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Ebrei in fuga a Shanghai

milano Ebrei in fuga a Shanghai In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, l’Istituto Confucio presenta il volume curato dalla professoressa Elisa Giunipero , che racconta la storia dei 18mila ebrei che trovarono asilo nel ghetto di Hongkou. marzo 2018 In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, è in uscita “ Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich ” (O barra O edizioni), un capitolo della storia della Shoah pressoché sconosciuto in Italia. La presentazione del volume, curato dalla professoressa Elisa Giunipero , direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà mercoledì 14 marzo alle 18 nell’Aula G.129 S. Paolo (largo Gemelli, 1 – Milano). La “Parigi d’Oriente” divenne la cornice di un’integrazione complessa eppure riuscita: migliaia di rifugiati trovarono asilo all’interno del ghetto di Hongkou dove condussero un’esistenza difficile, ma priva di conflitti con la popolazione locale. I diversi contributi raccolti nel libro ripercorrono gli eventi storici di quegli anni e descrivono lo straordinario sviluppo economico e socioculturale della metropoli in seguito all’incontro tra popoli tanto distanti tra loro. Accanto alle vicende collettive, emergono la voce della testimone Sonja Mühlberger, nata a Shanghai nel 1939, e la storia esemplare del console cinese a Vienna Ho Feng Shan, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver concesso il visto di espatrio agli ebrei in fuga dal Terzo Reich.

 

Il Confucio trova casa in Cattolica

INAUGURAZIONE IL 2 OTTOBRE IN VIA CARDUCCI Il Confucio trova casa in Cattolica Gli uffici di via Carducci dell’ateneo del Sacro Cuore saranno la prima sede lombarda dell’Istituto per la diffusione della lingua e della cultura cinese. Sarà luogo per gli esami HSK e per iniziative di scambio culturale 02 ottobre 2009 L’Università Cattolica di Milano diventa la prima sede lombarda dell’Istituto Confucio, l’istituzione che promuove lo scambio educativo e culturale nonché la cooperazione fra la Cina e altre comunità internazionali. L’iniziativa è frutto della convenzione siglata dal rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi e dalla professoressa Wang Lujiang , presidente della Beijing Language and Culture University, l’ateneo pechinese con cui è stato raggiunto l’accordo di collaborazione. L’istituto Confucio, promosso in tutto il mondo dal ministero dell’istruzione cinese e dall’Ufficio per la diffusione della lingua cinese all’estero (Hanban), è un’organizzazione non profit che ha lo scopo di promuovere la lingua e la cultura cinese. Le principali attività dell'Istituto sono corsi di lingua cinese svolti da insegnati madrelingua, sostegno alla preparazione per l’esame HSK - l’unico certificato di competenza linguistica cinese riconosciuto a livello internazionale - realizzazione di manifestazioni legate alla promozione e alla diffusione della cultura cinese. L’accordo tra Cattolica e Istituto Confucio fa seguito alla designazione da parte dello Hanban, nel settembre del 2008, del Servizio linguistico di ateneo ( Selda ) come sede ufficiale di esame, a cui è stato aggiunto il livello “advanced” come unica sede in Italia e terza in Europa. L´esame Hanyu Shuiping Kaoshi è l´unico riconoscimento di livello internazionale di lingua cinese ed è organizzato dall´Ufficio per la diffusione del Cinese all´estero (Hanban) del ministero dell´Educazione della Repubblica Popolare Cinese.

 

Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia

Milano Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia In largo Gemelli per la prima volta due vescovi cinesi hanno incontrato il Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin, primo frutto dell’Accordo provvisorio firmato a Pechino nel 2018 tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese. L’accordo, ha detto il cardinal Parolin, «guarda in primo luogo alla vita della Comunità cattolica in quel grande Paese e, di riflesso, incoraggia la Cina a un dialogo sempre più aperto e collaborativo in favore della pace come destino comune della famiglia umana». Con Papa Francesco siamo giunti agli ultimi passi – per ora – del lungo cammino iniziato da Benedetto XV nel 1919», ha detto il cardinal Parolin nel corso del suo intervento dedicato al tema: L’impegno della Chiesa Cattolica per l’unità della famiglia umana da Benedetto XV a Papa Francesco . Cominciando proprio dalle parole di cento anni fa di Benedetto XV, che per primo si fece portavoce di un approccio al contesto globale, anticipando anche molti degli uomini di potere di quegli anni, troppo ciecamente concentrati sul solo Vecchio Continente. Un ininterrotto filo rosso che ha collegato la Santa Sede a ogni angolo del mondo di anno in anno, nel tentativo di tenere il passo di una realtà che è mutata dal micro-cosmo di un’Europa guerrafondaia al mondo contemporaneo iper-globalizzato. Pertanto, ha concluso il cardinal Parolin, «la sempre più feconda integrazione dei Cattolici cinesi nella Chiesa universale e il cammino di riconciliazione tra fratelli avviato negli ultimi anni costituiscono certamente una novità di portata storica, di cui nel tempo beneficeranno in molti, non solo in Cina. Infatti, l’auspicio del Santo Padre Francesco e dell’intera Chiesa cattolica è che tutto ciò possa contribuire, con l’aiuto di Dio, all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno, ove l’armonia tra i popoli e le nazioni possa davvero contribuire alla causa della pace e all’unità della famiglia umana».

 

La Cattolica stringe i ponti con la Cina

La trasferta nella città cinese di Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario e presidente Alumni Cattolica, insieme a una delegazione dell’Ateneo, testimonia il sempre più intenso rapporto tra la Cattolica e i suoi laureati impegnati professionalmente nella realtà cinese. A fine settembre, su invito del Consolato Generale d’Italia, la professoressa Sciarrone Alibrandi ha rappresentato l’Ateneo partecipando al workshop “ Fintech: promoting growth and innovation, opportunities and pitfalls ” presso il Shanghai Technology Innovation Center, con un intervento dal titolo “Financial innovation in Europe: Italian best practice”. È stato molto interessante il confronto tra diversi punti di vista di accademici, rappresentanti di istituzioni e professionisti di settore, sulle potenzialità dell’innovazione tecnologica nel settore finanziario e, più in generale, nel settore dei dati e delle informazioni», commenta Antonella Sciarrone Alibrandi. L’idea condivisa da tutti è lanciare nel 2020 un evento più importante magari con il coinvolgimento di Associazioni Alumni di altre università». cina #shanghai #confucio #alumni Facebook Twitter Send by mail Print COMITATI INTERNAZIONALI ALUMNI UCSC Sono istituiti i Comitati internazionali nei territori dove sono presenti ex studenti dell’Università Cattolica che desiderano ritrovarsi, incontrarsi e conoscersi per creare una forte rete locale. Nascono come punto di riferimento per gli Alumni all’estero per: • favorire lo scambio con il mondo professionale locale; • promuovere attività di carattere culturale, ricreativo, formativo a favore dell’Ateneo per il sostegno alla didattica e alla ricerca, nonché finalizzate allo sviluppo dell'Università stessa. Registrandosi, con le proprie credenziali iCatt, al portale MyAlumni , è possibile accedere alle community dei Comitati, per entrare in contatto con gli altri Alumni iscritti.

 

De Scalzi, l’Ateneo laboratorio di dialogo

Speranza di pace tra oriente e occidente”, il vescovo ausiliare di Milano afferma che l’Università Cattolica ancora una volta risponde al suo impegno di essere luogo di confronto culturale, diplomatico e geopolitico. maggio 2019 Il vescovo ausiliare di Milano monsignor Erminio de Scalzi (a sinistra nella foto) ha portato il saluto dell’arcivescovo monsignor Mario Delpini al convegno internazionale “1919-2019. Speranza di pace tra oriente e occidente”, l’evento promosso il 14 maggio in occasione dei 10 anni dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, a cui hanno preso parte il Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin e, per la prima volta in un incontro pubblico, due vescovi cinesi. di monsignor Erminio de Scalzi Porto il saluto di sua eccellenza monsignor Mario Delpini arcivescovo di Milano a tutti i partecipanti al convegno internazionale “Speranza di pace tra oriente e occidente” e agli illustri relatori. Vorrei salutare in particolare sua eminenza il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, sua eccellenza il vescovo di Pechino e sua eccellenza il vescovo di Shantou che l’arcivescovo si onora di accogliere domani per celebrare con loro la santa messa e vivere un momento di fraternità. La nuova fase di relazioni tra Santa Sede e Pechino, nell’accordo del 22 settembre dello scorso anno, dice la speranza di duraturi rapporti di collaborazione e di stima reciproca che si vogliono coltivare e approfondire. Mi piace ricordare un grande amico del popolo cinese, il senatore Vittorino Colombo: figura di singolare cristiano ambrosiano, ben noto a questa università, nella quale si è laureato e che ha vissuto una profonda amicizia con il rettore di allora, l’indimenticabile prof. Giuseppe Lazzati.

 

Alla Cattolica il premio “Istituto Confucio dell’anno”

Cina Alla Cattolica il premio “Istituto Confucio dell’anno” Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato a Changsha, in considerazione della sua vasta attività per la diffusione della lingua. La direttrice Elisa Giunipero : «Un risultato importante che arriva dopo 10 anni di intenso lavoro» 10 dicembre 2019 “ Istituto Confucio dell’anno ”. Nel decimo anniversario della sua fondazione, l’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica riceve questo prestigioso riconoscimento in considerazione della sua vasta attività per la diffusione della lingua cinese, con circa 300 iscritti ai corsi di lingua e 1.000 esami di certificazione linguistica all’anno. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo martedì 10 dicembre 2019 a Changsha , una città della Cina meridionale, nell’ambito della conferenza internazionale che vede riuniti tutti i rappresentanti delle 550 università del mondo che hanno un Istituto Confucio. La delegazione dell’Università Cattolica è composta dal professor Pier Sandro Cocconcelli , che ha ritirato il premio in rappresentanza del rettore Franco Anelli , e dalla professoressa Elisa Giunipero (insieme al professor Cocconcelli nella foto in alto con il premio) , direttrice dell’Istituto Confucio. Il premio è conferito ogni anno dallo Hanban (l’ufficio per la diffusione della lingua cinese, preposto alla gestione degli Istituti Confucio nel mondo) a quegli Istituti che si sono distinti per l’ampiezza e la qualità dei risultati raggiunti. È un risultato importante - afferma Elisa Giunipero - che arriva dopo 10 anni di intenso lavoro da parte di molti in Cattolica, condiviso quotidianamente con i nostri colleghi cinesi della Beijing Language and Culture University.

 

I sogni degli italiani di origine cinese

Sorridendo, Marco Wong , presidente onorario di Associna e riferimento per la comunità italiana dei cinesi di seconda generazione, dice che questa è la domanda che ha terrorizzato la sua infanzia. Invitato all’incontro “ Parlando di tè ” organizzato da Alumni Cattolica e Istituto Confucio dell’Università Cattolica , Wong ha raccontato la sua esperienza come Italian born chinese, e presentato la raccolta di romanzi Cinarriamo . Prima di lui la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Ateneo e presidente di Alumni Cattolica , ha evidenziato l’attenzione che l’Università presta agli studenti cinesi di prima e seconda generazione. L’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, di cui la professoressa Elisa Giunipero è direttore, dal 2009 svolge una funzione di mediazione tra la comunità cinese e quella italiana, e nel 2019 è stato eletto Istituto Confucio dell’anno. Recentemente, inoltre, è stato eletto consigliere comunale di Prato, città italiana con una foltissima comunità cinese, e che nel 2019 ha espresso l’esigenza di avere due rappresentanti nella giunta cittadina. Dagli anni 2000, data la «mancanza di voci che narrano il punto di vista cinese», è stato coinvolto nel tentativo di raccontarne la comunità di Roma, tentativo che ha fatto da trampolino alla scrittura del suo primo romanzo. Il tema della raccolta è fornire la possibilità di esprimersi e raccontarsi», ma anche tentare di affermare la validità di un’identità che vede la propria ricchezza proprio nella sua “ambiguità”.

 
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