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L'interdipendenza dell'amore

Parola del giorno L'interdipendenza dell'amore A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Renzo Beghini | 28 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Siamo negli ultimi versetti del capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni: la preghiera sacerdotale di Gesù che precede la sua passione e la morte in croce. Il testo si presenta come un testamento spirituale, nel quale di solito si scrive ciò che vorremmo rimanesse di noi. E Gesù? Gesù prega per i credenti di ogni tempo. È bello sapere che sin dall’inizio siamo introdotti in quel particolare rapporto che il Figlio ha con il Padre. È affidata alla carità reciproca, alla comunione: «Siano perfetti nell’unità» (Gv 17,23), «come tu sei in me e io in te» (Gv 17,21). In questo periodo di distanziamento sociale, di insicurezza, ma al contempo di interdipendenza, è una parola che ci sfida.

 

Siano una cosa sola, come noi

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 17, 11b-19) Ascolta "Siano una cosa sola, come noi" su Spreaker. È troppo semplicistico, quasi magico, chiedere di essere tolti dalle situazioni faticose e malvagie. E siccome Gesù non fa il maghetto da quattro soldi, per i suoi discepoli chiede una “custodia”: domanda e assicura, cioè, che non siamo lasciati soli, esposti in solitaria alle tempeste della vita e agli attacchi del Maligno, lungo le pareti dell’ascesa alla meta di questo pellegrinaggio terreno. E ci offre di farlo in cordata e “in sicurezza”, agganciato a Lui, che è agganciato al Padre. Per questo la sua esperienza è una consacrazione… nella verità: è una totale immersione della corrente dello Spirito della santità di Dio che pervade ogni fibra dell’essere… nella Verità della vita che è l’Amore che si dona sempre e comunque per gli altri.

 

Il cammino della speranza

Parola del giorno Il cammino della speranza A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Alba Comolatti | 08 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. In poche parole Gesù ci fa capire che l’unico modo per vedere Dio è seguire le sue orme, andare dietro a Lui e, se ci capita di sbagliare strada, è Lui stesso che ci viene incontro e ci aiuta, magari caricandoci sulle spalle come pecorelle smarrite. Perché è venuto in mezzo a noi per svelarci il volto del Padre, per dirci che Lui è Amore, che la sua tenerezza attraversa la nostra storia personale e comunitaria. Perché in quel dono supremo, Gesù ci dona la vita nuova che ci rende sue creature e la nostra umanità viene divinizzata e, come dice san Paolo: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Per noi è più facile chiedere a Gesù i doni che caratterizzano la nostra vita concreta: la salute, il benessere e la felicità. Spesso, invece, ci dimentichiamo che la vera umanità, il vero essere felici è il sapere che dentro ciascuno di noi "abita" Dio, un Dio che non solo ci ha donato l'universo e i beni materiali, ma se stesso.

 

Vincere il mondo con Gesù

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gli Apostoli pensano di avere fede: hanno ascoltato ed accolto le parole di Gesù; credono di credere, ma non hanno ancora vissuto su di loro la prova della violenza: la morte del Maestro. Gli antichi romani dicevano che l'amico sincero lo si riconosce nel momento della prova. Ma è nel momento delle difficoltà che le cose si complicano: diventa difficile misurare la propria fede, difficile sapere se siamo capaci di professare la nostra fiducia in Dio. La fedeltà, facile da proclamare a parole, è spesso difficile da testimoniare nei fatti. In teoria siamo tutti d'accordo che l'unione fa la forza, ma in pratica ci capita di pensare che certi problemi siamo in grado di risolverli meglio da soli. È in quelle tristi circostanze che, se non siamo guidati dallo Spirito Santo, ci capita di lasciare solo anche il Signore, come fecero gli Apostoli. Gesù afferma la vitale importanza della fede e della fiducia da riporre, non nelle nostre fragilità, ma nella sua divina potenza: egli oggi ripete a ciascuno di noi: «Abbiate fiducia; Io ho vinto il mondo!».

 

Pane e lavoro

Parola del giorno Pane e lavoro A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Bernardino Pessani | 01 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nel giorno della Festa del Lavoro, leggo nel Vangelo questa solenne proclamazione di Gesù: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55). È il pane donato per la vita del mondo, il pane della fiducia e della fraternità, il nutrimento che molti desiderano e ora non possono ricevere. A quelli che, invece, accolgono con fede questa rivelazione, Gesù dona la vita eterna e la comunione con Lui: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6,56). Nella Messa, il sacerdote offre a Dio il pane e il vino, frutto della terra e del lavoro umano. Ai lavoratori, che stanno vivendo una grave crisi, Gesù mostra amicizia, condivide le loro attese e le loro insicurezze.

 

Soli?

Parola del giorno Soli? A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Leonardo Paris | 13 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Siamo tanto più forti quanto più siamo indipendenti. Siamo tanto più liberi quanto più siamo autonomi. Questo tendiamo a pensare e, per questo, l’invito di Gesù a riconoscerci pecore o tralci ci infastidisce, tanto più se la conclusione è: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Siamo tralici, parti di una vita che abbiamo ricevuto, che ci precede e ci nutre. Così come gli altri si seccano senza la vita che a nostra volta noi comunichiamo, senza il nostro contributo.

 

Parla apertamente

Parola del giorno Parla apertamente A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Maurizio Medina | 05 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Lo sguardo che il vangelo di Giovanni offre sulla vita di Gesù è assolutamente originale sia nella cronologia che nei temi. I giudei, che in questo caso sono solamente i portavoce di tutto l’inconfessabile ostilità che c’è nel mondo, vogliono un Messia, un Cristo che corrisponda alle loro attese e ai loro timori. Ma Gesù non si mostra preoccupato della popolarità, ma solo della sintonia profonda con Dio. Egli è Signore in quanto servo, salvatore in quanto dà la vita: queste sono “le opere che lui fa nel nome del Padre suo”. Non pensare che questo episodio sia estraneo alla tua vita. Giovanni ti ricorda che questo processo coinvolge ogni uomo, meglio, attraversa il cuore di ciascuno.

 

L’occhio e il passo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Se “comandamento” vuol dire strada, cammino, esempio, osservare i comandamenti vuol dire avere gli occhi e lo sguardo su quella strada, su quel cammino, su quell’esempio. Per l’evangelista Giovanni, questi occhi e questo sguardo sulla strada, sul cammino e sull’esempio di Gesù sono la condizione di possibilità per “amarlo”. Infatti, grazie ad occhi e sguardo costanti, attenti, caldi, appassionati, coinvolti, franchi, leali, rispettosi, non si deforma quel che si vede. La sua stessa morte è stata un effetto di questa deformazione, che lo ha trasformato in un mentitore, in un impostore, in un pericolo. Ama Gesù chi si sottrae agli occhi e agli sguardi che lo hanno ucciso. Ama Gesù chi vede la sua strada, il suo cammino, il suo esempio.

 

A casa di un amico

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 14,21-26) Ascolta "A casa di un amico" su Spreaker. Noi a volte, però, tendiamo a darne un'interpretazione prevalentemente giuridica o morale, dimenticando che il suo comandamento, l'unico, è amarsi gli uni gli altri, come lui ci ha amati, sino ad essere disposti a donare la propria vita per i propri amici (cfr. Gv 15,12-13). La gioia di uno è la gioia dell'altro. Come dicevano gli antichi: «I veri amici hanno una sola anima» (Aristotele), «formano un'anima sola in due corpi» (Agostino), uno è la «coscienza dell'altro» (Anselmo d'Aosta). Si comprende bene, allora, la confidenza che Gesù ci concede: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23). Una promessa in grado di riempire sempre, anche in questi giorni, la nostra casa e il nostro cuore.

 

Essere nel mondo senza essere del mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 15,18-21) Ascolta "Essere nel mondo senza essere del mondo" su Spreaker. Ad una prima lettura, queste parole riportateci dall’Evangelista Giovanni risuonano come un monito severo, duro da ascoltare, che altro non fa se non radicalizzare ancor più il dramma dell’umano. Non possiamo negare che, in quest’ora della storia, stiamo attraversando anche noi un tempo particolarmente drammatico, in cui la lotta fra luce e tenebre interpella la libertà di ciascuno, riproponendo alla mente le domande radicali dell’esistenza, in un futuro segnato dall’incertezza. Le parole ascoltate rappresentano tuttavia un’apertura per la vita del cristiano, verso quello che è il suo orizzonte più autentico: la fede. Il rischio, come per Gesù, è quello, qualche volta, di divenire oggetto di derisione, avversione e condanna.

 

Il Buon Pastore

Parola del giorno Il Buon Pastore A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Graziano Borgonovo | 04 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Ha scritto questa lettera in piena emergenza coronavirus: Carissimi in questo momento molto speciale sto pensando in particolare all’Italia, il Paese che mi ha nutrito per nove anni e mi ha dato il pane della formazione teologica e bioetica. Vi testimonio la mia riconoscenza perché, grazie a voi la diocesi di Hinche ha un laboratorio di biologia medica ed una clinica grazie alla quale tante vite umane sono state salvate. Inoltre, siamo cristiani! “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” Restiamo fiduciosi. Ecco un esempio di ciò che Papa Francesco ha detto: «Il nostro Dio è vicino e chiede a noi di essere vicini, l’uno all’altro... È il Dio della prossimità». Avere l’“odore delle pecore” significa «risvegliare in noi un atteggiamento di vicinanza tra noi».

 

Rimanere servi

Parola del giorno Rimanere servi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Angelo Maffeis | 07 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Nel Vangelo di Giovanni il congedo di Gesù dai suoi discepoli è ricco di insegnamenti ed esortazioni. Dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, Gesù chiede: «Capite quello che ho fatto per voi?» (Gv 13,12) e aggiunge: «Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13,15). Ma prima di essere azione da compiere, questo gesto definisce in modo insuperabile l’identità del discepolo come quella di chi serve. Per questo non può aspirare a diventare padrone, perché tradirebbe la chiamata: «Un servo non è più grande del suo padrone» (Gv 13,16). Questa coscienza gli dà la certezza che nella sua vita sarà presente il Signore e che gli altri potranno incontrarlo proprio nel suo servizio, nella sua parola e nella sua fede: «Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me» (Gv 13,20).

 

La vera gioia

Parola del giorno La vera gioia A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Ambrogio Pisoni | 22 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Alla vita della Chiesa e del singolo cristiano non sono risparmiate le prove. Mentre gli uomini cercano di sopportare la fatica del vivere distraendosi continuamente nelle varie forme del piacere, il cristiano attende con pazienza il ritorno glorioso del Signore. Come è possibile? Riconoscendolo presente nell'imprevedibilità delle circostanze.

 

Abbiamo messo in pratica il comandamento dell’amore

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni ( Gv 15, 12-17) Ascolta "Abbiamo messo in pratica il comandamento dell’amore" su Spreaker. Ci siamo organizzati in mille modi per aiutare i più poveri e bisognosi condividendo denaro e alimenti, abbiamo pregato insieme come figli di uno stesso Padre. Abbiamo imparato a rispettare alcune regole sociali e riscoperto l’importanza di chi si prende cura della collettività. Siamo stati capaci di rendere realtà il comandamento di Gesù! Abbiamo inaugurato un nuovo modo di vivere le relazioni tra di noi. Adoperiamoci affinché tutto ciò non duri solo per il tempo dell’emergenza, ma aiuti a ridisegnare questa umanità.

 

Stare con Cristo fin dal principio

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 15,26-16,4) Ascolta "Stare con Cristo fin dal principio" su Spreaker. Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio» (Gv 15,26-27). Ecco come l’evangelista Giovanni presenta il mistero di Dio che opera in noi, nella sua paternità amorosa, nella sua figliolanza obbediente, nell'unità e nella donazione amorosa dello Spirito Paraclito. A noi spetta il compito di portare questa testimonianza dell’Amore di Cristo ovunque. Una testimonianza che ha cambiato il nostro cuore, che lo ha reso la dimora dell’Amore di Cristo. Noi scegliamo di stare con Lui e Lui è con noi; Lui ce lo dice: «Perché siete stati con me fin dal principio» (Gv 15,27).

 

La nostra casa

Parola del giorno La nostra casa A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Robert Cheaib | 10 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. E ancora: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,3). In inverno, per evitare che i parrocchiani soffrano il freddo durante la messa, pur essendo egli stesso una persona di una certa età, va nelle varie chiese circa un'ora prima della celebrazione per accendere il riscaldamento. Parole che certamente restano misteriose, ma che lasciano facilmente intuire il mistero dell'amore di Cristo che ci ama con un amore pieno di premure. Dimorando in lui – già da questa vita – dimoriamo in Dio e Dio dimora in noi. Essendo in Cristo siamo nel cuore della Trinità. Come scrisse una giovanissima santa, Elisabetta della Trinità: «La Trinità, ecco la nostra dimora, la nostra casa, la casa paterna dalla quale non dobbiamo uscire più».

 

Non come la dà il mondo

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Chi non desidera, da sempre, la pace – a partire dalle Miss Italia in poi –, magari senza costi personali? Chi, in questo momento, non ha a cuore la pace o, quantomeno, una “tregua”? La pace. Lo shalom ebraico ci rimanda alla pienezza dei beni, alla positività senza limiti. Ma quello che la Parola ci invita a fare è un’altra operazione: il riconoscere la distinzione tra la “pace del mondo” e la “pace di Dio”. Quella pace, definita da Paolo, come una pace che “che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Fil 4,7). Ma cosa vuol dire? Credo che in questo momento siano 2 le parole chiave per comprendere. Arrischiare lo spezzamento dei confini, dalle comfort-zone a quelli intellettuali e vitali.

 

Guidati dalle fede e dalla speranza

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi”» (Gv 21,21-22). Da questo semplice ma ricco dialogo traspare il tipo di relazione e di comportamento da tenere con i fratelli e con il Maestro. Un buon rapporto con il Signore Gesù si mostra quando non si pensa agli altri come se noi fossimo i privilegiati, anche se appena ricevuto un importante compito. Solo Lui conosce la storia di ogni uomo, non noi! A noi è richiesto di seguirlo, qualsiasi sia la nostra missione. Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera» (Gv 21,24). Noi rispondiamo a questa rivelazione attraverso la nostra fede: crediamo a quanto l’autore ispirato scrive, soprattutto in questo momento particolare, in cui fede e speranza sono le uniche due dimensioni – e virtù teologali – che ci possono proiettare verso un futuro promettente.

 

«Mentre erano chiuse le porte»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. È lui che si fa vicino e sta in mezzo a loro: come in Galilea è sempre e solo la sua presenza che apre a una comunione autentica, libera, aperta. Non basta chiudere le porte: le paure ce le portiamo dentro! Un virus le ha solo rese più manifeste: diritti sospesi, economia in picchiata, sofferenza e morte che si fanno più vicine. Come soffio di vento che spazza via le nubi, la paura si allontana e il Risorto introduce i discepoli nella comunione d’amore che lega il Padre al Figlio e Dio agli uomini. Essi si scoprono partecipi di un’unica missione che ha nella donazione del Signore Crocifisso e Risorto la sua sorgente e la sua determinazione. Dare la vita con Lui ogni giorno, in ogni momento, in ogni occasione. Imparare a vivere con la forza del suo Spirito che apre alla gioia del perdono e a una vita riconciliata: oltre ogni paura e al di là di ogni porta chiusa.

 

Regolare i conti

Parola del giorno Regolare i conti A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by p. Enzo Viscardi | 17 marzo 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Scriveranno teologi, assistenti pastorali e professori. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Siamo stati fermati bruscamente! Tutto quel tempo che pensavamo di non avere più, ci è offerto completamente, anzi quasi imposto, con tutto il suo peso e le sue potenzialità. Un tempo da vivere da soli e con gli altri in una intimità che lungi dall’essere fisica, ci apre ad una nuova coscienza di fratellanza; ci sentiamo precari e spinti ad avere uno sguardo di compassione ed amore gli uni per gli altri. È il tempo per regolare i conti con noi stessi e soprattutto con gli altri.

 

L’adultera: un incontro che rimette in cammino

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 8,1-11) “Donna, dove sono?” Ascolta "L’adultera: un incontro che rimette in cammino" su Spreaker. Basta questa constatazione e lo sguardo pieno di misericordia e di amore di Gesù, per far sentire a quella donna, forse per la prima volta, che ha una dignità, che lei non è il suo peccato, che può cambiare vita e camminare su una strada nuova. Questa donna rappresenta tutti noi, “adulteri” davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. Oggi isolati nelle nostre case come monaci possiamo percepire e stare con Dio. Un Dio povero che si prende cura della nostra fragilità. Non basta la sola scienza, è fondamentale contare sulla Grazia del Padre: Lui comprende la nostra tragedia, la nostra sete d’infinito, la nostra ignoranza e la nostra paura di morire. Perciò non siamo da soli ma con Dio, come l’adultera davanti a Gesù sperimentiamo la sua misericordia che ci spinge sostenuti dalla sua Grazia, a convertire la nostra libertà dal male al bene.

 

Un miracolo che cambia la vita!

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Giovanni (Gv 4, 43-54) Un figlio malato, un padre che non ha alternative in quanto umanamente possibili e va da “quel Gesù” che conosceva per sentito dire con la certezza che avrebbe potuto guarire il figlio. Un atto di fede totale sulla parola di Gesù ed un annuncio di salvezza che diventa realtà: tuo figlio vive! Ascolta "Un miracolo che cambia la vita!" su Spreaker. Al di là del miracolo è importante rilevare la storia di conversione di quest’uomo: l’angoscia per la possibile perdita del figlio e l’impotenza di fronte al progredire della malattia, lo mettono nella condizione di incontrare Gesù personalmente. Esce per cercarlo, per incontralo, per implorarlo, per ottenere ciò che sembra impossibile e nell’incontro con Gesù vive un’esperienza di fede così profonda che cambia la sua vita “e credette lui con tutta la sua famiglia”. Allora perché non fare come lui? Usciamo quindi per andare ad incontrare “quel Gesù” che forse ad oggi conosciamo solo per “sentito dire” o solo perché che ci è stato “insegnato”. Ci è offerta la possibilità di incontrarlo oggi con le nostre paure e smarrimenti, in modo autentico e lasciare che sia Lui a cambiare la nostra vita.

 

Un rivolgimento dei sensi

Parola del giorno Un rivolgimento dei sensi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Raffaele Maiolini | 14 aprile 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. I testi saranno accompagnati da un’immagine scelta in rete. Vangelo di Giovanni (Gv 20, 11-18) Ascolta "Un rivolgimento dei sensi" su Spreaker. Mentre Pietro e Giovanni ritornano a casa, Maria non si schioda da quel sepolcro. Eppure è talmente ripiegata sul suo dolore, che, piangendo, non riesce a riconoscere presenze angeliche, che le chiedono il motivo di tanto pianto. È proprio così: si può essere talmente ripiegati sul proprio dolore, da vivere un delirio di onnipotenza tale da pensare di essere gli unici a poter recuperare la mancanza.

 

«Andò da Gesù, di notte»

Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Per questo va da Gesù di notte, di nascosto, nessuno deve sapere che incontrerà il Maestro. Ha capito che Gesù è «venuto da Dio» e che Dio opera con lui. Il Maestro lo accoglie, gli offre l’opportunità di andare oltre la sua limitata vista: se non rinasce dall’alto e di nuovo, non potrà vedere il «Regno di Dio». È ciò che accade anche a noi: lo Spirito di Dio soffia nella nostra storia, ma se non "rina-sciamo dall'alto e di nuovo" fatichiamo a vederlo in azione. Le parole di Gesù sembrano, quindi, rivolte anche a noi: «Se uno non nasce dall'alto… Se uno non nasce da acqua e Spirito». Abbiamo bisogno di essere aiutati a intuire che c’è altro ri-spetto a ciò che ci sembra di vedere. Dobbiamo capire che non siamo soli, che c’è un progetto più grande della nostra vita, un progetto che va oltre, che sfocia nella vita eter-na, già iniziata.

 

La missione dei dubbiosi

Parola del giorno La missione dei dubbiosi A partire dal Vangelo del giorno, pubblichiamo brevi testi evocativi per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus by Francesca Peruzzotti | 24 maggio 2020 Su iniziativa di S. E. mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del Centro pastorale pubblichiamo su Cattolica News brevi testi evocativi, a partire dal Vangelo del giorno, per aiutare la riflessione e la preghiera in questo periodo così complesso a causa della crisi sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus. Vangelo di Matteo (Mt 28, 16-20) Ascolta "La missione dei dubbiosi" su Spreaker. L’Ascensione è un giorno in cui, ancor più di altri, la liturgia invita a fare festa. Ascoltando cosa avvenne quando Gesù ritornò al Padre, tuttavia, non è così semplice identificare i motivi per cui essere gioiosi. In questo brano si nascondono due ombre: Gesù rassicura i discepoli della sua presenza, come se dovesse ribadire che non li stia abbandonando, prendendo le distanze dal mondo e dalla storia. Condividere l’incontro con lui – con il coraggio di portare in luce i limiti e le difficoltà che toccano la vita – perché in quella dedizione si nasconde un frammento della sua presenza, celebrata assumendo il peso della storia.

 

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