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Artrite reumatoide, nuove speranze

Roma Artrite reumatoide, nuove speranze Apre a nuove prospettive di cura la ricerca condotta alla facoltà di Medicina di Roma e pubblicata sulla rivista “Nature Communications”. luglio 2017 Artrite reumatoide: grazie alla ricerca di esperti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma è stato scoperto un importante interruttore molecolare della malattia, una piccola molecola che accende le cellule più pericolose in questa patologia, le cellule dendritiche. Si tratta di “miR34a”, una piccola molecola che è il regolatore della funzione delle cellule dendritiche, che sono le cellule responsabili della risposta autoimmune nella malattia. La ricerca ha dimostrato che tali cellule sono ricche di microRNA-34a, soprattutto nel tessuto sinoviale di pazienti con la malattia in fase iniziale, prima dell’inizio di ogni terapia anti-infiammatoria. Gli esperti hanno anche scoperto che miR-34a è in grado di sopprimere ‘AXL’ che è un importante regolatore delle cellule dendritiche e che, guarda caso, è carente nei pazienti. I ricercatori hanno poi ottenuto conferma della funzione cruciale del miR-34a nella malattia grazie allo studio di un modello animale di artrite: si è dimostrata la quasi completa resistenza alla malattia da parte di animali privi del gene per il miR-34a. Infatti, le cellule dendritiche prive di miR-34a presentano una ridotta capacità di attivazione soprattutto nella risposta dei linfociti T autoreattivi, responsabili della cascata infiammatoria in corso di artrite reumatoide.

 

Artrite reumatoide e artrite psoriasica, quando sospendere i farmaci

ROMA Artrite reumatoide e artrite psoriasica, quando sospendere i farmaci Una ricerca svolta alla facoltà di Medicina e Chirurgia e dal Policlinico A. Gemelli di Roma, appena pubblicata su “Annals Rheumatic Diseases”, fa chiarezza sui segni di remissione e permette l’utilizzo di un approccio mirato, per prevenire le ricadute. febbraio 2017 Artrite reumatoide e artrite psoriasica: grazie alla ricerca di esperti della facoltà di Medicina e chirurgia e della Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma è stato definito un modo sicuro di sospendere i farmaci biologici, senza rischio di ricadute per i pazienti. La scoperta, resa nota sulla prestigiosa rivista Annals Rheumatic Diseases , è frutto della ricerca del gruppo della Unità Operativa Complessa di Reumatologia diretta da Gianfranco Ferraccioli, docente di Reumatologia all’Università Cattolica e Direttore del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immuno-Allergologiche, Urologiche e Nefrologiche della Fondazione Policlinico A. Gemelli. Le malattie L ’Artrite Reumatoide è una malattia infiammatoria progressiva con una prevalenza dello 0.5% nella popolazione, che interessa primariamente le articolazioni e coinvolge tutti gli organi e apparati causando un aumento di morbidità e la riduzione della aspettativa di vita. L' Artrite Psoriasica , prevalenza 0,42% della popolazione, è una forma molto grave di psoriasi a interessamento articolare (il 15-30% di tutti i soggetti con psoriasi ha artrite), colpisce soprattutto mani e piedi con danni ossei e articolari oltre che dermatologici. Lo studio Nel nuovo lavoro i reumatologi dell’Università Cattolica e del Policlinico A. Gemelli hanno deciso di indagare le caratteristiche del tessuto articolare dei pazienti con artrite psoriasica e di artrite reumatoide in remissione . Nell’artrite reumatoide la remissione clinica ed ecografica o la LDA sono sufficienti per dire che anche il tessuto sinoviale è in remissione; invece nella artrite psoriasica solo la biopsia sinoviale permette di definire se vi sia una “vera” remissione.

 

Artrite reumatoide, scoperto il "grilletto"

I risultati di un’importante ricerca, svolta alla facoltà di Medicina col Policlinico Gemelli insieme all’Università di Glasgow, pubblicati sulla rivista “Nature Communications” 04 ottobre 2016 Scoperto un “grilletto molecolare” dell’artrite reumatoide che attiva la sintesi di anticorpi nocivi nell’organismo dei pazienti e amplifica processi infiammatori pato logici. Gli autori dell’importante studio, che apre anche nuove prospettive terapeutiche per i malati, sono ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Si tratta di una molecola chiamata microRNA155 e gli studiosi, grazie alla collaborazione con colleghi dell’Università di Glasgow , hanno testato con successo un potenziale “farmaco” per disinnescare questo grilletto. La scoperta è frutto del lavoro dei r eumatologi Stefano Alivernini e Barbara Tolusso coordinati da Gianfranco Ferraccioli , docente di Reumatologia alla Cattolica e direttore del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immuno-Allergologiche, Urologiche e Nefrologiche del Policlinico A. Gemelli. Studiando campioni biologici di oltre 60 pazienti, gli esperti hanno scoperto che la “chiave di volta” della malattia è il micro-RNA155 (miR155): hanno visto che questa molecola è in grado di attivare le cellule B di memoria (oltre ai monociti-macrofagi) e farle divenire patogene. Infine gli scienziati hanno visto che bloccando miR155 attraverso una molecola specifica, fornita dai ricercatori dell’Università di Glasgow, è possibile spegnere l’infiammazione determinando l’aumento di Pu-1, che è, appunto, un potente inibitore dell’ infiammazione. La scoperta di questa possibile via di controllo della malattia apre nuovissime prospettive terapeutiche e soprattutto insegna che il controllo dell’infiammazione prodotta dalle cellule B che producono gli autoanticorpi nocivi - conclude il reumatologo dell’Università Cattolica Ferraccioli - è realmente possibile senza usare farmaci o chemioterapici che abbattono le cellule B».

 
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