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In Cattolica si impara a comunicare nel team

Piacenza 22 aprile 2016 In Cattolica si impara a comunicare nel team Oltre 100 gli studenti partecipanti alle lezioni proposte dalla prof.ssa Roberta Virtuani La capacità di comunicare e lavorare in gruppo sono richiesti agli studenti fin dai primi anni del loro percorso universitario. “Anche perché il lavoro di gruppo è alla base del successo delle aziende” sottolinea la prof.ssa Roberta Virtuani della facoltà di Economia e Giurisprudenza. “Per questo agli studenti di Economia della Cattolica abbiamo proposto un corso di tecniche della comunicazione, il cui secondo modulo riguardava proprio la comunicazione nel gruppo”. Un corso molto pratico, impostato come laboratorio, in cui gli studenti in prima persona costruiscono e “allenano” le loro competenze di comunicazione attraverso attività e giochi dalla cui dinamica scaturiscono aspetti di comportamento successivamente analizzati, valutati e discussi per evidenziare le caratteristiche della comunicazione in gruppo. “Attraverso la discussione di un caso in gruppo gli studenti imparano a relazionarsi reciprocamente, a confrontarsi gli uni con gli altri, a prendere decisioni collettive a partire dalla definizione di obiettivi e priorità, a creare un piano di lavoro apportando idee, opinioni ed esperienze diverse da condividere” prosegue Virtuani. “Anche nella comunicazione in gruppo, alla base di relazioni e scambi efficaci, c’è la capacità di ascolto e la capacità di ritagliarsi degli spazi di attenzione e un ruolo all’interno della discussione collettiva. Le attività di gruppo svolte durante il corso sono state organizzate dalla docente prof. Roberta Virtuani con professionisti quali Luigi Drei, formatore e consulente, Lorenzo Buscarino di Manpower, Ilaria De Faveri di Adecco, Matteo Medici di Umana e Rossella Sposato di Randstad.

 

E-people, la voce di Educatt

ateneo E-people, la voce di Educatt Il nuovo strumento di comunicazione interna di Educatt è un periodico online rivolto a tutti i collaboratori dell’Ente per il diritto allo studio. by Martina Vodola | 10 aprile 2019 Con l’inizio di questo mese Educatt ha lanciato “ E-people ”, un nuovo strumento di comunicazione interna che riassume esperienze passate come il periodico “E-paper”, con lo scopo di rendere sempre più intenso e ampio il dialogo tra tutti i collaboratori. In questo modo tutta la Fondazione può rimanere aggiornata sulle novità riguardanti i propri servizi, sulle iniziative legate a sedi e collegi , sui progetti interni in fase di sviluppo e su approfondimenti riguardanti temi affini alla mission di Educatt. Ogni numero è corredato dalla rubrica “ Nutrizione ” curata dal professor Giacinto Miggiano , direttore del Centro Nutrizione Umana della facoltà di Medicina e Chirurgia e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dietetica del Policlinico Gemelli di Roma. La rubrica tratta argomenti quali la buona alimentazione, la conduzione di una vita sana, l’importanza dello sport, la corretta dieta mediterranea e il giusto apporto di nutrienti. Troveranno posto in e-people anche interviste e video-interviste a collaboratori e partner di Educatt, che racconteranno, in modo semplice e diretto, il lavoro quotidiano all’interno della Fondazione. Questa iniziativa nasce dalla convinzione che una condivisione costante delle buone pratiche di una realtà possa aiutare a collaborare con più coesione e sinergia, in modo da poter diventare giorno dopo giorno un appoggio sempre più solido al diritto allo studio dell’Università Cattolica.

 

Tra il like e l’amen

Milano Tra il like e l’amen Al via una ricerca di Ateneo sui legami sociali e gli stili comunicativi nel panorama ecclesiale italiano al tempo dei personal media. Per inquadrare i temi della ricerca il 9 aprile si è, infatti, svolto un seminario su “ Le relazioni sociali al tempo dei personal media nella realtà ecclesiale italiana. Ha introdotto i lavori Lucia Boccacin , sociologa coordinatrice del progetto, riflettendo sull’intreccio tra relazioni sociali e nuovi media e sui rischi e le degenerazioni di una sovraesposizione alla comunicazione digitale. Obiettivo del progetto, ha affermato, «è formare figure pastorali in grado di gestire gli strumenti digitali e di facilitare l’attivazione delle persone entro comunità di legami solidi». Il sociologo dell’Università di Bologna, Pierpaolo Donati si è poi soffermato sulle relazioni sociali nell’era digitale. Numericamente le relazioni interpersonali sono aumentate grazie ai social ma spesso si tratta di rapporti superficiali che potrebbero essere trasformati e diventare più significativi se si condividesse qualcosa. Nei nuovi media prevale l’identità sociale (chi sono io per gli altri) a scapito di quella personale (chi sono io per me).

 

La moda come valore

milano La moda come valore Dall’incontro in largo Gemelli con il direttore mondiale della comunicazione di Gucci Alessio Vannetti emerge l’importanza di “vendere” i valori dell’azienda. Prossimi appuntamenti con Angela Missoni e con il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti by Elena Pavin | 20 marzo 2019 Un piccolo viaggio nel fascinoso mondo della moda. Avviato nel migliore dei modi con Alessio Vannetti , Worldwide Communications Director di Gucci , e l’ Editor-in-chief di NowFashion.com Gianluca Cantaro , alla presenza del console francese Renaud Levy . Obiettivo di queste conversazioni è cercare forme di collaborazioni tra docenti e studenti che vadano al di là dell’attività didattica più classica. Vannetti ha infatti iniziato la sua carriera in un mondo lontano da quello dei brand di moda, come giornalista professionista per l’inserto “Musica” de La Repubblica. Con «un colpo di fortuna» trova uno spazio come assistente al fianco di Caterina Pazzi , all’epoca direttrice della comunicazione di Costume National , che, però, dopo poco più di sei mesi dall’arrivo del giovane collega decide di lasciare la maison, lasciandogli il lavoro di gestione della comunicazione. Da quel momento, da ormai quasi vent’anni, Vannetti collabora con alcune delle più grandi case di moda italiane, da Prada a Ermenegildo Zegna.

 

Andrea Iannone incontra gli studenti

milano Andrea Iannone incontra gli studenti Il popolare pilota di MotoGP martedì 7 maggio sarà in Cattolica per partecipare all’incontro “ (Re)Thinking Sport Communication” . Racconterà la sua esperienza di comunicazione sportiva, alla luce delle trasformazioni della rivoluzione digitale. A spiegare le trasformazioni che sta subendo un settore cruciale nel panorama culturale contemporaneo è stato invitato in largo Gemelli Andrea Iannone . Andrea Iannone racconterà agli studenti l’esperienza relativa alla comunicazione collezionata in prima persona nel corso di una pluriennale carriera, illustrando come utilizzare la Digital Strategy nello sport system per migliorare la gestione delle realtà sportive e promuovere l’immagine degli atleti. Come la maggior parte degli aspetti della contemporaneità, lo sport è stato investito dalle trasformazioni legate alla rivoluzione digitale», spiega Matteo Tarantino , del corso CIMO, che coordinerà l’incontro. Il settore ha subito impatti notevoli sulla definizione delle piattaforme di fruizione, sui linguaggi della sua comunicazione e sulle strategie di gestione del rapporto con il pubblico – continua Tarantino –. Questa iniziativa rappresenta una preziosa opportunità per comprendere il quadro attuale del ruolo strategico di nuovi e vecchi media all'interno della comunicazione sportiva.

 

Come toccare la pancia della gente

Elezioni europee Come toccare la pancia della gente A giudicare dal caso italiano, la formula più azzeccata di comunicazione politica è quella della Lega di Matteo Salvini, che combina l’uso dei social con una grande presenza televisiva e con un sistematico presidio del territorio attraverso i comizi. maggio 2019 Quale sarà il futuro dell’Europa? Dopo gli esiti delle Elezioni europee, Cattolicanews ha chiesto un commento a caldo ad alcuni docenti dell’Ateneo di Fausto Colombo * Le Elezioni europee sottolineano diversi aspetti interessanti e problematici del rapporto fra politica e comunicazione. Da qualche anno si osserva che la percezione da parte dell’opinione pubblica si discosta, in particolare nel nostro Paese, dalle emergenze reali della società. Per esempio, vi è una diffusa sovrastima della criminalità comune e dell’impatto negativo dell’immigrazione, e una sottostima della crescita dell’ineguaglianza e della concentrazione di potere economico. Eccoci dunque al risultato di un’opinione pubblica emotivamente securitaria, che si focalizza sui messaggi di allarme e di ordine, a dispetto di ricette più complesse e quindi – anche se probabilmente più efficaci – più difficili da comprendere. A giudicare dal caso italiano, la formula più azzeccata è quella adottata dalla Lega di Matteo Salvini, che combina l’uso dei social con una grande presenza televisiva e soprattutto con un sistematico presidio del territorio attraverso i comizi. Gli exit polls si sono dimostrati nel nostro Paese (non ovunque in Europa) di nuovo particolarmente inaffidabili, con il risultato di far dibattere molti commentatori su fattoidi, e poi non essere in grado di fornire analisi ragionate e fondate sugli effetti reali delle elezioni stesse a livello europeo.

 

Youtuber in cattedra a Brescia

social media Youtuber in cattedra a Brescia Un professore di matematica che, invece di fare lezioni private, spopola sul web con le sue spiegazioni e un giovanissimo divulgatore di economia che ha fatto della sua passione un lavoro. Due ingredienti del successo degli youtuber Marcello Ascani e Elia Bombardelli chiamati nella sede di Brescia dell’Università Cattolica a tenere una lezione per gli studenti del Geco. Elia Bombardelli è un professore di matematica e fisica che ha capito, forse prima di altri, che anziché stare in casa a dare lezioni private, come fanno in molti, ha offerto gratuitamente a un pubblico più vasto le sue video lezioni di matematica e fisica, realizzando maggiori profitti. Un video dopo l’altro, dal 2012 a oggi il professor Bombardelli può contare 25 milioni di visualizzazioni, perlopiù di studenti, che con un flusso continuo di commenti dimostrano come le sue lezioni online funzionano. Anche il secondo youtuber salito in cattedra ha un’innata capacità di spiegare concetti astrusi in maniera molto semplice e la sua dialettica è molto coinvolgente. Ma poi, crescendo, si è accorto che con qualche attenzione in più e con qualche errore in meno era possibile vivere, e anche parecchio bene, di questa attività che può essere molto divertente e creativa. È un ragazzo appena ventenne che cresce giorno dopo giorno su YouTube con migliaia di visualizzazioni.

 

A lezione con Gomez e Corcione

by Elisa Belussi | 28 marzo 2019 Passione, impegno e adattamento sono tra i requisiti più importanti per la professione, soprattutto ora che l’informazione si spinge sempre più oltre i canoni tradizionali, abbandonando la carta a favore del web. Sapersi cimentare nei campi più disparati, mettersi in gioco e lavorare in squadra: caratteristiche fondamentali per Peter Gomez , direttore de ilfattoquotidiano.it, tra i primi ospiti del ciclo di incontri, introdotto da Gerolamo Fazzini del quotidiano Avvenire. Oggigiorno, infatti, l’informazione sta vivendo una fase in cui il giornalismo a stampa ha ancora un peso politico rilevante, ma la rete si sta facendo sempre più spazio, affiancata dalla televisione. Ovviamente, nel passaggio dalla dimensione cartacea all'online l’informazione cambia sfumatura, pubblico e contenuti: se il primo è fortemente identitario, il secondo è più eterogeneo, multisfaccettato, di semplice e rapida lettura. Open.online, diretto da Massimo Corcione e fondato da Enrico Mentana , è un giornale online che si pone l’obiettivo di coinvolgere i giovani nel vasto mondo dell’informazione, proponendo articoli e servizi brevi, interagendo ampiamente con i propri lettori tramite i social. Corcione interpreta il giornalista come una figura poliedrica, in grado di cogliere i tanti aspetti di una carriera sempre più multidisciplinare. Come i relatori hanno sostenuto durante l’incontro, per essere giornalista ormai non basta più saper scrivere, ma sapersi adattare con le diverse realtà del settore, proponendosi come un professionista a 360°, in grado di interfacciarsi con quante più realtà possibile.

 

L’Ateneo a Milano Digital Week

Almed L’Ateneo a Milano Digital Week L’Università Cattolica partecipa all’iniziativa con tre eventi organizzati dall’Almed e con un incontro promosso dai master Professione Editoria cartacea e digitale e BookTelling in cui verrà presentata una mappa dei bookinfluencer italiani. marzo 2019 Sono tre gli eventi organizzati da Almed - Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo in Università Cattolica del Sacro Cuore per Milano Digital Week . Tre appuntamenti che riflettono sulle potenzialità della comunicazione digitale in quanto connettore a servizio della città, della comunicazione della salute e dell’ advertising . Cogliendo la proposta della Milano Digital Week , Almed ha promosso tre appuntamenti che accostano il tema da tre punti di vista differenti, evidenziando l’ampiezza e la complessità delle sfide che la relazione fra comunicazione digitale e territorio oggi pone» spiega Mariagrazia Fanchi , direttore Almed. L'ultimo evento ( 15 marzo ), promosso da Almed con la collaborazione di Regione Lombardia, ragionerà sulle opportunità che gli strumenti digitali offrono per diminuire i fattori di rischio per i giovani che vivono in situazioni relazionali complesse come quelle delle attualità città (vedi a lato). In particolare, gli studenti si sono occupati di ideare l’hashtag di campagna, di aprire e gestire i profili su Facebook e Instagram dedicati alla campagna #abbicuradite nei mesi di ottobre e novembre al fine di promuovere gli eventi. digitalweek #digitale #comunicazione Facebook Twitter Send by mail UNA MAPPA DEI BOOKINFLUENCER Gli studenti del master Booktelling hanno realizzato una mappa dei bookinfluencer italiani.

 

Hackathon, maratona di idee h24

brescia Hackathon, maratona di idee h24 Video, app, sito, campagna social, esperienza VR o campagna di eventi per comunicare le nuove terme di Ponte di Legno-Tonale con un prototipo vincente. ottobre 2018 Ingegno, abilità e competenze nel campo dell’informatica, della tecnologia e del marketing: sono gli ingredienti che serviranno per lanciare in modo innovativo la nuova struttura termale che sarà realizzata a Ponte di legno entro il 2020. Una sfida digitale promossa dal comprensorio turistico Ponte di Legno-Tonale , dal corso GeCo dell’Università Cattolica e da Talent Garden Brescia per realizzare la comunicazione della nuova struttura termale della località turistica dell'Alta Valle Camonica. Tonale hackathon è la maratona di 24 ore a tutta innovazione che si terrà nella sede di Brescia dell’Università Cattolica, sabato 6 ottobre dalle 9.30-19.30 , e a Talent Garden domenica 7 ottobre dalle 9.30 alle 14.30. L’hackathon Ponte di Legno di sabato e domenica rappresenta l'applicazione del modello Ge.Co : educare ponendo gli studenti davanti alle sfide reali della comunicazione» dichiara Matteo Tarantino , coordinatore dell’ evento. L’evento che si svolgerà in Cattolica e negli spazi di coworking di Talent Garden, sarà animato dalla presenza di mentor che interverranno nel corso della giornata per offrire il proprio supporto. Le proposte saranno giudicate da una commissione di esperti che valuterà il grado innovativo e creativo della soluzione proposta, l’impatto potenziale del progetto proposto e la sua fattibilità, nonché la chiarezza e la completezza della presentazione.

 

Comunicazione, specializzarsi non basta

MEETING DI RIMINI 2018 Comunicazione, specializzarsi non basta Crescono le opportunità di lavoro ma c’è bisogno di più stabilità. Se dunque le professioni della comunicazione sono cresciute in modo ipertrofico; se orientarsi al loro interno è diventato difficile, persino per chi già vi opera, in modo del tutto inopinato esse evidenziano dei tratti comuni, un plesso di competenze e di attitudini che le tagliano trasversalmente . Poi la padronanza dei linguaggi mediali e primo fra tutti del linguaggio audiovisivo: sia che si debba realizzare un contenuto, sia che lo si debba gestire, collocare strategicamente e promuovere, la conoscenza dei linguaggi è un fattore chiave e una competenza irrinunciabile. Ancora, un ampio retroterra di conoscenze : si parla da tempo della strategicità delle humanities, della crucialità del contributo che sono in grado di offrire a tutti i settori della produzione: questo vale tanto più nel caso delle professioni della comunicazione. Un consumo culturale ampio, articolato, che spazi attraverso arti, prodotti e performance diverse è un elemento fondamentale, una parte essenziale del capitale di conoscenze e di risorse che un professionista è tenuto a mettere in campo. Nell’ambito delle professioni della comunicazione queste ultime sono considerate un patrimonio ovvio, a fronte naturalmente di un percorso di studi dedicato e auspicabilmente di un portfolio di attività e di esperienze già maturate durante il periodo di formazione. La professoressa Mariagrazia Fanchi , docente di Strategie e linguaggi della comunicazione mediale, facoltà di Lettere e Filosofia , direttrice dell’ Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo (Almed) , interverrà v enerdì 24 agosto alle 18.40 sul tema “ La materia oscura.

 

Labcom, vent’anni da pioniere

milano Labcom, vent’anni da pioniere La festa per l’anniversario del Laboratorio di ricerche sulla comunicazione aziendale, fondato dal professor Edoardo Teodoro Brioschi . Si riassume così la storia ventennale del Laboratorio di ricerche sulla comunicazione aziendale ( LabCom ), centro di ricerca universitario istituito all’Università Cattolica il 22 giugno nel 1998. Su queste basi sorse la necessità di costituire un organismo che approfondisse scientificamente i temi della comunicazione aziendale e fosse anche di supporto per le nuove esigenze delle aziende stesse. Fu proprio il professor Brioschi a coinvolgere la Star, leader del settore alimentare, che offrì la base economica per costituire il laboratorio e che per questo fu intitolato alla memoria di Danilo Fossati, il fondatore dell’azienda, scomparso in quegli anni. La professoressa Maria Grazia Zoia , che dal 2011 conduce il LabCom, lo ha definito “centro di eccellenza, fucina di idee e iniziative” e ne ha delineato le attività ricche di risultati innovativi in tema di comunicazione e gli studi su tematiche di frontiera e di alta formazione. L’attività del Laboratorio si avvale di vari strumenti quali l’ International Postgraduate Master in Corporate Communications , l’organizzazione di convegni e seminari, la cura di rapporti con numerose università straniere, i network con associazioni professionali e aziende, la produzione di monografie e articoli su prestigiose riviste internazionali. Si tratta, ha detto il professor Brioschi, «di un’esperienza felice e riuscita, avviata verso altre avventure e prospettive di lavoro, per cui i nuovi tempi daranno nuovi frutti», augurandosi che in futuro il Laboratorio possa annoverare anche un maggior numero di ricercatori.

 

Il cibo? Sempre più "social"

Brescia Il cibo? Sempre più "social" Dalla figura dei food-blogger agli strumenti che permettono maggiore interattività da parte degli utenti, la comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è tra le più seguite oggi. dicembre 2017 La comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è, come tutti possiamo rilevare, molto seguita nella società contemporanea e, secondo alcune previsioni, lo sarà ancora di più in futuro. Del rapporto che intercorre tra i media e la gastronomia si è parlato durante l’incontro Dieta Mediale, storie e racconti di cibo tra carta stampata, tv e nuovi consumi che si è tenuto, venerdì 15 dicembre presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nella sala della Gloria sono intervenuti la dottoressa Paola Abbiezzi , docente di Storia della radio e della televisione, all’Università Cattolica; Leonardo Romanelli , critico, giornalista e scrittore enogastronomico di spicco e Iginio Massari , primo Maestro Pasticciere d’Italia ed allenatore della nazionale di pasticceria italiana. Storie di risvegli e vite quotidiane" , ha passato la parola all’autore del libro per una presentazione dello scritto e a Massari per chiedere al mago dei dolci quale leccornia per eccellenza meriti di essere consumata durante il pasto che precede ogni nostra avventura. Il maestro bresciano ha suggerito di mangiare, tra i pochi dolci che ci sono concessi, in quanto non esistono dessert dietetici, a colazione e sempre, quelli che riportano indietro a rivivere un momento piacevole del passato. Questa intermittenza del cuore di proustiana memoria è trattata anche da Romanelli nel suo libro come nel racconto "Tè e Curry" dove il protagonista in viaggio nell’India meridionale avvicinando una tazza di tè alle labbra si ricorda della persona amata e della prima volta che l’avevano bevuto insieme.

 

Alla ricerca di parole ponte

Milano Alla ricerca di parole ponte Giovedì 7 giugno, a Trieste, la seconda edizione di Parole O_Stili con la partecipazione del direttore di OssCom Piermarco Aroldi e della psicologa Simona Caravita . maggio 2018 È il quinto principio del Manifesto della comunicazione non ostile , oggi di grande attualità: “ Quando le parole sono un ponte ”. Sarà questo il filo conduttore della seconda edizione di Parole O_Stili che si svolgerà a Trieste giovedì 7 giugno. L’idea è quella di portare avanti un progetto collettivo che possa proporre pensieri e spunti per contrastare e contrapporsi a messaggi di chiusura, divisione, esclusione sempre più frequenti. Per questo motivo è stato chiesto alla community di Parole_Ostili, formata da professionisti della comunicazione d’impresa e della comunicazione politica, docenti, imprenditori, influencer, blogger, di raccontare qual è la loro “parola ponte”, quel termine che solitamente usano per comprendere, farsi capire, avvicinarsi agli altri. Nell’ambito del panel sul giornalismo, ci sarà poi il lancio ufficiale di Parole in formazione , una vera e propria chiamata al mondo dell’informazione affinché possa farsi portatore di consigli e di un messaggio di sensibilizzazione sul tema dell’utilizzo del linguaggio in rete. Il 7 giugno verrà presentata l’ultima parte della ricerca EU Kids Online , svolta in collaborazione con il Miur, che raccoglie i dati relativi alle competenze digitali dei ragazzi, la mediazione sociale e i rischi online da parte di famiglie e scuola».

 

Parole O_Stili anche a scuola

Milano Parole O_Stili anche a scuola Venerdì 9 febbraio in largo Gemelli, alla presenza della ministra Valeria Fedeli , una giornata di formazione gratuita per insegnanti degli istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo è promuovere tra gli studenti il Manifesto della comunicazione non ostile 12 gennaio 2018 Portare nelle scuole italiane il Manifesto della comunicazione non ostile . È la nuova tappa della campagna Parole O_Stili , promossa dall’omonima Ats, di cui l’Università Cattolica è partner . E proprio la sede milanese dell’Ateneo di largo Gemelli ospiterà “ Parole a Scuola ”, la giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e della comunicazione consapevole e informata in Rete per gli insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado . L’evento, in programma venerdì 9 febbraio in largo Gemelli a Milano, alla presenza della ministra Valeria Fedeli , ha lo scopo di fornire gli strumenti per educare alla cittadinanza digitale e per creare nuovi percorsi didattici che portino il Manifesto della comunicazione non ostile nelle classi d’Italia. A guidare i panel saranno docenti dell’Università Cattolica e di altri importanti atenei italiani, esperti di comunicazione, marketing e social media, giornalisti, specialisti della formazione e della cultura italiana, insegnanti che hanno già utilizzato il manifesto come strumento didattico. comunicazione #paroleostili #scuola #valeriafedeli Facebook Twitter Send by mail COME ISCRIVERSI AI PANEL La pagina ufficiale di Parole a scuola Per iscriversi ai panel/laboratori: piattaforma Eventbrite Per informazioni: scuola@paroleostili.it Profili social: Twitter ParoleOstili , Facebook Parole O_Stili.

 

A lezione con Zanardelli dei Coma_Cose

Musica A lezione con Zanardelli dei Coma_Cose Il noto rapper originario del lago di Garda, da anni attivo a Milano, è salito in cattedra per una lezione aperta agli studenti del Geco. È esattamente ciò che ho fatto ciò che ho fatto io con i videoclip dei miei brani. Quello di cui vado più fiero è Deserto : è realizzato con soli 400 , eppure traccia molto bene i nostri caratteri estetici, descrive bene i luoghi e lo stile entro cui ci muoviamo». La parola a Fausto Zanardelli , artista e produttore musicale originario della provincia di Brescia, sul lago di Garda, e oggi attivo a Milano dove ha dato avvio al progetto musicale Come_Cose , seguitissimo sui canali social e non solo, soprattutto da un pubblico di giovani. Quanto contano video e social network per la veicolazione di un contenuto musicale? FZ: I videoclip sono sicuramente importanti e complementari poiché contribuiscono a comunicare e diffondere il nostro concept. Ma come funziona la comunicazione musicale nel 2018? FZ: Sicuramente internet è il nuovo mezzo di comunicazione a 360°. Non si ragiona più secondo un calendario annuale, bensì in un’ottica di flusso continuo d’informazioni all’interno del quale ognuno si muove autonomamente e in modo trasversale, assecondando i propri gusti e scegliendo i canali che gli sono congeniali.

 

Con #adottaunoggetto usiamo il presente per valorizzare la storia

Con #adottaunoggetto usiamo il presente per valorizzare la storia Al via la campagna promozionale ideata dagli studenti del Ge.Co per il Musil che racconta la storia e il patrimonio del museo grazie a social network e digitale. È accaduto con #AdottaUnOggetto , la campagna realizzata dagli studenti del corso di laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e il turismo culturale (GeCo) per la comunicazione e divulgazione del vasto patrimonio del Musil, il Museo del'industria e del lavoro di Rodengo Saiano (Bs). Il progetto è nato nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale, tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries. Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo catalizzare l’attenzione, incuriosire e incrementare il pubblico del museo. Comunicare un museo non è sicuramente facile – precisano da subito Mininno e Martire – L’obiettivo è stato sin dall’inizio quello di promuovere in modo innovativo l’immagine del museo partendo da ciò che in esso è conservato, per catturare l’attenzione di nuovi spettatori e target diversi». Per farlo gli studenti hanno ideato ed elaborato progetti come "Museo Atelier", che ha coinvolto alcuni fashion designers chiamati a creare abiti reinterpretando stoffe e motivi dei tessuti conservati al Musil. Nello specifico di questo progetto ciò significa che al museo rimarrà il frutto del lavoro e della sperimentazione con gli studenti, mentre a questi ultimi rimarrà il bagaglio derivato da un’esperienza pratica e concreta che ci auguriamo possa essere l’inizio di un percorso lavorativo» ha concluso.

 

Ge.Co laurea i primi studenti

Per i primi quattro “dottori” del nuovo corso di laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali il lavoro pare assicurato . Dopo la stage curricolare in azienda, ora è arrivata per tre di loro (una è già proprietaria di un’agenzia di comunicazione) quello extracurricolare e retribuito con prospettiva di assunzione. Ge.co forma professionisti della comunicazione digitale in grado di gestire contenuti narrativi, argomentativi, persuasivi, drammaturgici, grafico-visivi e audiovisivi in primo luogo all’interno del web e dei social media, e quindi all’interno delle rete interconnessa dei media contemporanei. Figure professionali di cui il mercato pare abbia davvero bisogno. geco #comunicazione #studenti #laureati #brescia #lavoro Facebook Twitter Send by mail.

 

Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 

Bettetini, un pioniere della comunicazione

Sono lavori integralmente suoi o a volte in collaborazione con Fausto Colombo - oggi direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica -, Stefania Garassini , Barbara Gasparini , Nicoletta Vittadini e altri giovani allievi che poi si sono via via affermati nei loro campi. A partire dal 1989, con il suggestivo Deserto sulla terra (una frase del Trovatore di Verdi) si era cimentato anche in diversi romanzi, in cui emergeva una vena poetica che a volte sconfinava in tocchi di sorprendente surrealismo, come in Un tram senza rotaie (2000). Il campo più direttamente semiotico e di teoria cinematografica sarà invece il settore di riferimento di Francesco Casetti , oggi docente a Yale, e di Ruggero Eugeni , così come di altri allievi e collaboratori più giovani. Lo spettro di questi percorsi e di questi interessi mostra, credo, molto bene come Bettetini sia stato un pioniere in molti campi, ma anche abbia saputo individuare talenti e incoraggiare le persone a muoversi con coraggio e determinazione secondo le loro inclinazioni e le loro passioni intellettuali. Bettetini aveva una dimensione di paternità vissuta non solo nella sua bella famiglia (fra l’altro diversi dei suoi cinque figli, e in particolare Maria, Andrea, Massimo, sono studiosi e intellettuali ben noti nel loro campo), ma anche con tanti allievi, che lo ricordano con grandissimo affetto. E ha formato anche tantissimi professionisti che ora lavorano nel mondo della televisione, e ricordano non solo i suoi libri a volte ardui, ma anche - con grande gratitudine - l’esempio di rigore intellettuale e umano che hanno imparato nelle aule della Cattolica. Una volta il professore (gli ho sempre dato del Lei) mi raccontò che aveva avuto un breve incontro con Giovanni Paolo II , e, saputo che si occupava di mass media all’Università Cattolica, il Papa gli aveva detto una sola cosa: «È molto importante che Lei faccia scuola».

 

Comunicazione, è tempo di ibrido

cattolicapost Comunicazione, è tempo di ibrido Nel primo Libro bianco sulle professioni, l’Almed ha fotografato i radicali cambiamenti dei profili richiesti dal mercato. Un progetto guidato da Nicoletta Vittadini , docente di Sociologia della comunicazione e di Web e social Media, e Ruggero Eugeni , docente di Semiotica dei media e direttore di Almed. Facciamo un esempio… Sarà richiesta sempre di più un’alfabetizzazione informatica di base, soprattutto nel mondo della comunicazione, che non significa dover diventare programmatori, ma sapere che cosa vuol dire programmare. Comparti che tradizionalmente erano differenti oggi si stanno avvicinando, tanto che una serie di professioni è del tutto trasversale: il social media manager, figura che si inserisce in vari ambiti come l’agenzia, l’azienda, le media companies tradizionali o i quotidiani. In Italia cosa succede? «Le trasformazioni nel mondo della comunicazione e delle sue professioni in generale, ma nel nostro Paese in modo particolare, avvengono con velocità differenti: abbiamo dei settori di resistenza di modalità professionali precedenti, oppure dei fenomeni di modalità di adattamento lievi. È in atto una riconversione delle redazioni ai nuovi settori del web, del digital e del social e, soprattutto, sempre di più giornali e testate televisive fanno ricorso a free lancer in grado di garantire quel prodotto veloce e innovativo di cui hanno bisogno». Le start-up in Italia, nate come micro-imprese al servizio di imprese più grandi, in questo momento sono sempre più fagocitate da queste; sempre più i “cacciatori di teste” prendono direttamente giovani professionisti dalle start-up o giovani che sono maturati al loro interno, saltando una serie di passaggi anche generazionali.

 

Hélé Béji, narrare l'identità

Brescia Hélé Béji, narrare l'identità Il 22 febbraio la scrittrice franco-tunisina è stata ospite a Brescia in occasione della conferenza “L'écriture de Hélé Béji entre narration et essai”. Dopo aver lavorato all'Unesco come funzionario internazionale, ha fondato nel 1998 il Collège international di Tunisi: uno spazio di dialogo e di libertà, all'interno della Medina, con il chiaro obiettivo di avere un'influenza nella gestione politica del proprio paese in un momento drammatico della sua storia. Partendo dalla sua infanzia e dalla sua esperienza personale, Hélé Béji ha parlato di letteratura ma anche di identità e alterità, nonché del suo rapporto con la lingua e la cultura francese. Hélé Béji sostiene che per comprendere l'altro sia necessario partire da se stessi, ed è quello che essa propone in prima persona nelle conferenze che organizza al Collège international de Tunisi che conta nella sua storia ospiti illustri, da Derrida a Semprun. Pur trattandosi di una lingua parlata da gente che non sa scrivere, essa, contrariamente a ciò che pensano molti studiosi, diventa il veicolo di una riflessione che parte dalla conoscenza diretta degli esseri umani e della loro psicologia, imparata direttamente dalle relazioni sociali. Esse sono per Hélé Béji come due vasi comunicanti poiché la lingua dell'istruzione le ha permesso di comprendere che esisteva una lingua rurale, che è diventata per lei la voce dell'antropologia, dell'etnologia e soprattutto di una parte fondamentale di se stessa. In conclusione, la scrittirice è stata la protagonista di un incontro vivo, che ha permesso al pubblico di entrare in dialogo con un’esperienza: quella di una grande donna che continua ad avere il coraggio per dare voce agli intellettuali in un periodo difficile.

 

Comunicare la sostenibilità

Ecologia Comunicare la sostenibilità Il 17 marzo al Giornale di Brescia si è svolta la prima lezione del master Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso dall'Alta Scuola per l'Ambiente. by Andrea Bonfiglio | 21 marzo 2017 Cosa si intende per sostenibilità alimentare? Quali leggi la regolamentano? E quali strategia possono essere attuate per una corretta comunicazione del tema? Se ne è parlato nell'ambito di "Gestione e comunicazione della sostenibilità" , prima lezione del master Condividere per gestire e comunicare la sostenibilità. Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso da Asa - l'Alta Scuola per l'Ambienta diretta da Pierluigi Malavasi e tenutasi presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia. Questa legge non si occupa di una gestione del rifiuto, bensì di recuperare prodotti che non sono solo generi alimentari ma anche farmaci e oggetti, prima che si deteriorino. A tal proposito la legge francese si concentra sulla grande distribuzione che, per la sua organizzazione, si configura come il moderno sistema di vendita al dettaglio attraverso una rete di supermercati e di altre catene di intermediari di diversa natura. Si tratta di una borsa in acciaio, carta, alluminio, legno o plastica che ha l’obbiettivo di rendere il riutilizzo del cibo avanzato al ristorante un’abitudine socialmente condivisa e non più imbarazzante. Diversa dallo spreco alimentare è l’eccedenza alimentare, ossia quel ‘surplus' che per diverse ragioni, non sempre eliminabili, si genera nella filiera alimentare.

 

La comunicazione prende l’auto

Il suo debutto all’Eicma nell’ambito di un incontro con il Digital Marketing and Communications Manager di Ducati Angelo Marino e l’influencer Alberto Soiatti 08 novembre 2018 AAA appassionati d’automotive cercansi e con un sogno nel cassetto: occuparsi di comunicazione per un’azienda di successo. Auto, ciclo e motociclo , organizzato da Almed (Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo), da Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), e da Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana). Un percorso formativo unico nel suo genere, perché va a coprire una fetta del mercato professionale finora scoperta, e nato sulla spinta di alcuni dati che caratterizzano un comparto trainante per l’economia del Paese. Sempre secondo dati Nielsen, poi, gli investimenti nel digital advertising del 2018 cresceranno del 9,4% rispetto all’anno precedente: ben più della media del mercato digital, che si fermerà al 7,9%. Diverse le materie di studio: dalle strategie di comunicazione integrata all’organizzazione dell’ufficio stampa, dall’apprendimento delle tecniche di ghostwriting e storytelling, fino allo studio del funzionamento delle associazioni di categoria e degli enti regolatori. Il master ha fatto il suo debutto alla 76esima edizione dell’Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori (Eicma), il più importante evento fieristico a livello mondiale per l’intero settore delle 2 ruote. L’occasione è stata offerta da un incontro dal titolo “Comunicare l’Automobile: passione e professionalità” nel corso del quale si sono confrontati due ospiti d’eccezione: il Digital Marketing and Communications Manager di Ducati Motor Holding Angelo Marino e l’influencer Alberto Soiatti .

 

Talent Academy, il talento è donna

MILANO Talent Academy, il talento è donna Finalissima tutta al femminile per la tredicesima edizione del project work del Cimo, che offre l’opportunità agli studenti di creare progetti di comunicazione per grandi realtà imprenditoriali. by Marco Tangerini | 11 luglio 2017 Da Maserati a Nestlé Baci Perugina, da Adecco Group a Intesa Sanpaolo, fino a Si-log, azienda fiorentina con sede americana attenta a far risaltare i giovani esperti di comunicazione. Ad aggiudicarsi il podio il team di Francesca De Villa , Marta Michelis e Beatrice Bellotto per Adecco Group, grazie anche all’aiuto della coach Paola Amendola , ex vincitrice di Talent Academy. Le studentesse sono state premiate da Giorgio Brenna , Chairman & Ceo Continental Western Europe di Leo Burnett Company Worldwide, e si sono aggiudicate un anno di associatura alla prestigiosa International Advertising Association. Novità di quest’anno il premio della critica per il progetto più rivoluzionario, vinto dal team di Anna Leggeri con Isabella Tagliabue e Laura Rurali , premiate da Angelo D’Alessandro , fondatore di buddybank, la banca esperienziale di Unicredit. Cinque i team finalisti di questa edizione: oltre a quelli capitanati da Francesca De Villa, per Adecco Group, e da Anna Leggeri, per Maserati, i gruppi di Stefania Melina , per Baci Perugina, di Alice Giacomini , per Si-Log, e di Giulia Frassica , per Intesa Sanpaolo. Avvicinare i Millennials al brand, rivoluzionare l’esperienza del prodotto, tattiche innovative di employer branding: questo e molto di più nel corso dell’esposizione dei cinque team, capaci di tenere il palco come delle professioniste.

 

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