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Covid a tavola, la scienza scende in campo

È l’appello che lancia il professor Walter Ricciardi , docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da coronavirus, nel corso del webinar “ Covid-19 a tavola: tra falsi miti e realtà scientifica. Anche per noi scienziati – sostiene Ricciardi – non è più il tempo di dedicarci solo ai lavori scientifici, di pubblicare lavori ad alto impact factor, di parlare ai congressi. C’è bisogno, per questo, di trovare un linguaggio comune tra scienza e cittadini, intesi sia come consumatori che pazienti, spiega Guendalina Graffigna , direttrice di Engage Minds Hub e autrice della ricerca su alimentazione e Covid-19 . Una tendenza ancora più marcata tra coloro che hanno un titolo di studio elevato (master o dottorato) e che più temono il rischio di contagio da Covid-19. Mangiare correttamente, invece, lo stimola più che assumere integratori alimentari, di cui siamo il popolo che in Europa fa maggior uso. Su questo negli ultimi anni l’industria si è mossa, riducendo del 30% i grassi, i grassi saturi e gli zuccheri negli alimenti: dobbiamo muoverci anche noi». Ed è proprio questo, secondo Ricciardi, a fare «la differenza tra i paesi antisismici, cioè quelli che fanno le cose prima, e i paesi sismici che costruiscono le cose soltanto dopo le distruzioni». Ma se andiamo a dire che i soldi che chiediamo ci servono per fare quello che abbiamo fatto fino a ora non penso che si vada lontano, soprattutto per un Paese che ha il 150% di debito pubblico e che quindi dipende dagli altri per la sopravvivenza».

 

Un’ecologia dei media per bandire l’odio online

Ho cominciato a scrivere questo libro perché ho avuto l’impressione che emergessero fortemente alcune grida di dolore sullo stato della comunicazione paragonabili alle denunce ambientali», ha risposto il professor Colombo. La comunicazione di cattiverie e di odio non incide solo su chi la riceve ma anche su chi la compie, e viene meno al suo essere risorsa preziosa che ci apre agli altri. Se considero che nelle ultime ore uno dei trend topic è quello di voler togliere la statua di Indro Montanelli da un giardino pubblico di Milano c’è da preoccuparsi». Ma perché l’odio online e le fake news sono così diffusi rispetto al passato? «La grande differenza tra i media tradizionali e le piattaforme è che i primi, se esercitavano il potere di comunicazione, lo facevano attraverso la censura, selezionando le informazioni. Questo vuole dire che ogni gesto di rilancio è potenziato, è come indossare un braccio cibernetico», ha osservato il professor Colombo. Un ecologismo, che ci piaccia o meno, passa dalla buona educazione e dalla cultura digitale che bisogna imporre, portare nelle scuole per dare a tutti la responsabilità nell’utilizzo di questi strumenti». E la responsabilità come buona pratica è stata ampiamente evocata dal professor Colombo, soprattutto in relazione al fatto che compito della comunicazione è legare e non dividere o attaccare.

 

Comunicazione sanitaria, professione futuro

Relatori della presentazione, moderata dal dottor Nicola Cerbino, responsabile Ufficio stampa dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, il professor Luca Richeldi , docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università Cattolica, e la dottoressa Maria Luisa Bionda , Owner 2BResearch. Il master in Comunicazione Sanitaria formerà professionisti della comunicazione capaci di gestire le complessità comunicative (numerosità degli attori, media tradizionali e innovativi, obiettivi, territori) presenti oggi nel contesto della Sanità, sia essa pubblica che privata. Covid-19 e gli eventi delle settimane passate hanno evidenziato la crucialità della comunicazione nella tutela della salute e del benessere nelle nostre società» ha affermato la professoressa Mariagrazia Fanchi , direttrice dell’Almed. L’informazione è, infatti, il primo e fondamentale presidio che consente ai cittadini di maturare una piena consapevolezza sia dei rischi, sia delle buone pratiche, a tutela della propria salute e di quella di chi ci circonda. Tuttavia gestire i flussi comunicativi, pensare e realizzare contenuti che siano in grado di arrivare a tutti, usando i canali giusti e i linguaggi più appropriati, produrre una comunicazione autorevole e fidedegna non è semplice. La comunicazione della salute unisce infatti le sfide del comunicare oggi, legate al cambiamento epocale che la società dell’informazione ha vissuto, con una responsabilità sociale ineludibile. Le attività saranno modalità didattiche coerenti con le attuali restrizioni previste per le attività didattiche di livello universitario prevedendo comunque anche attività pratiche con modalità laboratoriali e la possibilità di stage e tirocini presso strutture socio-sanitarie, ospedali e agenzie di stampa.

 

La laurea che forma i comunicatori della finanza

È l’obiettivo del percorso di laurea magistrale in European studies in investor relations and financial communication ( ESIR ), nato dalla collaborazione di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative e di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica con la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’Università della Svizzera italiana ( USI ). I mercati finanziari e i servizi agli investitori hanno bisogno di buona comunicazione, capace di spiegare in modo trasparente materie complesse e di creare una fiducia sostenibile nel tempo, tenendo conto delle specificità culturali degli interlocutori e dei quadri giuridici di riferimento. Queste esigenze si fanno più pressanti in momenti di crisi e di ambiguità», commenta Andrea Rocci , direttore del programma per l’Università della Svizzera italiana. Secondo Elena Beccalli , preside di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica, «il joint degree rappresenta un programma innovativo nel quadro europeo in termini di contenuti. Inoltre, la collaborazione con un partener di riconosciuta reputazione come l’Università della Svizzera italiana rappresenta per l’Università Cattolica un ulteriore significativo contributo al processo di internazionalizzazione, inteso come sviluppo di programmi di studio congiunti». Questo nuovo percorso formativo, con un partner di grande rilievo e due Facoltà che mettono in campo le loro competenze specifiche - fa eco il professor Rocci - conferma la vocazione di Lugano a fare da tramite tra la capitale finanziaria lombarda e la Svizzera. La componente linguistica è un altro elemento altamente caratterizzante del programma che oltre ad impartire gli insegnamenti in inglese, prevede corsi avanzati di tedesco e francese con la possibilità d’integrare il percorso didattico con conoscenze di cinese e arabo.

 

Un manifesto per la comunicazione gentile

Il libro Un manifesto per la comunicazione gentile Nel nuovo libro di Fausto Colombo pubblicato da Vita e Pensiero l’invito ad abbassare i toni tornando al garbo della conversazione faccia a faccia e al rispetto degli interlocutori, ma anche il richiamo a una comunità di destino. Il book trailer del volume by Velania La Mendola | 27 maggio 2020 Cosa significa guardare ai media con un approccio ecologico? Lo spiega Fausto Colombo , sociologo della comunicazione dell’Università Cattolica, nel nuovo libro " Ecologia dei media. Manifesto per una comunicazione gentile " dove analisi critica e prospettiva etica si integrano in un discorso puntuale e suggestivo insieme. Come ondate sempre più potenti, si riversano sul mondo prima i mezzi a stampa, poi la radio e la televisione, poi ancora la prima digitalizzazione e l’utopia di internet, per arrivare oggi alle grandi piattaforme, macchine algoritmiche la cui benzina è costituita dai comportamenti degli utenti. Un ecosistema, quest’ultimo, che produce effetti sulla vita sociale e che, oltre a offrire straordinarie opportunità, può anche letteralmente inquinare il nostro universo simbolico, come fanno i discorsi d’odio e le false verità circolanti sui social, che le piattaforme non sembrano completamente in grado di limitare. Perché è arrivato il momento di fermare la frenesia ‘social’ e di guardare come i nostri avatar o nickname ci parlano di noi stessi in quanto umani. Una possibilità straordinaria e preziosa, e ora fragile più che mai nelle nostre mani.

 

Il virus della disinformazione

eBook gratuito Il virus della disinformazione Un instant book di Vita e Pensiero da scaricare gratuitamente fa il punto sulle declinazioni della comunicazione in tempi di Coronavirus. Discutono idealmente fra le pagine del libro politologi e studiosi di media, sociologi, giuristi e avvocati, economisti e linguisti, informatici, medici e studiosi di letteratura, con un punto di vista comparativo e internazionale, che parte dall’Italia per toccare i principali Paesi europei e gli Stati Uniti. Di qui, una serie di conseguenze che impattano sulla società: dal proliferare delle fake news in materia sanitaria; al desiderio di “controllo sociale” e tracciamento degli spostamenti individuali, per finalità preventive; all’uso quasi totalizzante degli schermi (dal pc, alla tv) per vedere la realtà. Si osserva, poi, come l’allarme sanitario abbia favorito il “bisogno” di controllo, di sorveglianza, di uso di droni, di App e di altri strumenti di tracciamento e di geolocalizzazione, nel tentativo di controllare gli spostamenti e impedire il contagio tra gli individui (Ziccardi). Di qui, l’analisi di un corretto bilanciamento tra l’esigenza di tutela della salute pubblica e di tutela della privacy del singolo cittadino – anche sul luogo di lavoro (Ciccia Romito e Salluce) – in quanto si tratta di diritti che non si escludono vicendevolmente, ma – anzi – devono essere equilibrati. Visto che le consuetudini culturali più radicate possono crearsi solo nel periodo di formazione dell’individuo, è evidente che occorre valorizzare il ruolo della scuola, luogo di crescita e di confronto. Il compito che ci siamo proposti, però, è stato quello di provare a mantenere lucidità anche in questa situazione, e di analizzare – al di là della contingenza – ciò che stava realmente accadendo.

 

L’app multilingue comunica l’emergenza

LibraRisk è una piattaforma tecnologica, nata nel 2014, pensata per consentire ai Comuni di rendere fruibili i contenuti fondamentali (aree a rischio, risorse di protezione civile, misure di autoprotezione) dei Piani di Protezione Civile tramite la app gratuita LibraRisk, disponibile su Google Play e Apple Store. Su LibraRisk è inoltre attivo un servizio di allertamento per l’invio alla cittadinanza, via push notification, di avvisi di criticità in tema di protezione civile. Inoltre – riferisce Stefano Olivieri , presidente di Ecometrics - abbiamo pensato di rendere un servizio utile alle cittadine e ai cittadini stranieri che vivono nel nostro Paese. Dalla scorsa settimana, tutte le comunicazioni vengono inviate anche in lingua inglese, spagnola e francese». emergenza #coronavirus #comunicazione #librarisk Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Cari studenti, discutiamo di virus e comunicazione

Un invito a condividere le sensazioni di questo momento, in cui pare di vivere “come sospesi”, ma soprattutto a fare alcune riflessioni su come gestire la comunicazione in una situazione di emergenza. Pubblichiamo la parte iniziale dell’articolo di Fausto Colombo * Care studentesse, cari studenti, in molti anni di insegnamento, e ancora più di vita, questa è la prima volta che mi accade una situazione del genere: l’università (saggiamente) ha sospeso le lezioni. Useremo la tecnologia, la fantasia, la voglia di esserci, di insegnare e di apprendere, e porteremo a casa il risultato. Però noi studiamo comunicazione, e non possiamo perdere l’occasione per fare insieme qualche riflessione su quanto sta accadendo, proprio usando la chiave delle nostre materie, e delle nostre consapevolezze. Inoltre da alcune statistiche europee si poteva evincere che il nostro Paese spiccava per un non invidiabile primato: era quello in cui più forte era il gap fra la convinzione diffusa di essere informati (molto alta) e l’effettiva conoscenza della malattia e dei modi di difendersene (molto bassa). Alcuni giornali avevano poi usato titoli e illustrazioni del tutto allarmistiche (ricordo su un nostro quotidiano nazionale importante un’immagine in cui da tutti i luoghi di infezione nel mondo partivano minacciose frecce che puntavano sul nostro Paese…). continua a leggere sul blog] * docente di Teoria della comunicazione e dei media, facoltà di Scienze politiche e sociali , campus di Milano #coronavirus #fausto colombo #comunicazione #emergenza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Comunicazione, la rivoluzione del digitale

Come quelle che hanno dimostrato di avere sei studenti del master in Digital Communications Specialist che sono stati fra i nove finalisti di Twitter4Uni con i loro progetti creativi. Sotto la guida di Paolo Iabichino , Chief Creative Officer di Group Ogilvy &; Mather Italy e docente di Tecniche di Creatività al master, hanno ideato diversi progetti, due dei quali sono stati selezionati fra i progetti finalisti. A “ Dolomitwt ” hanno lavorato Andrea Aramini, Luca Oggioni e Margherita Sabbi , che hanno pensato a un servizio utile agli appassionati di sci e snowboard mirato a fornire attraverso Twitter informazioni su meteo, mappe e percorsi ma anche a dare possibilità di acquistare i biglietti attraverso i social network. Il corso di “Tecniche di creatività” in particolare ci ha aperto nuovi modi di pensare e ideare una strategia di comunicazione vincente e che avesse al centro il “racconto di una storia”. Paolo Iabichino ci ha ispirato profondamente sia nel suo ruolo di docente che in quello di direttore creativo di una delle agenzie di comunicazione più importanti al mondo». Oggi siamo chiamati a dotarci di una nuova sensibilità verso i nostri interlocutori ed è bello sapere che anche una materia così impalpabile possa trovare spazio all’interno di un master dedicato a formare i nuovi professionisti della comunicazione digitale” conclude Iabichino. Il master ha come obiettivo la formazione di figure professionali con un elevato grado di specializzazione, capaci di operare sul fronte della comunicazione digitale all’interno di agenzie e aziende, anche in una dimensione internazionale.

 

Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni

MILANO Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. luglio 2019 “La sociologia deve trovare nuove parole per raccontare nuovi fenomeni”. Arriva da un filosofo, Cosimo Accoto , la sfida per i sociologi che si sono riuniti in Cattolica giovedì 4 luglio per la prima giornata del secondo convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. L’edizione 2019, ospitata dalla Cattolica, ha subito messo in chiaro il difficile compito della sociologia, alle prese con un mondo in continua evoluzione. Accoto, Research Affiliate al MIT di Boston, ha posto l’accento soprattutto sulle nuove frontiere della rivoluzione digitale: «Lo stimolo per la sociologia è andare oltre lo studio delle relazioni tra gli individui. Quotidianamente interroghiamo i dispositivi elettronici e se, per il momento, il rapporto è di domanda-risposta non è lontano il momento in cui le macchine eseguiranno ordini senza lo stimolo umano. E la sfida generazionale è anche una sfida educativa come sottolineato dal prof. Pier Cesare Rivoltella che ha ricordato come troppo spesso, anche tra gli stessi assistenti socio-sanitari, ci si approcci al mondo dell’adolescenza secondo schemi vecchi ormai superati #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al lavoro tra libri, web e serie tv

master Al lavoro tra libri, web e serie tv Parte a novembre la seconda edizione del master BookTelling per imparare a comunicare, promuovere e vendere contenuti editoriali. Iscrizioni entro il 3 ottobre 11 settembre 2019 Duecento nuovi titoli pubblicati ogni giorno, quasi 5.000 editori attivi: l’editoria libraria in Italia è un settore ricco di offerta, il primo comparto dell’industria culturale, ma ancora troppi libri non arrivano al lettore. Professionisti che la nuova legge sulla promozione del libro approvata dalla Camera potrebbe rendere ancora più richiesti: se la riduzione del prezzo potrà incidere sempre meno nell’incoraggiare gli acquisti, sarà sempre più necessario trovare nuove vie per promuovere libri. Gli allievi della prima edizione, che si avvia a conclusione, sono ora in stage presso case editrici, agenzie letterarie e agenzie di comunicazione, librerie online e offline e vari di loro hanno già ricevuto l ’interessamento di case di produzione e autori per progetti di trasposizione cinematografica . master #editoria #booktelling #comunicazione Facebook Twitter Send by mail Print MASTER BOOKTELLING, SECONDA EDIZIONE La seconda edizione partirà a novembre 2019 a Milano ( Iscrizioni alla prova di ammissione entro il 3 ottobre 2019 ). Partecipano inoltre DGLine, che collabora alla realizzazione del blog e dei profili social del Master, Editrice Bibliografica, con la quale sono organizzati incontri dedicati ai mestieri del libro, Argentovivo, Con3 Contenuti Connessioni Condivisioni, MVGPress e Manzoni22, che partecipano alla promozione e comunicazione su diversi canali. A queste realtà si affiancano molte case editrici, agenzie letterarie e di comunicazione, librerie online e offline, aziende del settore editoriale e dei media che collaborano con il master BookTelling mettendo a disposizione stage, offerte di lavoro, borse di studio e i propri professionisti come docenti.

 

Media, studenti da tutta Europa a Milano

Milano Media, studenti da tutta Europa a Milano Per la prima volta in Italia, ospitata dalla Cattolica, la European Media and Communication Doctoral Summer School accoglie 45 dottorandi provenienti da un network di 21 atenei. I contributi di Nico Carpentier , Fausto Colombo, Sonia Livingstone e Montse Bonet 04 agosto 2016 Sono 45 i giovani dottorandi che hanno partecipato fino al 5 agosto alla “ European Media and Communication Doctoral Summer School ” in Università Cattolica. Attraverso l’analisi puntuale di ogni singolo progetto di ricerca, ogni studente riceve suggerimenti preziosi per il proprio lavoro accademico. Inoltre il confronto con teorie, approcci, metodi diversi, perché appartenenti a differenti accademie, costituisce la solida base per un arricchimento culturale reciproco. L’idea della Summer school è nata nel 1992 come progetto per promuovere la dimensione europea degli studi sulla comunicazione e vedeva coinvolti poco più di dieci atenei. Oggi le università che fanno parte del consorzio sono 21 in Europa e molti degli studenti coinvolti sono di provenienza extra europea. L’Università Cattolica sarà anche per i prossimi due anni promotrice della Summer School a Milano, con il dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo e con l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo - Almed .

 

Talent Academy, il talento è donna

MILANO Talent Academy, il talento è donna Finalissima tutta al femminile per la tredicesima edizione del project work del Cimo, che offre l’opportunità agli studenti di creare progetti di comunicazione per grandi realtà imprenditoriali. by Marco Tangerini | 11 luglio 2017 Da Maserati a Nestlé Baci Perugina, da Adecco Group a Intesa Sanpaolo, fino a Si-log, azienda fiorentina con sede americana attenta a far risaltare i giovani esperti di comunicazione. Ad aggiudicarsi il podio il team di Francesca De Villa , Marta Michelis e Beatrice Bellotto per Adecco Group, grazie anche all’aiuto della coach Paola Amendola , ex vincitrice di Talent Academy. Le studentesse sono state premiate da Giorgio Brenna , Chairman &; Ceo Continental Western Europe di Leo Burnett Company Worldwide, e si sono aggiudicate un anno di associatura alla prestigiosa International Advertising Association. Novità di quest’anno il premio della critica per il progetto più rivoluzionario, vinto dal team di Anna Leggeri con Isabella Tagliabue e Laura Rurali , premiate da Angelo D’Alessandro , fondatore di buddybank, la banca esperienziale di Unicredit. Cinque i team finalisti di questa edizione: oltre a quelli capitanati da Francesca De Villa, per Adecco Group, e da Anna Leggeri, per Maserati, i gruppi di Stefania Melina , per Baci Perugina, di Alice Giacomini , per Si-Log, e di Giulia Frassica , per Intesa Sanpaolo. Avvicinare i Millennials al brand, rivoluzionare l’esperienza del prodotto, tattiche innovative di employer branding: questo e molto di più nel corso dell’esposizione dei cinque team, capaci di tenere il palco come delle professioniste.

 

Maria Latella, giornalismo a tutto campo

Maria Latella, giornalismo a tutto campo La giornalista di Sky TG24, che ora conduce anche “24 Mattino” su Radio24, ha parlato agli studenti del master Media Relation e Comunicazione d’Impresa . È il consiglio prezioso che una giornalista di lunga data e di grande esperienza come Maria Latella ha suggerito agli studenti del master Media Relation e Comunicazione d’Impresa . Assunta successivamente al quotidiano genovese Il Secolo XIX la sua carriera è stata un crescendo professionale che l’ha portata a specializzarsi in giornalismo politico e a lavorare con alcuni dei più importanti gruppi editoriali nazionali. Spinta dal voler rifilare un “buco” agli altri giornali fece una cosa deontologicamente scorretta, si presentò alla mamma del ragazzo omettendo chi fosse e passando quindi per una delle tante assistenti sociali che seguivano il caso. Maria Latella è nota al grande pubblico per il suo programma “L’intervista” che l’ha portata a incontrare esponenti della scena politica nazionale e internazionale. La giornalista ha descritto questa sua nuova esperienza come la novità della sua vita e poiché le sfide l’attraggono, confessa: «Non avevo mai fatto radio live sui temi che mi appassionano, è una meravigliosa opportunità ma certamente il mio primo amore rimane sempre scrivere». E proprio interrogata sul futuro del giornalismo, Maria Latella, riconoscendo l’evoluzione verso il digitale, ha affermato che la carta non è destinata a sparire perché il giornalismo di qualità è la risposta a tutto.

 

Il cibo? Sempre più "social"

Brescia Il cibo? Sempre più "social" Dalla figura dei food-blogger agli strumenti che permettono maggiore interattività da parte degli utenti, la comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è tra le più seguite oggi. dicembre 2017 La comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è, come tutti possiamo rilevare, molto seguita nella società contemporanea e, secondo alcune previsioni, lo sarà ancora di più in futuro. Del rapporto che intercorre tra i media e la gastronomia si è parlato durante l’incontro Dieta Mediale, storie e racconti di cibo tra carta stampata, tv e nuovi consumi che si è tenuto, venerdì 15 dicembre presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nella sala della Gloria sono intervenuti la dottoressa Paola Abbiezzi , docente di Storia della radio e della televisione, all’Università Cattolica; Leonardo Romanelli , critico, giornalista e scrittore enogastronomico di spicco e Iginio Massari , primo Maestro Pasticciere d’Italia ed allenatore della nazionale di pasticceria italiana. Storie di risvegli e vite quotidiane" , ha passato la parola all’autore del libro per una presentazione dello scritto e a Massari per chiedere al mago dei dolci quale leccornia per eccellenza meriti di essere consumata durante il pasto che precede ogni nostra avventura. Il maestro bresciano ha suggerito di mangiare, tra i pochi dolci che ci sono concessi, in quanto non esistono dessert dietetici, a colazione e sempre, quelli che riportano indietro a rivivere un momento piacevole del passato. Questa intermittenza del cuore di proustiana memoria è trattata anche da Romanelli nel suo libro come nel racconto "Tè e Curry" dove il protagonista in viaggio nell’India meridionale avvicinando una tazza di tè alle labbra si ricorda della persona amata e della prima volta che l’avevano bevuto insieme.

 

La comunicazione oggi, utile o molesta?

Brescia La comunicazione oggi, utile o molesta? L’incontro col filosofo della comunicazione Silvano Petrosino e Giacomo Scanzi ha messo in luce alcune peculiarità del processo comunicativo nella società attuale. by Bianca Martinelli | 25 maggio 2016 Cosa significa comunicare oggi? Quando è opportuno farlo? Ed è sempre un atto positivo? Sono solo alcune delle questioni sollevate dal filosofo della comunicazione Silvano Petrosino , in dialogo col direttore editoriale dell’Editoriale bresciana Giacomo Scanzi , intervenuto nell’ambito dell’incontro Comunicare è molesto? Secondo Scanzi “L’atto comunicativo in sé non è mai né molesto né utile, è l’uomo ad assumere entrambi gli atteggiamenti . Oggi ci troviamo al centro di una grande trasformazione antropologica: l’ansia di comunicare a tutti i costi ci ha fatto perdere di vista una delle caratteristiche fondamentali della comunicazione, ovvero che ad avere importanza dev’essere il contenuto. Petrosino, dal canto suo, ha sollevato la questione circa la distinzione fondamentale tra il concetto di comunicazione e il semplice scambio d’informazion i. “Oggi ci troviamo a vivere in una società non della comunicazione, bensì basata sullo scambio d’informazioni e questo, se abusato, può risultare molesto. La comunicazione , quella vera, non è mai molesta, tutt’altro: è qualcosa di drammatico e impegnativo poiché implica il processo di ascolto , il tentativo di capire cosa sta dicendo l’altro e l’elaborazione di una cosa difficilissima come la risposta”. Senza generalizzare, penso che oggi molti di noi siano vittime di questo…i giovani lo sono in particolar modo.

 

Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 

La moda come valore

milano La moda come valore Dall’incontro in largo Gemelli con il direttore mondiale della comunicazione di Gucci Alessio Vannetti emerge l’importanza di “vendere” i valori dell’azienda. Prossimi appuntamenti con Angela Missoni e con il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti by Elena Pavin | 20 marzo 2019 Un piccolo viaggio nel fascinoso mondo della moda. Avviato nel migliore dei modi con Alessio Vannetti , Worldwide Communications Director di Gucci , e l’ Editor-in-chief di NowFashion.com Gianluca Cantaro , alla presenza del console francese Renaud Levy . Obiettivo di queste conversazioni è cercare forme di collaborazioni tra docenti e studenti che vadano al di là dell’attività didattica più classica. Vannetti ha infatti iniziato la sua carriera in un mondo lontano da quello dei brand di moda, come giornalista professionista per l’inserto “Musica” de La Repubblica. Con «un colpo di fortuna» trova uno spazio come assistente al fianco di Caterina Pazzi , all’epoca direttrice della comunicazione di Costume National , che, però, dopo poco più di sei mesi dall’arrivo del giovane collega decide di lasciare la maison, lasciandogli il lavoro di gestione della comunicazione. Da quel momento, da ormai quasi vent’anni, Vannetti collabora con alcune delle più grandi case di moda italiane, da Prada a Ermenegildo Zegna.

 

Bettetini, un pioniere della comunicazione

Sono lavori integralmente suoi o a volte in collaborazione con Fausto Colombo - oggi direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica -, Stefania Garassini , Barbara Gasparini , Nicoletta Vittadini e altri giovani allievi che poi si sono via via affermati nei loro campi. A partire dal 1989, con il suggestivo Deserto sulla terra (una frase del Trovatore di Verdi) si era cimentato anche in diversi romanzi, in cui emergeva una vena poetica che a volte sconfinava in tocchi di sorprendente surrealismo, come in Un tram senza rotaie (2000). Il campo più direttamente semiotico e di teoria cinematografica sarà invece il settore di riferimento di Francesco Casetti , oggi docente a Yale, e di Ruggero Eugeni , così come di altri allievi e collaboratori più giovani. Lo spettro di questi percorsi e di questi interessi mostra, credo, molto bene come Bettetini sia stato un pioniere in molti campi, ma anche abbia saputo individuare talenti e incoraggiare le persone a muoversi con coraggio e determinazione secondo le loro inclinazioni e le loro passioni intellettuali. Bettetini aveva una dimensione di paternità vissuta non solo nella sua bella famiglia (fra l’altro diversi dei suoi cinque figli, e in particolare Maria, Andrea, Massimo, sono studiosi e intellettuali ben noti nel loro campo), ma anche con tanti allievi, che lo ricordano con grandissimo affetto. E ha formato anche tantissimi professionisti che ora lavorano nel mondo della televisione, e ricordano non solo i suoi libri a volte ardui, ma anche - con grande gratitudine - l’esempio di rigore intellettuale e umano che hanno imparato nelle aule della Cattolica. Una volta il professore (gli ho sempre dato del Lei) mi raccontò che aveva avuto un breve incontro con Giovanni Paolo II , e, saputo che si occupava di mass media all’Università Cattolica, il Papa gli aveva detto una sola cosa: «È molto importante che Lei faccia scuola».

 

L’Ateneo a Milano Digital Week

Almed L’Ateneo a Milano Digital Week L’Università Cattolica partecipa all’iniziativa con tre eventi organizzati dall’Almed e con un incontro promosso dai master Professione Editoria cartacea e digitale e BookTelling in cui verrà presentata una mappa dei bookinfluencer italiani. marzo 2019 Sono tre gli eventi organizzati da Almed - Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo in Università Cattolica del Sacro Cuore per Milano Digital Week . Tre appuntamenti che riflettono sulle potenzialità della comunicazione digitale in quanto connettore a servizio della città, della comunicazione della salute e dell’ advertising . Cogliendo la proposta della Milano Digital Week , Almed ha promosso tre appuntamenti che accostano il tema da tre punti di vista differenti, evidenziando l’ampiezza e la complessità delle sfide che la relazione fra comunicazione digitale e territorio oggi pone» spiega Mariagrazia Fanchi , direttore Almed. L'ultimo evento ( 15 marzo ), promosso da Almed con la collaborazione di Regione Lombardia, ragionerà sulle opportunità che gli strumenti digitali offrono per diminuire i fattori di rischio per i giovani che vivono in situazioni relazionali complesse come quelle delle attualità città (vedi a lato). In particolare, gli studenti si sono occupati di ideare l’hashtag di campagna, di aprire e gestire i profili su Facebook e Instagram dedicati alla campagna #abbicuradite nei mesi di ottobre e novembre al fine di promuovere gli eventi. digitalweek #digitale #comunicazione Facebook Twitter Send by mail Print UNA MAPPA DEI BOOKINFLUENCER Gli studenti del master Booktelling hanno realizzato una mappa dei bookinfluencer italiani.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Una guida per la media relation

Nella sede di Assolombarda la presentazione del volume curato da Simonetta Saracino e Alberto Negri : un vademecum che racconta l’evoluzione decennale del master di Almed dedicato alla comunicazione aziendale. by Daniela Fogliada | 06 aprile 2016 Una vera e propria guida sull’universo della comunicazione aziendale, ricca di strategie, consigli di professionisti senior e junior, e di riflessioni del mondo accademico. Storie, tecniche e passioni di giovani comunicatori dall’Università all’Impresa ” a cura di Simonetta Saracino e Alberto Negri , edito da Franco Angeli, che verrà presentato mercoledì 11 maggio alle ore 18.30 nella sede di Assolombarda a Milano. Un professionista che si distingue dall’uomo di marketing, cosi come dal pubblicitario, per l’approccio con cui si pone rispetto alla comunicazione, “con la forma mentale e l’atteggiamento di un diplomatico di carriera. Racconti di scelte di vita, della passione e dell’impegno per la comunicazione e per il master, che inevitabilmente si concludono con istruzioni per l’uso a disposizione di chi desidera entrare nel mondo affascinante ma complesso e delicato della comunicazione d’impresa. Pre-requisito sine qua non, la speranza, intesa come “atto di fiducia in una scelta positiva che ti può cambiare la vita” e che accompagna il percorso nelle diverse fasi, da quella accademica del programma, allo stage, fino alla crescita in azienda. Fattore che ritorna, fondamentale, nel ruolo delle diverse realtà professionali che hanno reso e rendono possibile la storia del percorso formativo: “L’università, le imprese e i testimonial che ci hanno creduto e ci credono ”.

 

Comunicare la sostenibilità

Ecologia Comunicare la sostenibilità Il 17 marzo al Giornale di Brescia si è svolta la prima lezione del master Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso dall'Alta Scuola per l'Ambiente. by Andrea Bonfiglio | 21 marzo 2017 Cosa si intende per sostenibilità alimentare? Quali leggi la regolamentano? E quali strategia possono essere attuate per una corretta comunicazione del tema? Se ne è parlato nell'ambito di "Gestione e comunicazione della sostenibilità" , prima lezione del master Condividere per gestire e comunicare la sostenibilità. Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso da Asa - l'Alta Scuola per l'Ambienta diretta da Pierluigi Malavasi e tenutasi presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia. Questa legge non si occupa di una gestione del rifiuto, bensì di recuperare prodotti che non sono solo generi alimentari ma anche farmaci e oggetti, prima che si deteriorino. A tal proposito la legge francese si concentra sulla grande distribuzione che, per la sua organizzazione, si configura come il moderno sistema di vendita al dettaglio attraverso una rete di supermercati e di altre catene di intermediari di diversa natura. Si tratta di una borsa in acciaio, carta, alluminio, legno o plastica che ha l’obbiettivo di rendere il riutilizzo del cibo avanzato al ristorante un’abitudine socialmente condivisa e non più imbarazzante. Diversa dallo spreco alimentare è l’eccedenza alimentare, ossia quel ‘surplus' che per diverse ragioni, non sempre eliminabili, si genera nella filiera alimentare.

 

Il master? Una rampa di lancio

Cattolicapost Il master? Una rampa di lancio È stato così per Mario Canziani che, dopo un programma executive, ha rivoluzionato l’azienda di famiglia fino a farla diventare fornitrice dei missili spaziali Ariane. Le loro sono solo due delle tante storie che si potrebbero raccontare di percorsi riusciti, grazie ai contenuti, al network, al talento e all’impegno di chi ha conseguito un master. Haleigh Elizabeth Higgins, Filippa Uran, Giulia Libertino hanno avuto la possibilità di inserirsi in aziende italiane e straniere grazie all’ampio network del master International Business , da quest’anno con una Executive class per chi ha già una breve di esperienza professionale. CULTURA E COMUNICAZIONE La cultura può diventare un lavoro? La risposta è affermativa, almeno per Chiara Brughera che, dopo il master in Ideazione e progettazione di eventi culturali – Mec di Almed, ha fondato la piattaforma di crowdfunding BeCrowdy e fa parte di Girls in tech Italy. La start up ha lo scopo di finanziare artisti emergenti, con l’ambizione di diventare punto di riferimento della community culturale in Italia e di aprirsi all’estero. Dalla produzione alla comunicazione, all’organizzazione di eventi, sono moltissime le storie di chi ha potuto trasformare una passione in una professione, come Marco Danelli , ora a MTV , Micol Ferrari redattrice a Virgin Radio, Chiara Crispino , cofondatrice di Musikee , startup e piattaforma web musicale. Grazie al Google Online Marketing Challenge gli studenti del master Comunicazione, Marketing digitale e pubblicità interattiva hanno conquistato posizioni di rilievo, fino al secondo posto a livello mondiale nella categoria NGO della competizione internazionale di marketing online.

 

La comunicazione responsabile è il “tu”

festival dela dignità umana La comunicazione responsabile è il “tu” Nell’epoca dei social, dobbiamo indossare non lo strumento per contare i passi, ma quello che conta gli ‘io’ che pronunciamo. Per questo è importante cogliere i problemi legati alla comunicazione, soprattutto in un contesto universitario che stimola e agevola la riflessione sulle parole». È l’appello lanciato da Silvano Petrosino , docente di Filosofia della comunicazione e Filosofia morale nella sua brillante conversazione sul tema “ La mistificazione dei Social. Una lezione aperta, quella del 2 ottobre, che rientrava nell’ambito degli eventi del Festival della Dignità Umana e riguardava un argomento oggi molto sentito, un tema civile che incide nel tessuto sociale, come ha detto il professor Roberto Cicala , docente del laboratorio di editoria, nell’introdurre l’incontro. Per il professor Petrosino, in via preventiva, occorre evitare di cadere nella trappola di considerarsi pro o contro i social, dire se la Rete sia buona o cattiva, se si stava meglio prima (che non è neppure vero). La nostra comunicazione tende ad essere autoreferenziale, a mettere sempre al centro quello che si fa: «Dobbiamo indossare non tanto lo strumento per contare i passi, ma uno strumento che conta gli ‘io’ che pronunciamo. Comunicazione responsabile allora anche tramite le parole: «In definitiva le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste», ha concluso il prof. Petrosino citando R. Carver.

 

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