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Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 

Con #adottaunoggetto usiamo il presente per valorizzare la storia

Con #adottaunoggetto usiamo il presente per valorizzare la storia Al via la campagna promozionale ideata dagli studenti del Ge.Co per il Musil che racconta la storia e il patrimonio del museo grazie a social network e digitale. È accaduto con #AdottaUnOggetto , la campagna realizzata dagli studenti del corso di laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e il turismo culturale (GeCo) per la comunicazione e divulgazione del vasto patrimonio del Musil, il Museo del'industria e del lavoro di Rodengo Saiano (Bs). Il progetto è nato nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale, tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries. Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo catalizzare l’attenzione, incuriosire e incrementare il pubblico del museo. Comunicare un museo non è sicuramente facile – precisano da subito Mininno e Martire – L’obiettivo è stato sin dall’inizio quello di promuovere in modo innovativo l’immagine del museo partendo da ciò che in esso è conservato, per catturare l’attenzione di nuovi spettatori e target diversi». Per farlo gli studenti hanno ideato ed elaborato progetti come "Museo Atelier", che ha coinvolto alcuni fashion designers chiamati a creare abiti reinterpretando stoffe e motivi dei tessuti conservati al Musil. Nello specifico di questo progetto ciò significa che al museo rimarrà il frutto del lavoro e della sperimentazione con gli studenti, mentre a questi ultimi rimarrà il bagaglio derivato da un’esperienza pratica e concreta che ci auguriamo possa essere l’inizio di un percorso lavorativo» ha concluso.

 

Ge.Co va in scena a Supernova

Brescia Ge.Co va in scena a Supernova Una performance di Slam poetry ha evidenziato come la tecnologia possa essere al servizio della parola. Nuovi aspetti della comunicazioni che sono al centro dell’attività formativa della laurea magistrale Geco. by Bianca Martinelli | 05 ottobre 2016 Anche l’Università Cattolica è stata tra i protagonisti di Supernova , il festival bresciano dedicato all’innovazione tecnologica. Lo spirito dell’iniziativa è stato ben riassunto dal prof. Ruggero Eugeni , coordinatore del Ge.co: « L’Università Cattolica è stata parte attiva di un’importante iniziativa all’interno del tessuto urbano e accanto alle principali realtà bresciane. Grazie a Ge.Co l’intero Ateneo è stato protagonista e ha potuto illustrare le proprie attività didattiche e di culturali». geco #universita #comunicazione #media Facebook Twitter Send by mail.

 

Talent Academy, il talento è donna

MILANO Talent Academy, il talento è donna Finalissima tutta al femminile per la tredicesima edizione del project work del Cimo, che offre l’opportunità agli studenti di creare progetti di comunicazione per grandi realtà imprenditoriali. by Marco Tangerini | 11 luglio 2017 Da Maserati a Nestlé Baci Perugina, da Adecco Group a Intesa Sanpaolo, fino a Si-log, azienda fiorentina con sede americana attenta a far risaltare i giovani esperti di comunicazione. Ad aggiudicarsi il podio il team di Francesca De Villa , Marta Michelis e Beatrice Bellotto per Adecco Group, grazie anche all’aiuto della coach Paola Amendola , ex vincitrice di Talent Academy. Le studentesse sono state premiate da Giorgio Brenna , Chairman & Ceo Continental Western Europe di Leo Burnett Company Worldwide, e si sono aggiudicate un anno di associatura alla prestigiosa International Advertising Association. Novità di quest’anno il premio della critica per il progetto più rivoluzionario, vinto dal team di Anna Leggeri con Isabella Tagliabue e Laura Rurali , premiate da Angelo D’Alessandro , fondatore di buddybank, la banca esperienziale di Unicredit. Cinque i team finalisti di questa edizione: oltre a quelli capitanati da Francesca De Villa, per Adecco Group, e da Anna Leggeri, per Maserati, i gruppi di Stefania Melina , per Baci Perugina, di Alice Giacomini , per Si-Log, e di Giulia Frassica , per Intesa Sanpaolo. Avvicinare i Millennials al brand, rivoluzionare l’esperienza del prodotto, tattiche innovative di employer branding: questo e molto di più nel corso dell’esposizione dei cinque team, capaci di tenere il palco come delle professioniste.

 

Ge.Co laurea i primi studenti

Per i primi quattro “dottori” del nuovo corso di laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali il lavoro pare assicurato . Dopo la stage curricolare in azienda, ora è arrivata per tre di loro (una è già proprietaria di un’agenzia di comunicazione) quello extracurricolare e retribuito con prospettiva di assunzione. Ge.co forma professionisti della comunicazione digitale in grado di gestire contenuti narrativi, argomentativi, persuasivi, drammaturgici, grafico-visivi e audiovisivi in primo luogo all’interno del web e dei social media, e quindi all’interno delle rete interconnessa dei media contemporanei. Figure professionali di cui il mercato pare abbia davvero bisogno. geco #comunicazione #studenti #laureati #brescia #lavoro Facebook Twitter Send by mail.

 

Il cibo? Sempre più "social"

Brescia Il cibo? Sempre più "social" Dalla figura dei food-blogger agli strumenti che permettono maggiore interattività da parte degli utenti, la comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è tra le più seguite oggi. dicembre 2017 La comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è, come tutti possiamo rilevare, molto seguita nella società contemporanea e, secondo alcune previsioni, lo sarà ancora di più in futuro. Del rapporto che intercorre tra i media e la gastronomia si è parlato durante l’incontro Dieta Mediale, storie e racconti di cibo tra carta stampata, tv e nuovi consumi che si è tenuto, venerdì 15 dicembre presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nella sala della Gloria sono intervenuti la dottoressa Paola Abbiezzi , docente di Storia della radio e della televisione, all’Università Cattolica; Leonardo Romanelli , critico, giornalista e scrittore enogastronomico di spicco e Iginio Massari , primo Maestro Pasticciere d’Italia ed allenatore della nazionale di pasticceria italiana. Storie di risvegli e vite quotidiane" , ha passato la parola all’autore del libro per una presentazione dello scritto e a Massari per chiedere al mago dei dolci quale leccornia per eccellenza meriti di essere consumata durante il pasto che precede ogni nostra avventura. Il maestro bresciano ha suggerito di mangiare, tra i pochi dolci che ci sono concessi, in quanto non esistono dessert dietetici, a colazione e sempre, quelli che riportano indietro a rivivere un momento piacevole del passato. Questa intermittenza del cuore di proustiana memoria è trattata anche da Romanelli nel suo libro come nel racconto "Tè e Curry" dove il protagonista in viaggio nell’India meridionale avvicinando una tazza di tè alle labbra si ricorda della persona amata e della prima volta che l’avevano bevuto insieme.

 

Parole O_Stili anche a scuola

Milano Parole O_Stili anche a scuola Venerdì 9 febbraio in largo Gemelli, alla presenza della ministra Valeria Fedeli , una giornata di formazione gratuita per insegnanti degli istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo è promuovere tra gli studenti il Manifesto della comunicazione non ostile 12 gennaio 2018 Portare nelle scuole italiane il Manifesto della comunicazione non ostile . È la nuova tappa della campagna Parole O_Stili , promossa dall’omonima Ats, di cui l’Università Cattolica è partner . E proprio la sede milanese dell’Ateneo di largo Gemelli ospiterà “ Parole a Scuola ”, la giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e della comunicazione consapevole e informata in Rete per gli insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado . L’evento, in programma venerdì 9 febbraio in largo Gemelli a Milano, alla presenza della ministra Valeria Fedeli , ha lo scopo di fornire gli strumenti per educare alla cittadinanza digitale e per creare nuovi percorsi didattici che portino il Manifesto della comunicazione non ostile nelle classi d’Italia. A guidare i panel saranno docenti dell’Università Cattolica e di altri importanti atenei italiani, esperti di comunicazione, marketing e social media, giornalisti, specialisti della formazione e della cultura italiana, insegnanti che hanno già utilizzato il manifesto come strumento didattico. comunicazione #paroleostili #scuola #valeriafedeli Facebook Twitter Send by mail COME ISCRIVERSI AI PANEL La pagina ufficiale di Parole a scuola Per iscriversi ai panel/laboratori: piattaforma Eventbrite Per informazioni: scuola@paroleostili.it Profili social: Twitter ParoleOstili , Facebook Parole O_Stili.

 

Dietro le quinte di Pezzali, Nek e Renga

CATTOLICAPOST Dietro le quinte di Pezzali, Nek e Renga Per gli studenti del master in Comunicazione musicale una lezione sul campo al Forum di Assago in occasione della prima data del concerto milanese del trio. aprile 2018 di Alessia Buttini e Riccardo Cresseri * Osservare il “dietro le quinte” della grande “macchina” che prepara un concerto, rendendolo fruibile dal pubblico. Più tardi, abbiamo potuto accedere al vero e proprio backstage, visitando gli uffici dei vari management e dello staff e incontrando altri professionisti, accompagnati anche da Veronica Corno, responsabile comunicazione del promoter F&P Group. Per concludere la giornata in bellezza, abbiamo assistito al concerto di Pezzali, Nek e Renga: il trio si è esibito per oltre due ore e mezza, presentandosi sul palco con il brano inedito che ha dato vita all’intero progetto: “Duri da battere”, di fronte a un pubblico particolarmente caloroso. Con uno sguardo nel backstage, per poter vedere dal vivo l’enorme lavoro che sta dietro a una produzione del genere anche nel suo svolgersi, non ci siamo tirati indietro dal cantare insieme al pubblico le canzoni del trio. In scaletta tutti i più grandi successi di Pezzali, Nek e Renga, dai classici “Hanno ucciso l’uomo ragno”, “Laura non c’è”, “Angelo”, fino ai brani più recenti degli ultimi festival di Sanremo, “Fatti avanti amore” e “Vivendo adesso”, reinterpretati in inedite versioni a due o tre voci. A pochi giorni dalle fine delle lezioni in aula del nostro anno di master, e a poco dall’inizio dei nostri stage non potevamo sperare in una dimostrazione migliore del lavoro dietro le quinte della musica.

 

Comunicazione, consigli per naviganti

cattolicapost Comunicazione, consigli per naviganti Erica Negri, Layla Pavone, Linda Ovena, Silvia Barbieri e Mara Maionchi , cinque professioniste del settore, spiegano competenze e i profili emergenti nel mercato del lavoro. E, nel mercato del lavoro, il confronto non si gioca su un piano locale o nazionale, i confini si sono allargati al globo e l’orizzonte è quello digitale. È quello che hanno spiegato le professioniste coinvolte nel workshop “ Le professioni della comunicazione “, organizzato dall' Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) , che si sono confrontate su come affrontare le sfide nel settore della comunicazione. Layla Pavone , Chief Innovation & Marketing and Communication Officer e consigliere delegato di Digital Magics Spa, mette l’accento sulle soft skills , molto ricercate oggi: il mondo della comunicazione richiede «capacità di essere molto flessibili, di avere un pensiero trasversale, di essere resilienti». La docente e condirettrice del master in Digital Communication Specialist , sottolinea l’importanza di saper «leggere in maniera orizzontale quelli che sono i fenomeni e la capacità di relazionarsi, di ingaggiare, quindi di coinvolgere le persone. Altro grande tema della comunicazione legata al mondo del digitale e dei social media in particolare, dove una delle parole chiave più importanti per chi si occupa di comunicazione è proprio l’engagement». Nel suo caso, la volontà di rimettere tutto in gioco è stata una scommessa vinta con grande testardaggine e caparbietà: «Capire quello che volete fare è il miglior regalo che possiate farvi».

 

Hélé Béji, narrare l'identità

Brescia Hélé Béji, narrare l'identità Il 22 febbraio la scrittrice franco-tunisina è stata ospite a Brescia in occasione della conferenza “L'écriture de Hélé Béji entre narration et essai”. Dopo aver lavorato all'Unesco come funzionario internazionale, ha fondato nel 1998 il Collège international di Tunisi: uno spazio di dialogo e di libertà, all'interno della Medina, con il chiaro obiettivo di avere un'influenza nella gestione politica del proprio paese in un momento drammatico della sua storia. Partendo dalla sua infanzia e dalla sua esperienza personale, Hélé Béji ha parlato di letteratura ma anche di identità e alterità, nonché del suo rapporto con la lingua e la cultura francese. Hélé Béji sostiene che per comprendere l'altro sia necessario partire da se stessi, ed è quello che essa propone in prima persona nelle conferenze che organizza al Collège international de Tunisi che conta nella sua storia ospiti illustri, da Derrida a Semprun. Pur trattandosi di una lingua parlata da gente che non sa scrivere, essa, contrariamente a ciò che pensano molti studiosi, diventa il veicolo di una riflessione che parte dalla conoscenza diretta degli esseri umani e della loro psicologia, imparata direttamente dalle relazioni sociali. Esse sono per Hélé Béji come due vasi comunicanti poiché la lingua dell'istruzione le ha permesso di comprendere che esisteva una lingua rurale, che è diventata per lei la voce dell'antropologia, dell'etnologia e soprattutto di una parte fondamentale di se stessa. In conclusione, la scrittirice è stata la protagonista di un incontro vivo, che ha permesso al pubblico di entrare in dialogo con un’esperienza: quella di una grande donna che continua ad avere il coraggio per dare voce agli intellettuali in un periodo difficile.

 

Comunicare la sostenibilità

Ecologia Comunicare la sostenibilità Il 17 marzo al Giornale di Brescia si è svolta la prima lezione del master Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso dall'Alta Scuola per l'Ambiente. by Andrea Bonfiglio | 21 marzo 2017 Cosa si intende per sostenibilità alimentare? Quali leggi la regolamentano? E quali strategia possono essere attuate per una corretta comunicazione del tema? Se ne è parlato nell'ambito di "Gestione e comunicazione della sostenibilità" , prima lezione del master Condividere per gestire e comunicare la sostenibilità. Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso da Asa - l'Alta Scuola per l'Ambienta diretta da Pierluigi Malavasi e tenutasi presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia. Questa legge non si occupa di una gestione del rifiuto, bensì di recuperare prodotti che non sono solo generi alimentari ma anche farmaci e oggetti, prima che si deteriorino. A tal proposito la legge francese si concentra sulla grande distribuzione che, per la sua organizzazione, si configura come il moderno sistema di vendita al dettaglio attraverso una rete di supermercati e di altre catene di intermediari di diversa natura. Si tratta di una borsa in acciaio, carta, alluminio, legno o plastica che ha l’obbiettivo di rendere il riutilizzo del cibo avanzato al ristorante un’abitudine socialmente condivisa e non più imbarazzante. Diversa dallo spreco alimentare è l’eccedenza alimentare, ossia quel ‘surplus' che per diverse ragioni, non sempre eliminabili, si genera nella filiera alimentare.

 

Bettetini, un pioniere della comunicazione

Sono lavori integralmente suoi o a volte in collaborazione con Fausto Colombo - oggi direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica -, Stefania Garassini , Barbara Gasparini , Nicoletta Vittadini e altri giovani allievi che poi si sono via via affermati nei loro campi. A partire dal 1989, con il suggestivo Deserto sulla terra (una frase del Trovatore di Verdi) si era cimentato anche in diversi romanzi, in cui emergeva una vena poetica che a volte sconfinava in tocchi di sorprendente surrealismo, come in Un tram senza rotaie (2000). Il campo più direttamente semiotico e di teoria cinematografica sarà invece il settore di riferimento di Francesco Casetti , oggi docente a Yale, e di Ruggero Eugeni , così come di altri allievi e collaboratori più giovani. Lo spettro di questi percorsi e di questi interessi mostra, credo, molto bene come Bettetini sia stato un pioniere in molti campi, ma anche abbia saputo individuare talenti e incoraggiare le persone a muoversi con coraggio e determinazione secondo le loro inclinazioni e le loro passioni intellettuali. Bettetini aveva una dimensione di paternità vissuta non solo nella sua bella famiglia (fra l’altro diversi dei suoi cinque figli, e in particolare Maria, Andrea, Massimo, sono studiosi e intellettuali ben noti nel loro campo), ma anche con tanti allievi, che lo ricordano con grandissimo affetto. E ha formato anche tantissimi professionisti che ora lavorano nel mondo della televisione, e ricordano non solo i suoi libri a volte ardui, ma anche - con grande gratitudine - l’esempio di rigore intellettuale e umano che hanno imparato nelle aule della Cattolica. Una volta il professore (gli ho sempre dato del Lei) mi raccontò che aveva avuto un breve incontro con Giovanni Paolo II , e, saputo che si occupava di mass media all’Università Cattolica, il Papa gli aveva detto una sola cosa: «È molto importante che Lei faccia scuola».

 

Comunicazione, è tempo di ibrido

cattolicapost Comunicazione, è tempo di ibrido Nel primo Libro bianco sulle professioni, l’Almed ha fotografato i radicali cambiamenti dei profili richiesti dal mercato. Un progetto guidato da Nicoletta Vittadini , docente di Sociologia della comunicazione e di Web e social Media, e Ruggero Eugeni , docente di Semiotica dei media e direttore di Almed. Facciamo un esempio… Sarà richiesta sempre di più un’alfabetizzazione informatica di base, soprattutto nel mondo della comunicazione, che non significa dover diventare programmatori, ma sapere che cosa vuol dire programmare. Comparti che tradizionalmente erano differenti oggi si stanno avvicinando, tanto che una serie di professioni è del tutto trasversale: il social media manager, figura che si inserisce in vari ambiti come l’agenzia, l’azienda, le media companies tradizionali o i quotidiani. In Italia cosa succede? «Le trasformazioni nel mondo della comunicazione e delle sue professioni in generale, ma nel nostro Paese in modo particolare, avvengono con velocità differenti: abbiamo dei settori di resistenza di modalità professionali precedenti, oppure dei fenomeni di modalità di adattamento lievi. È in atto una riconversione delle redazioni ai nuovi settori del web, del digital e del social e, soprattutto, sempre di più giornali e testate televisive fanno ricorso a free lancer in grado di garantire quel prodotto veloce e innovativo di cui hanno bisogno». Le start-up in Italia, nate come micro-imprese al servizio di imprese più grandi, in questo momento sono sempre più fagocitate da queste; sempre più i “cacciatori di teste” prendono direttamente giovani professionisti dalle start-up o giovani che sono maturati al loro interno, saltando una serie di passaggi anche generazionali.

 

La radio è viva, viva la radio

cattolicapost La radio è viva, viva la radio Il mezzo radiofonico è stato il più rapido ad affrontare senza traumi il passaggio al digitale e, nonostante i tanti anni sulle spalle, è sempre più popolare. Per questo secondo Giorgio Simonelli - docente di Giornalismo radiofonico e televisivo e direttore del nuovo master dell’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) Fare Radio Ideazione, produzione e gestione dei prodotti radiofonici in partenza a novembre - il passaggio dall’etere al digitale la coinvolge senza traumi. Persino contenuti distribuiti in forma di podcasting, selezionati per un consumo individuale, sono immessi in quell’immenso spazio di condivisione e di aggregazione rappresentato dai social media creando un nuovo pubblico, quello che Tiziano Bonini definisce pubblico reticolare ». L’evoluzione più recente della radiofonia è l’esigenza di mostrarsi agli occhi del pubblico, di diventare visibili , presenti fisicamente o almeno in una serie di immagini. Non possono quindi mancare professionisti in grado di gestire il fenomeno: video e fotomakers, organizzatori di quegli eventi in cui i protagonisti della comunicazione radiofonica appaiono in carne e ossa, in una sorta di epifania, ai loro fans». radio #comunicazione #musica #professioni Facebook Twitter Send by mail UNA PROFEZIA SBAGLIATA di Gianni Sibilla, direttore didattico del Master in Comunicazione musicale “ Video killed the radio star ” cantava una band alla fine degli anni ’70: quella canzone e quel video, nell’81, avrebbero inaugurato le trasmissioni di Mtv . Dalle nostre origini (nel 2017-1208 arriveremo alla 17esima edizione), una grossa parte delle lezioni del master è stato ed è ovviamente focalizzato sui diversi aspetti del rapporto tra radio e musica.

 

Sport, emozioni forti… in poltrona

RICERCA Sport, emozioni forti… in poltrona Bassa pratica sportiva, ma investimenti in aumento per la copertura mediatica e le sponsorizzazioni delle diverse discipline. La fruizione dello sport attraverso i media è un’esperienza psicologicamente emozionante e fisicamente attivante, fortemente caratterizzata dalla modalità con cui lo sport viene raccontato. Caratteristiche e numeri interessanti che spiegano il legame tra gli italiani e la comunicazione sportiva ma anche il grande investimento del mondo dei media, e degli sponsor, in risorse dedicate allo sport. La personalità degli sport è stata sondata utilizzando la “Personality Wheel”, strumento messo a punto presso il Centro di Psicologia della comunicazione. Volley, Nuoto, Running sono risultati gli sport che possiedono maggiormente il tratto della sincerity (genuinità, onestà, allegria); Rugby, Rally, Board, motociclismo quelli che si caratterizzano per maggiore ruggedness (mascolinità, rudezza, difficoltà). Infine è stata presentata la possibilità di valutare l’affinità tra sport e sponsor ponendo in evidenza la coerenza tra i tratti dell’uno e dell’altro e la possibilità di ottimizzarne l’efficacia comunicativa. Le potenzialità comunicativa dei singoli sport ( KB) Affinity Brand Test ( KB) #sport ciceri comunicazione lexis slalom Facebook Twitter Send by mail.

 

Generazione Holly e Benji

I risultati della ricerca coordinata da Osscom 18 settembre 2009 «Noi, quelli che…»: Lascia o raddoppia per i sessantenni, Carosello per i cinquantenni, DriveIn per i trenta/quarantenni, Holly e Benji per gli adolescenti e ventenni di oggi. Tuttavia molti studiosi, come per esempio il sociologo Alberto Marinelli , intervenuto alla tavola rotonda finale del Convegno - insieme a Renato Fiocca , docente di marketing della nostra università e Alessandro Rosina , professore di demografia - invitano alla prudenza nell’attribuire le cause delle differenze alla solo diffusione delle tecnologie. Guardando oltre le schematizzazioni del dibattito giornalistico, gli interventi di Piermarco Aroldi e Fausto Colombo hanno proposto di ripensare l’idea di generazione secondo un approccio multidimensionale, in cui al dato anagrafico si unisce l’importanza dei tratti biografici, storici e culturali. In questo articolato quadro interpretativo si è inserita la presentazione di alcuni risultati più in dettaglio provenienti dalla ricerca condotta dal pool di atenei italiani (le Università degli studi di Urbino, di Trento, di Bergamo, e La Sapienza di Roma). Una generazione, quella degli anni Ottanta (oggetto di uno speciale approfondimento della ricerca), che attraverso gli scrittori sembra avere messo in scena proprio la difficoltà a coagulare un “noi” e – attraverso quel noi – una visione del futuro condivisa. In particolare, l’intervento di Luca Rossi e Matteo Stefanelli ha permesso di descrivere in profondità le “retoriche” e i cosiddetti “repertori culturali” presenti nei vissuti dei quattro gruppi, attraverso il supporto di alcune “mappe memoriali” in grado di rappresentare schematicamente la diversificazione e complessificazione delle ricostruzioni mediali generazionali. Repertori implicati e “agiti” da complessi processi sociali di differenziazione e autodefinzione, ma anche serbatoi di riferimenti condivisi “di per sé”, come ancoraggi dell’identità e - attraverso la memoria - della propria posizione nel continuum della Storia.

 

La stampa aziendale va sempre più in Rete

In quest’ultimo caso, per il 45% si tratta di una testata “migrata digitale” che ha sostituito quella cartacea e per il 55% di una testata “nativa digitale ”. Insomma numeri che la dicono lunga sui cambiamenti che sta attraversando l’editoria aziendale, dove è in atto una progressiva integrazione degli strumenti online e offline con una carta che cerca di resistere alle rivoluzioni imposte dalla comunicazione social. È questa la fotografia scattata dall’indagine “Dalla carta al web: l’editoria aziendale in Italia” , il rapporto curato dall’Università Cattolica per conto di Ascai , l’Associazione che da sessant’anni riunisce i migliori comunicatori aziendali in rappresentanza di aziende e multinazionali d’eccellenza che operano nel Paese. In quest’ultimo caso, per il 45% si tratta di una testata “migrata digitale” che ha sostituito una precedente testata cartacea e per il 55% di una testata “nativa digitale”. Va precisato che, pur in presenza di una forte innovazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, prevale il trend a proporre in rete la stessa tradizionale versione tipografica del periodico, con testi e linguaggi adatti a essere letti e approfonditi su carta piuttosto che su pc o tablet. Infatti, nei casi di coesistenza di periodici cartacei e digitali, ben l’81,8% ha l’edizione online che replica esattamente quella cartacea , mentre nel restante 18,2% l’edizione online è diversa per contenuti, aggiornamenti e formati multimediali, e solo parzialmente aperta alla condivisione e partecipazione dei lettori. La comunicazione aziendale nel futuro? «Oggi – aggiunge Incletolli – consiste più che mai nella riscoperta di valori che l’innovazione tecnologica difficilmente è in grado di sostituire.

 

Un libro bianco sulla comunicazione

by Davide Fantinati | 06 aprile 2016 Un lavoro di analisi sull’evoluzione delle figure professionali della comunicazione che dura da tempo e porterà alla pubblicazione di un Libro Bianco in materia. Lo presenterà mercoledì 4 maggio a Milano, in aula Pio XI, l’ Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica, attenta a rinnovare le figure professionali che forma, sempre in accordo con le trasformazioni di questo contesto, anche attraverso una serie di partnership. Dal 2014 si è reso necessario un lavoro sistematico di ricognizione dell’evoluzione delle figure professionali della comunicazione: un bisogno non solo dei formatori, ma anche degli operatori del settore» spiega Nicoletta Vittadini , docente all’Università Cattolica e direttore del master in Digital Communication Specialist di Almed. È realizzato in collaborazione con Assolombarda, Assocom, Ferpi e Assorel, realtà che raccolgono i professionisti del settore comunicazione, e con Osscom e Certa , centri di ricerca dell’Ateneo, che stanno realizzando interviste ai responsabili delle Hr di agenzie di comunicazione e aziende». Tra le evidenze che emergono dalla ricerca: alcune professioni cambiano nome e forma; si sviluppa una sempre maggiore interconnessione tra i ruoli professionali e una conseguente minore frammentazione; nascono nuove professionalità e, senza dubbio, il network diventa decisivo all’interno e all’esterno dal proprio posto di lavoro. Comunicare per poter fare quello che si fa: è l’esperienza di Matteo Sarzana , tra i relatori al workshop, General Manager di Deliveroo Italy , un servizio legato al food, che di per sé non è strettamente comunicazione, ma si fonda sulle dinamiche comunicative consentite dalla rete, senza cui non esisterebbe. Abbiamo organizzato altri due eventi che hanno indagato altrettanti aspetti legati alle nuove professioni della comunicazione: da una parte le trasformazioni portate dalla digitalizzazione, dall’altra quelle legate al mondo dell’audiovisivo (televisione e produzione di video come strumento comunicativo delle aziende)».

 

Una guida per la media relation

Nella sede di Assolombarda la presentazione del volume curato da Simonetta Saracino e Alberto Negri : un vademecum che racconta l’evoluzione decennale del master di Almed dedicato alla comunicazione aziendale. by Daniela Fogliada | 06 aprile 2016 Una vera e propria guida sull’universo della comunicazione aziendale, ricca di strategie, consigli di professionisti senior e junior, e di riflessioni del mondo accademico. Storie, tecniche e passioni di giovani comunicatori dall’Università all’Impresa ” a cura di Simonetta Saracino e Alberto Negri , edito da Franco Angeli, che verrà presentato mercoledì 11 maggio alle ore 18.30 nella sede di Assolombarda a Milano. Un professionista che si distingue dall’uomo di marketing, cosi come dal pubblicitario, per l’approccio con cui si pone rispetto alla comunicazione, “con la forma mentale e l’atteggiamento di un diplomatico di carriera. Racconti di scelte di vita, della passione e dell’impegno per la comunicazione e per il master, che inevitabilmente si concludono con istruzioni per l’uso a disposizione di chi desidera entrare nel mondo affascinante ma complesso e delicato della comunicazione d’impresa. Pre-requisito sine qua non, la speranza, intesa come “atto di fiducia in una scelta positiva che ti può cambiare la vita” e che accompagna il percorso nelle diverse fasi, da quella accademica del programma, allo stage, fino alla crescita in azienda. Fattore che ritorna, fondamentale, nel ruolo delle diverse realtà professionali che hanno reso e rendono possibile la storia del percorso formativo: “L’università, le imprese e i testimonial che ci hanno creduto e ci credono ”.

 

Comunicazione, la rivoluzione del digitale

Come quelle che hanno dimostrato di avere sei studenti del master in Digital Communications Specialist che sono stati fra i nove finalisti di Twitter4Uni con i loro progetti creativi. Sotto la guida di Paolo Iabichino , Chief Creative Officer di Group Ogilvy & Mather Italy e docente di Tecniche di Creatività al master, hanno ideato diversi progetti, due dei quali sono stati selezionati fra i progetti finalisti. A “ Dolomitwt ” hanno lavorato Andrea Aramini, Luca Oggioni e Margherita Sabbi , che hanno pensato a un servizio utile agli appassionati di sci e snowboard mirato a fornire attraverso Twitter informazioni su meteo, mappe e percorsi ma anche a dare possibilità di acquistare i biglietti attraverso i social network. Il corso di “Tecniche di creatività” in particolare ci ha aperto nuovi modi di pensare e ideare una strategia di comunicazione vincente e che avesse al centro il “racconto di una storia”. Paolo Iabichino ci ha ispirato profondamente sia nel suo ruolo di docente che in quello di direttore creativo di una delle agenzie di comunicazione più importanti al mondo». Oggi siamo chiamati a dotarci di una nuova sensibilità verso i nostri interlocutori ed è bello sapere che anche una materia così impalpabile possa trovare spazio all’interno di un master dedicato a formare i nuovi professionisti della comunicazione digitale” conclude Iabichino. Il master ha come obiettivo la formazione di figure professionali con un elevato grado di specializzazione, capaci di operare sul fronte della comunicazione digitale all’interno di agenzie e aziende, anche in una dimensione internazionale.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Ue, dietro le quinte degli affari esteri

MILANO Ue, dietro le quinte degli affari esteri A raccontare agli studenti che cosa significa lavorare al fianco dell’Alto Rappresentante Mogherini è stato lo speechwriter Lorenzo Biondi. Una lezione che è stata l’occasione per fare il punto sulle questioni più spinose dello scenario geopolitico attuale. Lavora a Bruxelles come speechwriter di Federica Mogherini ed è arrivato al fianco dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza dopo essersi occupato di Medio Oriente come giornalista. Lo speechwriter è stato ospite il 14 aprile del corso di Comunicazione e politica della facoltà di Scienze politiche e sociali, tenuto dal professor Luca G. Castellin . La sua lezione su Comunicazione politica e Public diplomacy di Federica Mogherini è stata l’occasione per intervistarlo sulle questioni più spinose dello scenario geopolitico attuale. Riuscirà il nuovo governo di unità nazionale a guidare la lotta contro l’Isis? «L’arrivo del governo di unità a Tripoli è un passo avanti importante per la stabilizzazione della Libia, e ci si è arrivati dopo mesi di lavoro per cercare una soluzione politica. Tutta l’Unione è d’accordo che è impensabile che, al termine di una fase di transizione, Bashar al-Assad resti alla guida della Siria.

 

EDUCatt: un colore per ogni servizio

EDUCatt: un colore per ogni servizio EDUCatt rinnova la sua grafica per comunicare meglio e più efficacemente con i suoi utenti: un colore per ogni servizio e una grafica sobria e immediata arrivano in tutte le sedi dell'Ente. by Redazione EDUCatt | 01 gennaio 0001 Il buon funzionamento di un servizio al pubblico passa anche attraverso una comunicazione efficace. L'obiettivo è anche quello di rendere il più possibile uniformi, oltre che la qualità e la varietà dei servizi offerti, anche gli strumenti di interazione e comunicazione con i propri utenti su tutte le sedi, pur nel rispetto delle specificità di ciascuna. Ecco dunque i colori abbinati ai servizi principali: - Verde per le Agevolazioni economiche, che si occupano soprattutto di borse di studio, rimborso tasse universitarie e aiuti in denaro. Acqua per l'Assistenza sanitaria e la Consulenza psicologica, che negli ultimi tempi è andata incontro a importanti rinnovamenti anche per quanto riguarda le sedi in cui il servizio viene erogato. Queste le nuove linee, che verranno veicolate attraverso tutti i materiali – cartacei e digitali – prodotti da EDUCatt e rivolti ai suoi utenti. educatt #servizi #comunicazione #libri #agevolazionieconomiche #ristorazione #sanitario #opportunita #viaggi Facebook Twitter Send by mail.

 

Geckathon, la sfida della comunicazione

Lavoro & New media Geckathon, la sfida della comunicazione Il contest ha fornito agli studenti un assaggio del lavoro di squadra, delle caratteristiche indispensabili e delle modalità utili alla costruzione di un piano di comunicazione efficace. Il 4 maggio è andata in scena la prima edizione di “Geckathon”, il contest organizzato e promosso dall’innovativa Laurea magistrale GeCo – Gestione dei contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali, dell’Università Cattolica di Brescia. Obiettivo del Geckathon è stato quello di fornire agli studenti del GeCo, o a coloro i quali sono intenzionati ad iscriversi, uno spaccato di tre situazioni reali che potenzialmente potrebbero trovarsi ad affrontare una volta inseriti nel mondo lavorativo. Un esempio? Per promuovere la nostra lampada catalitica, in grado di diminuire l’inquinamento all’interno della stanza ove è posta, abbiamo incentrato la comunicazione sui benefici sull’organismo umano, piuttosto che quelli sull’ambiente”. Anche per Capovin, affinchè una strategia di comunicazione vada a buon fine, “è fondamentale trovare i punti di forza e le specificità della realtà da promuovere, per trovare i canali giusti. Lo ha sottolineato Borsoni: “In questi ultimi dieci anni lo scenario comunicativo delle aziende è completamente mutato, per questo i profili usciti da una laurea magistrale come GeCo sono e saranno estremamente importanti per le piccole e medie imprese . Le maggiori difficoltà? “Tempi stretti, richieste da parte dei clienti che fremono, e una diversa visione delle cose: quello che intendete fare voi, non sempre rispecchierà quello che vuole fare il cliente” ha concluso Buzzi.

 

In Cattolica si impara a comunicare nel team

Piacenza 22 aprile 2016 In Cattolica si impara a comunicare nel team Oltre 100 gli studenti partecipanti alle lezioni proposte dalla prof.ssa Roberta Virtuani La capacità di comunicare e lavorare in gruppo sono richiesti agli studenti fin dai primi anni del loro percorso universitario. “Anche perché il lavoro di gruppo è alla base del successo delle aziende” sottolinea la prof.ssa Roberta Virtuani della facoltà di Economia e Giurisprudenza. “Per questo agli studenti di Economia della Cattolica abbiamo proposto un corso di tecniche della comunicazione, il cui secondo modulo riguardava proprio la comunicazione nel gruppo”. Un corso molto pratico, impostato come laboratorio, in cui gli studenti in prima persona costruiscono e “allenano” le loro competenze di comunicazione attraverso attività e giochi dalla cui dinamica scaturiscono aspetti di comportamento successivamente analizzati, valutati e discussi per evidenziare le caratteristiche della comunicazione in gruppo. “Attraverso la discussione di un caso in gruppo gli studenti imparano a relazionarsi reciprocamente, a confrontarsi gli uni con gli altri, a prendere decisioni collettive a partire dalla definizione di obiettivi e priorità, a creare un piano di lavoro apportando idee, opinioni ed esperienze diverse da condividere” prosegue Virtuani. “Anche nella comunicazione in gruppo, alla base di relazioni e scambi efficaci, c’è la capacità di ascolto e la capacità di ritagliarsi degli spazi di attenzione e un ruolo all’interno della discussione collettiva. Le attività di gruppo svolte durante il corso sono state organizzate dalla docente prof. Roberta Virtuani con professionisti quali Luigi Drei, formatore e consulente, Lorenzo Buscarino di Manpower, Ilaria De Faveri di Adecco, Matteo Medici di Umana e Rossella Sposato di Randstad.

 

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