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Venticinque anni di Bioetica

Roma Venticinque anni di Bioetica Il 4 ottobre un convegno traccerà storia e sviluppo dell' Istituto di Bioetica e Medical Humanities . Elio Sgreccia , Presidente emerito della PAV, primo Ordinario di Bioetica in un'università italiana e primo Direttore dell’Istituto. Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, del professor Rocco Bellantone, Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia, e del dottor Fabrizio Vicentini, Direttore della sede di Roma dell’Ateneo. Elio Sgreccia e del professor Angelo Fiori, maestri e fondatori dell’Istituto, sul “Ruolo dell’Istituto di Bioetica all’interno della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore”. Porteranno la loro testimonianza e contributo scientifico anche il professor Claudio Buccelli , Ordinario di Medicina legale nell’Università Federico II di Napoli e past president della Società Italiana di Medicina Legale e il professor Francesco D’Agostino , Presidente Onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica. Anzitutto si cercherà di fare il punto sulle modalità attraverso le quali la bioetica si è sviluppata in Italia, in ambito accademico, nei settori disciplinari della medicina legale, del biodiritto e delle medical humanities. Fondamenti teorici e buone pratiche", organizzato dall'Istituto di Bioetica e Medical Humanities e dal Corso di Laurea Magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Quella microscopica cavia umana

milano Quella microscopica cavia umana Nota del direttore del Centro di Ateneo di Bioetica Adriano Pessina sull’esperimento di modifica del genoma umano annunciato dalla rivista Nature . agosto 2017 di Adriano Pessina * La rivista Nature annuncia che un gruppo di ricercatori ha portato a termine un esperimento di modifica del genoma di embrioni umani ( Correction of a pathogenic gene mutation in human embryos ) per verificare la possibilità di correggere una patologia. Gli embrioni, poi, sono stati distrutti, in quanto servivano solo per verificare l’efficacia di questa nuova tecnica (CRISPR) in grado di modificare il DNA umano. Non possiamo ignorare che una terapia, in qualsiasi protocollo scientifico, va sperimentata in funzione anche di chi viene sottoposto all’esperimento, mentre qui gli embrioni umani sono stati generati appositamente per fare questa ricerca e poi sono stati distrutti. Non dobbiamo passare sotto silenzio che l’embrione umano, comunque venga generato, in qualunque modo e luogo sia generato, è di fatto e di diritto il “figlio” di qualcuno e non deve essere trattato come una “cosa”, come “neutro materiale genetico”. Stupisce la facilità con cui i progetti di ricerca riescano ad autolegittimarsi oltrepassando anni di discussione e di riflessione etica sui problemi connessi con la manipolazione del genoma umano. Il rischio è quello di sottovalutare che, una volta aperta la strada alla manipolazione del genoma umano, non sapremo mettere limiti ai progetti di trasformazione delle future generazioni, che diventeranno oggetto e prodotto dei desideri, delle aspettative e delle sperimentazioni genetiche.

 

Charlie non è un caso giuridico

Ateneo Charlie non è un caso giuridico Non è facile capire la sentenza con cui la Corte Europea dei diritti umani ha reso legittima la sospensione dei trattamenti sanitari al bimbo inglese, affetto da una rara malattia genetica. A prima vista sembra che al centro della decisione ci sia il convincimento che in questo momento sia stata superata la soglia della cura proporzionata e adeguata alla condizione patologica del bambino e si sia aperta una fase che solitamente viene definita di “accanimento clinico”. Impedire ai genitori di ricorrere a una possibile prassi sperimentale lascia perplessi in un’epoca in cui la migliore medicina sembra essere sempre aperta alla sperimentazione e alla speranza della cura. Le persone hanno bisogno di chiarezza. La foga mediatica non aiuta certo alla comprensione. direttore del Centro di Ateneo di Bioetica #bioetica #charlie #dirittiumani Facebook Twitter Send by mail.

 

Charlie resta un bambino da tutelare

Milano Charlie resta un bambino da tutelare La vicenda di Charlie può insegnarci quanto sia importante non rinunciare a pensare, a confrontarsi e a dialogare quando ci si trova di fronte a situazioni difficili da decifrare. La parola ad Adriano Pessina , direttore del Centro di Ateneo di Bioetica. luglio 2017 di Adriano Pessina * La sofferta decisione dei genitori del piccolo Charlie Gard di non tentare la via di un trattamento sperimentale, a seguito di un peggioramento della sua situazione clinica, merita rispetto. Di fronte alla promessa di vita che si affaccia in ogni neonato è, d’altra parte, molto difficile accettare la malattia e la mortalità, tanto che ogni azione tecnica e scientifica sembra comunque doverosa e necessaria. E’ pur vero, però, che è doveroso soltanto fin quando tale azione porta realisticamente a qualche pur minimo beneficio, o almeno stabilizza le condizioni cliniche, altrimenti il rischio è quello di infliggere sofferenze ingiustificate. La vicenda di Charlie, che forse bisogna ora lasciare nella calda penombra delle ore ultime e intime delle relazioni umane, può forse insegnarci quanto sia importante non rinunciare a pensare, a confrontarsi e a dialogare quando ci si trova di fronte a situazioni difficili da decifrare. Voler bene significa anche sapere che cosa sia bene fare e questo non è facile, ma pur sempre possibile se si evitano preclusioni ideologiche sul valore intrinseco della vita umana.

 
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