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Padrenostro, parla lo sceneggiatore diplomato Unicatt

Da quel momento io e Claudio abbiamo iniziato a frequentarci ed è venuto poi spontaneo confrontarci sulla storia che stava sviluppando e che nel tempo sarebbe diventata la sceneggiatura di Padrenostro ». Quali sono stati i pro e i contro nello scrivere una sceneggiatura a quattro mani? «Avvicinarmi alla storia personale di Claudio per me ha voluto dire prima di tutto rispettarla e, in seguito, tradirla. È stata la ricerca di questo equilibrio a guidarci via via nelle scelte che facevamo in scrittura, ma la vera svolta è arrivata quando abbiamo capito che avremmo raccontato tutto dal punto di vista di un bambino. Trovare questo sguardo è stato fondamentale anche per capire di volta in volta che cosa tenere e cosa lasciar andare del passato di Claudio». Nello specifico di Padrenostro credo che per me sia stata utile non tanto la passata esperienza di regia, quando quella da insegnante a scuola. Dopo un anno di grande impegno, sono tornato alla vita di prima e per un certo periodo mi è sembrato che nulla fosse cambiato. È stato anche e soprattutto nel dialogo aperto con loro che si sono creati via via spazi e possibilità di collaborazione che mi hanno aiutato a trovare un posto in questo mondo».

 

La Dolce Vita nei chiostri

MILANO La Dolce Vita nei chiostri Presentata in largo Gemelli la ricerca curata da Massimo Scaglioni sul caso " La Dolce Vita ". La ricostruzione del lungo dibattito culturale nel mondo cattolico ha preceduto la proiezione del film nel Cortile d’Onore by VALENTINA STEFANI | 17 settembre 2020 Sedie opportunamente distanziate, una platea di studenti e pubblico milanese, pop corn e caramelle come in un vero e proprio cinema all’aperto e tanta voglia di ricominciare. Alla ricerca dell’Università Cattolica va il merito della riscoperta e dell’analisi approfondita di rari e preziosi materiali audiovisivi, come Teche Rai e Settimana Incom , tra cui l’intervista del padre Gesuita Angelo Arpa, difensore del film e vicino a Fellini, rilasciata a Sergio Zavoli per la rubrica “Nuovi Orizzonti”. I gesuiti del Centro San Fedele di Milano, difendendo strenuamente il film - prosegue Scaglioni - hanno dato vita ad un modo nuovo di guardare alla complessità del linguaggio cinematografico, aprendo una breccia rispetto alla quale lo stesso atteggiamento della cultura cattolica nei confronti del cinema andrà a modificarsi». L’anteprima de La dolce vita nel 1960 era stata organizzata dai padri gesuiti presso il Centro Culturale San Fedele di Milano. Aveva partecipato “un gruppo ristretto e qualificato” di spettatori – come recita il tagliando d’invito conservato presso l’Archivio del Centro stesso – composto da sette padri e una settantina di critici e giornalisti. L’accoglienza dei gesuiti milanesi fu unanime e positiva riconoscendo e valorizzando il messaggio di “denuncia coraggiosa dello stile di vita di alcuni ceti della società e di certe ambiguità della religiosità, anche popolare” contenuto nel film.

 

«La mia Puglia, nei video-racconti di Dior»

EmployAbility «La mia Puglia, nei video-racconti di Dior» C'è Giuseppe Schimera , laureato al Dams, dietro al lavoro di montaggio e post-produzione immagini dei video con cui la casa di moda francese ha presentato la collezione crociera 2021. Giuseppe in cosa è consistito il tuo lavoro commissionato da Dior? «Con la collezione Cruise 2021 , Dior ha voluto omaggiare la tradizione salentina, fatta di musiche, artigianato, cultura delle luminarie e molto altro. Per farlo ci ha chiesto di realizzare una decina di mini documentari dedicati agli artigiani del luogo, gli stessi contattati dalla stilista Maria Grazia Chiuri per realizzare alcuni dettagli degli abiti della collezione. Ci sono poi le Costantine , un gruppo di donne che realizza tessuti al telaio, un ceramista o, sempre in fatto di tessitura, i fratelli Massimo e Gabriele della tessitura Tre Campane, che portano avanti l’antica tradizione dell’orditura di riciclo, utilizzando fili di lana scartati per realizzare nuovi tessuti». Quali criteri di selezione delle immagini avete adottato durante il lavoro di montaggio? «È un progetto molto improntato a raccontare il lato umano e i volti delle persone che si celano dietro alle professionalità. Per esempio, nel video che ha per protagoniste le Costantine abbiamo dato risalto al ritmo sonoro dettato dal lavoro al telaio: ne emerge tutta la potenza acustica e legata al lavoro di gruppo che permea questo luogo di lavoro composto da sole donne. La difficoltà del nostro lavoro è proprio questa: realizzare un prodotto finale che rimanga entro i tempi dati dal committente, senza tuttavia perdere il senso e lo spirito di ciò che stiamo raccontando».

 

A Venezia 77 i master di Cinema e Tv e le voci degli alumni

 

Opera Prima, la scuola si apre al cinema e sbarca a Venezia

Contest Opera Prima, la scuola si apre al cinema e sbarca a Venezia Il concorso di scrittura per serie tv e film, promosso dall'Istituto Toniolo, approda alla Mostra del Cinema. La presentazione martedì 8 settembre 07 settembre 2020 Scrivere un soggetto per serie tv e film a scuola: è l’intento del concorso Opera Prima , che, per l’edizione 2020/2021, lancia una sfida a docenti e giovani, i veri protagonisti della ripresa post pandemia con una riflessione su ciò che è realmente virtuale e reale. Dopo una prima edizione che ha avuto un gran successo fra gli studenti di molte scuole del territorio nazionale con una valida qualità dei lavori presentati, torna il concorso Opera Prima, promosso dall’ Istituto Toniolo e dall’associazione Amore per il Sapere in collaborazione con diversi partner. Infatti, Opera Prima si allarga e nasce la nuova categoria di concorso di soggetti per serie tv o film, che sarà guidata dal professor Armando Fumagalli , direttore del Master universitario di primo livello in International Screenwriting and Production dell’Università Cattolica. La scrittura per il cinema e per le serie tv – spiega il prof. Fumagalli - ha evidentemente degli aspetti tecnici che occorre conoscere e che, se qualcuno in futuro vorrà fare davvero questo mestiere, con il tempo potrà e dovrà imparare. Però alla fine c'è una forza dell'idea e della intuizione creativa che, se sufficientemente elaborata e messa in forma, sarà quella che la giuria di Opera Prima premierà, tenendo conto che poi ci sarà il tempo per i ragazzi per crescere e maturare. Intervengono: monsignor Davide MILANI , presidente Fondazione Ente dello Spettacolo, Marco FERRARI , docente e ideatore del concorso, Luigi BALLERIN I, psicoanalista e scrittore, Armando FUMAGALLI , direttore del Master Universitario di I livello in International Screenwriting and Production dell’Università Cattolica, Phaim BHUIYAN , attore e regista.

 

Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini

Festival del cinema Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini È dedicato alla recezione nel mondo cattolico del film “La dolce vita” uno degli eventi organizzati al Lido, con la partecipazione di padre Antonio Spadaro . Diretta streaming by Emanuela Gazzotti | 10 settembre 2020 L’Università Cattolica partecipa a Venezia 77 , primo evento nazionale in presenza dopo il periodo di emergenza. Per il secondo anno consecutivo, insieme a Fondazione Ente dello Spettacolo , l’Ateneo è presente al Festival con tavole rotonde e presentazioni di master e ricerche. La circolazione internazionale dell’audiovisivo italiano a cura di Massimo Scaglioni (vedi a fianco) , oggi si parlerà dell’ecosistema dei media audiovisivi che nel corso di soli pochi anni è molto mutato. cinema #venezia 77 #master #fellini Facebook Twitter Send by mail Print CINEMA MADE IN ITALY Il primo evento promosso da Università Cattolica e Fondazione Ente per lo Spettacolo al Festival di Venezia è stato l’8 settembre l’incontro di presentazione del libro a cura di Massimo Scaglioni Cinema made in Italy. La percezione di una certa idea di nazione è anche attivata dalla circolazione, fuori dai propri confini, dei valori e contenuti associati ai prodotti dell’industria culturale nazionale. Se è vero che l’oggetto culturale entra a far parte del cosiddetto “made in Italy”, l’audiovisivo si è distinto per la capacità di diffondere un marchio di qualità e di stile e per la produzione di racconti, modelli iconografci relativi alla nostra personalità e al nostro.

 

Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema”

Dams Al via su facebook la rubrica “I segreti del cinema” Domani parte il progetto degli studenti del Dams che hanno realizzato pillole video per spiegare il linguaggio audiovisivo a partire dal cinema classico e contemporaneo by Antonella Olivari | 10 luglio 2020 Video pillole per svelare i segreti del cinema. Da sabato 11 luglio, per nove settimane, con cadenza settimanale, sulla pagina facebook del Dams verranno pubblicati dei video per spiegare i fondamenti dei linguaggi cinematografici a partire da film classici e contemporanei. I Segreti del cinema sono delle pillole video realizzate dagli studenti del corso Dams per spiegare i vari aspetti del linguaggio audiovisivo utilizzando film classici e contemporanei. Il progetto è nato all'interno del Laboratorio di Storia del cinema tenuto dal docente Matteo Asti per mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite e fare esperienza con la rielaborazione di immagini e suoni. L'obiettivo - spiega Asti - è produrre una raccolta di brevi videosaggi da mettere a disposizione del pubblico e dei futuri studenti per imparare in modo più immediato concetti che vanno dalla composizione del quadro al piano sequenza, dallo zoom alla regola dei 180°». Al laboratorio, divisi in piccoli gruppi, hanno partecipato una quarantina di ragazzi frequentanti il primo anno del profilo "Dams per i media", di cui poi venti studenti sono stati selezionati per la realizzazione di nove prodotti. Dei nove video selezionati quest'anno uno ogni sabato verrà pubblicato sulla pagina Facebook del Dams.

 

Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary”

Brescia Dal Dams ad Amazon Prime con “The Ladies Diary” Cinque videomaker bresciani sbarcano su Amazon Prime con il documentario “The Ladies Diary”, girato in Birmania dedicato alla condizione femminile nel sud-est asiatico. Ad esempio abbiamo scelto di non inserire una voce narrante, sono sempre le protagoniste a parlare in prima persona, inoltre ci siamo occupati del lavoro di riscrittura e doppiaggio in italiano» - ha precisato Fabio Piozzi , uno dei laureati al Dams del campus bresciano -. Il prodotto finale, tuttavia, non è scandito in base alle singole storie, bensì mixa i punti di vista di ognuna di loro in base ad argomenti come politica, lavoro, famiglia» - ha precisato Fabio. E così, per i 20 giorni di durata delle riprese il Myanmar ha accolto i bresciani nel periodo di poco antecedente l’avvento della pandemia, mentre il lavoro di produzione e post-produzione - condotto in un’Italia in pieno lockdown - è stato editato a distanza. Oggi la nazione è guidata da Aung San Suu Kyi , una donna vista come un’eroina, leader incontrastata che lotta per i diritti civili… siamo partititi chiedendoci se fosse veramente così palese il cambiamento. Per una percentuale di donne che ce la fa, ce ne sono molte altre ancora in lotta, e questo accomuna l’Oriente con l’Occidente molto più di quel che si creda. Il docu-film mostra infatti uno spaccato della quotidianità di ognuna, seguendo le protagoniste nell’arco di un’intera giornata, mixandone frammenti di vita per arrivare a dipingere un affresco al femminile del cambiamento in Myanmar.

 

Serie tv, una “bottega rinascimentale”

Attila e I Barbari i loro progetti vincitori by Emanuela Gazzotti | 10 luglio 2020 Due dei quattro progetti vincitori del premio StoryLab2 Development Grants sono targati Università Cattolica e tra gli autori tre sono alumni dell’ateneo. Il bando che supporta i giovani sceneggiatori di cinema e tv è arrivato alla sua seconda edizione ed è promosso dall’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Ateneo di largo Gemelli e dalla Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano. La giovanissima autrice del progetto vincitore Attila è Marta Mazzetti (nella foto), 24enne laureata in Linguaggi dei media alla Cattolica e diplomata lo scorso novembre al master di Almed International Screenwriting and Production , promotore del Premio, che ha scoperto frequentando una open lecture con il famoso sceneggiatore americano Randall Wallace. A questo progetto che mette a tema l’integrazione di comunità che vivono fianco a fianco senza conoscersi davvero e guardandosi reciprocamente come “barbari”, ha collaborato Nicola Peirano, laureato alla magistrale in Filologia moderna alla Cattolica e anche lui diplomato al lo stesso Master della Cattolica. Dopo una breve esperienza lavorativa in BeActive, una società portoghese specializzata in produzioni crossmediali e transmediali per la tv, il cinema e il web, Nicola ha frequentato un corso di specializzazione della Rai sulla scrittura seriale, dove ha conosciuto quelli che sarebbero diventati i colleghi del progetto I Barbari . A firmare i progetti, giovani autori, sceneggiatori e film makers che hanno studiato o abitano nel territorio lombardo e ai quali verrà ora assegnato un importo complessivo di 37.000 euro, il supporto di un tutor di progetto e sessioni gratuite di training on the job. I vincitori hanno ora circa otto mesi di tempo per sviluppare e concludere i loro progetti, che verranno presentati a un’ampia platea composta dalle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia nel corso della terza edizione del Milano Pitch prevista per febbraio 2021 .

 

Il cinema e la generazione Z

Lo studio Il cinema e la generazione Z Sarà presentato venerdì 13 dicembre a Roma il Rapporto Cinema 2019 curato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, dall’Osservatorio giovani del Toniolo e dall’Università Cattolica 11 dicembre 2019 Una disamina approfondita sui trend di consumo della Generazione Z , la prima vera generazione nativo-digitale. Il Rapporto Cinema 2019 realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con l’ Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e la Sezione Cinema del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica verrà presentato venerdì 13 dicembre a Roma. Arrivato alla sua decima edizione, il Rapporto è stato curato nella prima parte da Mariagrazia Fanchi , Fabio Introini , Alessandro Rosina e Francesco Toniolo . La seconda parte del volume raccoglie gli interventi di giornalisti, critici cinematografici, professionisti ed esperti di comunicazione presentati in occasione del seminario Il futuro della comunicazione del cinema in Italia: problemi e prospettive, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Un dibattito vivace e ricco di spunti sui cambiamenti di scenario che stanno avvenendo nel panorama della comunicazione e dei prodotti audiovisivi, determinati dalle nuove dinamiche di produzione, distribuzione e fruizione cinematografica. cinema #giovani #rapporto #spettacolo Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Una magia animata

Cinema Una magia animata Un convegno ha spiegato il valore del cinema d’animazione all'interno del percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra gli effetti positivi riscontrati: propensione alla collaborazione, al lavoro di gruppo e inclusione by Emma Vitiello | 06 novembre 2019 Raccontare il valore del cinema d’animazione all’interno di un percorso formativo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Se n'è parlato in Università Cattolica durante la presentazione del progetto AB… Cinema che nasce dalla collaborazione tra Dams, Avisco e Istituto comprensivo Kennedy di Brescia. Gli ospiti sono stati Chiara Boffelli , coordinatrice del Bergamo Film Meeting ; Irene Tedeschi , rappresentante di Avisco; tre professoresse delle scuole che hanno partecipato al progetto ( Annamaria Bernardi, Giuseppina Laffranchini e Monja Rasi ). L’intervento della Boffelli ha insistito sulla forza dei cortometraggi d’animazione d’autore all’interno delle scuole, poiché portatori di grandi messaggi senza il bisogno di parole e quindi di un linguaggio universale. Successivamente è intervenuta la professoressa Annamaria Bernard i che ha raccontato in cosa è consistito il progetto AB…Cinema e come è stato sviluppato. Un lavoro inclusivo dove il clima di lavoro e di collaborazione ha creato una vera e propria magia che è trapelata in ogni secondo dei cortometraggi realizzati (Questa è la mia faccia, Una nuova invenzione, Metaforicamente viaggiando ) e mostrati alla fine della conferenza.

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Piano Movies, il pianoforte va al cinema

MILANO Piano Movies, il pianoforte va al cinema Un minicineforum con quattro film che hanno per protagonista “il più importante di tutti gli strumenti musicali” farà da anteprima al corso di Cultura e civiltà dei Paesi di lingua inglese . Questi saranno alcuni degli argomenti affrontati nel corso di Cultura e Civiltà dei Paesi di Lingua Inglese che il professor Enrico Reggiani terrà nel secondo semestre dell’anno accademico 2015-2016 e che sono sintetizzati nel programma “ Piano Culture. Per informazioni: Dipartimento di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere Università Cattolica del Sacro Cuore Via Necchi 9 - 20123 Milano Tel. +39 02 7234 2920 - Fax +39 02 7234 3667 E-mail: dip.linguestraniere@unicatt.it Cultura e civiltà dei paesi di lingua inglese Professor Enrico Reggiani Il corso si propone di approfondire l’esperienza socio-letteraria e istituzional-culturale dei paesi di lingua inglese. pianoforte #reggiani #cinema #inglese Facebook Twitter Send by mail Print Ven. 15 gennaio 2016 Five Easy Pieces (Bob Rafelson, 1970) Scheda MYmovies : In seguito a una crisi esistenziale, un giovane musicista abbandona una sicura carriera e la casa paterna per girare senza meta né programma da un paese all'altro. La malattia del padre è il pretesto per rientrare nel suo vecchio mondo e tentare di riadattarvicisi, ma neppure l'amore di una ragazza servirà a trattenerlo. Comincia a stringersi la tenaglia nazista che produrrà le prime limitazioni per gli Ebrei: prima leggere -la stella di Davide cucita sul braccio- poi pesanti, poi intollerabili, poi mortali. Il giovane assiste all'orribile spirale: tutta la famiglia deportata e poi le condizioni del ghetto: bambini che muoiono di fame, gente uccisa per nulla, e una piccola parte di ebrei che tradiscono per sopravvivere.

 

Scrivere una storia per riscriverla

ottobre 2018 di Erica Gallesi* Dieci sconosciuti, accumunati dalla passione per lo storytelling si ritrovano nella sala conferenze del caratteristico Hotel Dolonne di Courmayeur per assistere alla lezione di presentazione della prima settimana di Summer School Cinema Internazionale . L’opportunità che ci è stata data dall’Università Cattolica grazie al finanziamento vinto con il bando della Siae “Sillumina”, rivolto a progetti di formazione artistica per giovani autori italiani. Cinque di noi partecipano come autori, portando un proprio progetto di lungometraggio o serie tv che è stato selezionato da una giuria di qualità; gli altri cinque intervengono come editor e lavoreranno insieme agli autori sui progetti selezionati. Innanzitutto, è organizzata in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e ora si compone di due sessioni, ciascuna di una settimana: una a Courmayeur in giugno, la seconda a Rimini in settembre. Nel 2016 avevo avuto la fortuna di poter partecipare come editor a una precedente edizione della Summer School organizzata dall’Almed a Torchiara, nel Cilento, e lì ho capito cosa volessi fare una volta terminata l’università: la sceneggiatrice. Masters of Florence , coproduzione Rai-Netflix; Roberto Jannone , autore, regista e producer di Telemilano e poi Canale 5 e Luisa Cotta Ramosino , sceneggiatrice e creative producer di numerosi e importanti progetti nazionali e internazionali ( Distretto di polizia , Medici, Master of Florence …). Abbiamo imparato davvero molto e i nostri soggetti sono maturati grazie alle due settimane di Summer School: sicuramente c’è ancora tanto da imparare, ma è stata un’ottima occasione di crescita che, si spera, porterà ulteriori buoni frutti.

 

Matematica e filosofia al cinema

milano Matematica e filosofia al cinema Per spiegare la bellezza della regina delle scienze, dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film in tema. Chi si diletta di formule, strutture algebriche, spazi a più dimensioni è condannato alla lavagna, a un nugolo di studenti che normalmente escono dall’aula quando le cose interessanti del film iniziano a succedere. E di questa bellezza pervasiva i matematici si crucciano di non riuscire come vorrebbero a fare partecipi tutti gli altri, che matematici non sono e che, magari, della regina delle scienze hanno sbiaditi ricordi (incubi?) liceali. Per questa ragione, il dipartimento di discipline matematiche, finanza matematica ed econometria e il dipartimento di filosofia hanno deciso di proporre la visione di tre film , molto diversi tra loro ma accomunati dalla presenza – più o meno esplicita – della matematica. Si prosegue lunedì 25 marzo con Il diritto di contare , che ci fa riflettere su questioni importanti connesse alla matematica: il negletto ruolo delle donne nella storia della disciplina e che cosa doveva essere “fare i conti a mano”, senza l’ausilio (oggi francamente impensabile) dei computer. Qui i modelli matematici che descrivono gli andamenti economici e finanziari vengono rappresentati come codici misteriosi, opachi, che si intersecano con le scelte degli uomini, con il calcolo delle conseguenze, e con la loro avidità. Le tre proiezioni saranno introdotte da un matematico ( Monica Bianchi , Alessandro Sbuelz , Anna Torriero ) e seguite da due brevi interventi a cura di filosofi ( Ciro De Florio, Alessandro Giordani ) e di una esperta di Cinema ( Alice Cati ).

 

Il cinema in ospedale va al Festival

roma Il cinema in ospedale va al Festival L’esperienza di Policlinico Gemelli e Cattolica è sbarcata al Lido alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini , che ha annunciato un sostegno a queste sale. Presentato il cortometraggio di Andrea De Sica girato tra le corsie dell'ospedale. settembre 2017 Quella del Policlinico A. Gemelli è stata la prima vera sala cinematografica in un ospedale italiano. Aperta ad aprile 2016 all’ottavo piano dell’ospedale grazie al sostegno di The Walt Disney Company Italia e alla generosità di migliaia di persone, è un progetto voluto da MediCinema Italia Onlus e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Ora il progetto del cinema in ospedale e della cinematerapia prende piede in altre realtà italiane. Il ragazzo è troppo timido per farsi avanti, e allora viene in suo aiuto una notte, materializzandosi nella sua camera l'Eroe da film (Christian de Sica, zio di Andrea), che gli continuerà a dare consigli su come agire anche dal grande schermo durante una proiezione in ospedale. Le principali applicazioni del metodo MediCinema prevedono, al momento, l’area pediatrica e dell’età evolutiva, compresa l’interazione familiare, i pazienti chirurgici e oncologici, la clinica riabilitativa nei deficit mentali e quella terapeutica relativa a psicosi, disturbi dell’umore e l’area delle disabilità.

 

Nanni Moretti tra cinema e bioetica

Milano Nanni Moretti tra cinema e bioetica Malattia, dolore e morte in tre pellicole “di culto” del regista al centro del laboratorio nato dalla collaborazione tra Centro d’Ateneo di Bioetica e Almed. marzo 2016 “ Malattia, dolore e morte nel cinema di Nanni Moretti ”. Il laboratorio di “ Bioetica e cinema ”, giunto ormai alla terza edizione, quest’anno punta sui ciak del regista italiano più amato dai francesi. Film, infatti, quelli di Moretti, che con il loro linguaggio intimo e politico a un tempo, mettono a tema il vissuto e la fatica esistenziale dell’esperienza della malattia e del dolore, aprendo ad argomenti attuali e urgenti come la relazione medico-paziente, il consenso informato e l'autonomia decisionale. L’iniziativa è promossa dal Centro di Ateneo di Bioetica, con la direzione di Adriano Pessina , filosofo e bioeticista, in tandem con Ruggero Eugeni , direttore Almed - Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo, dell’Università Cattolica. Gli appuntamenti in calendario sono: 9 marzo con Caro Diario ; 13 aprile con La stanza del figlio ; 11 maggio con Mia Madre , dalle ore 14.30 alle 18.00, in aula NI 110, via Nirone 15 a Milano. Al termine della proiezione, seguirà una tavola rotonda con esperti di etica biomedica e di cinema e uno spazio di dibattito con il pubblico in sala.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Scrivere è un atto di fede

MIlano Scrivere è un atto di fede “Le persone mi dicono che scrivo storie di guerra, invece scrivo storie d’amore”: lo sceneggiatore e regista Randall Wallace ha parlato a una lezione del master in International Screenwriting and Production . Il racconto in inglese di una studentessa del MISP. Braveheart was my first script that became a movie. The first scene of Braveheart that I saw was the one of the first great battle, in which the English were defeated for the first time. Gibson started his speech and a boy was supposed to interrupt him saying that they're not going to fight but to leave...but what actually happened was that two thousands of men screamed "Yes, we are going to fight!". With Braveheart my life changed completely but at that moment they wanted another Braveheart, they wanted prevent me to grow up. The best thing for a character to be alive is to change, even if he doesn’t want to. In Braveheart William Wallace does not want to fight.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Zeffirelli, la bellezza di essere contro

Milano Zeffirelli, la bellezza di essere contro Il professor Armando Fumagalli traccia la figura del grande maestro fiorentino, ricordando il suo rapporto controverso con la critica cinematografica italiana, che non gli perdonò il suo successo internazionale e l’ispirazione alla fede di alcune sue opere. giugno 2019 di Armando Fumagalli * È morto il 15 giugno a 96 anni Franco Zeffirelli , uno degli artisti del cinema, della televisione e dell’opera lirica italiani più conosciuti a livello internazionale. Dopo gli esordi come aiutante di Luchino Visconti, ebbe due grandi successi, con altrettanti adattamenti shakespeariani, che coinvolsero attori anglo-americani ed ebbero circolazione mondiale: La bisbetica domata (1967, con Richard Burton ed Elizabeth Taylor) e Romeo e Giulietta (1968). Questi grandi successi misero Zeffirelli al di sopra delle dimensioni puramente italiane, e l’intellighentsia di allora, ampiamente dominata da una sinistra che egli non blandì mai, lo accusò assai facilmente di estetismo e didascalismo, e non gli perdonò questo successo, attaccandolo in modo aperto e a volte violento. Il film fu un grandissimo successo di pubblico e ancora una volta spiazzava la critica italiana con un oggetto che era lontanissimo da ogni altro filone o tendenza del cinema italiano. Fratello sole sorella luna, girato di nuovo con attori di lingua inglese per un mercato internazionale, è ancora oggi un film assai suggestivo, e che commuove anche grazie alla bellezza del paesaggio toscano, splendidamente valorizzato, e alle musiche che poi diventeranno celeberrime, di Riz Ortolani. Accanto al cinema sono molteplici e anche questi molto celebrati, gli allestimenti teatrali per Opere liriche, che lo porteranno dalla Scala ai più rinomati teatri americani, sempre con grande successo.

 

L’agricoltura sul grande schermo

Piacenza L’agricoltura sul grande schermo Dal classico dei classici “ Riso amaro” , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , al più recente “ La nostra terra ”: cinquant’anni di trasformazioni raccontati attraverso il cinema. Un cineforum promosso dagli studenti di Scienze agrarie, alimentari e ambientali 04 novembre 2016 Si comincia con uno dei film più famosi del neorealismo italiano: " Riso amaro ", di Giuseppe De Santis , con Vittorio Gassman e Silvana Mangano , ambientato nelle risaie del vercellese. È il primo degli appuntamenti del cineforum promosso dai rappresentanti degli studenti della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali di Piacenza . L’appuntamento è per le ore 20 nella sala Piana del campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Prima di ogni proiezione è previsto un breve approfondimento sugli argomenti trattati nei film. Giovedì 10 novembre la proiezione di "Riso amaro" sarà preceduta dall’intervento del professor Stefano Amaducci , docente del settore di Agronomia e coltivazioni erbacee, che parlerà dell’importanza della coltivazione del riso in Italia, delle differenti tecniche ora in uso e della scomparsa delle “mondine” di cui parla il film. agricoltura #cinema #film #agraria Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I paradisi fiscali tornano sul grande schermo

Milano I paradisi fiscali tornano sul grande schermo Il film di Steven Soderbergh Panama Papers (The Laundromat) , in gara a Venezia, riporta alla ribalta un famoso caso di cronaca legato al riciclaggio di denaro. La vicenda fece molto scalpore ed ebbe parecchie ripercussioni, anche perché finì con l'investire molti politici e personaggi di rilievo a livello internazionale. Non è la prima volta che il tema dei paradisi fiscali e dei ‘colletti bianchi’ finisce sul grande schermo: l’esempio più calzante è sicuramente The firm di Sidney Pollack (1993) che, in maniera quasi “profetica”, raccontava di uno studio legale specializzato nel costituire società off-shore. Panama Papers fornisce interessanti spunti di riflessione criminologica: sul rapporto tra etica ed affari, tra etica e famiglia e, soprattutto, sulla relazione tra criminalità organizzata e criminalità dei ‘colletti bianchi’ ( white collar crime ), ovvero sull’uso dei professionals (avvocati, notai, intermediari) da parte di evasori fiscali, criminali e mafiosi. In particolare, il film è efficace nello spiegare il meccanismo di creazione e funzionamento di una società off-shore, ossia registrata in una giurisdizione che offre una fiscalità agevolata, e in cui il sistema bancario richiede un livello molto basso o nullo di trasparenza sulla titolarità effettiva dei fondi. Nel raccontare queste storie, la sfida per il regista è quella di spiegare al grande pubblico un caso complesso e ricco di aspetti tecnici difficilmente comprensibili a chi non possiede un’adeguata preparazione finanziaria. Vi ricordate di Margot Robbie nella vasca da bagno che parla di mutui subprime? Qui i vostri professori di finanza sono Jürgen Mossack e Ramón Fonseca, interpretati rispettivamente da Gary Oldman e Antonio Banderas.

 

I nuovi Cinema Paradiso

Mercoledì 3 maggio a Milano la presentazione di una ricerca sulle Sale della Comunità raccolta in un libro Vita e Pensiero. A questo fenomeno è dedicato il volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) che verrà presentato mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano. Lo studio ha coinvolto ben 272 responsabili di Sale della Comunità e 168 parroci in tutta Italia, offrendo un’immagine ricca e aggiornata di questa realtà paradigmatica e analizzando le sue attività, le reti di relazioni attivate e i servizi resi alla comunità civile ed ecclesiale. Ma ha assunto anche il ruolo di un vero e proprio volano che ha permesso alle Sale di concretizzare quella sollecitazione alla «polivalenza» e all’uso di «ogni strumento di comunicazione» che gli veniva anche dai documenti ecclesiali costituitivi. Il 96% della Sala è diretto da un gruppo di gestione: vere e proprie comunità, ampie (nel 50% dei casi con più di 10 persone) e aperte al contributo anche di chi non frequenta la parrocchia e dei giovani. A partire dai risultati della ricerca, il volume ospita anche una serie di riflessioni sul futuro del cinema in Italia con una serie di letture Federico di Chio, Fabrizio Fiaschini, Carlo Fontana, Silvano Petrosino, Luigi F. Pizzolato, Bruno Zambardino e la post-fazione di Mons. cinema #salacomunita #parrocchia Facebook Twitter Send by mail Print LA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA La presentazione del volume I nuovi Cinema Paradiso (Vita e Pensiero, 2017) si terrà mercoledì 3 maggio alle 16 in aula Negri da Oleggio a Milano e sarà moderata da Alessandro Zaccuri («Avvenire»).

 

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