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Giustizia, da Sturzo l’invito a bonificare i pozzi avvelenati della pubblica opinione

Un ambito inscindibile dall’orizzonte morale e che della politica (e della sovranità) è una componente fin troppo vistosamente rappresentativa. La più avanzata riflessione dei penalisti si iscrive del resto, da tempo, in quella che viene detta la politica criminale, ovvero il sistema delle decisioni politiche, auspicabilmente razionali e legittime, in materia criminale. Due grandi figure che, riprendendo le parole di Sturzo, hanno sentito «alto», fino al supremo sacrificio, «il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti ». La cosiddetta ‘pace’, imbastita sotto l’ombra greve della paura e del risentimento, fu soprattutto, al di là della retorica e delle buone intenzioni, la prosecuzione con altri mezzi della guerra cui asseriva di voler porre rimedio. Quell’esperienza, che l’anniversario merita di riportare alla nostra attenzione, vale come ennesima illustrazione degli effetti moltiplicatori della violenza prodotti dalla smania di rivalsa e di restituzione del torto. Proprio come avviene ogni giorno di fronte alla emergenza epocale delle migrazioni, ridotta a un mero coacervo di colpevoli da braccare e punire (scafisti, ONG, migranti stessi, ecc.). docente di Diritto penale e Criminologia, facoltà di Giurisprudenza , direttore dell’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla giustizia penale Settimo articolo di una serie dedicata ai cento anni dall’Appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo #giustizia #sturzo #penale #criminale Facebook Twitter Send by mail.

 
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