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Cinema, canzoni e i mitici ’60

MILANO Cinema, canzoni e i mitici ’60 Celentano nella “Dolce Vita”, i Musicarelli nelle sale popolari, e in Tv gli storici varietà Canzonissima, Milleluci e le regine della canzone Caselli, Mina e Carrà. ottobre 2017 Cosa unisce il cinema, la televisione e la musica pop? Cosa lega Adriano Celentano a Federico Fellini? La canzone dei mitici anni ’60 e ‘70. Un legame che sarà sviscerato dalla giornata di studi internazionale sulle culture mediali della modernità dal titolo “To Each Their Own Pop: A ciascuno il suo pop. Un viaggio tra Musicarelli - i film musicali in voga nelle sale popolari e di seconda visione -, i varietà storici del piccolo schermo, come Canzonissima e Milleluci, per citarne alcune, e le voci più famose di quel periodo, da Caterina Caselli a Mina e Raffaella Carrà. I relatori, provenienti da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, faranno il punto sulle relazioni industriali tra i diversi settori della produzione mediale nazionale e internazionale di quegli anni, e ricostruiranno il contributo e il mestiere di autori e tecnici, che hanno lavorato tra i diversi settori in prospettiva intermediale. Su queste basi, si potranno rinnovare lo studio e l’analisi della produzione audiovisiva dell’epoca, ricostruendo la mappa dei generi e dei percorsi autoriali fino ad arrivare a riconoscere la configurazione di stili che marcano quegli anni. Che hanno lasciato un’importante eredità sui decenni a seguire e sul nostro stesso modo di capire e consumare il prodotto culturale.

 

Non sono solo canzonette

novembre 2015 di Gianni Sibilla * Ci hanno detto per decenni che le canzoni sono solo canzonette, che la musica è leggera. Ovvero: quanto è stupida la musica pop? È la domanda che si è posto il blog americano DataSmart. Ma la musica odierna è davvero così stupida? DataSmart è un blog che si occupa di data visualization : ha cercato di trasformare in infografiche alcune tendenze della musica contemporanea. E i dati sono stati estratti usando un metodo serio e consolidato: l’indice di leggibilità di Flesch e di Kincaid, che determina quanto un testo scritto è comprensibile. È però sufficiente per dire che la musica pop odierna fa schifo? O anche solo che è peggio di quella di una volta? E, soprattutto: hanno senso, queste domande? Quale che siano le risposte, l’analisi offre diversi spunti per provare a capire cosa sia la musica contemporanea. Il pop è musica, appunto; è l’interpretazione di un cantante: si pensi a come due canzoni possono, anzi devono, essere diverse nella versione di due artisti, come spesso in una versione una canzone non decolla e nell’altra diventa immortale. Le stesse classifiche che l’analisi di DataSmart ha usato come campione sono cambiate nel corso degli ultimi anni, includendo progressivamente molti di questi fattori (YouTube, streaming) nel conteggio: arrivare in classifica nel 2015 richiede caratteristiche diverse da dieci anni fa. Insomma, la musica è diversa.

 
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