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Terra Santa, Francesco nei libri antichi

Creleb Terra Santa, Francesco nei libri antichi Creleb e Biblioteca della Custodia di Terra Santa celebrano la storia secolare della presenza dei Francescani a Gerusalemme raccontando attraverso un percorso di immagini, testi agiografici ed edizioni di vari scritti, la figura del loro santo fondatore. Sulle orme del fondatore, che in prima persona visitò i luoghi della vita di Gesù, i figli di San Francesco si assunsero la missione di custodire “le terre d’Oltremare”, in modo da garantire la possibilità a fedeli e pellegrini di visitare i luoghi della Salvezza. Nel corso dei secoli la Custodia di Terra Santa non è mai venuta meno alla propria missione attraverso la conservazione dei Luoghi Santi, il sostegno ai cristiani locali e il continuo e fecondo dialogo interreligioso e interculturale. Della mostra è stato anche allestito un catalogo , ricco di illustrazioni e redatto in italiano e inglese, pubblicato da Ats Pro Terra Sancta. Per approfondire alcune tematiche legate al rapporto tra mondo digitale e fruizione del patrimonio librario antico, inoltre, è stato organizzato per il giorno 8 novembre il colloquio internazionale Libri antichi e biblioteche digitali, tra catalogazione e fruizione virtuale del patrimonio culturale. Questa iniziativa rientra nel progetto “Libri ponti di pace” che mira alla valorizzazione del patrimonio librario della Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa per farne occasione di reali momenti di conoscenza e di dialogo tra le differenti componenti della città di Gerusalemme. L’iniziativa, inserita in un più ampio quadro di collaborazione tra Custodia di Terra Santa e Università Cattolica di Milano, vede la piena sinergia tra Ats pro Terra Sancta e Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb).

 

Creleb, libri antichi e servizi moderni

EDITORIA Creleb, libri antichi e servizi moderni by Luca Rivali | 23 settembre 2009 Un workshop di aggiornamento e formazione in discipline del libro e del documento con la partecipazione di dottorandi e operatori del settore delle biblioteche e degli archivi. Dopo i saluti e le parole introduttive di Mario Taccolini , direttore del dipartimento di Scienze storiche e filologiche, Giancarlo Petrella , docente di linguaggi e prodotti editoriali all’Università Cattolica, ha tenuto una lezione sull’interessante caso di una miscellanea di opuscoli quattro-cinquecenteschi, conservata presso la Biblioteca comunale di Trento. Edizioni popolari del Rinascimento in una miscellanea ottocentesca, Udine, Forum, 2009), si compone di una serie di venticinque edizioni di poche carte con temi “popolari” e quasi sempre senza dati tipografici. I libri di Da Como contengono una miniera di casi da studiare e permettono di aggiungere un tassello importante a quella storia del collezionismo librario italiano che rimane ancora da scrivere. Al termine della prima giornata Ennio Ferraglio , direttore della Biblioteca Queriniana di Brescia, ha offerto una visita guidata alla storica biblioteca bresciana, ripercorrendone le vicende salienti con particolare riguardo alla figura del fondatore, il Cardinale Angelo Maria Querini (1680-1755). Ha chiuso il workshop l’intervento di Alberto Bettinazzi , coordinatore del sistema bibliotecario “Brescia Est”, che ha proposto una riflessione, costruita su solide basi normative, sulla possibile integrazione dei vari servizi culturali del territorio: biblioteche, archivi e musei. Il dialogo dei servizi culturali del territorio a trent’anni dalla nascita del Sistema Bibliotecario Brescia Est , Milano, Cusl, 2009), che ha sviluppato appunto il tema dell’integrazione, o meglio del dialogo, tra le cosiddette “istituzioni della memoria”.

 

Aldo Manuzio, cinque secoli dopo

MILANO Aldo Manuzio, cinque secoli dopo A 500 anni dalla morte, il Creleb organizza un convegno internazionale all’Ambrosiana con studiosi da tutto il mondo per celebrare la figura del grande stampatore veneziano. novembre 2015 Nell’anno delle celebrazioni per ricordare Aldo Manuzio, il grande stampatore veneziano di cui ricorrono i 500 anni dalla morte, il Centro di ricerche europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) dell’Università Cattolica organizza domani giovedì 19 novembre nella Sala delle Accademie dell’Ambrosiana di Milano il convegno internazionale Five Centuries Later. L’iniziativa, a cui parteciperanno, insieme al direttore del Creleb Edoardo Barbieri , studiosi da tutto il mondo, è promossa insieme alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. In contemporanea al convegno internazionale, il Creleb ha allestito la mostra Festina lente dedicata alla vita e soprattutto all’opera di Manuzio. La mostra, che è visibile sul sito http://aldo.libriantiqui.it , propone un percorso virtuale tra le edizioni aldine della Biblioteca Trivulziana di Milano. L’iniziativa ha una doppia finalità: da una parte mette in risalto, attraverso i testi dei “pannelli”, gli aspetti storici, economici e sociali che hanno reso grande l’avventura aldina. Dall’altra parte offre agli studiosi, grazie al web, l’accesso a immagini ad alta definizione tratte dalle edizioni aldine possedute dalla Trivulziana, in modo da analizzare in modo ancora approfondito l’aspetto tecnologico dell’impresa dell’ancora col delfino.

 

Raccontare il libro antico

Milano Raccontare il libro antico Il lavoro di catalogazione di tre anni dell’Università Cattolica sfocia nella mostra “Biblioteche riscoperte” che espone 120 preziosi e unici incunaboli della Braidense. Storie di libri, di persone e di biblioteche milanesi tra le edizioni quattrocentesche della Braidense ” che resterà aperta nella Sala Maria Teresa della Biblioteca fino al prossimo 28 marzo. Da circa dieci anni il Centro di ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) dell’Università Cattolica collabora con Regione Lombardia per le biblioteche quattrocentesche del territorio e negli ultimi anni in particolare per il patrimonio della Braidense - ha spiegato Edoardo Barbieri , direttore del Centro -. A rappresentare questo primo percorso ci sono il primo libro stampato in Italia con indicazione di data (1465), un rarissimo libretto silografico (probabilmente di pochi anni posteriore all’invenzione della stampa), e ancora uno dei primi libri a stampa in ebraico. Tra gli antichi possessori di questi volumi, oltre a conventi, monasteri, religiosi e letterati e intellettuali, figurano anche dei nobili e reali come Re Luigi XV di Francia di cui sono in mostra due esemplari. Nella terza sessione sono esposti volumi facenti parte dell’antica biblioteca dei gesuiti di Brera (e delle altre case gesuite milanesi) ma anche dei numerosi conventi milanesi e lombardi soppressi durante la dominazione austriaca le cui biblioteche, almeno in parte, sono confluite nella biblioteca Braidense. Si tratta di una collezione di incunaboli molto importante, una sorta di giallo perché non solo questi libri sono oggetto di pregio ma contengono le tracce dell’esistenza di biblioteche milanesi nascoste di cui non sapevamo nulla - ha commentato James Bradburne , direttore della Pinacoteca e della Biblioteca Braidense -.

 
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