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Brevetti tra lucro e bene comune, riflessioni in vista del vaccino

Analisi Brevetti tra lucro e bene comune, riflessioni in vista del vaccino Milano o Torino? Prima ancora di parlare della sede del Tribunale europeo dovremmo parlare di tutela del bene pubblico. Il primo è quello dell’inventore di essere riconosciuto tale e di essere remunerato, in modo diretto ed indiretto, per la sua invenzione e per gli investimenti fatti nella ricerca, somme oggi sempre più cospicue. Il secondo bene che la legge tutela è il bene pubblico, il bene comune, e lo fa dando un termine preciso entro cui il brevetto può essere oggetto di privativa. Da sempre vi è una disputa tra chi ritiene che il brevetto non debba avere una scadenza e chi ritiene che non dovrebbe esistere del tutto. Oggi l’accelerazione tecnologica aggiunge un ulteriore elemento al dibattito che è quello di accorciare i tempi della privativa giudicati troppo lunghi rispetto alle reali esigenze del bene comune: come a dire quando l’invenzione sarà usabile da chiunque sarà così vecchia da essere inservibile. Non vorrei inoltrarmi in queste questioni, quanto piuttosto portare la riflessione del lettore su di un aspetto che la legge brevetti, tutte le leggi brevetti esistenti oggi, richiamano implicitamente: ogni scoperta scientifica ed ogni applicazione tecnica debbono essere prima di tutto una buona notizia per l’umanità nel suo complesso. Parafrasando il Vangelo: se il sapere perdesse il suo sapore con che cosa lo si potrebbe rendere saporoso? Anche in questo il nostro ateneo continui a rispondere alla sua chiamata di essere sale della terra e luce del mondo.

 
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