con l’arte Le opere di 12 artisti scelte da 16 studenti saranno in mostra nei chiostri dell’Ateneo dal 30 ottobre. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Centro pastorale dell’Ateneo ha affidato agli studenti il compito di allestire un’esposizione di arte contemporanea che sarà aperta dal saluto ufficiale dell’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori . Seguirà una visita guidata in presenza di artisti e curatori e la performance di Marco Di Giovanni . Giovani e desiderio dello scorso anno, gli studenti si sono incaricati di scegliere ed approfondire in tema del corpo, proporre e selezionare opere ed artisti, curare allestimento e catalogo della mostra, organizzare l’inaugurazione e gestire la comunicazione. A guidarli nei mesi di preparazione padre Enzo Viscardi , assistente del Centro Pastorale, e le professoresse del dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte Cecilia De Carli ed Elena Di Raddo . Il confronto dialettico con l’artista ha chiarito il ruolo che la sua opera ha nella mostra e l'ampiezza di riferimenti formali, iconografici e culturali che contengono le sue opere». Gli studenti che hanno preso parte alla curatela della mostra sono: Davide Amata , Beatrice Bartolini , Kevin Bellò , Chiara Colmegna , Elena De Panfilis , Beatrice Formis , Caterina Frulloni , Costanza Nizzi , Ileana Noseda , Andrea Padova , Angela Perletti , Mattia Savia , Andrea Telesca , Alessandro Tonini , Carla Tozzi , Anna Vardabasso .

 

Piacenza, l’arte incontra la teologia

Mostra Piacenza, l’arte incontra la teologia L’ombra e la grazia è il titolo della mostra allestita fino al 14 aprile negli spazi di Scienze della formazione della sede di Piacenza. Itinerario tra Arte e Teologia nell'Università Cattolica" allestita negli spazi di Scienze della formazione della sede di Piacenza, nasce da una scommessa: che il dialogo tra l’arte contemporanea e il cristianesimo sia ben lungi dall’essere impervio. Che si lasci anzi percorrere e che sia ospitale per l’osservatore non specializzato, per lo studente curioso, che tra una lezione e l’altra trova il tempo per, semplicemente, guardare. L’occasione di questo incontro tra arte e teologia era ghiotta: per molti mesi il Collegio dei Teologi dell’Università Cattolica è stato impegnato nella riscrittura dei corsi, un ripensamento che verrà introdotto ad experimentum nell’accademico 2017-2018» spiega don Maier. L'intenzione è quella di ricreare la dimensione originaria della conoscenza umana, dove la teologia era la sintesi del sapere umano, un tutt'uno unitario, uno sguardo capace di dare risposte a domande profonde suscitate dalle conoscenze tecniche e scientifiche che si apprendono in aula» afferma monsignor Giuliodori. Con questa mostra, cerchiamo di interpretare l'intenzione di padre Gemelli che riteneva necessario che la scienza avesse il coraggio di aprire il proprio orizzonte alla bellezza e alla sapienza, illuminati anche dalla fede, per delineare una modalità diversa di interagire con la realtà». Strano a dirsi, ma è molto simile alla domanda che Gesù stesso ha posto e che la teologia prova a prendere sul serio: “E voi, chi dite che io sia?”» conclude don Maier.

 

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