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Big Data per la Sanità Pubblica

Roma Big Data per la Sanità Pubblica Martedì 19 Giugno al Parlamento Europeo il convegno "La digitalizzazione e Big Data: implicazioni per il settore sanitario” promosso dall’Università Cattolica in collaborazione con Ecorys. giugno 2018 Il potenziale dei Big Data nel migliorare l'assistenza sanitaria è enorme. Le tecnologie digitali possono potenziare i pazienti, sostenere politiche di sanità pubblica, fornire assistenza sanitaria più integrata e ridurre i costi dell'assistenza sanitaria. L'Università Cattolica, in collaborazione con Ecorys, ha organizzato un workshop su "La digitalizzazione e Big Data: implicazioni per il settore sanitario" che si è svolto il 19 giugno presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. sanitapubblica #bigdata #digitalizzazione Facebook Twitter Send by mail.

 

Il database degli appalti pubblici

Milano Il database degli appalti pubblici Un progetto che nasce dalla collaborazione di diversi enti e istituti di ricerca europei per utilizzare i big data nel contrasto alla corruzione e al miglioramento della trasparenza nell’amministrazione pubblica. novembre 2017 Raccogliere, strutturare, analizzare e diffondere sistematicamente le informazioni sugli appalti pubblici e sui meccanismi che aumentano la trasparenza dei funzionari pubblici in tutta l’UE e in alcuni paesi limitrofi. Questi sono gli obiettivi del progetto DIGIWHIST che nasce dalla collaborazione di diversi enti e istituti di ricerca europei, e vede tra i suoi partner anche il centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica. DIGIWHIST (Digital Whistleblower, Transparency Fiscal, Risk Assessment e Impact of Good Governance Policies Assessed, ) verrà presentato venerdì 10 novembre durante il workshop italiano “ Big data e appalti pubblici ” . Dopo un’introduzione al progetto e la descrizione delle principali vulnerabilità legate al sistema degli appalti pubblici, il workshop si concentrerà sull’utilizzo dei dati contenuti nel portale Opentender.eu e su come questi possano essere usati nel contrasto alla corruzione e al miglioramento della trasparenza nell’amministrazione pubblica. Sarà possibile scaricare i database e attraverso il portale si potranno anche associare ai diversi appalti alcuni indicatori di trasparenza e di qualità dell’amministrazione. Il dibattito sarà un’occasione unica per confrontarsi con i risultati di una ricerca finanziata dall’Unione Europea (Horizon 2020) e in cui sono coinvolti docenti della facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano, come il professor Francesco Calderoni , e alcuni ricercatori di Transcrime.

 

Professione Data Scientist

cattolicapost Professione Data Scientist Una figura che risponde all’esigenza di gestire e integrare informazioni che arrivano in varietà e volumi mai incontrati prima, spiega la psicologa Guendalina Graffigna . by Elisa Ballerini | 19 dicembre 2017 Acclamata nel 2013 dalla Harvard Business Review come una delle professioni più appetibili del 21esimo secolo, quella del Data Scientist sembra essersi guadagnata ormai da qualche anno un posto tra i lavori più ambiti di sempre. L’etichetta viene coniata nel 2008 da DJ Patil e Jeff Hammerbacher, protagonisti del mondo dei Big Data rispettivamente in Linkedin e Facebook, ispirati dalla storia di Jonathan Goldman, un dottorato di ricerca in fisica di Stanford, e neo assunto di Linkedin, ai tempi poco più di una start-up. Ma, come per i Big Data, anche quella del Data Scientist rischia di rimanere un’etichetta di moda dal contenuto se non è supportata da una formazione e certificazione universitaria adeguata, fa presente la psicologa dell’Ateneo. Diventare un Data Scientist oggi non richiede solo competenze tecniche di analisi statistica, ma anche competenze analitiche ed interpretative, e soprattutto la capacità di porre buone domande ai dati e di saperne trarre risposte actionable per il marketing e l’intelligence aziendale», prosegue la professoressa Graffigna. Oggi più che mai formare buoni data scientist vuol dire formare professionisti capaci di integrare virtuosamente competenze multidisciplinari che spaziano dall’analisi delle dinamiche dei consumi e dei consumatori, alla ricerca sui e tramite social media, fino alle competenze statistiche e di marketing che guidano il decision making aziendale». IS4MI, diretto dal professor Albino Claudio Bosio , ha scelto la strada di intrecciare le competenze “hard” di statistica avanzata, analisi dei big data e metodi e tecniche avanzate della ricerca di mercato con le competenze “soft” legate ai saperi e ai modelli applicativi della psicologia dei consumi.

 

Trattamento dati, rivoluzione in arrivo

Una svolta dirompente che richiede la formazione di nuove competenze e nuovi profili professionali by Daniela Fogliada | 16 marzo 2018 Blockchain, data analytics, big data , algoritmi. Sono le tecnologie di ultima generazione della digital economy che proiettano le aziende verso nuove e allettanti frontiere di business. Servono regole chiare, come quelle che introduce, su informativa e consenso, il Regolamento europeo per il trattamento dati n. 2016/679 (GDPR) , che obbliga le imprese a una serie di procedure di compliance. Occorrono regole sufficientemente flessibili da poter essere applicate a seconda delle diverse realtà, senza dimenticare l’effetto prodotto dalle nuove tecnologie» osserva Roberto Lattanzi , Dirigente Dipartimento Comunicazioni e reti telematiche, Garante per la protezione dei dati personali, che rileva inoltre l’importanza dell’aspetto culturale dell’approccio alle normative sulla privacy. L’Italia è stata uno tra i primi Paesi ad avere adottato norme specifiche sul tema e, tuttavia, si trova oggi a confrontarsi con un sistema sovranazionale che impone di costruire strumenti di tutela funzionali ai mutati scenari e ai nuovi rischi». Oltre a offrire un maggior grado di approfondimento e più puntuali strumenti di comprensione dei fenomeni nei programmi di formazione post-graduate, dal punto di vista formativo è necessario introdurre allo studio di queste nuove discipline già a livello di lauree triennali e magistrali». Alla tavola rotonda sono intervenuti Roberto Lattanzi , Dirigente Dipartimento Comunicazioni e reti telematiche, Garante per la protezione dei dati personali, Fabio Rastrelli , della Direzione Centrale Tutela Aziendale di Intesa Sanpaolo, ed Enrico Guarnerio , presidente di Strategica Group.

 

Una borsa tra psicologia e Big data

Milano Una borsa tra psicologia e Big data A Lorenzo Nardi , al primo anno della magistrale “Psicologia delle organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione”, il premio assegnato alla memoria di Luca Belloni, manager di Kantar Millward Brown. maggio 2018 E’ una borsa di studio da 2.500 euro quella che ha ricevuto Lorenzo Nardi , al primo anno di “Psicologia delle organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione”. Lorenzo Nardi, dopo una tesi triennale su “La mala-informazione nel contesto attuale: dinamiche sociali, aspetti cognitivi e ruolo attivo nel dibattito politico”, oggi è al primo anno della laurea magistrale in Cattolica a Milano. Ha scelto questo percorso perché rispondeva ai suoi interessi e gli offre l’opportunità di approfondire gli argomenti della sua tesi. L’uso dei big data derivanti dall’analisi dei social network è utile ad esempio per le previsioni dell’orientamento politico, per quantificare l’influenza dei media nella percezione che il pubblico ha di un candidato e in questo modo si può monitorare l’opinione pubblica e individuare gli argomenti che destano maggiore attenzione. Questo è uno dei temi che Lorenzo vuole continuare a studiare in Università Cattolica. Alla consegna della borsa martedì 15 maggio in via Nirone erano presenti Eugenio Tavolaro, Chief Operating Officer, Italy – Insights Division - Kantar, i docenti della Cattolica Guendalina Graffigna e Edoardo Lozza, coordinatore della laurea magistrale in Psicologia delle organizzazioni.

 
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