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Col cuore più pieno delle tasche

Milano - Parigi Col cuore più pieno delle tasche Myriam , dopo la laurea in Scienze dell’educazione e i primi lavori, voleva di più. A Parigi ha capito che ogni relazione arricchisce, persino le urla di ragazzi autistici che gridano alla vita. novembre 2017 di Myriam Altamore * Chi se la scorda più quell'estate? A due anni dalla laurea e con varie esperienze come educatrice - prima infanzia, disabilità grave, anziani - la mia vita stava diventando insipida. Sono arrivata con due valigie e mi sono sistemata “ chez l'habitant ”: una famiglia che ti affitta una camera, significa metà dello stipendio che se ne va per l'alloggio. Parlo francese ma ho delle colleghe che non lo parlano bene e sono state prese lo stesso perché qui quello che conta è avere fegato, conoscere i ragazzi e conoscersi. Devo tanto all’Università Cattolica perché grazie alla laurea in Scienze dell’educazione ho imparato che non valgo né più né meno dei ragazzi per cui lavoro ma che esiste una relazione che ci arrichisce ogni giorno e che abbiamo solo dei ruoli sociali diversi. Così capita che, anche sei stanca, riesci lo stesso ad accogliere delle urla disperate perché quelle urla sono un modo di manifestare la propria esistenza, il proprio grido alla vita.

 

Autismo, un kit per gli insegnanti

milano Autismo, un kit per gli insegnanti Lo ha elaborato il Centro studi e ricerche sulla disabilità e marginalità a chiusura del progetto europeo di ricerca che ha coinvolto Italia, Gran Bretagna e Grecia. Le linee guida formative saranno presentate a Milano in un convegno giovedì 8 giugno 01 giugno 2017 Un kit per aiutare gli insegnanti a integrare a scuola i ragazzi autistici. Il centro di ricerca dell’Ateneo, in particolare ha condotto un lavoro di sperimentazione nell’area di Monza e Brianza con il sostegno dell’Ufficio scolastico provinciale. Il primo step preliminare è stato un questionario che indagava il bisogno dei bambini con autismo sul territorio, cui hanno risposto 185 insegnanti. Lo studio si è poi concentrato sulla fase sperimentale divisa in due tempi tra gennaio e marzo e poi tra maggio e giugno 2016 che ha coinvolto circa 250 persone tra insegnanti, dirigenti scolastici e personale tecnico di sei istituti comprensivi dei comuni di Lissone, Renate, Meda e Ornago. I bambini interessati dal progetto erano circa 40. A chiusura del progetto nel mese di settembre, proprio all'inizio dell'anno scolastico, verranno pubblicate sul sito le linee guida di riferimento per gli insegnanti.

 

Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione

Milano Autismo a scuola, la scelta dell’inclusione L’istituzione scolastica italiana ha saputo integrare molti allievi con disabilità, permettendo a molti di farsi strada negli studi e nel lavoro. aprile 2016 di Luigi D'Alonzo* È importante mettere dei punti fermi sull’autismo e condividerli in modo da offrire agli educatori, insegnanti e operatori delle basi di appoggio condivise per indirizzare il loro lavoro. Gli studi sul cervello con la tecnica di neuroimmagine dimostrano che i soggetti con autismo attivano con successo aree cerebrali normalmente preposte ad altri tipi di compiti con processi chiaramente di tipo compensatorio. Gli interventi di cura precoci sono stati associati a miglioramenti importanti ma molti studi indicano che i fattori più attendibili degli esiti evolutivi sono variabili esterne al trattamento, come le abilità linguistiche, sociali, e imitative e il livello intellettivo del bambino prima di iniziare il trattamento. Il numero di alunni con deficit nelle scuole italiane è cresciuto negli ultimi anni e, secondo l'ISTAT, nell'anno scolastico 2014/15 sono 153.848 gli alunni con disabilità (3,4% del totale). Essenziali sono l’intervento precoce e la consapevolezza che la promozione dello sviluppo dell’educando avviene soprattutto attraverso un contatto umano di valore, colmo di accettazione e di incontro con l’altrui persona e che tutto ciò alimenta una crescita maturativa. Intenzionalità e competenza costituiscono dunque un binomio inscindibile che deve governare l’evento educativo guidandolo in una prospettiva progettuale volta a promuovere nel soggetto handicappato itinerari di maieutica personale funzionali alla sua condizione di diversità.

 

Autismo in classe, la sfida dell’inclusione

Il progetto europeo con studiosi di Italia, Gran Bretagna e Grecia fornirà agli insegnanti nuovi strumenti e buone pratiche per favorire l’integrazione. Il primo meeting a Birmingham 17 febbraio 2015 È un piccolo robot che viene utilizzato, nella didattica innovativa, per sviluppare abilità sociali e comunicative negli alunni con bisogni educativi speciali. L’iniziativa gode di una partnership internazionale significativa, tra cui la fondazione greca Aikaterini Laskaridis Foundation , l’Ufficio Scolastico Provinciale di Monza e Brianza e due istituzioni inglesi, leader nella formazione e nella preparazione di docenti sulla tematica dell’autismo e dell’inclusione scolastica, Autism Education Trust e Genium Creative . L’obiettivo principale del progetto è promuovere l’inclusione scolastica degli alunni con autismo sostenendo la formazione e lo sviluppo di competenze degli insegnanti ed educatori della scuola primaria. Con il termine autismo ci si riferisce a una condizione che limita trasversalmente il funzionamento della persona, in particolare causando una diversità significativa nel modo in cui essa comunica, si relaziona e percepisce il mondo intorno a sé, con conseguenti difficoltà comportamentali e sensoriali. Per tale ragione è stato diffuso un questionario a tutte le scuole statali e paritarie della provincia di Monza e Brianza e la raccolta dei dati terminerà entro il mese di febbraio 2015. L’esperienza vissuta all’estero ha permesso ai ricercatori del Cedisma di potenziare ulteriormente la conoscenza di percorsi formativi e inclusivi, avviando significative riflessioni educative e pedagogiche che sosterranno il lavoro della partnership.

 

Autismo, la famiglia può aiutare

Ma una Giornata mondiale non basta: conta valorizzare il lavoro quotidiano e silenzioso di medici e familiari by Matteo Bellati | 08 aprile 2011 Si tratta di una sindrome che genera angosce e sofferenza soprattutto fra i familiari delle persone che ne sono affette. Innanzitutto, cos’è esattamente l’autismo? «È una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Vi sono in particolare tre aree interessate: quella dell’interazione sociale reciproca, quella della comunicazione di idee e sentimenti, quella dei comportamenti, degli interessi o di attività stereotipate». Quali sono stati i progressi nella conoscenza di questa sindrome? «Le conoscenze in merito al disturbo autistico si sono modificate in modo drammatico nelle ultime due decadi per quel che riguarda l’epidemiologia, le caratteristiche cliniche, le basi biologiche e in minor misura la terapia. Che cosa di sa delle cause? «Kanner, Asperger e numerosi ricercatori negli anni Sessanta e Settanta suggerirono l’esistenza di anomalie biologiche alla base dei meccanismi eziopatogenetici dell’autismo. Autismo e bambini: ci sono speranze di guarigione? «Sebbene i disturbi dello spettro autistico siano generalmente considerati come irreversibili, in una recente review viene riferito che tra i bambini esaminati, il 3-25% di questi hanno modificato il loro inquadramento diagnostico, avendo “recuperato” un adeguato livello cognitivo e adeguate capacità sociali. Cosa si sta facendo in Cattolica? «Un campo di ricerca portato avanti anche dal nostro Istituto di Neurologia, in collaborazione con il Centro madre-bambino del Consultorio familiare dell’Università Cattolica di Roma, riguarda proprio la migliore comprensione delle caratteristiche ambientali delle famiglie di bambini autistici.

 
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