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Teologia, prolusione con Bruno Forte

milano Teologia, prolusione con Bruno Forte L’arcivescovo di Chieti-Vasto pronuncerà il suo intervento nell’Aula Magna di largo Gemelli a Milano mercoledì 15 marzo . Titolo della lezione: “La teologia tra Parola di Dio e parole degli uomini” . marzo 2017 Mercoledì 15 marzo sarà monsignor Bruno Forte , arcivescovo di Chieti-Vasto, a pronunciare la tradizionale prolusione ai Corsi di Teologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La teologia tra Parola di Dio e parole degli uomini : questo il titolo della lezione inaugurale che monsignor Forte terrà, alle ore 13, nell’Aula Magna della sede di largo Gemelli a Milano. Gli insegnamenti di Teologia dell’Università Cattolica intendono offrire una conoscenza motivata, ragionata e organica dei contenuti della Rivelazione e della vita cristiana. Il piano di studio curricolare dei corsi di laurea triennale prevede per gli studenti iscritti la frequenza a tre corsi semestrali di Teologia. Così Teologia I, II e III assumeranno rispettivamente le seguenti denominazioni: Questioni fondamentali: la fede cristologica e la scrittura ; Questioni di antropologia teologica ed ecclesiologia ; Questioni teologiche di etica e morale cristiana .

 

Parola di Dio, parole degli uomini

ateneo Parola di Dio, parole degli uomini La prolusione di monsignor Bruno Forte , arcivescovo di Chieti-Vasto, ai corsi di Teologia dell’Ateneo. Barth aveva replicato con Quindici risposte al Professor von Harnack, che a sua volta gli rispose con una lettera aperta, cui seguirono un’ulteriore replica di Barth e un intervento conclusivo di Harnack. Il Maestro berlinese rimproverava ai “detrattori della teologia scientifica fra i teologi” l’aver abdicato al metodo storico-critico, il solo in grado di evitare il rischio di confondere “un Cristo immaginario con quello reale”, oltre che di procurare alla teologia dignità e rispetto fra le scienze. Il contingente resta solo un pallido rimando all’eterno: una teologia che non dipendesse dalla Parola di Dio non sarebbe neanche teologia. Rispetto all’appello finale di Harnack al suo interlocutore perché ammetta che “mentre suona il proprio strumento, Dio ne ha anche altri”, la posizione del giovane Teologo resta tranciante: “tutto è terribilmente relativo”, solo Dio merita ascolto e obbedienza. Le sacre Scritture contengono la parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente parola di Dio; sia dunque lo studio delle sacre pagine come l’anima della sacra teologia” . La portata di questo testo è immediatamente percepibile se si pensa alla polemica nata a partire dalla Riforma contro l’aridità della teologia delle Scuole, che riduceva l’uso della Sacra Scrittura ai cosiddetti “dicta probantia”, asserviti al primato dell’argomentazione concettuale.

 
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