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Scienze bancarie, laureati e certificati

MILANO Scienze bancarie, laureati e certificati Grazie all’accordo con l’Aiaf, gli studenti potranno diventare soci dell’Associazione italiana degli analisti e consulenti finanziari subito dopo la laurea magistrale, con un accesso facilitato al Certified International Investment Analyst. agosto 2017 Diventare a tutti gli effetti un socio Aiaf appena conseguita la laurea. È quanto prevede il recente accordo stipulato tra la facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica e l’Associazione italiana degli analisti e consulenti finanziari per i laureati della magistrale in Economia dei mercati e degli intermediari finanziari e in Banking and Finance. Con tale accordo i neolaureati saranno ammessi come soci ordinari Aiaf gratuitamente per il primo anno e con una quota ridotta per i tre successivi. Ma c’è di più: ai fini del conseguimento del Diploma internazionale CIIA® - Certified International Investment Analyst , tale accordo consentirà l’esonero dall’esame Foundation e l’accesso diretto all’esame Final a un costo agevolato. Il neolaureato dovrà sottoscrivere l’apposita domanda di ammissione all’Associazione corredata da una autocertificazione attestante il voto di laurea, gli esami sostenuti, le date e le votazioni conseguite per ogni singolo esame, i crediti formativi universitari e i settori scientifico-disciplinari. L’Accordo con Aiaf – spiega Elena Beccalli preside della facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative – va ad arricchire ulteriormente l’offerta ai nostri studenti considerato che le certificazioni, come strumento di attestazione di competenze, assumono un ruolo sempre più rilevante nel mondo del lavoro».

 

L’economia oltre i luoghi comuni

Milano L’economia oltre i luoghi comuni L’euro, le banche, le riforme, la competitività: sono alcune delle parole chiave che, pur con un fondo di verità, alimentano stereotipi che dimostrano il basso livello della discussione pubblica, anche tra policy makers. Parla il professor Andrea Boitani by Francesco Altavilla | 18 maggio 2017 «Il problema è l’euro», «È tutta colpa delle banche!», «Per uscire dalla crisi bisogna fare le riforme», «L’Italia va male perché è poco competitiva». Un “libro utile” l’ha definito Giuseppe Pisauro , presidente dell’ufficio parlamentare di Bilancio, che ha criticato la vulgata che associa all’adozione di riforme strutturali proprietà benefiche tout court. Di opinione simile il professor Marco Lossani , che ha lodato l’opera di Boitani definendola «non semplicemente un libro sui luoghi comuni ma un libro sul metodo». Il professore di Economia dei mercati emergenti ha sottolineato come sia necessario, prima di parlare o scrivere di economia, «conoscere accuratamente i modelli di studio. Ma il volume ha un secondo pregio, a giudizio di Lossani: «È un’agenda per tornare a crescere, che pone in primo piano la necessità di fare delle riforme». Da cosa è nata la necessità di decostruire questi luoghi comuni? Il professor Boitani ha una risposta estremamente semplice a questa domanda: a muoverlo è stato «il fastidio per il basso livello della discussione pubblica, in cui l’ideologismo prevale e la povertà di argomenti la fa da padrone».

 
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