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Violino, musica per l’economia

cremona Violino, musica per l’economia Mille imprese nel 2015 , quasi 2.500 addetti diretti , 300 milioni di consumi in Italia e 1 16 milioni di esportazioni , con un +12% rispetto al 2014 . Il made in Italy degli strumenti musicali sfonda, secondo la ricerca condotta dal Cersi per conto di Cna 12 ottobre 2016 Gli eredi di Stradivari hanno conquistato il mondo. Nel 2015 sono state rilevate 1.000 imprese attive nella produzione - e al 90% si tratta di aziende artigianali -, quasi 2500 addetti diretti, 300 milioni di consumi a livello nazionale, e 116 milioni di euro di esportazioni in forte crescita rispetto al 2014 con un aumento di oltre il 12%. In particolare l’Italia si posiziona al 5° posto per la produzione di strumenti ad arco, al 7° per gli strumenti ad aria (come le fisarmoniche e gli organi), all’8° per gli strumenti a corde (chitarre e arpe), al 9° per i pianoforti e al 10° per gli strumenti a tastiera amplificati elettronicamente . In un caso è la materia prima a connotare una tradizione consolidata nel settore: l’abete rosso della Val di Fiemme in Trentino viene coltivato e lavorato per essere poi utilizzato nella produzione di diversi strumenti musicali in Italia e all’estero. Ma non si possono dimenticare i pianoforti di Sacile in provincia di Pordenone, le arpe di Viggiano in provincia di Potenza e di Piasco (Cn), le zampogne di Scapoli in provincia di Isernia e i tamburelli di Ruffano vicino a Lecce. I numeri dicono che in Italia questa industria, che ha una connotazione indiscutibilmente artigianale, s i basa su botteghe prevalentemente individuali o al più costituite da due addetti, che rappresentano l’86% delle imprese attive nel settore e il 65% degli addetti totali .

 
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