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Meno chimica in vigneto con le cover crops

Molte importanti malattie della vite, come ad esempio la peronospora, svernano grazie a spore durevoli specializzate (le oospore), in grado di sopravvivere alla stagione avversa e che si trovano nella lettiera del vigneto. A partire dalla primavera queste oospore gradualmente germinano e rilasciano dei propaguli, le zoospore, che raggiungono le superfici vegetali attraverso gli schizzi di pioggia e, se le condizioni ambientali sono favorevoli, avviano le cosiddette infezioni primarie. L’impiego di cover crops, ovvero essenze o miscugli che vengono appositamente seminati nell’interfila della coltura principale, è già stato studiato come un mezzo per limitare la dispersione dei propaguli di malattia in varie combinazioni pianta-patogeno (come ad es. su grano e su fragola), ma non in vigneto. Pertanto, nel progetto BIOVINE sono stati pianificati esperimenti specifici per verificare la possibilità di utilizzare essenze che in vigneto possano aiutare a ridurre la dispersione dei patogeni che svernano nella lettiera (foglie, residui di potatura o grappoli mummificati). Grazie all’impiego di un colorante naturale, piogge artificiali, cartine assorbenti e un software di analisi delle immagini per contare numero e dimensione delle gocce, è stato possibile studiare le componenti meccaniche necessarie alla dispersione della peronospora in vigneto. Le prove in campo a oggi effettuate su piccola scala hanno dimostrato che la copertura del suolo, sia del sottofila che dell’interfila, e la struttura della chioma delle cover crops sono potenzialmente in grado di ridurre in modo significativo la dispersione delle spore fungine attraverso gli schizzi di pioggia. Esperimenti simili sono in corso anche per altri patogeni (malattie del legno o la muffa grigia del grappolo) sia su piccola scala nel campus di Piacenza, che in pieno campo presso aziende del territorio piacentino.

 
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