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Dopo Covid, convivere con l’imprevedibile

Da quella pandemia che ha messo in discussione le nostre certezze e che ora ci costringe a rivedere i nostri schemi, sia quelli personali che quelli delle imprese. Sono stati, infatti, ripescati numerosi libri che parlano di epidemia e di virus: quello ad esempio di Sylivia Browne “ Cosa ci riserva il futuro ”, di David Quammen “ Spillover ”, di Niccolò Ammaniti “ Anna ”, di Roberto Burioni “ Virus. Anche l’economia non è una scienza esatta perché legata all’uomo e l’uomo è legato a un avvenire che non è il futuro. Ne è convinto anche Robiglio affermando che «è necessario riappropriarci del tempo per riuscire ancora a fare impresa e che bisogna mettere al centro la persona, le competenze, i saperi come nel Rinascimento; la persona è il vero driver dell’economia e ha bisogno di formazione continua. Abbiamo voglia di mettere la persona al centro dell’azienda? Dobbiamo sapere che la persona è un disastro, si ammala, non è competente, a volte è incapace, complessa. Per Petrosino l’avventura umana non è una passeggiata nei boschi, dobbiamo liberarci dall’idea del successo poiché l’uomo è chiamato a un compimento che non coincide con il successo, nemmeno quello professionale poiché il lavoro non coincide con la professione. Non dobbiamo cadere nella trappola di considerare il fallimento che è ciò che nella vita si incontra, che è una condizione, una obiezione alla vita.

 
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