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Scrivere una storia per riscriverla

ottobre 2018 di Erica Gallesi* Dieci sconosciuti, accumunati dalla passione per lo storytelling si ritrovano nella sala conferenze del caratteristico Hotel Dolonne di Courmayeur per assistere alla lezione di presentazione della prima settimana di Summer School Cinema Internazionale . L’opportunità che ci è stata data dall’Università Cattolica grazie al finanziamento vinto con il bando della Siae “Sillumina”, rivolto a progetti di formazione artistica per giovani autori italiani. Cinque di noi partecipano come autori, portando un proprio progetto di lungometraggio o serie tv che è stato selezionato da una giuria di qualità; gli altri cinque intervengono come editor e lavoreranno insieme agli autori sui progetti selezionati. Innanzitutto, è organizzata in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e ora si compone di due sessioni, ciascuna di una settimana: una a Courmayeur in giugno, la seconda a Rimini in settembre. Nel 2016 avevo avuto la fortuna di poter partecipare come editor a una precedente edizione della Summer School organizzata dall’Almed a Torchiara, nel Cilento, e lì ho capito cosa volessi fare una volta terminata l’università: la sceneggiatrice. Masters of Florence , coproduzione Rai-Netflix; Roberto Jannone , autore, regista e producer di Telemilano e poi Canale 5 e Luisa Cotta Ramosino , sceneggiatrice e creative producer di numerosi e importanti progetti nazionali e internazionali ( Distretto di polizia , Medici, Master of Florence …). Abbiamo imparato davvero molto e i nostri soggetti sono maturati grazie alle due settimane di Summer School: sicuramente c’è ancora tanto da imparare, ma è stata un’ottima occasione di crescita che, si spera, porterà ulteriori buoni frutti.

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Cinema d'impresa, vince Luca

Brescia Cinema d'impresa, vince Luca Allo studente del GeCo di Brescia l’edizione 2017 del premio di Assolombarda. In “ Incollati per sempre ” racconta la storia di una multinazione del settore degli autoadesivi attraverso gli occhi di un’insolita bibliotecaria del medioevo. Classe 1994, laureato cum laude in Cattolica nel corso di Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo (Stars), Sorsoli ha sbaragliato la concorrenza dei suoi colleghi con "Incollati per sempre" in cui racconta la storia di un'azienda multinazione leader nel settore dell'incollaggio e degli autoadesivi. Durante la premiazione ufficiale, che si è svolta lo scorso 10 novembre a Milano, al giovane videomaker è stato consegnato il premio in palio di mille euro. Per il secondo anno, così, l’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) ha partecipato al concorso organizzato da Assolombarda e rivolto a giovani registi provenienti da importanti scuole di cinema del territorio. L’abilità di Luca è stata quella di utilizzare un linguaggio universale, fresco e accessibile come quello dell’audiovisivo per comunicare in un ambito apparentemente ostico come la chimica. L’industria chimica è oggi consapevole delle sue criticità, ma si è profondamente rinnovata rispetto al passato e ha messo a punto una serie di accorgimenti che meritano di essere conosciuti.

 

Tornatore e Baglioni al Medicinema

roma Tornatore e Baglioni al Medicinema In visita al Gemelli il regista premio Oscar e l’autore delle musiche del video cult, che ha promosso il progetto della prima sala cinematografica in un ospedale italiano . marzo 2017 Una visita graditissima quella che Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni hanno voluto fare mercoledì 1° marzo, per vedere la Sala MediCinema del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma . Il regista Premio Oscar e il grande cantautore romano hanno avuto un ruolo di primo piano nel progetto per la realizzazione della prima sala cinematografica in un ospedale italiano nato dall’unione di MediCinema Italiana Onlus con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Avevo visto i rendering della Sala magnificamente progettata e realizzata da Pino Chiodo (presente ieri alla visita) insieme al Servizio tecnico del Gemelli - ha detto Tornatore -ma vederla dal vivo e realizzata in così breve tempo mi ha suscitato un'impressione molto positiva e bella». Siamo davvero contenti di avere contribuito alla concretizzazione di questo progetto pilota che sicuramente porterà sollievo ai degenti del Gemelli» ha aggiunto Baglioni. Vi ringrazio per questa visita e per la vostra amicizia» ha detto il direttore Zampedri ai due grandi artisti che hanno promesso di tornare al Gemelli per incontrare nella Sala MediCinema degenti - piccoli e grandi -, i loro familiari e gli operatori sanitari. cinema #ospedale #medicina #cinematerapia Facebook Twitter Send by mail GUARDA LA GALLERY Alcuni dei momenti della visita di Giuseppe Tornatore e Claudio Baglioni al Policlinico Gemelli SFOGLIA LA GALLERY.

 

I nuovi Cinema Paradiso

Mercoledì 3 maggio a Milano la presentazione di una ricerca sulle Sale della Comunità raccolta in un libro Vita e Pensiero. A questo fenomeno è dedicato il volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) che verrà presentato mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano. Lo studio ha coinvolto ben 272 responsabili di Sale della Comunità e 168 parroci in tutta Italia, offrendo un’immagine ricca e aggiornata di questa realtà paradigmatica e analizzando le sue attività, le reti di relazioni attivate e i servizi resi alla comunità civile ed ecclesiale. Ma ha assunto anche il ruolo di un vero e proprio volano che ha permesso alle Sale di concretizzare quella sollecitazione alla «polivalenza» e all’uso di «ogni strumento di comunicazione» che gli veniva anche dai documenti ecclesiali costituitivi. Il 96% della Sala è diretto da un gruppo di gestione: vere e proprie comunità, ampie (nel 50% dei casi con più di 10 persone) e aperte al contributo anche di chi non frequenta la parrocchia e dei giovani. A partire dai risultati della ricerca, il volume ospita anche una serie di riflessioni sul futuro del cinema in Italia con una serie di letture Federico di Chio, Fabrizio Fiaschini, Carlo Fontana, Silvano Petrosino, Luigi F. Pizzolato, Bruno Zambardino e la post-fazione di Mons. cinema #salacomunita #parrocchia Facebook Twitter Send by mail LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA La presentazione del volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) si terrà mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano e sarà moderata da Alessandro Zaccuri («Avvenire»).

 

La bioetica va al cinema

Milano La bioetica va al cinema Risvegli, Una sconfinata giovinezza e Se mi lasci ti cancello sono i tre film in programma per il nuovo ciclo dell’iniziativa che affronta temi scomodi, che dividono, utilizzando il linguaggio del cinema. marzo 2017 Un evento formativo che offre agli studenti l’opportunità di discutere tematiche di bioetica e dilemmi morali al di fuori degli schemi tradizionali accademici. Ha preso avvio la quarta edizione del Laboratorio di Bioetica e Cinema , la rassegna del Centro di Ateneo di Bioetica. Alessandra Papa , membro del Comitato scientifico del Centro di Bioetica e curatrice del Laboratorio di Bioetica e Cinema, racconta come è nata questa iniziativa e quali sono le novità dell’ultima edizione. Sentivamo, come gruppo, l’esigenza di narrazioni diverse, che potessero coinvolgere anche emotivamente lo studente» spiega la professoressa Papa, che prosegue: «Ci sembrava che la formula cinematografica potesse funzionare e che, soprattutto, questa modalità di lavoro uscisse un po’ dalle secche della teoria. Abbiamo coinvolto il dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo, che ci patrocina, e alla somma direi che siamo riusciti a sperimentare un modo diverso di fare aula, condiviso e partecipato». Si parte il 1° marzo con “ Risvegl i” di Penny Marshall, quindi il 5 aprile con “ Una sconfinata giovinezza ” di Pupi Avati e si chiude con “ Se mi lasci ti cancello ” di Michel Gondly.

 

Ho visto cose che voi umani...

Milano Ho visto cose che voi umani... 01 ottobre 2009 È diventato ormai un tormentone nel linguaggio parlato: «Ho visto cose che voi umani…». L’espressione, pronunciata nel cult-film Blade Runner dal replicante Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer , sta ironicamente alla base dell’ I’ve Seen Films Festival, fondato proprio dall’attore olandese, in questi giorni ospite in Università Cattolica. Diretto da Pier Paolo De Fina , è un festival internazionale di cortometraggi, che si tiene a Milano, tra il 24 settembre e il 3 ottobre, su tre location diverse: il cinema Gnomo, il Centro Culturale Francese e lo spazio Theca. Per questa ragione, nell’edizione 2009, i master Almed in Progettazione e Comunicazione del Cinema e Mappt – Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, partecipano all’organizzazione di due Masterclass di approfondimento e confronto, aperte al pubblico. I relatori erano Rutger Hauer, PierPaolo De Fina, Giancarlo Zappoli, Silvana Molino di Microcinema, Cinzia Masotina del gruppo milanese dei “100 Autori”, ed altri ospiti del Festival. Promuovere e far conoscere il cortometraggio, in particolar modo alla luce della diffusione del formato digitale HD, diventa una priorità sempre più urgente nel sistema di promozione cinematografica, ma anche in un’ottica di costruzione, e valorizzazione, del palinsesto televisivo. In un sistema di reciproca relazione tra i mezzi di comunicazione, a partire dalla centralità di cinema e televisione, il cortometraggio può costituire un importante pivot di circuitazione e scambio di competenze e professionalità.

 

L’agricoltura sul grande schermo

Piacenza L’agricoltura sul grande schermo Dal classico dei classici “ Riso amaro” , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , al più recente “ La nostra terra ”: cinquant’anni di trasformazioni raccontati attraverso il cinema. Un cineforum promosso dagli studenti di Scienze agrarie, alimentari e ambientali 04 novembre 2016 Si comincia con uno dei film più famosi del neorealismo italiano: " Riso amaro ", di Giuseppe De Santis , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , ambientato nelle risaie del vercellese. È il primo degli appuntamenti del cineforum promosso dai rappresentanti degli studenti della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali di Piacenza . L’appuntamento è per le ore 20 nella sala Piana del campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Prima di ogni proiezione è previsto un breve approfondimento sugli argomenti trattati nei film. Giovedì 10 novembre la proiezione di "Riso amaro" sarà preceduta dall’intervento del professor Stefano Amaducci , docente del settore di Agronomia e coltivazioni erbacee, che parlerà dell’importanza della coltivazione del riso in Italia, delle differenti tecniche ora in uso e della scomparsa delle “mondine” di cui parla il film. agricoltura #cinema #film #agraria Facebook Twitter Send by mail.

 

Alessio Vassallo, la lezione di Mimì Augello

Milano Alessio Vassallo, la lezione di Mimì Augello L’attore siciliano, interprete della docufiction Rai “Io sono Libero”, che ha raggiunto però la popolarità con il ruolo nella serie tv “Il giovane Montalbano", ha incontrato gli studenti di Giornalismo radiotelevisivo. La nostra videointervista by Andrea Danneo | 28 novembre 2016 «Ho il vizio di essere una persona onesta» afferma un imprenditore nella serie “Il giovane Montalbano”. Si presenta con questo biglietto da visita l’attore Alessio Vassallo tra gli studenti del corso di giornalismo radio-televisivo del professor Giorgio Simonelli giovedì 24 novembre nella sede di Milano dell’Università Cattolica. Interprete della docufiction Rai “Io sono Libero”, dedicata all’imprenditore Libero Grassi, l’attore ha raggiunto il pieno della popolarità, interpretando il personaggio di Mimì Augello, ne “Il giovane Montalbano”. A fornire le chiavi di lettura per una migliore comprensione della fiction, Beatrice Balsamo , docente di Psicologia delle narrazioni: «Nella serie tv, Montalbano e Augello rappresentano i due volti della Sicilia». Mentre Salvo – interpretato da Michele Riondino – mostra un carattere più riservato e schivo, il Mimì di Vassallo «è più aperto e più disponibile». Il segreto, ha risposto loro Vassallo in più occasioni, è di lanciarsi e provare, mettendosi in gioco di fronte a ogni sfida.

 

Rolling cameras...and action!

E finalmente l’opportunità di poterlo fare in prima persona, attraverso questo corso che ci ha permesso, in sole tre settimane, di realizzare un cortometraggio. E dopo ventuno giorni trascorsi a comporre quel “piccolo” film di soli dieci minuti, vederlo proiettato su uno schermo, nel buio di una sala cinematografica, è stato davvero un “dream come true”, un sogno che diventava realtà. Ora non guarderò più un film con gli stessi occhi, ora che anch’io ho fatto parte di quel magico processo che porta a incidere dei fotogrammi su una pellicola o, nel nostro caso, in digitale. Sì perché il grande bagaglio che mi sono portata a casa non è racchiuso solo in quel dvd, ma in tutto ciò che quel dvd nasconde, in tutto il minuzioso lavoro che ci sta dietro. Lavoro che sarebbe stato impossibile senza l’apporto di tutti i professori della School of Visual Arts (Sva) di New York e, ovviamente, di quelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo un giorno di prove era impensabile non tornare sulla carta a modificare qualche linea di dialogo, qualche azione o, perché no, intere scene, traendo proprio spunto da quegli attori che stavano diventando i nostri personaggi, dalle loro parole e dalle loro reazioni. Sono sicura che l’atmosfera di cooperazione che si respirava sui diversi set sia emersa poi nelle immagini, in quei sei corti che abbiamo realizzato al termine delle tre settimane.

 

La piccola star Disney a Medicinema

Il giovane e talentuoso attore, entrato nei cuori di adulti e ragazzi grazie all’amata serie TV Alex & Co. in onda su Disney Channel , ha portato un saluto speciale a tutti i pazienti, parlando della sua esperienza in questa produzione italiana firmata da Luca Lucini . La proiezione di “Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori” è l’ultimo degli eventi che si sono succeduti dall’inaugurazione della prima sala MediCinema in Italia , avvenuta nell’a prile 2016 presso il Gemelli con l’anteprima di “Jungle Book” di Jon Favreau . Sono lieto di proseguire la stagione di proiezioni al Policlinico Gemelli con un’emozionante novità: la presenza in sala di uno dei volti più amati dal pubblico italiano» afferma Daniel Frigo , amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia . Sam, interpretato da Federico Russo, così come gli altri ragazzi protagonisti di “Come Diventare Grandi Nonostante i Genitori” sono accomunati da una grande determinazione, caratteristica che li porterà a superare molti ostacoli senza mai perdere la speranza. Siamo orgogliosi di poter offrire il nostro contributo a un progetto davvero unico e all’avanguardia come quello di MediCinema e Gemelli: un impegno che rientra nella nostra politica di Responsabilità Sociale “Community Engagement & Compassion”, ossia portare la magia del cinema a coloro che vivono momenti di difficoltà». Anche i progetti di ricerca sulla terapia del sollievo attraverso il cinema, che sono stati avviati, cominciano a dare interessanti indicazioni che incoraggiano i nostri ricercatori sulla possibilità di ottenere dei risultati scientifici a beneficio dei degenti». Dopo i primi voti bassi, i genitori consigliano prudentemente ai propri figli di sottostare alle decisioni della nuova preside: ma i ragazzi, con orgoglio, decidono di iscriversi al concorso musicale pur avendo contro scuola e genitori.

 

Scrivere è un atto di fede

MIlano Scrivere è un atto di fede “Le persone mi dicono che scrivo storie di guerra, invece scrivo storie d’amore”: lo sceneggiatore e regista Randall Wallace ha parlato a una lezione del master in International Screenwriting and Production . Il racconto in inglese di una studentessa del MISP. Braveheart was my first script that became a movie. The first scene of Braveheart that I saw was the one of the first great battle, in which the English were defeated for the first time. Gibson started his speech and a boy was supposed to interrupt him saying that they're not going to fight but to leave...but what actually happened was that two thousands of men screamed "Yes, we are going to fight!". With Braveheart my life changed completely but at that moment they wanted another Braveheart, they wanted prevent me to grow up. The best thing for a character to be alive is to change, even if he doesn’t want to. In Braveheart William Wallace does not want to fight.

 

Al Gemelli il primo cinema in ospedale

ROMA Al Gemelli il primo cinema in ospedale Con l’ anteprima del nuovo film Disney Il Libro della Giungla , nelle sale dal 14 aprile, è stato inaugurato lo spazio destinato alla “cinematerapia” e alla terapia del sollievo per pazienti e familiari, il primo in una struttura ospedaliera italiana. La struttura MediCinema all’interno del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma è uno spazio destinato alla “cinematerapia” e alla terapia del sollievo per i pazienti e i loro familiari, grazie alla magia del cinema portata all’interno dell’ospedale. La missione di MediCinema è portare il cinema e la sua cultura ai pazienti negli ospedali e ai loro familiari su base continuativa, in spazi dedicati e con finalità terapeutiche. La generosità di Disney Italia, primo fautore e maggior contributore con una serie di importanti donazioni, ha aperto la via e sostenuto il percorso per la realizzazione del progetto, lanciando una cordata di solidarietà straordinaria». È meraviglioso assistere al progetto ultimato e averlo festeggiato di recente con la prima proiezione all’interno del MediCinema del film Disney Zootroopolis che è stata dedicata ai bambini dell’ospedale e alle loro famiglie». La realizzazione della sala è un traguardo che mette il Policlinico Universitario A. Gemelli all’avanguardia in Europa e il cinema al centro del mondo emotivo della persona, del malato e dei suoi familiari. Riccardo Tramezzani , responsabile Retail di Ubi Banca, ha concluso: «Come Ubi Banca siamo orgogliosi di aver agevolato e sostenuto questa realizzazione attraverso la quale, con un metodo d’avanguardia, questo Policlinico d’eccellenza promuove il bene dei pazienti e delle loro famiglie, agevolando il compito delle equipe sanitarie.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Gemelli, la magia del cinema come terapia

ROMA Gemelli, la magia del cinema come terapia Dal 4 al 10 gennaio 2016 sulle reti Rai a sostegno del progetto del Policlinico e di MediCinema Italia Onlus per realizzare la prima vera sala cinematografica e utilizzare il cinema a scopo terapeutico per malati e familiari. Dall’incontro tra il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e MediCinema Italia Onlus è nato un grande progetto: la realizzazione della prima vera sala cinematografica in uno dei maggiori ospedali italiani. MediCinema utilizza il grande cinema come terapia di sollievo nelle strutture ospedaliere, allestendo sale per la proiezione di film appositamente dedicate ai pazienti e ai loro familiari. La sala MediCinema al Gemelli, che aprirà a marzo 2016, sarà in grado di accogliere anche pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotelle. Sarà possibile inviare un SMS solidale per donare 2 da telefoni cellulari TIM, Vodafone, WIND, H3G, PosteMobile e CoopVoce; o effettuare una chiamata da telefono fisso per donare 2 da rete Vodafone e TWT e 2 o 5 da rete TIM e Fastweb. La sala MediCinema al Gemelli sarà in grado di accogliere anche pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotelle e disporrà di 130 posti per ospitare degenti, familiari, amici, volontari e personale di assistenza.

 

Shakespeare in film 400 anni dopo

MILANO Shakespeare in film 400 anni dopo Prende il via lunedì 15 febbraio un pacchetto di iniziative della facoltà di Scienze linguistiche i n collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano . Una serie di incontri dedicati al rapporto tra il Bardo e il cinema, l’economia, la diplomazia e la moda 12 febbraio 2016 Celebrare la figura del poeta nazionale inglese a 400 anni dalla morte. Ma soprattutto ricordarne la sua attualità e i mille usi a cui la sua opera è stata adattata, in contesti anche molto diversi da quello letterario: dal cinema alla televisione ai nuovi media, dall’economia al management alle relazioni internazionali, dalla pubblicità alla moda. In occasione del quarto centenario della morte di William Shakespeare (1564-1616), la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza una serie di incontri articolati in quattro temi: Shakespeare in film , Shakespeare e l’economia (vedi a lato), Shakespeare e la diplomazia , Shakespeare e la moda . SHAKESPEARE IN FILM: 5 (+ 1) VISITE GUIDATE In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano , antologia di scene memorabili e imprevedibili tratte dagli oltre mille film “shakespeariani” scelte e presentate dal professor Arturo Cattaneo , anglista e direttore scientifico dell’iniziativa, e dal regista Gianluca Fumagalli . Il ciclo propone cinque visite guidate al mondo del cinema ispirato a Shakespeare, con la proiezione di brevi scene di alcuni di quei mille film, dai più importanti ai più curiosi. Un politico nostrano ha stigmatizzato il fatto che “il nostro sistema universitario sforna qualche letterato di troppo”.

 

Cinema in ospedale, 36mila grazie

Il Segretariato Sociale Rai ha sostenuto la raccolta e la campagna di informazione attraverso un’estesa e capillare copertura televisiva e radiofonica su tutte le reti del servizio pubblico dal 4 al 10 gennaio che hanno deciso di dare voce al progetto. La campagna è stata rilanciata e moltiplicata da decine di migliaia di atti di condivisione e partecipazione attraverso le pagine Facebook e i Tweet di sostenitori di tutta Italia. Il progetto destinatario della raccolta fondi si sta realizzando per la prima volta in Italia presso il Policlinico A. Gemelli di Roma, ma il programma di terapia con cinema promosso da MediCinema Italia Onlus ha ottenuto tantissima attenzione anche in altre Regioni. Fondamentale l’appoggio anche di giornalisti, autori, personalità e influencer , non solo del mondo Rai: Piera Detassis , Maurizio Costanzo e Federica Gentile , i ragazzi del Cinema America Occupato, i 100autori, Davide Dellacasa , la comunità dello Spazio Vita e Nemo del Niguarda di Milano. La grande comunità del Gemelli si è impegnata intensamente per la riuscita della campagna, che ha coinvolto pazienti, medici, docenti e studenti, infermieri e tutta la struttura amministrativa. Il ricavato della campagna sarà integralmente destinato alla copertura dei costi di acquisto materiali, tecnologie e arredi per ristrutturazione e allestimento sala, in particolare ad apparecchi e tecnologie audio-video per offrire proiezioni della migliore qualità disponibile sul mercato. Ma questo successo non sarebbe stato possibile senza la generosità di tantissimi anonimi donatori che stanno credendo nel progetto e che continuano a sostenerlo anche attraverso testimonianze e attività di volontariato.

 

Cinema in ospedale, campagna conclusa

Roma Cinema in ospedale, campagna conclusa Il collocamento del Social Bond “Ubi Comunità per Fondazione Policlinico A. Gemelli” si chiude in anticipo . Il collocamento dell’intero plafond consente a Ubi Banca di d estinare a Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli un contributo di 100.000 euro per il progetto sala MediCinema . L’importo derivante dalla sottoscrizione del Social Bond Ubi viene destinato al sostegno alla ricerca scientifica sulla terapia di sollievo e alla realizzazione della prima sala cinematografica (di 130 posti) all’interno di una importante struttura ospedaliera italiana , dedicata alla cura psico-fisica dei malati. La sala MediCinema potrà ospitare pazienti adulti e minori del Policlinico A. Gemelli in ricovero di medio-lunga degenza e in terapia post ricovero, disabili o persone fruitrici di programmi di assistenza e di supporto psicologico e accompagnati anche dai loro familiari. Oltre all’emissione di un Social Bond, Ubi Banca sarà a fianco della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli per una campagna di raccolta fondi. Sarà possibile sostenere il progetto effettuando una donazione tramite bonifico bancario sul conto corrente di Banca Popolare di Bergamo - Iban IT66B0542803200000000009601 attraverso l’Internet Banking Qui Ubi (funzione “Bonifici solidarietà”) o presso le filiali delle Banche del Gruppo Ubi Banca con esenzione delle commissioni per clienti e non clienti. Infine, Ubi Banca mette a disposizione anche Ubi Pay, l’innovativa app del circuito Jiffy con cui è possibile donare tramite smartphone utilizzando il numero +39 342 9927673.

 

Nanni Moretti tra cinema e bioetica

Milano Nanni Moretti tra cinema e bioetica Malattia, dolore e morte in tre pellicole “di culto” del regista al centro del laboratorio nato dalla collaborazione tra Centro d’Ateneo di Bioetica e Almed. marzo 2016 “ Malattia, dolore e morte nel cinema di Nanni Moretti ”. Il laboratorio di “ Bioetica e cinema ”, giunto ormai alla terza edizione, quest’anno punta sui ciak del regista italiano più amato dai francesi. Film, infatti, quelli di Moretti, che con il loro linguaggio intimo e politico a un tempo, mettono a tema il vissuto e la fatica esistenziale dell’esperienza della malattia e del dolore, aprendo ad argomenti attuali e urgenti come la relazione medico-paziente, il consenso informato e l'autonomia decisionale. L’iniziativa è promossa dal Centro di Ateneo di Bioetica, con la direzione di Adriano Pessina , filosofo e bioeticista, in tandem con Ruggero Eugeni , direttore Almed - Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo, dell’Università Cattolica. Gli appuntamenti in calendario sono: 9 marzo con Caro Diario ; 13 aprile con La stanza del figlio ; 11 maggio con Mia Madre , dalle ore 14.30 alle 18.00, in aula NI 110, via Nirone 15 a Milano. Al termine della proiezione, seguirà una tavola rotonda con esperti di etica biomedica e di cinema e uno spazio di dibattito con il pubblico in sala.

 

Wallace, il cinema e il sussurro degli angeli

Milano Wallace, il cinema e il sussurro degli angeli Lo sceneggiatore e regista reso famoso per il suo Braveheart, ospite della lezione inaugurale del master International Screenwriting and Production , racconta il suo rapporto con la musa della scrittura, la passione per la musica, il rapporto con la verità. La più grande differenza è che scrivere è un’attività solitaria mentre la regia si gioca interamente nel comunicare, nel connettersi con gli altri. E una delle ragioni di questo è che un ruolo che ispira davvero un attore è di solito qualcosa che non ha mai provato. Quanto è importante la musica nella sua vita? Anche un film ha un suo ritmo, non è così? «Questa è una questione sulla quale ho riflettuto molto. A proposito di Hacksaw Ridge , diretto da Mel Gibson e di cui lui è co-scrittore, Wallace ha detto: “Avrei dovuto dirigere io il film, ma ero in un periodo umanamente molto difficile, ho avuto dei problemi di salute e mia madre è venuta a mancare. Il titolo del film è il fulcro di tutta la fede, per lui che fin da bambino è sempre stato affascinato dal mistero della Pasqua, il “monte Everest delle storie”. Lavorando a Braveheart è nata una bellissima amicizia e una proficua collaborazione professionale: quello che avevo scritto corrispondeva a quello che lui voleva dirigere.

 

Il cinema come un album di famiglia

MIlano Il cinema come un album di famiglia Quella di Ettore Scola , morto a Roma martedì 19 gennaio, è stata al tempo stesso un’opera autobiografica, corale e intima, perché mossa da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo per costruire l’autobiografia di una nazione. gennaio 2016 di Ruggero Eugeni* Nel suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico , del 2013, Ettore Scola sembra mettere in scena un commosso omaggio all’amico e sodale Fellini: l’arrivo a Roma, la redazione del Marc’Aurelio e i primi lavori, le scorribande notturne per Roma. Il cinema di Scola ha spesso questa cifra di ritrosia, questo senso di intimità celata e di autobiografismo travestito. Un cinema velatamente autobiografico, dunque? Un cinema corale? Un cinema dell’intimità? Il cinema di Scola è stato tutto questo insieme, perché mosso da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo (l’unico mezzo realmente praticabile a questo scopo) per costruire l’autobiografia intima di una nazione . Non una autobiografia di fatti dunque, ma piuttosto di forme del sentire, di memorie e di sentimenti comuni. Un album di famiglia che scava negli odori, negli umori, nelle parti sensibili del nostro Paese e li restituisce allo spettatore di cinema rendendolo per ciò stesso un po’ più parte di una comunità civile. È questa la ragione per cui Scola si è sempre un po’ nascosto nei suoi affetti e nei suoi dati autobiografici: non perché non gli importassero, ma perché gli importavano in quanto parte di un sentire più ampio e diffuso.

 

Piano Movies, il pianoforte va al cinema

MILANO Piano Movies, il pianoforte va al cinema Un minicineforum con quattro film che hanno per protagonista “il più importante di tutti gli strumenti musicali” farà da anteprima al corso di Cultura e civiltà dei Paesi di lingua inglese . Questi saranno alcuni degli argomenti affrontati nel corso di Cultura e Civiltà dei Paesi di Lingua Inglese che il professor Enrico Reggiani terrà nel secondo semestre dell’anno accademico 2015-2016 e che sono sintetizzati nel programma “ Piano Culture. Per informazioni: Dipartimento di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere Università Cattolica del Sacro Cuore Via Necchi 9 - 20123 Milano Tel. +39 02 7234 2920 - Fax +39 02 7234 3667 E-mail: dip.linguestraniere@unicatt.it Cultura e civiltà dei paesi di lingua inglese Professor Enrico Reggiani Il corso si propone di approfondire l’esperienza socio-letteraria e istituzional-culturale dei paesi di lingua inglese. pianoforte #reggiani #cinema #inglese Facebook Twitter Send by mail Ven. 15 gennaio 2016 Five Easy Pieces (Bob Rafelson, 1970) Scheda MYmovies : In seguito a una crisi esistenziale, un giovane musicista abbandona una sicura carriera e la casa paterna per girare senza meta né programma da un paese all'altro. La malattia del padre è il pretesto per rientrare nel suo vecchio mondo e tentare di riadattarvicisi, ma neppure l'amore di una ragazza servirà a trattenerlo. Comincia a stringersi la tenaglia nazista che produrrà le prime limitazioni per gli Ebrei: prima leggere -la stella di Davide cucita sul braccio- poi pesanti, poi intollerabili, poi mortali. Il giovane assiste all'orribile spirale: tutta la famiglia deportata e poi le condizioni del ghetto: bambini che muoiono di fame, gente uccisa per nulla, e una piccola parte di ebrei che tradiscono per sopravvivere.

 

Lo Stars tra le stelle di Venezia

BRESCIA Lo Stars tra le stelle di Venezia Due studenti della laurea in Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo della sede di Brescia hanno fatto parte della Giuria Classici della 73esima Mostra del Cinema e hanno postato sui social media il Festival visto da loro. Si è appena conclusa l'esperienza degli studenti della sede di Brescia Lia Cocca e Francesco Soliani , che hanno partecipato alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. Già da qualche anno due studenti del corso di laurea triennale Stars hanno la possibilità di vivere il festival del cinema più antico del mondo nella veste privilegiata di giurati della sezione Classici. Il loro compito è quello di segnalare un film restaurato per una sua nuova uscita nelle sale e un documentario sul mondo del cinema. Un'impresa non semplice quella della giuria, composta da 25 ragazzi provenienti da vari Dams italiani, che è stata guidata dal regista Roberto Andò ( Sotto falso nome , Viva la Libertà , Le confessioni ). L'anno scorso era stata premiata l'opera di Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, q uest'edizione ha premiato “Break-up, l'uomo dei 5 palloni” di Marco Ferreri , un'opera che non ha mai visto la luce nella sua versione integrale. Grande soddisfazione dopo il ritorno a casa per i due studenti in trasferta al Lido, per quella che è stata un'esperienza professionale, oltre che umana, molto arricchente.

 

Il cinema in ospedale fa bene ai pazienti

Dal 9 al 15 gennaio la campagna sulle reti Rai con sms solidale 45514 09 gennaio 2017 Assistere a un film, pur se ricoverati in ospedale, è un’esperienza terapeutica che aiuta a ridurre la percezione del dolore, portando sollievo ai malati e alle loro famiglie . Lo confermano i primi dati del progetto di ricerca coordinato dal professor Celestino Pio Lombardi , della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e responsabile scientifico di MediCinema. Lo studio, la cui prima fase si concluderà nel mese di marzo 2017, sta coinvolgendo 240 pazienti del Gemelli, di cui 120 sono bambini . Dalle prime evidenze – sottolinea il professor Lombardi, docente alla facoltà di Medicina dell’Università Cattolica – misurando una serie di parametri psicologici e psicomotori, risulta un miglioramento tra il 20 e il 30 per cento nella percezione del dolore nei pazienti che hanno fatto esperienza della terapia con cinema». Durante i primi mesi di attività, grazie alla straordinaria solidarietà e partecipazione di tutte le società di distribuzione cinematografica sono stati proiettati circa 40 film di prima visione, oltre 30 dei quali da quando è iniziata la programmazione fissa, nel mese di settembre. medicina #cinema #gemelli #cinematerapia Facebook Twitter Send by mail RAI PER IL POLICLINICO GEMELLI E MEDICINEMA Il Segretariato Sociale Rai sostiene il progetto della sala MediCinema al Policlinico Gemelli con una raccolta fondi televisiva e radiofonica. È possibile inviare un Sms solidale per donare 2 da telefoni cellulari TIM, Vodafone, WIND/3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali; o effettuare una chiamata da telefono fisso per donare 10 da rete Vodafone, 5 da rete TWT e Convergenze e 5 o 10 da rete TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.

 

Storytelling sulle strade della California

Un corso intensivo di storytelling di una settimana, che si è tenuto a giugno al Menlo College in California, nei pressi della cittadina di Palo Alto, al cuore della Silicon Valley. Dopo un’introduzione alla storia della nascita del cinema e dello studio system hollywoodiano, la docente ha esposto le tecniche di creazione di personaggi che siano in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore. Gianfranco Cordara , vice president di Disney Publishing Worldwide a Los Angeles (laureato in Filosofia in Cattolica ed ex allievo dei primi corsi di sceneggiatura dell’Ateneo) ha tenuto una lezione sull’aspetto più commerciale e di consumo dei prodotti legati al mondo dell’entertainment. La Summer School non ha soltanto visto l’alternarsi di lezioni tenute da grandi nomi del mondo dell’entertainment, ma ha anche permesso di conoscere la città di San Francisco, grazie alla guida esperta di Matt Bowman dello Zephyr Institute e di Judy Romea e Carolyn Manion . Un’intera giornata è stata dedicata a esplorare una delle città più caratteristiche degli Stati Uniti, con le sue tipiche case vittoriane e le sue ripide vie, il maestoso Golden Gate Bridge e la cittadina portuale di Sausalito al di là della baia. Il corso è stato particolarmente utile per comprendere l’importanza dello storytelling nella vita di tutti i giorni e ha fornito degli importanti elementi di introduzione alle professioni dell’entertainment. Conoscere le tecniche di ideazione e scrittura di una storia è quindi ormai diventato un requisito importantissimo per chiunque voglia comunicare in una società complessa come quelle in cui oggi viviamo.

 

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