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Turismo, il congresso va al museo

La quarta edizione dell’ Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice 04 luglio 2018 Il settore del turismo congressuale italiano continua a godere di buona salute: nel 2017 in Italia sono stati realizzati 398.286 tra congressi ed eventi segnando un +2,9% rispetto al 2016. Valori con segno più anche per il numero dei partecipanti, delle presenze e della durata complessiva degli eventi: i partecipanti sono stati 29.085.493 (+3,2%), le presenze 43.376.812 (+1,6%) e la durata complessiva è stata pari a 559.637 giornate (+2,8%). I dati emergono dall’ Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi ( Oice ), la ricerca giunta alla quarta edizione che monitora in modo continuativo gli eventi e i congressi organizzati in Italia rilevando le dimensioni, le caratteristiche e le tendenze del settore. Convention, meeting, lanci di prodotto promossi dalle aziende rappresentano il 64% degli eventi svolti in Italia nel 2017 (erano il 56,5% nel 2016 e il 55,4% nel 2015), arrivando a concentrare oltre la metà sia dei partecipanti (55,1%), sia delle presenze (54,2%) totali. Terzo promotore per numero di eventi organizzati sono gli enti e le istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale ai quali si attribuisce il 9,9% degli eventi. La maggioranza dei congressi ed eventi (il 56,9%) svolti in Italia ha una dimensione locale – cioè con partecipanti (relatori esclusi) provenienti prevalentemente dalla medesima regione della sede – ma aumentano gli eventi nazionali, cioè con partecipanti principalmente da fuori regione, portando il loro peso dal 34,7% del 2016 al 35,2% del 2017 . Come nel 2016, sono gli alberghi congressuali, che rappresentano il 67,9% delle sedi italiane, ad aver c oncentrato la maggior parte degli eventi svolti in Italia , il 79,8% del totale, con una netta prevalenza di eventi aziendali, il 77%.

 

McCurry, fotoreporter del dialogo

Tutte caratteristiche che distinguono il fotoreporter che non smette di cercare l’essenza di ogni cosa dal fotografo che si accontenta di trovarne una qualsiasi. Il mio desiderio – spiega McCurry, parlando agli studenti che hanno affollato l’Aula Magna di largo Gemelli per iniziativa dell’ Aseri e dell' Almed – è stato sempre quello di esplorare, tra gli uomini, sia ciò che li accumuna, sia ciò che li differenzia». Dall’Afganistan all’India, dalla Birmania al Sud Africa, passando per l’Iraq e la Croazia, le culture si mescolano e si confondono nei ritratti di McCurry, nelle persone che lui ha visto e che abitano questi luoghi. Ma le immagini di più grande forza e che meglio rendono, secondo McCurry, la complessità di quella cultura, sono quelle che ci restituiscono la storia del Paese negli ultimi dieci anni. Come le foto dei Buddha della valle di Bamiyan, sfigurate dalle granate dei talebani: immagini che hanno fatto il giro del mondo e che ha scattato proprio lui. «L’Afghanistan – spiega McCurry – è un Paese percorso da una commistione estrema tra estrema ricchezza ed estrema povertà». Esattamente come l’India, un altro dei luoghi del mondo che McCurry ha percorso in lungo e in largo. I temi che l’obiettivo di McCurry scopre sono sguardi universali.

 

Dieci anni di Unifil per il ventennale Aseri

MILANO Dieci anni di Unifil per il ventennale Aseri L’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, per celebrare il ventesimo anniversario della sua fondazione, organizza una conferenza sulla missione di pace in Libano a guida italiana. novembre 2016 L’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica ( Aseri ) compie 20 anni. E, per celebrare questo importante anniversario, martedì 15 novembre organizza la conferenza internazionale dal titolo: “Ten years of protecting peace: UNIFIL (2006-2016)” che si terrà a Milano dalle ore 9 nella sede di via San Vittore 18 . La Risoluzione 1701 prevedeva la sospensione delle ostilità tra Israele e le milizie sciite libanesi di Hezbollah, imponendo la cessazione di tutte le operazioni militari offensive israeliane sul suolo libanese e la fine di tutti gli attacchi sciiti. Di fatto poneva fine alla cosiddetta “guerra di luglio” o dei “33 giorni”, cominciata con l’invasione israeliana del Libano meridionale a seguito dell’uccisione e del rapimento da parte di Hezbollah di alcuni militari di Tshal. Il progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza in tutta la regione, che ha coinvolto i confini orientali del Libano e ha prodotto anche scontri armati nel Nord del Paese, mostra il lavoro decisivo svolto da UNIFIL nell’assicurare condizioni di pace e tranquillità alla popolazione civile. libano #unifil #aseri Facebook Twitter Send by mail 20 ANNI DI ASERI Aseri si caratterizza come luogo di eccellenza nello studio della politica e delle relazioni internazionali e come ambito di discussione critica sui temi della global governance.

 

Taha e la tesi sul suo Yemen

Aseri Taha e la tesi sul suo Yemen Dopo aver scampato la guerra che sta devastando il suo Paese, il giovane yemenita è a Milano per la prima edizione del master in Middle Eastern Studies. ottobre 2015 Sta scrivendo la sua tesi di fine master sul colpo di stato in Yemen e ancora, dopo un anno esatto, non può credere di essere qui in Italia e di avere anche scampato la guerra che sta devastando il suo Paese. Taha Hamood Hamood Abdo Al-Jalal ha trent’anni ed nato a Sanaa, la capitale dello Yemen, uno splendido Paese dalla storia millenaria che i romani avevano definito l’”Arabia felix”. In realtà non sapevo si chiamasse così e solo oggi ho appreso che ho attivato uno strumento democratico in una situazione che era solo di sopruso e prevaricazione». Il giovane, nel 2014, prima del colpo di Stato ad opera dei ribelli houti, si era adoperato affinché l’imam che gli houti avevano imposto con la forza nella moschea di quartiere venisse rimosso. Che ci si voglia dedicare alle attività profit o a quelle non-profit, che si scelga per elezione il settore del business o quello delle Ong, quello della sicurezza e dell’intelligence o quello delle organizzazioni internazionali, la realtà non cambia: occorrono capacità multiple. È quello che cerchiamo di insegnare in Aseri, per offrire agli studenti dei nostri master gli strumenti adatti per realizzare al meglio il proprio sogno, per compiere efficacemente la propria missione, per realizzare le proprie aspettative professionali e di vita.

 

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Il settore del turismo congressuale italiano continua a godere di buona salute: nel 2017 in Italia sono stati realizzati 398.286 tra congressi ed eventi segnando un +2,9% rispetto al 2016. Valori con segno più anche per il numero dei partecipanti, delle presenze e della durata complessiva degli eventi: i partecipanti sono stati 29.085.493 (+3,2%), le presenze 43.376.812 (+1,6%) e la durata complessiva è stata pari a 559.637 giornate (+2,8%). I dati emergono dall’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice, la ricerca giunta alla quarta edizione che monitora in modo continuativo gli eventi e i congressi organizzati in Italia rilevando le dimensioni, le caratteristiche e le tendenze del settore. Convention, meeting, lanci di prodotto promossi dalle aziende rappresentano il 64% degli eventi svolti in Italia nel 2017 (erano il 56,5% nel 2016 e il 55,4% nel 2015), arrivando a concentrare oltre la metà sia dei partecipanti (55,1%), sia delle presenze (54,2%) totali. Terzo promotore per numero di eventi organizzati sono gli enti e le istituzioni di tipo governativo, politico, sindacale e sociale ai quali si attribuisce il 9,9% degli eventi. La maggioranza dei congressi ed eventi (il 56,9%) svolti in Italia ha una dimensione locale – cioè con partecipanti (relatori esclusi) provenienti prevalentemente dalla medesima regione della sede – ma aumentano gli eventi nazionali, cioè con partecipanti principalmente da fuori regione, portando il loro peso dal 34,7% del 2016 al 35,2% del 2017. Come nel 2016, sono gli alberghi congressuali, che rappresentano il 67,9% delle sedi italiane, ad aver concentrato la maggior parte degli eventi svolti in Italia, il 79,8% del totale, con una netta prevalenza di eventi aziendali, il 77%.

 
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