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Alessio Vassallo, la lezione di Mimì Augello

Milano Alessio Vassallo, la lezione di Mimì Augello L’attore siciliano, interprete della docufiction Rai “Io sono Libero”, che ha raggiunto però la popolarità con il ruolo nella serie tv “Il giovane Montalbano", ha incontrato gli studenti di Giornalismo radiotelevisivo. La nostra videointervista by Andrea Danneo | 28 novembre 2016 «Ho il vizio di essere una persona onesta» afferma un imprenditore nella serie “Il giovane Montalbano”. Si presenta con questo biglietto da visita l’attore Alessio Vassallo tra gli studenti del corso di giornalismo radio-televisivo del professor Giorgio Simonelli giovedì 24 novembre nella sede di Milano dell’Università Cattolica. Interprete della docufiction Rai “Io sono Libero”, dedicata all’imprenditore Libero Grassi, l’attore ha raggiunto il pieno della popolarità, interpretando il personaggio di Mimì Augello, ne “Il giovane Montalbano”. A fornire le chiavi di lettura per una migliore comprensione della fiction, Beatrice Balsamo , docente di Psicologia delle narrazioni: «Nella serie tv, Montalbano e Augello rappresentano i due volti della Sicilia». Mentre Salvo – interpretato da Michele Riondino – mostra un carattere più riservato e schivo, il Mimì di Vassallo «è più aperto e più disponibile». Il segreto, ha risposto loro Vassallo in più occasioni, è di lanciarsi e provare, mettendosi in gioco di fronte a ogni sfida.

 

Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema”

Dams Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema” Domani parte il progetto degli studenti del Dams che hanno realizzato pillole video per spiegare il linguaggio audiovisivo a partire dal cinema classico e contemporaneo by Antonella Olivari | 10 luglio 2020 Video pillole per svelare i segreti del cinema. Da sabato 11 luglio, per nove settimane, con cadenza settimanale, sulla pagina facebook del Dams verranno pubblicati dei video per spiegare i fondamenti dei linguaggi cinematografici a partire da film classici e contemporanei. I Segreti del cinema sono delle pillole video realizzate dagli studenti del corso Dams per spiegare i vari aspetti del linguaggio audiovisivo utilizzando film classici e contemporanei. Il progetto è nato all'interno del Laboratorio di Storia del cinema tenuto dal docente Matteo Asti per mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite e fare esperienza con la rielaborazione di immagini e suoni. L'obiettivo - spiega Asti - è produrre una raccolta di brevi videosaggi da mettere a disposizione del pubblico e dei futuri studenti per imparare in modo più immediato concetti che vanno dalla composizione del quadro al piano sequenza, dallo zoom alla regola dei 180°». Al laboratorio, divisi in piccoli gruppi, hanno partecipato una quarantina di ragazzi frequentanti il primo anno del profilo "Dams per i media", di cui poi venti studenti sono stati selezionati per la realizzazione di nove prodotti. Dei nove video selezionati quest'anno uno ogni sabato verrà pubblicato sulla pagina Facebook del Dams.

 

Aquerò, gli studenti “fanno” il cinema

L'iniziativa nasce nel contesto delle Sale delle Comunità della Diocesi di Milano, piccole sale "indipendenti", lontane dai circuiti dei multisala, ma vicine alle realtà cattoliche. Raccontare lo spirito del cinema e il “cinema dello spirito”. Il festival Aquerò , lo spirito del cinema è nato per questo, e dal 16 al 29 novembre 2019 tornerà per la seconda volta con un programma ricco di film in anteprima nazionale, opere da riscoprire, incontri con registi e protagonisti del mondo culturale italiano. Una rassegna itinerante, che partirà da Milano, all'auditorium San Fedele , il 16 e 17 novembre, e poi arriverà in altre dieci città: Arcore, Busto Arsizio, Carugate, Cesano Boscone, Galbiate, Gallarate, Gorgonzola, Magenta, Saronno, Sesto San Giovanni . Direttore artistico è il critico cinematografico Fabrizio Tassi , affiancato dal direttore organizzativo Gianluca Bernardini , presidente dell'Acec milanese. Il festival propone per la prima volta anche un concorso cortometraggi aperto a tutti. Nel primo pomeriggio di sabato 16 novembre saranno proiettati i finalisti e decretato il vincitore.

 

Cinema d'impresa, vince Luca

Brescia Cinema d'impresa, vince Luca Allo studente del GeCo di Brescia l’edizione 2017 del premio di Assolombarda. In “ Incollati per sempre ” racconta la storia di una multinazione del settore degli autoadesivi attraverso gli occhi di un’insolita bibliotecaria del medioevo. Classe 1994, laureato cum laude in Cattolica nel corso di Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo (Stars), Sorsoli ha sbaragliato la concorrenza dei suoi colleghi con "Incollati per sempre" in cui racconta la storia di un'azienda multinazione leader nel settore dell'incollaggio e degli autoadesivi. Durante la premiazione ufficiale, che si è svolta lo scorso 10 novembre a Milano, al giovane videomaker è stato consegnato il premio in palio di mille euro. Per il secondo anno, così, l’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) ha partecipato al concorso organizzato da Assolombarda e rivolto a giovani registi provenienti da importanti scuole di cinema del territorio. L’abilità di Luca è stata quella di utilizzare un linguaggio universale, fresco e accessibile come quello dell’audiovisivo per comunicare in un ambito apparentemente ostico come la chimica. L’industria chimica è oggi consapevole delle sue criticità, ma si è profondamente rinnovata rispetto al passato e ha messo a punto una serie di accorgimenti che meritano di essere conosciuti.

 

A Udine con il Far East Film Festival

Brescia A Udine con il Far East Film Festival Alcuni studenti dello Stars sono stati ospitati a Udine in occasione dell'annuale Far East Film Festival, che dal 26 aprile al 4 maggio ha messo in mostra opere e testimonianze dai Paesi del continente asiatico. by Elisa Belussi | 08 maggio 2019 Non solo Cina e Giappone, ma anche Corea del Sud, Filippine, Taiwan e molti altri, per garantire al pubblico della ventunesima edizione del " Far East Film Festival" - composto da innumerevoli appassionati, studenti ed esperti del settore - un’offerta diversificata con proposte di ogni genere. Lee, che ha proposto la sua versione di "Perfetti Sconosciuti" di Paolo Genovese. Oltre alle decine di titoli per il grande schermo, la locandina ha proposto un gran numero di workshop, laboratori ed attività per approfondire il contatto con la cultura asiatica. Non sono mancate, inoltre,le occasioni di svago e divertimento, ovviamente caratterizzate da un tocco orientale: dj-set e degustazioni apposite hanno reso il FEFF un’opportunità unica per conoscere una realtà di nicchia nel nostro Paese, che invece è altamente dinamica e creativa. Si tratta certamente di una tappa annuale obbligatoria per gli appassionati del cinema di settore, poiché erano presenti anche diversi esponenti del panorama cinematografico orientale: registi e attori con i quali relazionarsi, rubando loro qualche scatto o attimi di discussione a proposito delle opere presentate. Coordinato perfettamente, il festival ha garantito un’esperienza piacevole ai suoi avventori, fornendo loro anche la possibilità di partecipare attivamente al programma, votando ogni film in una classifica da uno a cinque.

 

A Venezia 77 i master di Cinema e Tv e le voci degli alumni

Festival del cinema A Venezia 77 i master di Cinema e Tv e le voci degli alumni Presentate nel contesto del Festival le edizioni 2020-21 dei master “International Screenwriting and Production” e “Fare Tv. Presentazione dei master dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ” andato in scena all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nella doppia modalità con ingressi contingentati e in sala e, contemporaneamente, in diretta sui canali Facebook della Fondazione Ente dello Spettacolo. L’impatto del digitale e il fenomeno della distribuzione su scala internazionale hanno mutato le dinamiche del settore e, conseguentemente a ciò, anche alcuni aspetti del nostro master, che oggi si avvale di collaborazioni sempre più ampie - ha sottolineato Massimo Scaglioni , direttore del master “ Fare Tv. Parole riprese da Armando Fumagalli , direttore del master Almed “ International Screenwriting and Production ”, per cui «un approccio che integri aspetti teorici e pratici nella didattica è fondamentale per imparare questo tipo di professioni che prima si apprendevano direttamente sul campo. Nelle serie che nel 2020 sono state di maggior ascolto su Rai, su Mediaset, e su Sky, e, per quello che si sa, anche su Netflix i nostri ex allievi hanno fatto il 60, 70, a volte il 90% del lavoro di scrittura e produzione creativa». Si tratta - ha proseguito Fumagalli - di Doc - Nelle tue mani , in onda su RaiUno (con una media di 8 milioni di ascoltatori a puntata), di L'isola di Pietro su Canale 5, e di Diavoli su Sky, venduta in più di 160 Paesi. Anche nel cinema, il film italiano a oggi di maggior incasso del 2020, Me contro Te, ha una nostra diplomata come sceneggiatrice principale, e qui a Venezia, la sceneggiatura di uno dei quattro film italiani in concorso, Padrenostro , è firmata da un altro dei nostri alumni».

 

A Venezia un cinema che legge il presente

la Cattolica al Festival A Venezia un cinema che legge il presente I film visti al Festival si ritagliano il ruolo di interpretazione del mondo e, anche quando sembrano semplicemente intrattenere, forniscono chiavi di lettura importanti. Il commento del professor Massimo Scaglioni 03 settembre 2019 di Massimo Scaglioni * «Un cinema della realtà, che preferisce confrontarsi coi temi del presente»: così ha tratteggiato il quadro d’assieme della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica numero 76 il suo direttore Alberto Barbera . E anche quando sembra “semplicemente intrattenere” – talvolta in modo egregio – prova a fornirci chiavi di lettura, bussole e radar che non siano banalmente schiacciati sull’immediatezza della cronaca. Un Festival del cinema – e Venezia è tornato ad essere un grande e ricco Festival – serve anche a questo: a capire quali sono i tratti identitari che le cinematografie mondiali intendono darsi nell’età delle trionfanti piattaforme globali, della pervasività digitale, dell’onnipresenza dei social media. E in questa 76esima edizione della Mostra abbiamo visto soprattutto film che affrontano, con i più diversi linguaggi e stili, urgenti questioni politiche, sociali e culturali del nostro presente. Il primo è Ema , il film del regista quarantenne cileno Pablo Larrain : un autore, dunque, che aveva già narrato col suo sguardo la fine della dittatura di Pinochet ( “No. I giorni dell’arcobaleno” ) e un’intensa biografia di Jacqueline Kennedy (“ Jackie ”). Eminentemente ed esplicitamente politico (e militante) è Adults in the room del maestro ottantatrenne Costa-Gavras , che racconta, col linguaggio della satira, la crisi del debito sovrano greco attraverso gli occhi (e il diario, alla base della sceneggiatura) dell’ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis.

 

Batman e Joker, due figure inscindibili

settembre 2019 di Matteo Stefanelli * Dopo ben 80 anni dalla creazione di Batman, oggetto di una mostra-show che termina in questi giorni al Museo della Scienza, non mancano mai i motivi per tornare a discutere di questa icona e del suo immaginario, fervido di simboli oscuri. La più recente ragione è la vittoria al festival del Cinema di Venezia del film Joker , che si è guadagnato - un po’ inaspettatamente - nientepopodimeno che il Leone d’Oro. E il dato interessante è che Joker, in questa radicale e caricaturale allegoria di modi opposti di essere umani, è stimolante tanto quanto l’eroe Batman. IT di Stephen King, con il suo avere sdoganato nell’immaginario pop la crudele pazzia dei clown, è arrivato non solo dopo l’invenzione di Joker, ma ha lavorato privo dell’ingrediente di maggiore profondità in questa forma di terrore: la dinamica oppositiva tipica del mondo di Gotham City. Più di ogni altro concept di supereroi, il successo di Batman ha infatti al centro non solo l’eroe protagonista, ma il suo eterno confronto con l’avversario per eccellenza. E Batman, pur piagato nei suoi più cari affetti da Joker - che negli anni ha ucciso Robin (Jason Todd) e paralizzato Batgirl (Barbara Gordon) - sente di non poterlo uccidere, pena la fine della propria missione di giustiziere che rifiuta l’omicidio come strumento di vendetta. docente di Linguaggi audiovisivi (Comes) all’Università Cattolica, campus di Milano, direttore artistico del festival Comicon e fondatore del sito Fumettologica.it #joker #batman #cinema #fumetto Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Checco Zalone piace ai prof Unicatt

Lo speciale Checco Zalone piace ai prof Unicatt Quasi sei milioni di spettatori in due settimane e, soprattutto, un grande dibattito attorno al tema caldo dell’immigrazione. I commenti dei nostri professori Massimo Scaglioni, Armando Fumagalli, Massimo Locatelli, Massimo Bonelli e Mariagrazia Fanchi 16 gennaio 2020 Una strategia di promozione molto intelligente. Un trailer che pareva fare pensare a un Checco Zalone populista e fors’anche un po’ razzista per come affronta nel lancio del film il tema dell’immigrazione. Dal punto di vista politico è abbastanza interessante il fatto che dopo l’uscita del trailer il regista sia stato bersagliato dalla critica di sinistra, mentre, dopo l’uscita del film, le critiche siano uscite da destra». Per questo abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di dirci la loro su quest’ultima opera cinematografica di Checco Zalone, che è riuscito a parlare a un grande pubblico di un tema così sensibile. Un film molto coraggioso Per il professor Massimo Scaglioni , Checco Zalone va promosso sia per la regia, sia perché affronta di petto un tema caldo come l’immigrazione. E la metafora delle cicogne nel finale è straordinaria sia per il messaggio che per la realizzazione Contenuti promossi, regia da rivedere È una promozione a metà quella che il professor Armando Fumagalli assegna alla prima opera da regista di Luca Medici, in arte Checco Zalone.

 

Cinema, due nuovi talenti targati Unicatt

Milano Cinema, due nuovi talenti targati Unicatt Claudio Benedetti e Cecilia Leardini, laureati in Cattolica, hanno vinto Storylab 2020: Milano Pitch , l’evento che fa incontrare i nuovi talenti con le più importanti case di produzione televisive e cinematografiche. Claudio, con una formazione in Criminologia e un passato di insegnante di teatro nei licei, sogna di continuare a scrivere per il grande schermo. Cecilia ha scoperto solo facendo il master una inclinazione che non conosceva e oggi aspira a diventare una script editor e una sceneggiatrice. StoryLab 2020 - Milano Pitch è un’opportunità unica per giovani talenti di presentare i propri progetti inediti alle maggiori aziende dell’editoria e alle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia. Erica ha vinto l’11 febbraio 2020 il Premio Solinas Experimenta Serie (una “borsa di sviluppo” finanziata dalla Rai) con un progetto pilota di serie tv presentato insieme ai compagni di corso Francesco Bitto, Francesco Ferrazzi e Nicolò Orlandini. Oggi sceneggiatrice, diplomata al Master nel 2015, Elisa ha scoperto il suo talento di storyteller dopo una laurea in Filosofia, un MBA e quattro anni di lavoro spesi nell’ambito del marketing. Abbandonato la prima professione, Elisa si è iscritta al Master in Cattolica e si è dedicata alla sua passione che l’ha portata a diventare autrice per la serie tv della Rai “La strada di casa 2” e altre ora in produzione.

 

Cinema, giovani allo specchio

milano Cinema, giovani allo specchio Una mostra promossa da Fondazione Ente dello spettacolo e Università Cattolica mette a confronto le nuove generazioni con la rappresentazione cinematografica dell’universo giovanile degli ultimi 70 anni. Video intervista al professor Massimo Scaglioni by Matteo Nava | 28 novembre 2018 I giovani italiani sono cambiati radicalmente dal dopoguerra a oggi o rimangono sempre uguali di generazione in generazione? La risposta sta probabilmente nel mezzo. Parola di Massimo Scaglioni , coordinatore della attività del Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi (Certa), che ha seguito da vicino un progetto che ha analizzato le figure giovanili nel cinema italiano negli ultimi 70 anni. Dopo diversi mesi di lavoro, il punto di arrivo è proprio questo: ci sono dei caratteri che si possono riconoscere e distinguere nei giovani italiani di tutto il Novecento e oltre, mentre altri sono strettamente legati all’epoca storica di riferimento. Temi come gli amici e la famiglia - seppur declinati in modo differente - accompagnano i giovani sin dai prodotti cinematografici più datati, mentre in altri casi i ragazzi di oggi hanno faticato a immedesimarsi con i loro coetanei di alcuni decenni fa» fa notare il professor Scaglioni. Una constatazione possibile proprio grazie al fatto che i protagonisti del progetto sono stati alcuni studenti universitari, che hanno analizzato diversi film italiani di differenti periodi storici, cercando di capire come le figure giovanili sono state rappresentate nel corso degli anni e in quali dei protagonisti potessero immedesimarsi. Il punto su cui però tutti sono concordi è l’innovazione che un progetto simile porta con sé: affidare non a degli accademici ma a dei giovani stessi il compito di analizzare le figure giovanili nel cinema italiano.

 

Cinema, il set è green grazie a Ludovica

Tutto è iniziato con una tesi di laurea by Bianca Martinelli | 13 novembre 2020 Dalla raccolta differenziata all’allaccio alla rete locale per evitare l’utilizzo di grossi generatori, dalla preferenza per materiali di scena di seconda mano allo smaltimento intelligente dei costumi. E ancora, il catering con prodotti a km 0 con stoviglie e cialde del caffè compostabili, gli alloggi situati a poca distanza geografica e la condivisione dei mezzi di trasporto della troupe per risparmiare carburante. Senza l’adozione del protocollo ne avremmo generate quasi 250, inoltre il 67% dei costumi è stato donato, così come il 51% delle scenografie, e abbiamo evitato la produzione di 370 chili di rifiuti di plastica». Successivamente, dopo la laurea ho lavorato come segretaria di produzione alla commedia “Tu mi nascondi qualcosa” con Rocco Papaleo , tanto è bastato per rendermi conto di quanta strada vi fosse ancora da fare per ragionare in termini di ecologia e sostenibilità. Così ho contattato nuovamente Tempesta: all’epoca stavano per iniziare le riprese di “Lazzaro felice”, avevano già elaborato il protocollo EcoMuvi (che è gratuito e può essere scaricato dal sito della casa di produzione) ma non avevano individuato una figura che se ne occupasse in via esclusiva. Sempre insieme a Tempesta Film, oggi Ludovica è in partenza per la Sardegna, dove si svolgeranno le riprese del film “Dall’Interno” di Leonardo Di Costanzo (nel cast Alba Rohrwacher, Toni Servillo e Silvio Orlando ). Agli studenti desiderosi di intraprendere una carriera similare alla sua consiglia: «Occorre tenersi aggiornati da un punto di vista normativo ma anche avere pazienza e perseveranza poiché scegliere di lavorare in un ramo così specifico presenta aspetti positivi e negativi.

 

Cinema in ospedale, 36mila grazie

Il Segretariato Sociale Rai ha sostenuto la raccolta e la campagna di informazione attraverso un’estesa e capillare copertura televisiva e radiofonica su tutte le reti del servizio pubblico dal 4 al 10 gennaio che hanno deciso di dare voce al progetto. La campagna è stata rilanciata e moltiplicata da decine di migliaia di atti di condivisione e partecipazione attraverso le pagine Facebook e i Tweet di sostenitori di tutta Italia. Il progetto destinatario della raccolta fondi si sta realizzando per la prima volta in Italia presso il Policlinico A. Gemelli di Roma, ma il programma di terapia con cinema promosso da MediCinema Italia Onlus ha ottenuto tantissima attenzione anche in altre Regioni. Fondamentale l’appoggio anche di giornalisti, autori, personalità e influencer , non solo del mondo Rai: Piera Detassis , Maurizio Costanzo e Federica Gentile , i ragazzi del Cinema America Occupato, i 100autori, Davide Dellacasa , la comunità dello Spazio Vita e Nemo del Niguarda di Milano. La grande comunità del Gemelli si è impegnata intensamente per la riuscita della campagna, che ha coinvolto pazienti, medici, docenti e studenti, infermieri e tutta la struttura amministrativa. Il ricavato della campagna sarà integralmente destinato alla copertura dei costi di acquisto materiali, tecnologie e arredi per ristrutturazione e allestimento sala, in particolare ad apparecchi e tecnologie audio-video per offrire proiezioni della migliore qualità disponibile sul mercato. Ma questo successo non sarebbe stato possibile senza la generosità di tantissimi anonimi donatori che stanno credendo nel progetto e che continuano a sostenerlo anche attraverso testimonianze e attività di volontariato.

 

Cinema in ospedale, campagna conclusa

Roma Cinema in ospedale, campagna conclusa Il collocamento del Social Bond “Ubi Comunità per Fondazione Policlinico A. Gemelli” si chiude in anticipo . Il collocamento dell’intero plafond consente a Ubi Banca di d estinare a Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli un contributo di 100.000 euro per il progetto sala MediCinema . L’importo derivante dalla sottoscrizione del Social Bond Ubi viene destinato al sostegno alla ricerca scientifica sulla terapia di sollievo e alla realizzazione della prima sala cinematografica (di 130 posti) all’interno di una importante struttura ospedaliera italiana , dedicata alla cura psico-fisica dei malati. La sala MediCinema potrà ospitare pazienti adulti e minori del Policlinico A. Gemelli in ricovero di medio-lunga degenza e in terapia post ricovero, disabili o persone fruitrici di programmi di assistenza e di supporto psicologico e accompagnati anche dai loro familiari. Oltre all’emissione di un Social Bond, Ubi Banca sarà a fianco della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli per una campagna di raccolta fondi. Sarà possibile sostenere il progetto effettuando una donazione tramite bonifico bancario sul conto corrente di Banca Popolare di Bergamo - Iban IT66B0542803200000000009601 attraverso l’Internet Banking Qui Ubi (funzione “Bonifici solidarietà”) o presso le filiali delle Banche del Gruppo Ubi Banca con esenzione delle commissioni per clienti e non clienti. Infine, Ubi Banca mette a disposizione anche Ubi Pay, l’innovativa app del circuito Jiffy con cui è possibile donare tramite smartphone utilizzando il numero +39 342 9927673.

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

Cinema, un volano per cultura e turismo

Un incarico di prestigio che l’Università Cattolica ha condotto divenendo apripista di un progetto pilota, che allinea l’Italia al resto dell’Europa quanto a logiche di trasparenza. Stiamo parlando della Valutazione di impatto della Legge Cinema e Audiovisivo 2017-2018 , pubblicata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e realizzata da Università Cattolica e da Clas . Uno strumento come questo è utile per ragionare e immaginare correttivi nelle politiche di finanziamento in modo mirato e secondo una prospettiva di respiro più ampio», ha sottolineato Mariagrazia Fanchi chiarendo le importanti novità introdotte dalla legge Franceschini: «Per la prima volta sono stati creati dei fondi speciali. La proficua collaborazione con Centric e Certa ha permesso di «elaborare un software che consente di misurare il budget di genere in modo da rendicontare tutti i soggetti che sono occupati nella realizzazione di un’opera audiovisiva». Ma c’è una seconda novità, più di prospettiva, che porta l’Italia in una visione di dialogo europeo: «È la misurazione degli impatti sul turismo per il Paese; un indicatore fondamentale, perché il cinema è il veicolo primario di cultural diplomacy e attivatore di flussi turistici. Proprio perché questo è un impatto che si può misurare solo sul medio-lungo periodo, è stato creato un metodo che consentirà di valutare gli impatti in termini di flussi turistici sia business che leisure sui vari territori che sono coinvolti nella produzione o citati all’interno di opere audiovisive». La valutazione dell’Università Cattolica presenta dunque un’attiva proposta di metodi e strumenti per poter fruire di dati di particolar valore nel caso degli impatti indiretti nel mondo del cinema, come quelli sociali culturali.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Con Bobette a scuola di sceneggiatura

Milano Con Bobette a scuola di sceneggiatura La Summer School - Cinema Project Development si è tenuta quest’anno a Torchiara, nel Cilento, sotto la guida di una grande sceneggiatrice e documentary producer americana. Organizzato e proposto dall’Almed e diretto dal professor Armando Fumagalli, che nella nostra Università dirige il Master in International Screenwriting and Production, l’intenso corso si articola in due diversi momenti: una prima metà di lezioni frontali, e una seconda di confronto. I primi giorni saranno dedicati ai fondamenti generali dello storytelling , con visione e analisi di alcuni esempi significativi nella storia della cinematografia, negli ultimi, invece, saremo divisi a gruppi e lavoreremo sugli script proposti da alcuni dei nostri compagni, che partecipano al corso come autori. Anche se il tempo è poco, noto con piacere che sono previste sia una piccola gita al museo archeologico di Paestum, sia una serata a Castellabate, paese nel salernitano famoso per essere stato il set di Benvenuti al Sud nel 2010. Ha ripetuto più di una volta l’importanza di non criticare mai, se non in termini costruttivi, di non scoraggiare i colleghi, e soprattutto di non disprezzare l’operato degli altri, perché, anche se imperfetto, o inefficace, rimane comunque il frutto di ore di impegno e sacrificio. Il clima che si crea tra di noi è talmente positivo e propositivo, che le discussioni nate in sala conferenze ci accompagnano fino a sera, quando, dopo le ottime cene nel caratteristico ristorante centrale di Torchiara, rientriamo nelle nostre camere. Anche se è tardi, nessuno di noi ha mai troppa voglia di dormire: è grande il desiderio di sfruttare ogni momento insieme, la sinergia che si è creata nel gruppo è forte.

 

Contenuti promossi, regia da rivedere

Lo speciale: Tolo Tolo Contenuti promossi, regia da rivedere È una promozione a metà quella che il professor Armando Fumagalli assegna alla prima opera da regista di Luca Medici, in arte Checco Zalone . Non si ride un granché e in generale non è affatto un capolavoro del cinema, ma è comunque una commedia che ha il pregio di mettere in scena uno dei grandi problemi della nostra epoca, l’immigrazione». Quello di Armando Fumagalli , docente dell’Università Cattolica in Semiotica e Storia e Linguaggi del Cinema Internazionale alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere , è un giudizio che tutto sommato promuove l’ultimo film di Checco Zalone , il nuovo grande successo del comico pugliese che ha inaugurato questo 2020 cinematografico. La pellicola ha visto il debutto alla regia di Zalone, al secolo Luca Medici, e secondo Fumagalli è proprio sul frangente tecnico-artistico che Tolo Tolo soffre di più. Secondo Fumagalli è a tal proposito emblematico il finale, «che sembra mettere tutto fra parentesi; in sé sono tutte cose carine, ma non ben collegate fra loro, della serie: questa è la storia, se poi non ci credete, la buttiamo in corner». Più positivo il giudizio del professor Fumagalli sul piano dei contenuti offerti da Tolo Tolo , il cui merito principale è quello di richiamare l’attenzione sul dramma dei migranti, trattandolo con rispetto e attenzione. Era chiaro che il trailer – prosegue Fumagalli – potesse far pensare a una commedia dal taglio più razzista, diciamo, ma personalmente non ci ho mai creduto che Zalone avrebbe fatto un film così.

 

Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary”

Brescia Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary” Cinque videomaker bresciani sbarcano su Amazon Prime con il documentario “The Ladies Diary”, girato in Birmania dedicato alla condizione femminile nel sud-est asiatico. Ad esempio abbiamo scelto di non inserire una voce narrante, sono sempre le protagoniste a parlare in prima persona, inoltre ci siamo occupati del lavoro di riscrittura e doppiaggio in italiano» - ha precisato Fabio Piozzi , uno dei laureati al Dams del campus bresciano -. Il prodotto finale, tuttavia, non è scandito in base alle singole storie, bensì mixa i punti di vista di ognuna di loro in base ad argomenti come politica, lavoro, famiglia» - ha precisato Fabio. E così, per i 20 giorni di durata delle riprese il Myanmar ha accolto i bresciani nel periodo di poco antecedente l’avvento della pandemia, mentre il lavoro di produzione e post-produzione - condotto in un’Italia in pieno lockdown - è stato editato a distanza. Oggi la nazione è guidata da Aung San Suu Kyi , una donna vista come un’eroina, leader incontrastata che lotta per i diritti civili… siamo partititi chiedendoci se fosse veramente così palese il cambiamento. Per una percentuale di donne che ce la fa, ce ne sono molte altre ancora in lotta, e questo accomuna l’Oriente con l’Occidente molto più di quel che si creda. Il docu-film mostra infatti uno spaccato della quotidianità di ognuna, seguendo le protagoniste nell’arco di un’intera giornata, mixandone frammenti di vita per arrivare a dipingere un affresco al femminile del cambiamento in Myanmar.

 

Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica

La cattolica al Meeting Fratello Sole, Sorella Luna, gli abiti del film allo stand della Cattolica In mostra i costumi di scena dei genitori di San Francesco d’Assisi. Parla la professoressa Maria Teresa Zanola. agosto 2019 I costumi di scena utilizzati per vestire i genitori di San Francesco d’Assisi nel film “ Fratello Sole, Sorella Luna ” di Franco Zeffirelli hanno impreziosito lo stand dell’Università Cattolica al Meeting di Rimini. A presentarli la professoressa Maria Teresa Zanola , docente di Lingua francese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, e don Davide Milani , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo. Gli abiti della Fondazione Cerratelli di Pisa sono un assaggio dell’intera collezione, e rappresentano l’incontro tra la sapienzialità artigiana che seppe realizzare grazie a Danilo Donati questa stupenda produzione per raccontare la vita di Francesco. meeting #costumi #cinema #arte Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al Gemelli il primo cinema in ospedale

ROMA Al Gemelli il primo cinema in ospedale Con l’ anteprima del nuovo film Disney Il Libro della Giungla , nelle sale dal 14 aprile, è stato inaugurato lo spazio destinato alla “cinematerapia” e alla terapia del sollievo per pazienti e familiari, il primo in una struttura ospedaliera italiana. La struttura MediCinema all’interno del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma è uno spazio destinato alla “cinematerapia” e alla terapia del sollievo per i pazienti e i loro familiari, grazie alla magia del cinema portata all’interno dell’ospedale. La missione di MediCinema è portare il cinema e la sua cultura ai pazienti negli ospedali e ai loro familiari su base continuativa, in spazi dedicati e con finalità terapeutiche. La generosità di Disney Italia, primo fautore e maggior contributore con una serie di importanti donazioni, ha aperto la via e sostenuto il percorso per la realizzazione del progetto, lanciando una cordata di solidarietà straordinaria». È meraviglioso assistere al progetto ultimato e averlo festeggiato di recente con la prima proiezione all’interno del MediCinema del film Disney Zootroopolis che è stata dedicata ai bambini dell’ospedale e alle loro famiglie». La realizzazione della sala è un traguardo che mette il Policlinico Universitario A. Gemelli all’avanguardia in Europa e il cinema al centro del mondo emotivo della persona, del malato e dei suoi familiari. Riccardo Tramezzani , responsabile Retail di Ubi Banca, ha concluso: «Come Ubi Banca siamo orgogliosi di aver agevolato e sostenuto questa realizzazione attraverso la quale, con un metodo d’avanguardia, questo Policlinico d’eccellenza promuove il bene dei pazienti e delle loro famiglie, agevolando il compito delle equipe sanitarie.

 

Giovani sul grande schermo

mostra Giovani sul grande schermo Inaugurata a Roma alla presenza di Pif una mostra multimediale che analizza la presenza giovanile nel cinema italiano tra il 1948 e il 2018. Si gioca attorno a questi tre termini la scommessa che ha unito Fondazione Ente dello Spettacolo e Università Cattolica, e che si è materializzata nei suoi esiti, martedì 29 gennaio, presso gli spazi dell’ex mattatoio “La Pelanda” di Roma. La seconda: “ Siamo quel che ci manca ”, dedicata alla ricerca di senso e di Dio da parte dei giovani, dal Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini a Corpo Celeste di Alice Rohrwacher. Nel corso del 2018, un gruppo di studenti di diverse facoltà e differenti età (da primo anno di triennale al dottorato), hanno intrapreso un percorso attraverso le immagini che delle generazioni precedenti il cinema ci ha trasmesso. Storie talvolta “lontane” e di “complessa decifrazione” (i bambini già adulti dei film degli anni della guerra o del dopoguerra, come Roma città aperta o Ladri di biciclette , o i ragazzi ideologizzati e violenti degli anni di piombo di Mio fratello è figlio unico ). Pif , regista di La mafia uccide solo d’estate e creatore del Testimone , programma seguitissimo dai più giovani fin dai tempi di MTV, ha chiuso il cerchio che connette giovani, storia nazionale e cinema: «Ero giovane quando a Palermo la mafia ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, Milano #cinema #giovani #mostra Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Il cinema come un album di famiglia

MIlano Il cinema come un album di famiglia Quella di Ettore Scola , morto a Roma martedì 19 gennaio, è stata al tempo stesso un’opera autobiografica, corale e intima, perché mossa da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo per costruire l’autobiografia di una nazione. gennaio 2016 di Ruggero Eugeni* Nel suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico , del 2013, Ettore Scola sembra mettere in scena un commosso omaggio all’amico e sodale Fellini: l’arrivo a Roma, la redazione del Marc’Aurelio e i primi lavori, le scorribande notturne per Roma. Il cinema di Scola ha spesso questa cifra di ritrosia, questo senso di intimità celata e di autobiografismo travestito. Un cinema velatamente autobiografico, dunque? Un cinema corale? Un cinema dell’intimità? Il cinema di Scola è stato tutto questo insieme, perché mosso da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo (l’unico mezzo realmente praticabile a questo scopo) per costruire l’autobiografia intima di una nazione . Non una autobiografia di fatti dunque, ma piuttosto di forme del sentire, di memorie e di sentimenti comuni. Un album di famiglia che scava negli odori, negli umori, nelle parti sensibili del nostro Paese e li restituisce allo spettatore di cinema rendendolo per ciò stesso un po’ più parte di una comunità civile. È questa la ragione per cui Scola si è sempre un po’ nascosto nei suoi affetti e nei suoi dati autobiografici: non perché non gli importassero, ma perché gli importavano in quanto parte di un sentire più ampio e diffuso.

 

Il cinema e la generazione Z

Lo studio Il cinema e la generazione Z Sarà presentato venerdì 13 dicembre a Roma il Rapporto Cinema 2019 curato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, dall’Osservatorio giovani del Toniolo e dall’Università Cattolica 11 dicembre 2019 Una disamina approfondita sui trend di consumo della Generazione Z , la prima vera generazione nativo-digitale. Il Rapporto Cinema 2019 realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica verrà presentato venerdì 13 dicembre a Roma. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini , Alessandro Rosina e Francesco Toniolo . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica. cinema #giovani #rapporto #spettacolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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