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Se a scuola si insegna in lingua straniera

MILANO Se a scuola si insegna in lingua straniera Una ricerca condotta da un’équipe del nostro Ateneo su 873 docenti fa il punto sull’insegnamento con metodologia Clil nei licei linguistici italiani. aprile 2016 L’insegnamento di una disciplina non linguistica (Dnl) in lingua straniera è parte dei rinnovamenti introdotti dalla Legge di Riforma n. 53/2003 e Regolamenti del 2010 per la Scuola secondaria di secondo grado. Al fine di monitorare i processi innovativi, la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Miur ha affidato il Progetto Azioni a supporto della metodologia Clil nei Licei Linguistici. Anno scolastico 2014-2015 all’Isis Niccolò Machiavelli di Firenze, capofila della rete nazionale dei “Licei linguistici”, che ha sviluppato sei Azioni volte a sostenere l’innovazione Clil negli ordinamenti scolastici. I risultati delle ricerche sono stati illustrati nel seminario " Clil nei Licei Linguistici: gli esiti delle azioni a supporto " a Milano il 28 aprile 2016, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, largo A. Gemelli, 1 . Punti di forza dell’esperienza Clil si manifestano nella consapevolezza più approfondita degli obiettivi disciplinari e linguistici, nella particolare attenzione alle interconnessioni fra conoscenze, abilità linguistiche e competenze comunicative, oltre alla diversificazione delle modalità di insegnamento/apprendimento e delle attività, che si aprono a strategie multimodali e multimediali di rilievo. clil #scuola #linguastraniera #lingue Facebook Twitter Send by mail I DATI DELLA RICERCA Il questionario, al quale hanno risposto 873 docenti , ha messo a fuoco il "profilo" dei docenti Clil: prevalentemente stabili (94,42%), di età superiore ai 45 anni (circa l’80%) e con oltre 21 anni di servizio.

 

Ora di matematica, s’impara l’inglese

Gli obiettivi linguistici sono di ordine secondario e non seguono la scansione progressiva tipica di un corso di lingua, bensì sono strettamente connessi a contenuti e attività di apprendimento della materia. L’insegnamento disciplinare con metodologia Clil è ordinamentale dall’anno scolastico 2014-2015 nell’ultima classe dei licei e istituti tecnici di nuova istituzione, mentre l’ordinamento dei licei linguistici prevedeva già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 l’insegnamento di due diverse discipline in due diverse lingue straniere, una dal terzo anno, l’altra dal quarto. Obiettivi di questa modalità di insegnamento/apprendimento sono lo sviluppo di competenze bilingui (multilingui nel caso dei licei linguistici e/o nel caso di allievi di lingua madre diversa dall’italiano), nonché multi e interculturali, poiché incoraggiano una costante entrata/uscita da sistemi semantico-culturali diversi. Richiedere all’apprendente la capacità di rielaborare, riformulare, sintetizzare nella lingua di scolarizzazione contenuti appresi in una lingua straniera e/o viceversa, comporterebbe, tuttavia, forme di accertamento che prevedano tra i criteri di valutazione lo sviluppo delle competenze di mediazione. Pur promuovendo la competenza linguistico-comunicativa nella lingua straniera, la metodologia Clil finalizza le opportunità di esercitare abilità ricettive (ascolto e lettura) e produttive (parlare e scrivere) in lingua straniera allo sviluppo di competenze disciplinari. Lo scopo dell’uso della lingua straniera nell’insegnamento/apprendimento disciplinare è incoraggiare la riflessione sulla comprensibilità dell’input, sugli ostacoli che la specificità della lingua utilizzata può frapporre al raggiungimento degli obiettivi, sulla doppia focalizzazione su contenuti e lingua. Più complessa della lingua utilizzata nella vita quotidiana, la lingua dello studio - usata per esprimere contenuti disciplinari - richiede tempi di apprendimento diversi rispetto alla lingua dell’interazione sociale.

 
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